Gasperini a Dazn: “Ottimo rapporto coi Friedkin. Le gestioni precedenti condizionano, stiamo cercando di uscirne”

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Alla vigilia di Inter-Roma, Gian Piero Gasperini ha parlato ai microfoni di Dazn oltre che in conferenza stampa. Il tecnico giallorosso è stato chiamato a fare chiarezza su uno dei temi più caldi delle ultime settimane: le presunte tensioni con la società.

L’eliminazione dell’Italia dal Mondiale: come l’ha vissuta da italiano?
«Come tutti gli italiani, con grande dispiacere perché tutti quanti ci auguravamo che si potesse giocare il Mondiale quest’estate. Purtroppo non è andata così, questa è sicuramente una sconfitta un po’ per tutti quanti, non solamente per la squadra».

Come ha ritrovato Mancini, Pisilli e soprattutto Bryan Cristante?
«Beh, il giorno dopo tutti molto molto abbattuti, poi la legge dello sport impone anche di guardare avanti e di affrontare il prossimo obiettivo».

Lei è nel calcio da una vita, nella lista delle cose da fare per rifondare il calcio italiano cosa mette al primo posto?
«Credo che sia più una questione proprio di sistema, non è che non riguarda un presidente, un allenatore oppure piccole cose. Credo che il nostro sistema in questo momento non sia vincente, non lo è né nella costruzione dei giocatori, né nella costruzione eventualmente della nazionale, perché le cose si sono ripetute nel tempo, anche probabilmente nel nostro campionato, non esiste una cosa sola, ci sono tante cose probabilmente da rivedere un po’ da parte di tutti, di tutte quante le componenti di questo straordinario sport, che ha una base di entusiasmo di pubblico enorme, che ha una base di ragazzini che giocano a calcio enorme, e quindi se proprio dobbiamo vedere qualcosa di positivo è questo, e probabilmente bisogna lavorare meglio sotto tutte le componenti».

Si riparte da San Siro, la Roma ha vinto una sola partita contro le prime sette della classifica, cosa ha avuto in meno secondo lei la sua squadra proprio rispetto alle altre, a quelle che vi precedono?
«Direi che almeno nel girone di ritorno non ne ha perse nessuna, e quindi sono partite equilibrate, sono partite di livello, è chiaro che le partite che abbiamo avuto con la Juventus in vantaggio, a Napoli in vantaggio, la stessa partita che abbiamo fatto col Milan, sono partite che hanno lasciato un po’ di rammarico sotto il profilo del risultato, ma se domani fossimo capaci di ripetere quel tipo di prestazione che abbiamo fatto con queste squadre sarei indubbiamente contento».

Su quali dettagli si lavora a otto giornate dalla fine di un campionato?
«Sicuramente abbiamo acquisito delle esperienze, delle partite, delle gare, sicuramente una squadra che rispetto all’inizio della stagione ha un modo molto più efficace e anche più conosciuto di affrontare le gare, se vogliamo, è una squadra questa che non ha mai o quasi mai fallito sotto il profilo delle motivazioni e anche delle prestazioni».

Si fida degli ultimi risultati dell’Inter?
«No, questo no assolutamente, però indubbiamente denotano che è una squadra con la quale si può fare risultato, visto che ci sono riuscite anche altre».

Le tue squadre vanno sempre molto forte nei finali di stagione, vi siete domandati che cosa serve alla Roma per arrivare in Champions League?
«Non so quanti punti siano sufficienti, però già il fatto di essere arrivato nel finale, comunque insieme alla Juventus, un po’ dietro al Como che è la vera squadra, non direi sorpresa, ma la vera squadra importante in questa lotta, con l’Atalanta, alcune squadre che si sono allontanate, quindi è una corsa ristretta, una volata ristretta a queste squadre, noi ci siamo dentro, con tutte le nostre forze, con tutta la nostra voglia di farlo».

Avrebbe firmato per trovarsi a questo punto della stagione con questa classifica anche senza coppe?
«Probabilmente a inizio stagione sì, un mese fa speravamo un po’ meglio da uscire da certi scontri magari, visto anche le prestazioni fatte, con qualche punto in più. Credo che la squadra però ha fatto sempre il proprio dovere».

Con Malen, da inizio stagione dove sarebbe la Roma?
«Non lo so, difficile dirlo. Malen è stato a gennaio sicuramente un valore aggiunto importantissimo per questa squadra, a dimostrazione che quello che conta è proprio la squadra. Aver perso contemporaneamente Dovbyk, Ferguson, Dybala, Soulé, insomma rispetto al girone d’andata tanti giocatori in attacco. Malen ha dato un valore aggiunto, qualcosa abbiamo perso purtroppo con queste situazioni».

Posso chiedere come sta Soulé e se può giocare anche dall’inizio domani sera?
«Soulé ha ripreso da due settimane con la squadra, è stato fuori molte settimane prima. La prima settimana un po’ così così, non è guarito del tutto certamente. Nell’ultima settimana ha fatto sicuramente bene».

Ha chiuso Roma-Lecce con Venturino, Arena, Robinho Vaz davanti. Vaz ha proprio deciso la partita. Che tipo di margini di miglioramento ha questo ragazzo?
«Ne ha sicuramente tanti perché è un ragazzo molto giovane. Anche per lui non facile cambiare squadra a gennaio, entrare in un sistema completamente nuovo. È chiaro che ha bisogno di crescere sotto tanti aspetti, ma quello che ha fatto in quest’ultimo mese è sicuramente una bella evoluzione».

Ha avuto un grande impiego in questa stagione anche Lorenzo Pellegrini. È uno dei giocatori da cui ripartire il prossimo anno anche alla luce della sua situazione contrattuale?
«Lorenzo Pellegrini ha fatto bene tutto l’anno. Lui come tantissimi altri giocatori. Veramente il gruppo di questi giocatori è stato molto trainante, molto utile a me. Io sono sicuramente a tutto questo gruppo di squadra molto riconoscente per il lavoro che abbiamo fatto insieme fino adesso. Adesso è il momento di cercare di raccogliere il massimo di tutti questi mesi».

Dopo la gara contro Lecce, anche dopo l’uscita dell’Europa League, si è parlato di tensione, di divergenze, di frizioni. Possiamo fare chiarezza sul suo rapporto con la società?
«No, io con la società ho un ottimo rapporto, in particolare con la proprietà. Una proprietà che, nonostante quello che si dice, fair play finanziario, eccetera, ha messo a disposizione tante risorse, anche quest’anno, ha investito veramente molto, come quasi mai mi era capitato. La proprietà è chiaro che deve affrontare anche delle gestioni pregresse, che in qualche modo la condizionano e con le quali abbiamo bisogno di lavorare insieme per cercare di uscire e di portare la società nel modo più sostenibile possibile, senza però dimenticare la necessità di avere una squadra sempre migliore e sempre competitiva».

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Fonte: DAZN

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo sabato 4 aprile 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 17:10 – Roma Primavera sconfitta a Bergamo

La Roma Primavera cade 2-1 contro l’Atalanta: vantaggio di Seck al 19’, poi rimonta con Baldi e Camara. I giallorossi falliscono anche un rigore con Almaviva e restano a -2 dal Parma capolista, con Fiorentina e Cesena che si avvicinano.

Ore 11:50 – Reyes nel mirino: Roma su un difensore messicano

La Roma guarda in Messico per rinforzare la difesa: tra i nomi seguiti c’è Israel Reyes, centrale classe 2000 del Club América. Profilo versatile, può giocare anche da terzino e si adatterebbe al ruolo di braccetto nella difesa a tre di Gian Piero Gasperini. Su di lui anche Benfica e Wolverhampton. (TUDN)

Ore 10:30 – Malen, riscatto deciso: operazione da 25 milioni

La Roma ha scelto di riscattare Donyell Malen a prescindere dal piazzamento finale: l’accordo prevede 25 milioni più i 2 già versati, con obbligo già vicino a scattare. In alternativa, il costo salirebbe a 27,5 milioni. Pagamento in tre rate per agevolare il bilancio e il Fair Play Finanziario. (Il Messaggero)

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Ore 9:45 – Desideri: “Totti? Torni, ma non solo per il centenario”

Stefano Desideri sul possibile ritorno di Francesco Totti: “Me lo aspettavo già in società. Figura fondamentale, ma spero non solo per il centenario”. Sull’addio di Bruno Conti: “Perdita enorme, lascia un vuoto”. Difende Niccolò Pisilli (“va protetto”) e Lorenzo Pellegrini (“portatemi uno più forte”), poi su Inter-Roma: “Gasperini giocherà per vincere, la Champions è possibile”. (Il Messaggero)

Ore 9:10 – Trasferta vietata: romanisti “sparsi” a San Siro

Divieto confermato per i tifosi della Roma anche contro l’Inter: niente settore ospiti e terzo anello blu venduto ai locali, con i pochi romanisti presenti distribuiti nello stadio. Una situazione che aumenta i rischi di contatto tra tifoserie e spinge diversi Roma Club del Nord a disertare la sfida.

Ore 8:30 – El Aynaoui, due facce: ora cerca riscatto

Neil El Aynaoui brilla con il Marocco (2 gol nelle amichevoli, con un rigore sbagliato) ma fatica con la Roma nel 2026, dopo una prima parte di stagione in crescita. Rientrato dalla Coppa d’Africa, ha perso spazio anche dietro Niccolò Pisilli e ora cerca rilancio: possibile chance a San Siro per convincere Gian Piero Gasperini. (Il Tempo)

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IN AGGIORNAMENTO…

Inter-Roma: i convocati di Gasperini

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Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati per Inter-Roma, giornata numero 31 di Serie A. Ecco i giocatori a disposizione del tecnico.

Portieri: De Marzi, Gollini, Svilar
Difensori: Rensch, Angelino, Ndicka, Tsimikas, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Ghilardi

Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, El Aynaoui, Pisilli
Attaccanti: Malen, Soulé, Venturino, Vaz, El Shaarawy, Zaragoza

Conferenza Chivu: “Gasp ha imposto la sua identità alla Roma. Mai visto una gogna mediatica come dopo Inter-Juve”

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Cristian Chivu, ex giocatore della Roma e attuale allenatore dell’Inter, è intervenuto in conferenza stampa alla vigilia del big match contro i giallorossi in programma domenica 5 aprile alle 20:45. Queste le sue parole.

Come arriva la squadra?
“Arriva dopo la sosta, chi è rimasto qua si è goduto anche di un po’ di riposo e poi in allenamento ha fatto dei bei carichi. Poi ci sono i nazionali che hanno staccato un po’ dopo gli ultimi mesi di gruppo squadra. Purtroppo alcuni non sono riusciti a raggiungere il loro obiettivo e il loro desiderio: ma sono tornati sapendo che ci aspetta un finale impegnativo, dobbiamo essere pronti ed essere competitivi”.

Preoccupato dalla condizione mentale degli azzurri?
“Ho a che fare con grandi campioni dal punto di vista umano: l’hanno fatto vedere, hanno sempre saputo rialzarsi sempre dopo l’amarezza. Hanno imparato che far parte di una squadra di calcio ogni tanto vuol dire cascare: ma quello che conta è la reazione e il carattere per il rispetto di una società che rappresentano e per l’amore dei tifosi. Lo sanno anche loro che le delusioni fanno parte del gioco, è lo sport e bisogna accettarlo. Non sono preoccupato, in questi otto mesi me l’hanno fatto vedere che abbiamo con uomini che hanno valori, qualità e molte certezze nel gruppo”.

Il ritorno di Lautaro?
“Per me i risultati fanno parte di una maratona. I drammi con un pareggio si fanno solo all’Inter, non con le altre: fa parte dell’andamento di un campionato in una domenica normale. Volevamo di più ma ci prendiamo quello che abbiamo meritato: siamo primi e siamo riusciti a mantenere le nostre aspettative soprattutto. A livello individuale ogni giocatore è indispensabile, Lautaro come Luis Henrique e Diouf. Ognuno sa l’apporto da dare e quanto è importante avere tutti pronti mentalmente e fisicamente”.

Che Roma troverete?
“Sappiamo tutti la loro forza, di un allenatore che in poco tempo ha imposto la sua identità oltre ogni aspettativa. Mancano otto partite, per noi la prossima è la più importante: dobbiamo trovare convinzione e intensità, accettare quello che la Roma ti propone in campo. Bisogna avere coraggio e l’ambizione giusta per portare a buon fine una gara complicata”.

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Cosa ti senti di dire a questa squadra?
“Ho parlato prima di qualità umane e di valori: il gruppo ne ha, ha imparato dagli errori del passato. Quello che conta è quello che siamo diventati e abbiamo sempre alzato la testa mettendoci sempre la faccia. Parlo anche di Bastoni: io l’ho lasciato in stampelle e poi l’ho trovato in campo con la Nazionale tre giorni dopo. La faccia l’hanno sempre messa e accettano ogni critica nei momenti di difficoltà: consapevoli del fatto che di riconoscenza nel calcio ce n’è poca, si punta sempre il dito e si cerca qualcosa che non ha a che fare coi suoi valori. L’ha fatto lui e lo fanno anche gli altri: hanno imparato dal passato e si troveranno pronti nel finale di stagione”.

Come sta Bastoni?
“Quello che conta è il rispetto dei compagni, il lavoro e quello che sei tu umanamente. Lui in questo momento è dispiaciuto per l’accaduto ma è contento del fatto che ha ricevuto il sostegno dei compagni: la faccia l’ha messa, in un momento di difficoltà si è presentato con quello che aveva per rappresentare un paese e portare a buon fine il suo sogno. Nonostante le condizioni in cui era in quel momento ha dato la disponibilità: per me da uomo che capisce certe dinamiche e sa cosa vuol dire dieci giorni di stampelle vale tanto. Ci ha messo la faccia e si è preso la responsabilità: quello che conta è quello che ricevi, l’amore e la stima dei compagni perché sanno che la faccia l’hai messa”.

C’è la sensazione che si aspetti che l’Inter debba perdere il campionato?
“Questo dovete spiegarmelo voi. Io vedo, sento, ascolto cose che non hanno a che fare con i valori dello sport che io ho. Per dare un esempio l’episodio post Juve in cui si è creata una gogna mediatica io non l’ho più vista. Finché si tratta dell’Inter e se si dice che ci sono favori allora diventa una gogna mediatica e si mettono squadra, società e giocatori in piazza per tirare i sassi. Ma negli episodi contro nessuno dice nulla. E’ una domanda che devo fare io a voi: noi accettiamo i pensieri esterni sapendo che storicamente in Italia chi è primo è il più odiato da sempre. Ma non vuol dire che noi non manteniamo un livello alto: rappresentiamo una società grandiosa e tifosi meravigliosi. La colpa per la Nazionale non è sicuramente dei giocatori dell’Inter: noi avevamo 5 convocati e non è colpa loro. Anzi per noi è un orgoglio averli nella nostra squadra: cercano di regalare qualcosa di importante al calcio. Poi si può perdere o vincere, si dà sempre il meglio per il nostro dovere”.

Si è stupito da Esposito che ha calciato il primo rigore?
“Io gli ho domandato se ha chiesto lui: mi è bastata la sua risposta, era sì. Prendersi la responsabilità ad un’età molto giovane con l’importanza di quella partita, basta quello: di rigori se ne sbagliano e ne sbaglierà, ma l’importante è che ha avuto il coraggio di metterci la faccia. E’ un buon segno anche per noi e per la Nazionale il fatto che lui se l’è presa”.

Ti sembra normale che arbitri che non vogliono arbitrare il Napoli possano essere designati per l’Inter?
“Io le mie energie me le tengo per scegliere la miglior formazione che posso mettere in campo ogni partita. Spesso mi chiedete chi gioca e io non rispondo per i tanti dubbi: pensate se comincio a pensare agli arbitri e i varisti, è una cosa che non mi compete e non mi interessa. Mi interessa mettere la miglior formazione e la nostra preoccupazione in campo per essere dominanti e dare sempre il massimo. Questo deve essere il mio lavoro: se analizziamo altri vuol dire che analizziamo i fantasmi e abbiamo paura. Ma io mi affido al buon senso e la mia unica preoccupazione è portare la squadra ogni domenica al massimo”.

Come ha trovato Thuram?
“Si parla sempre di lui nelle ultime conferenze: sono contento che abbia segnato in nazionale, è un momento importante anche per la Francia e Deschamps farà fatica a scegliere 7-8 attaccanti. Lui è una costante importante e l’ha dimostrato: si può fare affidamento ad un attaccante di quello spessore. Noi sappiamo il suo valore e la sua qualità: lo è consapevole anche lui e sta lavorando per aiutarci ed essere decisivo in determinati momenti con gol, assist e il lavoro da fare. Lo vedo molto preoccupato nell’essere focalizzato per farsi trovare pronto”.

Che consiglio ha dato a Bastoni?
“Io devo dargli serenità, fiducia come a tutti gli altri: io non posso controllare il suo futuro e quello che vorrebbe fare. Io so che è contentissimo di far parte della nostra squadra e che da quando è qui ha sempre messo la faccia e dato il 100%. Non serve che dica cos’è lui, starà a lui decidere il suo futuro così come ognuno deve essere responsabile delle sue decisioni. Ma finché è qua io sono convinto che darà più del 100% per noi, che sia per due mesi o due anni io non posso condizionare le sue scelte. Sarei felice se lui rimanesse e se io rimarrò perché le incertezze nel calcio sono queste. Deciderà lui e l’ha dimostrato che è vaccinato e sa prendere decisioni giuste: il calcio mondiale si godrà sempre un giocatore di alta qualità”.

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Redazione GR.net

Gasperini: “Soulè è di nuovo lui. La Champions condizionerà tanto la prossima stagione. Io ancora qui a luglio? Me lo auguro…” – VIDEO!

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È il momento della vigilia. Gian Piero Gasperini si presenta in conferenza stampa alla vigilia di Inter-Roma, il big match di Pasqua a San Siro che vale molto più di tre punti. Una sfida che può ridisegnare la corsa Champions, con la Roma sesta in classifica a pari punti con la Juventus e a tre lunghezze dal Como.

Attorno al tecnico giallorosso, però, non ci sono solo domande di calcio giocato: il suo futuro è ancora avvolto nell’incertezza, le frizioni interne non sono un segreto e le voci sulla panchina della Nazionale hanno aggiunto un capitolo inatteso a una stagione già complicatissima. Oggi parla lui. Segui le dichiarazioni di Gasperini in diretta su Giallorossi.net.

Situazione Roma sugli infortunati? Come arriva la Roma? Come sta Soulè?
“Soulè ha recuperato, si è allenato con noi, prima settimana in difficoltà, la seconda molto meglio, era di nuovo lui. Wesley e Konè sono rientrati dalle nazionali e sono fermi, sono più positivi rispetto alla diagnosi ma ovviamente non ci sono domani”.

La prima cosa che le viene in mente per contrastare la crisi del calcio italiano?
“Non c’è un problema unico. Evidentemente è un sistema che non funziona, perché ci sono tanti ragazzini che giocano fin da piccoli, c’è una base enorme, molto più grandi di altri paesi che vanno ai mondiali. Ma globalmente è un problema strutturale che va rivisto per ricostruire un sistema vincente e delle nazionali adeguate all’entusiasmo di chi segue il calcio. Non è solo uno sport, ma un aspetto sociale”.

Rensch a sinistra può essere la soluzione giusta rispetto a Tsimikas? Come mai ha questa alternanza di rendimento?
“E’ vero, ha fatto partite molto buone e altre con degli improvvisi cali di attenzione e motivazione. Per domani o lui o Tsimikas, ma anche Angelino che cresce. Non mi sembra prontissimo per giocare, ma ha fatto passi notevoli”.

Lei è tra i papabili come prossimo ct…
“In questo momento si fanno i nomi di tutti. Il problema riguarda il riassetto, è il discorso più importante del singolo allenatore. Sono sparite tante squadre, che erano un serbatoio importante. Riguarda un po’ tutto il sistema”.

C’è unità di intenti tra allenatore e direzione sportiva, o è cambiato qualcosa?
“Non abbiamo fatto riunioni, ora siamo concentrati sul campionato. Ora siamo alla volata, siamo lì con la Juve e questo è quello che impegna tutti quanti. A me in modo totale”.

Come sta la squadra? Ha fatto un lavoro specifico?
“Abbiamo fatto un buon lavoro ma con otto o nove giocatori. La squadra sotto questo profilo non è mai mancata. Contro Juve, Bologna, Napoli, abbiamo giocato molto bene, con momenti di grande entusiasmo che purtroppo non sono coincise con la vittoria, ci siamo andati vicinissimo. L’unica settimana brutta è stata quella contro Genoa e Como, ma lì mi fermo”.

Il quarto posto è un obiettivo amministrativo, quanto per lei è importante? State ragionando su questo?
“Sì, questi sono ovviamente argomenti di cui parliamo e condizionano moltissimo la prossima stagione. Tutti ci auguriamo che si possa arrivare in Champions ma per un motivo economico. E’ quello l’unico motivo che aiuterebbe la società. La società sta ragionando su quello che può e deve fare nella prossima stagione. Quello che ci si porta dietro dalle precedenti gestioni è arrivato al momento che pesa e che porterà la società a prendere delle decisioni importanti per affrontare il futuro”.

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La Roma ha gettato basi importanti per il futuro?
“Sembra quasi che la stagione sia finita, e invece siamo dentro alla volata. Io sono molto contento di questa scelta e dell’esperienza, di come si è sviluppata. Della fiducia che sono riuscito a conquistare con la tifoseria e con la squadra, che è la vera parte forte e importante di questa società, come è giusto che sia”.

Quanto peserà su certi calciatori come Cristante e Mancini la batosta della Nazionale?
“La forza di questi professionisti è guardare sempre avanti. Domani entrambe le squadre si giocano una giornata importante per i rispettivi obiettivi. I margini a questo punto sono sempre minori. Senza guardare gli ultimi punti che ci sono mancati, arrivare a otto giornate a pari della Juve e a tre punti dalla Champions, credo che va bene. Siamo in volata, allacciamo i pedali e cerchiamo di fare il massimo. Otto partite non sono poche, c’è spazio. Ora pensiamo alla Roma”.

Si sente sostenuto dalla società?
“Io con la proprietà ho un rapporto sempre molto schietto e condiviso. Cerco di portare la mia esperienza per soddisfare quello che mi è stato chiesto dalla proprietà quando mi ha cercato. Per me è comunque un’esperienza fantastica in mezzo a delle difficoltà, perchè non tutti vedono il calcio giustamente nello stesso modo. Ma io cerco di applicare le mie idee che mi hanno portato alla Roma, chiedendo soluzione compatibili alle possibilità del club per avere una squadra migliore. Se funziona la squadra, funziona tutto il resto, ed è quello il mio obiettivo”.

Lei al primo luglio sarà l’allenatore della Roma?
“Ah questo…io me lo auguro sicuramente che si possa fare un percorso dove devono essere soddisfatte tutte le componenti. Giochiamo con l’Inter, poi dopo non so”.

Si aspettava di più da Zaragoza?
“Indubbiamente sì. Ci aspettavamo da lui quelle accelerazioni. Però non è mai facile a gennaio, c’è chi entra subito e si adatta subito, lui ha avuto delle difficoltà. Speriamo che nel momento decisivo possa portare quello che crediamo possa dare”.

Lei è ancora convinto come il primo giorno?
“Il calcio è sempre così, è una bella scuola di vita, ti insegna a perdere e a non esaltarti quando vinci. L’importante è avere sempre la voglia di rialzarti e migliorarti”.

Malen dovrà essere riscattato: tra i discorsi che potrebbero cambiare sulla Champions c’è anche il suo riscatto?
“Sì, io penso che abbia convinto tutti, sul suo valore non c’è nessun dubbio. Sulla squadra penso che sia una buona squadra, che non va smantellata ma migliorata. Forse potevamo farlo di più quest’anno. Ma la base è molto solida. Sento dire che con questo gruppo si arriva quinti o sesti, ma occhio che senza questi rischi di arrivare dodicesimo o tredicesimo come niente. E’ un gruppo ottimo, solido, professionista, che va migliorato per renderlo ancora più forte”.

L’addio di Conti? Per lei la presenza delle bandiere è fondamentale?
“(Interviene Gianni Castaldi: “Si è parlato dell’addio di Bruno Conti chi? Ne avete parlato voi. Non ne ha parlato Conti e di certo il mister non può rispendere, grazie”). Posso dire che era un mio grande idolo, quando lo incontro mi inchino. Sul resto non lo so, non l’ho neanche letto sinceramente…”

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Redazione GR.net

 

Gasp tra scricchiolii e correnti critiche: tecnico in attesa di chiarimenti

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Mentre la Roma si prepara al crocevia di San Siro, sui quotidiani torna prepotentemente il tema del futuro di Gasperini. Una stagione turbolenta, fatta di riunioni collettive e individuali con la proprietà, ha lasciato nella testa del tecnico una visione ancora indefinita del prossimo biennio.

Come scrive Il Tempo, tutti gli scenari restano aperti: il club mantiene la ferma volontà di continuare con lo stesso organigramma con cui a giugno è stato avviato il percorso triennale, ma Gasperini è in attesa — non senza qualche malumore — di chiarimenti che tardano ad arrivare.

A complicare ulteriormente il quadro, il caos seguito al fallimento della Nazionale: qualche voce sulla possibilità che al tecnico venga offerto il ruolo di commissario tecnico ha iniziato a circolare, anche se per ora nessuna mossa concreta è stata compiuta in quella direzione.

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Sul piano sportivo, la Gazzetta dello Sport fotografa una situazione preoccupante: in soli tre mesi la Roma è passata dalle ambizioni su tre fronti al sesto posto in classifica. Il calo di rendimento — paradossalmente coinciso con l’innesto di Malen — è figlio di una difesa diventata improvvisamente fragile e di una squadra che sembra aver smarrito l’identità corale del “gasperinismo” iniziale, affidandosi troppo alle individualità e incappando in errori insoliti.

Il confronto con la passata gestione, numeri alla mano, evidenzia un salto di qualità finora troppo esiguo. Tanto che dentro Trigoria sono nate “correnti critiche” nei confronti dell’ex tecnico dell’Atalanta.

Eppure, al netto di tutto, la Champions è ancora lì: Roma a pari punti con la Juventus, poco distante dal Como. La sfida contro l’Inter a San Siro vale come un crocevia decisivo per non lasciar scappare le dirette concorrenti. E forse, anche per rimandare le discussioni sul futuro a un momento più opportuno.

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Fonti: Il Tempo / Gazzetta dello Sport

Roma a San Siro: Soulé o Vaz? Gasperini decide oggi

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La grande domanda è una sola: chi giocherà al fianco di Malen? Gasperini non ha ancora sciolto il nodo. Ieri ha provato Soulé e Pellegrini dietro l’ex Aston Villa, ma la decisione definitiva arriverà solo in giornata. L’argentino è fermo da 45 giorni e un minimo di rischio nel lanciarlo dal primo minuto esiste, anche se la tentazione è forte. Vaz, per ora, parte indietro nelle gerarchie: Gasperini lo vede come l’unica vera alternativa a Malen, anche se non è escluso che i due possano giocare insieme a partita in corso, come già accaduto contro il Lecce.

Resta poi la soluzione più prudente: quattro centrocampisti, con Cristante ed El Aynaoui in mezzo e Pisilli e Pellegrini a supporto dell’olandese. Formula che garantisce equilibrio, ma che costringerebbe Pellegrini a slittare sull’ala — ruolo che svolge ma che non è il suo. Lo si è visto contro il Bologna, quando ha agito più centralmente: gol, assist, legno e una prestazione a tutto campo. I numeri parlano da soli.

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La lista delle coppie provate da Gasperini dietro Malen è già lunga: Pellegrini-Dybala, Dybala-Soulé, Pellegrini-Soulé, Zaragoza-Pellegrini, Cristante-Pellegrini, Venturino-Pellegrini, Zaragoza-Cristante, Pellegrini-El Shaarawy, Pisilli-Pellegrini. L’incastro giusto, ammette lo stesso tecnico, non è ancora stato trovato.

Ma le chiavi della partita potrebbero non passare solo da Malen. Tre uomini in particolare potrebbero fare la differenza a San Siro. Il primo è Evan Ndicka, barometro della difesa giallorossa e uomo chiamato a contenere Lautaro: arriva fresco, avendo saltato l’ultima amichevole della Costa d’Avorio del 31 marzo contro la Scozia. Il secondo è Pellegrini, chiamato a fare da collante tra centrocampo e attacco e a far sentire meno solo l’olandese. Il terzo è Vaz, il baby capace di portare elettricità e imprevedibilità in un reparto offensivo che ne ha un disperato bisogno. Domenica sera a San Siro si capirà se i pezzi si incastrano finalmente nel modo giusto.

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Fonti: Gazzetta dello Sport / Il Messaggero

Roma, rivoluzione in attacco: Arribas e Brandt, ma Gasp deve dare l’ok

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Otto partite alla fine, poi bisognerà voltare pagina. E la Roma, scrivono oggi Gazzetta dello Sport e Il Messaggero, ha già iniziato a farlo. Il problema è che il quadro è ancora nebuloso: dal vertice post Roma-Bologna sono passate più di due settimane senza nuovi incontri, Ryan Friedkin è ripartito prima della partita col Lecce e Dan non si vede a Trigoria da ottobre. Gasperini continua a chiedere garanzie per la prossima stagione, Champions o meno, consapevole che la rivoluzione — almeno in attacco — andrà fatta.

Le uscite sono già in gran parte scritte. Andranno via Dybala — corteggiato da Flamengo, Fenerbahce, Boca Juniors e club MLS — El Shaarawy, Zaragoza, Ferguson e probabilmente Venturino. L’unico che potrebbe restare tra i giocatori offensivi è Pellegrini: Gasperini lo vorrebbe, ma un’offerta di rinnovo sul tavolo ancora non c’è. Lorenzo è disposto ad abbassarsi l’ingaggio, ma servirà sedersi a trattare. In caso di fumata nera, sarà addio a parametro zero.

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Sul fronte delle entrate, Massara ha già iniziato a guardarsi intorno, anche se trattative formali non sono ancora partite. Il primo nome è quello di Julian Brandt, che a giugno saluterà il Borussia Dortmund a parametro zero. Il secondo è Sergio Arribas, trequartista scuola Real Madrid che gioca nell’Almeria in Segunda Liga: 20 gol e 7 assist in 33 partite in questa stagione, tecnico e versatile, capace di agire sia da trequartista che da esterno offensivo. Tuttavia, come precisa Il Messaggero, Arribas non è ancora nella lista di Gasperini: prima di accelerare servirà il suo via libera.

Sul fronte cessioni, l’ingresso dei nuovi sponsor ha portato liquidità, ma difficilmente si potrà evitare la vendita di almeno un big. I nomi sono sempre gli stessi: Svilar, Ndicka, Koné o Soulé. La Roma sa cosa deve fare. Manca ancora qualcuno che batta il pugno sul tavolo e tracci la rotta.

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Fonte: Gazzetta dello Sport / Il Messaggero

Pellegrini, Gasperini dà il via libera al rinnovo: è una garanzia per restare

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Destini quasi legati. Il futuro di Lorenzo Pellegrini alla Roma si intreccia con quello di Gasperini in un modo che, a inizio stagione, sarebbe sembrato un controsenso. Il tecnico gli aveva sfilato la fascia da capitano, relegandolo fuori dal nucleo portante della squadra. Oggi, scrive La Repubblica, il finale di stagione racconta di un rapporto profondamente cambiato: stima reciproca, fiducia e titolarità fissa.

Al punto che Gasperini, tra le garanzie richieste al club per la sua permanenza, ha inserito anche il rinnovo di Pellegrini. Non un patto vincolante, ma un segnale preciso: l’allenatore non vuole che la Roma lasci partire Lorenzo. Perderlo significherebbe dover ricostruire ancora una volta le fondamenta di una rosa già incompleta, con i vincoli di bilancio che limitano qualsiasi intervento sul mercato. E scontentare Gasperini, in un momento in cui le tensioni interne sono già alte, non sarebbe la strategia più intelligente.

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Il nodo, però, è economico. Pellegrini percepisce 4 milioni netti a stagione, una cifra che la Roma difficilmente potrà confermare. Gasperini lo sa — «gli aspetti economici nei quali non posso entrare», ha detto — ma continua a fare pressione, come aveva già provato a fare per Dybala. La strategia del club, nel frattempo, è quella dell’attesa: rimandare il confronto con l’entourage del giocatore serve anche a favorire una trattativa al ribasso sull’ingaggio.

Quando la Roma si deciderà a bussare alla porta di Pellegrini, lo dirà il calendario. Ma il messaggio di Gasperini è arrivato forte e chiaro.

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Fonte: La Repubblica

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo venerdì 3 aprile 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 20:10 – Roma Femminile, rimonta folle: 4-3 al Como

La Roma Femminile vince 4-3 contro il Como dopo una gara pazzesca: doppietta di Emilie Haavi, poi gol decisivi di Evelyne Viens e Alayah Pilgrim per completare la rimonta. Giallorosse sempre prime con 43 punti, a +9 sull’Inter (con una gara in meno) e già qualificate alla prossima Champions.

Ore 17:30 – Chiesa può tornare in Serie A, Roma interessata

Federico Chiesa è vicino all’addio al Liverpool a fine stagione. L’esterno non ha mai trovato continuità in Inghilterra e il club cerca acquirenti per una cessione definitiva. In Italia, oltre alla Juventus, anche Roma, Napoli e Milan potrebbero interessarsi al classe 1997, valutato tra 15 e 20 milioni di euro. (Calciomercato.com)

Ore 12:40 – Pellegrini, il Milan si sfila: niente offerta

Il Milan si ritira dalla corsa a Lorenzo Pellegrini: i rossoneri, che avevano sondato il colpo a parametro zero, hanno deciso di non presentare alcuna offerta. Resta quindi incerto il futuro del capitano della Roma in vista della scadenza del suo contratto: Napoli, Juve e Inter le altre possibili destinazioni in Italia. (Calciomercato.it)

Ore 9:30 – Hojbjerg nel mirino: c’è anche la Roma

Pierre-Emile Højbjerg, centrocampista del Olympique Marseille, è seguito da Juve, Inter e Roma in vista dell’estate. Valutato circa 12 milioni più bonus, è attratto dalla Serie A e il suo agente ha già avviato contatti esplorativi. I buoni rapporti tra i club tengono aperta la pista anche per i giallorossi. (Corriere dello Sport)

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Ore 8:30 – Totti Soccer School, conti bloccati: indagato il fratello

Sequestro preventivo per due conti legati a Riccardo Totti, fratello di Francesco, nell’ambito dell’inchiesta sulla Totti Soccer School: l’accusa è di aver aggirato un pignoramento disposto dopo la causa vinta da un’ex dipendente (oltre 120mila euro riconosciuti). Secondo gli inquirenti, i flussi sarebbero stati dirottati su conti paralleli per eludere i pagamenti. (la Repubblica)

Ore 8:10 – Nuova palestra azzurra con Pisilli

L’Italia riparte dai giovani lanciati da Gennaro Gattuso: tra questi Niccolò Pisilli, protagonista con la Roma e già nel giro azzurro, anche se non impiegato a Zenica. Spazio anche a Pio Esposito e Palestra, mentre Moise Kean resta un punto fermo dopo sei gare di fila a segno. (Corriere dello Sport)

Ore 7:45 – Difesa ritrovata: Mancini-Ndicka-Hermoso al completo

Buone notizie per la Roma verso l’Inter: difesa al completo con Gianluca Mancini, Evan Ndicka e Mario Hermoso, nonostante l’emergenza in altri reparti. Dopo un marzo difficile (7 gol subiti in 4 gare), il trio cerca solidità puntando su esperienza e contributo offensivo, con Ndicka già a 3 gol consecutivi. Possibile linea a cinque con Zeki Celik e Devyne Rensch sugli esterni. (Gazzetta dello Sport)

IN AGGIORNAMENTO…

Calciomercato Roma: Malagò vuole Gasperini come prossimo ct dell’Italia

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Il fallimento contro la Bosnia ha innescato un effetto domino ai vertici del calcio italiano. Nel giro di poche ore hanno lasciato il presidente FIGC Gabriele Gravina, il capo delegazione Gianluigi Buffon e infine Gennaro Gattuso, che ha salutato con queste parole: «Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale. La maglia azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche».

Si apre ora una doppia corsa: quella per il nuovo presidente FIGC — le elezioni sono fissate al 22 giugno — e quella per il nuovo commissario tecnico. Ed è qui che emerge un nome che riguarda da vicino la Roma.

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Secondo quanto riportato da Michele Criscitiello su Sportitalia, Giovanni Malagò avrebbe già le idee chiare: qualora venisse eletto presidente della FIGC, il suo candidato per la panchina azzurra sarebbe Gian Piero Gasperini. L’attuale allenatore della Roma in cima alla lista dei desideri dell’ex presidente del CONI per guidare la ricostruzione tecnica della Nazionale.

Una notizia che, a Trigoria, non può passare inosservata. Il tecnico, legato ai giallorossi da un contratto triennale, vive un momento delicato alla guida del club: le voci su rapporti sempre più tesi con Massara e Ranieri hanno alimentato speculazioni su un possibile addio a fine stagione. 

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Fonte: Sportitalia

Ufficiale, Gattuso lascia l’Italia: “Addio col dolore nel cuore”. Mancini e Conte in corsa

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È ufficiale. Dopo Gravina e Buffon, anche Gennaro Gattuso lascia. La FIGC ha comunicato la risoluzione consensuale del contratto con l’attuale commissario tecnico, in scadenza il prossimo 30 giugno. Una decisione che era nell’aria dopo il flop della finale playoff contro la Bosnia, ma che attendeva prima le dimissioni del presidente Gravina — arrivate ieri — e il conseguente passo indietro di Buffon.

Gattuso ha voluto salutare con un messaggio diretto: «Con il dolore nel cuore, non avendo raggiunto l’obiettivo che ci eravamo prefissati, ritengo conclusa la mia esperienza sulla panchina della Nazionale. La maglia azzurra è il bene più prezioso che esiste nel calcio, per questo è giusto agevolare sin da subito le future valutazioni tecniche».

Si apre ora la caccia al successore, anche se molto dipenderà da chi verrà eletto alla guida della FIGC il 22 giugno. I nomi più gettonati restano quelli di Antonio Conte e Roberto Mancini. Nel frattempo, per gli impegni di giugno con Lussemburgo e Grecia, salgono le quotazioni di Silvio Baldini, attuale ct dell’Under 21, come traghettatore temporaneo.

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Redazione GR.net

ULTIME DA TRIGORIA – Ok Soulè, a parte Konè, Dybala e Wesley. Gasp domani in conferenza

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La Roma si avvicina al big match di Pasqua a San Siro con qualche notizia in chiaroscuro dall’allenamento odierno a Trigoria. Dovbyk, Dybala, Wesley e Koné hanno lavorato a parte, mentre tutti gli altri componenti della rosa erano regolarmente in gruppo.

Soulé, dunque, continua il suo percorso di recupero con il resto della squadra: un segnale incoraggiante in vista della sfida contro l’Inter. L’argentino sarà convocato, ma resta da capire se giocherà o meno dal primo minuto.

Il programma delle prossime ore è già definito: domani Gasperini terrà la conferenza stampa pre-partita alle 13.30, seguita dall’allenamento alle 14.30. Subito dopo la squadra partirà alla volta di Milano.

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Redazione GR.net

Di Marzio: “Gasp vuole ancora Dybala. Arribas è il piano B di Massara”

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La Roma si cautela e guarda al futuro. Secondo quanto riporta gianlucadimarzio.com, i giallorossi seguono Sergio Arribas dell’Almeria come possibile sostituto di Paulo Dybala. Classe 2001, il trequartista spagnolo è cresciuto nel vivaio del Real Madrid e rappresenterebbe un profilo giovane e di prospettiva per rinforzare la trequarti.

La situazione legata a Dybala è ancora tutta da definire. Gasperini vorrebbe trattenerlo e per questo potrebbe aprirsi uno spiraglio per sedersi al tavolo delle trattative e discutere di rinnovo. Ma qualora la Joya decidesse di lasciare Roma, il Boca Juniors rimane la destinazione più probabile, con il club argentino pronto ad accoglierlo a braccia aperte.

Ed è proprio in quel caso che Arribas diventerebbe il piano B concreto. Un nome da tenere d’occhio, in una Roma che — tra possibili addii e necessità di rinnovare il reparto offensivo — sta già lavorando per non farsi trovare impreparata.

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Chi è Sergio Arribas: caratteristiche e numeri

Nato a Madrid il 30 settembre 2001, Sergio Arribas è un trequartista mancino cresciuto nel vivaio del Real Madrid, con cui ha esordito in prima squadra e collezionato presenze in Champions League. Nell’agosto 2023 è stato ceduto definitivamente all’Almeria per circa 8 milioni di euro, con i Blancos che si sono riservati una percentuale sulla futura rivendita.

In questa stagione, con l’Almeria in Liga 2, il salto di qualità è stato netto: 20 gol e 7 assist, numeri che ne stanno facendo lievitare la valutazione. Tecnico, veloce palla al piede e capace di giocare nello stretto, rappresenta l’identikit del fantasista moderno. In molti lo paragonano al “primo” Dybala del Palermo per caratteristiche e struttura fisica.

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Redazione GR.net

“ON AIR!” – ROSSI: “Spazio a Ghilardi, Pisilli e Vaz come titolari fissi”, ORSI: “Inter-Roma? Non escludo un risultato a sorpresa”RIGHETTI: “Conti andrà via, ma per scelta sua”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “Ma vogliamo cominciare a mettere dentro fissi Ghilardi, El Aynaoui, Pisilli? Ma Ghilardi quanto può giocare peggio di questo Mancini? Ma El Aynaoui quanto può giocare peggio di questo Cristante, e Pisilli quanto può essere peggio dell’ultimo Konè? Ma se domenica giochiamo con Soulè, Malen e Vaz? Anche perchè Malen e Vaz non sono due attaccanti statici, uno si apre a sinistra, l’altro a destra. Tanto a Milano è molto probabile che la Roma perda…ma perdere che giocano Pellegrini, Mancini, Cristante…allora meglio farlo con Ghilardi, Pisilli e Vaz, che sono quei giocatori su cui vuoi basare la crescita del tuo futuro. E se lo faccio a Milano, figuriamoci nelle prossime sette partite…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Giocare con una formazione con Ghilardi, Ndicka, Hermoso, El Aynaoui e Pisilli in mezzo, Soulè, Vaz e Malen davanti ti darebbe la sensazione di aver la possibilità di fare qualcosa di più…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Il Newcastle su Svilar? Lui già per un errore suo non gioca in nazionale, che è una vetrina importante. Se poi scegli di trasferirti in una squadra che è fuori dalle competizioni internazionali, non mi sembra una scelta propedeutica a migliorare. Poi magari va al Newcastle e vince la Premier. Ma se fossi in lui, per lasciare la Roma, al di là del discorso economico, aspetterei un top club che ti dà la certezza di competere al massimo livello della Champions. Ma speriamo che questo problema non se lo ponga, almeno per la prossima stagione…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “Carlo Verdone è un idolo popolare e se ne esce con questa radical-chiccata dello stadio di Pietralata… Problemi per il riscatto di Malen? Fino a poco tempo fa dicevano ce il giocatore da sacrificare era Konè, poi è stato il turno di Ndicka, ora è uscito Svilar, con il Newcastle che lo vuole a tutti i costi. Ora veniamo a sapere che pure il riscatto di Malen è in dubbio…ma non è possibile che la Roma sia così disastrata, altrimenti gli striscioni li vado a mettere io…”

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Paolo Cosenza (Tele Radio Stereo): “Io sono contrario allo stadio a Pietralata, ma per altri motivi rispetto a quelli di Verdone. Per me l’ideale dovrebbe essere l’Olimpico ristrutturato alla Roma, e il Flaminio alla Lazio…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Un pari sarebbe un buon risultato domenica. Se nel girone di andata la Roma ha perso contro le squadre che le stavano davanti, ora ha sempre pareggiato e chissà che anche domenica non possa succedere questo. La pressione secondo me è più addosso all’Inter che non alla Roma, anche se sono i giallorossi a dover inseguire il quarto posto. Soulè può dare una sterzata alla partita, ma bisogna capire in che condizione sta: penso che al momento sia al 50%, è sicuramente migliorato rispetto alla condizione pessima di un paio di mesi fa, ma deve ritrovare il ritmo partita…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “L’Inter è stra-favorita, ma la Roma deve avere l’ambizione di provarci al netto di qualche assenza pesante. Bisogna capire chi sta meglio tra i due argentini al rientro: Lautaro e Soulè. Se Mati sta bene, io come tutti lo farei partire titolare anche solo per un’ora…”

Ubaldo Righetti (Radio Romanista): “È vero. Bruno Conti lascerà la Roma a fine anno, ma è una sua scelta maturata da tempo. Non è stata una volontà della società quella di interrompere il rapporto. Semmai mi auguro che Bruno possa dare una mano alla Federcalcio in futuro, sono sicuro che lui si metterebbe a disposizione…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Io farei domenica  giocare Robinio Vaz. Ho in testa una Roma sfacciata da presentare a San Siro, tanto, persa per persa, cerco di mettere in difficoltà l’Inter… Quando un giocatore è caldo come Vaz, lo manderei sempre in campo. Metterei due punte, con Pellegrini dietro. Se Angelino ha fatto dei progressi, lo prenderei in considerazione…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Inter-Roma? Al solito, meglio due feriti… Devi essere speculare, non regalare nulla e cercare poi di colpire dove c’è la possibilità. Non vedo che una delle due può andare giù pesante, ma stare molto attenti. L’Inter si trova a dover fare una partita diversa, ma se gli rientra Lautaro è una gran bella notizia. La Roma è una squadra che non ha certezze, c’è poco da fare, l’unica è Malen e speriamo che non gli prenda un raffreddore…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Inter e Roma non arrivano a questa partita in condizione eccezionale di forma, nessuna delle due squadre mi dà fiducia. Mi aspetto una partita tra due squadre molto impaurite, sarà una partita molto equilibrata e non escludo che possa esserci un risultato a sorpresa, guardate un po’ che vi dico…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “Inter-Roma potrebbe concludersi con un risultato che nessuno si aspetta. Se devo dare una piccola sfumatura di preferenza la do alla Roma, proprio perchè dalla sfida con la Bosnia ne escono peggio i giocatori dell’Inter. Ma mi aspetto una partita brutta, senza spunti e velocità, senza quelli che sono i condimenti necessari per dire che sarà una bella partita…”

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Redazione Giallorossi.net