Inchiesta shock, Rocchi indagato per “concorso in frode sportiva”: pressioni sul VAR

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Un’indagine destinata a far rumore scuote il calcio italiano. Secondo quanto riportato dall’AGI e approfondito da Corriere.it, il designatore arbitrale di Serie A e B Gianluca Rocchi ha ricevuto un avviso di garanzia per “concorso in frode sportiva”.

L’inchiesta, coordinata dal pubblico ministero milanese Maurizio Ascione, riguarda il campionato 2024-25 e si muove su un perimetro ampio, che coinvolge arbitri, FIGC, club e giustizia sportiva. L’ipotesi di reato è la stessa che fu al centro di “Calciopoli”, anche se sarà solo l’esito delle indagini a chiarire eventuali responsabilità.

Tra gli episodi sotto la lente degli inquirenti spicca quanto accaduto il primo marzo 2025 durante Udinese-Parma. Nella sala VAR di Lissone si stava valutando un possibile fallo di mano: inizialmente Daniele Paterna sembrava orientato a non concedere il rigore, salvo poi cambiare improvvisamente decisione e consigliare all’arbitro in campo una on-field review. Secondo l’ipotesi investigativa, quel cambio sarebbe arrivato dopo un intervento esterno attribuito a Rocchi, che avrebbe richiamato l’attenzione bussando sul vetro della sala VAR.

Non è l’unico caso analizzato. Tra le partite finite nel mirino c’è anche Inter-Verona dell’8 gennaio 2024, con particolare riferimento all’azione che ha portato al gol decisivo di Frattesi, preceduto da un contatto tra Bastoni e Duda. In quell’occasione, secondo gli inquirenti, sarebbe mancata la chiamata per una revisione al monitor nonostante un possibile fallo lontano dall’azione principale.

Le indagini stanno passando al vaglio diverse gare della scorsa stagione, mentre emergono anche sviluppi sul fronte testimonianze. Lo stesso Paterna, inizialmente ascoltato come testimone, avrebbe visto cambiare la propria posizione in quella di indagato per falsa testimonianza nel corso dell’interrogatorio.

Il caso ha avuto ripercussioni anche sul piano istituzionale. Dopo le prime segnalazioni, sono stati introdotti nuovi protocolli per regolamentare la presenza a Lissone, con l’obbligo di relazioni dettagliate per chi accede alla sala VAR e controlli più stringenti da parte della Procura federale. Da quel momento, secondo quanto ricostruito, nessun componente del team del designatore avrebbe più frequentato la struttura.

Le indagini sono in fase avanzata e potrebbero chiudersi a breve. Resta ora da capire se i comportamenti contestati si tradurranno in responsabilità penali, illeciti sportivi o se verranno esclusi. Ma il quadro emerso finora riapre interrogativi pesanti sulla gestione del sistema VAR e sulle dinamiche interne al mondo arbitrale.

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Fonti: AGI / Corriere.it

Gasperini e la bocciatura di Vaz: “Dovrebbe fare due anni in B”

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La gestione del mercato a Trigoria continua a essere uno dei punti più delicati del nuovo corso giallorosso, con frizioni evidenti tra Gian Piero Gasperini e la dirigenza, in particolare con il direttore sportivo Massara.

Le divergenze riguardano sia le operazioni non concretizzate sia i profili proposti nel corso delle ultime sessioni. L’allenatore, infatti, avrebbe espresso perplessità su diversi nomi finiti sul tavolo, tra cui Hojlund, Rowe e Boga, oltre a intervenire anche sulle scelte in entrata già definite.

Secondo quanto riportato da La Repubblica, tra i giocatori non considerati pronti dal tecnico rientrerebbe anche Robinio Vaz. Per Gasperini, il classe 2007 francese arrivato dal Marsiglia nella sessione invernale per una cifra superiore ai 20 milioni di euro, “dovrebbe fare due anni in Serie B”.

Una posizione netta che conferma come il giovane attaccante sia stato al centro di un confronto diretto tra allenatore e dirigenza, dopo un’operazione fortemente voluta da Massara. Il tecnico, dal canto suo, avrebbe preferito un profilo immediatamente pronto per un reparto offensivo in difficoltà e che da mesi si regge principalmente su Malen.

Una distanza di vedute che si inserisce in un quadro più ampio di discussioni e tensioni sul mercato, uno dei nodi principali da sciogliere per definire con chiarezza il progetto tecnico della Roma.

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Fonte: La Repubblica

Ranieri, il ritorno di De Rossi e il veto dei Friedkin: il retroscena

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Le parole di Claudio Ranieri nel pre Roma-Pisa, quando ha lasciato intendere che Gian Piero Gasperini non fosse la prima opzione per la panchina giallorossa, trovano riscontro nei retroscena ricostruiti nelle ultime ore. Una versione che, dal suo punto di vista, non sarebbe distante dalla realtà dei fatti.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, nella fase iniziale delle valutazioni Ranieri si era mosso in prima persona su più profili. In cima alla lista c’era il ritorno di Daniele De Rossi, ipotesi però subito stoppata dalla proprietà, che non riteneva maturi i tempi per una nuova esperienza dell’ex capitano giallorosso. Tra i nomi in cima alla lista anche quelli di Antonio Conte e Cesc Fabregas.

Solo in un secondo momento, quando alcune piste si sono progressivamente raffreddate e Gasperini ha rotto gli indugi con l’Atalanta, la sua candidatura ha preso forza. Parallelamente si era defilato anche Unai Emery, lasciando spazio a una scelta che la proprietà ha poi considerato la più equilibrata: un allenatore vincente ma anche in grado di valorizzare la rosa.

Proprio questa sintesi ideale, secondo la ricostruzione, si è però trasformata nel tempo in un punto critico. Le divergenze sul mercato e i confronti interni sempre più frequenti e accesi hanno progressivamente alimentato tensioni, fino a rendere il rapporto più complesso di quanto emerso pubblicamente nelle ultime settimane.

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Fonte: Il Messaggero

Pieni poteri a Gasp, caccia al nuovo ds

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La Roma ha scelto la sua linea e non lascia spazio a interpretazioni. Dopo l’allontanamento di Claudio Ranieri dal ruolo di senior advisor, il comunicato ufficiale del club ha sancito un passaggio chiave: fiducia totale in Gian Piero Gasperini e centralità dell’allenatore nel nuovo corso giallorosso.

Una decisione che ridefinisce gli equilibri interni e che ha effetti immediati anche sull’area sportiva. Il focus si sposta ora sul direttore sportivo, con Frederic Massara sempre più vicino all’uscita. Le indicazioni sono arrivate in modo chiaro anche dalla conferenza stampa pre-partita di Bologna-Roma, dove Gasperini ha parlato del ds al passato, sottolineando come non sia mai nato un vero feeling tra le parti.

Un segnale forte, che si inserisce in un contesto già compromesso. Tutti i principali quotidiani descrivono ormai come scontata la separazione tra il club e Massara. Il dirigente, dal canto suo, non avrebbe intenzione di dimettersi, ma lo scenario appare comunque indirizzato verso un divorzio, sulla scia di quanto già avvenuto con Ranieri: una scelta che, ancora una volta, sarebbe guidata dalla società.

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Con la decisione di affidare pieni poteri a Gasperini, la proprietà sembra orientata a seguire le indicazioni dell’allenatore anche nella costruzione della nuova struttura dirigenziale. E proprio in quest’ottica si apre il casting per il prossimo direttore sportivo.

I nomi sul tavolo sono diversi. Tra i profili valutati figurano Cristiano Giuntoli, Giovanni Manna — attualmente al Napoli e considerato tra i più apprezzati per il nuovo progetto —, Tony D’Amico e Sean Sogliano. Gasperini non si è esposto pubblicamente, ma è destinato ad avere un ruolo determinante nella scelta finale.

La Roma entra così in una fase di profonda riorganizzazione, con una linea chiara: costruire un assetto più coerente attorno all’allenatore e dare continuità a un progetto tecnico che ora passa direttamente dalle sue indicazioni.

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Fonti: Corriere dello Sport / Gazzetta dello Sport / Corriere della Sera

Ranieri-Roma, i retroscena dell’addio: tensioni, comunicato e rottura

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L’addio tra Claudio Ranieri e la Roma non è stato né rapido né indolore. Dietro la separazione ufficializzata dal club si nasconde una frattura maturata nel tempo, esplosa nelle ultime settimane e chiusa solo dopo giorni di tensioni, confronti e tentativi falliti di trovare una soluzione condivisa.

Il punto di rottura risale alle dichiarazioni rilasciate da Ranieri prima della gara con il Pisa, considerate l’innesco della crisi. In quell’occasione, il senior advisor aveva lasciato intendere la possibilità di farsi da parte in caso di divergenze con la società. Una linea ribadita anche nei colloqui successivi con la proprietà, pur senza mai formalizzare dimissioni. Anzi, la posizione è rimasta ferma: nessun passo indietro volontario, ma disponibilità a lasciare solo in presenza di una scelta chiara del club.

La decisione è arrivata pochi giorni dopo, maturata rapidamente e comunicata direttamente dalla proprietà. I Friedkin hanno scelto di schierarsi, chiudendo il rapporto con Ranieri e puntando con decisione sull’allenatore. Da quel momento si è aperta la fase più delicata: la definizione dell’uscita.

Anche il comunicato ufficiale è stato terreno di scontro. Le parti hanno discusso a lungo sui contenuti, con Ranieri contrario ad alcuni passaggi, in particolare all’inserimento del riferimento all’allenatore. Il testo finale, privo della firma della proprietà, ha evidenziato una linea precisa: ringraziamenti per il lavoro svolto in panchina, ma nessun riconoscimento esplicito per il ruolo dirigenziale, accompagnati da un messaggio chiaro sulla direzione futura e sulla centralità del progetto tecnico.

Nel frattempo, sul piano personale, Ranieri ha voluto chiarire pubblicamente la propria posizione, sottolineando come la separazione sia stata una scelta unilaterale della società. Una precisazione che ha chiuso definitivamente ogni interpretazione su possibili dimissioni volontarie.

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Parallelamente, si è lavorato alla parte economica dell’uscita. L’accordo è stato raggiunto dopo ore di trattative, con il riconoscimento dell’intero compenso previsto fino alla scadenza naturale del contratto, fissata al 2027. Un’intesa accompagnata da una clausola di riservatezza, prassi consolidata nelle separazioni della gestione Friedkin.

Il risultato è una rottura netta, arrivata senza un vero punto di incontro e segnata da frizioni fino all’ultimo dettaglio. Un epilogo che si inserisce in una gestione caratterizzata da frequenti cambi ai vertici e che segna la fine di un rapporto che, solo pochi mesi prima, veniva presentato come centrale nel futuro del club.

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Fonti: La Gazzetta dello Sport, Il Tempo, La Repubblica

Roma a Gasperini: chi parte e chi resta

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Con pieni poteri affidati a Gasperini, la Roma può finalmente iniziare a programmare la prossima stagione seguendo le indicazioni dell’allenatore. Il primo passo riguarda la definizione della rosa: chi resterà e chi invece è destinato a lasciare Trigoria.

Il tecnico è stato chiaro negli ultimi giorni: la base attuale può rappresentare un punto di partenza solido. Lo zoccolo duro della squadra, infatti, è ritenuto all’altezza e su questo si costruirà la Roma che verrà. In questo senso, crescono sensibilmente le possibilità di permanenza di Lorenzo Pellegrini, con cui Gasperini ha instaurato un rapporto positivo sia dal punto di vista umano che professionale. L’intenzione è quella di trattenerlo, ma a condizioni economiche diverse rispetto all’ingaggio attuale.

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Accanto a lui, tra i giocatori considerati centrali nel progetto, ci sono anche Mancini e Cristante, profili già apprezzati dal tecnico. Stesso discorso per Mario Hermoso, altro elemento che Gasperini vorrebbe confermare, nonostante la situazione contrattuale in scadenza, con la possibilità per il club di esercitare un rinnovo entro l’inizio di maggio.

Diversa la situazione sul fronte uscite. Alcuni addii appaiono già definiti: El Shaarawy, Tsimikas, Ferguson e Zaragoza sono destinati a lasciare la Roma, mentre resta da valutare la posizione di Venturino, legata anche ad altri movimenti interni.

In uscita anche Dovbyk, mentre resta aperto il discorso per diversi giocatori attualmente in bilico. Tra questi Angelino, El Aynaoui, Celik, Ndicka e Koné, con gli ultimi due che potrebbero rappresentare pedine fondamentali per generare plusvalenze entro il 30 giugno e contribuire al riequilibrio dei conti.

Il quadro è ancora in evoluzione, ma la direzione è tracciata: la nuova Roma nascerà dalle scelte di Gasperini, tra conferme mirate e cessioni necessarie.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

Bologna-Roma: le ultime sulle formazioni, il probabile risultato e dove vederla in TV

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Il Bologna ospita la Roma nella 34ª giornata di Serie A. Sabato 25 aprile 2026 alle ore 18:00, allo stadio Renato Dall’Ara, va in scena una sfida importante per la corsa europea dei capitolini.

Match da equilibrio alto, nonostante il Bologna non abbia molto da chiedere alla sua stagione. La Roma invece non può sbagliare e cerca una vittoria in trasferta che manca dal lontano successo sul campo del Torino dello scorso gennaio.

Le ultime dai campi

QUI BOLOGNAItaliano conferma il 4-3-3 con Ravaglia tra i pali e difesa composta da João Mario, Heggem, Lucumì e Miranda. In mezzo Freuler sarà il punto di riferimento, affiancato da uno tra Ferguson e Moro, mentre in avanti spazio a Orsolini e Rowe sugli esterni con Castro centravanti. Assenti Bernardeschi, Casale, Dallinga e Skorupski. Nessuno squalificato.

QUI ROMA Gasperini va avanti con il 3-4-2-1: davanti a Svilar, difesa con Mancini, N’Dicka e Hermoso. Sugli esterni Celik a destra e Wesley a sinistra. In mediana Cristante sarà affiancato da Pisilli (con El Aynaoui alternativa). Sulla trequarti niente Pellegrini (out per infortunio): spazio quindi a Soulé ed El Shaarawy alle spalle di Malen. Dybala parte dalla panchina. Indisponibili anche Dovbyk, Ferguson e Konè. Nessuno squalificato, diffidati Mancini ed El Aynaoui.

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Dove vederla in TV

Bologna-Roma sarà trasmessa in diretta su DAZN, con co-esclusiva anche su Sky Sport (Sky Sport Uno, Sky Sport Calcio e canale 251). Disponibile in streaming su DAZN, Sky Go e NOW.

Quote e pronostico

Le quote indicano una sfida molto equilibrata, con la Roma leggermente favorita: il segno 2 oscilla tra 2.30 e 2.45, mentre il Bologna si attesta intorno a 2.90-3.10 e il pareggio tra 3.20 e 3.40. Le probabilità sono molto ravvicinate e raccontano una gara aperta, con gli scommettitori che premiano leggermente i giallorossi ma senza un vero padrone. I modelli previsionali indicano una partita con entrambe le squadre a segno e il risultato più probabile è l’1-1, seguito da possibili esiti come 1-2 in favore della Roma.

Probabili formazioni

BOLOGNA (4-3-3) – Ravaglia; João Mario, Heggem, Lucumì, Miranda; Moro, Freuler, Sohm; Orsolini, Castro, Rowe. All.: Italiano

ROMA (3-4-2-1) – Svilar; Mancini, N’Dicka, Hermoso; Celik, Cristante, Pisilli/El Aynaoui, Wesley; Soulé, El Shaarawy; Malen. All.: Gasperini

Arbitro: Marco Di Bello
Assistenti: Berti – Di Gioia
IV uomo: Allegretta
VAR: Maresca
AVAR: Meraviglia

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Giallorossi.net – T. De Cortis

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo venerdì 24 aprile 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 22:10 – Ranieri-Roma, il retroscena: dietrofront e rottura 

Secondo Stefano Petrucci, Ranieri aveva inizialmente aperto all’addio per l’impossibilità di convivere con Gasperini, ma dopo la decisione dei Friedkin di confermare il tecnico ha fatto marcia indietro rifiutando le dimissioni. Il cambio di posizione ha spiazzato la proprietà, che ha reagito negativamente portando alla rottura e al comunicato finale dai toni freddi. (Manà Manà Sport)

Ore 18:45 – Lotito: “Niente tifosi al derby? Chiedete a loro…”

Claudio Lotito, presidente della Lazio, ha rilasciato alcune dichiarazioni e tra i vari temi trattati si è soffermato sulla decisione dei gruppi del tifo organizzato di non entrare allo Stadio Olimpico in occasione del Derby della Capitale in programma il weekend del 17 maggio. Ecco le sue parole: “Lo dovete chiedere a loro e non a me. Io ho fatto tutto quello che dovevo e penso che lo dissimulino i fatti e i comportamenti”. (Agi)

Ore 17:00 – Bologna, Italiano non parla: conferenza annullata 

Il Bologna ha deciso di annullare la conferenza stampa di Vincenzo Italiano alla vigilia della sfida con la Roma, una scelta presa dai vertici societari per evitare speculazioni sul futuro del tecnico e concentrare l’attenzione solo sul campo. È la prima volta in stagione che accade in una settimana con una sola partita. Italiano parlerà nel post gara, ma sul suo futuro restano aperti scenari legati al domino delle panchine. (Il Resto del Carlino)

Ore 15:45 – Bologna, i convocati: torna Dominguez

Vincenzo Italiano ha diramato la lista dei convocati per la sfida con la Roma: recuperato Dominguez, mentre restano fuori gli infortunati Skorupski, Casale, Bernardeschi e Dallinga. (bolognafc.it)

Ore 15:10 – Nesta: “Totti più re di me. Allenare la Roma? Mai”

Alessandro Nesta ha parlato del rapporto con Totti: “È stato più re di me perché c’erano più romanisti”. Sul suo addio alla Lazio: “Il tifoso biancoceleste è così, preferisce ricordare un derby perso 5 a 1 che 300 partite fatte bene”. Poi netto sulla Roma: “Allenarla? No, mai, questo è sicuro. La Lazio? Ho paura di amarla troppo, mi farebbe perdere lucidità”.

Ore 11:00 – Panatta: “Rottura inevitabile, ora Roma a Gasperini”

Adriano Panatta ha commentato la separazione tra Ranieri e la Roma: “Dopo le dichiarazioni prima di Roma-Pisa la situazione era precipitata, la frattura non era più sanabile”. E aggiunge: “I rapporti erano incrinati, i Friedkin sono stati costretti a scegliere”. Infine sulla nuova gestione: “Ora tutto deve essere in mano a Gasperini, anche il mercato”. (Corriere della Sera)

Ore 10:10 – Derby Roma-Lazio, boom vendite: già 37mila biglietti

È iniziata la vendita dei biglietti per il derby del 17-18 maggio, ultima gara casalinga della stagione, ancora senza data e orario definitivi. Nella prima fase riservata agli abbonati Curva Nord sono stati staccati mille tagliandi in poche ore, portando la quota romanista a 37.000 presenze complessive. Seguiranno la fase 2 il 27 aprile per abbonati Plus/Classic Extra e AS Roma Card e la vendita libera dal 28 aprile. (Corriere dello Sport)

Ore 9:30 – Bruno Conti, non è detta l’ultima parola…

Bruno Conti sembra pronto a lasciare la Roma a giugno dopo 53 anni tra campo, panchina e dirigenza: la decisione arriva per motivi personali e anche per la nuova riorganizzazione del settore giovanile. Il possibile ritorno di Massimo Tarantino avrebbe inciso sulla sua scelta. Ma l’addio di Massara potrebbe ancora cambiare gli scenari: nei giorni scorsi, Conti ha avuto un lungo colloquio con Gasperini a Trigoria. (Gazzetta dello Sport)

Ore 8:45 – Roma, assetto in bilico: nodo dirigenza e area medica

Dopo la rottura con Ranieri, la Roma dovrà decidere se affidarsi a un direttore generale o mantenere una figura di consigliere simile a quella dell’ex tecnico. Possibili cambiamenti anche nello staff medico, con diverse figure arrivate proprio con Sir Claudio e finite al centro di diverbi interni. La posizione di Gasperini non è al momento in discussione, ma la situazione resta fluida e da monitorare nelle prossime settimane. (Il Tempo)

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Ore 7:10 – Dybala tra i convocati, out Koné e Pellegrini


Riparte la corsa al quarto posto con la Roma impegnata a Bologna, alla ricerca di una vittoria in trasferta che manca da oltre tre mesi. Gasperini recupera Dybala tra i convocati dopo 90 giorni, ma resta il dubbio sul suo impiego dal 1’: ballottaggio con El Shaarawy nel tridente con Soulé e Malen. Out Koné (rientro previsto con la Fiorentina), Pellegrini, Ferguson e Dovbyk, mentre a centrocampo spazio a Cristante-Pisilli e difesa con Mancini, Ndicka ed Hermoso. (Il Messaggero)

IN AGGIORNAMENTO…

Bologna-Roma: i convocati di Gasperini

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Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati per Bologna-Roma, giornata numero 34 di Serie A. Nell’elenco spicca il ritorno di Paulo Dybala, oltre a quello di Wesley. Out invece Konè. Di seguito tutti i giocatori a disposizione del tecnico.

Portieri: Svilar, Gollini, De Marzi.
Difensori: Rensch, Angelino, Ndicka, Tsimikas, Celik, Hermoso, Mancini, Ziolkowski, Wesley, Ghilardi.

Centrocampisti: Cristante, El Aynaoui, Pisilli.
Attaccanti: Malen, Soulé, Venturino, Dybala, Vaz, El Shaarawy, Zaragoza.

Fonte: asroma.com

Ranieri: “Via dalla Roma per scelta unilaterale della società. Ringrazio Friedkin, squadra e tifosi”

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Claudio Ranieri rompe il silenzio dopo l’addio alla Roma e il comunicato ufficiale diffuso nella mattinata odierna. L’ex senior advisor è intervenuto tramite l’ANSA, chiarendo per la prima volta la sua posizione sulla fine del rapporto con il club giallorosso.

“L’interruzione del rapporto di Senior Advisor è dipesa da una determinazione unilaterale della società”, precisa l’ex tecnico, “per dovere di trasparenza, chiarezza del proprio agire, fedeltà alla verità dei fatti e amore per la maglia che rappresenta la seconda pelle”.

Nel suo intervento, l’ex tecnico ha voluto anche rivolgere un pensiero a tutte le componenti del mondo Roma, dalla proprietà fino ai tifosi: Ringrazio la famiglia Friedkin, la squadra, i dipendenti e l’intero popolo giallorosso per l’immenso affetto tributato nel corso degli anni, sempre integralmente ricambiato. Forza Roma sempre”.

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Fonte: Ansa

Gasperini: “Ho sempre avuto il sostegno della società. Ranieri? Situazione mai emersa di persona. Con Massara non siamo riusciti ad avere feeling” – VIDEO!

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La Roma si prepara alla trasferta di Bologna, in programma sabato 25 aprile alle ore 18, in una fase della stagione in cui ogni punto pesa sempre di più. Alla vigilia del match, Gian Piero Gasperini interviene in conferenza stampa per fare il punto sulla condizione della squadra, sulle scelte tecniche e sulle prospettive in vista del finale di campionato.

Sarà un’occasione per capire non solo gli aspetti sportivi legati alla sfida del Dall’Ara, ma anche lo stato d’animo dell’allenatore in una fase delicata della stagione, tra campo e una Roma che si prepara a una possibile rivoluzione interna.

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Che riflessioni fa sul momento della Roma, alla luce del comunicato d’addio con Ranieri?
A mio parere, evidenzia due cose. La prima è la fiducia che non mi è mai mancata da parte della società: fin dal primo giorno in cui ci siamo conosciuti e incontrati, ho avuto questo sostegno. La seconda è che la Roma viene prima di tutto. Queste sono le due linee.

C’è qualcosa che l’ha toccata in particolare delle parole di Ranieri?
Mi ha dispiaciuto non aver mai avuto la percezione di una situazione così dura e difficile, non era mai emersa in nessun incontro, né con altre persone né direttamente con me. Questa è l’unica cosa che mi ha molto sorpreso.

Disse che si doveva crescere dentro Trigoria: si aspetta un salto di qualità in tal senso?
Io non ho fatto nulla. Punto. Non mettетemi sullo stesso piano: non ho creato nessuna situazione contro nessuno. Trigoria è il posto dove si fa calcio, dove si deve fare calcio, dove spero si continui a fare calcio e dove io cerco di fare solo quello. Da tutto il resto sono fuori: non lo affronto, non ne parlo. Il mio unico obiettivo è fare calcio qui dentro. Le altre sono componenti di contorno — avere uno stadio pieno, una città appassionata, voi che seguite queste vicende con dedizione. Ma vorrei che anche voi tornaste a parlare di calcio. Non voglio essere coinvolto in altre situazioni. Voglio parlare di gioco, di giocatori, e spero che anche la gente possa tornare a farlo — per dare soddisfazione a tutta la passione che c’è intorno a questa squadra.

Dybala torna: c’è la possibilità di vederlo titolare o è ancora presto?
Dall’inizio mi sembra difficile. Paulo ha ricominciato ad allenarsi questa settimana, dopo quasi 90 giorni di stop. Titolare lo escludo. Chi rientra dopo così tanti mesi non è semplice da gestire — mi auguro di poterlo utilizzare a gara in corso. Ormai è una questione di abitudine e di fiducia ritrovata nel proprio corpo: nel calciare, nel giocare, nel contrasto. È fermo da troppo tempo.

Le prossime cinque partite orienteranno anche il discorso sul futuro di Dybala
Intanto orienteranno molto il finale di campionato della Roma. Averlo a disposizione ci dà maggiore valore: con Malen hanno giocato insieme soltanto due partite, e saremmo più che curiosi di vederli giocare insieme — magari anche con qualcun altro. Questa è la cosa più importante. Parlare di futuro oggi è difficile: ci sono cinque partite davanti a noi, e non sono poche — sono 15 punti tutti da conquistare. Cerco di tenere altissima la concentrazione sulla partita di domani e su quelle successive. Abbiamo un impegno che non possiamo assolutamente permetterci di affrontare con meno della massima determinazione e della massima volontà di fare più punti possibili.”

Come si è passati dalla conferenza con i sorrisi di Ranieri a questo comunicato stampa?
Non lo so. Le vicende sono state un po’ sotto gli occhi di tutti. Non è una cosa che mi sento di commentare: ne sono stato fuori e non partecipo a questa macchina del fango che ormai è quotidianamente attivissima. Continuo a lavorare sulla squadra e a cercare di fare bene domani.

In Italia è possibile per un allenatore assumere un ruolo alla manager all’inglese? Le piacerebbe?
Credo che più che mai ci sia bisogno di lavorare di squadra. Se chiediamo ai giocatori di adattarsi ai ruoli, di lavorare insieme per i risultati e per il bene comune, allora anche in sede di mercato l’allenatore deve fare il suo ruolo in modo complementare con il direttore sportivo. Oggi bisogna saper lavorare insieme — è diverso rispetto al passato. Direttore sportivo e allenatore dovrebbero essere corresponsabili, nel bene e nel male, dei risultati della squadra. Quasi dovrebbero viaggiare in coppia. In passato è successo spesso che i direttori sportivi trattassero con un allenatore e ne contattassero un altro alle spalle, o che all’allenatore fosse chiesto soltanto di allenare. Lo stesso vale per la proprietà. Le decisioni sono davvero importanti e la capacità di fare squadra è determinante. Bisogna capire le difficoltà che i direttori sportivi incontrano sul mercato, e loro devono capire le esigenze degli allenatori, per arrivare insieme a ciò che serve con l’unico obiettivo di migliorare la squadra. Credo che di questo ci sia sempre più bisogno.

Con Massara è complementare? Si parla anche di una sua possibile uscita…
Non lo so. Massara è una bravissima persona, ma dal punto di vista tecnico non siamo riusciti a creare un collante, un feeling. Detto questo, è sempre e solo in riferimento alla squadra — non c’è mai stato nulla di personale. È legato al mio modo di giocare, forse un po’ diverso da quello che ci si poteva aspettare. Ma sempre su un piano professionale, mai personale. Il suo futuro lo decide la società, non io.

Le è mancato parlare di calcio quest’anno?
Sì, avrei voluto parlarne di più — starei tutto il giorno a parlare di calcio. Anche con voi, tante volte ci si ferma, e quando si parla di calcio mi fa sempre piacere. È una deformazione, ma è anche più piacevole: ci si toglie tanti veleni. Dentro Trigoria? Sì, sicuramente. Per me non è mai abbastanza. Lo ritengo fondamentale confrontarsi continuamente: ci si capisce e ci si conosce di più. Non devo mettere di mezzo persone o altre situazioni — devo semplicemente parlare di calcio e confrontarmi per cercare di migliorare la squadra.”

C’è un obiettivo minimo che la società le ha chiesto, come l’Europa League?
No, non c’è. Ma guardiamo ancora avanti. Quando non ci riusciremo più, allora ci accontenteremo di altro.

Con la proprietà state parlando del futuro della Roma? Si recuperano pezzi importanti: è arrivato il momento di fare filotto?
Ogni momento è sempre buono. Se ci riesci sei probabilmente ancora in tempo, ma man mano che passano le giornate i margini di errore si riducono e non si può sbagliare. Sul resto, siamo ancora impegnati in questo campionato e dobbiamo esserlo fino al 24 maggio. È anche vero, però, che quando la società lo riterrà opportuno bisognerà iniziare a pensare al futuro.

Come pensa che il poco feeling tecnico con Massara abbia rallentato la crescita della squadra?
Non è che fossi scontento delle operazioni del direttore sportivo — ho sempre lasciato grande libertà. Alcuni giocatori non li conoscevo, e ho sempre detto: se li hai visti e ti piacciono, prendili. È il tuo mestiere, se lo sai fare, fallo. Lo sapete già da luglio: ho sempre cercato alcune caratteristiche precise. Dal primo giorno ho chiesto di rinforzarci davanti, perché la squadra era forte — non mi sembrava una richiesta straordinaria, ma qualcosa di normale per un allenatore nuovo con un modo diverso di giocare. Sul resto non ho mai messo veti né ostacolato nessuno nel suo lavoro. Ho sempre insistito sull’attacco, ho sempre ritenuto che la squadra avesse un bel valore e quello era il punto focale della mia richiesta. È una cosa così difficile da capire da dover provocare questa situazione?

Contro l’Atalanta ha visto le stesse lacune difensive dell’ultimo mese?
La squadra è stata straordinaria, va visto il complesso del campionato. Abbiamo avuto un periodo che farci gol era veramente difficile, avevamo una tra le migliori difese. Abbiamo avuto un altro periodo in cui nell’arco del campionato globalmente ci sta. Delle 33 partite che abbiamo giocato penso che il rendimento difensivo sia stato di assoluto livello.

Ci può dare la sua versione della storia Sancho?
Non si è potuto fare perché, giustamente, la proprietà non ha voluto farlo.

Nel preparare la partita contro il Bologna di domani ha preso come riferimento le gare di Europa League? C’è qualcosa che le è rimasto in sospeso?
Globalmente sono state due ottime partite, con qualche errore ma tante cose buone. In entrambe abbiamo fatto probabilmente anche di più di quanto il risultato dica — abbiamo perso ai supplementari. All’andata abbiamo fatto molto bene in rimonta, al ritorno ci siamo trovati ancora a rimontare. Ma sono state due prestazioni davvero di livello. Ai supplementari è arrivato quel gol, e ci può stare. Il Bologna è un’ottima squadra, organizzata, con una panchina importante e che l’anno scorso giocava la Champions. Di quella Roma ho visto due partite molto forti, come è stata anche l’ultima contro l’Atalanta. Credo che questa squadra mi abbia dato grandi soddisfazioni.

Redazione Giallorossi.net 

COMUNICATO AS ROMA: “Terminato il rapporto con Ranieri. Piena fiducia in Gasperini”

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Con uno comunicato la Roma annuncia l’interruzione del rapporto con Claudio Ranieri. Questo il testo della nota appena apparsa sul sito asroma.com.

“L’AS Roma comunica che il rapporto con Claudio Ranieri è terminato. Il Club desidera ringraziare Claudio per il suo significativo contributo alla Roma.

Ha guidato la squadra in un momento molto difficile e saremo sempre grati per i suoi sforzi. Guardando al futuro, la nostra direzione è chiara. Il Club è solido, con una leadership forte e una visione ben definita. L’AS Roma verrà sempre al primo posto.

Abbiamo piena fiducia nel percorso che ci attende sotto la guida tecnica di Gian Piero Gasperini, con l’obiettivo condiviso di crescere, migliorare e ottenere risultati all’altezza della nostra storia.”

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Fonte: asroma.com

“ON AIR!” – Lo Monaco: “A Ranieri è stato chiesto di fare un passo indietro”, Pes: “Il prossimo step sarà riportare Totti”, Corsi: “Sacrificato un pezzo importante, ora però serve lo scacco matto”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “Per quello che sono riuscito a ricostruire, stavolta è stato il signor pilota Ed Shipley a comunicare a Ranieri la scelta della proprietà di interrompere il loro rapporto. Loro fanno così, ti dimettono, ti dicono di dimetterti per le apparenze, come è successo con la Souloukou. Non è solo una questione di soldi, ma va anche messo a punto il patto di non divulgazione, che ha una certa temporalità: per un certo numero di mesi o anni non puoi parlare della Roma. Questo lo fanno perchè altrimenti il Ranieri di Roma-Pisa che non ha più vincoli con il club, il giorno dopo che viene cacciato in malo modo convoca una conferenza stampa e se famo du risate…Io credo che i Friedkin abbiano aspettato due settimane per agire perchè non avendo la competenza per decidere, si sono affidati all’unico tribunale per loro probante: la gente. A me sta roba non me la toglie nessuno, sono convinto al 120%…”

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Massara si è levato un pensiero, adesso per lui iniziava la parte più dura del lavoro: le cessioni da fare, ma anche la ricostruzione della squadra. Io sono sollevato da una parte perchè hanno scelto giustamente l’allenatore, e non si poteva fare diversamente, ma anche preoccupato, perchè non so a chi andrà in mano questa roba. Questo è l’ennesimo fallimento della proprietà e come hanno fallito fino ad ora, temo possano fallire anche nella scelta che andranno a fare. Ma se davvero lo scenario è quello che scrivono oggi i giornali, che si ripartirà dai rinnovi di Pellegrini, Cristante e Dybala, allora sono terrorizzato….”

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Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Sapendo quello che stava per succedere con Ranieri e di conseguenza con Massara, non è possibile che i Friedkin abbiano già pronte due persone con cui sostituirli? Siccome non è mai successo, magari dagli errori hanno imparato…”

Claudio Moroni (Rete Sport): “Devo fare i complimenti ai Friedkin: avevo detto che se non avrebbero deciso subito avrebbero commesso un altro errore, e invece hanno deciso. Ora devono chiedere a Gasperini quale direttore sportivo vorrebbe, quello è fondamentale,  perchè il ds deve essere operativo subito. Poi andrà individuato anche il direttore generale, ma questa scelta spetterà a loro. Ora se vuoi lavorare bene e fare una squadra non per arrivare quinto o sesto, ma da Champions, devono prendere un ds molto bravo che sia gradito a Gasperini…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Carnevali come amministratore delegato, o Boniek presidente operativo che faccia le veci del proprietario, i nomi buoni sono tanti e le idee ci sono. Ma io temo i tempi, perchè i Friedkin sono pachidermici in tutto, e poi temo le scelte. Io sono spaventato, perchè questi non sono palesemente in grado di farci crescere, questo è evidente. Il fatto che hanno speso tutti quei soldi un po’ li preserva, ma solo per quello, altrimenti saremmo davanti a una roba disastrosa…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “La guerra che c’è ora è stabilire se Ranieri lo hanno mandato via loro o se se n’è andato lui, altrimenti il comunicato sarebbe già uscito. Non credo sia un problema di soldi, ma di come ne esce. Ranieri ha fatto un errore di valutazione, è esploso, e chi dice che lo ha fatto per andare in Nazionale dice una caz*ata. A lui gli è partita completamente la brocca, c’era gente lì che non se l’aspettava. Ha fatto questo errore, e le persone che lo conoscono bene sanno che uno incazzoso. Io non sono d’accordo con chi parla di traditore, è davvero poco elegante trattare in questo modo un pezzo di Roma. Io sto con Gasp, anche se dopo tutte queste sconfitte qualche dubbio mi è venuto. Ora però è come gli scacchi: quando sacrifichi un pezzo importante, dopo ci deve essere lo scacco matto…”

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Paolo Cosenza (Tele Radio Stereo): “Rimanendo in tema scacchi, mi chiedo: la mossa di sacrificare un pezzo importante è dell’allenatore o della società? Io non so se lo stesso Gasperini faccia parte dei pezzi della scacchiera, e che il prossimo a cadere sarà proprio l’allenatore…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Ranieri ieri ha meditato se fare un’intervista alla Rai, aveva pensato di comunicare questa notizia lui. La proprietà non ha fatto questa scelta a cuor leggero, ma è stata una scelta abbastanza netta. Questo porterà anche alle dimissioni di Massara, che dovrebbero arrivare in giornata. Resta solo Gasperini, e ora c’è da capire quanta centralità avrà il tecnico. Vedremo che scelte verranno fatte, a partire dal nuovo ds, e se ci sarà una figura che sostituirà Ranieri. Giuntoli è un nome sponsorizzato, se fosse lui il nuovo ds sarebbe la testimonianza di un progetto affidato in gran parte alla visione del tecnico. Il prossimo passo, conoscendo Friedkin e il suo modus operandi, sarà riportare Francesco Totti a Trigoria. Sappiamo che Gasp lo vorrebbe nell’area tecnica. La carta Totti me l’aspetto, c’è stato un susseguirsi di figure romaniste forti in questi ultimi tempi, ora manca solo Totti…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “Ranieri e Massara sono al passo d’addio, ma non penso che questo posta bastare per rendere soddisfatto Gasperini in senso assoluto: la dirigenza va ricostruita. Il nome che sta circolando di più è quello di Cristiano Giuntoli, ma ci sono altri candidati sul piatto. Non dobbiamo dimenticare che siamo vicini alla scadenza cruciale del 30 giugno: trovare un nuovo ds, possibilmente bravo e capace, è un’esigenza totale per la Roma…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Ora tocca a Gasperini, non ci sono più alibi o possibilità di rinvio: l’anno prossimo la Roma deve andare per lo meno in Champions League. Certo, c’è un mercato da fare più a immagine e somiglianza del tecnico, e i tempi sono quelli che sono perchè chiunque arriverà avrà poco tempo e delle scadenze economiche da rispettare. E’ un periodo di grandi cambiamenti, e spero che la fretta non incida troppo. Però non c’è tempo da perdere…”

Daniele Lo Monaco (Radio Romanista): “Non posso pensare che Massara o Ranieri siano andati dai calciatori a chiedere cosa ne pensavano di Gasperini…un Mancini o un Pellegrini gli risponderebbero: “Ma chi sei, ma io parlo con l’allenatore mio, ma fatti gli affari tuoi…”. Al di là di questi scenari-macchietta, che non potrebbero accadere in un grande club, la squadra è quasi totalmente dalla parte di Gasperini, tolto magari chi ha giocato meno o chi non è riuscito ad esprimersi. Ranieri? Non mi risulta che se ne sia andato lui, anzi, gli è stato chiesto di fare un passo indietro…”

Nando Orsi (Radio Radio): “I Friedkin mi sorprendono sempre sulle scelte, non ne hanno azzeccata una, tranne Ranieri allenatore. Ora, dopo che lo hanno messo a fare il direttore generale, lo mandano via dopo mezzora. Le riflessioni non sono il loro forte. Il fatto di non essere mai presenti condiziona troppo, non sanno mai la verità ma la sanno sempre per interposte persone, e questo è un problema. Forse nel modo di gestire la Roma dovrebbero farsi qualche domanda…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Questa situazione non deve diventare un alibi per la squadra, i calciatori vengono sempre tutelati oltre i demeriti. Non so quale sarà il futuro prossimo dell’organigramma della Roma, a me interessa sapere soprattutto chi sceglierà i calciatori. Devi affidarti alla persona migliore. Sta di fatto che ogni anno ci troviamo a domandarci quale sia la soluzione migliore per fare il salto di qualità…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “I Friedkin hanno questo loro modo, non si fidano degli italiani. C’è una mancanza di chiarezza dal primo momento, non c’è mai stata una gestione limpida e chiara dentro la Roma. L’allontanamento di Ranieri è figlio di una serie di malintesi…”

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Redazione Giallorossi.net

Dybala, parla Oriana: “A giugno si deciderà tutto. Roma è bella ma…”

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In casa Roma l’attenzione si concentra anche sul ritorno in campo di Paulo Dybala, atteso contro il Bologna dopo il recupero dall’infortunio rimediato a gennaio contro il Milan. L’attaccante argentino sarà a disposizione e potrebbe trovare spazio a gara in corso, ma intanto resta aperto il tema più delicato: il suo futuro.

Il contratto di Dybala è in scadenza a giugno e, al momento, non ci sono sviluppi concreti su un possibile rinnovo. Una situazione che continua a tenere in sospeso il destino dell’argentino in giallorosso.

A fare il punto è intervenuta anche Oriana Sabatini, moglie del giocatore, che a “Radio Splendid” ha commentato con grande cautela lo scenario che si aprirà nei prossimi mesi. Roma è bella, sì, ma beh, anche il lavoro. Non si può decidere così… perché dipende da molte cose, quindi bisogna vedere come va tutto e cosa succede… Spero che a giugno si definisca”.

Parole che confermano come la scelta finale sia ancora tutta da scrivere e legata a più fattori, non soltanto sportivi. Il futuro di Dybala resta quindi in bilico, con la Roma che attende di capire quali saranno le condizioni per un eventuale proseguimento del rapporto.

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Redazione Giallorossi.net

E adesso Pellegrini si avvicina al rinnovo: ok al taglio dell’ingaggio

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Pieni poteri a Gian Piero Gasperini e, con il nuovo assetto in costruzione, anche i senatori della Roma intravedono uno scenario più stabile per il futuro. In questi giorni di contatti intensi con la proprietà Friedkin è emersa infatti la volontà del tecnico di mantenere una parte del blocco storico della squadra.

Il primo nome sul tavolo è quello di Lorenzo Pellegrini, in scadenza a giugno. Il centrocampista, che nei giorni scorsi si era schierato pubblicamente al fianco dell’allenatore, sarebbe disposto a rivedere al ribasso il proprio ingaggio pur di restare. Le sue prestazioni recenti, sia sul piano fisico che caratteriale, avrebbero convinto lo staff tecnico, e i discorsi per il rinnovo potrebbero presto riaprirsi.

Situazione simile per Bryan Cristante e Gianluca Mancini, entrambi legati al club fino al 2027. Per loro era già stato impostato un prolungamento per ulteriori tre stagioni, poi congelato dopo i risultati negativi dell’ultimo periodo. Ora, con il nuovo corso, l’ipotesi di una ripresa delle trattative torna sul tavolo.

Qualche spiraglio riguarda anche Paulo Dybala. L’attaccante argentino dovrebbe accettare un cospicuo taglio di stipendio e avrebbe inoltre il sostegno di Adidas in vista della stagione del centenario del club. Molto dipenderà dal finale di stagione, ma nel frattempo le proposte arrivate da Boca Juniors e da un club turco sono state messe in stand by, con la preferenza della Joya che resta quella di continuare in Italia.

Diverso invece il destino di Stephan El Shaarawy, destinato all’addio, mentre per Zeki Çelik la distanza economica resta significativa, con le richieste considerate troppo elevate dalla proprietà. La Roma, dunque, si muove tra conferme e partenze, con il nuovo assetto tecnico che inizia a ridisegnare le priorità della rosa: niente rivoluzioni, ma acquisti mirati ad aumentare la qualità della squadra.

Fonte: Gazzetta dello Sport