Roma col rebus dell’esterno sinistro: su Nusa voci contrastanti, Martinelli fuori budget

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La caccia all’esterno sinistro sta diventando il grande rebus del mercato romanista. Era il primo rinforzo chiesto da Gian Piero Gasperini fin dal suo arrivo nella Capitale, il profilo individuato per alzare il livello della trequarti e dare alla Roma strappo, qualità e pericolosità sulla corsia mancina. Eppure, a fine luglio, quel giocatore ancora non c’è. La Roma ha provato prima a prendere Mason Greenwood, senza riuscire a chiudere l’operazione. Poi ha puntato con decisione su Crysencio Summerville, trattativa lunga e arrivata molto vicina alla fumata bianca prima dell’inserimento dell’Al Hilal, che ha fatto saltare tutto proprio sul rettilineo finale.

Due colpi inseguiti, due occasioni sfumate. E adesso l’impressione è che a Trigoria si voglia lavorare con maggiore cautela, più sotto traccia, per evitare di bruciare un altro obiettivo. Il nome che continua a resistere, pur tra versioni non sempre coincidenti, è quello di Antonio Nusa. Secondo alcuni quotidiani, il talento norvegese del Lipsia resta ancora il profilo su cui la Roma sta provando a lavorare con più forza. L’operazione è complicata, sia per i costi sia per la posizione del club tedesco, ma i giallorossi non avrebbero ancora abbandonato del tutto la pista. Altre ricostruzioni, invece, raffreddano sensibilmente il nome di Nusa, definendolo un obiettivo difficile e non così caldo in questa fase. Il Lipsia non ha necessità di vendere, la valutazione resta alta e non è ancora chiaro se ci siano davvero le condizioni per trasformare il gradimento in una trattativa concreta.

Le alternative, almeno sui quotidiani di oggi, non abbondano. Nelle ultime ore è tornata a circolare la voce legata a Gabriel Martinelli, attaccante brasiliano dell’Arsenal e nome capace inevitabilmente di accendere la fantasia dei tifosi. Un profilo di livello internazionale, con passaporto italiano e un futuro non più così centrale nel progetto tecnico dei Gunners.

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Ma sull’ipotesi Martinelli arrivano frenate importanti. Secondo Il Messaggero, il problema principale non sarebbe tanto il costo del cartellino, che potrebbe anche rientrare in un investimento da 40-45 milioni di euro, quanto l’ingaggio del giocatore. Martinelli percepisce circa 7 milioni netti a stagione, una cifra ben oltre il tetto salariale fissato dalla Roma per i nuovi acquisti, che si aggira intorno ai 4-4,5 milioni. Ecco perchè il brasiliano è fuori budget per i parametri di Trigoria.

Ed è proprio il tema economico a rendere il rebus ancora più complicato. La Roma vuole regalare a Gasperini un esterno sinistro di alto livello, ma deve farlo restando dentro parametri sostenibili. Dopo Greenwood e Summerville, il rischio è quello di inseguire profili molto costosi, appetibili anche per club più ricchi, e ritrovarsi ogni volta davanti a ostacoli difficili da superare. Per questo il prossimo nome dovrà essere scelto con attenzione. Serve un calciatore forte, pronto, adatto al calcio di Gasperini, ma anche raggiungibile per cartellino e stipendio. A D’Amico il compito non facile di sciogliere il rebus.

Fonti: Il Messaggero, Gazzetta dello Sport, Il Tempo, Corriere dello Sport, Corriere della Sera

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9 Commenti

  1. Io dell’operazione Castro sono poco convinto,
    non per il giocatore in sè, quello va a gusti e contano solo quelli di Gasp,
    ma per il prezzo quando le priorità sono altre mi pare,
    anche se ho capito che Gasp farebbe giocare Arena prima di Dovbyk, e ok, saprà lui.

    MA
    mi sfugge davvero come si possano ritenere campioni Nusa e Summerville che segnano 10 e 8 gol in 2 anni in campionati dove è molto più semplice fare gol,
    e una pippa un 21enne con 22 gol in 2 anni in serie A.

    • Parole sante… Alle quali aggiungo che anche con Dovbyk secondo me si esagera in negatività

  2. Si, ripetiamoci sempre le stesse cose. I giocatori alla Martinelli (che io apprezzo, per essere chiari. È un gran lavoratore, ti garantisce la fascia per intero, forse non è super nella fantasia, che comunque c’è, ma compensa alla grande nel resto), ovvero di seconda fascia con un pizzico di prima, non sono per noi. Soprattutto per gli stipendi. Ci vogliono giocatori che abbiano un salario di base max 1 mln di euro e venendo da noi, ne prendono 3.

  3. Nusa me sembra un suicidio sia tecnico che economico

    Su Martinelli cercherei di inventarmi qualcosa perché questo mi sembra il classico brasiliano che a Roma diventa divino

  4. Faccio un esempio: cedendo Dovbyk, Cristante e Anghelinho, – per quanto difficile – i 13 milioni lordi a Martinelli te li puoi permettere e ottenere pure un risparmio. Solo uno dei tre, e a fatica, sarebbe un titolare o, almeno, uno destinato a entrare nelle rotazioni.
    BTW: la questione Koné – e la sua sostituzione -sarebbero un capitolo a parte.

    Su Martinelli c’è da dubitare più per la fonte che ha lanciato la notizia…

  5. la realtà è che qualsiasi esterno già esploso e conosciuto… è fuori portata x la Roma!senza contare la concorrenza che fa’ alzare inevitabilmente i costi…sempre che lo prendi!D Amico ha una sola strada…lo scouting!trovare in quel ruolo il Lookmann di turno! altrimenti Gasperini rischia pure quest’ anno di rimanere senza esterno a sx..o vedersi arrivare all ultimo tuffo un altro Saragoza

  6. Escluderei Nusa, il Lipsia ha appena venduto Diomandé a più di 100 milioni, perché dovrebbe privarsi di un altro giocatore in attacco

  7. io a questo punto come trequartista punterei su un profilo giovane semi-sconosciuto da spendere 15/20 milioni e mi cautelarei con Enrico Chiesa con un contratto stile Dybala.
    Poi servono 2 esterni (x sostituire Tzimikas e Celik) e un altro centrocampista (2 se va via Konè). Vaz me lo terrei come 3° centravanti.

  8. Gli allenatori Italiani ,soprattutto, non sono manager, l:unico forse in grando era Mancini. Se punti calciatori che costano tanto di proprietà di club più ricchi di te e che non hanno necessità di vendere, che ti aspetti? Gasperini è dallo scorso anno che aspetta un esterno a sinistra ,ma c’era El Shaarawy, ora ne servono 2!

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