Verdone: “Chi se l’aspettava una Roma così. Gasp sembrava un affronto, ora guai a chi ce lo tocca…”

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Carlo Verdone, in un’intervista rilasciata a La Gazzetta dello Sport, ha parlato del suo amore per la Roma e della sorpresa per la stagione che i giallorossi, sotto la sapiente guida di Gasperini, stanno costruendo. Ecco le sue parole.

Farebbe mai l’allenatore della Roma?
«Quello è il compito più delicato di tutti, puoi essere fatto fuori in un attimo, se ne sbagli tre di fila la valigia è pronta, te ne devi anna’ perché hai tutti contro e i tifosi a volte sono una brutta bestia. Quando ho iniziato a andare allo stadio io era diverso, più scenografico, non ricordo particolari scazzottate: è cambiato tutto dopo l’omicidio del povero Paparelli, da là c’è stata una svolta verso il peggio e il calcio non è più stato lo stesso».

Va ancora allo stadio?
«Certo che ci vado, se non sto girando altrove ci vado sì! L’ultima che ho visto è stata Roma-Parma. Abbiamo giocato molto bene e abbiamo vinto. E ora siamo primi… Gasperini era stato annunciato come una persona che il pubblico avrebbe odiato, averlo scelto sembrava quasi un affronto alla città, forse perché si fa molto i fatti suoi. Ma se adesso vai da un romanista e gli nomini Gasperini, guai a chi glielo tocca!».

Le piace Gasperini?
«Molto, i giocatori ora sanno dove devono stare, alcuni sono resuscitati, tipo Celik che è diventato improvvisamente un fenomeno, Mancini è sicuramente migliorato, Pellegrini risorto… E poi li sa mettere bene in campo, perché noi, diciamocelo, non abbiamo una squadra completa, ci mancano i centravanti e pure una fascia. Lui è comunque riuscito a mettere a posto il mosaico. Ha fatto un lavoro molto intelligente e di grande competenza, in questo momento è al massimo del mio gradimento».
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La Roma è prima in classifica e domani arriva il Napoli.
«Già, io non mi faccio tante illusioni, mi basterebbe entrare in Champions League perché ci sono rivali al momento più complete. Certo, il Napoli ha Lukaku rotto e qualche altro infortunato, ma la squadra è solida, così come l’Inter. Al Milan bisogna stare attenti perché se azzecca due partite diventa tosta, quindi non mi faccio molte illusioni. Però sperare in qualcosa di importante non è male, alla fine la squadra c’è, i calciatori mi sembrano tranquilli, contenti del modo e della posizione in cui giocano, sono ben collegati, c’è molta empatia. Quindi siamo contenti anche noi, finalmente vediamo una squadra che ci dà delle soddisfazioni, andiamo allo stadio e diciamo: “Abbiamo vinto e abbiamo visto pure un bel gioco” oppure “Abbiamo perso, peccato perché abbiamo giocato bene”. Ora vengono prese con filosofia anche le sconfitte».

Un fatto insolito a Roma. E insolito anche il clima attorno alla squadra…
«Perché nessuno se l’aspettava, è questa la cosa bella. Non facciamo tanto rumore perché siamo tutti quanti a bocca aperta, ma nello stesso tempo con i piedi per terra perché sappiamo che ci manca ancora qualcosa. Fortunatamente la squadra, per la disciplina che ha e per il gioco piacevole che offre, ci sta dando molto, quindi chissà dove arriverà, speriamo più in alto possibile. Certo, avessimo avuto Pruzzo vincevamo il campionato. Vediamo che succede a gennaio».

Nel suo giorno da sindaco ha scoperto qualcosa sullo stadio della Roma a Pietralata?
«A dire il vero abbiamo parlato di tutto, ma non di quello. Però ho visto sui tavoli di Gualtieri dei disegni su Pietralata e lo stadio, ci sono delle prospettive dell’impianto, dei giardini… Vuol dire che questa cosa si fa. Gli ho fatto anche una domanda sul Flaminio, perché è proprio brutto vedere uno stadio in pieno centro ridotto a rovina antica: ha detto che la Lazio sembra sia seriamente interessata a metterlo a posto. Speriamo».

E il rapporto con Totti?
«Con lui siamo amici, veramente, però ci vediamo poco: lui fa una vita molto ritirata, io ne ho una anche troppo dinamica. Dobbiamo fare ‘sta benedetta cena da me da anni, sta diventando una presa in giro! Ma la farò, adesso che mi fermo con la promozione della serie la faccio».
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Fonte: Gazzetta dello Sport

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11 Commenti

  1. nel calcio è sottovalutata la fortuna, certe volte.
    la Roma vola ma il primo posto è anche figlio di errori davanti la nostra porta di proporzioni oscene, soprattutto nelle prime giornate. Lazio e Fiorentina non meritavano MAI di perdere quelle partite (il che mi dà ancora più gusto). ma parlare di classifica ora è sbagliato per definire il lavoro di Gasp. la Roma corre, ha fiato, e ha schemi d’attacco. cosa che non si vedeva da una vita. QUESTO è il merito del Gasp. primo posto o quarto, oggi, conta si ma il giusto. la Roma ora è una squadra vera. l’importante è questo.

    • Tu vedi solo le partite della Roma ??? il bilan ha circa 6 punti gentilmente donati dalla classe arbitrale al netto della fortuna l’inda non ha brillato in diverse partite eppure sta li, potevamo leggittimamente ambire a 2 punti sui campi delle milanesi che vanno a pareggiare altre 2 partite in cui abbiamo avuto un po di fortuna.

    • La Roma è prima per merito.
      Quindi la fortuna non c’entra.
      Tanto lavoro e tanto impegno ed una nuova mentalità grazie a mister Gasperini e a ser Claudio.
      Il lavoro paga e la fortuna aiuta gli audaci.
      Tutto qua
      Forza Roma sempre!

    • centuriò io tifo Roma, guardo solo la mia.
      poi che le altre non siano dei treni è evidente.
      il concetto è che il lavoro del Gasp lo vedo da come gira la squadra più che dalla classifica

    • La fortuna evidentemente non ci abbandona da un anno solare perché abbiamo fatto più punti di tutti bah sarà cosi. Forza Roma

    • Aristide: la “fortuna” esiste in una partita secca, ma la matematica (per la precisione, la statistica) dimostra che su un numero sufficiente di campioni (di partite, in questo caso) gli eventi casuali sono distribuiti, appunto, a caso. Il che significa che circostanze a favore e sfavore si bilanciano. Non si scappa.

      Abbiamo avuto “fortuna” in qualche partita ma abbiamo anche perso 3 partite in modo “sfortunato” e casuale, specie quelle con Milan e Inter che erano anche scontri diretti.

      Poi capisco il non seguire le partite altrui (anche molti sedicenti giornalisti pagati per farlo non lo fanno o lo fanno con le fette di salame sugli occhi), me se te ne guardassi un po’, avresti la netta impressione che le cosidette “grandi” del calcio italiano facciano in realta’ pena. Ho visto diverse partite di Milan, Inter, e Napoli (per non parlare della Juventus) giocate da cani e portate a casa da queste squadre in un modo che oltrepassa, ma di gran lunga eh, il supposto “koolo” nostro, inclusi goal al 95esimo entrati all’improvviso dopo falli di confusione e palle buttate in area alla viva il parroco, rigori sbagliati (dagli avversari), doppi pali, rigorini generosi (a favore), e chi piu’ ne ha piu’ ne metta.

      Quindi direi: godiamoci il primato finche’ ce l’abbiamo, ma non mettiamoci a fare discorsi degni di gazzette varie e altri media “allineati”, sul fatto che la Roma in testa sarebbe praticamente un errore di stampa…Non lo e’, ma proprio per niente.

    • veramente il primo a sversare letame sulla Roma era stato proprio Verdone….alla faccia del tifoso vecchio stampo

  2. La Roma è prima da quando c’è Ranieri, svegliati Verdone, pensa a fare l’attore che di calcio ci capisci zero, fino a ieri l’avevi massacrata ora pronto a cavalcare l’onda, domani quando le cose andranno male pronto a massacrarla, di tifosi cn Verdone se ne può fare tranquillamente a meno. Forza Roma sempre

  3. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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