Zeman non teme la rescissione

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Magari si aspettava un 25 aprile più tranquillo da dedicare solo al golf, ma Zeman è riuscito a trascorrere il giorno di festa con una discreta serenità. La notizia della possibile richiesta di rescissione del contratto, come replica della Roma alla sua recente intervista «non autorizzata», lo ha colto di sorpresa, senza però turbarlo più di tanto.

Il boemo, in fondo, pensa di non aver detto nulla di grave e semmai di aver ribadito concetti già esposti da allenatore nel pieno delle sue funzioni. Non aveva però calcolato tutti i rischi: a Trigoria le sue parole hanno creato un bel po’ di agitazione, a tal punto da rivolgersi agli avvocati per studiare un possibile licenziamento per giusta causa. Dopo aver letto l’intervista, Baldini si è confrontato con Zanzi, Fenucci e il consigliere Baldissoni e insieme hanno deciso di inviare l’intervista ai legali di fiducia che ora stanno analizzando le parole del boemo e il suo contratto. In quelle pagine c’è la chiave della faccenda: secondo la Roma esiste una clausola che specifica chiaramente il divieto di parlare senza l’autorizzazione del club e le relative sanzioni, a detta del boemo non c’è nulla di così specifico che potrebbe inchiodarlo a livello legale. La richiesta di una multa è scontata, ma visto come si sono messe le cose Zeman potrebbe opporsi anche a quella.

Una questione di principio e di soldi. Se la Roma dovesse davvero ottenere la rescissione del contratto, risparmierebbe oltre due milioni di euro lordi, quelli che deve al boemo fino a giugno 2014. A meno che un’altra squadra se lo prenda.

Corchia: “Mi piacerebbe giocare nella capitale”

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TMW – Il giovane terzino del Sochaux, Sebastien Corchia, ha rilasciato un’intervista alla redazione del sito web parlando, tra le altre cose, di mercato. Queste le sue parole:

Il futuro, però, potrebbe essere in Italia.
“Non lo so ancora. Io mi concentro sulla mia stagione, per adesso: i miei agenti lavorano per me, ma è certo che mi piacerebbe. Ho la doppia nazionalità, francese ed italiana, parlo la vostra lingua e conosco l’Italia. Vedremo…”.

Contatti in corso?
“Non personalmente, il mio agente si occupa del mio futuro”.

Tante big la seguono: dove vorrebbe giocare?
“Roma, Inter, Juventus. Sono tutte grandi, grandissime squadre. Non ce n’è una in particolare, perché dobbiamo valutare tante cose. Io sono giovane, voglio continuare a giocare e poi vedremo il da farsi”.

Jovetic, Roma in pressing. Osvaldo è la chiave

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LEGGO (F. BALZANI) – Da semplice sondaggio a trattativa vera, da sogno inconfessabile a possibile acquisto per restituire entusiasmo alla piazza e convincere Mazzarri o Allegri. Stevan Jovetic a piccoli passi si avvicina alla Roma e dopo un primo approccio con la Fiorentina e col procuratore del montenegrino (circa un mese fa) si è passati a un flirt vero e proprio, complice anche la timidezza della concorrenza. Dieci milioni più Osvaldo e Bertolacci (o Caprari) è la proposta della Roma, che non dispiace affatto alla Fiorentina da tempo sulle tracce dell’ italo-argentino. I viola a marzo avevano preso tempo in attesa di offerte dall’Inghilterra, ma nonostante i buoni propositi, l’Arsenal non vuole spendere 30 milioni, mentre il City (che ha una prelazione su Jojo dopo l’affare-Nastasic) è orientato su Cavani. Ci sarebbe la Juve, ma Della Valle non ne vuole saperne di trattare coi bianconeri.

Così resta la Roma che vede in Jovetic il perfetto partner d’attacco di Destro e Lamela (22 anni di media in tre) oltre a un futuro meno traumatico per il dopo Totti. E il giocatore? Il montenegrino dopo 5 anni di Firenze vuole cambiare aria anche a causa del rapporto non proprio idilliaco con Montella e – pur preferendo un club da Champions – non direbbe no alla Roma tanto che il suo procuratore, Ramadami, (con l’intercessione di Sergio Berti, agente tra gli altri di De Rossi) si è già messo a lavoro con Sabatini. Nessun problema per il contratto: Jovetic a Firenze guadagna 2,2 milioni, a Roma ne prenderebbe uno di più.

L’unico ostacolo a un affare che la dirigenza giallorossa vorrebbe chiudere entro fine campionato resta Osvaldo. L’attaccante preferisce altre mete (Spagna o Juve), ma finora anche per lui non sono arrivate grandi offerte se si esclude un timido sondaggio del Napoli. Spetta a Pradè convincerlo del progetto Fiorentina; la qualificazione in Champions del club viola sarebbe un aiuto non da poco. Inutile dire che l’acquisto di Jovetic sarebbe benedetto sia da Allegri sia da Mazzarri che da Pioli (i tre allenatori in lizza per la panchina giallorossa) anche se dalla Russia Spalletti si dice sicuro: «Per me resta Andreazzoli, è giusto così». Zamparini, infine, conferma: «Ilicic e Munoz? Con Sabatini ci siamo sentiti ieri, a fine campionato parleremo di un paio di giocatori»

Osvaldo apre alla Fiorentina. E la Roma punta Ilicic ed Hernandez

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GASPORT (M. CECCHINI) – Gli agiografi più vicini a Walter Sabatini lo descrivono comecultore delle opere di Josè Saramago. Confidando forse nel fatto che il presidente James Pallotta — re degli spietati hedge fund — non sappia mai come lo scrittore portoghese fosse iscritto al partito comunista, può essere che il d.s. (come quasi tutti nel suo ambiente) si senta come la protagonista del romanzo «Cecità ». Ovvero, in un mondo di ciechi, anche una donna apparentemente fragile è più utile di tutti gli altri se dotata di vista. Accantonati i tanti significati simbolici, diciamo che Sabatini esercita già il suo occhio per domare il futuro. Nessuna sorpresa, perciò, che ieri Maurizio Zamparini abbia rivelato. «Ho sentito Sabatini stamattina — ha detto a Radio Radio — e lui mi ha detto: “A fine campionato ci vediamo per un paio di giocatori”». I nomi individuati dovrebbero essere tre: gli attaccanti Ilicic (seguito però anche da Juve e Milan) ed Hernandez, insieme a Munoz.

Sau e Sakai Ma non può essere solo Palermo la fonte a cui attingere. E così la Roma torna a monitorare Sau del Cagliari, anche se i rapporti coi sardi sono ai minimi storici. Un club con vocazione così internazionale, però, non perde di vista la possibilità di coniugare calcio e affari. Per questo si segue anche un nazionale giapponese nato a New York e con passaporto tedesco. Si tratta di Gotoku Sakai, 22 anni, terzino destro dello Stoccarda, che potrebbe aiutare ad esportare il marchio nel Sol Levante, anche se in quel ruolo piace pure Corchia (Sochaux).MalaRomapensa anche alle cessioni. E così da Trigoria si sussurra come Osvaldo — dopo la Premier — gradirebbe un trasferimento a Firenze, dove vivono due dei suoi tre figli. Questo però solo dopo i titoli di coda, visto che l’attaccante è ancora molto utile alla causa giallorossa, a partire già da domenica col Siena. Con Destro squalificato, all’argentino infatti toccherà un posto da titolare e la solita penitenza dei fischi che gli riserverà l’Olimpico.

Allegri&Mazzarri Una cosa è certa: il futuro avrà un nuovo allenatore e una nuova filosofia. A Trigoria adesso dicono: abbiamo capito che a Roma è impossibile fare un calcio aristocratico. E così spazio ad Allegri o Mazzarri, perché gente abituata a trattare con Seedorf e Cavani, sa come farsi sentire anche da Totti e De Rossi. Occhio però sempre alla terza scelta Pioli, che piace per le sue qualità tattiche. In attesa delle decisioni, chiudiamo con i sospironi fatti a Trigoria davanti al Borussia Dortmund. «Dovremmo ispirarci a loro», dicevano ieri. Buona idea,maoccorrerà pazienza. Almeno la stessa che ebbe Saramago prima di arrivare al Nobel.

Roma, ecco le contropartite tecniche per arrivare a Pioli

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Chievo vs Catania Campionato Italiano Serie A Tim 2010 - 2011

SPORTMEDIASET.IT – Stefano Pioli è uno dei candidati alla panchina della Roma per la prossima stagione. Ma uno degli ostacoli per arrivare all’attuale tecnico del Bologna sarebbe rappresentato dal recente rinnovo del contratto con il club felsineo fino al 2015. Secondo le ultime indiscrezioni la Roma, qualora decidesse di puntare con decisione su Pioli, metterebbero sul piatto alcune contropartite tecniche per convincere il Bologna a liberare l’allenatore.
Nello specifico si tratta di Gianluca Curci, attualmente in prestito proprio dalla Roma, più un altro giocatore, da scegliere in una rosa di tre nomi: Nico Lopez, Panagiotis Tachtsidis e Vasilis Torosidis.

Zamparini: “Sabatini mi ha detto che vuole parlare di un paio di giocatori”

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RADIO RADIO – Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini ha commentato ai microfoni dell’emittente radiofonica le notizie sull’interesse della Roma per Josip Ilicic:

“Con Sabatini ci siamo sentiti ieri, ma non per Ilicic. Lo volevo salutare e chiedergli un paio di cose. Poi lui alla fine mi ha detto: a fine campionato ci risentiamo per un paio di giocatori. Comunque ci sentiamo spesso, è una persona che stimo.”

Andreazzoli alla squadra: “Sono deluso, basta figuracce”

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FONTE: GASPORT (A. PUGLIESE) – Alla fine non c’è stato nessun confronto, ma solo un piccolo monologo. Quello con cui Andreazzoli  ha voluto manifestare tutta la sua delusione alla squadra dopo la figuraccia vissuta domenica scorsa contro il Pescara, discorso che martedì (alla ripresa) era stato posticipato per motivi logistici. «Non si possono fare certe figuracce, sono molto deluso, e dire che nei giorni precedenti la partita ne avevamoparlato anche a lungo», è stato un po’ il succo delle parole del tecnico giallorosso al gruppo. Che poi, però, ha aggiunto: «Continuo ad avere ancora fiducia in voi, adesso cercate di mettervi tutto alle spalle e di concentrarvi sul Siena e sul finale di stagione». Del gruppo non ha replicato nessuno, anche i giocatori si sono resi conto— probabilmente — di aver toccato stavolta davvero quasi il fondo.

A caccia del tecnico Andreazzoli andrà avanti fino alla fine della stagione, poi resterà alla Roma con altri compiti (probabilmente con un ruolo da direttore tecnico). a Trigoria sono contenti di lui e del suo operato, ma ora vanno a caccia di un allenatore diverso, uno che abbia il profilo del «sergente di ferro» o che comunque ci si assomigli per pedigree e passato. L’identikit porta diretti a Walter Mazzarri, che in questo momento si ritiene «libero» dal Napoli e che la Roma l’aveva già accarezzata per un paio di giorni nel settembre del 2009, quando Spalletti si dimise (e prima che la Sensi scegliesse Ranieri). Ma con il tecnico del Napoli, la prima scelta a Trigoria resta Massimiliano Allegriil cui futuro al Milan resta ancora incerto. Dietro di loro si sta facendo spazio anche Eusebio Di Francesco, anche se per molti motivi è un’opzione di difficile attuazione: è un ex (anche amato), è vero, ma non ha ancora lo spessore per «calmierare» la piazza e, per di più, lui stesso ha paura di potersi bruciare.

Mercato Nel frattempo Sabatini sta lavorando anche sulla Roma che verrà. E proprio in queste ultime ore ha riannodato i fili con il suo ex presidente Maurizio Zamparini per arrivare prima delle altre big su Josip Ilicic, il trequartista sloveno che ieri ha giurato amore al Palermo («La città mi è entrata nel cuore, qui sto benissimo e voglio regalarle la salvezza») ma che al 99% lascerà l’isola (a prescindere dalla salvezza). Sul giocatore ci sono anche club stranieri,ma Sabatini spera di sfruttare i suoi buoni rapporti, sia con Zamparini, sia con il giocatore. In più il d.s. giallorosso ha messo gli occhi su Sebastien Corchia, esterno destro di difesa del Sochaux, classe ’90, uno che ha fatto tutte le nazionali giovanili francesi, fino all’Under 21.

Coppa Italia Fumata grigia, infine, sul piano della Lega per la finale di Coppa Italia (i cui biglietti non sono ancora in vendita). Ieri mattina è stato presentato alla Questura di Roma, che dopo aver manifestato un evidente scetticismo iniziale, si è presa qualche ora in più per rifletterci sopra. La Questura vorrebbe infatti evitare qualsiasi tipo di contatto tra le due tifoserie e l’idea di utilizzare un settore famiglie come «cuscinetto» non convince. L’altra soluzione al vaglio è quella della divisione delle tribune: la Tevere alla Lazio, la Monte Mario alla Roma. In tal caso, ballerebbero 3.600 posti in più nella Tevere, che potrebbero essere utilizzati — questi sì — come «ammortizzatore » tra le tifoserie, La decisione è attesa per domani e probabilmente arriverà contestualmente con quella definitiva del Prefetto su data e orario della partita.

Il Fulham vende per arrivare a Stekelenburg

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EXPRESS.CO.UK –  Il Fulham vuole Stekelenburg ed è storia nota. Ora gli inglesi stanno cercando di vendere almeno uno dei portieri in rosa per fare spazio all’estremo difensore olandese, uno dei nomi caldi in uscita in casa giallorossa.

Il primi indiziato in casa londinese è David Stockdale: il Fulham ha avviato le trattative con West Ham e Hull City sulla base di 4 milioni di sterline; questa la cifra che i Cottagers hanno intenzione di investire per l’ingaggio di Stekelenburg.

Allegri tratta, Baldini lo aspetta

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – La Roma o, magari restando fermo un anno, all’estero: Massimiliano Allegri sa che cosa farà da grande. Il club giallorosso è la sua prima scelta italiana, se il Milan lo lascerà andare: è sicuro che il gruppo giallorosso, con i giusti e mirati interventi, può essere subito competitivo. Il management di Pallotta si basa proprio sulle sue convinzioni. Baldini e Sabatini, proprio partendo dall’attrazione che l’attuale tecnico rossonero ha nei confronti della squadra e anche della piazza, lo considerano da tempo l’allenatore ideale per la terza stagione dell’éra Usa. E lo aspettano. Nel senso che, pur di non commettere altri passi falsi, non gli mettono fretta. Possono attendere anche due settimane. Ma prima della fine del campionato vorrebbero conoscere la sua decisione definitiva. Ovviamente tengono aperti i contatti con Mazzarri, almeno fino a quando non avrà detto sì al triennale da 10 milioni che gli offre il presidente De Laurentiis per farlo restare al Napoli. E’ curioso che il club partenopeo, come prima alternativa, abbia Allegri. Il triangolo è intrigante. Ma, tra le soluzioni, non si può escludere quella che lascia tutto come adesso. Non proprio tutto, perché a Trigoria comunque uno, al posto di Andreazzoli, deve arrivare.

LA POSIZIONE DI MAX
Berlusconi, questo è noto, non è favorevole alla conferma. Galliani sì. Perché non ha il sostituto di Allegri. La società rossonera non può offrire ingaggi da top coach. E l’ad, al contrario del presidente, non se la sente di lanciare uno come Seedorf, tra l’altro da supportare con un altro tecnico (almeno per il primo anno), o di scegliere altre opzioni suggestive. Solo il mancato piazzamento in Champions può accelerare l’operazione: Allegri non avrebbe più problemi ad accettare la proposta di Baldini. Da tenere presente, però, in caso di terzo posto, pure la strategia del tecnico livornese che ha già presentato le sue richieste a Galliani: 1) prolungamento del contratto (scadenza 30 giugno 2014); 2) tre rinforzi di primo piano: un difensore e due centrocampisti. L’ad, per il momento, prende tempo. Ecco perché Allegri non è sicuro di restare sulla panchina rossonera.

LA TELEFONATA DI MASSARA
Da ottobre la Roma, in considerazione della partenza difficile del Milan e della conseguente situazione a rischio del tecnico, ha come primo candidato Allegri. Ma non è un nome nuovo: Baldini e Sabatini, in sintonia su questa trattativa, pensano all’allenatore rossonero già da un anno. Da quando Luis Enrique comunicò ai dirigenti giallorossi che avrebbe lasciato Trigoria. Allegri, perso lo scudetto che sembrava vinto, non sentiva più la fiducia di Berlusconi. Così la Roma provò a capire se fosse possibile un suo addio anticipato al club rossonero. Per una questione d’orgoglio il livornese decise di restare. Non avrebbe mai lasciato nella stagione in cui era comunque arrivato secondo, chiaramente penalizzato anche nello scontro diretto con la Juve (gol di Muntari non assegnato). Nè voleva dare l’impressione di arrendersi alle critiche del presidente. Dalla capitale lo chiamò Massara, il braccio destro di Sabatini che lo conosce da tempo. Fredric e Massimiliano, nell’estate del ’91, si trasferirono dal Pavia al Pescara. Galeone chiese Massara e si ritrovò in rosa pure Allegri: a fine stagione festeggiarono la promozione in A.

LE ALTRE PISTE
Il nome di Mazzarri non esce ancora di scena. Anche perché il tecnico di San Vincenzo deve dare una risposta a De Laurentiis e, a quanto pare, non ha ancora deciso se rimanere al Napoli. La Roma lo convince per la struttura societaria. Oltre a lui, Sabatini tiene vivo il rapporto con Pioli, nonostante abbia già rinnovato con il Bologna, e segue anche Maran. A Baldini, invece, piace Di Francesco che sta per salire in A con il Sassuolo che presto gli farà firmare il nuovo contratto. Da segnalare le attenzioni dei bookmakers per la panchina della Roma: sulla lavagna di Bet1128 (portale di scommesse sportive) Andreazzoli è ancora il favorito (quota 2,50), seguito da Mazzarri (3,50), Allegri e Manuel Pellegrini (stessa quota, 4,50). Staccato Pioli (6).

LO SFOGO DI AURELIO
A proposito di Andreazzoli, ieri mattina il previsto faccia a faccia con la squadra. «Sono proprio deluso. Non mi è piaciuto il vostro atteggiamento contro il Pescara. Eppure ne avevamo parlato dopo la gara contro l’Inter. E’ inutile che discutiamo di tecnica o di tattica, se poi entrate in campo in quel modo. Pensiamo al campionato, dobbiamo entrare in Europa, e non al derby di coppa» la sintesi del suo discorso. Duro e mirato.

Zeman, possibile rescissione

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FONTE: LA REPUBBLICA  – Roma-Zeman, non è finita: oltre alla multa, il club ha dato mandato a un proprio legale di valutare la possibilità di rescissione per giusta causa dopo le sue recenti frasi contro i dirigenti.

Il contratto prevede la clausola arbitrale, ma il collegio preposto non esiste più: troppo intimare il licenziamento per giusta causa (portando la questione davanti al tribunale del lavoro), più semplice trattare una risoluzione consensuale.

Osvaldo e De Rossi in vendita

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LA REPUBBLICA (M. PINCI) – Un tesoretto per finanziare la rivoluzione 3.0. Dopo l’ennesima stagione flop, la Roma dovrà (ri)costruire: almeno sei pedine, forse sette. E con un bilancio in profondo rosso, i soldi necessari — oltre che dalle tasche di mr Pallotta sotto forma di aumento di capitale — potrebbero arrivare da due cessioni illustri: Osvaldo e De Rossi. Addii dolorosi, ma da cui la Roma potrebbe incassare cifre tra i 20 e i 30 (a essere ottimisti) milioni complessivi, cui sommare i 14 che i due ingaggi pesano ogni anno a bilancio.

In fondo, il rendimento non certo stupefacente di questa stagione, il distacco ambientale dei due apparentemente irreversibile, un mercato intorno al loro nome ancora vivo ne fanno nomi ideali da sacrificare. Osvaldo non dovrebbe neanche faticare a trovare casa: lui vorrebbe il Valencia, l’Anzhi ha già bussato e ci riproverà in estate. Presto potrebbe farlo anche il Napoli, che pensa concretamente di investire su di lui una (piccola) parte degli euro che incasserà da Cavani. E poi c’è la Fiorentina, alla costante ricerca di un giocatore così.  Più complesso trovare qualcuno disposto a farsi carico dei 6 milioni netti percepiti da De Rossi alla soglia dei 30 anni: Mourinho se firmerà con Psg o Chelsea, ma anche Ancelotti dovesse finire al Real, gli darebbero volentieri credito.


E ora la Roma pensa di portare Zeman in tribunale

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zeman-baldiniFONTE: IL TEMPO – Zeman in tribunale. E stavolta dall’altra parte non ci sarebbe la Juventus di Moggi, ma la Roma degli americani e di Baldini. Ci sono almeno due milioni di motivi perché uno scenario impensabile fino a pochi mesi fa, diventi realtà. Le dichiarazioni di fuoco del boemo contro la società hanno fatto saltare dalla sedia i dirigenti di Trigoria: la reazione immediata è stata una telefonata agli avvocati di fiducia, che in queste ore stanno passando al setaccio l’intervista «incriminata», valutando se, oltre a una multa, esistano i presupposti per chiedere addirittura la rescissione del contratto.

Difficile ma non impossibile, anche se la strategia è tutta da studiare. La richiesta della multa è scontata, qualora si decidesse di andare oltre al boemo verrebbero imputate dichiarazioni «lesive» nei confronti del club e particolarmente gravi, facendo leva anche sulla quotazione in Borsa della Roma. Decaduto il Collegio Arbitrale, incaricato negli anni passati di dirimere casi simili, gli avvocati devono individuare un altro organo interno della Figc a cui rivolgersi. Altrimenti l’unica strada è una causa di lavoro: la Roma potrebbe licenziare l’allenatore che poi si appellerebbe al Tribunale civile. La società fa leva sulle clausole presenti sul contratto del boemo (allo studio dei legali insieme all’intervista) che gli impedirebbero di rilasciare dichiarazioni senza essere autorizzato. A pensarci, è un bel paradosso: l’uomo che ha lasciato la Roma lamentandosi dell’assenza di regole, ne avrebbe infranta una. Sempre che il contratto lo specifichi davvero.

Di sicuro, in questo rapporto nato sotto i migliori auspici e finito malissimo, ci sono in mezzo ancora tanti soldi. I due milioni e oltre di cui sopra: Zeman è legato alla Roma fino a giugno del 2014 e, se non trovasse un’altra squadra da allenare nella prossima stagione, dovrebbe percepire circa due milioni di euro lordi, oltre agli stipendi di quest’anno che, con i ritardi comuni a tutte le società di serie A e permessi dalle regole Covisoc, sta ricevendo attualmente. Dopo l’esonero di inizio febbraio ha chiuso i rapporti con la Roma e ora è rimasto stupito del clamore suscitato dalle sue frasi. In fondo – è il suo pensiero – quando era ancora l’allenatore non aveva detto cose tanto diverse. Ricordate la conferenza prima di Bologna? La voglia di rimettersi in gioco non gli manca ma con quel contratto di mezzo sta vivendo una situazione nuova. «Non ho capito perché mi hanno fatto firmare un biennale, forse gli serviva un nome buono per gli abbonamenti» è uno dei passaggi più duri della recente intervista. Per dimenticare tutto in fretta dovrebbe tornare ad allenare, ma c’è bisogno che lo chiami qualcuno: difficile sia l’Inter, rischioso un ritorno al Pescara, potrebbe spuntare una neopromossa in serie A.

E la questione economica lo metterebbe comunque di fronte a una scelta. Ancor più delicata quella a cui è chiamata la Roma. È Sabatini il dirigente più impegnato nella ricerca del successore di Andreazzoli: in attesa della risposta di Allegri, legata a sua volta a quella del Milan, il ds tiene vivi i contatti con Pioli e, in seconda battuta, con Mazzarri. La rosa dei papabili al momento è ristretta a questi tre nomi. La «patata bollente» resta per ora nelle mani di Andreazzoli che ieri ha scaricato contro i giocatori tutta la sua delusione per il pareggio con il Pescara. Prima dell’allenamento, iniziato in palestra e seguito poi da Baldini, il tecnico ha alzato la voce negli spogliatoi, chiedendo impegno e concentrazione per le ultime gare di campionato, prima della finale di Coppa Italia. C’è l’Europa in ballo oltre all’onore.

Baldini verso il ritorno in Inghilterra

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GIALLOROSSI.NET – Nei giorni scorsi vi abbiamo raccontato del probabile addio a fine stagione del direttore generale Franco Baldini. Oggi queste voci si rafforzano di un nuovo particolare: il dg potrebbe lasciare la capitale per tornare in Inghilterra. Pare infatti che un club londinese (il Tottenham?) abbia già allacciato i primi contatti con Baldini, ormai orientato a lasciare la Roma al termine della stagione.

James Pallotta, deluso dai risultati ottenuti dal club, non farebbe molta resistenza davanti ad una richiesta di dimissioni da parte del dg. Resterebbe però da indivuduare il nome del possibile sostituto alla guida del club: agli uomini di Unicredit non dispiacerebbe il ritorno di Montali. Tra i papabili ci sarebbe anche Pietro Leonardi, attuale dg del Parma.

A.F.

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Non facciamo drammi. Alzi la mano chi è stato ingannato dalla giornata di sole, dallo stadio quasi pieno (settore famiglie esaurito, curve e distinti non li inseriamo nemmeno) e dall’avversario, retrocesso fin dai primi turni del campionato. Alzi la mano chi non ha pensato ad una partita tranquilla, a trascorrere due ore insieme alla nostra Roma per poi proseguire il resto della giornata con tre punti e un pizzico di allegria in più. Certo, chi avrà notato queste coincidenze potrebbe aver pensato al teorema dell’eterno ritorno (vedi Palermo – Roma) ma i più, avranno approcciato alla sfida con tranquillità : parliamo dei giocatori. Perché, uscendo da qualsiasi contesto, la Roma messa in campo aveva meno senso di quella poi schierata in corsa, con un Andreazzoli in stile Mourinho, ottimisticamente parlando, o in stile Carlos Bianchi, pessimisticamente parlando. La Roma finisce con cinque punte in campo ma con solo un punto in cassaforte.

Per ora fuori dall’Europa League, a meno che non si vinca la Coppa Italia, è tempo di guardare al futuro. Le sei partite rimaste (cinque di campionato, più il derby ‘extra’) potrebbero riservare poche gioie, quelle gioie destinate a diventare rabbia e rammarico per la seconda stagione consecutiva finita alla stessa maniera. E dire che quest’estate ci avevamo creduto tutti. Ma a distanza di nove mesi, è nata la stessa la Roma, la gemella, la Roma della moderazione, la Roma che non va troppo giù ma che non va nemmeno troppo su, la Roma che vince sì contro Inter, Juventus e Milan, ma che non vince contro Palermo, Pescara e Bologna. La Roma che non lotta per lo scudetto ma arriva in finale di Coppa Italia. La Roma dell’ottimale moderazione, incapace di crescere proprio nel momento perfetto e incapace di cadere davvero, lasciando aperte speranze che poi non saranno mai colmate. La Roma che è nel mezzo, lontana da ogni tipo di estremi, dagli eccessi, dall’esagerazione. La Roma a metà fra il massimo e il minimo, l’ottimo e il pessimo. E forse questo è il problema. La troppa normalità tanto professata e che sarebbe stata la scintilla da cui ripartire dopo una stagione travagliata, è diventata l’attitudine di una squadra allo sbando.

La Roma, sesta in classifica, è inchiodata in quella posizione da mesi, senza né salire, né scendere, superando e facendosi superare di tanto in tanto. Come evitare che questo diventi un tormentone? Come dare senso di appartenenza, voglia di lottare, disciplina, rispetto a chiunque fa parte del disegno giallorosso? Sono le domande che si fanno Pallotta, Sabatini e Baldini o almeno speriamo. La Roma in due anni ha portato tecnica nel reparto dei giocatori, ha portato sponsorizzazioni e espansione del marchio a livello societario ma praticamente mancano i risultati, ciò che conta di più per una squadra di calcio. La tifoseria è stanca. Noi siamo stanchi. Un terzo anno, vissuto all’interno della mediocrità d’oro non è più sopportabile. Non c’è bisogno di cambiare dieci giocatori all’anno, c’è bisogno di puntellare la rosa. C’è bisogno di spendere pesantemente nel reparto difensivo, a partire dal portiere, di vendere chi non ha la testa né le capacità per rispettare la maglia giallorossa e di dare a questi giovani gli stimoli giusti per rendere al meglio. E c’è bisogno che i dirigenti, comincino davvero a fare i dirigenti. Basta chiacchiere, basta progetti, basta occhi al futuro, basta filosofia. La Roma vive nel presente, noi viviamo nel presente. E vogliamo uscire dalla moderazione. Non vogliamo moderare i nostri sogni, i nostri desideri, vogliamo essere la Roma.

Da Di Francesco a De Boer: tutti gli outsider per la panchina della Roma

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GIALLOROSSI.NET – I giornali si dividono sul possibile favorito alla panchina della Roma. Se per il Corriere dello Sport Pioli resta un’ipotesi forte e concreta (ma solo nel caso sfumasse Allegri), per Il Messaggero e la Gazzetta dello Sport sta riprendendo quota il nome di Walter Mazzarri, sul quale ci sarebbe il pressing di Franco Baldini.

I tre grandi favoriti, ad oggi, restano Allegri, Mazzarri e Pioli. Ma non sono da scartare tutti i possibili outsider vagliati dalla dirigenza giallorossa. Ipotesi che vanno prese in considerazione, dato che Allegri e Pioli sono vincolati da un contratto, mentre Mazzarri potrebbe esserlo a breve. Ecco perchè Franco Baldini e Walter Sabatini hanno (e stanno ancora) vagliando una rosa ben più ampia di candidati, soprattutto se i tre “prescelti” dovessero risultare impossibili da raggiungere.

Tra gli outsider c’è di sicuro il nome di Eusebio Di Francesco, che sta stravincendo il campionato di B con il Sassuolo. Un po’ quello che aveva fatto Zeman con il Pescara. La Roma però sarebbe piuttosto scettica all’idea di riproporre un tecnico che viene dalla serie cadetta. Altra candidatua “a sorpresa” potrebbe essere quella di Frank De Boer, tecnico dell’Ajax. Un allenatore che ha dimostrato qualità tattiche non indifferenti e abilità nel lavorare con un progetto giovani. Ma su cui c’è il forte interesse di tanti club europei di prima fascia.

E quando si parla di toto-allenatore, ci scappa sempre il nome di Frank Rijkaard, candidatura che però sembra essere più spinta dagli intermediari dell’ex rossonero. Restano sempre da considerare gli arcinoti Blanc e Pellegrini, ipotesi però che col passare del tempo si affievoliscono: la Roma stavolta sembra essere orientata verso un tecnico italiano. Come Maran, attualmente sulla panchina del Catania, il cui nome oggi è stato associato ai giallorossi da alcuni giornali. Nome che però non sarebbe affatto gradito dalla piazza.