Flop Goicoechea: da primo a terzo portiere

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Fonte: Repubblica.it  – Dalle stelle alle stalle: il destino di Mauro Goicoechea è cambiato nel giro di pochi attimi. Un errore, clamoroso, gli costerà non solo il posto da titolare, ma anche quello di prima riserva.

Lo scrive oggi il quotidiano la Repubblica. L’incredibile topica in cui l’uruguaiano è incappato durante Roma-Cagliari ha di fattto sanzionato il sorpasso simultaneo di Stekelenburg e Lobont nelle gerarchie di squadra.

Con l’avvento di Andreazzoli infatti il portiere olandese sarà il titolare, con Lobont secondo portiere. Per Goicoechea, ormai bruciato,  l’esperienza romana sembra già ai titoli di coda.

CSS: “Stekelenburg si rifiutò di giocare il derby”

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Fonte: Centro Suono Sport“Stekelenburg si rifiutò di scendere in campo per giocare il derby”. E’ questa l’indiscrezione lanciata stamattina dai microfoni di Centro Suono Sport.

Ha pagato Zeman. E perché non Baldini e Sabatini?

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(Gazzetta dello Sport – R.Beccantini) Nella mia griglia estiva la Roma figurava al quarto posto. Oggi, dopo 23 giornate, è ottava. Succede di sbagliare pronostico, succede che te lo facciano sbagliare (alibi). Ciò premesso, non licenzierei mai un allenatore in corso d’opera.

Andreazzoli sceglie Totti di punta nel 4-2-3-1

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Fonte: Gazzetta dello Sport – Aurelio Andreazzoli ha scelto: punterà al modulo spallettiano 4-2-3-1 con Totti unica punta. Lo scrive questa matttina la Gazzetta dello Sport:

“L’impressione (forte) è che il nuovo allenatore giallorosso andrà a caccia prima di tutto di quell’equilibrio che la Roma zemaniana ha dimostrato di non avere (…)  che per trovarlo si possa affidare a quel 4-2-3-1 plasmato nel tempo con Luciano Spalletti e che tanto fece sognare la Capitale. Una difesa più bloccata (in rialzo le quotazioni di Burdisso al centro e di Taddei sugli esterni), due mediani (De Rossi e Bradley) e tre trequartisti (Lamela, Pjanic — ieri in gol con la Bosnia — e Florenzi) a supporto dell’unica punta. Già, un solo attaccante, nonostante una ricchezza senza fine. Quel posto allora finiranno con giocarselo in tre: Totti, Osvaldo e Destro  con il capitano giallorosso favorito sugli altri.”

L’alternativa al 4-2-3-1 può essere un 3-5-2 , per cercare proprio di non sacrificare troppo l’enorme potenziale di punte a disposizione.

JUNG: “Roma sono pronto”

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CORSPORT (R. BOCCARDELLI) – Quando nel luglio scorso la Roma acquistò un po’ a sorpresa Ivan Piris, un giovane collega per presentarlo scrisse che si trattava di uno Jung alla sudamericana, la versione paraguaiana dell’esterno destro invano cercato e corteggiato da Sabatini nella sessione estiva di mercato in cui la Roma era, appunto, alla ricerca di un esterno destro basso per completare il suo reparto difensivo. Perchè proprio l’ormai ventiduenne incursore dell’Eintracht era il vero obiettivo per dare forza e corsa ad un settore tutto sommato ancora scoperto nel mosaico giallorosso. Piris non è certo Dani Alves, si è prodotto in qualche strafalcione di troppo ma ci ha messo l’anima e i tifosi hanno apprezzato. Jung però è un’altra cosa, un prospetto di grande giocatore che anche in fase difensiva sa dire la sua, uno che copre la fascia come pochi, già in odore di nazionale maggiore, un ragazzo che a casa sua, in prospettiva, considerano un titolare inamovibile della Germania che verrà. 

PAROLE – Poco prima di lasciare l’albergo di Trani alla volta di Andria per Italia-Germania Under 21, ieri Jung ha confermato quanto si va dicendo da mesi sul suo conto e sulla sua possibilità di essere ingaggiato dalla Roma per la prossima stagione:  «E’ un po’ di tempo che va avanti questa storia. Diciamo quasi un anno. Io ho sempre dato la mia disponibilità a venire in Italia, in particolare a Roma e alla Roma. Squadra e città mi affascinano moltissimo. Prima c’era soltanto il club giallorosso che mi voleva, poi si sono aggiunte anche altre squadre importanti. Il mio contratto scade nel giugno del 2014 (ma il trenta giugno di quest’anno è prevista una clausola rescissoria di 2,5 milioni di euro ndi) e sono aperto a tutte le possibilità, anche se avrei bisogno anche di chiarezza circa il mio futuro. Sto bene in Bundesliga, ma mi piacciono anche la Serie A e la Premier League. Intanto cerco di far bene nel mio club e nell’Under 21. I mondiali del 2014 in Brasile? Devo ancora crescere, ma lavorando sodo posso farcela a realizzare quello che sarebbe un sogno» .
ADESSO O MAI PIU’ – Dalle poche ma precise parole di Sebastian Jung si evince che la Roma, se davvero lo vuole, deve far presto e guardarsi dal ritorno di altri club che sembrano sempre più interessati al cartellino del giovane tedesco. (…)  Sabatini cercherà di portare a termine quanto prima l’operazione Jung che si può acquistare, grazie a una clausola rescissoria, a fine stagione con 2,5 milioni di euro, ovviamente con il consenso del giocatore. (…)

ALLEGRI: “La Roma? Grande club, ma sto bene al Milan”

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Fonte: il Messaggero – In un’intervista rilasciata al quotidiano romano “Il Messaggero” l’allenatore del Milan Allegri parla del suo futuro e dell’interesse della Roma nei suoi confronti.

Torna Stek: fine di un incubo, ora l’olandese si riprende la Roma

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GASPORT (M. CALABRESI) – È la fine di un incubo, ma più per Maarten Stekelenburg o per i tifosi della Roma? Bella lotta, davvero. Però visto che siamo in periodo di campagna elettorale, la par condicio è d’obbligo, e dividendo la felicità in parti uguali di sicuro non ci si sbaglia. Domenica, a Genova succederà la stessa cosa che accadde due anni fa con le dimissioni di Ranieri: il primo cambiamento del nuovo allenatore sarà quello del portiere. Montella tornò a schierare Doni, Andreazzoli farà lo stesso con Stekelenburg. Con una differenza: Julio Sergio stava per far vincere uno scudetto alla Roma, Goicoechea ha fatto più danni che altro.

I peggiori Tant’è, con buona pace di Zdenek Zeman che, più di tutte, dal punto di vista tecnico ha pagato la scelta (errata) del numero uno. Stekelenburg sarà pure un introverso e parlerà inglese, ma il portiere deve parare, o no? Non che in un anno e mezzo di Roma abbia fatto cose da fenomeno, ma il solo aver paragonato l’olandese e l’uruguaiano è roba da pelle d’oca. Il dato sui portieri della Roma resta però inquietante: nella classifica di rendimento, Goicoechea e Stekelenburg sono i peggiori della Serie A (media voto Gazzetta rispettivamente di 5,71 e 5,72), colpa di papere troppo evidenti per rimanere indifferenti. Due di Goicoechea (Lazio e, soprattutto, Cagliari), una di Stekelenburg. Proprio contro la Sampdoria, il 26 settembre: eccolo, il primo obiettivo dell’olandese, quello di far dimenticare un errore che seguì quello con il Bologna (in collaborazione con Burdisso) e che fece scricchiolare ancor di più le già fragili certezze del boemo sul portiere titolare. Tanto da far prendere a Zeman la palla al balzo dell’infortunio nell’intervallo di Parma-Roma (31 ottobre), per non fargli più vedere la porta in campionato.
Londra e ritorno E se davvero il viaggio per l’Inghilterra fosse stato di sola andata, in che condizioni si troverebbe la Roma? Stekelenburg era un giocatore del Fulham, e in molti ringraziano il fatto che Sabatini non sia riuscito a trovare in tempo un sostituto. Ha atteso il suo turno in silenzio, Stek, ma solo in Italia: in Olanda, al sito della Sport Promotion, la società dell’agente Robert Jansen, ha sparato bordate da centravanti, cosa che ha indispettito i dirigenti e ancor di più Zeman, con cui il rapporto era pressoché inesistente. Se il feeling con Goicoechea non si è deteriorato, quello con la società era ai minimi termini, poi sono arrivati Roma-Cagliari e l’esonero di Zeman, e la vita di Stek è cambiata da così a così. Da umiliato a titolare, scherzoso e sorridente, con l’obiettivo di riconquistare pure la Nazionale, visto che van Gaal lo ha lasciato a casa per l’amichevole contro l’Italia. «Appena tornerà titolare nella Roma, tornerà a esserlo anche nell’Olanda — ha detto il c.t. degli Orange —, perché è un giocatore e un uomo che stimo».
Falsi storici Ora che tutto è tornato alla normalità, all’olandese rinato (Andreazzoli, Baldini e il preparatore Nanni, in questi giorni, stanno lavorando molto sull’aspetto psicologico) il compito di smentire tutti i motivi tecnici delle sue esclusioni: dal gioco con i piedi, che invece è tra i suoi punti forti, all’accompagnare i movimenti della difesa. Oltretutto, la difesa che ha in mente Andreazzoli non lo esporrà più a rischi enormi, come invece accaduto con Luis Enrique e Zeman. Aveva perso il posto nella notte di Halloween, lo ritrova in pieno Carnevale. Ma Stekelenburg, specialmente di questi tempi, è bene che non faccia scherzi.

La nuova Roma in tre mosse

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CORSPORT (R. MAIDA) – Per cancellare il clima di anarchia che si era creato dopo una gestione autoritaria, la Roma avrebbe potuto percorrere due strade opposte: una svolta reazionaria, con l’inserimento di un altro capo con la scorza da duro, o un’antitetica rivoluzione in direzione della democrazia. A qualcuno la scelta Andreazzoli è sembrata la legittimazione dei diritti (leggansi comodi) dei calciatori, stanchi dei carichi di lavoro e del sistema di gioco improduttivo imposti da Zeman. Andreazzoli invece ha garantito di essere in grado di comprendere le esigenze della squadra e di ottenere risultati attraverso il dialogo, ma sempre nel rispetto dei ruoli e delle sue decisioni: ci saranno meno allenamenti, moduli flessibili e rapporti umanamente più intensi. Soltanto domenica a Genova si capirà se l’impatto del nuovo corso ha provocato uno choc positivo nella testa dei calciatori. (…)

4-3-3 DOGMA INSINDACABILE – Quattro-tre-tre, con poche deroghe: una di queste riguardava Totti, che in certi momenti è stato ala e in altri trequartista. Ma dal dogma Zeman non si è mai scostato, se non a partita in corso per conservare una vittoria, fino alla serata dell’emergenza in Coppa Italia a Firenze. Con il 3-4-3 la sua Roma ha conquistato la semifinale ma senza soddisfare l’allenatore, che ha subito inquadrato in un episodio sporadico la rinuncia al sistema tradizionale. «E’ una questione di geometria: con il 4-3-3 copri meglio il campo» è il teorema spiegato dal maestro (…)

CONTANO SOLTANTO I CALCIATORI – «I calciatori contano il 100%, il sistema di gioco non conta niente». Questa frase semplice e chiara, pubblicata nell’intervista che leggete sotto, rappresenta la prima enorme distanza tra Aurelio Andreazzoli e l’illustre predecessore. Non a caso Andreazzoli, che di professione ha sempre fatto il tattico, nella Massese 1995/96 giocava con il 4-3-3. Poi, accompagnando Spalletti, ha agganciato i moduli alle caratteristiche dei giocatori. A Udine, ad esempio, si faceva la difesa a tre. (…)

DOPPIE SEDUTE DURISSIME – Zeman veniva dalla scuola dei sergenti degli Anni Settanta: «Gli allenamenti non hanno mai ucciso nessuno, nello sport bisogna imparare a soffrire». Da questo punto di vista, non ha mai accettato deroghe. In ogni caso, con Zeman sono tornate le doppie sedute di lavoro con lunghe giornate passate a Trigoria. Tanta attenzione alla parte atletica, con sessioni durissime. E in estate, addirittura due ritiri in alta montagna. La disciplina però è stata rigettata quasi in toto dai calciatori: tra ritardi e allenamenti saltati, fino alle ribellioni esplicite, a Trigoria c’è stato un clima di anarchia.(…)

“NON CREDO CHE LE DOPPIE SEDUTE SIANO UTILI” – Il primo taglio della spending review di Andreazzoli è stato sul numero di allenamenti: «Non credo nelle doppie sedute». I calciatori ringraziano. E ringraziano ancora di più per la scelta, in stile Premiership, di una settimana piena di lavoro al mattino, con inizio a orari comodi (ore 11). «Così i calciatori possono accompagnare i bimbi a scuola ed evitano il traffico del Raccordo Anulare» ha spiegato il nuovo allenatore. (…)

CON GIOCATORI E STAFF MEDICO TANTI PROBLEMI – Abituato com’era in quarant’anni di calcio a gestire tutto in prima persona, Zeman ha ascoltato con una certa indifferenza le raccomandazioni dello staff medico. E non ha mai condiviso il concetto di “allenamento differenziato”. Se non era convinto degli infortuni dei calciatori, li faceva lavorare con il gruppo. E’ successo con Dodò, ad esempio, all’inizio della preparazione, ma anche con altri. Il risultato è stato un rapporto complicato con il dottor Gemignani e i suoi assistenti. E con la squadra non è andata meglio.(…)

SI TORNERA’ A PUNTARE SUL GRUPPO – Sarà semplice per Andreazzoli ricomporre le relazioni con i giocatori meno contenti di Zeman. Con De Rossi, tanto per citare il caso più evidente, il rapporto è sempre stato ottimo. Un po’ più difficile sarà, almeno nel medio-lungo periodo, conquistare il ruolo di leader agli occhi di persone che lo hanno sempre considerato un “secondo”. Servirà uno sforzo di gruppo, e un’infinita diplomazia del nuovo capo, perché nasca un’alchimia produttiva. Andreazzoli comunque è un uomo intelligente e si è messo a disposizione.

SKY: “Marquinho resterà alla Roma”

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SKY SPORT – Marquinho non lascerà la Roma. Secondo quanto riporta l’emittente satellitare, il centrocampista brasiliano, finito ai margini della squadra durante la gestione di Zdenek Zeman non verrà ceduto.

Doppie sedute, il “casus belli” tra Zeman e De Rossi

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GIALLOROSSI.NET (A. Fiorini)Doppie sedute si, doppie sedute no. Aurelio Andreazzoli ha deciso che non ci sarà più il bisogno di lavorare due volte al giorno: “non ne vedo l’utilità”, ha dichiarato il neo-allenatore della Roma. La decisione di abolire le “doppie” ha creato polemiche a non finire, anche se da più parti si è tentato di stigmatizzare l’accaduto.

Per giustificare la scelta, qualcuno ha sostenuto che le doppie sedute volute da Zeman si tenevano solo una volta a settimana (errato: erano il martedì e il giovedì). Ma il fatto di allenarsi mattina e pomeriggio non è un particolare da poco, se si pensa che è stata questa la miccia che ha acceso lo scontro Zeman-De Rossi.  Già, perchè le famose doppie sedute sono il casus belli che ha fatto esplodere il dissapore tra l’ex allenatore giallorosso  e il vice capitano . Una frattura mai sanata.

Era il 7 ottobre, e in scena andava Roma-Atalanta. Zdenek Zeman decide a sorpresa di tenere fuori Osvaldo e De Rossi: la Roma però vince lo stesso, battendo i bergamaschi per 2 a 0. Il motivo della scelta? Il diverbio avuto durante una riunione tecnica tenuta qualche giorno prima, quando il centrocampista aveva spiegato come lui e alcuni compagni fossero poco convinti dell’utilità delle doppie sedute di allenamento imposte dal tecnico. Zeman aveva risposto alle lagnanze a modo suo: gradoni per tutti.

Il fatto, riportato il giorno dopo Roma-Atalanta da molti quotidiani fra cui la  La Repubblica (leggi l’articolo), ha determinato a una frattura insanabile tra i due. A dimostrazione del fatto che, in fin dei conti, la storia delle doppie sedute non è poi un particolare così irrilevante.

Baldini: “Apprezzo Blanc, è uno dei candidati”. Ma la Roma smentisce l’intervista

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GIALLOROSSI.NET La Roma smentisce che Franco Baldini abbia rilasciato un’intervista a Radio Montecarlo e lo fa attraverso Twitter: “L’AS Roma  precisa che il dg Franco Baldini non ha rilasciato alcuna dichiarazione a RMC Sport”.

Tra utopia e realtà c’è di mezzo la normalità

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GIALLOROSSI.NET – Un anno e mezzo fa iniziava la nuova Roma. Una Roma che voleva esser grande, che voleva vincere e convincere. Una Roma che voleva insegnare a fare calcio. Diciotto mesi dopo, l’utopia si scontra con l’amara realtà del (temporaneo) fallimento.

AS ROMA: L’intervista doppia ad Andreazzoli e Muzzi

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FONTE: ASROMA.IT – L’intervista doppia al nuovo responsabile tecnico giallorosso, Aurelio Andreazzoli, e al suo allenatore in seconda, Roberto Muzzi.

1 – Il calcio in tre parole…
Andreazzoli: Normalità, equilibrio, collaborazione.
Muzzi: Passione, felicità, divertimento.
2 – Il suo lavoro è compiuto se…
A: Se riesco a dare alla squadra le risposte per ogni situazione di gioco.
M: Se riesco a portare risultati per la Roma.
3 – In percentuale, quanto conta il sistema di gioco e quanto i calciatori?
A: I calciatori contano il 100%, il sistema di gioco non conta niente, è semplicemente il risultato finale delle caratteristiche dei vari elementi.
M: 80% calciatori, 20% sistema di gioco.
4 – Quanto conta l’allenatore, invece?
A: Qualcuno dice: “Se il tecnico non fa danni, fa un buon lavoro”. E io sono d’accordo. Se l’allenatore riesce a essere un buon coordinatore di energie, conta molto. Altrimenti, può solo togliere alla squadra. I calciatori sono gli attori principali.
M: Il 50%. L’altro 50% è dei calciatori.
5 – Un collega che tiene in considerazione?
A: Se c’è qualcuno che ha inciso in passato è Sacchi. Prima di lui si giocava a calcio senza ricerca. Un altro che per me è stato un riferimento è Silvio Baldini: da calciatore ha giocato solo in prima categoria, da allenatore è partito dal basso ed è arrivato in Serie A. Ha il “bernoccolo”.
M: Spalletti è stato un maestro: l’ho ammirato da calciatore e da addetto ai lavori. L’ho sentito anche dopo aver assunto l’incarico di secondo allenatore della prima squadra. Mi ha fatto un in bocca al lupo e mi ha detto: “Non essere come eri da calciatore”.

6 – Il calciatore più forte ammirato dal vivo?
A: Totti, perché Messi e Maradona non li ho visti.
M: Totti, senza dubbio. Siamo cresciuti insieme nel settore giovanile, è diventato un fenomeno.

7 – La squadra più bella della storia?
A: Tra quelle che ho visto, il Barcellona di Guardiola.
M: Il Barcellona di Guardiola.

8 – Mourinho o Guardiola?
A: Tutti e due perché l’allenatore non si fa in un modo solo. Sarebbe bello avere le caratteristiche dell’uno e dell’altro.
M: Per come vedo io il calcio, Guardiola. Il suo Barcellona è stato un modello: una squadra autoritaria, che comandava il gioco, con interpreti di qualità e personalità.
9 – Pelè o Maradona?
A: Entrambi, sono campionissimi di epoche diverse.
M: Maradona, ma solo perché ci ho giocato contro. Pelè l’ho visto solo in tv.


10 – Altri sport oltre il calcio?

A: Esco in mountain bike, corro, nuoto, uso ciaspole e ramponi sulla neve, faccio trekking e mi piace giocare a tennis.
M: Mi piace giocare a tennis nel tempo libero.

 

(asroma.it)

LOBONT: “Dobbiamo restare uniti e lavorare”

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ROMA CHANNEL – Queste  le dichiarazioni del portiere rumeno della Roma Bogdan Lobont rilasciate in esclusiva al canale tematico giallorosso:

Pradè ancora a caccia di ex-giallorossi: la Fiorentina vuole Borini

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GIALLOROSSI.NET – Dopo Pizarro, Aquilani, Montella e aver tentato Taddei, la Fiorentina di Daniele Pradè è sulle tracce di un altro ec giallorosso.  Il ds dei viola infatti ha allacciato i primi contatti con il Liverpool per avere Fabio Borini dal prossimo giugno. L’attaccante infatti non ha vissuto una stagione molto positiva in Inghilterra e gradirebbe un ritorno in Italia.