Allegri tentato dalla Roma

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TUTTOSPORT – Secondo quanto riporta l’edizione odierna del quotidiano torinese, il tecnico del Milan Massimiliano Allegri avrebbe cominciato a vagliare le possibilità di una partenza dopo le parole di Berlusconi. Il futuro sulla panchina del Milan è sempre più incerto, e il tecnico sta cominciando a guardarsi intorno.

Secondo quanto scrive TuttoSport le proposte più allettanti sarebbero quelle della Roma, a caccia di un allenatore per la prossima stagione, e del Napoli, nel caso di addio di Mazzarri a fine anno.

La telefonata di Delio Rossi a Lotito: e ha ancora il coraggio di parlare di correttezza?

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GIALLOROSSI.NET – Delio Rossi sceglie di andare all’attacco dopo la figuraccia di domenica scorsa quando, dopo aver negato, viene immortalato dai fotografi in un gesto davvero poco nobile  che (fortunatamente) capita di vedere pochissime volte sulle panchine di serie A.

Osvaldo ha chiuso

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(Leggo – F.Balzani) – «Chiedo scusa a tutti i tifosi, non volevo mancare di rispetto a Francesco». Le scuse di Osvaldo su Twitter stavolta non bastano. Lo scippo a Totti e il puerile errore dal dischetto (ieri anche L’Equipe ha dedicato ampio spazio alla vicenda)non sono andati giù né ai tifosi né alla dirigenza. «Nessuno più di me può sapere come mi sento – recita un altro tweet – Ma troverò insieme ai miei compagni la forza per uscire da questa situazione. Chiedo scusa ancora. A questa maglia ci tengo». Un anticipo delle scuse di oggi pretese da società e Andreazzoli (con la Juve potrebbe tornare al 4-2-3-1 e uscirebbe proprio Osvaldo) ma non da Totti che ha preferito restare in silenzio, nero come non mai.

I tifosi hanno mostrato il proprio malumore domenica notte a Trigoria ricoprendo l’attaccante di insulti e lanciando sassi e uova contro il Maggiolone del giocatore, fuggito spaventato verso casa, al Torrino. Su social network e radio non è andata molto meglio. «Ci hai stancato, vattene», il commento più in voga. Anche la dirigenza è stremata. Troppi i colpi di testa di Osvaldo: dallo schiaffo a Lamela alla lite con Baldini passando per le 4 espulsioni e la fuga d’amore con la cantante argentina Jimena Baròn a Capodanno.

La Roma lo mise sul mercato già nel luglio scorso, ma Zeman si oppose. La prossima estate nessuno gli disferà le valige. L’Espanyol lo riprenderebbe, ma non alle cifre a cui l’ha venduto (15 milioni più bonus). Antenne dritte anche per Siviglia, Atletico Madrid, Juve, Inter e Fiorentina. d Castan – Oggi Castan si sottoporrà agli esami per verificare l’entità dell’infortunio al gionocchio sinistro. «Penso si tratti del collaterale mediale – ha detto su Instagram – Farò gli esami e vedremo. Fede, forza e fisioterapia».

Roma, un 2013 da retrocessione

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CORSPORT (A. GHIACCI) – Il 2012 si era chiuso con dei risultati positivi, incoraggianti. Il 2013 è cominciato come peggio non si poteva, almeno in campionato. La Roma in 6 partite ha raccolto solo due punti dei 18 disponibili. Un cammino che ha fatto scivolare i giallorossi al nono posto in classifica. La differenza colpisce anche riguardo allo stesso cammino effettuato durante il girone di andata: nelle prime 5 gare di campionato la squadra di Zeman conquistò 8 punti (compresi i tre a tavolino di Cagliari), nelle stesse partite un girone dopo i punti sono diventati 2. Ma il dato più amaro è che la media punti con cui stanno viaggiando Totti e compagni in questo inizio di anno è una delle peggiori d’Italia. Di tutte le serie del nostro calcio professionistico. Peggio della Roma hanno fatto solo quattro squadre: Milazzo, Aversa Normanna e Tritium che non hanno mai vinto, e il Carpi, che di pari ne ha ottenuto solo uno.

DIFFERENZA – Avere una media di 0,33 punti a partita equivale a camminare con un ritmo da retrocessione. L’attuale Roma è riuscita fare peggio anche rispetto a quella della scorsa stagione, che arriva a questo punto aveva ben 4 punti in più (e senza la vittoria a tavolino relativa alla trasferta di Caglliari). Le chiacchiere, quando davanti si hanno squadre come Udinese e Catania e la distanza da un piazzamento che valga la qualificazione all’Europa minore è di 7 punti, stanno a zero. (…)
AMAREZZA – A Genova, peraltro, la partita della Roma non era cominciata male, poi però i soliti problemi evidenziati con insistenza fino a questo momento hanno portato la squadra giallorossa alla decima sconfitta in campionato. E riecco la vittoria a tavolino: senza quella a questo punto il numero delle sconfitte sarebbe superiore a quello delle vittorie. La tenuta difensiva continua a mostrare lacune da brividi: i gol subiti finora sono 45 e la retroguardia romanista è la seconda peggiore del massimo campionato (peggio ha fatto solo il Pescara con 49 reti incassate). A Trigoria dopo il cambio di tecnico hanno un obiettivo semplice quanto deprimente: il direttore generale Baldini ha sottolinetao che «bisogna chiudere dignitosamente questa stagione». Il cammino però è lungo, mancano più di tre messi alla conclusione del torneo e trascorrerli così, vivacchiando senza dare segnali di vita, sarebbe un errore imperdonabile. (…)

Squadra e club nella bufera: Osvaldo oggi a rapporto

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LA REPUBBLICA (M. PINCI) – I tifosi infuriati lo hanno già ribattezzato ‘Osbajo. La feroce sintesi romanesca di “lo sbaglio”, consente di sorridere di un momento che invece a Trigoria lascia almeno sbigottiti. Perché il “furto” del rigore – poi sbagliato – di Osvaldo a Totti, che in Francia è già stato ribattezzato “lo scontro”, fotografa il momento della Roma: regna l’anarchia nello spogliatoio di una squadra ultima nel 2013 in serie A e che non vince una gara di campionato dal 22 dicembre scorso.

Il rapporto con il pubblico demolito da quei sassi, alternati a qualche uovo, lanciati verso la macchina dell’attaccante italo-argentino domenica notte: quasi inutili le scuse tardive affidate ieri a Twitter: «Sono molto amareggiato, chiedo scusa a tutti i tifosi, non volevo assolutamente mancare di rispetto a Francesco. Alla maglia tengo tanto, sempre forza Roma».

Certamente a Osvaldo non basteranno per evitare la sfuriata di Sabatini: la Roma è furiosa, e il ds gli farà presente come certi atteggiamenti anarchici danneggino il club e i rapporti interni (possibili sanzioni). Ma nel mirino del management anche Totti, cui contestano di non essersi opposto all’iniziativa del compagno ristabilendo le gerarchie: dopo la partita però il capitano aveva spiegato di aver voluto evitare discussioni in campo. Lo stesso numero 10 aveva gradito poco il gesto di Osvaldo: lui, se non altro, ha evitato scenate. Per non sbagliare, il tecnico Andreazzoli, arrabbiatissimo per la scena, dopo aver rivisto ieri la gara con i dirigenti, striglierà con forza la squadra per spiegare a tutti che non è possibile dare l’impressione che ognuno possa fare ciò che vuole. Intanto, però, l’ennesima stagione liquefatta a febbraio costringerà la proprietà Usa a prendere decisioni nette. Soprattutto sui dirigenti: Sabatini, contratto in scadenza, potrebbe non essere confermato (c’è la Samp). A Baldini, che per la panchina del futuro pensa ad Allegri e Ancelotti, non è detto sia data la possibilità di sbagliare ancora.

Delio Rossi: “Burdisso è scorretto: mi ha insultato”

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IL MESSAGGERO (G. DE BARI) – Questa l’intervista apparsa questa mattina sul quotidiano il Messaggero che riporta le dichiarazioni del tecnico della Sampdosia Delio Rossi:

Mister Rossi: perché l’ha fatto?

«Perché non accetto di essere insultato senza motivo».
Ma quel dito medio verso il cielo, è stata davvero una brutta immagine.
«Me ne sono reso conto anch’io. E mi rammarico per quello che è successo domenica».
Ci racconti cosa ha scatenato la sua reazione?
«Stavo dando disposizioni tattiche ai calciatori in campo quando Burdisso si è rivolto verso me, insultandomi da lontano. Ma come può un professionista comportarsi in quella maniera verso un allenatore? Se voleva provocarmi c’è riuscito in quanto ho reagito male, purtroppo sono fatto in questo modo: quando vengo insultato non riesco a restare calmo. Colpa anche del nervosismo e dell’adrenalina».
Pensa di aver esagerato nella replica?
«A mente fredda dico di sì, perché avrei dovuta evitarla così non finivo ancora nel mirino della critica. Però, nel pieno di una situazione movimentata e nervosa, non ho avuto la forza per trattenermi. E’ stata una reazione istintiva: stavamo vincendo, la partita era finita: che motivo avrei avuto di fare quel gesto senza motivo?»
C’era stato qualche screzio precedente tra lei e Burdisso?
«Assolutamente no, è la prima volta che capita un episodio del genere. Per quanto mi riguarda, in carriera, non ho mai parlato male né di un collega, né di un calciatore avversario. Rispetto tutti e voglio essere rispettato».
Pensa di scusarsi con il calciatore della Roma?
«No, proprio no. E perché dovrei farlo? Non è certo Burdisso che può impartirmi lezioni di comportamenti: uno che dà gomitate e sputa deve solo stare zitto. Gli esempi nel mondo del calcio sono ben altri: Maldini, Del Piero, Pirlo, non lui. Sono molto dispiaciuto per il gestaccio, che non era diretto ai tifosi giallorossi, per i quali nutro rispetto, però non ho alcuna intenzione di scusarmi con l’argentino».
Perché Burdisso l’ha insultato?
«Bisognerebbe chiederlo a lui. Forse, in questo modo, cercava di spostare l’attenzione su altri problemi e non su quelli reali della squadra».
Il gestaccio è stato punito con 2 turni di squalifica.
«Non cerco alibi: ho sbagliato e pagherò per quello che ho fatto. Sia con una multa della mia società, che verrà devoluta in beneficenza all’ospedale Gaslini di Genova. Sia con la squalifica, che spero venga ridotta dopo il ricorso».
Dopo il fattaccio di Firenze, anche quello di Genova…
«Però non voglio passare per un ”mostro”. Qualcuno ha subito strumentalizzato l’episodio. Chi mi conosce, sa perfettamente che persona sono. Purtroppo non accetto di essere provocato in quanto non lo faccio mai. Sono caduto nella trappola e questo mi dovrà far riflettere per il futuro».
Ma un allenatore dev’essere bravo anche a gestire le emozioni e le possibili reazioni nei momenti difficili di una gara.
«E’ vero, in realtà dovrebbe essere così. Non voglio più rubare la scena per brutti episodi, meglio far parlare con i risultati».
Vuol dire che non lo farà più?
«L’intenzione è questa. Mi sforzerò per controllarmi in ogni frangente tentando di sopportare anche eventuali, altre, provocazioni che potrebbero esserci».
Crede di riuscirci?
«Non lo so…»

Tracollo Roma in quattro casi

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CORSPORT (R. MAIDA) – Zeman ha visto la partita della Roma per conto suo, in tv. Per la prima volta, per la prima di tante altre volte, dopo un sabato trascorso a Pescara tra un pranzo con Peppe De Cecco (quello della pasta) e le palline da golf. Non è stato contento dello scempio di Marassi, perché non è tipo da gufare, ma ha avuto conferma delle sue teorie: troppe cose non funzionano nella squadra. Ne erano consapevoli anche i dirigenti quando lo hanno mandato via. (…) Le storture di Genova, purtroppo per la Roma, sono proprio quelle che Zeman aveva denunciato in via diretta o indiretta nel corso dei mesi. Dall’inaffidabilità di Stekelenburg all’involuzione di De Rossi, dall’assenza di regole alle difficoltà atletiche della squadra, che cede di schianto in ogni secondo tempo. Su molte, moltissime cose Zeman ha sbagliato: nella tattica, nelle scelte, nei rapporti umani, forse anche nella preparazione. Per questo è stato scaricato. (…)

STEKELENBURG – Riabilitato a furor di popolo, ma dichiaratamente frastornato dall’inutile viaggio a Londra, Stekelenburg è tornato titolare nella Roma senza risolvere il problema del portiere. Per certi versi anzi ha fatto peggio di Goicoechea, colpevole di un autogol comico contro il Cagliari e di altri errori ma non così appoggiato come il rivale. A Genova, Stekelenburg è stato un fattore condizionante di almeno due dei tre gol: la punizione di Sansone, che si è infilata tra le manone proprio sul suo palo, e il colpo di testa arrotato di Icardi, che ha superato mansueto la linea di porta senza essere intercettato dai romanisti. Stekelenburg incluso. (…)  Cosa fare nell’immediato? Sarebbe sbagliato cambiare di nuovo. Stekelenburg resta più bravo ed esperto, altrimenti non sarebbe stato per anni una colonna dell’Ajax e della nazionale olandese, e ha l’attenuante della lunga inattività. Però è venuto il tempo che dimostri le sue qualità: in un anno e mezzo di Roma, soltanto in campionato, ha incassato 61 gol in 39 presenze, non tutte intere a causa di infortuni ed espulsioni. Significa 1,54 gol a partita concessi all’avversario. (…)

DE ROSSI – Da ragazzo onesto, De Rossi negli spogliatoi di Marassi ha lasciato intendere che sta giocando male. E senza scagliarsi contro Zeman, che già era stato defenestrato e non meritava un altro calcione. De Rossi sta giocando male perché è fuori forma. Stop. Ha avuto diversi infortuni, l’ultimo meno di un mese fa, e non ha avuto modo di recuperare il ritmo partita. Non giocava male apposta per facilitare il cambio di allenatore, non ha ritrovato improvvisamente il passo dei tempi belli. Si era già visto in Nazionale, ad Amsterdam, quanto fosse in difficoltà.(…) Per aiutare la Roma, per rassenerarla, De Rossi ha bisogno di riscoprirsi fenomenale come un toccasana. Succederà naturalmente, attraverso una medicina indispensabile: il campo. Sarà però utile anche il contributo di società, allenatore e compagni, nel restituirgli la centralità che in questa stagione (per sue colpe e non solo) ha perduto. De Rossi ha sofferto tutte le chiacchiere che ha sentito sul suo conto, da Zeman all’ultimo dei tifosi. Per tornare un campione, chiede di essere coccolato da campione.

IL RIGORE RUBATO DA OSVALDO – L’episodio del rigore rubato è stato documentato dalle immagini televisive, raccontando in maniera nitida il disagio in cui si è arrotolata la Roma: non solo Osvaldo ha mancato di rispetto a un compagno, che per inciso è il capitano e dovrebbe essere riconosciuto come leader della squadra, ma ha contravvenuto a una regola incisa nella memoria storica di Trigoria. «Totti è da vent’anni il rigorista della squadra» ha confessato nel suo candore Andreazzoli. (…)
Saranno pure tutti bravi ragazzi, come ha detto il nuovo allenatore prendendo le distanze da quel brontolone di Zeman, ma se Totti è costretto a cedere un rigore a Osvaldo proprio non ci siamo: a Totti non era mai successo in carriera di trovarsi in quest’antipatica condizione, perché nessuno aveva osato discuterne il ruolo di guida. (…) La confusione di buona parte della squadra, che non ha più capito chi comandi, si riflette nel disordine tattico. Anche nel primo tempo di Marassi, nel complesso accettabile, in molte occasioni i giocatori facevano il movimento sbagliato, si pestavano i piedi, cercavano soluzioni personali invece che collettive. (…)

PRIMO-SECONDO TEMPO – I numeri non mentono: questa è una squadra che alla lunga si sfilaccia, dilaniata dalle divisioni interne che la frenano psicologicamente ma anche da un crollo seriale sul piano della resistenza. Era così già nel discontinuo autunno, è diventato un male endemico in questo tristissimo inverno. Gli avversari ormai l’hanno capito. Basta lasciare la prima mezz’ora alla Roma, limitando le perdite, per poi rimettere a posto le cose nel resto della partita. Andreazzoli ha eliminato subito il concetto di doppia seduta di lavoro. Ma il dubbio è un altro: non sarà che in tanti erano abituati ad allenarsi poco?

Castan fuori per un mese: si ritorna alla difesa a quattro

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GASPORT (M. CECCHINI)«Mi dovrei essere fatto male al collaterale mediale». Con questo messaggio scritto su Instagram all’amico Thiago Silva, lo sfortunato Castan ha fatto capire che il suo stop non sarà breve. Oggi saranno effettuati gli esami strumentali al ginocchio sinistro, ma si parla già di una lesione legamentosa, che comunque non necessiterà di un intervento chirurgico. Le prime ipotesi parlano, infatti, di uno stop di 3-4 settimane. Detto che invece Balzaretti è pronto a rientrare già sabato contro la Juventus, c’è da dire che — a causa del lungo stop di Castan — l’esperimento della difesa a tre sembra da mettere momentaneamente in archivio. Al momento, infatti, non sembra convincere lo staff tecnico la soluzione dell’arretramento di De Rossi sulla linea dei difensori, mentre l’ipotesi di lanciare il baby Romagnoli sembra prematura. Contro la capolista, quindi, tornerà ad essere schierata la retroguardia a quattro, con Piris e Torosidis pronti a tornare protagonisti.

Le contestazioni degli ultimi giorni possono ripetersi

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CORSPORT (A. GHIACCI) – Oggi a Trigoria comincia un’altra settimana di passione. La giornata di sabato, prima della partenza della comitiva giallorossa alla volta di Genova, si era aperta con la contestazione di una cinquantina di tifosi che aveva la dirigenza come bersaglio. Quella di domenica, dopo la partita, si è chiusa in maniera ancora più dura con le critiche alla squadra all’aeroporto e gli insulti e il lancio di uova e sassi, nella notte, di fronte al centro sportivo giallorosso. Servirà tutta l’abilità dei dirigenti per far sì che la squadra possa lavorare tranquillamente. Gli ultimi episodi hanno seguito quelli a cavallo delle sfide con Bologna e Cagliari. La situazione, insomma, appare quantomai compromessa e anche Baldini e Sabatini sono ormai costantemente messi sul banco degli imputati. (…)

E oggi riprenderà il lavoro partendo dalla riunione che servirà a capire quanto accaduto in occasione del rigore calciato e sbagliato da Osvaldo che doveva essere («da vent’anni è così, lo sanno anche i bambini») di Totti. Il capitano giallorosso e il suo vice Daniele De Rossi hanno provato, tra la scorsa settimana e la gara contro la Samp, a chiamare a raccolta i tifosi, puntando a far capire che le divisioni fanno tutto tranne che aiutare la Roma ad uscire dal momento più delicato degli ultimi anni. «Tifosi giallorossi, ora più che mai abbiamo bisogno del vostro supporto per uscire da questa situazione» aveva detto Totti. «Dobbiamo vincere per riportare la gente dalla nostra parte» ha rilanciato De Rossi. (…)

Stekelenburg, Osvaldo e De Rossi: i dualismi che affondano la Roma

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(Gazzetta dello Sport – A.Pugliese)Zeman parlava di un dualismo malato, quello tra De Rossi e Tachtsidis, creatosi strada facendo, lungo il saliscendi di questa stagione. Di dualismi, in realtà, nella Roma di quest’anno ce ne sono però tanti, almeno tre, uno per reparto. E non hanno fatto altro che creare malumore e tensioni, togliendo energie ai diretti interessati e minando la forza mentale degli stessi. Situazioni che andavano gestite in modo diverso da società e staff tecnico e che invece sono state lasciate incancrenire così, per la timidezza (o la paura?) di non metterci le mani.
DIFESA – Chi urlava (legittimamente) il ritorno a gran voce di Stekelenburg tra i pali, è rimasto ancora una volta deluso. Maarten a Genova è tornato titolare e lo sarà fino alla fine del campionato, ma per l’ennesima volta non ha convinto, sbagliando sul 2-0 di Sansone (la punizione è sul suo palo e si infila proprio sopra le sue mani, lui che è alto quasi due metri e resta troppo piegato sulle gambe). Una cosa è certa, tra lui e Goicoechea resta sempre un abisso, come qualità e rendimento. Ma è altrettanto certo che da quando è arrivato a Roma, di errori Stek ne ha fatti a iosa. La speranza, ora, è che recuperi forza mentale ed autostima e che possa restituire alla Roma qualcuno dei punti che gli ha fatto perdere per strada. E, contemporaneamente, alla difesa anche un po’ di sicurezza in più, cosa che il portiere dovrebbe dare guidando il reparto (e, quindi, parlando).
CENTROCAMPO – In mezzo al campo, invece, il dualismo che ha mandato in frantumi un po’ tutti i sogni è proprio quello che si è creato tra De Rossi e Tachtsidis. Zeman aveva scelto il regista greco per la sua Roma, la gente e la società voleva De Rossi. Alla prima chance, quella di domenica scorsa, Daniele non ha però saputo cogliere l’occasione. Colpa di una scarsa forma, certo, ma probabilmente anche di una stabilità mentale che in questo momento non è delle migliori.
ATTACCO – Infine davanti, dove a lungo c’è stata il dubbio: Osvaldo o Destro? L’Osvaldo di inizio stagione non lasciava dubbi, non c’era neanche partita. Questo qui, invece, molti di più. E forse qui il dualismo ha funzionato al contrario, appena si è fatto male Destro l’italoargentino si è seduto: niente più concorrenza, niente più rischi. Qui la testa, però, non conta. E’ una questione di stimoli. E di motivazioni, che è profondamente diverso.

Giallorossi da serie B. In Italia peggio solo Pro Vercelli e Tritium

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(Gazzetta dello Sport) Due punti in sei gare, il peggior rendimento di tutta la Serie A in questo inizio di 2013. Una squadra da retrocessione, ma se si allarga il raggio a tutti i professionisti italiani, la cosa è ancora più imbarazzante. Peggio dei giallorossi, infatti, in questi primi 40 giorni dell’anno nuovo hanno fatto solo la Pro Vercelli tra i cadetti e il Tritium in Lega Pro, entrambi con un solo punto conquistato. Il Carpi, invece, ne ha fatti 2, come la Roma. Se tanto mi dà tanto…

E Lamela non può fare l’esterno

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CORSPORT (A. POLVEROSI) – Erik Lamela ha segnato 11 gol, quanti ne ha fatti Osvaldo che però, a differenza del suo compagno, è arrivato a 11 con due rigori e se avesse segnato anche quello soffiato a Totti sarebbe a quota 12. Lamela va dunque considerato il capocannoniere puro della Roma in una stagione a dir poco tribolata. L’ultima rete è arrivata a Marassi e, seppur momentaneamente, ha riaperto la gara, passata da 2-0 a 2-1. (…)

A Genova il Coco ha  giocato sulla fascia:  bene per 45’ poi è calato. E dalla sua parte è arrivato lo 0-1 Soffermiamoci su queste due reti genovesi. I tiri di Lamela, tutt’e due di sinistro, sono partiti da centroarea, seguendo un movimento classico del suo repertorio: lui, mancino, taglia da destra al centro per far valere il suo piede preferito (dei suoi 11 gol, 7 sono arrivati col sinistro). (…)

Contro la Samp, l’argentino ha ingaggiato un duello a tutta fascia con Estigarribia. Nel primo tempo lo ha dominato, tant’è vero che lo stadio ha cominciato a mugugnare quando entrava in azione l’ex juventino, vedendolo in totale sofferenza di fronte all’imperversare del romanista. Erik ha attaccato senza una pausa, spingendo sempre più indietro il doriano che non trovava né il modo, né il tempo, né la forza per ripartire. Quando però, dopo 45 minuti giocati a pieno ritmo, la Roma e il suo capocannoniere hanno mollato un po’, Estigarribia è andato a segno. (…)

SUICIDIO CALCISTICO – Che toccasse a Lamela inseguirlo non ci sono dubbi. Bradley ha chiuso in ritardo, Marquinhos lo stesso: lasciare libera la fascia a un cursore come il doriano è un suicidio calcistico. L’errore di Andreazzoli è stato di due tipi. Il primo: ha pensato che Lamela, vista la giovane età, fosse in grado di prendersi sulle spalle 80 metri di fascia. Il secondo: l’ha tolto, per periodi troppo lunghi, dalla zona in cui può far male davvero, l’interno dell’area di rigore. Lamela non può giocare esterno nel 3-5-2, per esaltarne le qualità (che non sono poche) deve fare al massimo 40 metri, dalla linea di centrocampo in su. Non è un’ala, non è Biabiany, non è Cuadrado, è un attaccante esterno, se vogliamo cercare un nobile predecessore possiamo fare il nome di Shevchenko, se invece vogliamo trovare un analogo suo coetaneo possiamo indicare El Shaarawy. (…)

2013, Odissea Roma: mai così in basso

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IL MESSAGGERO (U. TRANI) – L’inizio del nuovo anno mette i brividi. Non c’entra il gelo di questi giorni, ma il rendimento nelle sei settimane del 2013: la Roma è ultima. Da sola, abbandonata al suo destino indecifrabile. Deve ancora vincere in campionato, essendoci riuscita esclusivamente in Coppa Italia, nel turno secco dei quarti al Franchi contro la Fiorentina e nella semifinale d’andata all’Olimpico contro l’Inter.

LA FRENATA Su 18 punti a disposizione, dal 6 gennaio a domenica scorsa, i giallorossi ne hanno conquistati 2. Una miseria. Meno del Palermo ultimo che rischia di retrocedere. Peggio, nel nostro calcio, solo la Pro Vercelli in serie B e il Tritium in Lega Pro, dove il Carpi ha lo stesso passo della Roma. Il crollo, dopo le vacanze di Natale, è stato devastante. Prima dei sei turni sensa successi, i giallorossi erano a 2 dal Napoli quarto e a 3 dal terzo posto e avevano 6 punti più del Milan. Proprio queste due formazioni hanno raccolto più di tutte le altre formazioni della serie A, 14 punti, mentre la formazione oggi guidata da Andreazzoli è a 10 dalla zona Champions. Pallotta è deluso e nelle prossime ore potrebbe intervenire. A parole, per ora. Il nuovo tecnico, invece, convocherà oggi ai giocatori. Per imporre una maggiore disciplina.
IL RECORD CAPOVOLTO Il dato che più fa riflettere è un altro: la decima sconfitta in questo torneo, la quarta nelle sei gare del 2013, fa scivolare la Roma al nono posto. E’ il peggior piazzamento, dopo 24 giornate, da quando il campionato è a 20 squadre. I giallorossi avevano un punto in più anche nella stagione 2004-2005, quella dei quattro allenatori in panchina: erano settimi e quella resta la peggiore performance nelle otto annate che hanno preceduto questa. Luis Enrique aveva 4 punti in più e in classifica vedeva comunque la luce grazie a una decorosa quinta posizione, con i 12 punti raccolti nelle prime sei gare del 2012. Solo due volte nella storia del club si è registrato un andamento così lento: nel ’68 e nel ’73.
LA STRATEGIA «Ho obiettivi in testa e me li tengo per me. Poi, quando li raggiungo, tutti sapranno». Allegri non svela il suo piano. Ma non è difficile capire, dopo l’ultimo attacco di Berlusconi: vuole raggiungere il terzo posto («Un mese e mezzo fa sembrava impensabile») e dimettersi. Per accettare l’offerta della Roma (c’è anche il Napoli, se andrà via Mazzarri). Galliani, legato al tecnico livornese, esclude l’addio: «Il presidente ha chiamato Allegri sabato sera e il sottoscritto domenica mattina per spiegare il senso delle cose che ha detto. Allegri ha un contratto e, lo dico per la duecentosettantesima volta, sarà l’allenatore del Milan pure l’anno prossimo».

Comunicato As Roma: “Nessun tesserato ha insultato Delio Rossi”

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AS ROMA – Dopo le parole di Delio Rossi, che aveva giustificato il suo gesto limitandolo a “cose di campo” seguenti ad una provocazione, la società romanista ha precisato in una nota ufficiale che nessun tesserato ha insultato il tecnico della Sampdoria.

DIARIO DELLA SERA – Osvaldo si faccia perdonare a suon di gol

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini)
– Oggi la piazza romana ha messo in croce Daniel Osvaldo, reo di aver scippato il rigore del possibile pareggio a Francesco Totti.