(VIDEO) Totti festeggiato a Trigoria. Il Capitano: “Ma non finisce qui”

0

totti2

ROMA CHANNEL – Mattinata emozionante oggi al Bernardini per Francesco Totti e per i dipendenti dell’As Roma. Accompagnato fuori dalla zona ristoro del Bernardini,  il Capitano si è ritrovato di fronte decine di dipendenti che lo hanno applaudito e osannato. Molti di loro avevano dei fogli con scritto ‘Sei Unico’ e all’uscita di Francesco hanno anche lanciato del riso. Visibilmente emozionato, Totti ha detto:

“Grazie a tutti. E ora me ne tocca fare un altro.. In 20 anni a Trigoria questa è la cosa più bella che mi sia capitata. E una cosa: non finisce qui. Ancora non finisce qui..” .

GUARDA IL VIDEO DELL’ABBRACCIO DI TRIGORIA A TOTTI

QUI TRIGORIA – Cancelli aperti ai tifosi. Dodò torna in gruppo, ancora out Totti

0

trigoria

QUI TRIGORIA – Giallorossi.net –  La Roma è tornata ad allenarsi in vista della trasferta di Bergamo in programma per domenica prossima alle ore 15. Francesco Totti è ancora out per colpa dell’influenza, mentre Dodò si è riaggregato al gruppo. La squadra, dopo aver effettuato riscaldamento, svolge lavoro con il pallone.

Aggiornamento ore 11:50 – A sopresa, la società ha deciso di aprire i cancelli di Trigoria per permettere ai tifosi presenti di assistere all’allenamento.

Aggiornamento ore 12:30 – La squadra ora è impegnata negli schemi offensivi, con scambi e tiri in porta. Nello stesso gruppo Andreazzoli sta schierando Lamela, Osvaldo e Nico Lopez.

(Seguono aggiornamenti)

 

Dalla Francia: Ancelotti ha un accordo con il Real Madrid

0

ancelotti3

LE PARISIEN – «Carlo Ancelotti ha una specie di accordo verbale con il Real. Da entrambe le parti, si sono detti che la stagione prossima c’è la voglia di lavorare insieme»: lo rivela una fonte vicina all’allenatore italiano del Paris Saint-Germain, citata dal quotidiano Le Parisien.

Secondo lo stesso giornale francesse, che dà per assai poco probabile una conferma del tecnico emiliano sulla panchina parigina, ad Ancelotti sono interessate anche Manchester City, Liverpool e Arsenal. Sull’ex tecnico di Milan e Juventus c’è anche la Roma, anche se non viene citata dal quotidiano transalpino, ma l’interesse del club spagnolo potrebbe essere decisivo per la scelta del mister italiano.

Florenzi candidato a vice-Totti

0

florenzi

IL MESSAGGERO – In occasione della sfida di domenica pomeriggio a Bergamo contro l’Atalanta, Aurelio Andreazzoli sarà alle prese con il difficile compito di sostituire Francesco Totti e Daniele De Rossi, entrambi squalificati.

Secondo il quotidiano romano Il Messaggero al posto del centrocampista di Ostia verrà impiegato Bradley, mentre è più remota l’ipotesi Tachtsidis.  Pjanic dovrebbe continuare ad occupare la nuova posizione di regista arretrato. Più complicato invece sostituire Totti: nel 3-4-1-2 con Osvaldo e Lamela in attacco,  si può ipotizzare un utilizzo di Florenzi (o  Perrotta) nel ruolo di incursore.

Fiorentina all’assalto: «Roma, dacci Osvaldo»

0

osvaldo2

LEGGO (F. BALZANI) – «Osvaldo alla Fiorentina? Niente è impossibile». Che l’italo-argentino sia da tempo un obbiettivo dei viola non è un segreto, ma ieri il ds Pradè è uscito allo scoperto dichiarando apertamente di volere Osvaldo il prossimo anno a Firenze. «E’ un giocatore di personalità e lo ha dimostrato anche in occasione del rigore di Genova – ha dichiarato a Radio Toscana l’ex-dirigente giallorosso -. Credo che la Roma voglia tenerselo stretto, ma a noi piace e ci proveremo. Niente è impossibile anche se oggi è preferibile comprare all’estero perché si beneficia di una serie di ammortamenti».

La Roma, che aveva detto no alla cessione di Osvaldo la scorsa estate (decisivo il parere di Zeman), oggi non sembra più così convinta di volerlo trattenere. Il valore del giocatore non si discute (su di lui ci sono anche Inter e Juve), ma i troppi colpi di testa hanno messo a repentaglio il suo rapporto con dirigenza e tifosi. Poi c’è la volontà di voler puntare su Destro che non accetterebbe di passare un’altra stagione in panchina.
Tuttavia la Roma pretenderebbe almeno 18 milioni a meno che la Fiorentina non sia disposta a riaprire un vecchio discorso tanto caro a Sabatini: Jovetic. Il montenegrino sarebbe il partner ideale di Destro e Lamela, così come Osvaldo lo sarebbe di Giuseppe Rossi a Firenze.

Intanto, su Twitter le due ex di Osvaldo lo criticano: «Si diverte a Praga e non vede le figlie da un mese», scrive Elena Braccini; «Non vede Gianluca, il figlio, da 6 mesi», aggiunge l’ex moglie Ana.

Totoallenatore. Se è vero che la Roma continua a ribadire fiducia ad Andreazzoli, è altrettanto vero che i contatti con altri tecnici ci sono. In particolare con Allegri. Dall’Inghilterra, intanto, arriva una nuova clamorosa indiscrezione (smentita) che vorrebbe Mancini sulla panchina giallorossa. Secondo il Daily Telegraph, la Roma sarebbe disposta a offrire un contratto da 4,5 milioni di sterline al tecnico del City.

ON AIR – Trani: “Allegri ipotesi più probabile”, Leggeri: “Mancini troppo legato alla Lazio”

0

onair2

GIALLOROSSI.NET – ON AIR – Segui in diretta la nostra rubrica dedicata al mondo radiofonico che costella l’etere romano. Un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie e qualche nota di colore.

Roberto Renga (Radio Radio): “Io da quello che ho sentito, sono solo cose negative. Sembra che Pallotta vada in giro a cercare qualcuno che metta soldi nella Roma, è un presidente itinerante con il salvadanaio in mano.”

Ilario Di Giovambattista (Radio Radio): “Se questi sceicchi trasformano la Roma nel Psg, allora ben venga. Ma io ho un po’ di timore.”

Furio Focolari (Radio Radio): “Ma perché lo sceicco arabo non se la compra tutta la Roma?”

Franco Melli (Radio Radio): “C’è solo una verità: che la Roma sta diventando un’altra cosa rispetto a quella che è stata dal 1927 a oggi”.

Stefano Petrucci (Tele Radio Stereo): “Il toto-allenatore? Potrebbe restare Andreazzoli, non è un’ipotesi da escludere”.

Mario Corsi (Centro Suono Sport): “Noi del principe giordano abbiamo parlato giorni fa. (leggi l’articolo). Adesso però vi spieghiamo come stanno le cose, che non è come dice il povero Piero Torri. Io di questa cosa ne so più di tutti, anche più della Roma. Questo signore è già azionista di Unicredit, perciò non sono gli americani ad averli trovati, ma la banca. Torri invece scrive che la banca non ne sa nulla. Se gli americani erano così disponibili a mettere soldi, non c’era bisogno del socio ricco. La cosa non è ancora ufficiale. Bisogna stare tranquilli.”

David Rossi (Tele Radio Stereo): C’è questo personaggio molto importante nel mondo finanziario arabo che potrebbe entrare nella Roma. C’è questa eventualità, c’è qualcosa di concreto.  Qualora questa transazione andasse a buon fine potrebbe rappresentare un passaggio importante per la costruzione di un club ancora più forte, con giocatori ancora più forti. Se la cosa si realizzasse, dovremmo riflettere sull’appetibilità del club. C’è questa opportunità, dobbiamo attendere. Ci saranno delle novità a breve, la Roma dovrà far sentire la sua voce ora che il vaso di Pandora è stato scoperchiato.”

Ugo Trani (Rete Sport): “Sento parlare di molti allenatori per il futuro, ma credo che l’ipotesi Allegri sia la più percorribile. Mancini? Si è incontrato con Baldini e i giornali ci hanno ricamato sopra”.

Max Leggeri (Radio Manà Manà):  “Mancini? Non mi sta molto simpatico ma il problema è che è troppo legato all’ambiente laziale e si potrebbe creare un caso di incompatibilità ambientale. Probabilmente sarà Allegri il prossimo allenatore della Roma”.

 

(CONTINUA…)

Gli arabi entrano nella Roma!

0

pallotta4

CORSPORT (P. TORRI) – Mister X è un imprenditore giordano, ha un patrimonio personale stimato superiore ai due miliardi di dollari (ma quanti sono?), ha già investito parecchio cash in Italia. Ma, quello che più conta alle nostre latitudini, vuole entrare nella Roma, roba che non ci pare di secondo piano. E pare, sembra, si dice, si sussurra, si mormora che sia davvero a un passo dal riuscirci.
Sì nella proprietà della società giallorossa presto, molto presto, ci sarà una novità di quelle che possono cambiare radicalmente lo scenario economico e non solo. In meglio, assai meglio.

Dunque, le cose stanno così: da qualche tempo mister X, uno che ci hanno descritto che se sul suo conto corrente ci sono cento milioni in più o in meno nemmeno se ne accorge, è in contatto con James Pallotta and Partners, obiettivo acquistare una quota della società giallorossa. Tra le parti ci sono stati già diversi incontri, per lo più andati in scena proprio nella Capitale, a cui avrebbero partecipato anche alcuni attuali dirigenti del club.

Incontri che ci sono stati descritti come molto positivi. Nel senso che le parti si sono piaciute, numeri compresi, e sempre pare, sembra, si dice, si sussurra, si mormora, che ormai siano arrivati a un passo dalle firme. E nel momento in cui ci fossero, vorrebbe dire che mister X acquisirebbe non una parte del quaranta per cento ancora di proprietà di Unicredit (che dobbiamo immaginare sappia di questa trattativa), ma una quota degli americani.
Di fatto, affiancherebbe James Pallotta con l’imprenditore americano che rimarrebbe presidente, ma potendo contare su un socio di quelli che possono garantire pure i sogni.

Da quello che ci risulta, infatti, mister X entrerebbe con un investimento “molto importante” nel club, cioè nell’As Roma svp llc, la società che la cordata americana mise in piedi nel momento in cui prese l’eredità (si fa per dire) dei Sensi. La prima, deduttiva, conseguenza di tutto questo vorrebbe dire che la seconda tranche di aumento di capitale prevista da 30 milioni di euro (il primo da 50 è stato già onorato, anche se qualcuno ha fatto finta di non accorgersene) sarebbe assai più consistente. Con tutte le conseguenze che potete immaginare, a cominciare dal prossimo mercato estivo.

Questo è, pure se non vi pare. Se tutto, come sembra, andrà a dama, pure mister X da queste parti si trasformerà in uno straccione?

Mercato Roma, piace Rafinha: “Città fantastica”

0

rafinha

CORSPORT (A. RAMAZZOTTI) – Rafinha strizza l’occhio alla Serie A e alla Roma, che lo ha cercato anche negli scorsi mesi, lo tenta e il possibile arrivo del passaporto comunitario gli darebbe sicuramente qualche chances in più. In attesa di capire se tornerà a giocare in Serie A, Rafinha non smette di seguire il nostro campionato. Parlando con noi ha pronosticato la vittoria dello scudetto da parte della Juventus, (…) ma soprattutto ha avuto parole di stima per Totti e la Roma. Un messaggio inequivocabile: qualcuno a Trigoria lo raccoglierà?

(…)
Ha sentito negli scorsi mesi le voci sull’interessamento della Roma per lei?
«L’ho letto sui giornali italiani che continuo a sfogliare su Internet, ma nessuno della Roma mi ha contattato personalmente».

Che ricordo ha delle sfide contro i giallorossi quando era al Genoa?
«La Roma è una delle migliori squadre in Italia e tutte le partite contro i giallorossi erano speciali, soprattutto quella che abbiamo disputato all’Olimpico, uno stadio davvero emozionante».

Com’è stato affrontare una bandiera come Totti?
«Senza dubbio Totti è una leggenda del calcio italiano e lo ha dimostrato anche contro la Juventus, sabato scorso. Ma che rete ha segnato? Pazzesca… E’ un grande attaccante ed è molto complicato marcarlo: quando l’ho affrontato è sempre stata dura».

Conosce i brasiliani della Roma?
«Naturalmente. Castan, Marquinhos, Dodo, Taddei e Marquinho sono tutti bravi e stanno dando un ottimo contributo».

Roma come città le piace?
«Parecchio. Ci sono stato alcune volte quando mio fratello ha giocato a calcetto in quella zona. Roma è una grande città che non dorme mai. Fantastica».

A che punto siamo con la sua richiesta di passaporto comunitario?
«Non ce l’ho ancora, ma ci sto lavorando e spero di averlo presto».

Le piacerebbe tornare a giocare in Italia?
«In questo momento sono concentrato sul Bayern e voglio vincere la Bundesliga. Quello che succederà in futuro però nessuno può dirlo».

“Mancini sarà giallorosso”. Socio arabo entra nel club

0

mancini2

IL MESSAGGERO (S. CARINA) – L’impressione è che il discorso sia ancora un po’ prematuro. Fatto sta che è già iniziato il tourbillon di nomi accostati alla panchina della Roma. Dall’Inghilterra The Telegraph scrive di Roberto Mancini in pole. Un’ipotesi che difficilmente potrà prendere corpo, anche perché l’attuale tecnico del City guadagna cifre proibitive per i parametri della proprietà americana.

Stesso discorso vale per Ancelotti, accostato già in passato alla panchina giallorossa. Restano in corsa Allegri, Mazzarri e Pellegrini. Soprattutto i primi due sono nomi gettonatissimi. Allegri è spesso punzecchiato dal suo presidente Berlusconi e l’idea di allenare la Roma lo stuzzica. «Sarà Max il nuovo tecnico giallorosso» assicura Galeone, amico e maestro dell’allenatore rossonero. Il futuro di Mazzarri è, invece, legato al piazzamento finale del Napoli: se dovesse vincere lo scudetto sarà complicato che lasci la società partenopea.

Intanto stanno prendendo sempre più corpo alcune voci secondo le quali la proprietà americana avrebbe contattato un socio arabo, disponibile a rilevare una parte delle quote in possesso di Unicredit per entrare nel club giallorosso.

La società a caccia di allenatori, ma Andreazzoli spera nella riconferma

0

andreazzoli3

LA REPUBBLICA (F. FERRAZZA) – Inevitabile che la vittoria sulla Juventus abbia riabbassato i toni intorno alla Roma, facendo ritrovare il sorriso a una squadra che sembrava aver perso la gioia di scendere in campo. Basti riflettere sul fatto che sabato sera nessuno ha speso mezza parola per ricordare Zeman.

L’esempio più emblematico della rinascita psicologica di molti giocatori dello spogliatoio è quello di Stekelenburg, relegato con il boemo nel ruolo di secondo alle spalle di Goicoechea.
«Ora Marteen è molto felice. Il discorso con il Fulham è chiuso e lui è colo contento di essere tornato titolare e giocatori con la Roma. Sarà sicuramente felice di restare nella capitale».

Tutta un’altra musica, in pratica, con Andreazzoli a gongolare per il feeling costruito negli anni con l’ambiente di Trigoria. Ma il tecnico, che dovrà comunque dare un seguito alla vittoria sulla Juve contro l’Atalanta, è inevitabilmente costretto in questi giorni ad ascoltare le tante voci che si inseguono per chi sarà il suo successore sulla panchina giallorossa. Perché non è certo scontato che non si giochi una conferma anche per la prossima stagione, ma pare molto probabile che la società possa deviare su un nome più importate, e, stavolta, italiano.

L’ipotesi Mancini viene fatta dalla stampa inglese, ma l’ingaggio del tecnico rende proibitiva la cosa. Poi ci sono Ancelotti, Mazzarri, Allegri e dell’attuale ct dell’Italia, Prandelli. Ma, al momento, dentro Trigoria rifiutano l’argomento, convinti che Andreazzoli si possa giocare le sue carte. Si vedrà.

Intanto la squadra ha ripreso a lavorare ieri pomeriggio in vista della trasferta di Bergamo. Senza De Rossi e Totti, squalificati, l’allenatore studia soluzioni adeguate, tre le quali la possibilità di mettere Pjanic insieme a Lamela alle spalle di Osvaldo. Da segnalare, invece, che la Roma Primavera è stata ieri eliminata dal Torino, ai rigori, dal torneo di Viareggio.

L’Osvaldo story. Tra rossi, pupe e tormenti

0

osvaldo5

GASPORT (M. CECCHINI) – Facile adesso paragonarlo a Johnny Depp, sogghignare per le sue ex che spettegolano di lui sul web, criticarlo per gli scatti d’ira in campo degni di un pirata dei Caraibi. Ci sono stati giorni in cui Pablo Daniel Osvaldo si sentiva solo un emigrante di 20 anni con addosso la paura di avere sbagliato tutto. «Era il gennaio del 2006 — ha raccontato —, ero appena arrivato a Bergamo da Buenos Aires e ho visto per la prima volta la neve. Sentivo freddo e soprattutto mi sentivo solo, e allora non facevo altro che piangere».

Un ex da «rosso» – A raccogliere le sue lacrime c’era una Bergamo imbiancata, visto che proprio l’Atalanta — l’avversario di domenica — è stato il primo club a puntare su di lui. Un rapporto mai decollato davvero e che addirittura, ultimamente, si è tinto spesso di rosso. Non a caso, due volte negli ultimi tre match — quello esterno della scorsa stagione e quello in Coppa Italia di due mesi fa — Osvaldo è stato espulso, raccogliendo 5 giornate di stop. E la volta che invece non è successo forse gli è andata peggio, visto che Zeman lo ha tenuto in panchina accusandolo «di scarso impegno durante l’allenamento». Dopo il caso del rigore tirato (e sbagliato) contro la Samp, però, le azioni dell’azzurro sono in rialzo. I tifosi hanno apprezzato il suo impegno contro la Juve, anche se resta forte l’ipotesi che in estate Osvaldo sia uno dei pezzi pregiati in uscita.

Soci arabi –
Tutto però è ancora da stabilire, anche perché voci societarie parlano di possibili investitori arabi in arrivo, pronti ad acquistare una parte delle quote di Unicredit, socio di minoranza. Si parla di una possibile liquidità di 70-80 milioni.

Ex al veleno –
Intanto, dopo la vittoria con la Juve, Osvaldo è andato all’estero con l’attuale fidanzata, l’attrice argentina Jimena Baron. La coppia da Praga ha twittato foto e felicità, suscitando il disappunto delle sue due ex compagne — la moglie Ana (un figlio: Gianluca) ed Elena Braccini (due figlie: Victoria e Maria Helena) — che dopo qualche stilettata sull’aspetto di Jimena hanno parlato di cose più serie. «Preferisce il divertimento con la nuova fidanzata invece che passare il tempo con le proprie figlie», «Con mio figlio non parla da più di sei mesi. È venuto in Argentina e non lo ha visto», «Adesso tocca a te vivere ciò che ho vissuto io. Lui non è il ragazzo che ho sposato in Argentina», «Non perdere tempo, non cambierà. Lui è così. Magari col tempo si renderà conto» e via twittando.

Risultato? Qualche tifoso arrabbiato con le due donne e un’impressione che lievita: a queste latitudini per Osvaldo difficilmente ci sarà mai pace.

Roma, la rivincita degli esodati

0

stekelenburg4

CORSPORT (A. GHIACCI) – La vita, a volte, può cambiare nel giro di pochi giorni. A Maarten Stekelenburg ne sono serviti appena venti per trovare nuova luce, nuove sensazioni, nuova voglia di andare avanti. A fine gennaio,(…)lo aspettava il Fulham a Londra, ma la sera stessa arrivò la chiamata della Roma: «Torna, non abbiamo trovato un sostituto sul mercato» . I rapporti tra il portiere olandese e la Roma erano praticamente chiusi: la critica di Stekelenburg era arrivata dalle pagine di un sito collegato al suo agente Jansen, il club giallorosso non aveva apprezzato comportamenti e assenza di volontà nel voler provare a far ricredere Zeman e a invertire le gerarchie.

RITORNO – Ma, come detto, la vita cambia rapidamente. Al viaggio a vuoto in Inghilterra, esattamente il giorno dopo, è arrivata la sconfitta interna con il Cagliari che è costata la panchina a Zeman (in quella partita Goicoechea ha regalato il secondo gol ai sardi con un errore clamoroso): Andreazzoli, scelto dalla società come sostituto del boemo, si è presentato dicendo che «se lo meriterà Stekelenburg con me le giocherà tutte» . Alla prima della nuova vita da titolare, in realtà, Stekelenburg non ha fatto grandi progressi rispetto a ciò che aveva fatto vedere con Luis Enrique e con Zeman(…). Poi, però, ecco la nuova luce. La Roma batte la Juventus all’Olimpico e Stekelenburg è tra i protagonisti, con almeno tre interventi importanti (il migliore sulla punizione di Pirlo).
FELICITA’ – E allora ecco che l’agente Jansen (…) ieri ha fatto sapere che «in questo momento Stekelenburg è molto felice, è contento di essere tornato titolare. Il Fulham? Ormai è un discorso chiuso. Con la Roma parliamo tutti i giorni e credo che Maarten sarà sicuramente felice di restare nella Capitale» . Davvero tutto un altro punto di vista dopo soli venti giorni. la sensazione è che in ogni caso Stekelnburg dovrà guadagnarsi la conferma sul campo, con prestazioni tipo quella vista contro la Juve. (…)

Lo sceicco giordano socio di Pallotta

0

pallotta

IL TEMPO (A. AUSTINI) – Ha ereditato un patrimonio praticamente illimitato, è nato in Giordania, dove ha legami con la famiglia reale, e avrebbe preso la cittadinanza italiana dopo una serie di investimenti nel Belpaese. Il nome è ancora top-secret mentre è certo il motivo della sua presenza in tribuna sabato scorso allo stadio Olimpico per Roma-Juventus: è pronto a diventare il nuovo socio di James Pallotta al vertice del club.
Se le trattative già molto avviate andranno in porto, la Roma parlerà l’arabo insieme all’americano e, soprattutto, sarà ancora più ricca. Non un cambio di proprietà ma un rafforzamento, con la conseguente riduzione delle quote in mano a Unicredit.

A.A.A.Q. – queste le iniziali dello sceicco intervallate da due congiunzioni in lingua araba – e i suoi legali italiani hanno incontrato più volte i dirigenti giallorossi negli ultimi mesi. Alle riunioni ha partecipato anche Franco Baldini, prima in un albergo romano del centro, poi, per motivi di riservatezza, in un resort nelle vicinanze della Capitale. Gli accordi non sono stati ancora formalizzati, ma l’affare negli ultimi giorni ha registrato una forte accelerazione ha ottime possibilità di chiudersi a breve.
Come? Lo sceicco entrerà nella AsRoma SVP LLC, la società americana che attualmente controlla il 60% di Neep Roma Holding (l’altro 40% è in mano a Unicredit), a sua volta proprietaria del 78% delle azioni del club. L’ingresso del nuovo partner dovrebbe coincidere con l’imminente aumento di capitale rinviato due volte per motivi tecnici. E, a questo punto, sarà superiore rispetto agli 80 milioni complessivi stanziati in tre tranche: i primi 50 milioni sono già arrivati nelle casse di Trigoria attraverso il finanziamento soci, gli altri verranno dal consorzio americano e dal nuovo compagno di avventura, con la conseguente diluzione delle quote in mano alla banca.

Ne uscirà una Roma dei due mondi, con denaro fresco da investire sul mercato e per le altre spesi correnti, in attesa dei futuri ricavi del nuovo stadio e, si spera presto, degli introiti della Champions. Le difficoltà della squadra, infatti, sono superiori alle aspettative degli americani che vogliono però continuare a investire su un progetto in cui credono ancora fermamente. E l’unica maniera per alimentarlo, in questo momento, è continuare a immettere soldi in cassa, mentre l’obiettivo a lunga scadenza resta l’auto-finanziamento.

A capo di tutto è destinato a restare James Pallotta che ha ereditato il comando dalle operazioni da Thomas DiBenedetto e non intende diminuire il suo impegno. A breve il presidente si riaffaccerà a Trigoria: l’occasione giusta potrebbe essere il derby del 7 aprile. Il socio arabo lo affiancherà, con un ruolo operativo ancora da definire. Di sicuro la sua presenza nel club aiuterà la Roma ad aprire nuovi orizzonti commerciali nel ricco mondo dell’Oriente, lì dove la squadra andrà in tournée la prossima estate, mentre resta da confermare il viaggio in Indonesia programmato dopo la fine del campionato.

La società, intanto, sta per legarsi a un nuovo sponsor tecnico – volata finale tra Nike e Adidas – ed è ancora alla ricerca di un main sponsor. Diverse le trattative in piedi con marchi internazionali, ma molto dipenderà dall’eventuale partecipazione alle coppe europee.

Prosegue sotto traccia anche il lavoro sullo stadio. Firmato l’accordo per i terreni di Tor di Valle, entro luglio la Roma e Parnasi contano di presentare il progetto alle istituzioni, quando in Campidoglio potrebbe esserci un nuovo sindaco. E la politica reciterà inevitabilmente un ruolo chiave per l’accelerazione dell’iter. L’obiettivo resta inaugurare l’impianto per la stagione 2016-17. Un sogno, forse, mentre la Roma «araboamericana» presto sarà realtà.

Andreazzoli sta preparando una Roma baby

0

andreazzoli

CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Mentre già infuria il toto-allenatore in vista della prossima stagione, Aurelio Andreazzoli ha ben altro a cui pensare. Ad esempio se confermare in blocco la squadra che ha battuto la Juventus (con la sola sostituzione di Totti e De Rossi con due che facciano lo stesso ruolo) o se invece regolarsi più su come gioca l’Atalanta, in modo molto diverso dalla Juve, e dunque schierare la squadra di conseguenza.

SQUADRA GIOVANE – Una cosa è certa, sicuramente l’assenza pesante dei due capitani, abbasserà non di poco l’età media di una squadra già abbastanza giovane. Se per Totti e De Rossi dovessero subentrare come sembra Florenzi e Bradley, complessivamente la Roma scenderebbe in campo con un’età media di 24,64 anni, con Stekelenburg e Burdisso i più anziani e l’imbattibile Marquinhos (quanto a gioventù, con i suoi soli 18 anni) il più piccolo. Lamela, Florenzi e Pjanic gli altri che abbassano notevolmente la media.
RIPRESA – Ieri la squadra si è ritrovata a Trigoria dopo l’impresa di sabato con la Juve. Facce ovviamente più sollevate, nessun segno di contestazione e un solo striscione che recitava “Avanti Così” sui muri del Bernardini. (…) Dunque Andreazzoli avrà voglia di voltare subito pagina e di rimettere nella testa dei giocatori la stessa voglia che ha avuto ragione della Signora. Perchè a Bergamo i giallorossi troveranno il solito clima da battaglia (…) e forse anche un campo molto pesante. (…)

SCELTE – Assente Totti, a casa con la febbre. Assenti Castan e Destro, infortunati, lavoro differenziato in campo per Dodò che sta smaltendo il mal di schiena della settimana scorsa. Allenamento breve, circa un’ora e mezza. In campo, poi in palestra e poi ancora in campo. Davanti ad Andreazzoli scelte strategiche e di uomini che coinvolgono due ruoli. Intanto la sostituzione di De Rossi. Ragionando secondo Roma-Juve, basterebbe l’innesto di Bradley al fianco di Pjanic per non sconvolgere l’equilibrio di un centrocampo che con la Juve ha fatto molto bene. Quanto all’insostituibile Totti, la scelta potrebbe cadere su Florenzi nella duplice veste di trequartista incursore ma anche di primo aiuto al centrocampo. Giocando sul centro-sinistra il ragazzo di Acilia potrebbe dare una grossa mano anche all’esterno sinistro, in questo caso Marquinho. Ma c’è anche il caso che proprio il brasiliano venga schierato nei due dietro Osvaldo, con l’innesto di Balzaretti sulla fascia. Difficile invece pensare ad un Lamela dietro due punte(…). Così come sembra difficile che Andreazzoli riporti Pjanic sulla linea degli attaccanti dopo l’otttima prova del bosniaco in mezzo al campo contro la Juventus.(

Roma, da Marquinhos a Pjanic: l’Europa vuole i talenti giallorossi

0

pjanic7

REPUBBLICA.IT (M. PINCI) – L’ultima ad uscire allo scoperto è stata la Fiorentina di Daniele Pradè : “Osvaldo giocatore di personalità, ma non vedo perché la Roma dovrebbe cederlo a una concorrente“. L’ultima ma non l’unica: perché nonostante un campionato certamente al di sotto delle attese, la Roma fa gola a molti. E tanti dei giocatori acquistati negli ultimi due anni sono finiti nel mirino di grandi club, italiani e non solo. Il segnale della bontà del lavoro svolto sul mercato: perché, è vero, la dirigenza non è andata in un biennio neanche vicina a regalare ai propri tifosi risultati all’altezza dei sogni della piazza. Ma ha moltiplicato a colpi di milioni spesi il valore di un parco giocatori che solo due anni fa sfiorava lo zero assoluto, escludendo stelle come Totti e De Rossi. Oggi, invece, l’Europa guarda con ammirazione il mosaico dei giocatori giallorossi. Abbagliata dal desiderio di portare via le tessere più interessanti.

Marquinhos, Pjanic, Lamela, Osvaldo, Destro: ogni ruolo ha almeno un talento in grado di accendere le fantasie di osservatori, sceicchi, proprietari, allenatori. E, cosa più importante, sin qui la Roma ha mostrato anche la forza per dire “no” alle proposte indecenti arrivate al fax di Trigoria: l’ultima a gennaio, un rifiuto netto di fronte a un tentativo dall’Inghilterra per uno dei gioielli romanisti e che avrebbe fatto tremare i polsi di chiunque o quasi. Ma il “niet” della dirigenza dimostra chiaramente la solidità del club. In fondo la Roma ha scelto una strada che non consente deviazioni: investire su giocatori giovani per ritrovarsi in casa i campioni di domani. Attenzione, però, all’estate: perché se quello invernale è un mercato generalmente al risparmio, in estate le cose cambiano.

Non avrebbe certamente problemi, una squadra come il Manchester City, arrivata a spendere 16 milioni per Nastasic, a riconoscerne qualcuno di più per assicurarsi il talento di Marquinhos, su cui è attentissimo anche il Barcellona, che lo ha fatto seguire durante l’andata della semifinale di coppa Italia contro l’Inter all’Olimpico. Per ora, nessuna offerta, ma in tanti stanno studiando il contratto di cessione in prestito con diritto di riscatto (già esercitato) che in estate ha portato il giocatore a Roma dal Corinthians, per trovare una crepa – magari una clausola – in cui infilarsi per assicurarsi uno dei migliori diciottenni in circolazione. E il Barça segue, già da due anni, anche Pjanic, con l’idea di farne l’erede di Xavi: i 30 milioni scarsi messi sul piatto per lui in estate non sono neanche più un mistero, come il rifiuto opposto dalla Roma che a breve potrebbe discutere con lui un rinnovo di contratto tutt’altro che semplice. Discorso più complesso per Lamela finito, oltre che nel taccuino del ct argentino Sabella, nel mirino di grandi europee, dall’onnipresente City fino al Bayern di Guardiola. Merito anche della vena realizzativa (11 gol stagionali) scoperta con Zeman. Il ds Sabatini però, una sorta di padre putativo per Erik, non ci pensa a cederlo, neanche di fronte a offerte folli. Ma la Roma che vale sul mercato ha una sola strada per resistere alle smanie altrui e ai sogni dei propri talenti: tornare a valere anche sul campo. Iniziando a vincere davvero.

LEGGI L’ARTICOLO ORIGINALE