Andreazzoli critica Osvaldo, Sabatini si irrita

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GIALLOROSSI.NET «Non so se Osvaldo fosse allo stadio o in Inghilterra. Non avendo certezze, non giudico. Se fosse realmente a Londra, è chiaro che mi avrebbe fatto più piacere di vederlo qui all’Olimpico come è accaduto ad esempio con Balzaretti che nonostante non stesse bene ha accompagnato la squadra», sono le parole di Andreazzoli dopo il derby. Dichiarazioni che, secondo quanto scrive oggi il Messaggero, non sono piaciute ai dirigenti giallorossi, in particolar modo a Sabatini, che ieri ha ribadito la sua posizione ad Andreazzoli.

Per il direttore sportivo Osvaldo non doveva allenarsi, e di conseguenza non aveva bisogno di autorizzazioni per lasciare la capitale. Per gli altri dirigenti era meglio se Andreazzoli non si fosse addentrato nell’argomento. Sarebbe stato meglio glissare, per non amplificare la già rovente  polemica.

Inter, pure in Coppa la squadra sarà decimata

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GASPORT (L.Taidelli) E per fortuna che il rinvio della semifinale di ritorno di Coppa Italia contro la Roma doveva essere una fortuna per l’Inter. Quando la Lega dispose lo slittamento dal 30 gennaio al 17 aprile per permettere ai giallorossi di anticipare all’1 febbraio la gara di campionato contro il Cagliari (inizialmente rimandata perché il 3 all’Olimpico c’era Italia-Francia di rugby), in tanti pensarono che a trarne vantaggio fosse soprattutto la squadra di Stramaccioni.
Altre due assenze pesanti Perché al tempo Cassano e Milito avevano problemi recuperabili in breve tempo e si pensava che con tre mesi davanti ci fosse il tempo perché l’infermeria si svuotasse. Invece il Principe di lì a poco (14 febbraio) ha chiuso la stagione per la rottura del crociato, Cassano è ai box per lo stiramento al bicipite femorale accusato contro l’Atalanta e nel frattempo è andato k.o. anche Palacio. L’uomo il cui gol all’andata (2-1 per la Roma) tiene in vita le speranze interiste di arrivare alla finalissima del 26 maggio (data peraltro messa ieri in dubbio dal Prefetto di Roma Pecoraro a causa della concomitanza con le elezioni amministrative). Ma la beffa per Strama è che tra sette giorni mancheranno anche Guarin e Pereira. I due infatti erano tra i diffidati prima della sfida dell’Olimpico e i loro gialli sono quindi risultati pesantissimi. Guarin è una delle poche armi offensive rimaste ai nerazzurri, mentre Pereira si è riscoperto uomo assist nelle ultime gare in cui ha sostituito Nagatomo.
Nagatomo e Ranocchia Ecco perché sarà fondamentale recuperare — cosa ancora tutt’altro che sicura — il giapponese, fermo da un mese e mezzo per un problema al ginocchio sinistro. Ieri Nagatomo ha svolto tutto il lavoro con i compagni meno impegnati contro l’Atalanta. Unici assenti, Chivu e Stankovic. Preoccupa Cassano, la cui reazione all’infortunio sembra meno buona di quella di Palacio, pur avendo entrambi uno stiramento di secondo grado. E c’è pure un allarme per Ranocchia, che dal derby del 24 febbraio gioca sotto infiltrazione per la distorsione al ginocchio accusata tre giorni prima nella trasferta di Cluj. Al netto di scenari peggiori, il centrale potrebbe riposare domenica nella trasferta di Trieste contro il Cagliari per esserci nella sfida senza domani contro la Roma.
Alvarez, non Messi E, vista l’emergenza totale, in quell’occasione sarà determinante il contributo di Alvarez, reduce dall’inutile doppietta all’Atalanta. «Sul secondo gol – dice l’argentino a Inter Channel – si è visto quale è il mio ruolo preferito. Da destra posso infilarmi in area e calciare di sinistro. Ho fatto un errore appena entrato in campo, ma non sono Messi. Bisogna avere pazienza perché le cose buone prima o poi arrivano».

Coppa, derby a rischio

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IL MESSAGGERO (G.De Bari) – L’onda lunga di gravi incidenti, che hanno preceduto la sfida dell’Olimpico di lunedì notte, rischia di travolgere anche l’eventuale terzo derby della stagione, quello che potrebbe disputarsi per l’assegnazione della Coppa Italia 2013. La finale è fissata per il 26 maggio ma, essendoci in quel giorno le elezioni per il rinnovo del sindaco della capitale, la data dovrà essere necessariamente spostata, probabilmente a mercoledì 29, o sabato primo giugno. Qui, però, entra in gioco un altro elemento, molto importante, maturato ieri. Il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro, infatti, ha inviato una lettera alla Lega Calcio nella quale chiede esplicitamente: «Mai più derby di sera». Di conseguenza, con questi veti, la situazione diventerebbe oltremodo complicata qualora, dopo la Lazio, anche la Roma dovesse approdare in finale.

LA LEGA ASPETTA
Per il momento negli uffici della Lega milanese, in via Rossellini, hanno preso atto a attendono il verdetto della semifinale di ritorno, tra Inter e Roma, in programma mercoledì 17 a San Siro. Qualificazione aperta in quanto all’Olimpico il risultato fu di 2-1 per i giallorossi. Intanto, però, sta prendendo corpo anche una clamorosa ipotesi: quella di dover giocare l’eventuale derby, per l’assegnazione del trofeo, addirittura a Milano. Motivi di sicurezza e di ordine pubblico prevarrebbero su tutto il resto e sarebbe un grave smacco per la città, a livello di immagine, oltre che un pesante danno per entrambe le tifoserie, costrette a sobbarcarsi il lungo viaggio per assistere alla partita.

ECO INTERNAZIONALE
Purtroppo la situazione, già tesa per i tanti precedenti, è precipitata dopo gli scontri e gli accoltellati di lunedì. Eventi che hanno avuto anche un’eco internazionale, con commenti sulla stampa straniera pronta a mettere in risalto la recrudescenza degli accoltellamenti fuori dello stadio. ”Un fenomeno prettamente romano”, hanno scritto in Inghilterra. Bisogna dire che, incidenti gravi, in passato, si sono verificati anche in occasioni di derby giocati di domenica e di pomeriggio. Perciò bisognava organizzare meglio i servizi d’ordine all’esterno dell’Olimpico e prevenire gli scontri, che si sono verificati nei posti tradizionalmente ritenuti ”molto caldi”. Probabilmente, con la luce del giorno, è più facile individuare e isolare i violenti ma questa non è una garanzia assoluta. Di certo il minor traffico aiuterebbe parecchio. Però, davanti alla richiesta del Prefetto, la massima autorità cittadina, anche Lega e Sky dovranno adeguarsi.
PRIMO DERBY IN FINALE
Nella lunga storia della Coppa Italia mai si è verificata una finale tra biancocelesti e giallorossi, perciò sarebbe un vero peccato se un’eventuale sfida inedita, tutta romana, dovesse giocarsi a San Siro. Ad ogni modo, immagini come quelle viste lunedì, sono troppe brutte e pericolose per non agire con fermezza e prendere decisioni anche drastiche. Un incontro di calcio non può sconvolgere la vita di un intero quartiere e mettere a repentaglio la sicurezza dei cittadini. Per capire quali saranno gli sviluppi bisognerà solo aspettare qualche giorno, fino a mercoledì prossimo, quando si conoscerà l’avversario della Lazio. Se in finale dovesse arrivare l’Inter, la sede dell’Olimpico non sarebbe in discussione, mentre dovrebbe comunque essere spostata la data.

Osvaldo, anche qualche compagno di squadra non ha gradito la sua “fuga”

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GIALLOROSSI.NET – Il malumore nei confronti di Osvaldo e della sua fuga proprio nei giorni del derby non sarebbe solo dei tifosi giallorossi. Secondo quanto riporta Repubblica.it, anche qualche suo compagno di squadra non avrebbe affatto gradito la decisione del bomber di lasciare Roma in questi giorni così delicati.

E persino l’allenatore ha evidenziato  il comportamento differente tenuto da altri giocatori: “Balzaretti è voluto venire allo stadio sul pullman con noi pur non essendo a disposizione”. Stesso ha fatto Mattia Destro, quando dieci giorni fa ha chiesto di essere aggregato alla squadra pur se indisponibile. Il contrario di Osvaldo, che invece ha preferito sparire.

La dirigenza giallorossa però  è pronta a giustificarlo, perché non vincolato da alcun obbligo di senso contrario. Per questo motivo non ha alcuna intenzione di sanzionarne il suo comportamento né di redarguirlo.

Roma, si pensa al prossimo tecnico: spunta la sorpresa Muzzi

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REPUBBLICA.IT (M. Pinci)  –  La Roma ha inevitabilmente già avviato i programmi per la ricostruzione della squadra e stavolta, dopo gli errori commessi scegliendo Luis Enrique prima e Zeman poi, a Trigoria sanno di non poter più sbagliare il nome. Andreazzoli avrebbe avuto concrete possibilità di trasformare il suo ruolo provvisorio in definitivo (almeno per altri 12 mesi) centrando il terzo posto, obiettivo stagionale del club, ma con il traguardo sfumato anche sollevare la decima coppa Italia della storia romanista dovrebbe rimanere il suo ultimo atto da prima guida tecnica. Allegri la primissima scelta (che con il Milan continua a mantenere un rapporto in equilibrio precario), al pari di Spalletti (contatti autunnali, ma difficile per questioni economiche). Poi Pioli e Donadoni: rapporti ci sono stati con tutti loro, a Trigoria è stato offerto tempo fa anche Mazzarri che però entusiasma poco (e sembra orientato a restare a Napoli). Allenatori prosaici, che non rinunciano all’idea di imporre un gioco conservando però l’attenzione alla fase di non possesso: in pratica, dopo aver inseguito inutilmente l’utopia si dovrebbe provare a puntare sulla praticità. Ma quelle caratteristiche a Trigoria le hanno individuate anche in Roberto Muzzi, attualmente vice di Andreazzoli e carta a sorpresa se si decidesse di rischiare ancora, costruendosi in casa l’allenatore del futuro. Unendo al pragmatismo di un allenatore accorto, l’ennesima dose di utopia.

 

Osvaldo incontra i dirigenti del Tottenham?

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CALCIOMERCATO.IT – Avvistato a Londra, secondo le ultime indiscrezioni Daniel Osvaldo si sarebbe assentato dal derby di Roma non solo per vicende personali, ma anche per discutere sul suo futuro da calciatore. A Londra, infatti, l’attaccante italo-argentino potrebbe incontrarsi con la dirigenza del Tottenham, club da sempre interessato al giocatore, in vista della prossima stagione. Si attendono ulteriori sviluppi nelle prossime ore.

Osvaldo, prendi esempio da Balzaretti

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GIALLOROSSI.NET – Per un giocatore che parte, ce n’è uno che resta accanto alla squadra. Pur non potendo essere protagonista della sfida. Parliamo di Federico Balzaretti, uno che di certo non può avere la Roma nel cuore, dato che il terzino è al suo primo anno nella capitale.

Eppure Balzaretti ha dato dimostrazione di come dovrebbe comportarsi un calciatore tesserato dal proprio club, in un momento così delicato come può essere quello dei giallorossi alla vigilia del derby. Il giocatore infatti, nonostante non figurasse tra i convocati per un guaio fisico, è rimasto vicino ai suoi compagni di squadra. Ieri sera Balzaretti è restato con loro dentro agli spogliatoi, per poi seguire la partita tra la Roma e la Lazio a bordocampo. Quando la normalità diventa eccezionalità.

Intanto in città non si placa la polemica sulla partenza per Londra di Daniel Osvaldo. E adesso anche la dirigenza giallorossa è finita nell’occhio del ciclone, rea di aver concesso senza colpo ferire il permessso di partire all’attaccante. Che, di conseguenza, non sarà nemmeno multato dal club.

Venditti: “Ieri partita da serie B. Tutto quello che diceva Zeman era vero”

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CENTRO SUONO SPORT – Il cantautore e grande tifoso della Roma Antonello Venditti è intervenuto ai microfoni di Te la do io Tokyo su Centro Suono Sport per parlare del momento dei giallorossi:

La Roma ad inizio stagione veniva definita una squadra da primi due posti in classifica. Capello ne parlava benissimo. Adesso invece mi chiedo: cos’è questa squadra? Ieri sembrava una partita di serie B. Non riusciamo a battere una Lazio stanca, senza un vero Klose. Io sono sconvolto da questo.  Dopo Palermo mia spettavo una reazione. Tutto quello che diceva Zeman dal punto di vista comportamentale era vero. Ma come fa Andreazzoli a dire di non sapere dove stava Osvaldo?”

FOCUS – Andreazzoli, l’anti-Zeman

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GIALLOROSSI.NET – L’effetto Andreazzoli sembra essere già svanito, dopo una serie di risultati utili inanellati in serie. Ora però i nodi sembrano essere di nuovo tornati al pettine: Osvaldo era e resta un caso difficile da gestire, le prestazioni di De Rossi, come quelle di Burdisso, contiuano ad essere scadenti, e i risultati ancora altalenanti. Senza parlare poi dello spettacolo modestro che questa squadra offre allo spettatore. Problemi che stanno tornando a galla, e che vanno di pari passo con i risultati scadenti delle ultime settimane.

Lo stesso Andreazzoli sta mostrando tutti i suoi limiti, oltre  a una certa inesperienza a guidare un club complesso come la Roma. Alcune scelte tattiche sono state incomprensibili, e il suo continuo cambiare formazione e modulo, più che essere visto come segno di duttilità, sta diventando sintomo di confusione. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: assenza totale di schemi, soprattutto quelli offensivi, e difficoltà evidente dei giocatori ad arrivare in porta se non grazie a giocate individuali.

La Roma adesso non ha più un’ identità.  Insomma, si è passati dall’integralismo di Zeman e del suo intoccabile 4-3-3, all’indefinibile modulo di Andreazzoli, che in queste partite ha alternato praticamente ogni sistema di gioco esistente. E con il ritorno di Destro, non è da escludere che il tecnico massese abbia in mente ulteriori cambiamenti per le prossime gare.

ON AIR – CORSI: “Come si fa ad essere felici?”, TRANI: “La Roma se l’è fatta sotto”, DI GIOVAMBATTISTA: “Inguardabile”

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ON AIR (Giallorossi.net) – Prosegue la nostra rubrica dedicata al variopinto mondo delle radio romane. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore.
Buon divertimento!

Stefano  Petrucci (Tele Radio Stereo): “Qua servirebbe un direttore generale e non un dirigente della Valtour. E poi la Roma ha bisogno di un allenatore vero per il prossimo anno. Andreazzoli è un tappa-buchi, non ha l’esperienza necessaria per allenare in serie A”.

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “La Roma è una squadra inguardabile. I tifosi giallorossi si stanno abituando a questa mediocrità assoluta, ad una squadra settima in classifica a 23 punti dalla prima. La Lazio ha dominato il derby fino a quando sono rimasti 11 contro 11.”

Furio Focolari (Radio Radio): “Se Hernanes non sbaglia quel rigore, la partita finisce lì e la vince la Lazio. Mi aspettavo che questo derby finisse uno a uno, ma non pensavo in questo modo. La Lazio mi è piaciuta molto”

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “A parte sprazzi di Hernanes, la Lazio è una compagine di onesti pedatori. Noi invece abbiamo fuoriclasse, che non sono capaci in undici contro dieci di vincere una partita contro una squadra che non è niente di che. La Roma non vince un derby da tre anni, ed è settima. Eppure sono tutti felici. In tribuna, in campo, in curva. Non capisco. Andreazzoli, poi, ha cambiato cento volte gli schemi facendo un casino”.

Ugo Trani (Rete Sport) : La più brutta Roma che ho visto giocare in un derby. Una squadra che ha avuto paura nonostante l’uomo in più. Metà squadra va completamente rasata al suolo. La Roma se la è fatta sotto giocando il peggior calcio di Luis Enrique. Basta parlare di Nike, stadio e sceicchi: parliamo di giocatori, parliamo di calcio.”

Luca Valdiserri (Rete Sport): “Partita deludente, resta l’obiettivo minimo d’aver evitato la quarta sconfitta consecutiva al derby, ma è veramente il minimo. La partita l’ha buttata via la Lazio, perciò non si può che essere delusi dalla prestazione. La Roma ha bisogno di un allenatore a cui sia data carta bianca per far ripartire tutto il progetto da zero”.

Roberto Renga (Radio Radio): “La Roma è più che mai Totti. Anche ieri sera ha giocato da solo ed ha retto in piedi la squadra. La Lazio è stata messa meglio in campo ed ha fatto vedere le streghe alla Roma. Ne esce  meglio la Lazio che mantiene i tre punti di vantaggio”

Dario Bersani (Tele Radio Stereo): ”Una Roma scadente e deludente da tutti i punti di vista. Non si può parlare di Pjanic come un fenomeno finchè non offrirà un rendimento continuo. Lamela va ad intermittenza, De Rossi non all’altezza. Solo di Totti non si può parlare.”

Pari e contenti? E’ il germe della mediocrità

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – Finisce uno a uno questo derby dei poveri. Un risultato che nel punteggio e nei modi ricorda quelle stracittadine di qualche tempo fa, quando Roma e Lazio lottavano unicamente per arrivare l’una sopra l’altra, e basavano un’intera stagione sul risultato del derby. Siamo lontati anni luce dai Roma-Lazio stravinti da Capello, ma anche di quelli (alcuni persi, altri vinti) di Spalletti. Perfino quelli di Ranieri, autentica bestia nera dei laziali, ci sembrano un vago ricordo.

La Roma di ieri ha fatto una pessima impressione. Il primo tempo è stata a tratti dominata da una Lazio modesta, priva di alcuni uomini cardine, ben lontana dalla condizione migliore. Nella ripresa il rigore sbagliato da Hernanes ha dato una piccola scossa che è servita a trovare il gol del pari. La Roma però non ha avuto la forza di assestare il colpo di grazia ad un avversario in evidente difficoltà, soprattutto dopo l’espulsione di Biava. I ragazzi di Andreazzoli sono stati timidi, paurosi, bloccati dal terrore di poter perdere il quarto derby di fila nonostante la superiorità numerica. L’unico a provarci è stato, come sempre, Francesco Totti. Viene da domandarsi dove sarebbe oggi la Roma senza di lui.

Ma la il segnale più avvilente è la mediocrità a cui il tifoso si sta abituando. Lo si percepisce a fine gara, quando capita di sentire addirittura qualcuno tirare un sospiro di sollievo per aver portato a casa un punto. Uno speaker radiofonico ieri sera, al termine della gara, parlava addirittura di “terrore” sull’ultimo calcio d’angolo battuto dalla Lazio. E si compiaceva del fatto che la Roma, con questo pari, potrebbe aver superato il complesso dei derby persi in vista della possibile finale contro i cugini.

Ma non c’è da sorprendersi che qualcuno possa pensarla così, se poi a fine partita è lo stesso tecnico della Roma ad ammettere pubblicamente di aver avuto paura di perdere questa stracittadina. Altro che mentalità vincente.  La sensazione è che la gente stia cominciando ad abituarsi a questa mediocrità, ad una squadra che naviga al settimo posto in classifica da tre anni, senza più stimoli e obiettivi da raggiungere in campionato. E se perfino un pareggio con questa Lazio, dopo tre derby persi, viene accolto con soddisfazione, bisogna cominciare davvero a preoccuparsi.

Roma-Lazio, le pagelle dei giornali

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GIALLOROSSI.NET – Come sempre, solo il Capitano Francesco Totti merita voti ben sopra la sufficienza in questo derby modesto pareggiato contro la Lazio. Sufficienze per Pjanic, Stekelenburg e Bradley. Per tutti gli altri ci sono solo bocciature, con Marquinhos che risulta il peggiore in campo tra i giallorossi. Sotto la sufficienza anche il tecnico Andreazzoli.

Queste le pagelle dei giornali e la relativa media voto per ogni singolo giocatore:

IL MESSAGGERO
Stekelenburg 6
Torosidis 5,5
Marquinhos 5,5
Castan 6
Marquinho 5,5
Bradley 6
De Rossi 6
Florenzi 5,5
Pjanic 5,5
Lamela 5,5
Totti 7

Destro 5,5
Dodò sv
Andreazzoli 5,5
 

CORRIERE DELLO SPORT

Stekelenburg 5,5
Torosidis 6
Marquinhos 5,5
Castan 5,5
Marquinho 6
Bradley 6
De Rossi 5
Florenzi 6
Pjanic 6
Lamela 6
Totti 7

Destro 6
Dodò sv
Andreazzoli 6

GAZZETTA DELLO SPORT

Stekelenburg 6,5
Torosidis 5,5
Marquinhos 5,5
Castan 6
Marquinho 5,5
Bradley 6
De Rossi 5
Florenzi 6
Pjanic 6,5
Lamela 5,5
Totti 7

Destro 5
Dodò 6
Andreazzoli 6

IL ROMANISTA 

Stekelenburg 6,5
Torosidis 5,5
Marquinhos 5
Castan 5,5
Marquinho 5,5
Bradley 6
De Rossi 6
Florenzi 6
Pjanic 6,5
Lamela 6
Totti 9

Destro 6
Dodò 6
Andreazzoli 6

 

LA MEDIA VOTO DEI QUOTIDIANI

Stekelenburg 6,12
Torosidis 5,62
Marquinhos 5,37
Castan 5,75
Marquinho 5,62
Bradley 6
De Rossi 5,5
Florenzi 5,87
Pjanic 6,12
Lamela 5,75
Totti 7,5

Destro 5,62
Dodò 6
Andreazzoli 5,87

 

Radu, cori e insulti sotto la nord: “Roma m….” (VIDEO)

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GIALLOROSSI.NET – Stefan Radu è recidivo quando c’è da odiare la Roma. Al fischio finale, il difensore romeno della Lazio è andato sotto la Curva Nord non soltanto per salutare i tifosi, ma per lasciarsi andare a cori davvero poco eleganti.

Consapevole di essere ripreso dalle telecamere, Radu si è infatti improvvisato capo ultrà, inneggiando canti anti-romanisti: “E la Roma merda, e la Roma merda!”, il grido del terzino laziale, che nel corso del match ha rischiato anche di venire espulso per una testata a Lamela. Non c’è poi molto da sorprendersi: è il solito stile Lazio.

GUARDA IL VIDEO SU CORRIEREDELLOSPORT.IT

Il rammarico di Destro e Pjanic: “Occasione persa”

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IL MESSAGGERO (S. CARINA) – Un brutto colpo nel primo tempo, bissato poi nella ripresa. Daniele De Rossi ha provato a resistere ma ha dovuto alzare bandiera bianca: «Ha voluto provare a rimanere in campo ma non ce l’ha fatta», il responso di Andreazzoli che poi avrà modo di difenderlo durante la conferenza stampa. Alla fine della partita il responso: trauma distorsivo e contusivo alla caviglia destra. Uscendo dagli spogliatoi il calciatore sembrava comunque camminare abbastanza spedito: questo dovrebbe rassicurare in vista della trasferta di Torino. A scongiurare possibili complicazioni, gli esami strumentali che dovrebbero essere effettuati nella giornata di oggi.

Chi invece i problemi fisici spera di averli messi oramai alle spalle, è Destro: «Rientrare fa sempre piacere, sto meglio. È chiaro che per riprendere la condizione ci vuole un po’ ma tornare a giocare fa piacere ed è stimolante». L’analisi della gara: «Volevamo vincere, ma piace sottolineare la reazione che abbiamo avuto nella ripresa. Ripeto, potevamo vincere, è un’occasione persa. Ora dobbiamo riprenderci i tre punti a Torino. Da qui sino alla fine del campionato dobbiamo mettercela tutta per fare più punti possibili». Passerella finale per Pjanic: «Peccato potevamo vincere. Non ho giocato bene, non sto al meglio, ho ancora qualche problema alla caviglia e alla coscia».

Il Capitano giallorosso: “E’ il record più bello”

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IL MESSAGGERO (A. ANGELONI) – L’ultimo record va via. O quasi. Francesco Totti, che nei suoi vent’anni di serie A, ha saltato di slancio un ostacolo dopo l’altro, adesso è in cima alla classifica ai cannonieri del derby. Nove reti, come il suo amico e ex compagno Marco Delvecchio e il mito delle stracittadine Dino Da Costa (11 in totale, compresa la Coppa Italia). Per adesso il primato è solo eguagliato, ma visto che Pallotta gli ha promesso un biennale, la sua speranza è quella di staccare i due coinquilini, tra l’altro ieri presenti all’Olimpico. Trentadue derby di campionato, sono tanti: vittorie, sconfitte, sfottò, polemiche, gol. «È il record più bello della carriera, ci tenevo più di qualsiasi altra cosa. Dicono che non sono decisivo nei derby, ecco, questo record ora parla chiaro…», le sue parole. «Primo tempo buttato. Nella ripresa altra mentalità, dopo il rigore segnato da Hernanes è cambiata la partita, Marchetti è stato l’artefice. Tenevo più ai tre punti che a segnare. Ora conta arrivare in finale di Coppa Italia», aggiunge Totti, sempre più infinito.

Le sue parole fanno capire perché Totti sarà sempre un uomo derby, che vinca o che perda, si dice in questi casi. Tanti ne ha vissuti. C’era Mazzone quando ha vestito per la prima volta la maglia giallorossa: l’ingresso in campo, il rigore procurato, poi sbagliato da Giannini. La prima soddisfazione, dopo quattro sfide zemaniane perse, arriva in un freddo novembre 1998. In quel leggendario 3-3, Francesco mette a segno la rete del pareggio. Primo gol alla Lazio. La prima vittoria, invece, nel girone di ritorno: il capitano fa arrabbiare il suo amico Nesta, mostrando una maglia con scritto «Vi ho purgato ancora». Ai tempi di Capello era difficile che la Roma perdeva i derby, ed era anche facile prevedere un gol di Totti, o quantomeno qualche sua partita memorabile. Peruzzi ricorderà ancora quel pallonetto dell’ aprile del 2003. «Sei unica», la maglia con la quale quella sera giurò amore eterno alla sua attuale compagna Ilary Blasi. Una maglia più casta dell’altra, stavolta nessuno ha detto nulla. E ancora: gol di testa sempre con Capello in panchina, un altro su rigore nel recupero del derby sospeso per volontà dei tifosi. Anche con Spalletti – era il suo primo derby – ha messo il timbro, una rete a Ballotta e festa con “l’estrazione” di un bambolotto sotto la pancia: stava per nascere Cristian, il primogenito. Si è divertito con Ranieri e con lui ha conosciuto la Grande Sostituzione in un derby (con De Rossi a fine primo tempo). Ha timbrato con una doppietta, la prima alla Lazio, l’ultima vittoria della Roma in un derby, era il 13 marzo 2011. Quel giorno si disse: The king of Rome is not dead. Il re di Roma non è morto. Se qualcuno non se ne fosse accorto.