Sabatini perdona Osvaldo per la fuga

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IL MESSAGGERO (S. Carina) – E’ rientrato come se nulla fosse accaduto. Forse perché, almeno per lui, non è successo nulla di strano. Le polemiche per il viaggio a Londra con la fidanzata Jimena Baron – mentre la squadra giocava il derby – hanno toccato Osvaldo solo marginalmente. Magari più di un tweet ironico dei tifosi lo hanno reso partecipe dell’andamento della gara o qualche titolo dei quotidiani gli hanno fatto capire come la piazza abbia giudicato la due giorni londinese.

A Trigoria il club ha preferito glissare sulla questione. Ieri l’attaccante ha scambiato qualche parola con il ds Sabatini: convenevoli ma nulla più. La dirigenza, infatti, non è voluta tornare sull’accaduto, tra l’altro non sanzionabile visto che il calciatore non era convocato per la gara.

Ieri ha preso il via la prelazione degli abbonamenti per la curva Sud. Rinnovate 100 tessere. La scorsa settimana è stato proposto alla Roma (stesso iter con Inter e Lazio) di giocare la Supercoppa italiana a Torino anche se la Juventus appare contraria.

Curiosità: il club giallorosso sta pensando di effettuare corsi per i calciatori al fine di utilizzare meglio i social network.

De Rossi in bilico: prende quota l’ipotesi cessione

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FONTE: IL MESSAGGERO – Non si può ancora sapere se Daniele De Rossi abbia giocato il suo ultimo derby, ma solo perché potrebbe esserci anche il terzo stagionale, quello di Coppa Italia. Di certo la sfida con la Lazio, lunedì sera, ha offerto qualche indicazione sul futuro del centrocampista della Roma che ora è chiaramente in bilico. Dopo l’infortunio rimediato contro i biancocelesti, il centrocampista di Ostia è in dubbio per Torino, e in assoluto non è più certo che giocherà qui anche l’anno prossimo.

L’ipotesi di una possibile cessione sta prendendo corpo a Trigoria, magari con un’intesa tra il vicecapitano e il management, anche ascoltando quanto l’eventuale partenza sia diventata d’attualità nel tam tam cittadino. Perché stavolta diventerebbe la soluzione migliore per il calciatore, ormai costretto a confrontarsi con una realtà quasi insopportabile, e per la società, forte di un contratto da 6 milioni netti a stagione che rende appetibile il suo tesserato solo per grandi club. Il prezzo non sarà più da top player: 15 milioni o poco di più, considerati i 30 anni da compiere a luglio.


Il forte legame con Josè Mourinho può condizionare la scelta di De Rossi: proprio ieri dalla Spagna è nuovamente arrivata la notizia di un concreto interessamento del Real per il mediano della Roma. Ma non è certo che il tecnico portoghese resti a Madrid. Se andasse via, tra i candidati alla successione sulla panchina più prestigiosa di Spagna c’è Carlo Ancelotti che avrebbe voluto Daniele a gennaio al Psg. Quindi la destinazione è da tenere in considerazione a prescindere dalla presenza o meno di Mourinho che ha la possibilità di trasferirsi proprio a Parigi. Il Psg, dunque, è l’altra società che ha chance di assicurarsi il centrocampista giallorosso. Mou o Carletto, fa lo stesso. La piazza è gradita, come del resto Madrid.

 

Derby, Prefetto di Roma: “A mali estremi, finale a porte chiuse”

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RAISPORT – Per adesso la richiesta e’ di giocare di pomeriggio anziche’ di sera, ma per il derby di Roma potrebbero esserci ipotesi ancora piu’ drastiche, come le porte chiuse o un’altra sede.  Lo ha detto il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, ospite di ‘Novantaminuti’, ricordando di aver chiesto alla Lega di trovare un’altra data per la finale di Coppa Italia, ora in calendario il 26 maggio in concomitanza con le elezioni amministrative della Capitale e che potrebbe, tra l’altro, vedere in campo di nuovo Lazio e Roma.

I provvedimenti che prenderemo potranno dare una mano a normalizzare la situazione – ha detto Pecoraro – possono essere un segnale per le tifoserie e se non dovessero bastare pensiamo a misure piu’ drastiche: porte chiuse o gare altrove e questo sarebbe un danno grave per tutti i tifosi”.

 

De Rossi, escluse lesioni. Quattro giorni di prognosi

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ASROMA.IT – Nella mattinata di oggi Daniele De Rossi è stato sottoposto ad esami strumentali che non hanno evidenziato lesioni ossee e capsulo-legamentose. La prognosi è di quattro giorni.

 

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La Roma del futuro: Sabatini confermato, Baldini in bilico

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GIALLOROSSI.NET – La finale di Coppa Italia da centrare sembra essere rimasto l’ultimo obiettivo della Roma di questa stagione. Ma in casa giallorossa si pensa già a programmare il prossimo campionato, con la speranza di non ripetere più gli errori commessi in questi due anni.

E così non solo l’allenatore e qualche giocatore potrebbero cambiare aria a fine anno. Anche nei piani dirigenziali si attende qualche scossone importante, ma solo al termine della stagione. Per adesso conviene a tutti mantenere un basso profilo, confermare (almeno a parole) la massima fiducia e attendere la conclusione del campionato per tirare una riga e fare somme e sottrazioni.

La sensazione al momento è questa: sempre solida la posizione del direttore spotivo Walter Sabatini, che gode della stima della proprietà. Il ds infatti ha il merito di aver portato a Roma pezzi pregiati del mercato come Pjanic, Lamela e Marquinhos. Talenti che tra qualche anno potrebbero valere il triplo di quanto la Roma ha speso per portarli nella capitale. Il solo Marquinhos, con questa stagione, ha quadruplicato il suo valore. Sabatini è in scadenza di contratto, ma James Pallotta ha già provveduto ad offrirgli il rinnovo. Se sarà fumata bianca, si saprà solo a bocce ferme.

Diversa invece appare la situazione del direttore generale Franco Baldini. La sua permanenza a Roma non è più sicura, soprattutto ora che i rapporti interni con qualche dirigente si sono incrinati. Pallotta non vorrà liberarsi del dg, legato da un contratto in essere con la Roma. Ma se il Baldini a fine stagione dovesse scegliere altre strade, ipotesi affatto improbabile, il presidente americano non si metterà di traverso.

La solitudine dei numeri primi

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GIALLOROSSI.NET (A. Diofebbo) – Volessimo prendere in esame la partita dell’altra sera, potremmo sicuramente parlare di mediocrità in tutti i suoi aspetti. Emozioni ed entusiasmo, fanno solamente parte di una serie di sensazioni che possono appartenere esclusivamente ai tifosi e non agli sportivi. Nei novanta minuti, ognuno di noi, dimentica e abbandona la veste dell’appassionato di calcio per lasciare posto ai sentimenti che più si scatenano in base all’andamento della partita : sconforto, delusione, paura, speranza, entusiasmo, convizione e di nuovo delusione. Al triplice fischio resta soltanto l’amaro. Il derby vive di confusione, di episodi dettati soltanto dalla situazione di quel determinato momento, a volte può vincere la Lazio, a volte può vincere la Roma, alla fine non vince nessuno.

La Lazio gioca male, la Roma gioca peggio e il bel calcio non è da queste parti che trova posto. Il contenuto tecnico della partita è bassissimo, il livello del calcio espresso dalle due squadre è tutt’altro che spumeggiante e finisce per annoiare chiunque. La Roma scende in campo, ‘resiste’ 15 minuti, dopodiché non supera più la metà campo. La Lazio è più squadra e sembra agire meglio ma si sgretola a inizio ripresa avendo come unico sussulto il calcio di rigore fallito (che tra l’altro poteva chiudere la partita). La Roma di Andreazzoli è confusa e nonostante il pareggio e la superiorità numerica non incide mai, non riesce a mettere la squadra ospite alle corde e lascia sul campo 2 punti, per come si era messo il match. C’è chi si accontenta del pareggio, c’è chi è sollevato per non aver perso il quarto derby di fila. Questo anche fa parte della mediocrità. C’è chi fischia Osvaldo, quando appare il video del suo gol in rovesciata contro il Catania sugli schermi dello stadio. Anche questa è mediocrità, sì, ma da parte del giocatore argentino, assente perfino sugli spalti.

E c’è chi si accontenta di dare in mano la partita agli unici due giocatori in grado di mettere in campo la propria tecnica : Hernanes e Totti. Loro creano, loro segnano, loro distruggono. Hernanes apre i conti con un sinistro dalla distanza, favorito anche da Castan che gli lascia campo, dando la possibilità al brasiliano di cambiare piede e prendere la mira mentre l’unico tiro in porta della Roma dopo il gol biancoceleste è da parte di Capitan Totti. Il secondo tempo si apre con due rigori : calciano Hernanes e Totti, segna solo il numero 10 giallorosso che inanella l’ennesimo record, anzi il “record più bello” (cit.). Il resto è sotto gli occhi di tutti. Parlando di ‘noi’, la Roma è impalpabile, a tratti anche imbarazzante e Andreazzoli mette in campo l’ennesima formazione sbagliata, lasciando una difesa a quattro contro l’unico e evanescente attaccante laziale, concedendo così, su un piatto d’argento, spazio al folto centrocampo biancoceleste.

Totti da fa regista, da attaccante, da difensore e da tifoso. Lui regge la squadra, lui la rialza dal baratro ed è sempre e soltanto lui fino all’ultimo a far avvicinare la squadra a quella porta che lui stesso ha bucato per 9 volte in queste stracittadine. Lui, a 36 anni, con un anno di contratto ancora (solo) da consumare, a fare da parafulmine, a proteggere la squadra da tutto e tutti, a metterci la faccia, a far gioire i tifosi, a trovare la forza di dare ancora una speranza a tutti. Sempre lui, Totti, il pigro, come disse un filosofo in tempi non sospetti, che se non ci fosse stato, la situazione, e non parlo soltanto di classifica, sarebbe stata drammatica. Fino ad arrivare al derby di ieri sera. Hernanes da una parte, Totti dall’altra e in mezzo il parapiglia. Giocatori che vivono di attimi, di lampi ma che velocemente passano e nemmeno te ne accorgi. Loro due, come dei numeri primi gemelli, dei numeri che esistono ma che non possono toccarsi per la presenza dei numeri pari. Loro, gli unici ad alzare un livello di una partita che non è altro che la rappresentazione di alcune mancanze, colmate soltanto da tutto ciò che significa un derby, rimasta ormai una partita per tifosi e non per sportivi.

ON AIR – Carmellini: “Ritorno di Zeman? Idea pazza e affascinante”, Corsi: “Giocatori felici di aver pareggiato il derby”, Damascelli: “Roma sintomo di barbarie”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Stefano Petrucci (Radio Radio): “Muzzi? Ma chi l’ha detto che sarà lui l’allenatore della Roma? Muzzi è un’idea di Sabatini, ma è stata una cosa buttata là. Ha solo detto che gli piace durante la riunione con gli altri dirigenti. Qua a Roma si passa da Wenger a Muzzi con una facilità…”

Tony Damascelli (Radio Radio): “Gli scontri nel derby? Roma un tempo aveva portato la civiltà, adesso è sintomo di barbarie”

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “La Roma è ridicola. Noi siamo retrocessi. Quando la Roma magari in dieci pareggiava un derby, i tifosi della lazio si abbracciavano. Io venivo in radio e dicevo: ‘Sti pezzenti…hanno pareggiato in undici contro dieci e sono contenti!’. Adesso invece lo stiamo facendo noi. La cosa grave è che sono contenti i giocatori. Erano felici e soddisfatti. Alcuni di loro mi hanno detto che la devo smettere di dire che sono undici seghe, perchè la Lazio è un’ottima squadra, e che il pari è un buon risultato”.

Ugo Trani (Rete Sport): “Muzzi? L’ho visto allenare i giovani ed è bravissimo. Ma non si può passare da Ancelotti a Muzzi: è un altro tipo di progetto. Chi prenderei? Allegri mi piace, ed è una possibilità concreta. Possibilità che arrivi alla Roma? Anche il 70%”.

Tiziano Carmellini (Radio Manà Manà Sport):Un ritorno di Zeman sulla panchina della Roma? Pensare che la Roma si possa ripresentare col boemo, dopo quello che è successo, mi sembra una follia. E’ un’idea affascinante ma sarebbe veramente da pazzi.”

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): “Al Bayern hanno deciso di spostare i festeggiamenti per il compleanno di Ribery in vista della sfida contro la Juve? Proprio come qua, prima della sfida di Palermo…”

Anticipi e posticipi: Roma di sera contro Fiorentina, Chievo e Milan

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ASROMA – La Lega Calcio Serie A ha annunciato gli anticipi e i posticipi dalla 33° alla 37° giornata del campionato di calcio 2012-13. Di seguito l’elenco degli impegni della Roma in seguito alle nuove comunicazioni:

GIORNATA N. 33
Domenica 21 aprile 2013, ore 15.00: ROMA-PESCARA

GIORNATA N. 34
Domenica 28 aprile 2013, ore 15.00: ROMA-SIENA

GIORNATA N. 35
Sabato 4 maggio 2013, ore 20.45: FIORENTINA-ROMA

GIORNATA N. 36
Martedì 7 maggio 2013, 2013 at 20.45 ROMA v CHIEVO

GIORNATA N. 37
Domenica 12 maggio 2013, ore 20.45: MILAN-ROMA

 

asroma.it

Il Real Madrid vuole De Rossi

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A BOLA – Il Real Madrid vuole De Rossi. Secondo il quotdiano portoghese A Bola sarebbe il romanista il giocatore individuato dai blancos per rafforzare la linea mediana. Con Essien in uscita,  Florentino Perez sembra essere pronto a piazzare il colpo. Stavolta anche il parere del giocatore potrebbe essere favorevole ad un trasferimento, visti i rapporti non più idilliaci con società e tifoseria.

Le sirene madridiste si fanno sempre più insistenti, e per De Rossi questa potrebbe essere l’ultima chiamata per il trasferimento in un top club.

Mercato, derby Roma-Lazio per Dragovic

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FC Basel 1893 v FC Zurich - Swiss Axpo Super League

TMW.COM –  Milan e Roma, e ora anche la Lazio stanno  seguendo  con grande interesse le prestazioni di Aleksandar Dragovic, difensore austriaco del Basilea.

Il centrale classe 1991 è uno dei giovani più appetiti del calcio internazionale, ed è attualmente sotto contratto con il Basilea fino al giugno 2015.  La sua valutazione, in costante ascesa, si aggira intorno ai 5 milioni di euro.

Roma, ecco il piano per costruire una squadra da Champions

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GIALLOROSSI.NET – Durante il suo soggiorno romano, il presidente della Roma James Pallotta ha avuto modo di confrontarsi con Franco Baldini e Walter Sabatini. Oggetto del discorso, un piano per costruire subito una squadra che il prossimo anno non fallisca il traguardo Champions.

Il primo punto fermo sarà quello di non vendere i propri gioielli: Pjanic, Lamela, Marquinhos, Destro. I giovani talenti su cui la Roma pensa di costruirsi il suo futuro. Semmai sul mercato potranno finirci Osvaldo e, in caso di offerta vantaggiosa, anche Daniele De Rossi. Nel caso di una loro partenza, la Roma dovrà rimpiazzarli però con giocatori da “instant-team”, e non con altri giovani da svezzare.  L’idea sarà comunque quella di correggere la rotta delle ultime sessioni di mercato, puntando stavolta su acquisti di giocatori più rodati ed esperti (anche se altri giovani verranno sicuramente acquistati).

Al centro del piano c’è soprattutto il nuovo allenatore. Pallotta è stato chiaro: niente scommesse stavolta. Allegri è il prescelto, ma solo se riuscirà a liberarsi dal Milan. Altrimenti si punterà altrove, perchè i giallorossi non hanno alcuna intenzione di inflarsi in una trattativa con i rossoneri. Spalletti è un sogno, reso complicatissimo dal suo stipendio “stellare” percepito in Russia. Idem con patate per Mancini, che per di più non troverebbe il gradimento della tifoseria.  Abbordabile Donadoni, tiepide le piste che portano a Blanc.

Per completare questo piano però occorrono capitali, soldi freschi da investire sul mercato: per rintracciarli, è sempre caccia apertissima a nuovi partner. Senza di loro, questo progetto rischia di essere difficilmente realizzabile.

Bocciato Andreazzoli, Allegri favorito

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GIALLOROSSI.NET  –  Se prima Andreazzoli aveva qualche (minima) possibilità di essere confermato, gli ultimi risultati stanno azzerando le sue chances di restare sulla panchina della Roma anche per la prossima stagione. Lo scrive questa mattina il quotidiano Leggo.

Le parole di Pallotta rilasciate in America e il silenzio dello stesso presidente in questi giorni romani sulla questione, hanno fugato gli ultimi dubbi. L’eventuale successo in coppa Italia non salverebbe quindi l’ex-tattico. Il disastro di Palermo e l’approccio da provinciale nella sfida con la Lazio hanno evidenziato i limiti di una squadra tatticamente confusa e senza nerbo, alla quale forse è stato concesso troppo dal tecnico amico. La Roma il prossimo anno avrà quindi il 4˚ allenatore dell’era americana. Ma chi sarà? In pole c’è Allegri. Dichiarazioni di facciata a parte, infatti, il rapporto tra il tecnico rossonero e il Milan è ormai compromesso e Baldini nelle ultime settimane ne ha approfittato per infittire i contatti col suo agente. Pallotta pretende, infatti, un tecnico d’esperienza, «al quale affidare il club per molti anni».

Basta scommesse insomma. E se i nomi di Ancelotti e Mancini sono irraggiungibili, quello di Allegri sembra a portata di mano considerando anche il possibile approdo di Donadoni sulla panchina rossonera. Proprio il nome del tecnico del Parma è al secondo posto nella lista di gradimento della Roma che sarebbe pronta a ingaggiarlo se Allegri dovesse restare a Milanello.

Stadio, a luglio la presentazione del progetto

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IL TEMPO, A. Serafini –  Strette di mano, foto di rito e gli applausi ricevuti nella prima passeggiata sotto la Curva Sud «che mi è rimasta negli occhi». Un’atmosfera inaspettata per James Pallotta, che immerso nell’emozione del derby capitolino, ha comunque trovato tempo per portare avanti i programmi fuori dal campo.

A partire proprio dal nuovo stadio da costruire a Tor di Valle. Al fischio finale infatti, il numero giallorosso si è intrattenuto con il costruttore Luca Parnasi: una chiacchierata per definire i prossimi passi di una tabella di marcia già programmata. A luglio il progetto verrà presentato ufficialmente alle istituzioni (aspettando anche che l’elezione del nuovo sindaco sia effettiva), a conferma che il lavoro svolto negli ultimi mesi dall’architetto Dan Meis e da tutti i tecnici non ha riscontrato intoppi rilevanti. Grandi sorprese potrebbero essere svelate anche per le infrastrutture e la viabilità.

Pallotta dopo aver salutato allo stadio il sindaco Alemanno e il socio Unicredit Paolo Fiorentino, ha lasciato la capitale nella mattinata di ieri facendo rotta sugli States.

Roma, Europa a rischio

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IL TEMPO (A. AUSTINI) – Il derby è come se l’avesse perso. E l’Europa, per il momento, non le appartiene. Settima in classifica, ancora tre punti dietro la Lazio e due sotto l’Inter peggiore della storia recente, la Roma esce malissimo da un derby pareggiato. Tutti i suoi limiti sono emersi per l’ennesima volta: gioco carente, modestia di alcuni interpreti, personalità zero e una preoccupante dipendenza dal quasi 37enne Totti. Ora non le resta che vincere la Coppa Italia per entrare almeno in Europa League, l’obiettivo minimo per un club che spende quasi 100 milioni all’anno per i suoi tesserati. Bisogna superare la semifinale con l’Inter il 17 aprile – a Trigoria sono piuttosto preoccupati per il polverone sugli arbitri alzato dai nerazzurri e per la paura delle istituzioni di un altro derby in finale – ma potrebbe non bastare: in caso di sconfitta in finale con la Lazio, infatti, entrerebbe in Europa la sesta del campionato.

Restare fuori per il secondo anno consecutivo (senza contare che il cammino europeo della passata stagione si è interrotto ai preliminari con lo Slovan Bratislava) sarebbe un flop. Tanto per fare un po’ di storia, l’ultima volta che i giallorossi non hanno giocato per due anni di seguito le coppe risale alle prime due stagioni con Carletto Mazzone in panchina, dal 1993 al 1995. Per trovare un periodo più lungo bisogna tornare alle quattro annate dal 1976 al 1980. La Roma dei tempi recenti si era invece abituata al prestigio (e i soldi) della Champions, che ora guarda come un miraggio. «Dobbiamo tornare nella coppa più importante» ha ordinato Pallotta, ripartito ieri mattina negli States. Il presidente ha iniziato a programmare la prossima stagione con gli attuali dirigenti: offerto il rinnovo di contratto a Sabatini, aspetta di conoscere le intenzioni di Baldini legato al club per altri due anni. Sensazioni? Se il dg deciderà di farsi da parte, Pallotta non lo tratterà.

Intanto ha chiesto a lui e e Sabatini un piano di mercato per costruire subito una squadra da Champions. «Non vendiamo i nostri gioielli» il diktat del presidente. Oltre a comprare, sarà proprio questo il compito più difficile: convincere i vari Pjanic, Lamela e Marquinhos a ignorare il corteggiamento dei grandi club. Senza l’appeal della Champions, bisogna prendere almeno un grande allenatore per rimotivare i giocatori. Andreazzoli chiuderà la stagione da traghettatore, poi è destinato a consegnare la panchina al successore e, se vorrà, a rimanere nello staff. La società si guarda attorno dubbiosa: Allegri è diventato un obiettivo complicato, Spalletti costa caro e si porta dietro tutti i dubbi di un possibile ritorno, Ancelotti non convince e viceversa, Mancini costa caro e non piace ai romanisti. Se si punterà su uno straniero i nomi «caldi» sono quelli di Blanc e Pellegrini, ma il rischio di «incartarsi» sulla scelta è altissimo.

Per il terzo anno di seguito ci sarà poi da mettere mano in modo consistente alla rosa. Iniziando a risolvere due casi ormai eclatanti. Osvaldo è rientrato ieri sera da Londra (dove gioca il Tottenham che lo vuole) dopo essersene infischiato del derby (Balzaretti invece ha seguito il match da bordo campo), la società ufficialmente non sapeva della sua partenza e non può multarlo. La realtà è che deve trovare un acquirente e cercare di non svalutarlo. Ancor più delicata la situazione di De Rossi (infortunato alla caviglia e a rischio per Torino) che ha ricominciato a guardarsi attorno, con la Roma disposta a valutare il divorzio: ma le offerte di un tempo non ci sono più

Quanto al mercato in entrata, serve un difensore centrale, un terzino (Wallace è già bloccato), almeno un centrocampista e un attaccante al posto di Osvaldo. Col Palermo c’è un discorso avanzato per Ilicic, intanto è arrivato in prova il 18enne Ricardo Vaz, centrocampista portoghese. Tentar non nuoce.

Tempo scaduto, Roma da rifare

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IL MESSAGGERO – (U.Trani) La stagione della Roma solo apparentemente è appesa alla finale di Coppa Italia. Da conquistare a San Siro, mercoledì prossimo, nel ritorno con l’Inter battuta all’Olimpico 2 a 1. Ma il trofeo, da vincere nell’eventuale terzo derby stagionale, avrebbe solo l’effetto del riscatto da offrire alla tifoseria delusa. Perché non coprirebbe d’incanto le crepe che si sono aperte nella seconda annata della nuova éra. Anzi, se si sfruttasse l’effetto coppa, significherebbe perseverare. Perché oggi, e non domani, va presa di petto la deprimente situazione tecnica. La Roma (settima come un anno fa, con 1 punto in più, ma distante 10 dal terzo posto non sette come con Luis Enrique) è da ripensare a 360 gradi. Da rifare. Mettendo in discussione tutte le componenti, ampiamente coinvolte nella crisi: Andreazzoli è allenatore considerato di passaggio (quando ha ricevuto l’incarico, per iscritto sul comunicato del club è comparso l’avverbio «temporaneamente») e quindi bisogna subito assumere il nuovo; pochi i campioni in una maxi rosa di 26 calciatori e, per essere competitivi, servono interpreti di rendimento e di personalità e non comparse come si è visto nel derby; troppi i dirigenti che operano a Trigoria e che, nonostante le smentite di facciata, presentano la controindicazione di formare correnti pericolose che fiaccano l’ambiente sia all’interno che all’esterno.

ALLEGRI SFIDA BLANC
Baldini ha bloccato da mesi il tecnico del Milan, affascinato dal progetto e dalla piazza. Deve però essere Allegri a liberarsi, avendo ancora un anno di contratto con la società rossonera. Può farcela: Galliani sa che non sopporta più le critiche di Berlusconi. Il dg, dopo l’esonero di Zeman, contattò Blanc: l’ex ct dei Bleus disse no, contrario a entrare in corsa. Ora dalla Francia rilanciano la candidatura. All’estero piace pure Pellegrini del Malaga, già interpellato a febbraio. Un’ipotesi: ancora un anno con Andreazzoli, per prendere Prandelli dopo il mondiale 2014. Ma il ct azzurro non piace a Sabatini che ha la sua lista: Mazzarri, Pioli, Donadoni o Muzzi.

ALMENO 6 ACQUISTI VERI
Titolari e non alternative, per tornare in Champions: un portiere, due terzini, un centrale difensivo, un regista e un attaccante per sostituire Osvaldo in partenza. A parte Totti, Marquinhos, Lamela, Pjanic e Destro, tutti sono cedibili. Compreso De Rossi che ormai vive male la situazione più psicologicamente che tecnicamente. Gente pronta e non pischelli da svezzare. La paura dei mancati protagonisti nel derby non è da squadra di primo piano.

DIRIGENZA SOTTO ESAME
«Meraviglioso errore». Solo Baldini, prendendosi la responsabilità di aver portato Luis Enrique a Trigoria, si è parzialmente autorimproverato. Per uno stato di presunzione montante, non capita mai di sentire nessuno del management italiano, dal ds Sabatini all’ad Fenucci passando per il consigliere Baldissoni e tornando a Baldini, dire candidamente e semplicemente: «Ho sbagliato». Sul no a Montella, sulla scelta di Zeman, su acquisti/cessioni, sulla comunicazione, sulla Lega, sugli arbitri e sullo sceicco. Magari, informalmente, uno evidenza le gaffe dell’altro. La piscina usata da Pallotta potrebbe tornare utile: per un bel bagno di umiltà.