Il treno per l’Europa non è ancora partito

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GIALLOROSSI.NET – La pesante sconfitta della Lazio di ieri sera contro il Siena, unita alla convincente vittoria giallorossa contro la capolista, ha riacceso una fiammella di speranza nei cuori dei tifosi romanisti.

Forse questo campionato non è ancora tutto da buttare. Forse c’è ancora qualcosa in cui sperare. Il treno per l’Europa non ha lasciato la stazione, e i giallorossi sono ancora in tempo per salirci sopra. Ci riusciranno però solo se saranno in grado di non buttare più via le occasioni che gli si presenteranno d’ora in avanti.

La porta per l’Europa League è ancora spalancata: oltre al campionato, la Roma potrà strappare il pass sfruttando la Coppa Italia. Con un successo nella competizione nazionale (ma potrebbe bastare anche arrivare in finale) i giallorossi si assicurerebbero un ritorno in quella che un tempo si chiamava Uefa.

E a ben vedere, nemmeno la zona Champions è così un miraggio: sono solo sette i punti che separano i giallorossi dal terzo posto, occupato da Milan e Lazio. Con tante gare ancora da disputare, scontri diretti inclusi, la corsa alla competizione più ambita è ancora apertissima. Il problema però è rappresentato dalle tante squadre che in questo momento stazionano davanti alla Roma: oltre a Milan e Lazio, c’è da battere la concorrenza anche di Inter e Fiorentina, tutte davanti ai giallorossi.

La vittoria di sabato, e il flop di Lazio e Inter, ha però riacceso un barlume di entusiasmo e una fiammella di speranza: il treno per l’Europa è ancora in stazione. Tocca alla Roma non  perderlo.

AG. STEKELENBURG: “Ora è felice, vuole restare alla Roma”

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Robert Jansen, agente di Maarten Stekelenburg, ha commentato la situazione attuale del portiere olandese a Gazzettagiallorossa.it.

Sabatini mette gli occhi sul nuovo Lamela

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GIALLOROSSI.NET – Walter Sabatini ancora a caccia di talenti, sempre dal Sudamerica. Stavolta nel mirino del ds giallorosso sarebbe finito Manuel Lanzini.

PRADE’: “Comprare Osvaldo? Difficile”

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RADIO TOSCANA – Daniele Pradè è intervenuto ai microfoni dell’emittente radiofonica, parlando della sua Fiorentina e del prossimo mercato, con Osvaldo e Borini come obiettivi.

Coni, Malagò è il nuovo presidente

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GIALLOROSSI.NET  –  Giovanni Malagò è stato appena eletto come nuovo presidente del Coni, battendo il favorito Raffaele Pagnozzi.

La notizia è stata appena battuta dalle principali agenzie di stampa.

Pallotta, super offerta per Mancini: contratto da 4,5 milioni di sterline

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TELEGRAPH.CO.UK – La Roma tenta Roberto Mancini. Questa l’indiscrezione rilanciata dal quotidiano inglese. Il tecnico di Jesi è in pole per la panchina giallorossa: per lui James Pallotta sarebbe pronto a mettere mano al portafogli. Nonostante il suo passato alla Lazio, a Roma sembrano non curarsi della storia di Roberto Mancini, primo candidato per allenare la Roma il prossimo anno.

L’obiettivo è prendere un tecnico dal profilo alto per rilanciare il club ad alti livelli. Al secondo posto c’è Ancelotti, in rotta con il Psg in seguito alle voci su Mourinho.  L’offerta sarebbe intorno ai 4,5 milioni di sterline. 

 

Galliani chiama Preziosi: vuole Bertolacci. Il giocatore: “Da piccolo tifavo Milan”

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GIALLOROSSI.NET – Secondo le indiscrezioni raccolte dalla nostra redazione, il Milan avrebbe messo gli occhi su Andrea Bertolacci, centrocampista in comproprietà tra Genoa e Roma.

Marquinhos verso il rinnovo: la Roma gli raddoppia lo stipendio

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LEGGO – La Roma vuole blindare il suo gioiellino sudamericano: Barcellona, Manchester City e Real stanno facendo una corte spietata a Marquinhos. E il club giallorosso non vuole perdere tempo. Ecco perchè offrirà a Marquinhos un nuovo contratto con stipendio raddoppiato, che passerà da 800 mila euro netti a stagione a 1,6 milioni annuali.

Lo scrive questa mattina il quotidiano Leggo. Secondo il giornale la Roma offrirà il rinnovo al difensore entro la prima metà di marzo. In questo modo i giallorossi potrebbero frenare l’asta che pronta  a scatenarsi intorno a Marquinhos.

 

Domenica sarà Pjanic alla Totti

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IL ROMANISTA, D. GIANNINI – Ore 15, si ricomincia. Oggi la Roma si ritrova dopo le emozioni della vittoria contro la Juventus e i due giorni di riposo concessi da Andreazzoli. E stavolta a Trigoria l’umore sarà ben differente da quello delle passate settimane. Entusiasmo alle stelle e un’energia positiva da mettere in campo per preparare al meglio la trasferta di Bergamo. Perché, senza continuità, l’impresa di sabato servirà a ben poco. Perché è ora di non fermarsi più, di dare conferme, di mettere un po’ di paura alle squadre (ancora tante) che sono davanti in classifica. Di dire alle rivali “Noi ci siamo”. Più forti delle avversità, più forti delle assenze. Pesantissime quelle per domenica prossima. Niente Atalanta né per Totti né per De Rossi, entrambi diffidati ed entrambi ammoniti per i ruvidi interventi su Pirlo e Lichtsteiner. Loro non ci saranno, un bel problema e non c’è neppure bisogno di spiegare il motivo. Due squalifiche che costringeranno Andreazzoli a cambiare ancora. Uomini, interpreti, non modulo.

Difficile infatti immaginare che si possa abbandonare la difesa a tre dopo averla riproposta contro l’avversario più difficile pur con l’assenza di Castan. E soprattutto difficile immaginarlo alla luce di quanto fatto vedere dalla squadra. I tre davanti a Stekelenburg dovrebbero dunque essere ancora Marcos, Burdisso e Piris, anche lui sorprendentemente ottimo interprete del ruolo di centrale. Si cambierà necessariamente invece dal centrocampo in su. Non tanto sulle fasce, però. A destra dovrebbe essere riproposto l’eccellente Torosidis, che nell’esordio da titolare ha impressionato per quantità a qualità. A sinistra invece ci sarà la possibilità di scegliere tra Marquinho e Balzaretti, con Dodò che dovrebbe rientrare in gruppo dopo i problemi alla schiena della scorsa settimana.

Nel mezzo tornerà titolare Bradley, che dovrebbe fare il De Rossi, al suo fianco uno tra Florenzi e Tachtsidis, con il primo favorito perché maggiormente capace col suo dinamismo di legare centrocampo e attacco. Perché ancora una volta davanti Andreazzoli dovrebbe schierare tutte le punte a disposizione. Solo tre, a dire il vero, visto lo stop imposto a Totti e vista l’indisponibilità di Destro. Mattia sta proseguendo il suo percorso di recupero dopo l’intervento al menisco, ma per rivederlo in campo in allenamento bisognerà attendere almeno fino alla prossima settimana, se non addirittura quella successiva. Ma a Bergamo la Roma avrà comunque un bel peso offensivo. Ancora da capire se sarà 3-4-2-1 o 3-4-1-2, perché le caratteristiche dei giocatori a disposizione permettono al tecnico giallorosso entrambe le soluzioni.

Osvaldo sarà il riferimento attorno al quale giostreranno Lamela e Pjanic con Miralem che sembra il maggiore indiziato a fare il “Totti”. Una Roma ancora una volta con molta qualità offensiva, qualità che non dovrebbe essere mortificata dal terreno di gioco, visto che ieri è iniziata la “rizollatura” del campo dello stadio di Bergamo. Tra domani e giovedì la posa dovrebbe essere conclusa e a quel punto ci saranno tre giorni per permettere all’erba di attecchire. Ma le insidie potrebbero arrivare dall’alto: da giovedì fino a domenica mattina, infatti, a Bergamo è prevista neve.

Roma, ora blinda i baby fenomeni

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CORSPORT, A. GHIACCI – Tra le tante questioni che andranno affrontate nello stabilire le linee future, la Roma ha anche quella relativa alla necessità di resistere agli attacchi dei grandi club pronti a dare l’assalto ai gioielli giallorossi. Perché tra tanti problemi la dirigenza ha messo su qualche affare interessante: oggi la Roma dispone di tre potenziali campioni, uno per reparto, tutti e tre molto giovani e quindi potenziali obiettivi delle big d’Europa. Un fenomeno per reparto: Marquinhos 18 anni in difesa, Pjanic 22 anni a centrocampo e Lamela 20 anni in attacco. Sono loro i tre gioielli che la Roma deve blindare al più presto, sia attraverso il perfezionamento degli accordi già esistenti, sia attraverso il far comprendere ai ragazzi che sono loro il futuro di questa squadra. Ad oggi le preoccupazioni non sono molte: entrambe le operazioni sono iniziate da tempo e il rischio di perderli non è così alto. Ma la progettazione futura, più che su ogni altra cosa, dovrà basarsi proprio su questo: la valorizzazione e il mantenimento degli investimenti fatti da un anno e mezzo a questa parte. Manchester City, Chelsea, Real Madrid, Barcellona e Paris Saint Germain e chi più ne ha più ne metta: i ragazzini fantastici della Roma piacciono eccome. (…)

 

Marquinhos 19 anni a maggio
E’ arrivato a Trigoria l’estate scorsa: prestito per 1,5 milioni di euro e riscatto fissato all’ottava presenza da 45 minuti per altri 3 milioni.(…) Il suo contratto ha valenza solo per una stagione ma la Roma gli ha già preparato un quinquennale fino al 2018 che presto sarà firmato. Meglio così, perché Roberto Mancini, tecnico del Manchester City, due settimane fa a Genova era in tribuna per dare un’occhiata anche a Marquinhos. Che gli è piaciuto e non poco. Ecco perché a Trigoria hanno deciso di fare in fretta. Marquinhos ha lasciato tutti a bocca aperta: sembra che giochi in serie A da anni. Uno come lui rappresenta davvero quindici anni di assoluto livello. Difesa a tre o a quattro non fa differenza, se Marquinhos sta bene può tenere testa a qualsiasi attaccante. La Roma lo sa bene e gli sta per far firmare il primo contratto importante della sua carriera.
Erik Lamela 21 anni a marzo
D opo un anno di apprendistato, in questa stagione Erik Lamela sta confermando tutto il buono che si diceva su di lui in Argentina da almeno sei anni. Con undici gol messi a segno è il capocannoniere della Roma a pari merito con Osvaldo. Per acqusitarlo dal River Plate la Roma, su precisa indicazione di Walter Sabatini, ha investito in tutto poco meno di venti milioni di euro. Su di lui, pur in presenza di un contratto valido fino al 2016, ci sono gli occhi della Premier. «Il City su di lui? Erik sta disputando un ottimo campionato – ha detto il suo agente – è un giovane talento ed è normale che le big europee possano interessarsi a lui. Lo scorso mese sono stato in Italia e ho parlato con la Roma di alcuni aspetti legati al contratto di Lamela. Piace in Europa, ma non c’è nulla di concreto. E’ presto per parlare di mercato e del suo futuro visto che manca ancora molto alla fine della stagione». Non solo il City, ma anche l’altro Manchester e il Chelsea ci stanno pensando, ben sapendo che in caso di tentativo dovrebbero presentarsi a Trigoria con un bel gruzzolo di euro, almeno 25 milioni. (…)
Pjanic, 23 anni
 Nel caso in cui la Roma decidesse mai di cedere Miralem Pjanic il guadagno sarebbe notevole. Pagato 11 milioni di euro nell’estate del 2011 oggi ne vale almeno il doppio: l’acquisito del bosniaco è quasi certamente il miglior colpo messo a segno dalla nuova proprietà. Ma i soldi, seppure importanti, non sono tutto nella vita. E allora ecco che Pjanic è destinato a vestire a lungo la maglia giallorossa. L’attuale contratto scadrà nel 2015, ma anche nel suo caso la Roma sta già pensando di proporgli il prolungamento già al termine di questo campionato. Si fa così quando un club come il Barcellona ha fatto seguire un giocatore: la tentazione, in caso di manifestazione di interesse, potrebbe essere forte, sia per la Roma che per Pjanic. (…) Ciò significa che la squadra del prossimo anno potrà essere costruita intorno al talento di Miralem Pjanic. Il Barcellona lo ha individuato perchè ha tutte le caratteristiche che servono: buona corsa, tecnica sopraffina, capacità di leggere le situazioni di gioco. Quando uno è così a 23 anni (ancora da compiere) va blindato: la Roma lo sa e nel giro di qualche mese gli proporrà il rinnovo almeno fino al 2017.

STEKELENBURG: “Ora sto di nuovo bene”

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TELEGRAAF.NL –È stato bello vincere giocando da titolare. Dopo la parata sulla punizione di Pirlo e qualche presa aerea, ho sentito che non ce ne sarebbe stato per nessuno. Mi sono sentito forte”, sono le parole di Stekelenburg dopo la vittoria contro la Juventus che lo ha visto nuovamente protagonista.

Il portiere olandese ha continuato: “Dopo la fantastica rete di Totti sapevo che sarebbe iniziato un bel momento per me e per la squadra dopo un periodo difficile. Anche l’atmosfera allo stadio era grandiosa”.

Ora la distanza dall’Europa non è così ampia.
“Ma non siamo ancora lì. Dimostrerò che possiamo raggiungere questo risultato. Il mio obiettivo è quello di tornare a giocare per la nazionale”

Nelle ultime ore è stato vicino al Fulham
“Allora la Roma non fece in tempo a trovare un sostituto, così son dovuto tornare. Ma ora mi sento di nuovo bene, anche con la società va tutto a meraviglia. Abbiamo acquisito nuova fiducia dopo la vittoria contro la Juventus e anche la squadra è tornata in carreggiata. Onestamente, dico di sentirmi bene nel mio ruolo”.

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Ora cinque partite abbordabili

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CORSPORT (A. GHIACCI) – La vittoria sulla Juventus, come ha detto Andreazzoli, può rappresentare davvero «un buon punto di partenza». E da questo la Roma, ritrovata un po’ tranquillità, ha intenzione di fare quanti più punti possibili nelle prossime cinque partite prima del derby. Cinque avversari che sulla carta sono alla portata dei giallorossi: domenica la trasferta di Bergamo in casa dell’Atalanta, poi il Genoa all’Olimpico e ancora il viaggio verso Udine, il Parma in casa e la visita al Palermo. In queste gare, è la convinzione che c’è a Trigoria, può cambiare definitivamente il senso della stagione e il ritmo della marcia verso un piazzamento che possa garantire l’accesso a una delle competizioni europee del prossimo anno. Un’altra base da cui ripartire è anche il feeling ritrovato con i tifosi, che proprio contro la squadra di Conte, dopo aver sostenuto Totti e compagni, hanno riscoperto la voglia dei propri beniamini: Totti e compagni ce l’hanno mesa tutta, proprio quello che chiedeva il pubblico giallorosso. Già da domenica pomeriggio sul campo dell’Atalanta la Roma dovrà fare leva sulla buona dose di entusiasmo ritrovato. (…)

De Rossi ritrovato

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IL TEMPO, A. AUSTINI  – I monumenti restaurati fanno sempre un certo effetto. Al primo, Totti, è servita giusto un’imbiancata dopo l’ottimo lavoro di Zeman. Il secondo, De Rossi, era invece abbandonato a se stesso nel cantiere del boemo e Andreazzoli ha dovuto dedicargli, oltre alle sue attenzioni,tutti gli operai per rimetterlo a lucido. L’allenatore si è dedicato all’aspetto psicologico e ha motivato un ragazzo triste, senza stimoli, con la tentazione ancora intatta di scappare altrove […]

Il risultato s’è visto sabato scorso contro la Juventus. Non ancora il De Rossi splendente dell’Europeo, ma una versione molto simile. Un gran lavoro tattico, takle fin troppo decisi, un paio di lanci niente male e la tranquillità di poter lasciare il resto dell’impostazione ai piedi delicati di Pjanic. Ma il vero segno di rinascita sono quegli occhi lucidi di Capitan Futuro, sotto la curva, a raccogliere l’abbraccio dei tifosi dopo la partita.[…]

De Rossi è tornato a emozionarsi per la Roma, cosa che non gli vedevamo fare da tempo. Totti non ha mai smesso e ora riaverli insieme «sul pezzo» può aiutare il resto della truppa a rimettersi in corsa.

Non subito però: domenica a Bergamo non ci saranno entrambi per squalifica. Una sosta che consentirà a Totti di rifiatare (ha saltato una sola gara finora) e a De Rossi di avvicinarsi ancor di più alla condizione ideale, anche se il suo vero problema è il ritmo-partita: su 24 gare ne ha giocate solo 12 dall’inizio. «Con la Juventus – ha spiegato ieri Andreazzoli – ha dato il suo massimo in questo momento, i margini di miglioramento sono ampi. […]».

Chi quel «circolo» lo frequenta in pianta stabile da vent’anni è Totti. «Lo invito sempre ad essere da esempio per gli altri – sottolinea Andreazzoli – e lui lo fa benissimo stando dietro le quinte. Potrebbe tranquillamente stare tre passi avanti». Giusto, il Colosseo merita la prima fila dei monumenti.

Modulo, giocatori, dialogo: la Roma è «dezemanizzata»

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GAZZETTA DELLO SPORT, M. CECCHINI Ora che il ventre di Trigoria è tornato caldo e persino un po’ sazio, le conversazioni anonime su Zeman hanno il sapore agrodolce di un 25 aprile calcistico: una liberazione. Se sia più o meno elegante ciò che adesso appare una via di mezzo tra un mea culpa e una demonizzazione, lasciamo che sia il futuro prossimo a raccontarlo. Di certo, però, c’è che la più grave crisi finora affrontata dalla Roma americana è stata risolta in modo drastico, ovvero con una dezemanizzazione in 5 mosse quasi brutale.
1) CAMBIO DEL MODULO  La mutazione più evidente. Addio al 4-3-3, e soprattutto apertura piena alla difesa a tre, confermata nonostante la lunga assenza di Castan. Per il resto, niente più dogma, niente più assalto forzato, ma un modulo e un atteggiamento che possano cambiare di partita in partita.
2) GERARCHIE RIBALTATE Sia pure in forme diverse, alcuni dei fedelissimi del boemo sono stati accantonati. Goicoechea e Tachtsidis su tutti, ma anche Florenzi e Bradley hanno per adesso perduto il posto da titolare. Insomma, con Aurelio Andreazzoli in panchina, c’è stato esplicitamente il riaffidarsi a Stekelenburg, Burdisso, De Rossi e Pjanic. Il tutto, ovvio, senza clima da epurazioni.
3) ALLENAMENTI DIVERSI  Anche sul piano del lavoro, sono state definitivamente accantonate le doppie sedute, puntando più sulla qualità che sulla quantità degli allenamenti.
4) DIALOGO COL GRUPPO  Sfruttando la sua ormai lunga permanenza alla Roma, il nuovo tecnico ha puntato sulla fiducia e sul dialogo con i giocatori, molti dei quali conosceva appunto da anni. E questi colloqui sono stati fondamentali per la rinascita dell’autostima.
5) RAPPORTO CON I DIRIGENTI  Un punto strettamente connesso al primo e secondo. Anche se sarebbe assai improprio parlare di gestione collegiale, di certo tra le stanze tecniche e quelle dirigenziali non ci sono steccati. Tutto sommato, in mancanza di un ideologico Verbo di base, il colloquio fra le parti non sorprende nessuno.
LA VERITA’ DI ANDREAZZOLI Con queste premesse, ecco pillole delle sensazioni del nuovo tecnico colte ieri a Coverciano, dove ha applaudito e poi salutato Zeman. «Io credo nei sogni. Senza, non si va da nessuna parte, ma la vittoria con la Juve non deve essere una resurrezione, bensì una base per ricostruire qualcosa. Il mio è un gruppo di lavoro stupendo. Non ho mai dovuto puntualizzare nulla; ho inserito delle regole, senza avere problemi nell’applicarle. Se ci sono stati dei problemi, come quello del rigore di Genova, si risolve prima davanti a tutti, poi tra di noi». Poi Andreazzoli punta ancora su De Rossi. «Ha ampi margini di miglioramento. Con la Juventus è stato bravo, ha giocato bene. Ha dato il massimo di quello che può dare in questo momento. Non penso che il dualismo con Tachtsidis lo abbia fiaccato. Può darsi che l’abbia disturbato, però sono momenti passati. Daniele deve mettersi dietro le spalle ciò che è successo e impegnarsi per far vedere ciò di cui è capace. Lui è stato tra i pochi centrocampisti al mondo che potevano dirsi “migliori”: ci ritornerà sicuramente. Non ci sarà nessuna difficoltà perché lui torni ad essere al top. Totti? Di lui posso dire solo cose bellissime. Francesco è sempre un esempio per gli altri pur restando dietro le quinte. Eppure potrebbe stare tre passi davanti a tutti. Adesso, però, meglio pensare all’Atalanta, sfruttando l’onda positiva». Titoli di coda sui rapporti subito spinosi con l’informazione dopo il caso Osvaldo e il rigore. In sintesi: «Nulla di ciò che emerso è vero». Come dire, tutta colpa dei giornalisti. Ovvero, il più grande segno di continuità a Trigoria da vent’anni a questa parte.

Rinascita Piris: adesso è decisivo per la difesa a tre

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GAZZETTA DELLO SPORT, A. PUGLIESE –  Va bene, il video non è proprio quello e contro Neymar su Youtube Ivan Piris fa più brutta figura che bella. Ma alzi la mano chi rischia di non farla, contro quel fenomeno del brasiliano. E poi erano altri tempi, più di un anno fa, quando Piris era in forza al San Paolo e per sua stessa ammissione «in Brasile ho allenato tanto l’attacco, qui in Italia sto mettendo a posto anche la fase difensiva». A dire il vero, lo scetticismo intorno a Ivan è ancora forte, a causa probabilmente di quell’inizio di stagione a tratti tragico. Ma se si vuole essere altrettanto onesti, va detto che nella vittoria di sabato sera contro la Juventus, una delle sorprese più belle è stata proprio la sua affidabilità in un ruolo che metteva paura: centrale destro nella difesa a tre, lui che finora aveva palesato limiti anche nel gioco aereo. Ed invece Piris è piaciuto, ha tenuto il campo ed ha giocato una delle sue migliori gare da quando è in Italia. Non a livello della semifinale d’andata di Coppa Italia con l’Inter («È stata la mia migliore partita in assoluto da quando sono a Roma», disse subito dopo il fischio finale), quando regalò due assist e una prestazione d’autore.
OBIETTIVO  Finora, dunque, l’avevamo visto solo come esterno destro di difesa, ruolo dove aveva convinto a tratti. A dire il vero, forse anche di meno. Ma se c’è una qualità che bisogna riconoscere a «soldatino» Piris è che non si è mai fatto condizionare dall’ambiente e dalle tante critiche piovutegli addosso nei mesi scorsi. Tra meno di un mese (il dieci marzo) compirà 24 anni e nella sua casa di Casal Palocco festeggerà con la famiglia (la compagna Maria e il figlio Kevin) e alcuni degli amici più stretti (tra questi il suo agente Giuseppe Addamiano e i giallorossi Burdisso, Nico Lopez, Lamela e Balzaretti, con cui in ritiro ha diviso la camera). L’obiettivo? Cercare di trovare presto la conferma per il prossimo anno, con la Roma che ha un diritto di opzione per l’acquisto dal Deportivo Maldonado (club uruguaiano controllato da un fondo) a 4 milioni di euro.
METAMORFOSI Quando Castan si è fatto male a Genova, in molti hanno pensato che per la Roma fosse la fine dell’esperienza della difesa a tre. Ed invece Andreazzoli dal cilindro ha tirato fuori proprio Piris e dopo la prestazione di sabato, c’è da scommetterci su che la cosa andrà avanti ancora. E con essa, addio anche alla presunta rivalità con Torosidis («L’ex giocatore dell’Olympiacos potrà essere solamente uno stimolo in più per Ivan», aveva detto qualche giorno fa Addamiano). Per Piris, ora, c’è una nuova vita, quella di centrale nella difesa a tre. E chissà che non sia una svolta nuova per un futuro diverso da quello che sembrava già scritto fino ad un mese fa…