Bruno Conti lascia la Roma: cinquant’anni di storia si chiudono il 30 giugno

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Dopo oltre cinquant’anni di storia in comune, Bruno Conti e la Roma si separano. L’indiscrezione, riportata da Piero Torri, racconta di una decisione già presa: il contratto in scadenza il 30 giugno non verrà rinnovato e la leggenda giallorossa, 71 anni, ha scelto di ritirarsi definitivamente per dedicarsi alla famiglia nella sua Nettuno.

Un addio che chiude un cerchio lunghissimo. Da calciatore simbolo e campione d’Italia a dirigente del settore giovanile, Conti ha lasciato un’impronta profonda sul vivaio giallorosso: sotto la sua gestione il club ha prodotto talenti capaci di generare plusvalenze per oltre 300 milioni di euro. Negli ultimi anni ricopriva il ruolo di selezionatore per le squadre Under 14.

Alla base della decisione, oltre alle ragioni anagrafiche, peserebbero i cambiamenti profondi di un calcio giovanile ormai lontano dalla sua visione e la sensazione di una crescente marginalizzazione nel nuovo assetto societario. La ristrutturazione del vivaio — con il ritorno di Tarantino e l’innesto di Pasquale Berardi come capo scouting — avrebbe convinto Conti a farsi da parte.

La sua uscita di scena rappresenta la perdita di uno degli ultimi pilastri del “romanismo” a Trigoria. E non è l’unica: anche il futuro di Alberto De Rossi, anch’egli con il contratto in scadenza a fine stagione, resta incerto. Un’epoca che si chiude, lentamente ma inesorabilmente.

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Fonte: Radio Manà Sport

ULTIME DA TRIGORIA – Soulé in gruppo, lo staff esalta Vaz: “Che bestia!” – VIDEO

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La Roma lavora a Trigoria in attesa che rientri il gruppo al completo dopo la sosta per le Nazionali. Nel mirino c’è il big match di Pasqua in casa dell’Inter, capolista e avversario più difficile sulla carta per il rush finale giallorosso.

La seduta ha alternato esercizi con il pallone a lavoro di forza, con partitine a campo ridotto e conclusioni verso la porta, il tutto sotto gli occhi attenti di Gian Piero Gasperini. Due le note più interessanti della giornata. Matias Soulé ha continuato ad allenarsi con il gruppo, confermando i progressi degli ultimi giorni in vista di una probabile convocazione per San Siro.

E poi c’è Robinio Vaz, che continua a fare colpo: lo staff tecnico di Gasperini non ha nascosto l’entusiasmo nei confronti del giovane francese, acclamandolo con un eloquente «Che bestia!» durante la seduta.

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Redazione GR.net

Italia, terremoto in arrivo: Gattuso verso le dimissioni, ipotesi Conte. E i club spingono per Malagò

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Il momento più buio della storia calcistica italiana. La sconfitta ai calci di rigore contro la Bosnia ha sancito la mancata qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva, un’enormità difficile da metabolizzare per un Paese che il calcio ce l’ha nel DNA. E le conseguenze, inevitabilmente, saranno pesanti.

Gennaro Gattuso sembra essere sempre più vicino all’addio: fonti vicine all’allenatore indicano che il commissario tecnico è orientato verso le dimissioni. Una scelta che, alla luce della debacle, appare quasi inevitabile. Ma il terremoto non si fermerà alla panchina.

La clamorosa eliminazione porterà a una rivoluzione all’interno della FIGC. Quattro gli scenari possibili: le dimissioni del presidente Gabriele Gravina, il commissariamento della Federcalcio da parte del CONI — in forma breve per andare subito a nuove elezioni, o in forma speciale per tentare di risolvere i problemi strutturali — la convocazione diretta delle elezioni da parte dello stesso Gravina, oppure la nomina di Giovanni Malagò come nuovo presidente federale. Quest’ultima opzione è quella che raccoglie più consensi tra i presidenti di club di Serie A, diversi dei quali avrebbero già sondato la disponibilità dell’ex numero uno del CONI. Un’ipotesi concreta, non una suggestione.

Sul fronte della panchina, tra i nomi circolati c’è anche quello di Antonio Conte, già ct della Nazionale dal 2014 al 2016. «Al momento si tratta di ipotesi abbastanza precoci ma non campate in aria», le parole di Ferri. L’Italia sembra pronta a ripartire da zero.

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Fonti: Sky Sport / ilmessaggero.it

Inter-Roma: arbitra Sozza, Di Paolo al VAR

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Il big match della giornata di campionato di Pasqua tra Inter e Roma, in programma per domenica 5 aprile alle 20:45 a San Siro, sarà diretto da Simone Sozza.

Il direttore di gara sarà coadiuvato dagli assistenti Peretti e Costanzo, mentre il IV Uomo sarà Colombo. Al VAR ci sarà Di Paolo, Aureliano sarà l’AVAR. Di seguito le designazioni complete del prossimo turno di campionato.

SASSUOLO – CAGLIARI Sabato 04/04 h 15:00

CHIFFI

CECCONI – GARZELLI

IV:      MASSIMI

VAR:  AURELIANO

AVAR:   DI VUOLO

 

H. VERONA – FIORENTINA Sabato 04/04 h. 18.00

GUIDA

MELI – PASSERI

IV:      BONACINA

VAR:   MERAVIGLIA

AVAR:    DI BELLO

 

LAZIO – PARMA Sabato 04/04 h. 20.45

MARCENARO

ROSSI M. – ROSSI C.

IV:       DI MARCO

VAR:  CAMPLONE

AVAR:    FABBRI

 

CREMONESE – BOLOGNA Domenica 05/04 h. 15.00

ABISSO

MOKHTAR – BIANCHINI

IV:     PICCININI

VAR:   MAGGIONI

AVAR:    MARIANI

 

PISA – TORINO Domenica 05/04 h. 18.00

ZUFFERLI

VECCHI – LAGHEZZA

IV:      TREMOLADA

VAR:   DI BELLO

AVAR:    GIUA

 

INTER – ROMA Domenica 05/04 h. 20.45

SOZZA (foto)

PERETTI – COSTANZO

IV:     COLOMBO

VAR:   DI PAOLO

AVAR:  AURELIANO

 

LECCE – ATALANTA Lunedì 06/04 h. 15:00

LA PENNA

FONTEMURATO – BARONE

IV:     RAPUANO

VAR:    MARINI

AVAR:     MAGGIONI

 

UDINESE – COMO Lunedì 06/04 h. 15:00

MARESCA

CECCON – BELSANTI

IV:     PERENZONI

VAR:     MAZZOLENI

AVAR:      GHERSINI

 

JUVENTUS – GENOA Lunedì 06/04 h. 18:00

MASSA

LO CICERO – TRINCHIERI

IV:       MARCHETTI

VAR:     PATERNA

AVAR:  MERAVIGLIA

 

NAPOLI – MILAN Lunedì 06/04 h. 20:45

DOVERI

BACCINI – COLAROSSI

IV:       PAIRETTO

VAR:     MARIANI

AVAR:   DI PAOLO

 

Abodi chiede le dimissioni di Gravina: “Calcio italiano da rifondare a partire dai vertici”

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Andrea Abodi, ministro per lo Sport, ha diramato una nota all’indomani della clamorosa sconfitta dell’Italia contro la Bosnia e la conseguente mancata partecipazione al Mondiale per la terza volta consecutiva. Ecco il suo messaggio.

“Il calcio è uno sport e, in un tempo di crisi militari ed economiche come questo, non va caricato di significati eccessivi. D’altra parte è innegabile che non sia solo uno sport. Particolarmente in Italia, dove il calcio si fa cultura popolare, rito comunitario, prestigio internazionale. Mi dispiace pensare che ci sia un’intera generazione di bambini e ragazzi che non abbia ancora provato l’emozione di veder giocare la Nazionale in un mondiale di calcio.

Ringrazio la squadra e il suo allenatore per l’impegno che hanno dimostrato anche ieri sera, ma è evidente a tutti che il calcio italiano va rifondato e che questo processo debba ripartire da un rinnovamento dei vertici della FIGC. Il Governo ha dimostrato concretamente, in questi anni, l’impegno a favore di tutto il movimento sportivo italiano.

I nostri atleti ci hanno regalato enormi soddisfazioni in tante discipline, e io reputo obiettivamente scorretto tentare di negare le proprie responsabilità sulla terza mancata qualificazione consecutiva ai Mondiali di calcio, accusando le Istituzioni di una presunta inadempienza e sminuendo l’importanza e il livello professionistico di altri sport. Noi continueremo, come abbiamo fatto finora, a fare ciò che compete alle Istituzioni ma serve responsabilità, umiltà e rispetto da parte di tutti. L’Italia deve tornare ad essere l’Italia, anche nel calcio mondiale”.

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Redazione GR.net

“ON AIR!” – FERRAZZA: “Gasp solo a Trigoria, vogliono portarlo all’esasperazione”, CASANO: “In questa situazione puoi andare solo incontro al disastro”, CORSI: “L’Italia? Undici pulcini delicati”, NARDO: “Assuefatti alla mediocrità”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “La Bosnia tutta insieme non fa gli abitanti di Roma. E non siamo riusciti a mandare in campo una squadra in grado di battere una nazionale il cui giocatore più forte ha 40 anni e gioca nella Serie B tedesca. Lo sconforto la fa da padrona. Questa è la nazionale composta da giocatori mediocre, guidata da un allenatore mediocre e che ha alle spalle una federazione mediocre. Ed è giusto che non vada al mondiale. Qua serve un cambiamento di rotta: io a capo della FIGC ci metterei Tommasi se non fosse il sindaco di Verona…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Io da bambino ricordo che l’Italia era sempre al mondiale, le partite di qualificazione finivano 8 a 0. Ora c’è stata una involuzione. L’espulsione ieri ha cambiato la partita, ma anche 11 contro 11 la differenza non si vedeva. E tu sei l’Italia. Ora nel calcio viene messo in luce chi corre più di tutti durante la partita, e magari non ha mai toccato il pallone. Non c’è più talento. Kean è forte, ma è il titolare di una squadra che gioca per la salvezza: prima avevi i Vieri, i Baggio, i Del Piero, i Totti. Ora non si cresce più un talento, non ci sono più i numeri dieci…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Faccio fatica a contare i famosi 16 giocatori del blocco squadra di Gasperini, perchè in estate rischi di perderne un paio dei migliori. Saremo a 12-13, che è una base minima, che potrebbe andare bene per una squadra che non gioca le coppe. Ma se la Roma dovesse giocare l’Europa League, tu sei molto in ritardo e devi quasi costruire un’altra squadra per giocare la coppa. Io vedo un enorme ritardo. E le ricostruzioni di Moretto sulle tensioni tra Gasperini e Massara sono inquietanti: io spero che chi di dovere prenda oggi una decisione, e si inizi a programmare da oggi. O con questo allenatore, o se hanno deciso di cambiare, con un altro. Poi giudicheremo la scelta di merito. Ma tu in questa situazione puoi andare solo incontro al disastro per come la vedo io…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “La partita di ieri sera? Da una parte c’era una squadra di 11 giocatori che giocavano con tanta voglia, perchè sono nazionalisti al massimo. Poi sono entrati i nostri, delicati: chi aveva il cerchietto, chi i bigodini, chi non voleva sporcarsi perchè poi doveva andare in discoteca…Ma dov’è finito l’urlo di Tardelli, che correva per 40 metri dopo il gol? Ieri sembravano 11 pulcini contro 11 gladiatori. La cosa più vergognosa è stata mettere in mezzo l’arbitro. Ma che abbiamo bisogno dell’arbitro per battere la Bosnia? Gattuso non è buono, ma lo volete capire? Ne ha veramente fatti tanti di errori. L’unico che mi è piaciuto davvero è stato Palestra, quello è bravo davvero, e stava in panchina…”

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Gasperini vorrebbe avere un confronto con Friedkin e Massara per pianificare la prossima stagione, ma nessuno gli risponde, a Trigoria non c’è nessuno. Lui vorrebbe una squadra per provare a vincere, e invece gli dicono: “Vediamo a fine stagione“, ma che modo è…Sembra lo vogliano portare all’esasperazione, bisognerà vedere che succederà a fine anno eh…l’aria che tira sembra quella…ragazzi che estate sarà, mamma mia…”

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Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “La sconfitta dell’Italia? C’è rassegnazione, e non ci sono segnali di rinnovamento. Anche la Francia ha avuto un periodo buio, lo stesso la Germania, ma hanno saputo risollevarsi. Qui ci sono dei risultati sotto gli occhi di tutti, e la questione comincia ad allargarsi, siamo sempre meno proponibili a livello internazionale. Se non è Gravina che fa un passo indietro, serve che qualcuno glielo faccia fare, altrimenti non so che fine faremo. Ieri l’Italia è scesa in campo con una paura addosso incredibile, si capiva che non ce la faceva. In dieci contro la Bosnia, che è una squadra veramente modesta, c’era il terrore, si è difesa dal 45esimo come fosse il novantesimo…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “Ho la convinzione che tra qualche settimana si tornerà serenamente a parlare delle solite cose, del Var, dell’episodio discusso, si tornerà alla triste routine. C’è una sorta di assuefazione, non ci si stupisce più che l’Italia non vada ai mondiali, che l’Inter capolista venga eliminata dal Bodo, che il Napoli campione d’Italia arrivi dietro al Qarabag in Champions…c’è assuefazione a questa realità, e non c’è nessuna voglia di cambiarla…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Vi sembra normale che ieri, dopo l’ennesimo mondiale perso, non ci sia stato qualcuno che abbia detto “mi dimetto”? Io penso comunque che alla fine andranno via Gattuso, Buffon e Gravina, e il candidato forte ora per la presidenza della Federcalcio è Giovanni Malagò, che al Coni ha fatto un lavoro straordinario. Ma con tutto il rispetto della nazionale, io penso alla Roma. Mi ha fatto più male la sconfitta di Genoa che quella di ieri…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Ci sono tre cose che sono state disastrose: la programmazione degli ultimi otto anni, la gestione tecnica, e il modo di giocare a calcio. Noi siamo antichi come il cucco: le migliori d’Europa giocano a quattro, noi continuiamo a giocare con questo gioco speculare che non porta a niente. Serve una rivoluzione tattica: i terzini devono fare i terzini, gli esterni devono fare gli esterni, ieri i loro esterni c’hanno fatto una capoccia tanta, hanno messo dentro 100 palloni dentro l’area. Noi passivi, non correvamo. Ieri il ct della Bosnia aveva detto che avrebbe messo il pullman davanti la porta, e invece non ce l’ha messo per niente. In 11 contro 11 siamo andati in vantaggio senza aver mai superato la metà campo. Basta. Questo 3-5-2 ha stufato…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Guardando la partita mi dicevo: “Loro hanno scelto questo campo per mettere il pullman davanti la porta, e invece giocano la partita“. Ma noi cosa stavamo facendo? Avevi un vantaggio che doveva essere determinante, e invece hanno fatto quello che hanno voluto. Si capiva guardando la partita che non ce l’avresti fatta. Se avessimo passato il turno, avrebbero detto che l’Italia aveva fatto l’impresa, sarebbe stato così…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “I rigori per me non sono una lotteria, sono una parte della sfida e occorre arrivarci preparati. Si discuterà se sia stato giusto far calciare il primo a un semi debuttante, non so se sia stata una scelta azzeccata. Molti di noi pensavano che sarebbe stata possibile un’altra eliminazione, perchè la situazione del nostro calcio è questa. I due mondiali saltati non ci sono serviti a nulla. Dobbiamo ripartire dal fatto che giocano troppi stranieri nel nostro campionato, e metterci una toppa…”

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Redazione Giallorossi.net

Svilar vuole restare, la Roma riflette: deve fare cassa

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La Roma vorrebbe tenerselo stretto, e anche lui vorrebbe restare. Ma il bilancio, prima o poi, presenta il conto. E tra i pezzi pregiati che potrebbero lasciare Trigoria in estate, Mile Svilar è forse quello con la quotazione più alta: almeno 50 milioni, per di più di plusvalenza piena. Una cifra che, in un contesto di necessità finanziarie concrete, diventa difficile da ignorare.

Il club giallorosso ha compiuto un percorso di risanamento significativo negli ultimi anni — dal -219,3 milioni di bilancio del 2011/12 al -53,8 dello scorso esercizio — e la chiusura dei contratti con gli sponsor Wizz Air e Eurobet.live ha portato ulteriore liquidità. Ma il punto di pareggio è ancora lontano, e prima del 30 giugno serviranno parecchie decine di milioni di ricavi. La triade dei possibili sacrificati è già definita: Ndicka, Koné e appunto Svilar.

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I numeri del portiere serbo parlano da soli: 13 clean sheet in 30 partite di campionato, 88 parate su 111 tiri, pari al 79% — percentuale superiore alla media europea che si attesta tra il 70% e il 75%. Miglior portiere della Serie A lo scorso anno, ancora protagonista in questa stagione. Non sorprende, quindi, che su di lui ci sia l’interesse concreto di Chelsea, Bayern Monaco, Manchester United, Newcastle e Galatasaray. Con così tanti top club a caccia di un portiere, a Trigoria potrebbe arrivare un’offerta “indecente”, come accadde ai tempi di Alisson.

Se la separazione dovesse concretizzarsi, la Roma ha già individuato i possibili sostituti: due portieri del giro azzurro come Guglielmo Vicario e Marco Carnesecchi, quest’ultimo gestito dalla World Soccer Agency, agenzia molto vicina all’ambiente giallorosso.
A Trigoria sperano di non doverci arrivare. Ma il mercato, si sa, ha le sue logiche. E 50 milioni di plusvalenza piena sono argomenti difficili da respingere.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

El Aynaoui col mal d’Africa: ora Neil cerca la svolta

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Non è un vero e proprio mal d’Africa, ma la parabola discendente di Neil El Aynaoui è ormai sotto gli occhi di tutti. Dopo un inizio di stagione complicato il centrocampista marocchino aveva saputo conquistarsi un ruolo preciso: dodicesimo uomo, primo cambio a gara in corso, pronto a partire dall’inizio quando serviva far rifiatare qualcuno in mezzo al campo.

Un equilibrio costruito con pazienza e che la Coppa d’Africa — disputata da protagonista, persa solo in finale — ha fatto saltare. Il rientro in giallorosso non è mai stato semplice. El Aynaoui ha faticato a recuperare condizione e minutaggio, scivolando progressivamente nelle gerarchie. Nelle ultime sette di campionato ha giocato da titolare solamente contro il Lecce. Nel mezzo, l’ingenuità pesante contro la Juventus: dal suo fallo nel finale è nata la punizione di Gatti per il 3-3. E a fare da sfondo, il tremendo shock della rapina subita in casa a Castel Fusano, un trauma che nessuno dovrebbe essere costretto ad affrontare.

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A scalzarlo definitivamente c’ha pensato Pisilli, passato in poche settimane da gregario a titolare inamovibile e convocato in Nazionale. Un sorpasso netto, difficile da contestare. Con il Marocco, però, El Aynaoui ha ritrovato il sorriso. Contro l’Ecuador ha sbagliato un rigore ma si è subito riscattato con un gol, bissato poi contro il Paraguay. Segnali di ripresa che arrivano nel momento giusto, perché l’occasione per rilanciarsi è concreta: con Koné out fino al 25 aprile, nelle prossime tre partite — Inter, Pisa e Atalanta — ci sarà spazio per lui. Magari già a San Siro, stadio in cui a novembre contro il Milan non aveva sfigurato.

Il suo ultimo gol con la Roma resta quello contro il Midtjylland in Europa League. Poco, per un giocatore che la scorsa stagione aveva realizzato 8 reti in 24 gare — numeri che avevano convinto Massara a investire 23 milioni per portarlo a Trigoria, creando peraltro la prima frizione con Gasperini, che avrebbe preferito Rios, poi finito al Benfica. Adesso El Aynaoui ha davanti a sé una finestra di opportunità. Sta a lui decidere se aprirla.

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Fonte: Il Messaggero

Soulé fa progressi e punta l’Inter: con Malen e Pellegrini tris ideale

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Matias Soulé non si ferma mai. Anche nei giorni di riposo, mentre i compagni staccavano la spina, l’argentino era al Fulvio Bernardini a lavorare con la camera iperbarica e ad allenarsi per un’ora e mezza con i pochi presenti a Trigoria. Un’ora e mezza di lavoro, un segnale preciso: San Siro è nel mirino.

I progressi ci sono e si vedono. Soulé — secondo marcatore della squadra e calciatore più decisivo considerando gol e assist (14 in totale) — punta la convocazione per il big match di Pasqua contro l’Inter. La pubalgia non gli dà ancora tregua, ma la direzione è quella giusta. Se arriverà alla sfida di San Siro in condizioni accettabili, potrebbe anche partire dal primo minuto. Altrimenti, resterà una freccia da scoccare nella ripresa.

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E Gasperini, nel frattempo, inizia a disegnare l’assetto anti-Inter. La formula più offensiva fa sempre più strada nella testa del tecnico: Malen centravanti, con Pellegrini e Soulé alle sue spalle. Un tridente di qualità che Gasperini ha potuto testare finora solo in due occasioni — a Udine, sconfitta per 1-0, e contro il Cagliari, vittoria per 2-0 — e che attende una prova del nove di livello. Il rientro di Malen da questa mattina permetterà di lavorarci con più continuità nei prossimi allenamenti.

Con Soulé in campo, la Roma ritroverebbe anche un mancino a destra, riportando Pellegrini sulla fascia sinistra e tornando a giocare con i trequartisti a piede invertito. Un dettaglio tecnico tutt’altro che secondario. Nel gioco delle alternative restano vivi anche Vaz — protagonista contro il Lecce e rimasto a lavorare a Trigoria durante la sosta — ed El Shaarawy. Più indietro nelle gerarchie, invece, Venturino e Zaragoza.

L’alternativa alla soluzione più offensiva imporrebbe un centrocampista aggiuntivo: senza Koné, il candidato sarebbe El Aynaoui al fianco di Cristante e Pisilli. Ma rinunciare a Soulé e Pellegrini proprio ora che l’argentino sta ritrovando la condizione sarebbe un piccolo passo indietro difficile da giustificare. La logica del calcio, del resto, impone di avventurarsi nell’ignoto piuttosto che ripararsi dai pericoli immaginati. E Gasperini, domenica sera, vuole giocarsi tutte le sue carte migliori.

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Fonti: Corriere della Sera / Corriere dello Sport

Dramma Italia: terzo mondiale da spettatori, sconfitta ai rigori contro la Bosnia (5-2 d.c.r.)

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Un’altra notte amara, l’ennesima. L’Italia cade ai rigori contro la Bosnia nella finale playoff e manca la qualificazione al Mondiale per la terza volta consecutiva.

Eppure la partita si era messa subito sui binari giusti. Gli azzurri partono con il piede giusto e trovano il vantaggio grazie a Moise Kean, dando l’impressione di poter controllare la gara. L’episodio che cambia tutto arriva però poco dopo: l’espulsione di Alessandro Bastoni lascia l’Italia in inferiorità numerica e costringe la squadra a ridisegnarsi.

Nella ripresa la Bosnia ne approfitta dopo le occasioni fallite da Pio Esposito e Di Marco e trova il gol del pareggio con Tabakovic, riportando il match in equilibrio. Da lì in avanti diventa una battaglia di resistenza: nei tempi supplementari l’Italia stringe i denti e riesce a trascinare la sfida fino ai calci di rigore.

Dal dischetto arriva la condanna. Gli errori di Pio Esposito e Cristante risultano decisivi, mentre i bosniaci si dimostrano impeccabili, trasformando tutti e quattro i tentativi.

Il verdetto è durissimo: eliminazione e niente Mondiale. Ancora una volta. Un risultato che pesa come un macigno e che conferma la crisi degli azzurri, lasciando aperti interrogativi profondi sul presente e sul futuro del movimento.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo martedì 31 marzo 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 22:45 – U18, Irlanda-Italia 1-2: doppietta di Arena

Notte da protagonista per Antonio Arena. Il giovane attaccante giallorosso è stato il match winner della gara U18 fra Irlanda e Italia con una doppietta. Gli Azzurri hanno così confermato il posto in classifica in vista della qualificazione all’Europeo U19 del 2027.

Ore 21:50 – Olanda-Ecuador: Malen sostituito al 17′

Serata più breve del previsto per Donyell Malen con la maglia dell’Olanda. La nazionale dell’attaccante giallorosso è in campo contro l’Ecuador in un match amichevole, ma il bomber romanista è stato sostituito al 17′ dopo il rosso rimediato da Dumfries. Con un suo movimento, però, aveva indotto Pacho a realizzare l’autogol del momentaneo 1-0.

Ore 20:55 – El Aynaoui in rete col Marocco

Altri minuti per Neil El Aynaoui. Il centrocampista di proprietà della Roma ha iniziato dal primo minuto la sfida amichevole del Marocco contro il Paraguay. Il giocatore giallorosso ha trovato la via delle rete al 54′ con un inserimento in area di rigore ed è rimasto in campo fino al termine della partita.

Ore 15:20 – Kohn offerto alla Roma: assist con il Ghana

Derrick Kohn si mette in mostra con un assist nell’amichevole persa dal Ghana contro la Germania: il terzino dell’Union Berlin è stato proposto a diversi club di Serie A, tra cui la Roma, alla ricerca di un sostituto di Kostas Tsimikas. Sul giocatore anche Juventus e Milan. (Calciomercato.it)

Ore 11:25 – Alajbegovic, talento in vetrina: c’è anche la Roma

Il 18enne Kerim-Sam Alajbegović, in campo con la Bosnia contro l’Italia, è tra i profili più seguiti in Europa: il Bayer Leverkusen ha già esercitato il diritto di riacquisto (circa 8 milioni) dal Red Bull Salzburg. Sul talento offensivo, protagonista anche in nazionale, ci sono diversi club di Serie A tra cui Napoli, Juventus, Milan e la Roma. (Tuttosport)

Ore 10:40 – Italia, tre romanisti convocati da Gattuso

Sfida decisiva per l’Italia di Gennaro Gattuso contro la Bosnia: tra i 23 convocati ci sono Gianluca Mancini, Bryan Cristante e Niccolò Pisilli. Fuori invece Elia Caprile, Giorgio Scalvini, Diego Coppola, Nicolò Cambiaghi e Gianluca Scamacca.

Ore 9:30 – Trigoria, ripresa verso l’Inter: Dybala punta aprile

Ripresa degli allenamenti a Trigoria dopo tre giorni di stop concessi da Gian Piero Gasperini, ancora senza i nazionali. Ok Mario Hermoso, atteso titolare a San Siro e vicino al rinnovo. Conto alla rovescia per Matías Soulé, che punta alla convocazione, mentre Paulo Dybala accelera per rientrare già ad aprile. (Il Messaggero)

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Ore 8:50 – Roma, emergenza infortuni: 20 stop muscolari

Stagione complicata per la Roma: con lo stop di Wesley França salgono a 20 gli infortuni muscolari. Il più colpito Mario Hermoso (4), seguito da Leon Bailey (3); a quota due anche Paulo Dybala, Manu Koné e Artem Dovbyk. Un problema a parte per Matías Soulé (pubalgia), mentre uno stop ciascuno per Lorenzo Pellegrini e Stephan El Shaarawy. (Il Tempo)

Ore 7:35 – Dovbyk vede il rientro: esame decisivo ad aprile

Artem Dovbyk punta a tornare nel finale di stagione dopo l’intervento al tendine: decisiva la risonanza nella terza settimana di aprile per il via libera al rientro in gruppo. In caso di esito positivo, possibile convocazione contro Fiorentina o Parma, prima del derby di ritorno. (Corriere dello Sport)

IN AGGIORNAMENTO…

Moretto: “Frizioni tra Gasperini e Massara, a fine stagione confronto decisivo con i Friedkin”

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L’aria a Trigoria non è delle più distese, e non è un mistero. Come riporta Matteo Moretto, la tensione tra Gasperini e Massara è ancora in essere, con divergenze di vedute emerse in maniera netta soprattutto durante il mercato di gennaio.

Se il tecnico può dirsi soddisfatto dell’arrivo di Malen, lo stesso non vale per la situazione sulla fascia sinistra: Gasperini aveva chiesto un esterno sin dall’estate, e Zaragoza — arrivato a gennaio — sta deludendo le aspettative.

Frizioni che si trascinano da mesi e che i Friedkin non possono continuare a ignorare. A fine stagione, con i texani presenti, è previsto un confronto diretto per fare il punto della situazione: si deciderà se Gasperini e Massara potranno continuare a lavorare insieme, oppure se sarà necessaria una separazione.

Nel mezzo, otto partite per provare a raggiungere la Champions League. Un obiettivo che potrebbe cambiare — o quantomeno condizionare — l’esito di quel confronto. Perché i risultati, alla fine, restano il parametro di giudizio più importante. E in questo momento, sono l’unica cosa che conta davvero.

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Redazione GR.net

Paredes rivela: “Dybala al Boca sarebbe un sogno, anche lui è entusiasta”

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Il richiamo dell’Argentina si fa sempre più insistente. Leandro Paredes apre pubblicamente alla possibilità di vedere Paulo Dybala con la maglia del Boca Juniors, alimentando una trattativa che va avanti da tempo senza ancora una svolta definitiva.

Intervenuto ai canali ufficiali della Conmebol Libertadores, l’ex centrocampista giallorosso non ha nascosto il suo desiderio: “Per me sarebbe un sogno”. Parole chiare, seguite da un ulteriore passaggio che lascia spazio all’ottimismo: Anche lui è molto entusiasta. Ha un sogno da realizzare, lo stesso di suo padre. Ci sono molte cose in gioco che lo porteranno a decidere se venire o meno. Avrà le sue ragioni per farlo o meno”.

Un invito esplicito, che si chiude con una speranza personale: “Da parte mia, spero che questo sogno si avveri, perché sarebbe molto importante per tutti”. Il pressing del Boca Juniors, dunque, resta concreto, mentre dall’Argentina continuano a spingere per riportare Dybala a casa.

Nel frattempo, il futuro dell’attaccante resta in bilico. Il contratto con la Roma è in scadenza a giugno e, al momento, non si registrano passi avanti concreti per il rinnovo, neppure a cifre ridotte. Sul tavolo non c’è solo l’offerta del club argentino, ma anche altri interessamenti dall’estero.

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Redazione GR.net

“ON AIR!” – CORSI: “Rinnovo a Pellegrini? Va bene se vuoi restare quinto”, NARDO: “Il ko di Wesley una sentenza sulle speranze Champions”, ROSSI: “Ma la Roma può ancora fare filotto”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “Di Gasperini si può dire tutto, e probabilmente anche lui ha a che fare con qualche problema muscolare. Però noi giochiamo contro l’Inter senza Konè, Soulè, Dybala e Wesley, come se a loro levassi Lautaro, Thuram, Barella e Calhanoglu. Io non avevo tante speranze prima, e ne ho di meno adesso. Le residue possibilità di arrivare in Champions, che ormai sono remote, sono legate anche al rendimento delle avversarie: dobbiamo sperare che almeno una tra Genoa e Udinese tolga punti a Juve e Como. Poi la Roma potrebbe anche fare filotto nelle restanti sette partite, perchè incontra tutte squadre che stanno sotto…”

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Rinnovi? Se Pellegrini, Celik e Cristante l’anno prossimo saranno tre riserve della Roma, andrà bene. Se saranno ancora tre titolari, andrà male. Quest’anno Gasperini ha avuto delle difficoltà che non potevano essere previste, con assenze pesanti da quella di Angelino arrivando a quella di Soulè. Pronti via, avevi due centravanti che non ne facevano uno, non dimentichiamoci che prima dell’arrivo di Malen sei stato costretto a giocare con Baldanzi falso nove…va tutto contestualizzato…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Angelino va testato, perchè se torna quello di prima, la Roma ritrova un titolare. Devi riaccendere un giocatore fermo da mesi. A San Siro che speri di andare a fare, firmeremmo tutti per un pareggio. Anche se mettessi in campo Angelino, il livello dell’Inter resterebbe nettamente superiore al tuo. Quale occasione migliore per riaccenderlo se non una partita come questa? Io l’opzione di rivederlo titolare non la scarto. Col piede che ha, una buona partita per 50 minuti la può fare. Io piuttosto che adattare Rensch a sinistra, ci proverei…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “Pellegrini resta accettando 2 milioni e mezzo? Se vuoi continuare con questa Roma, va benissimo. Anche perchè pure Cristante firmerà fino al 2030. Se questa Roma deve restare da quinto o sesto posto, allora ok. Ma se vogliamo una Roma vincente, allora basta…Se Pellegrini accetterà un contratto alla Pisilli? Secondo me sì, a meno che non abbia voglia di rivalsa in un’altra squadra…”

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Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “La speranza è che il rientro di Soulè possa dare un po’ di imprevedibilità e gol a un attacco che, tolto Malen, fa grande fatica a trovare la porta. Gasperini avrà sicuramente digerito male l’infortunio di Wesley, sa di avere tante armi in meno rispetto alle concorrenti, ma non mi sembra uno che si butta giù, anzi, darà il massimo. Lui a un certo punto ha creduto molto più possibile la Champions di quanto non fosse, poi però quando sono arrivati stanchezza e infortuni il campionato si è livellato…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “L’infortunio di Wesley, non giriamoci intorno, rappresenta una sentenza sulle residue speranze della Roma di andare in Champions. So che non è questo il messaggio che deve passare, perchè siamo a tre punti dal quarto posto, ma se hai fuori Dybala, hai fuori Soulè, hai fuori Konè, l’ultima cosa che doveva accadere è accaduta…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Wesley era un anno e mezzo che non si fermava mai. Io mi aspettavo che prima o poi accusasse un attimo di down, ma sostanzialmente non ce l’ha mai avuto. Per me il suo infortunio non può essere una sorpresa… Sono 25 anni che non vinci uno scudetto, sono otto anni che non vai in Champions, e anche se lo spogliatoio non ci pensa, c’è questo dna che ti porti appresso e dentro al campo, e al primo episodio negativo riesce tutto fuori. Anche noi contribuiamo a questo dna, rimescoliamo, riparliamo,  “Squadra di scarsoni“, “la banda del sesto posto”…è tutto un ambiente, un pensiero che c’è ma non si vede, e tutto questo nello spogliatoio c’è, anche se non ne parlano…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Due milioni di rinnovo per Pellegrini? E quanto ti devono offrire…poi se trovi chi ti dà il doppio allora è un altro discorso, a quell’età lì certe situazioni non capitano più. Ma se la Roma ti dà la possibilità di lavorare ancora nella squadra che ami, penso che sia un’occasione che devi prendere in considerazione…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Rinnovo di Pellegrini a due milioni e mezzo? Restare alla Roma a quelle cifre, per essere insultato dai tifosi, io andrei via…e ho detto tutto…Io non resterei, perchè a ogni partita se non fa due gol viene insultato. Il suo credito a Roma è terminato, penso che qui abbia finito…”

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Redazione Giallorossi.net

Pellegrini può restare: Gasp dice sì, pronto il taglio dell’ingaggio

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Lorenzo Pellegrini vuole restare alla Roma. E per farlo, sembra essere disposto a ridursi sensibilmente lo stipendio. È quanto racconta oggi la Gazzetta dello Sport: l’unica strada percorribile per un rinnovo passa da un nuovo ingaggio intorno ai 2-2,5 milioni, cifra sensibilmente inferiore a quella attuale. Una rinuncia economica importante, che però Pellegrini sembrerebbe disposto ad accettare pur di non lasciare la maglia giallorossa.

Il momento, dal punto di vista del campo, sembra essere incoraggiante. Nell’ultimo mese prima della sosta il centrocampista ha segnato due gol in Europa League contro il Bologna e ha servito tre assist — ancora al Bologna, poi a Cristante contro la Cremonese e a Ndicka con la Juventus. Numeri che hanno convinto anche Gasperini, che ha fatto sapere alla società di gradire la sua conferma per la prossima stagione.

Il contratto scade il 30 giugno, e Pellegrini lo sa. Il pensiero c’è, non potrebbe essere altrimenti dopo nove anni — dal ritorno del 2017 — trascorsi con la Roma tatuata sul cuore. Tra i quattro giocatori in scadenza, lui è l’unico che potrebbe avere concrete possibilità di restare: Dybala, Celik ed El Shaarawy sembrano destinati ad altri lidi. Qualche contatto tra il club e l’entourage del giocatore c’è già stato, e il tema del rinnovo è stato messo sul tavolo.

Alla finestra, ovviamente, non mancano i pretendenti. Juventus, Napoli e Inter hanno tutte manifestato interesse per un giocatore che a parametro zero rappresenterebbe un colpo di mercato di primo livello. Ma il sogno di Pellegrini è un altro: continuare a Roma, magari oltre quella data del 30 giugno che per ora pesa come un macigno.

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Fonte: Gazzetta dello Sport