Roma, 35 milioni dal nuovo sponsor: ecco come verrà risolto il nodo Decreto Dignità

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La Roma accelera sul fronte commerciale e chiude la partita più attesa: il main sponsor. L’accordo con Eurobet.live è stato definito una settimana fa, dopo mesi di contatti, incontri e rifiniture contrattuali. L’annuncio ufficiale è atteso nei prossimi giorni, ma il percorso è ormai tracciato.

L’intesa è significativa: oltre 35 milioni di euro complessivi per un contratto della durata di tre anni e quattro mesi, con ricavi annuali tra 12 e 16 milioni, bonus inclusi. Un’operazione che segna un passaggio strategico per la crescita dei ricavi del club e consolida il serbatoio commerciale giallorosso.

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Non è solo questione economica: il marchio Eurobet.live comparirà sulle maglie già nelle ultime gare di questa stagione e sarà protagonista anche del centenario della Roma nel 2027, ricorrenza che il club intende celebrare con partner di livello internazionale.

Vista la normativa italiana, che vieta la presenza diretta di brand legati al gioco d’azzardo sulle maglie, la Roma ha adottato una soluzione già sperimentata da altri club: il marchio sponsorizzerà un sito correlato dedicato ai risultati in tempo reale, di proprietà della stessa azienda, aggirando il divieto senza violare la legge.

Il debutto ufficiale del nuovo sponsor sarà nella trasferta contro il Como, chiudendo così un lungo periodo senza un partner principale stabile sulla parte frontale della maglia. L’evento di presentazione è fissato per venerdì e vedrà la partecipazione dell’intera squadra.

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Fonti: Corsport / Il Messaggero / Il Tempo

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37 Commenti

  1. Fa ridere come “aggirando il divieto senza violare la legge” diventi una cosa virtuosa, da furbi, come se le leggi fossero messe cosí, per disturbare le persone.

  2. Non capisco chi si indigna-
    L’inter ha Betsson e nessuno dice nulla-
    Meglio gruppi che producono anche armi (Juve?)-
    O vogliamo parlare del fondo sovrano che possiede l’Emirates sponsor del Milan?
    Che ha anche Bitpanda, criptovalute, che non so quanto siano più etiche di una tris.
    Bet365scores sponsorizza 4 squadre solo in A,
    e il Cagliari ha un marchio di alcolici, che dovrebbe porre gli stessi problemi.

    Ma no, è un problema solo per la Roma.
    Boh.

    Ps: pare che anche la Formellese avrà presto uno sponsor del settore-
    una tabaccheria di Velletri che fa anche da punto Sisal.

    • Scusa Anto ma chi ha detto che è un problema solo per la Roma?
      Non facciamo benaltrismo per favore 🙂
      Le cose stanno come stanno, e nessuno di noi potrà farci nulla, e (non sono ipocrita) se e quando vinceremo qualcosa sarà anche grazie a questi soldi; però se non sbaglio esiste ancora la possibilità di non essere contenti di come stia progredendo la società, dove intendo “progredire” in senso temporale e non non qualitativo, ovviamente.

    • Anto ti sbagli, la Lazio ha come sponsor la ASL di Avellino dove facevano i test covid i giocatori della squadra

    • Sedia,
      il problema è che i siti di scommesse (che in altri paesi sponsorizzano tranquillamente senza limiti) sono tra i pochi interessati a investire soldi nel settore,
      perchè nell’era dei social e di internet che un’azienda debba acquisire visibilità
      sbattendo un nome su una maglia è abbastanza risibile
      (secondo te qualcuno è andato a Dubai perchè c’èra un cerchietto sulla maglia della Roma?
      O prende una business Emirate perchè lo vede a San Siro?).

      Tra l’altro tempo da un mio amico dirigente di una nota marca di abbigliamento italiano mi disse che loro non avrebbero mai potuto sponsorizzare la squadra della loro città,
      nonostante le pressanti richieste locali, perchè con la deriva “degli haters sociali” rischiavano
      di non vendere più nulla in tutte le altre città della regione,
      capito come stiamo messi?

      Per cui purtroppo questo è-
      forse dobbiamo ammirare la virtù bucolica di Lotito che pur di non rovinare il pigiama da nosocomio che usano per giocare rifiuta fior di sponsor e resiste puro…

  3. Dio Denaro.
    Questo calcio mi da sempre più voglia di tornare alla corsa di biglie di plastica su sabbia.
    Le mie preferite erano Saronni e Baronchelli.

  4. Che brutto mondo è diventato il calcio e soprattutto non c’è nessuno che abbia il coraggio di fare una scelta etica

    • La scelta la deve fare lo Stato, vietando il gioco d’azzardo. Se ti limiti all’etica, proibendo le sponsorizzazioni e permettendo invece il gioco d’azzardo, le persone continueranno a rovinarsi, avrai solo nascosto la polvere sotto il tappeto. E sai perché lo Stato questa scelta non la fa? Perché dal gioco d’azzardo, condotto nei bar o online, privato e pubblico (lotterie), ricava decine di miliardi ogni anno.

  5. Indignarsi per le sponsorizzazioni e non per il problema rappresentato dal gioco d’azzardo (ludopatia) fa capire come siamo messi male. Faccio notare che le aziende del settore, peraltro, ci stanno fracassando le gonadi da anni con spot in cui si parla di Gioco Responsabile, altra buffonata tipicamente italiana, di modo da aggirare ogni proibizione. O si proibisce il gioco d’azzardo, chiudendo tutti i siti in questione, oppure è inutile vietare le sponsorizzazioni. E se le sponsorizzazioni ci sono, fa bene la Roma ad approfittarne, visto che ci sono dementi che buttano via una marea di soldi tra gratta e vinci, slot e quant’altro.

    • Sul fatto che sia ipocrita vietare le sponsorizzazioni di società di scommesse siamo d’accordo, dato che le vieta lo stesso Stato che si autoassolve mettendo le foto dei tumori sui pacchetti di sigarette che vende.
      Dire che si faccia bene ad approfittare di quelli che tu chiami “dementi”, anche se capisco il senso in cui lo dici, magari è un filino indelicato. Ti faccio una domanda: hai mai avuto una dipendenza seria?

    • Applausi al tuo commento… infatti dagli spot TV, si percepisce come un ludopatico dovrebbe mettersi da solo, un limite di puntate, per giocare in modo responsabile… già me lo vedo, che lo faccia!!!

    • No, per fortuna non ho mai avuto una dipendenza seria. In una famiglia con genitori tabagisti non ho mai neanche toccato una sigaretta, bevo moderatamente (mai ubriacato in vita mia) e si può dire che l’unica dipendenza è quella dalla Roma. La mancanza di autocontrollo non può essere una scusa per dipendere da cose nocive.

    • Sedia,
      ti rispondo anche qui:
      il problema è che uno non vuoi vedere il nome sulla maglia,
      ma poi basta uscire per strada e lo vede dovunque, aprire una rivista e lo vede dovunque,
      aprire un sito sportivo online e lo vede dovunque,
      sinceramente: secondo te ci sarà qualcuno che non avrebbe scommesso e andrà
      a scommettere per questa sponsorizzazione?

    • @Giorgio Carpi forever – Sono contento per te 🙂 La mancanza di autocontrollo però non è necessariamente innata; ognuno di noi attraversa momenti più o meno difficili nella vita e non tutti sono attrezzati allo stesso modo, o riescono ad attrezzarsi in tempo; non si può fare una colpa a una persona se è più fragile. Io ho vissuto non in prima ma in quasi-prima persona una situazione pesante (una compagna con dipendenza da alcool), non lo auguro a nessuno -di viverla in prima persona, in primis, ma nemmeno come l’ho vissuta io- e penso ormai istintivamente che quella e altre situazioni gravi (tra cui la ludopatia) siano un male da estirpare senza se e senza ma, non da assecondare, per quanto indirettamente. Se penso che qualcuno in più sarà andato a Dubai o a scommettere per via delle sponsorizzazioni (rispondo anche ad @Anto l’originale)? Non lo so, non è nemmeno questo il punto e mi sembra così, senza averci ragionato troppo, anche una modalità un po’ auto-assolutoria di presentare la questione. Sia chiaro, magari avete ragione voi, ma avrei di gran lunga preferito un altro sponsor, al di là dell’ironia di qualcuno (non vostra) molto fine a sé stessa.

    • Il tabagismo è una dipendenza sottovalutata peggiore della ludopatia Ci vuole innanzitutto una forte motivazione, un supporto psicologico e un aiuto farmacologico A volte non bastano neanche i centri Anti-fumo. Lo dico perchè ci sono passato e sò cosa vuol dire. Era l’uno vizio che tenevo Sono astemio e non ho mai fatto uso di droghe oramai sono anni che non fumo piu’ Ma le tentazioni persistono e sono sempre in agguato. Conosco persone che “nonostante il forte carattere” non sono mai riusciti a smettere. Piccola finestrella: Ludopatia, tabagismo, alcolismo… sono “prodotti” distribuiti dallo “Stato” e dalle varie aziende produttrici L’aumento dei prezzi per impedirne l’uso, è solo una scusante il guadagno ce l’hanno assicurato.

  6. Non comprendo il motivo di tanta indignazione!
    Le scommesse esistono, a prescindere che siano sulle maglie delle squadre. Il tabacco esiste a prescindere che esistano nei film, macchine da corsa, magliette. L’alcool esiste a prescindere che stia ovunque.

    E adesso facciamo i moralisti perché? La gente si rovina a prescindere perché è mentalmente debole, perché la società non la supporta e perché non arriva a fine mese e vede nel gioco d’azzardo un’ancora di salvezza. Come le droghe, che è il primo business nazionale illegale che fattura più del gioco d’azzardo. Come cambiare le cose? Come fai a cambiare la mente di chi ama scommettere o ha bisogno di scommettere? Di sicuro non impedendo la pubblicità, mi pare che i morti di tumore ai polmoni aumentino e i ragazzi a 18 anni sono già esperti bevitori.

    • Però negli anni ’80 c’era la McLaren colorata come un pacchetto di Marlboro e sponsor di sigarette praticamente ovunque, così come nei film il protagonista aveva sempre la sigaretta in bocca. Oggi queste cose non ci sono più e il consumo di sigarette è calato del 40% negli ultimi 30 anni. I ragazzini fumano molto meno per sentirsi “fighi” (però è cresciuta l’abitudine all’alcool purtroppo, come dicevi). Per cui queste leggi servono sicuramente a impattare sulla società. Per vedere a cosa riduce il gioco d’azzardo basta farsi un giro in quella città decadente che è Las Vegas.

    • Dici che il bombardamento quotidiano di pubblicità da decenni non abbai influito? Mh, permettimi di dissentire. Dopodiché che sia una cosa irreversibile sono d’accordo, purtroppo; ma io penso che se in più smettiamo tutti di storcere un po’ il naso, per quanto a nulla serva, è la fine.

  7. Solo la Roma a tifosi moralisti,poi sparano sulla società, quando non gli compra i giocatori, fate solo che ridere!!! Sempre forza Roma

  8. Forse leggermente off topic: le delocalizzazioni selvagge degli sponsor tecnici, che si avvalgono (seppur indirettamente) di lavoratori sfruttati nel Sud Est asiatico, vanno bene?

  9. Molto triste questa situazione. Sulle maglie del centenario. Io mi chiedo come è possibile che questi, che possiedono la rete di vendita delle Toyota in Texas (che è più grande dell’Italia) non siano riusciti a coinvolgere proprio Toyota, la casa madre, come main sponsor. Da sette anni vagano tra il vuoto e sponsor discutibili, il cui apporto è stato quasi insignificante. …piuttosto, a quando lo stemma originale Lupa e ASR?

  10. Nell’aprile del 2018, otto anni fa, la Roma fece un accordo con Qatar Airways per 40 milioni più bonus in tre anni; ora dopo 8 anni, causa inflazione quei 40 milioni varrebbero circa 50 milioni.
    Fate voi il calcolo di quanto vale e conta poco la Roma oggi, sponsor da 35 milioni, rispetto ad otto anni fa.
    D’altra parte allora venivamo da 5 ingressi in Champions League, ora sono 8 anni che non ci andiamo. Questi sono i nudi dati del mercato.

  11. Lo Stato munge, da sempre. E munge dove sa che in ogni caso incassa: carburanti e dipendenze su tutto.
    Nota a margine: io sono contro ogni tipo di dipendenza, e per fortuna non ne ho, a parte sta squadra de derelitti che siamo, ma non darei del “fesso” a tutti. Ci sono fasce deboli, realtà che facciamo fatica a comprendere. Realtà che andrebbero tutelate, e che invece vengono sfruttate e spremute dallo Stato stesso. Occhio a giudicare: siamo romanisti, gente in gamba, migliori di così: dimostriamolo.

  12. ATTENZIONE: La moderazione dei commenti è ora più rigorosa.
    Per qualsiasi dubbio potete consutare il nuovo regolamento.

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