La Roma si affida a Morgan Stanley come advisor per la ricerca di nuovi investitori

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MILANO FINANZA (A. FIANO) – È Morgan Stanley l’advisor della Roma Calcio nella ricerca di possibili investitori nel club calcistico. L’operazione punta a raccogliere fino a 75 milioni di euro. Il relativo prospetto è stato completato a New York nella tarda serata di ieri (ora italiana), secondo quanto rivelato dal presidente, dallo scorso luglio, James («ma chiamatemi Jim») Pallotta durante un lungo incontro con la stampa italiana.
I 75 milioni di dollari, ha spiegato Pallotta, «non finanzieranno il disavanzo, ma servirebbero a fare tante cose utili alla squadra, anche sul piano della visibilità internazionale».

Sempre ieri è giunta anche la prima ricostruzione ufficiale della vicenda dello sceicco mediorientale che avrebbe dovuto diventare socio della Roma, salvo poi rivelarsi del tutto incapace di far fronte all’investimento.
Spiega Pallotta: «sei mesi fa siamo stati avvicinati da personaggi terzi che agivano in suo nome. Ci è stato detto che era pronto a investire molto nella squadra senza cercarne il controllo. Abbiamo fatto la due diligence e abbiamo parlato con 2-3 banche d’affari, compreso un nostro advisor» che evidentemente non è Morgan Stanley. «A noi in fin dei conti la vicenda non è costata, se non in termini tempo perso» ha spiegato Pallotta, che poi ha ribadito di aver ricevuto manifestazioni di interesse da investitori americani, canadesi, mediorientali, asiatici e persino dal Marocco. «Solo dall’America Latina non sono giunte manifestazioni di interesse».
Lo stesso presidente, affiancato da Italo Zanzi e Sean Barror, ha negato che la vicenda possa avere strascichi legali.

L’occasione dell’incontro è stata la presentazione dell’accordo, peraltro già annunciato, di sponsorizzazione della squadra capitolina con la Nike. Un accordo decennale, di ammontare non specificato, che si aggiunge a quelli già raggiunti con la Disney (sei anni), con la Volksgwagen (biennale), e con il gruppo crocieristico Royal Caribbean. Ma la Roma la prossima stagione potrebbe avere ancora lo sponsor Wind. È infatti allo studio una maglia senza sponsor, per una sola stagione, ma «le trattative col gruppo telefonico proseguono». Pallotta vorrebbe proseguire nel sodalizio, ma ha confidato che «se vogliono restare serve una cifra più consistente, perché finora la era inferiore alle medie di mercato».

Intanto il programma di sviluppo «richiede tempo, così come Roma non è stata costruita in un solo giorno». Pallotta, che ha più volte ripetuto di essere ottimista sull’Italia oltre che sulla Roma, non ha escluso la possibilità che il suo Raptor Fund possa investire ancora in Italia. Pallotta ha confidato di aver incontrato in questi giorni a Boston alcuni investitori italiani che stanno lanciando un fondo di venture capital.

Intanto il club punta anche sul settore giovanile, e non solo in Italia. «L’obiettivo è rientrare in Champions League, ma non dipende solo da noi», ha detto il 55enne top manager, che così conclude: «non abbiamo investito nella Roma per rivenderla, anche se offerte interessanti non sono mancate. Il nostro piano è di lungo periodo: abbiamo creato valore grazie anche a un’ottima campagna acquisti». Alla quale si affiancano le sponsorizzazioni e il progetto dello stadio a Tor di Valle, di cui l’architetto americano Dan Meis presenterà il progetto entro luglio.

Mercato, dalla Spagna: Roma, Inter e Juve su Kondogbia

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AS.COM – La Roma segue Geoffrey Kondogbia, giovane centrocampista classe 1993. Stavolta la voce di mercato giunge direttamente dalla Spagna, paese dove milita questo ragazzo di appena vent’anni, mediano del Siviglia.

A riferirlo è il portale As.com. Secondo il sito iberico la società giallorossa sta pensando al centrocampista francese per il prossimo anno, anche se i giallorossi non sono i soli ad aver messo gli occhi su questo ragazzo: anche  Inter e Juventus sono interessate al giovane.

Il dovere di Pallotta di rispondere a tutte le domande (qui a Roma)

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini) – Le dichiarazioni di James Pallotta non mettono d’accordo tutti e anzi, come  spesso accade, dividono la tifoseria. 

QUI TRIGORIA – Lunga lista di assenti, out anche Totti e De Rossi

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QUI TRIGORIA (Giallorossi.net) – Tantissimi assenti in questo allenamento di mercoledì mattina: non sono in gruppo De Rossi, Pjanic, Totti, Balzaretti, Florenzi e Nico Lopez. Mister Andreazzoli divide la squadra in due e fa disputare la partitella. Questi gli schieramenti:

BIANCHI: Romagnoli, Torosidis, Marquinhos, Burdisso, Tachtsidis, Dodò, Perrotta, Marciel, Destro.

ROSSI: Piris, Lucca, Marquinho, Castan, Leonardo, Taddei, Bradley, Lamela, Osvaldo.

Francesco Totti esegue differenziato con Vito Scala. De Rossi tornerà ad allenarsi domani, Pjanic è fuori a scopo precauzionale.

 

Pallotta: “Ricevute offerte per cedere la società, ma io credo in questo progetto”

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FONTE: CORSERA – “Abbiamo avuto offerte assai vantaggiose per cedere la società. Io e i miei soci potremmo andarcene intascando una bella plusvalenza. Non è quello che mi cambia la vita né quello che mi interessa. Credo in questo progetto”. Sono le parole pronunciate ieri dal presidente della Roma James Pallotta e riportate questa mattina dal quotidiano Il Corriere della Sera.

Il tycoon spiega la sua convinzione sulla bontà del progetto: “Perché ho origini italiane — i miei nonni sono arrivati da Roma e da Bari—ma soprattutto perché credo nella possibilità di valorizzare una società che ha un brand straordinario, unico al mondo. E, secondo me, anche il più sottovalutato del mondo. Quando dici Roma evochi una storia millenaria. Ci sono tante squadre forti in Europa, ma in quante di queste città la gente vorrebbe andare a trascorrere un week end? Certo, poi, ci vuole anche buna squadra che porta i risultati. Non mi piace perdere, la sconfitta col Palermo non mi ha fatto dormire».

Di Marzio: “La Roma è su Donadoni”

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GIANLUCADIMARZIO.COM – Tante richieste per Donadoni, ma il Parma vuole tenerselo stretto. Su Roberto Donadoni c’è anche la Roma, è interessata all’allenatore che sta facendo bene al Parma. E’ stimato da Walter Sabatini, che sta raccogliendo informazioni sui suoi metodi di lavoro.

Ghirardi e Leonardi hanno più volte ribadito che non si muoverà da Parma, ma si studiano già possibili alternative in caso di partenza di Donadoni.

 

LEGGI LA NOTIZIA ORIGINALE

Pallotta e una Roma stile americano: “Staremo qui a lungo, la svolta è vicina”

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LA REPUBBLICA (A. ZAMPAGLIONE) – In attesa del 2014/15 quando arriverà la maglia con il logo della Nike (nuovo maxi-sponsor della Roma), Totti e compagni indosseranno la prossima stagione una maglia elegante, “istituzionale”, con riferimenti alla storia della squadra. Intanto il rilancio sportivo ed economico del club giallorosso prosegue secondo i piani. «E non siamo lontani dal pareggiare i conti», assicura il presidente James “Jim” Pallotta, 55 anni. Il quale, prima di attraversare l’Atlantico per il derby Roma-Lazio di lunedì, ha voluto presentare a New York il nuovo “brand globale” della squadra.

Pallotta, lei è un manager di successo di hedge funds: ma perché è tanto ottimista sulla Roma se i conti sono ancora in rosso, i nuovi investitori non si vedono e la squadra tentenna?
«Alcuni problemi sono storici, di lunga data, ma la svolta è vicina. In Italia il calcio è sempre stato quasi un business di famiglia, una forma di hobby per chi poteva permetterselo. Noi invece attingiamo all’esperienza americana per impostare diversamente il business, in particolare facendo leva sul legame della squadra con la città di Roma. E dopo gli accordi con Volkswagen, Walt Disney e Royal Caribbean, la sponsorizzazione decennale della Nike rappresenta un salto di qualità che ci differenzia rispetto ad altri club e ci dà una visibilità internazionale».

Ma che dice delle recenti delusioni della squadra?
«Il nostro vero problema è la regolarità dei risultati. Abbiamo sconfitto squadre come la Juventus e fatto un’ottima campagna acquisti. Ma poi un partita come quella con il Palermo ci ricorda che dobbiamo ancora lavorare. D’altra parte neanche Roma è stata costruita in un giorno…»

Si parla spesso di nuovi soci. Ma la vicenda del fantasceicco Al Qaddumi non fa pensare a una certa improvvisazione?
«Quando ci è stato detto che aveva interesse a investire, abbiamo fatto le verifiche necessarie presso le banche e sugli intermediari. Tutti ci hanno confermato la serietà degli acquirenti, anche quelli che oggi dicono il contrario. Poi l’affare non si è fatto: abbiamo perso un po’ di tempo, ma nient’altro. Il nostro obiettivo resta quello di raccogliere 75 milioni di euro, non perché ne abbiamo bisogno, ma ci darebbe maggiore flessibilità. Abbiamo assoldato la Morgan Stanley per aiutarci in questo processo. L’interesse non manca, da parte di gruppi internazionali e vip
del mondo sportivo. Siamo noi a non avere fretta. E non è vero che vogliamo vendere dei giocatori importanti: non abbiamo preso in mano la società per stare due o tre anni e fare cassa. Il nostro progetto è a lungo termine: venti anni».

Ce la farà Totti a giocare nel nuovo stadio di Tor di Valle?
«Non so, dipende da Totti, che io a volte paragono per eleganza e ruolo a Derek Jeter degli Yankees. Francesco ha detto che vuole stare con noi altri due anni, io spero di più, ma il nuovo stadio non sarà ancora pronto. Il progetto va avanti nei tempi previsti grazie anche all’aiuto del partner Luca Parnasi e dell’architetto Dan Meis. E già sogniamo quello che ci potrà essere attorno: ristoranti, un mega-store della Nike, un museo del calcio e le strutture di allenamento non solo dei nostri campioni, ma anche di giovani calciatori di tutto il mondo».

Napoli, idea Osvaldo per il dopo Cavani

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GASPORT (M. MALFITANO) – L’idea è suggestiva e potrebbe diventare addirittura intrigante se Walter Mazzarri dovesse continuare il suo rapporto col Napoli. Il riferimento è al prossimo mercato ed alla possibilità che il presidente Aurelio De Laurentiis possa puntare l’attenzione su Pablo Osvaldo, l’attaccante argentino naturalizzato italiano, che è in rotta con la Roma. Potrebbe essere lui il sostituto naturale di Edinson Cavani se quest’ultimo dovesse andare via dal club azzurro. Il futuro del Matador, al momento, è in ghiacciaia, tra l’attaccante ed il presidente non c’è stato nessun contatto, finora. Si sa che a fine stagione le parti s’incontreranno per rinegoziare il contratto stipulato nello scorso mese di settembre. In effetti, Cavani chiederà un nuovo adeguamento della parte economica: da 5milioni di euro a stagione, fino al 2017, chiederà un aumento fino a 7 milioni per la stessa durata. Diversamente, sarà lui stesso a fare pressione sul presidente per essere ceduto. Il Real Madrid è uno dei club pronto a trattarne l’acquistomaocchio al Manchester City.

Ok di Mazzarri – Non è un nome nuovo quello di Pablo Daniel Osvaldo nel mercato del Napoli. Dueanni fa, fu proprio l’allenatore a richiederlo,maintanto la Roma l’aveva già messo sotto contratto. Stavolta, la questione è diversa, il giocatore— entrato nel frattempo nel giro della Nazionale di Prandelli— andrà via sicuramente da Roma e ha già detto no allo Spartak di Mosca, mentre piace tantissimo ad Anzhi e Tottenham. Un sondaggio, tuttavia, è stato già fatto per capirne le intenzioni: è certo che Napoli sarebbe una soluzione a lui gradita. E gradito sarebbe pure a Mazzarri che lo ritiene un top player, ideale per il suo gioco. (…)

Pallotta: «Roma, cerco 75 milioni. Il mio progetto è a 20 anni»

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GASPORT (M. L. PEGNA) – La sede della Raptor a New York, il suo hedge fund, è nel cuore del Meat Packing District. Un elegante portone a vetri incastrato fra i computer del negozio Apple e i ravioli del ristorante di Giovanni Rana. La sala riunioni ha il tavolo di legno pregiato e lungo, come lo vedete nei telefilm. Lui è in giacca e senza cravatta: informale. Come la sua prima frase: «Niente mister Pallotta, please, io mi chiamo Jim». Mancano i piedi sulla scrivania per completare l’effetto «fate come se foste a casa vostra». Jim parla raramente con la stampa, ma quando decide di mettersi a disposizione, rimane sotto il fuoco incrociato per un’intera partita di calcio.

«Per prepararmi a questo incontro, mi avete fatto perdere ieri la vittoria dei miei Red Sox contro gli odiati Yankees. In verità, mia mamma Angelina mi avrebbe ucciso se avessi disertato il pranzo di Pasqua: 200 ravioli e gnocchi», scherza, ma mica tanto. La partita era di baseball, ma ora la testa è già al derby con la Lazio: «Io vado lì per vincere: del resto, sono ancora imbattuto ». Ride. Ripete spesso che lui e i suoi manager operano in maniera trasparente, che sono solidi finanziariamente e che le cifre di indebitamento di cui si parla non corrispondono a verità. «Cerchiamo 75milioni di euro e cediamo solo quote non operative. Ci aiuta la Morgan Stanley e abbiamo richieste da tutto il mondo, escluso il Sud America e compreso il Marocco. Voglio far entrare in società atleti e personaggi famosi. Anche Kevin Garnett dei miei Celtics voleva investire, ma la Nba glielo ha impedito: già, conflitto d’interessi. Non vi dico le parolacce che ha detto: ci teneva». Ribadisce: «In pochi mesi ho mantenuto tutto quello che avevo detto. Abbiamo accordi con giganti come Disney, Volkswagen e adesso Nike. Pochi club al mondo hanno fatto meglio di noi con gli sponsor». Dice: «Il nostro è un investimento a vent’anni, perché progetti del genere richiedono tempo. Roma mica fu fatta in un giorno. Ma tranquilli, con i miei Celtics ho vinto dopo 5 stagioni». Per ora solo slogan. Intanto, racconta la sua versione sul finto sceicco Adnan AdelAref Al Qaddumi Al Shtewi che ha fatto ridere gran parte di umanità: «Si è fatto vivo un terzo interlocutore che ce lo ha raccomandato e ha offerto una somma sostanziosa, per una quota non operativa. Due nostri consulenti ci hanno dato parere favorevole. Siamo andati avanti, ma quando abbiamo presentato il contratto, i soldi non sono mai arrivati. Abbiamo fatto tutte le ricerche possibili: non siamo certo così stupidi. E poi abbiamo perso solo tempo, non denaro».

Che contratto Ha la voce calma e rassicurante, Jim. Soprattutto quando parla della maglia: «Il contratto decennale con Nike è stato un colpo grosso. Partirà dal 2014 e per la prossimastagione ne avremo una fabbricata in casa, come fosse un brand Roma. Con il design ci aiuteranno i tifosi». E poi c’è il progetto stadio: «I tempi dovrebbero essere rispettati», batte le nocche sul legno pregiato, lo scongiuro americano. «Nessun problema con i politici. Appuntamento al 2016/17. Anche campi di allenamento, Hall of Fame, Nike Store, ristoranti. Come in America». E’ a quel punto che si apre l’argomento Totti. Ci giocherà il capitano a Tor Di Valle? Risatina. «Mal che vada gli regalo i biglietti e lo metto seduto accanto a me. Personalmente, non riesco a pensare di andare a Roma e non trovare Totti in campo. A chi lo paragono in Usa? A Derek Jeter, dei NY Yankees, uno di classe infinita». Che cosa le piace di Roma? «La passione». Aveva promesso la Champions, ma neppure stavolta perde la calma: «Sono soddisfatto dei risultati di Sabatini e Baldini. Siamo in grado di battere chiunque e lo abbiamo dimostrato. Ci manca la continuità». Andreazzoli? «Mi sembra prematuro parlarne. L’unica gara che non mi è piaciuta è quella di sabato ». E va giù duro: «Sembrava che l’ambiente si fosse rasserenato, poi leggi i giornali e sembra che ci sia caduto il mondo addosso. Non si può ragionare con le emozioni. Ma se battiamo la Lazio?».

Osvaldo, no alla Russia. Si tratta per Ilicic e Muzenjak

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CORSPORT (R. MAIDA) – I russi si informano su Osvaldo. Ma ve la immaginate la trendy fidanzata Jimena Baron in Russia? E infatti per il momento Osvaldo ha detto no a ogni ipotesi stravagante: niente Anzhi, nonostante i soldi e la presenza di Eto’o e Willian come potenziali partner, e niente Spartak Mosca, che non aveva nemmeno grandi star da affiancargli. Almeno adesso.

CONTATTI – La Roma si sta muovendo per cercare una squadra al suo centravanti ribelle ma l’obiettivo non è così semplice. Ieri è circolata anche la voce di un interessamento del Napoli, che da Trigoria non confermano e che Osvaldo potrebbe vedere di buon occhio. Tutto però è molto lontano da una trattativa. In questa storia devono coincidere tanti interessi, economici e tecnici, non solo le intenzioni che oggi convergono. Se la Roma riceverà una proposta interessante e Osvaldo la boccerà, l’affare non sarà perseguibile. Viceversa, se la Roma non otterrà la promessa di almeno 10-12 milioni dal potenziale acquirente, è difficile che accontenti il giocatore: due anni fa, Osvaldo è stato pagato 15 milioni più bonus. Non potrà essere svenduto per questioni di bilancio. (…)
PERISCOPIO – (…) In queste settimane la Roma non chiuderà acquisti importanti, cercando invece di mettere al sicuro qualche investimento per il futuro: uno di questi è Luka Muzenjak, esterno classe ‘93 che gioca nel Cibalia: diventerà comunitario dal primo luglio, come tutti i croati. Sabatini ha provato a prenderlo in prestito ma con ogni probabilità dovrà spendere almeno un milione per acquistarne il cartellino a titolo definitivo. In Italia piace lo sloveno Ilicic, proprio il giustiziere di sabato scorso. Si tratta con il Palermo.

De Rossi vuole un gol per trovare il riscatto

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IL TEMPO (A. SERAFINI) – Un ricordo sbiadito, da cancellare totalmente con un’imminente prova di riscatto. Quella che, 148 giorni dopo, Daniele De Rossi proverà a riconquistare. «Per lui non è una partita come tutte le altre», profetizzava Zeman nello scorso novembre, quando al derby mancavano ormai poche ore e la tensione era alle stelle. In un senso o nell’altro, il boemo non ci andò così lontano: il volto tirato di Mauri dopo il colpo ricevuto dal numero 16 sanciva di fatto la chiusura del rapporto col centrocampista giallorosso. Un gesto che, Zeman a parte, ha intaccato il feeling con una parte della tifoseria, che ha fatto sempre più fatica nel perdonargli gli incidenti di percorso.

Ora l’allenatore è cambiato, Baldini ha ritrattato la sua incedibilità, ma nonostante tutto le cose non sono migliorate più di tanto. La classifica nel nuovo corso Andreazzoli riflette una discreta media punti, ma continua a subire evidenti scossoni di discontinuità. Una parabola, simile a quella del biondo di Ostia, che insieme a buona parte dei suoi compagni è pronto a non fallire quei pochi obiettivi rimasti. «Posso fare molto di più, ma non faccio due o tre partite di seguito da mesi, mi devo rimettere in condizione», spiegava De Rossi dopo la sconfitta di Marassi, sicuro che l’avvento di Andreazzoli gli avrebbe permesso di ritrovare la brillantezza smarrita. Quella maglia da titolare infatti non è più mancata, anche se i progressi fatti sono rimasti sempre sotto lo standard delle sue qualità. Rimettersi in carreggiata sfruttando proprio la tanto attesa sfida con la Lazio, è un’occasione troppo ghiotta da lasciarsi sfuggire.

Tranquillità, sicurezza e organizzazione tattica: elementi che lo esaltano quando indossa la maglia della nazionale e dovrà ricercare anche dentro il GRA. Per una felicità che, oltre al primato cittadino, gli consegni anche il primo gol stagionale. Perché la storia dei derby di De Rossi non sia ricordata solo per quel gol inutile nella sconfitta dell’aprile 2009.

Pallotta: “Voglio restare almeno 20 anni e…vincere”

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CORSPORT – Mr. President… «No, chiamatemi Jim» . Quarto piano, uffici della Raptor, la società finanziaria di hedge fund da lui creata, sopra un mega store della Apple. Ecco Jim Pallotta(…). «Voglio costruire – inizia così – voglio restare alla Roma per tanto tempo almeno vent’anni. Voglio portare questo club ai massimi livelli, sia da un punto di vista societario che di risultati, ma tutto in un giorno non si può fare, con i miei Celtics sono serviti cinque anni. Anche Roma non è stata costruita in ventiquattro ore, ma è la città perfetta per quello che vogliamo fare» . Sorride, rilassato, un block notes giallo dove si appunta le domande e poi via a raccontare qual è e come sarà la sua Roma. «Abbiamo la squadra più giovane, abbiamo il futuro. Dicono che abbiamo problemi economici, ma non è vero e non venderemo mai giocatori per sanare il bilancio e non cediamo nemmeno quote operative» . Ma gli investitori sì, quelli arriveranno perché la Roma è un brand che piace. «Mi telefonano, mi contattano dall’Europa al Medio Oriente, dall’Asia agli Stati Uniti e anche il Sudamerica. Stiamo creando una società appetibile per chi vuole investire. Abbiamo la Morgan Stanley, una delle più conosciute società finanziarie che ci procurerà investitori, ecco come sta crescendo la Roma. Ci mancano 75 milioni di euro per avere la tranquillità, ma di potenziali nuovi soci ce ne sono e poi ho intenzione di portare alla Roma anche atleti famosi e celebrità» . E quando si parla di possibili new entry il pensiero non può però che tornare allo sceicco, già il famigerato Adnan Adel Aref al Qaddumi al Shtewi: «Ci era stato proposto da un intermediario – sottolinea – per un investimento sostanzioso. Ci sono state le verifiche da parte di due advisor molto conosciuti, era tutto a posto, poi una volta presentato il contratto non sono arrivati i soldi. A noi non ci è costato nulla, solo un po’ di tempo. Non siamo stati stupidi, forse un po’ ingenui. Cosa devono fare ora gli azionisti della Roma? Ascoltare noi e vedere quello che facciamo in concreto» . Mr. Pallotta, anzi Jim, ce l’ha con chi l’ha attaccato, anzi meglio con chi afferma che la Roma ha dei problemi, da una punto di vista economico certo. «Abbiamo siglato un contratto con la Nike, dieci anni, un accordo che non ha nessuna altra squadra, poi c’è la Disney e la Volkswagen e proprio poco tempo fa ho letto che nei numeri dei social network siamo una piacevole sopresa, ecco come la Roma sta avanzando» .

IL GIOIELLO STADIO – Accordo con multinazionali, investitori interessati e incuriositi dall’avanzata come popolarità del brand, ecco la Roma che piace a Pallotta e che deve continuare su questa strada. «E lo stadio sarà il passo ulteriore per rendere grande questa società. In Europa ci sono ottime squadre, ma non sono molte le città dove i tifosi vorrebbero passarci anche un week end, Roma invece… Ecco che allora anche il nuovo stadio può rappresentare una svolta. Accanto all’impianto potrebbe esserci una Hall of Fame, un museo della Roma, uno store della Nike, poi anche un campo per gli allenamenti» . (…)
«NON MI PIACE PERDERE» – Realizzata la ‘casa’ Roma, servono però anche i risultati… «A me non piace perdere – mette subito in chiaro – sono deluso per non essere riuscito ad andare in Champions perchè la squadra, la città, questi tifosi così appassionati meritano tanto, però siamo giovani, Sabatini e Baldini hanno fatto un buon lavoro ci è mancata solo la continuità, abbiamo disputato grandi partite con Juve, Milan, poi ne sono arrivare altre meno belle. Ma si vede che i giocatori per il futuro ci sono» . Anche Totti? «Non mi immagino una Roma senza di lui, finchè gioca rimarrà» . Anche per il coach Andreazzoli il presidente Jim ha buone parole: «Mi piace il lavoro che sta facendo, solo l’ultima partita con il Palermo non l’ho capita… Ma adesso è ancora presto per parlare, ci metteremo a sedere a un tavolo più avanti» .
ECCO IL DERBY – Ma il presidente, anche se a fatica, ha già cancellato la sconfitta di sabato scorso, ci ha pensato anche la mamma Angelina a fargliela dimenticare: «Abbiamo passato la Pasqua in famiglia, mia madre, parla benissimo l’italiano, come del resto mia sorella, l’unico che non sa l’italiano sono io, magari nei prossimo vent’anni riuscirò a capirlo» . E mamma Angelina ha cucinato per Jim… «Duecento ravioli e poi gnocchi» . Poi dopo un sorriso ripensando al pranzo italiano ecco il derby. «Sono imbattuto – dice quasi sul serio – già perchè finora non ho mai assistito a un Roma-Lazio, sarà la prima volta» .(…)

Pallotta: “Odio perdere, a fine stagione si cambia. Non ci saranno cessioni eccellenti”

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IL MESSAGGERO (F. POMPETTI) – «La Roma c’è, ora bisogna puntare ai risultati». Jim Pallotta è venuto ieri a New York per parlare della squadra, accompagnato dai fedeli amministratori Italo Zanzi e Sean Barror. Se fosse arrivato un paio di giorni prima avrebbe visto i Red Sox di Boston battere gli Yankees, ma avrebbe anche perso i ravioli e gli gnocchi che mamma Angelina aveva preparato per Pasqua. Irrinunciabili. Si vede che la dieta festiva gli ha fatto bene: spruzza serenità e ottimismo da tutti i pori. «Zeman ha fatto un lavoro formidabile nel reclutare la squadra più giovane d’Europa. Abbiamo un potenziale atletico fenomenale, affiancato alla classe di grandi campioni». E la classifica? «Quella è inaccettabile, anche se mi rendo conto che ci vuole tempo per esprimere le piene potenzialità di un nuovo corso come quello che stiamo imprimendo». Non si dà pace all’idea che una squadra che ha la capacità di piegare Juve, Milan e Inter finisca poi per buttare via partite già vinte.

NESSUNA CESSIONE ECCELLENTE – Ci vorranno dei ritocchi a fine stagione: «Non mi piace perdere. Faremo le modifiche, ma nessun giocatore sarà ceduto per fare cassa». Solo scelte strategiche che portino la squadra dove merita di essere, in testa nel campionato e nelle competizioni europee. Totti prima di tutto: «Sarà con noi fini a quando si sentirà in grado di giocare a questi livelli. Sarei un folle a pensarla altrimenti». In quanto ad Andreazzoli, il suo incarico dice Pallotta «è temporaneo». «Al momento ne difendiamo la posizione con forza, ma una decisione sul lungo termine è ancora tutta da definire». Le condizioni finanziarie sono in netto miglioramento rispetto alla situazione disastrosa che Pallotta ha ereditato. Altri sceicchi in giro? Il presidente racconta: «L‘offerta è arrivata sei mesi fa e se l’abbiamo presa in considerazione è perché era raccomandata vivamente da due banche di investimenti ed era presentata da advisor conosciuti e rispettati. La verifica è costata tempo, ma nemmeno un euro di spesa, e si è conclusa di fronte all’incapacità di veder versare i soldi promessi». Quello che conta è che il club sta uscendo da un giro regionale di sponsor per entrare nell’empireo del marketing. Nike, Disney, Volkswagen; la Morgan Stanley coinvolta per il nuovo stadio. Wind potrebbe restare ancora un anno sulla nuova maglia, che sarà comunque disegnata dalla società e dedicata alla sua storia. Pallotta sarà lunedì al derby e ha già pronto un costume a sorpresa per l’occasione, da esibire per propiziare la vittoria.

PALLOTTA: “Il nostro progetto è a lungo termine. Lo sceicco? Una perdita di tempo. Il rinnovo di Totti? Ne parleremo presto”

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pallotta6ANSA –  L’accordo con la Nike ha un valore ”storico”. Nuovi investitori, americani, europei, asiatici e mediorientali si stanno avvicinando alla A.S. Roma. Quanto alla squadra, c’e’ il talento per battere chiunque. Serve continuita’ e presto arriveranno le vittorie. James Pallotta, il numero uno della squadra capitolina, fa il punto incontrando i giornalisti nella sede newyorkese di Raptor fund, la sua societa’ finanziaria. Al suo fianco l’amministratore delegato Italo Zanzi. ”Abbiamo la responsabilita‘ – esordisce Zanzi – di fare della Roma il piu’ grande team al mondo”.

Non e’ un sogno, una provocazione, ma un fatto concreto: ”Non abbiamo preso in mano la societa’ – spiega Pallotta – per fare due o tre anni e fare cassa. Il nostro progetto e’ a lungo termine: 20 anni per riportare la squadra e la societa’ ai livelli che gli competono”. Pietra angolare della strategia di Pallotta le alleanze strategiche raggiunte negli ultimi mesi: ”Nessun club al mondo puo’ vantare la sponsorizzazione di brand globali come Nike, Disney e Volkswagen.” Pallotta sottolinea che non e’ decisivo avere 20 sponsor, piuttosto pochi ma buoni.

Assieme al contratto che leghera’ l’A.S. Roma alla Nike per i prossimi 10 anni, altro caposaldo dello sviluppo societario e’ la costruzione dello stadio. Su questo punto Pallotta e’ netto: ”Sta procedendo tutto secondo i tempi previsti. A volte leggo sulla stampa cose che non stanno ne’ in cielo ne’ in terra”. A riguardo il presidente italoamericano chiude una volta per tutte la vicenda dello sceicco. ”Abbiamo avuto diversi consulenti che ci hanno proposto questo nome. Noi abbiamo fatto tutte le verifiche necessarie e sembrava fosse una storia seria. Poi e’ andata come e’ andata. Ma posso assicurare che e’ stata solo una perdita di tempo, che non ha interferito neanche per un minuto con il nostro lavoro. Su quel fronte, anzi, il nostro lavoro societario va a gonfie vele: Morgan Stanley – annuncia Pallotta – sta organizzando una piattaforma per esaminare le tante domande di grandi investitori che si sono avvicinati a noi, si tratta di gruppi europei, americani, asiatici e mediorientali.”

La squadra pero’ ancora vive alti e bassi. ”Anch’io certe volte mi sveglio la notte e non capisco come perdiamo certe partite. Il talento l’abbiamo, visto che abbiamo battuto le piu’ grandi squadre del campionato, la Juve, il Milan, l’Inter. Serve continuita”’. Sul futuro di Andreazzoli Pallotta non si sbottona: ”Finora ha fatto un ottimo lavoro. Non ho capito solo l’ultima partita, ma e’ presto per parlarne.

Stessa storia sul rinnovo al capitano Francesco Totti: ”Ne parleremo presto”. Infine dopo aver ringraziato l’ottimo lavoro di Franco Baldini e Walter Sabatini, Pallotta annuncia che in attesa della maglia Nike, pronta tra due anni, la prossima stagione la Roma avra’ una maglietta senza brand (unica). E sembra che i tifosi verranno consultati per scegliere la terza maglia.

 

 

Floccari e Dias out per il derby

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GIALLOROSSI.NET –  Niente derby per Dias e Floccari. Lo ha comunicato il dottor Bianchini, medico della Lazio, all’emittente radiofonica Lazio Style Radio. Queste le sue parole :

Ci sono miglioramenti quotidiani per Dias e Pereirinha mentre Floccari è andato a fare un accertamento che ha confermato il netto miglioramento del quadro anatomico per il suo problema muscolare e comincerà a intensificare il lavoro differenziato di preparazione. Dias in 10-15 gironi dovrebbe tornare a disposizione. Floccari sta intensificando il lavoro ma non è un rientro immediato, per lui niente derby. Perererinha sta sui tempo di Dias“.