Jim, lo show sotto la sud

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CORSPORT (M. EVANGELISTI) – A forza di dirgli che è lontano, che non guarda in faccia né la squadra né la città né i tifosi; che un presidente da noi fa un altro lavoro e visto che ha voluto la bicicletta, accidenti, adesso deve pedalare; dicendogli tutto questo e molto di peggio hanno convinto James Pallotta a concedersi alla platea. Almeno per questa visita toccata, ritoccata e fuga. Almeno per questo derby, che per i romanisti, si sa, è apparenza e sostanza e alfa e omega del calcio. Pallotta, boss dell’As Roma, quella che vuole diventare azienda, marchio internazionale, brand da brandire davanti all’Europa del pallone intera, ieri era un tifoso. Un tifoso privilegiato, però un tifoso. Con la sciarpa al collo. Ma questo per lui è un cliché. Si dice di una sua giacca normale sopra e giallorossa sotto. Pare che un simile indumento esista davvero, ma ieri James, Jim come adora essere chiamato, al derby ha indossato una semplice giacca di cotone color mare imbronciato. Con la sciarpa sopra, naturalmente. Una sciarpa giallorossa di cui si è liberato a fine partita lanciandola verso il mucchio civilmente selvaggio dei cronisti all’uscita degli spogliatoi.
TALENTO – Era diretta verso una persona in particolare, che però se l’è lasciata sfuggire. E Jim, allegro come si può essere allegri dopo una partita che andava vinta e non lo è stata: «Eh, se non riesci a prenderla al volo che ci posso fare?». […] Però Pallotta si è divertito, dell’incontro di calcio e del suo show personale, della passeggiata sotto la tifoseria indicata pezzo per pezzo a dito teso come lo zio Sam, voglio te e te e te. «Mi sono divertito perché è stata una partita emozionante. Certo, avrei preferito vincere. Avremmo potuto vincere».

 

IMBATTUTO – Potuto e dovuto, probabilmente, ma non sempre il dovere e il potere coincidono con il destino. Pallotta ha salvato il suol record di presidente imbattuto quando è allo stadio, anche se sinora nei suoi viaggi in Italia aveva sempre vinto. Non ha accolto le provocazioni del numero uno della Lazio, Claudio Lotito (incontrato, cordialmente, prima del match), al quale piace sempre sottolineare come la Lazio sia nata prima e lui sia nato calcisticamente prima e altre puntigliose sottolineature del genere. Pallotta si è dato vent’anni non per vincere ma come limite minimo del suo impegno nella Roma. Vediamo se resisterà tanto in una città che molto dona e molto pretende, in un calcio che molto costa e poco restituisce […].

Vince solo l’Olimpico

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GASPORT (F.Oddi) Per l’Europa che conta il derby serviva a poco, per i tifosi contava parecchio, come nei tempi bui, quando bastava per salvare mezza stagione: non è questo il caso, lo sarà semmai per quello (Inter permettendo) in finale di Coppa Italia, ma lo stadio era quasi pieno, 52.326 spettatori, unico spazio coi seggiolini in vista quello lasciato libero in Tribuna Tevere per fare da cuscinetto con la Curva Nord.
Ambiente teso Spazio consistente: la fila degli steward coincideva col limite dell’area di rigore, ma l’ambiente era tutt’altro che tranquillo: fuori i tifosi si sono fronteggiati in una guerriglia che ha fatto sei feriti, altri si saranno fatti delle gran risate pensando a quel moto d’orgoglio del calcio italiano di qualche anno fa, quando il derby venne messo di pomeriggio, nonostante lo scarso entusiasmo delle televisioni, perché di sera era considerato troppo pericoloso.
Celebrazioni Prima della gara la Roma aveva organizzato la celebrazione di Delvecchio e Da Costa, immaginando e sperando che Totti potesse quantomeno riprenderli a quota 9 gol nel derby, applausi sotto la Sud, mentre il maxischermo rimandava lo sguardo sconsolato di Nesta pancia a terra. Sotto la Sud anche la prima parte del riscaldamento dei giallorossi, mentre dalla parte opposta la Nord si ricordava del suo ex giocatore, ora vice di Andreazzoli: «Muzzi che delusione, meglio la disoccupazione». Molto bella la coreografia della curva Nord, tappezzata di cartoncini bianchi e celesti, con in mezzo l’enorme disegno di un uomo con sciarpa della Lazio, che allaccia gli scarpini al figlio.
Multa in arrivo A rovinare il tutto, i cori «giallorosso ebreo», reiterati e partecipati: multa in arrivo, inevitabile. E magari pagheranno anche per lo striscione contro Platini, ormai una consuetudine. Mentre quello in ricordo di un tifoso recentemente scomparso («Ciao Secco, uno degli ultimi romanisti dai veri valori») vale gli applausi di tutto lo stadio, interrompendo la solita gara a rinfacciare scaramucce vinte, fughe, e presunti aiuti da parte delle forze dell’ordine.
Vicende societarie La parte biancoceleste si scatena contro il presidente della Roma, James Pallotta, per le recenti vicende societarie, dal coro «lo sceicco dove sta?» fino al primo striscione con asterisco: «Con lo sceicco che triste pantomima / era meglio la colletta del Sistina», seguito da un «* pantomima = messinscena per commuovere o ingannare». In Nord anche un omaggio a Califano, diverse interpretazioni invece per il record del capitano giallorosso, da «20 anni di capitano, sputi, calci e lezioni di’itaGLiano», a «noi vent’anni di Totti, voi vent’anni di tutti». «La Facebook che conta tifa Lazio», scrivono in Sud, la risposta, al fischio finale, è il «non vincete mai».

Andreazzoli: “Ho avuto paura”

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IL MESSAGGERO (S. Carina) –  Onesto è dir poco. A caldo, davanti ai microfoni di Sky, lo spavento per il rigore sbagliato per Andreazzoli è più forte del rammarico per una vittoria sfumata nel finale sia sulla parata di Marchetti che sul gol sbagliato dentro la porta da Lamela: «Ho avuto paura nell’occasione del rigore sbagliato da Hernanes ma alla fine mi ha fatto piacere che la squadra abbia fatto quello che volevo». Poi dopo un’ora, giunto in conferenza stampa, il tecnico aggiusta un po’ il tiro: «Peccato per le occasioni sprecate. Il tifoso della Roma può essere insoddisfatto. E’ stata comunque una bella serata: mi dispiace solo per il risultato». Roma in difficoltà nel primo tempo, meglio nella ripresa. Non per lui, che ha visto la squadra non demeritare nemmeno nei primi 45 minuti: «Avevamo la sensazione di aver disputato un primo tempo alla pari della Lazio. In avvio la squadra mi era piaciuta molto, anche senza creare grandi occasioni».

DIFESA A OLTRANZA – Con il punto di ieri sera la classifica cambia di un nulla. Difficile parlare di obiettivi: «E’ evidente che quando segui un risultato unico e alle spalle hai una classifica che non ti permette errori, anche piccoli errori sembrano grandi».
Per la prima volta da quando siede sulla panchina della Roma, scivola quando gli chiedono del perché la squadra sia settima, pensando più a difendere il suo lavoro che a dare una motivazione: «Si è settimi perché abbiamo fatto pochi punti. Abbiamo avuto un andamento altalenante. Io però non mi posso lamentare. Alla fine usciamo da un ciclo di sette gare dove abbiamo preso 14 punti e subito solamente 7 gol abbassando di molto quanto accaduto in precedenza – replica piccato – In proiezione saremmo secondi solamente alla Juventus. A volte bisogna rifarsi anche ai numeri per giudicare».

IL MODULO –  Spiega la decisione di schierare la difesa a quattro: «Avevo qualche perplessità ma alla fine mi ritengo soddisfatto. Affrontando la Lazio che giocava con un solo attaccante e prendendo in considerazione le prerogative dei biancocelesti, ho pensato di schierarmi a quattro dietro. Fortuna vuole che ho una rosa che mi permette di giocare come meglio desidero».

GRANA OSVALDO – Gli chiedono dei singoli, partendo da Lamela: «L’ho fatto giocare da quinto di centrocampo, ha fatto il trequartista, questa sera la prima punta nelle intenzioni, questo per dire che secondo me lui può far tutto. E’ molto disponibile al sacrificio e a lavorare dalla squadra. Ritengo che può avere un futuro non so se proprio da prima punta ma può avere le caratteristiche per sostenere il peso dell’attacco».
Quando si tocca il capitolo-De Rossi, Andreazzoli si anima nella difesa del centrocampista: «Che cosa vi importa di quanto guadagna? Andrebbe giudicato per quello che fa in campo. Si è fatto male dopo 18 minuti ma ha voluto continuare. Io non sono insoddisfatto come voi».
E sul viaggio di Osvaldo a Londra: «Non so se fosse allo stadio o a Londra – replica impacciato il tecnico – Non avendo certezze non giudico. Se fosse realmente a Londra, è chiaro che mi avrebbe fatto più piacere di vederlo allo stadio come è accaduto ad esempio con Balzaretti che nonostante non stesse bene ha accompagnato la squadra. Cosa penserà il presidente di questo pareggio? Domani lo saprò». Anche prima. Ecco il Pallotta pensiero a fine gara: «Era meglio vincere». Of course.

Pallotta sotto la Sud. I laziali: “E lo sceicco?”

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IL MESSAGGERO (S. Carina) –  Stavolta il primo a fare capolino dal tunnel non è stato, come sempre accade nei pre-gara, Stekelenburg. E nemmeno il vice Lobont o il preparatore dei portieri Nanni. È toccato, tra la sorpresa generale, a Pallotta. Sì, proprio al presidente della Roma. Completo grigio, sul quale risaltava una sciarpa giallorossa, il numero del club giallorosso ha fatto il suo ingresso in campo poco dopo le ore 19.30. Pugno alto ad incitare la curva Sud, non ancora gremita, l’imprenditore statunitense è apparso visibilmente emozionato (e su di giri) per il suo debutto nella stracittadina.

SCHERNO DALLA NORD-  Al momento però di entrare in Tribuna MonteMario, salendo le scalette, Pallotta ha capito sulla sua pelle cosa sia un derby. Quando è stato inquadrato dai tabelloni dello stadio Olimpico, il presidente giallorosso è diventato infatti il bersaglio dei fischi provenienti dalla Curva Nord, feudo della tifoseria della Lazio, da cui è partito anche un coro ironico: «Lo sceicco dove sta?». Il chiaro riferimento è alla trattativa fallita con Al Qaddumi, potenziale socio individuato dalla proprietà americana che alla fine – dopo aver firmato un accordo preliminare con il club – non ha versato la somma pattuita per entrare al fianco di Pallotta nel società giallorossa.

Derby degli sprechi, il pari serve a poco

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – Il pari poco vibrante dell’Olimpico, il primo dopo 6 anni e 12 derby almeno emozionanti, non cambia la classifica e conferma che nella capitale le due squadre vivono il loro campionato dentro il grande raccordo anulare e quindi solo per la supremazia cittadina. La Lazio non cala il poker e la Roma fallisce l’aggancio. Con l’1 a 1, Petkovic rimane quinto e Andreazzoli settimo. Il massimo obiettivo è l’Europa League dell’anno prossimo e, se i giallorossi elimineranno l’Inter nella semifinale di ritorno il 17 a San Siro, la Coppa Italia, trofeo di consolazione per entrambe, in una stagione in cui i biancocelesti comunque qualcosa di più stanno facendo. Anche ieri sera, resistendo in inferiorità numerica per venticinque minuti agli avversari fiacchi e, chissà perché, impauriti.

LE MOSSE – Andreazzoli cambia sistema di gioco, passando o, meglio ancora, tornando alla linea arretrata con quattro uomini. La novità non paga. Terzini sono Torosidis e Marquinho si riveleranno i punti deboli dell’assetto. In mezzo ai due, Marquinhos e Castan. Nel 4-3-1-2, a centrocampo De Rossi fa da schermo alla difesa e quando deve comandare il gioco ha davanti Klose a disturbarlo, i mediani sono Florenzi e Bradley che subiscono la vivacità di Hernanes e Onazi, Pjanic è il trequartista dietro Totti e Lamela, ma il capitano arretra e l’argentino spesso è prima punta. Troppi, dunque, fuori ruolo. Petkovic, invece, va sul classico e insiste con il 4-1-4-1: Ledesma imposta alle spalle dei quattro centrocampisti che, nel primo tempo, fanno la differenza alle spalle di Klose. Candreva mostra personalità e qualità a destra, Lulic velocità e sostanza a sinistra. In mezzo Hernanes, avendo come spalla il dinamico, si diverte. Non è un caso che sia lui a indirizzare il match con il sinistro, da fuori, al sedicesimo, dopo finta a rientrare su Castan.

COMPATTEZZA BIANCOCELESTE – Proprio la rete del vantaggio è la sintesi dell’atteggiamento della Lazio, con Lulic che conquista palla nell’area di Marchetti, va via sulla sinistra senza trovare l’opposizione di Torosidis, e aspetta Hernanes per il tocco al centro, dove il brasiliano calcia per l’1 a 0. Petkovic sistema due linee nella metà campo biancoceleste, quattro difensori e cinque centrocampisti, per far finire nella trappola i rivali. Se la Roma sbaglia, anche per il pressing che comincia da Klose, ripartenze improvvise.

STATICITÀ GIALLOROSSA – Come con Luis Enrique, accenno di tiqui taca. È, però, lento e scontato. Facile per la Lazio chiudere ogni spazio e in assoluto riconquistare palla per ribaltare l’azione. Dopo il vantaggio, con la Roma in confusione, altre due chance per i biancocelesti, ancora con Hernanes per la deviazione di De Rossi in angolo (lì si fa male e uscirà nella ripresa) e su taglio da destra a sinistra di Lulic per la bella risposta di Stekelenburg. Per vedere un tiro giallorosso bisogna aspettare l’ultimo dei tre minuti di recupero: destro di Totti e respinta di Marchetti.

I DUE RIGORI – Al quarto minuto della ripresa Hernanes calcia fuori un rigore, dopo averne segnati tre alla Roma, concesso da Mazzoleni per il fallo di mano di Marquinhos su cross di Lulic. Il brasiliano, in otto minuti, incide negativamente sulla sfida perché, dopo l’errore davanti a Skekelenburg, sgambetta Pjanic in area: Totti all’undicesimo trasforma per l’1 a 1, nona rete alla Lazio, dodicesima stagionale e numero 227 in A. Da qualche minuto c’è Destro in campo, all’ottavo fuori De Rossi, con Pjanic a centrocampo, Bradley regista e Totti trequartista. Petkovic fa entrare Kozak per Klose e a seguire Ciani per Ledesma visto che al ventiquattresimo Biava lascia i compagni in dieci, fatali due falli in sei minuti su Marquinho. Andreazzoli ci prova con Dodò per Florenzi che prima di lasciare, dopo punizione di Totti respinta da Marchetti, si fa ribattere il tap in dal portiere. Con un uomo in più, la Roma cala. E la Lazio resiste, senza soffrire.

ROMA-LAZIO: le interviste. ANDREAZZOLI: “Soddisfatto” – TOTTI: “Record più bello della carriera, ma primo tempo buttato”

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GIALLOROSSI.NET – Queste le dichiarazioni dei protagonisti di Roma-Lazio, gara valida per la trentunesima giornata di Serie A. Le parole dei giallorossi:

 

AURELIO ANDREAZZOLI

Primo derby da allenatore
Bella serata, mi dispiace solo per il risultato. L’ho vissuta anche con ansia, non sono gare che si possono dsputare spesso, particolarmente per me. Mi sono anche spaventato, come sul rigore loro però poi ho avuto il piacere di vedere la mia squadra quello che ho chiesto. Siamo stati penalizzati sul risultato, abbiamo avuto occasioni importanti

Ci è piaciuto lo stile delle due squadre, avete provato a vincere. Forse un peso al centro dell’attacco è un valore che dovete prendere in considerazione?
Sì, soprattutto quando hai attaccanti come Destro e Osvaldo. Abbiamo riportato in campo ragazzi ai quali crediamo come Destro, Dodò e Pjanic. Dobbiamo fare i conti con diversi problemini. Dobbiamo fare delle scelte anche obbligate

Perché la Roma è settima?
Perché abbiamo fatto pochi punti, andamento altalenante. Io sono soddisfatto, poi si vede il complessivo e si vede che siamo settimi. Poi ci si fa prendere dall’ansia per partite come Palermo e ci si scorda che in 7 gare abbiamo fatto 14 punti, abbiamo preso 7 gol abbassando la media, abbiamo una proiezione che ci vede subito dietro la Juve come gol subiti. Pur avendo difficoltà questi ragazzi riescono a fare quello che gli si chiede, a volte bisogna rifarsi ai numeri, 7 gare sono già un buon bottino. A volte si discute solo per dire parole, ma i fatti sono dati dai numeri e ne tengo i conti, anche delle occasioni pessime come a Palermo

Che sensazioni hai, su che lavorerai. Obiettivi?
Noi tentiamo di, credo che abbiamo fatto molte cose questa squadra era giù di morale, i ragazzi lavorano volentieri, sono disponibile, poi anche loro come me sbagliano, è evidente che quando segui un risultato unico e alle spalle hai una classifica che non ti permette errori, anche piccoli errori sembrano grandi

Che idea hai su Lamela?
L’ho fatto giocare da quinto di centrocampo, ha fatto il trequartista, oggi la prima punta nelle intenzioni, questo per dire che secondo me lui può far tutto. E’ molto disponibile al sacrificio e a lavorare dalla squadra. Per me può avere un futuro non so se da prima punta, credo che può avere le caratteristiche per sostenere il peso dell’attacco.

 

FRANCESCO TOTTI

Un pizzico d’amarezza
Molta, eravamo partiti male, loro erano ben messi. Poi dopo l’errore di Hernanes è cambiata la partita, eravamo più cattivi e vogliosi ma non siamo riusciti a vincere

Hai raggiunto Da Costa. Ma Marchetti è stato decisivo..
L’artefice della gara è stato Marchetti, ha fatto 2 grandissimi interventi. Ma l’importante era non perdere, erano due anni di seguito che perdevamo il derby

1 punto in 2 partite
A Palermo nessuno si aspettava quel risultato, il derby è una partita a sè. A Torino dobbiamo cambiare volto. Ma l’obiettivo principale è raggiungere la finale di Coppa Italia. Puntiamo l’Europa League, e battendo l’Inter avremmo ottime possibilità

Sabato hai pagato te, in cambio hai ottenuto il rinnovo
E certo..C’ha rimesso (ride,ndr)

 

 MATTIA DESTRO

 

Ci descrivi questo tuo ritorno in campo?
Rientrare fa sempre piacere, volevamo vincere, Non ci siamo riusciti, ce la metteremo tutta per fare piu punti possibili

Cosa è mancato nel primo tempo?
Dobbiamo vedere che abbiamo avuto una ottima reazione. Potevamo vincere. A Torino dobbiamo vincere
La Roma ha bisogno di giocare col centravanti. La tua presenza si è sentita
Queste domande vanno fatte al mister

Roma-Lazio: 1 – 1 (14′ Hernanes, 55′ Totti)

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GIALLOROSSI.NET – Poche ore al calcio d’inizio di Roma-Lazio, derby di ritorno in cui i giallorossi sono chiamati a riscattare una stagione deludente. La redazione di Giallorossi.net segue in diretta tutte le ultime notizie e gli aggiornamenti sulla stracittadina di questa sera.

 Queste le FORMAZIONI UFFICIALI:

ROMA (4- 3-1-2): Stekelenburg; Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Pjanic; Lamela, Totti. A disp.: Lobont, Goicoechea, Burdisso, Dodò, Romagnoli, Taddei, Perrotta, Tachtsidis, Lucca, Destro, Lopez. All. Andreazzoli

LAZIO (4-5-1): Marchetti; Gonzalez, Biava, Cana, Radu; Ledesma; Candreva, Hernanes, Lulic, Onazi; Klose. A disp.: Bizzarri, Strakosha, Ciani, Stankevicius, Ederson, Mauri, Crecco, Floccari, Kozak, Saha, Rozzi. All. Petkovic.

ore 18:35 – Secondo una prima ricostruzione, due tifosi laziali sono venuti a contatto con due tifosi romanisti: uno dei due sostenitori giallorossi e’ stato accoltellato ad un gluteo ed e’ rimasto lievemente ferito. Sempre a Ponte Milvio sono stati lanciati alcuni petardi. La zona e’ presidiata dalla polizia (Fonte: adnkronos)

ore 18:30 –  Segnalati scontri tra tifosi laziali e romanisti all’altezza di Ponte Milvio. Secondo le prime notizie, circa duecento tifosi si sarebbero staccati nella zona dello stadio Olimpico dirigendosi verso gli antagonisti al Ponte Duca d’Aosta, la polizia ha risposto con delle cariche. Ci sarebbe un accoltellato, due tifosi sarebbero rimasti feriti alle gambe. un petardo molto potente è stato fatto esplodere nella zona del bar River. Un fermo e sei blindati bloccano Ponte Milvio (Fonte:repubblica.it)

ore 17:10 – Sembra scongiurato il rischio pioggia: secondo gli ultimi aggiornamenti meteo, la perturbazione che dovrebbe toccare la capitale arriverà intorno alle 23 e porterà deboli precipitazioni. Durante la gara il cielo si presenterà nuvoloso o coperto con nubi che però non dovrebbero portare rovesci.

ore 16:45 – Secondo le ultime indiscrezioni raccolte, Petkovic sembra orientato a schierare Stefano Mauri (in non perfette condizioni) dal primi minuto al posto di Onazi, favorito alla vigilia.

SPECIALE Aspettando il derby – Ecco il “costume” di Pallotta (FOTO)

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GIALLOROSSI.NET – E’ il giorno del derby Roma-Lazio. Questa sera si disputerà l’attesa stracittadina che potrebbe dare un senso alla deludente stagione giallorossa.

Mercato, ennesimo duello Inter-Roma: offerta dei nerazzurri per Aubameyang

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GIALLOROSSI.NET – E’ stato il leit-motiv degli ultimi due anni di mercato, e rischia di diventarlo anche di tutta questa estate: appena la Roma punta un giocatore, l’Inter si mette in mezzo alla trattativa. Era successo due anni fa con Alvarez (poi soffiato in extremis ai giallorossi), è continuato lo scorso anno con (anche lui finito in nerazzurro dopo essere stato ad un passo dalla Roma) e adesso potrebbe risuccedere con Aubameyang.

L’attaccante gabonese di 23 anni è infatti seguito con attenzione da Walter Sabatini, e secondo le parole del procuratore del calciatore la Roma avrebbe anche assicurato di essere disposta a versare la cifra necessaria per accaparrarsi il giocatore. Adesso però anche l’Inter si sarebbe fiondata sul promettente bomber del Saint-Etienne, offrendo l’importante cifra di 10 milioni di euro pur di averlo l’anno prossimo. Siamo ancora ad aprile, ma la sfida Inter-Roma sul mercato pare essere già caldissima.

I tifosi del Fenerbahce sbeffeggiano la Lazio: esposto uno striscione per Totti

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GIALLOROSSI.NET – Curiosità in vista della stracittadina di questa sera: giovedì scorso, in occasione della sfida europea tra la Lazio e il Fenerbahce, è apparso uno striscione di stampo tipicamente romanista nella curva dei tifosi turchi.

Sullo stendardo (foto) mostrato con fierezza dai sostenitori del Fenerbache campeggiava il famosissimo slogan “No Totti, no party”. Uno sberleffo poco gradito alla tifoseria laziale, che però ha portato fortuna alla squadra turca, uscita vincitrice per due reti a zero.

FOCUS – Osvaldo a Londra il giorno del derby: tifoseria infuriata col giocatore

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GIALLOROSSI.NET – La decisione di Osvaldo di partire per Londra e non restare con la squadra nel giorno  del derby non è affatto piaciuta alla maggioranza dei tifosi giallorossi, stanchi dei ripetuti gesti irrispettosi del giocatore nei confronti del suo club.

L’attaccante italo-argentino ha “approfittato” della squalifica per l’ennesima fuga d’amore, stavolta per raggiungere la capitale londinese, meta che il giocatore potrebbe seguire anche a fine stagione. Ai tifosi però questo gesto non è affatto piaciuto: nonostante la sua assenza forzata (l’attaccante è infatti squalificato), la gente avrebbe preferito che il giocatore restasse vicino alla squadra alla vigilia di una partita così delicata.

Anche in radio la scelta di Osvaldo ha scatenato la reazione di speaker ed opinionisti: “E’ un giocatore lontano anni luce dalla gente”, ha affermato Mario Corsi dai microfoni di Centro Suono Sport.
Ancora più duro il giudizio di Max Leggeri sulle frequenze di Radio Manà Manà Sport: “Noi abbiamo un bagnino tatuato che oggi è partito per andare in vacanza a Londra con la propria compagna. Questo signore guadagna due milioni e trecento mila euro netti: è un grave gesto di insubordinazione”.

Ma sono soprattutto i tifosi ad essere i più infuriati con il ragazzo: i social network e i forum a tema sono pieni di commenti che vanno contro all’attaccante, giudicato poco attaccato alla maglia e irrispettoso nei confronti di squadra e tifosi. La convivenza tra la piazza giallorossa e Osvaldo, in attesa della sua inevitabile cessione, si fa sempre più difficile.

Roma-Lazio, le probabili formazioni dei quotidiani

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GIALLOROSSI.NET – La grossa novità di formazione potrebbe essere la difesa a quattro, scelta verso cui pare essere orientato mister Andreazzoli. Non tutti i quotidiani sono però concordi su questa opzione. L’unica certezza pare essere la presenza di Pjanic dal primo minuto, con Totti che agirà da punta, supportato da Lamela e Florenzi.

IL MESSAGGERO: Stekelenburg, Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Pjanic; Totti, Lamela

CORRIERE DELLO SPORT: Stekelenburg, Marquinhos, Burdisso, Castan; Torosidis, Bradley, Pjanic, De Rossi, Florenzi; Totti, Lamela

GAZZETTA DELLO SPORT: Stekelenburg, Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Pjanic; Totti, Lamela

IL TEMPO: Stekelenburg; Torosidis Marquinhos Castan Marquinho; Bradley De Rossi Florenzi Pjanic; Lamela, Totti

IL ROMANISTA: Stekelenburg, Marquinhos, Burdisso, Castan; Torosidis, De Rossi, Bradley, Florenzi; Lamela, Pjanic; Totti

CORRIERE DELLA SERA: Stekelenburg, Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Lamela, Pjanic; Totti

LA REPUBBLICA: Stekelenburg; Torosidis Marquinhos Castan Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Pjanic; Lamela, Totti

LEGGO: Stekelenburg, Torosidis, Marquinhos, Castan, Marquinho; Bradley, De Rossi, Florenzi; Lamela, Pjanic; Totti

Tor di Valle, quanti problemi

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FONTE: GASPORT – Roma e Lazio “rischiano” di giocare ancora parecchi derby allo stadio Olimpico. L’iter per la realizzazione del nuovo impianto romanista, infatti, potrebbe rivelarsi assai più lunga delle ottimistiche previsioni di Pallotta, Parnasi e Alemanno.

Ieri sera l’imprenditore americano e il costruttore romano hanno cenato insieme. Lontano da occhi e orecchie indiscreti, avranno avuto l’onestà di raccontarsi gli ostacoli che l’area di Tor di Valle presenta?

Questa mattina la Gazzetta dello Sport fornisce un elenco di tutti i problemi che affliggono l’area prescelta per la costruzione del nuovo stadio della Roma: spazio insufficiente per la cubatura richiesta da uno stadio di calcio e dal suo contorno (ristoranti, centro commerciale, abitazioni, ecc…), terreno sabbioso, ansa del Tevere a rischio esondazione, viabilità insufficiente, trasporto pubblico inadeguato, trotto ancora da ricollocare.

Per non parlare del contesto storico: legge sugli stadi inabissata, Paese in recessione, Comune indebitato in attesa delle elezioni. Perfino Lotito, il primo a presentare il suo progetto di stadio sulla Tiberina (anche quello a rischio esondazione), negli ultimi tempi ha taciuto, forse per pudore. Pallotta lo saprà?

Mercato, la Roma su Isimat-Mirin del Valenciennes

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FONTE: IL MESSAGGERO – In Francia rivelano che Sabatini stia cercando di acquistare, Nicolas Isimat-Mirin, 21 anni, difensore centrale del Valenciennes che ha già fissato il prezzo: 5 milioni di euro.
Isimat-Mirin, 27 presenze stagionali in Ligue 1, è seguito anche dal Lione e dal Marsiglia. E piace pure in Premier.

Tachtsidis contestato, i tifosi scrivono un insulto sulla sua auto

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FONTE: IL MESSAGGERO – Nel mirino del tifosi giallorossi c’è finito  nuovamente Panagiotis Tachtsidis. Ieri mattina, prima di andare a Trigoria, il centrocampista greco ha avuto una brutta sorpresa: al momento di salire sulla sua auto ha scoperto che alcuni vandali gli hanno marchiato un’offesa pesante sulla carrozzeria del suo suv Peugeot.