Mason Greenwood resta al centro di una partita che si gioca su più tavoli. Da una parte la Roma, che continua a considerarlo il grande obiettivo del mercato estivo. Dall’altra il Fenerbahçe, che nelle ultime ore ha provato a sparigliare le carte annunciando addirittura un accordo con il giocatore. E proprio oggi potrebbe arrivare una svolta importante.
In Turchia, infatti, è il giorno delle elezioni presidenziali del Fenerbahçe. Un appuntamento che rischia di avere conseguenze dirette anche sul futuro dell’attaccante inglese del Marsiglia. A infiammare la campagna elettorale è stato Hakan Safi, candidato alla presidenza del club di Istanbul, che nei giorni scorsi ha dichiarato di aver raggiunto un’intesa con Greenwood fino al 2030. Non solo. Lo stesso Safi ha annunciato anche un accordo di massima con Hakan Calhanoglu, alzando ulteriormente il livello delle promesse elettorali e alimentando l’entusiasmo della tifoseria.
Una versione dei fatti che però non convince tutti. Anzi. Il rivale Aziz Yildirim ha infatti contestato apertamente le dichiarazioni di Safi, definendo economicamente insostenibili le operazioni annunciate. Secondo il candidato, gli investimenti necessari per portare a Istanbul giocatori del calibro di Greenwood e Calhanoglu sarebbero fuori dalla portata del club e rappresenterebbero soprattutto uno strumento di propaganda elettorale. Proprio per questo l’esito delle urne viene seguito con attenzione anche a Trigoria. Una vittoria di Safi potrebbe rafforzare sensibilmente la candidatura del Fenerbahçe nella corsa a Greenwood. Al contrario, un successo di Yildirim rischierebbe di rimettere tutto in discussione e riaprire scenari che oggi sembrano parzialmente compromessi.
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Nel frattempo la Roma resta pienamente in corsa. Gasperini continua a considerare Greenwood il profilo perfetto per il suo attacco e lo ha indicato come priorità assoluta per il nuovo progetto tecnico. L’inglese rappresenta il giocatore capace di cambiare volto al reparto offensivo grazie alla sua capacità di saltare l’uomo, creare superiorità numerica e incidere in zona gol.
I giallorossi, però, devono ancora risolvere alcuni problemi prima di poter tentare l’affondo decisivo. Da una parte c’è la necessità di realizzare le plusvalenze richieste dal settlement agreement UEFA entro il 30 giugno. Dall’altra restano da superare le ultime lungaggini burocratiche che stanno ritardando l’ufficializzazione di Tony D’Amico come nuovo direttore sportivo.
Due fattori che inevitabilmente rallentano le operazioni di mercato della Roma, senza però modificare le strategie del club. Greenwood resta il primo nome della lista. E mentre a Istanbul si vota, a Trigoria si aspetta di capire se la strada verso l’inglese diventerà più semplice o ancora più complicata.
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Fonti: La Repubblica, Corriere dello Sport, Gazzetta dello Sport, Il Messaggero

E certo, quello annuncia gli accordi, tranne che con le società, cosa vuoi che sia?
Quindi sto Safin a detta dell’altro candidato se vince fara’ fallire il Fenerbahçe o come minimo lo incastrera’ per anni nel FFP (che vale solo per noi?). Poi non tratta col Marsiglia, va li e gli da quello che chiedono??? Ma per favore!!!
Ancora!! Basta !!!!
Mi domando come sia possibile votare per un candidato che fa promesse di acquisto di questo o quel calciatore, senza avere la garanzia che, una volta eletto, possa poi mantenerle, visto e considerato che per sua stessa ammissione non ha ancora trovato l’accordo con il club del calciatore e non facciamo paragoni con la politica, perchè il calcio è passione pura. I club turchi hanno facilità di offerta economica sugli stipendi, ma quando devono pagare i cartellini stentano a trovare le garanzie.
passione pura per I tifosi.
Safi= Cetto Laqualuque
Io prenderei Nusa, 4 anni più giovane e più forte di Greenwood. Come vice Nusa riprendo dal prestito Cherubini e avanti a sx siamo a posto.
Ognuno può dire quello che vuole ma numeri e statistiche raccontano che l’unico standard dove il norvegese dà distacco all’inglese è l’età.
Parliamoci chiaro, ben difficilmente la Roma potrà competere per Grenwood di fronte a offertev sui 50 milioni e a ingaggi superiori ai 5/6 milioni netti (figuriamoci 10) a stagione e secondome per la nostra attuale dimensione giusto così. Peraltro quanto dovresti dare a Malen, Svilar, Konè, Wesley?
Non mi porrei in anticipo in questa logica contabile rinunciataria.
Abbiamo avuto Lukaku (a 20 lordi) e siamo arrivati a pagare Dyba 16,6 lordi annui.
Ora: se si crede che Greenwood sia un game-changer, un vero top, si può anche fare.
Malen, soprattutto, avrà prevedibilmente un rinnovo anticipato se si confermerà il giocatore del girone di ritorno. Ma, se si confermerà, potremo sicuramente permettercelo.
Sul resto: discorsi analoghi…solo se si è pessimisti potranno essere un problema
prepariamoci ad un altra campagna acquisti de scappati de casa….la differenza che fa il posto in Champions sarà che quest’anno i venditori di auto non metteranno soldi dal loro portafoglio
Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.