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	<title>Editoriali Archivi - Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive</title>
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	<description>Ultime notizie AS Roma: calciomercato, formazioni, risultati, video, cronaca, interviste e aggiornamenti in tempo reale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 25 May 2026 11:02:01 +0000</lastBuildDate>
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		<title>A RIVEDER LE STELLE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giallorossi.net]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2026 05:31:36 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Sette anni dopo. Sette anni lunghissimi, pesanti, pieni di false partenze, illusioni, cadute, rivoluzioni tecniche e stagioni finite troppo presto. La Roma torna finalmente in Champions League e ci torna nel modo più romanista possibile: soffrendo fino all’ultimo respiro, tremando, sporcandosi, sentendo addosso tutto il peso della paura di fallire. Perché chi pensava a una [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sette anni dopo.</strong> Sette anni lunghissimi, pesanti, pieni di false partenze, illusioni, cadute, rivoluzioni tecniche e stagioni finite troppo presto. La<strong> Roma torna finalmente in Champions League</strong> e ci torna nel modo più romanista possibile: soffrendo fino all’ultimo respiro, tremando, sporcandosi, sentendo addosso tutto il peso della paura di fallire.</p>
<p>Perché <strong>chi pensava a una passeggiata contro un Verona già retrocesso aveva capito poco</strong> sia della partita che della storia recente della Roma. E infatti il Bentegodi si è trasformato subito in una <strong>trappola emotiva</strong>. Da una parte una squadra che non aveva più nulla da chiedere al campionato ma che, come aveva già fatto contro Juve, Inter e Milan nelle settimane precedenti, ha giocato una partita vera, feroce, sporca, lottando su ogni pallone come se ci fosse ancora una salvezza da conquistare. Dall’altra una<strong> Roma schiacciata dalla responsabilità di dover vincere per forza</strong>. E si è visto.</p>
<p>Il primo tempo è stato quasi interamente divorato dalla tensione. Pochissime occasioni, tanti errori tecnici, ritmi spezzati e quella sensazione costante che ogni minuto che passava potesse trasformarsi in un macigno psicologico. La più grande occasione l’ha avuta addirittura il Verona, con<strong> Bowie lanciato solo davanti a Svilar.</strong> E lì, nel momento più delicato della stagione romanista, il portiere giallorosso ha ricordato ancora una volta perché pochi minuti prima della partita era stato premiato come miglior portiere della Serie A. Una <strong>parata mostruosa, di puro istinto e riflessi</strong>, che ha tenuto in piedi la Roma quando tutto rischiava di complicarsi terribilmente.</p>
<p>Poi nella ripresa<strong> è salito in cattedra Paulo Dybala.</strong> Non semplicemente il migliore in campo: il padrone totale della partita. <strong>Qualità, personalità, leadership, esperienza.</strong> Tutto passava dai suoi piedi. È lui a <strong>provocare l’espulsione di Valentini</strong>, episodio che cambia la gara, ed è sempre lui a disegnare il corner che porta al rigore per fallo di mano del Verona. Sul dischetto si presenta <strong>Malen</strong>, l’uomo che ha cambiato il volto offensivo della Roma in questi mesi, ma<strong> stavolta Montipò lo ipnotizza</strong>. Sembra il classico momento in cui i fantasmi tornano fuori tutti insieme. E invece ancora<strong> Dybala si avventa sul pallone</strong> vagante e con lucidità lo rimette in mezzo proprio per <strong>Malen, che stavolta non sbaglia.</strong> Gol. Esplosione. Liberazione.</p>
<p>Eppure nemmeno l’1-0 contro un Verona rimasto in dieci uomini riesce a sciogliere davvero la Roma. Anzi. Da quel momento<strong> i giallorossi iniziano quasi a sentire ancora di più il peso della partita</strong>. Il traguardo è a un passo, le gambe si irrigidiscono, la <strong>gestione della superiorità numerica diventa inspiegabilmente complicata</strong>, la paura torna a fare capolino. Dybala avrebbe anche la palla per chiuderla, ma Montipò gli nega il raddoppio con un intervento straordinario. Intanto <strong>il Verona, pur in inferiorità numerica, butta dentro tutto quello che ha</strong>: attaccanti, palloni lunghi, cross disperati, mischie. Più caos che qualità, è vero, ma abbastanza per far salire l’ansia a livelli insostenibili in tutto il popolo romanista.</p>
<p>Poi, nel recupero, arriva <strong>il momento che sembra scritto da uno sceneggiatore romanista</strong> ubriaco di nostalgia: ancora Dybala, ancora lui, inventa un colpo di tacco meraviglioso che manda <strong>El Shaarawy</strong> davanti a Montipò. Il Faraone controlla e lo batte con un tocco morbido.<strong> Sipario, apoteosi e Champions League.</strong></p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/mancini-abbiamo-fatto-qualcosa-di-unico-mi-viene-da-piangere-la-vittoria-di-parma-ha-fatto-scattare-qualcosa/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Mancini: “Abbiamo fatto qualcosa di unico, mi viene da piangere. La vittoria di Parma ha fatto scattare qualcosa”</strong></span></a></h3>
<p><strong>E forse non poteva esserci finale migliore di questo.</strong> Perché a chiudere definitivamente il conto è proprio Stephan, <strong>uno degli uomini più amati degli ultimi anni romanisti</strong>, il ragazzo che ha attraversato epoche, allenatori, disastri sportivi e rinascite senza mai perdere il suo legame con questa maglia. Il suo contratto non verrà rinnovato e quella contro il Verona è stata la sua<strong> ultima partita con la Roma.</strong> Uscire così, con il gol che riporta i giallorossi in Champions dopo sette anni, sembra quasi troppo perfetto per essere vero.</p>
<p>E in questa folle corsa Champions il finale assume contorni quasi surreali. <strong>La Roma chiude addirittura al terzo posto in classifica</strong>, un risultato impensabile soltanto poche settimane fa, mentre r<strong>estano incredibilmente fuori dalla Champions League Milan e Juventus</strong>, le due grandi favorite fino a poche settimane fa. I rossoneri falliscono clamorosamente il match point perdendo a San Siro contro il Cagliari, mentre la Juventus non va oltre il 2-2 nel derby contro il Torino. Un pareggio che comunque non sarebbe bastato ai bianconeri per arrivare quarti, vista la contemporanea vittoria della Roma e quella del Como di Cesc Fabregas, altra grande sorpresa di questa incredibile volata finale.</p>
<p>Resta una vittoria sofferta, e soprattutto una<strong> clamorosa impresa firmata Gian Piero Gasperini</strong>. Perché soltanto poche settimane fa parlare di Champions sembrava un esercizio di fantasia, quasi una provocazione. E invece il tecnico piemontese <strong>è riuscito a trasformare una stagione tormentata in un piccolo miracolo sportivo</strong>. Lo ha fatto convivendo con una campagna acquisti che non lo aveva soddisfatto completamente, con una rosa falcidiata dagli infortuni e persino con uno scontro interno pesantissimo con Claudio Ranieri, che ha poi portato alla separazione con il senior advisor giallorosso.</p>
<p>Nonostante tutto, <strong>Gasperini ha preso la Roma e l’ha trascinata addirittura fino al terzo posto</strong> in classifica, un finale che fino a marzo sembrava semplicemente folle da immaginare. E soprattutto ha regalato ai <strong>Friedkin</strong> ciò che la loro gestione non era mai riuscita a conquistare: la Champions League. Quella che <strong>cambia i bilanci, il mercato, le ambizioni e forse anche la dimensione stessa del club</strong>. La Roma è tornata tra le grandi. Finalmente.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/live-gasperini-ce-la-giusta-concentrazione-col-verona-non-sara-facile-ma-conosciamo-le-nostre-motivazioni/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasperini: “Credo che Dybala resti, mai avuto dubbi. Con Malen salto di qualità incredibile”</strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>URLO ROMA, DERBY E CHAMPIONS</title>
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		<pubDate>Mon, 18 May 2026 05:20:53 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>La Roma si prende il derby, si prende il quarto posto e adesso si prende anche il proprio destino. All’Olimpico finisce 2-0 contro la Lazio grazie a una doppietta da leader assoluto di Gianluca Mancini, protagonista totale di una vittoria pesantissima che cambia gli equilibri della corsa Champions a una sola giornata dalla fine del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La <strong>Roma si prende il derby</strong>, <strong>si prende il quarto posto</strong> e adesso <strong>si prende anche il proprio destino.</strong> All’Olimpico finisce 2-0 contro la Lazio grazie a una<strong> doppietta da leader assoluto di Gianluca</strong> <strong>Mancini</strong>, protagonista totale di una vittoria pesantissima che <strong>cambia gli equilibri della corsa Champions</strong> a una sola giornata dalla fine del campionato.</p>
<p>Il pomeriggio perfetto dei giallorossi viene completato dalla <strong>fragorosa sconfitta della Juventus allo Stadium contro la Fiorentina</strong>: uno 0-2 che trasforma il finale di stagione bianconero in un autentico psicodramma sportivo. La squadra di Spalletti precipita addirittura al sesto posto, scavalcata sia dalla Roma che dal Como, vittorioso sul Parma. Adesso i giallorossi sono quarti e finalmente padroni del proprio destino: <strong>vincere a Verona significherà Champions League.</strong></p>
<h3><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Roma, derby e zona Champions: festa totale. Gasperini scatenato sotto la Sud – VIDEO!</strong></span></h3>
<p>Il derby ha regalato quello che ci aspettava: <strong>spettacolo sugli spalti</strong> (da brividi la coreografia Sud-Tevere), <strong>tensione altissima e tanti errori in campo</strong>. La Roma aveva tutto da perdere da questa stracittadina: <strong>la pressione era interamente sulle spalle dei giallorossi</strong>, chiamati a vincere per restare vivi nella corsa Champions. Dall’altra parte la Lazio giocava soprattutto per provare a fare lo sgambetto ai rivali cittadini in una stagione che ormai non aveva più nulla da dire.</p>
<p>Ne è uscita <strong>una partita inizialmente bloccata e nervosa</strong>, con la Lazio che, almeno fino al vantaggio romanista, aveva persino dato la sensazione di essere leggermente più pericolosa, pur senza creare vere occasioni pulite. Cancellieri e Noslin ci hanno provato più volte dalla distanza o in situazioni sporche, ma senza mai impensierire davvero Svilar.</p>
<p>A <strong>stappare il derby ci ha pensato ancora lui, Gianluca Mancini</strong>, con la specialità della casa: il colpo di testa da calcio piazzato. Poi<strong> la corsa sotto la Sud, l’inchino, il bacio alla maglia.</strong> Una scena ormai iconica, che racconta meglio di qualsiasi parola il rapporto viscerale tra il difensore e il popolo romanista.</p>
<p>Da quel momento<strong> la Roma si è sciolta</strong>. Ha iniziato a gestire il derby con più autorevolezza, prendendo il controllo emotivo e tattico della partita e lasciando le briciole a Dia e compagni. Il <strong>livello tecnico del match è rimasto comunque piuttosto modesto</strong> e le uniche vere giocate da applausi sono nate dai piedi raffinati di Paulo Dybala. Malen, l’uomo più atteso, ha invece faticato a trovare spazi, controllato in maniera asfissiante da Gila.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/roma-lazio-le-pagelle-17-maggio-2027/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Roma-Lazio 2-0: le pagelle</strong></span></a></h3>
<p>E allora <strong>a fare la differenza sono stati ancora una volta i calci piazzati</strong>, diventati una delle armi più devastanti della Roma in questo finale di stagione. Ed è proprio da fermo che è arrivato anche il colpo del ko: stavolta è Dybala dalla bandierina a pescare ancora Mancini, che di testa firma il 2-0 e chiude definitivamente il derby. Nel finale la Roma sfiora anche il tris. <strong>El Shaarawy spreca una grande occasione</strong> davanti alla porta, mentre <strong>Dovbyk, tornato dopo il lunghissimo stop, colpisce un palo</strong> che avrebbe reso ancora più larga la vittoria giallorossa.</p>
<p>Poi <strong>da Torino arriva la notizia che cambia tutto</strong>. La Juventus crolla contro la Fiorentina e l’Olimpico esplode una seconda volta. <strong>È una festa totale</strong>: per il derby vinto, per il sorpasso completato e per una Champions che adesso non sembra più un miraggio.</p>
<p>Adesso manca soltanto un ultimo passo, quello decisivo. Novanta minuti per trasformare una rincorsa disperata in un’impresa che fino a poche settimane fa sembrava semplicemente impensabile. <strong>Un match point che sarebbe imperdonabile sbagliare. </strong></p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/live-gasperini-stiamo-facendo-qualcosa-di-straordinario-ora-sta-a-noi-sono-venuto-alla-roma-per-vincere-qualcosa-di-importante/"><strong><span style="color: #800000;">LEGGI ANCHE &#8211; Gasperini: “Sono venuto alla Roma per vincere qualcosa di importante”</span></strong></a></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>DA SENTIRSI MALEN</title>
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		<pubDate>Mon, 11 May 2026 05:09:28 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una partita folle, sporca, bellissima e terribile allo stesso tempo. Decisamente non adatta ai deboli di cuore. Il trionfo della Roma a Parma è una di quelle vittorie che può cambiare il rumore di una stagione. Una partita che sembrava persa, scivolata via insieme ai sogni Champions, e che invece la squadra di Gasperini ha [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una<strong> partita folle, sporca, bellissima e terribile allo stesso tempo</strong>. <strong>Decisamente non adatta ai deboli di cuore.</strong> Il trionfo della Roma a Parma è una di quelle vittorie che può cambiare il rumore di una stagione. Una partita che sembrava persa, scivolata via insieme ai sogni Champions, e che invece la squadra di Gasperini ha avuto la forza, forse per la prima volta davvero in questa stagione, di riprendersi con rabbia, orgoglio e disperazione.</p>
<p>Perché il 3-2 del Tardini non è solo una vittoria. <strong>È un messaggio. Alla Juventus. Al Milan. E forse anche alla stessa Roma</strong>, che adesso guarda la classifica e vede qualcosa che fino a poche settimane fa sembrava fantascienza: la Champions non è più un miraggio.</p>
<p>La serata sembrava apparecchiata perfettamente. <strong>Primo tempo dominato: intensità alta, qualità, personalità</strong>. La Roma entra in campo con la faccia giusta e passa subito con Donyell <strong>Malen</strong>, ormai trasformato in una <strong>macchina da gol.</strong> Dietro quel vantaggio c’è soprattutto il <strong>ritorno di Paulo Dybala, finalmente titolare e finalmente vero Dybala</strong>: assist, giocate, ritmo, fantasia. L’argentino illumina il Tardini e regala anche a Matias Soulé il pallone del possibile 2-0, ma il palo salva il Parma.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/dybala-nessuna-chiamata-dal-club-il-derby-sara-la-mia-ultima-allolimpico/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Dybala: “Nessuna chiamata dal club, il derby sarà la mia ultima all’Olimpico”</strong></span></a></h3>
<p>E lì, forse, la Roma commette il primo errore della sua serata: non chiudere la partita quando ne aveva il pieno controllo. <strong>Perché nella ripresa cambia tutto.</strong> Il Parma rientra con piglio e coraggio, la <strong>Roma invece con la testa troppo morbida</strong>. Basta una <strong>leggerezza di Mario Hermoso</strong> per spalancare il contropiede che porta all’1-1 di Strefezza. E da lì il match gira completamente.</p>
<p>La Roma perde distanze, compattezza, sicurezza. Il Parma prende fiducia, corre, attacca, sente l’odore dell’impresa. E quando<strong> Keita firma il 2-1</strong>, il Tardini ha davvero la sensazione di stare assistendo al colpo che può spezzare definitivamente la rincorsa Champions dei giallorossi. Anche perché subito dopo <strong>Malen ha due occasioni gigantesche</strong> per pareggiarla. Due. E le sbaglia entrambe, ipnotizzato da Suzuki. Un evento quasi paranormale, visto quello che l’olandese aveva mostrato negli ultimi mesi.</p>
<p>E invece, proprio quando tutto sembrava finito, succede ciò che non era mai successo davvero in questa stagione: <strong>la Roma ribalta il destino negli ultimi minuti</strong>. <strong>L’uomo della svolta è Rensch</strong>. Entra e cambia la partita. Prima trova il 2-2 con un destro violento dal limite, poi si procura il rigore della speranza. Chiffi inizialmente fischia fallo in attacco, poi <strong>viene richiamato dal VAR e cambia decisione.</strong></p>
<p>E allora il pallone pesa come una montagna. Minuto 100.<strong> Sul dischetto ci va ancora Malen</strong>. Proprio lui. Quello che pochi minuti prima sembrava aver sprecato tutto. Stavolta però <strong>l’olandese non trema. Destro feroce, quasi all’incrocio. Gol. </strong>E lì esplode tutto. Panchina, settore ospiti, speranze, rabbia, liberazione.</p>
<p>La Roma resta viva. Più viva che mai. Perché mentre il Milan crolla contro l’Atalanta, i giallorossi si ritrovano incredibilmente agganciati ai rossoneri e a un passo dalla Juventus. Sei punti ancora disponibili. Due partite. Un derby. <strong>Un finale totalmente impazzito. E adesso sì, davvero, può succedere di tutto.</strong></p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/live-gasperini-la-scelta-di-dybala-e-il-momento-giusto-partita-fondamentale-ci-arriviamo-al-top/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasperini: “Rensch decisivo, Malen ha alzato il nostro livello. Dybala? Speriamo di non doverci rammaricare…”</strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>UNITÀ PER NOI</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Apr 2026 06:51:26 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Dopo la tempesta, un raggio di sole. La Roma vince 2-0 sul campo del Bologna e torna a respirare, in una settimana che aveva rischiato di diventare un punto di non ritorno. Le polemiche interne, culminate con l&#8217;addio di Claudio Ranieri e la piena fiducia della proprietà americana a Gasperini, avevano caricato questa partita di [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Dopo la tempesta, un raggio di sole.</strong> La <strong>Roma</strong> vince 2-0 sul campo del <strong>Bologna</strong> e torna a respirare, in una settimana che aveva rischiato di diventare un punto di non ritorno. Le polemiche interne, culminate con l&#8217;addio di Claudio Ranieri e la piena fiducia della proprietà americana a Gasperini, avevano caricato questa partita di un peso specifico enorme.<strong> La risposta è arrivata dal campo, e non poteva essere più chiara.</strong></p>
<p>Il primo tempo è stato a tinte quasi esclusivamente giallorosse. La Roma si è presentata al Dall&#8217;Ara con <strong>un&#8217;intensità e una compattezza che nelle ultime uscite erano parse smarrite</strong>, dimostrando di non essersi fatta distrarre dal caos extracampo. Anzi,<strong> il gruppo è sembrato paradossalmente più coeso</strong>, più determinato, come se la chiarezza finalmente ritrovata ai vertici avesse liberato energie che il clima tossico delle settimane precedenti aveva compresso.</p>
<p>I <strong>grandi protagonisti della serata portano i nomi di Malen e El Aynaoui</strong>, un gol e un assist ciascuno. L&#8217;olandese si conferma acquisto azzeccatissimo: giocatore sopra la media, capace di accendersi nei momenti che contano e di trascinare i compagni con giocate di qualità. Il marocchino, invece, appare in netta crescita dopo il periodo di appannamento successivo alla Coppa d&#8217;Africa: le qualità ci sono, la continuità sta arrivando.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/bologna-roma-0-2-le-pagelle-25-aprile-2026/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Bologna-Roma 0-2: le pagelle</strong></span></a></h3>
<p>Il <strong>Bologna è apparso deludente, scarsamente motivato, incapace di reggere i ritmi imposti dalla Roma</strong> nel primo tempo. Nella ripresa i giallorossi hanno abbassato l&#8217;intensità, gestendo con maggiore prudenza, e i rossoblù hanno alzato il baricentro senza però creare veri pericoli. L&#8217;unico brivido è arrivato da un sinistro di Orsolini che ha colpito la parte bassa della traversa: <strong>il risultato, nonostante quel sussulto, non è mai stato in discussione.</strong></p>
<p>Ora <strong>lo sguardo si sposta alla partita di questa sera</strong>: la <strong>Juventus</strong> — distante due punti dalla Roma — sarà di scena sul campo del <strong>Milan</strong>, e un passo falso dei bianconeri potrebbe riaprire in modo significativo la corsa al quarto posto. I giallorossi si porterebbero in quel caso a meno due dalla Champions, con ancora quattro giornate da giocare.</p>
<p>In questo quadro, diventano<strong> fondamentali anche i recuperi</strong>: <strong>Wesley</strong> ha confermato il suo peso nello scacchiere, mentre il possibile rientro di <strong>Koné</strong> e i minuti messi nelle gambe da <strong>Dybala</strong> rappresentano segnali incoraggianti in vista delle ultime sfide di campionato.</p>
<p>La stagione della Roma resta complessa, <strong>segnata da alti e bassi e da infortuni e tensioni che ne hanno condizionato il percorso.</strong> Ma il successo di Bologna restituisce serenità e una sensazione che mancava da tempo: quella di una squadra ancora viva, capace di reagire e di giocarsi le proprie carte fino in fondo. <strong>Senza proclami, ma con una nuova, ritrovata unità.</strong></p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/live-gasperini-dichiarazioni-al-termine-di-bologna-roma-dazn-sky-conferenza/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasperini: “Ho delle idee su come alzare il livello della Roma. Proprietà potente, può fare grandi cose”</strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>Sicuri che sia lui?</title>
		<link>https://www.giallorossi.net/sicuri-che-sia-lui/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giallorossi.net]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2026 08:58:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Marzo ha cambiato tutto. E soprattutto, ha cambiato la percezione di tutto. Fino a qualche settimana fa Gian Piero Gasperini era l&#8217;uomo giusto al posto giusto, la Roma era stabilmente nelle zone nobili della classifica e il progetto tecnico costruito attorno alla triade Ranieri-Gasp-Massara sembrava finalmente indicare una direzione credibile. Oggi, dopo un mese da [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Marzo ha cambiato tutto.</strong> E soprattutto, ha cambiato la percezione di tutto. Fino a qualche settimana fa Gian Piero <strong>Gasperini era l&#8217;uomo giusto al posto giusto</strong>, la Roma era stabilmente nelle zone nobili della classifica e il progetto tecnico costruito attorno alla triade Ranieri-Gasp-Massara sembrava finalmente indicare una direzione credibile.</p>
<p>Oggi, dopo un mese da dimenticare, quella stessa figura viene messa sotto accusa:<strong> c&#8217;è chi chiede la testa dell&#8217;allenatore</strong>, chi invoca un nuovo progetto, chi lo dipinge come un tecnico troppo dogmatico, troppo rigido nella sua idea di calcio, incapace di correggere il tiro in corsa e soprattutto di incidere con le sostituzioni nel corso delle partite. Ma prima di invocare l&#8217;ennesimo ribaltone, vale la pena fare un passo indietro e porsi una domanda scomoda: <strong>siamo sicuri che il problema sia Gasperini?</strong></p>
<p>Perché la<strong> storia recente della Roma racconta altro</strong>. Racconta di tecnici diversi, con idee opposte, con personalità forti e approcci differenti, che si sono alternati senza mai riuscire a centrare l’obiettivo. Racconta di direttori sportivi cambiati, di rivoluzioni annunciate e mai completate. E racconta soprattutto di un traguardo — la<strong> Champions League</strong> — che continua a restare lì, vicino ma irraggiungibile, come un <strong>tabù che si ripresenta ogni anno.</strong></p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/gasp-ha-le-idee-chiare-svilar-e-malen-gli-intoccabili-della-roma-del-futuro/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasp ha le idee chiare: Svilar e Malen gli intoccabili della Roma del futuro</strong></span></a></h3>
<p><strong>Allora forse bisogna avere il coraggio di guardare altrove.</strong> Di interrogarsi non sull&#8217;allenatore, ma sul progetto.<strong> Su chi quel progetto lo costruisce, lo finanzia, lo indirizza.</strong> Ai <strong>Friedkin</strong> va riconosciuto un merito concreto: quello di aver risanato un club che versava in condizioni finanziarie preoccupanti, e di aver investito cifre importanti nel tentativo di riportare la Roma dove meriterebbe. Questo non è poco, e sarebbe disonesto non riconoscerlo.</p>
<p>Il problema è che<strong> il risanamento dei conti e la solidità finanziaria non si sono tradotti in risultati sportivi</strong> all&#8217;altezza delle aspettative. <strong>Spendere tanto non significa necessariamente spendere bene</strong>, e costruire un progetto vincente richiede qualcosa di più della sola disponibilità economica: richiede <strong>visione, pazienza e coerenza</strong> nelle scelte. Tre qualità che, nel corso di questi anni, non sempre sono state la cifra distintiva della gestione Friedkin.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/obiettivo-friedkin-scudetto-roma-in-tre-anni/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Obiettivo Friedkin: scudetto Roma in tre anni</strong></span></a></h3>
<p>Quest&#8217;anno, almeno sulla carta, qualcosa era cambiato. L&#8217;arrivo di Claudio<strong> Ranieri nel ruolo di senior advisor aveva rappresentato un elemento di discontinuità</strong> significativo rispetto al passato: una figura di garanzia, capace di conoscere l&#8217;ambiente e di fungere da collante tra proprietà, squadra e città. La triade formata con Gasperini in panchina e Massara come direttore sportivo era stata accolta con entusiasmo genuino, non di facciata.<strong> Si percepiva una solidità diversa, una progettualità più matura.</strong></p>
<p>Adesso quel consenso si è incrinato, e il rischio concreto è che<strong> i Friedkin cedano ancora una volta alla tentazione dell&#8217;interruttore</strong>: resettare tutto e ricominciare da capo. <strong>Sarebbe un errore gravissimo.</strong> Non perché Gasperini sia intoccabile o immune da critiche, ma perché <strong>un progetto serio ha bisogno di tempo per maturare</strong>, e smontarlo alla prima difficoltà stagionale significherebbe ricadere esattamente nel vizio che ha impedito alla Roma di crescere in questi anni. La storia recente del club dimostra che<strong> i Friedkin non sono esenti da decisioni impulsive</strong>, e questo resta il rischio più grande di tutti — forse più grande persino della crisi di risultati che stiamo vivendo.</p>
<p>Gasperini è un allenatore che ha trasformato l&#8217;Atalanta in una protagonista del calcio europeo, conducendola alla vittoria dell&#8217;Europa League contro un Bayer Leverkusen che aveva eliminato proprio la Roma. Il suo valore non si discute. Quello che si può e si deve discutere, semmai, è se <strong>il contesto in cui lavora oggi gli stia davvero mettendo a disposizione le condizioni per esprimersi al meglio</strong>. E lì, la risposta è meno scontata di quanto sembri.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/gasperini-il-mio-motto-non-perdiamo-mai-o-si-vince-o-si-impara/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasperini: “Roma la mia sfida più difficile. Il mio motto? Non perdiamo mai, o si vince o si impara”</strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>COMO UN MACIGNO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giallorossi.net]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Mar 2026 06:31:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un&#8217;altra sconfitta. La decima stagionale. Tante, forse troppe per ambire alla Champions. Ma questa è forse quella più pesante e dolorosa. La Roma cade 2-1 a Como nello scontro diretto per il quarto posto e vede complicarsi terribilmente il suo obiettivo. Il kappaò del Sinigaglia è l’ennesimo segnale di un momento che ormai è sotto [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un&#8217;altra sconfitta. La decima stagionale.</strong> Tante, forse troppe per ambire alla Champions. Ma questa è forse quella più pesante e dolorosa. <strong>La Roma cade 2-1 a Como nello scontro diretto per il quarto posto</strong> e vede complicarsi terribilmente il suo obiettivo. Il kappaò del Sinigaglia è l’ennesimo segnale di un <strong>momento che ormai è sotto gli occhi di tutti.</strong> La squadra di Gasperini non riesce più a vincere e la classifica, inevitabilmente, presenta il conto.</p>
<p>Il paradosso è che<strong> la Roma aveva iniziato la gara nel modo migliore</strong>. Rigore conquistato da El Shaarawy e trasformato da Malen, vantaggio immediato e partita apparentemente in discesa. Ma è stato un fuoco di paglia. <strong>Dopo quel gol i giallorossi si sono praticamente spenti</strong>: affanno nel gestire e soprattutto nessuna pericolosità offensiva. Di fatto, da quel momento in poi, la Roma non ha più tirato in porta.</p>
<p>Il <strong>Como è apparso decisamente più in forma</strong>. Più lucido, più coraggioso, più convinto. E nella ripresa ha trovato il modo di ribaltare la partita. Paradossalmente nel momento in cui la Roma sembrava aver ripreso il controllo della gara è arrivato l’episodio che ha cambiato il match: una disattenzione difensiva di Hermoso che ha spalancato la porta a Douvikas, bravo a sorprendere Svilar sul primo palo. Un gol che <strong>ha ridato fiducia ai lariani e tolto definitivamente certezze ai giallorossi.</strong></p>
<p>Ma il vero <strong>momento chiave della partita è stata l’espulsione di Wesley.</strong> Una decisione palesemente sbagliata dall’arbitro Massa: il secondo giallo al brasiliano per un presunto fallo su Diao non c’era. Il VAR non interviene e la Roma resta in dieci. A quel punto, con una squadra già in evidente difficoltà,<strong> la partita si è di fatto chiusa lì.</strong></p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/live-gasperini-dichiarazioni-como-roma-prepartita-e-al-termine-del-match-15-marzo-2026/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasperini: “L’espulsione di Wesley è un episodio pesante.  Malen resta? Chiedetelo alla società…”</strong></span></a></h3>
<p>Il Como ha sentito l’odore del sangue, ha alzato il ritmo e ha colpito ancora. Il 2-1 è la logica conseguenza di un’inerzia ormai tutta dalla parte dei padroni di casa. <strong>La Roma, invece, non ha avuto più la forza di reagire.</strong> I cambi di Gasperini non hanno spostato nulla e questo non sorprende più di tanto:<strong> l’emergenza offensiva è totale.</strong> Tolto Malen, la Roma oggi non ha più frecce nel proprio arco. Le contromosse del tecnico sono diventate tentativi obbligati più che soluzioni reali.</p>
<p>Il risultato è una <strong>classifica che ora fa male.</strong> La Roma scivola al sesto posto, a tre lunghezze dal Como e a due dalla Juventus di Spalletti. E inevitabilmente<strong> torna alla mente quella notte dell’Olimpico contro i bianconeri</strong>, il famoso 3-3 incassato nel recupero. Quel gol di Gatti, arrivato quando la partita sembrava ormai vinta, è stata una <strong>vera sliding door della stagione</strong>. Da un potenziale +7 sulla Juventus, che avrebbe rappresentato un mattone pesantissimo nella corsa al quarto posto,<strong> la Roma si ritrova oggi a inseguire.</strong></p>
<p>Il campionato si è improvvisamente complicato, forse più del previsto. Non è ancora finita, ma la strada verso la Champions è diventata terribilmente in salita. Ecco perché, in questo momento, <strong>lo sguardo inevitabilmente si sposta sull’Europa.</strong> Giovedì all’Olimpico arriva il <strong>Bologna</strong> per il ritorno degli <strong>ottavi di Europa League.</strong> Una partita da dentro o fuori. E forse, alla luce di quello che sta succedendo in campionato, anche qualcosa di più: <strong>una porta da tenere spalancata.</strong></p>
<p>Perché se la Roma vuole continuare a inseguire quella <strong>Champions che da anni resta una chimera</strong>, potrebbe essere proprio l’Europa la strada più concreta per provarci davvero. Adesso non c’è più tempo per rimpianti. C’è solo da raccogliere i cocci e ripartire. Subito.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/como-roma-2-1-le-pagelle-15-marzo-2026/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Como-Roma 2-1: le pagelle</strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>La Roma si butta via</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giallorossi.net]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Mar 2026 06:32:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È una di quelle notti che restano addosso. Non tanto per quello che dice la classifica, ma per ciò che è scivolato via dalle mani quando sembrava già preso. Il 3-3 contro la Juventus lascia la Roma avanti di quattro punti, con una gara in meno da giocare, ma il conto emotivo è salatissimo. Perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È una di quelle notti che restano addosso</strong>. Non tanto per quello che dice la classifica, ma per ciò che è scivolato via dalle mani quando sembrava già preso. Il 3-3 contro la Juventus lascia la <strong>Roma</strong> avanti di quattro punti, con una gara in meno da giocare, ma il<strong> conto emotivo è salatissimo</strong>. Perché a un quarto d’ora dalla fine i giallorossi erano avanti di due gol, con lo stadio pronto a celebrare una vittoria che avrebbe significato +7 e una <strong>mezza ipoteca sulla Champions.</strong> Invece no. Ed è questo il rammarico che pesa più di ogni numero.</p>
<p>La partita, fino a lì, aveva raccontato altro. Un primo tempo equilibrato, teso, da grande sfida. Poi la giocata che accende la notte: <strong>Wesley rientra e disegna un destro a giro meraviglioso</strong>, imparabile per Perin. L’Olimpico esplode, la Roma passa e sembra trovare la sua chiave.</p>
<p>La ripresa diventa pirotecnica. La Juve pareggia subito con una<strong> rasoiata potentissima di Conceição</strong> che si infila sotto l’incrocio. Un colpo che fa male, ma che non scoraggia questa Roma. I giallorossi reagiscono, riprendono campo e fiducia, e tornano avanti: <strong>Ndicka finalizza l’azione costruita e rifinita da Pellegrini.</strong> Lo stadio ribolle. È il momento in cui la partita sembra davvero girare.</p>
<p>Poi il colpo che sembra decisivo. <strong>Koné verticalizza all’improvviso, Malen attacca lo spazio</strong> e davanti a Perin sceglie la soluzione più elegante: scavetto morbido, 3-1. <strong>L’Olimpico è una bolgia, la Juventus è alle corde.</strong> È lì che la Roma ha l’occasione di “ammazzare” sportivamente la partita. Ed è lì che invece si apre la crepa.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/roma-juventus-3-3-le-pagelle-domenica-1-marzo-2026/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Roma-Juventus 3 a 3: le pagelle</strong></span></a></h3>
<p>La Juve non muore mai, e qualcuno forse lo dimentica. <strong>Boga accorcia con un destro violento</strong> dall’interno dell’area e riapre tutto. La Roma arretra, perde lucidità, smarrisce la gestione dei momenti. <strong>Nel recupero arriva la beffa </strong>definitiva: una<strong> punizione concessa ingenuamente da El Aynaoui</strong> dà alla Juve l&#8217;ultima chance, quella più ghiotta, su palla da fermo: Gatti — entrato proprio per far valere i centimetri — trova il tap-in del 3-3 al 93’. Una mazzata tremenda. Lo stadio ammutolisce, la festa si trasforma in frustrazione.</p>
<p>Finisce in parità, con<strong> la Juventus che resta incredibilmente in corsa per la Champions</strong> dopo essere stata a un centimetro dal baratro. E con la Roma che si lecca le ferite.<strong> Gasperini prova a tenere il gruppo lontano dalla depression</strong>e, parla di bicchiere mezzo pieno, di prestazione convincente. Ed è vero: la Roma ha giocato, ha creato, ha mostrato personalità. Ma c’è un dato che ormai pesa come un macigno: <strong>l’incapacità di vincere gli scontri diretti.</strong> Anche stavolta, anche con due gol di vantaggio.</p>
<p>È qui che passa il confine tra una squadra ambiziosa e una davvero grande. La Roma è cresciuta, è competitiva, ma <strong>non ha ancora fatto quel salto definitivo</strong> che permette di sedersi stabilmente al tavolo delle big senza timori e senza alibi. Questa sera aveva tutto per farlo. E proprio per questo il 3-3 non è solo un pareggio: è <strong>una grande, grandissima occasione persa.</strong> Ora conta capire la reazione. Perché il traguardo è ancora lì, ma certe notti — se non le vinci — rischiano di lasciare segni profondi.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/roma-juve-tensione-nel-finale-mancini-furioso-dopo-il-3-3-scintille-con-gasp/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Roma, tensione nel finale: Mancini furioso dopo il 3-3, scintille con Gasp e Celik</strong></span></a></h3>
<p><span style="color: #800000;"><strong><em>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</em></strong></span></p>
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		<title>ANIMALEN</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giallorossi.net]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Feb 2026 06:30:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La Roma risponde presente. E lo fa con autorità, lucidità e una firma chiara: Donyell Malen. Il 2-0 al Cagliari non è solo una vittoria pesante per la classifica, ma una fotografia piuttosto nitida di ciò che questa squadra può essere quando intensità, qualità e convinzione vanno nella stessa direzione e trova nei giusti interpreti [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>La Roma risponde presente.</strong> E lo fa con autorità, lucidità e una <strong>firma chiara: Donyell Malen</strong>. Il 2-0 al Cagliari non è solo una vittoria pesante per la classifica, ma una fotografia piuttosto nitida di ciò che questa squadra può essere quando <strong>intensità, qualità e convinzione</strong> vanno nella stessa direzione e <strong>trova nei giusti interpreti la sua definizione.</strong></p>
<p><strong>Malen si prende la scena</strong> senza chiedere permesso. Prima con uno <strong>scavetto da cineteca</strong>, raffinato e crudele, <strong>proprio sotto gli occhi di Francesco Totti</strong>, uno che di “cucchiai” se ne intende. Poi con il gol più semplice solo in apparenza, da vero rapinatore d’area, attaccando il primo palo su un cross teso e preciso di Celik. Due gol diversi, stessa sostanza: <strong>attaccante completo, presente, feroce.</strong> Sempre pronto a concludere verso la porta. Non a caso Gasperini, a fine gara, fatica a nascondere la soddisfazione: «<em>Sono straconvinto di Malen, farà tanti gol»</em>. Detto così, senza giri larghi di parole.</p>
<p>La partita, in realtà, non è mai stata davvero in discussione. <strong>Dominio totale.</strong> Talmente netto che Svilar chiude la serata senza dover effettuare una sola, misera parata. <strong>Il Cagliari prova a resistere basso, ma viene schiacciato</strong> dal ritmo e dalla pressione di una Roma che gioca un primo tempo di altissimo profilo, per intensità e qualità, e una ripresa più gestita, senza mai perdere il controllo.</p>
<p>La <strong>solidità difensiva </strong>è una conferma forte. <strong>Ndicka</strong> è una certezza ormai consolidata, ma accanto a lui cresce partita dopo partita <strong>Ghilardi</strong>, che gioca con personalità e attenzione, come se il palcoscenico non lo intimidisse affatto. In mezzo al campo l’assenza di Konè non pesa: merito di un<strong> Pisilli in evidente crescita</strong>, sempre verticale, sempre dentro la partita, <strong>sempre più credibile nel ruolo di mediano</strong>.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/roma-cagliari-2-0-le-pagelle-9-febbraio-2026/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Roma-Cagliari 2-0: le pagelle</strong></span></a></h3>
<p>Davanti, poi, la Roma ritrova finalmente una produzione offensiva concreta, nonostante le assenze contemporanee di Dovbyk, Ferguson, Vaz, Dybala ed El Shaarawy. Un dettaglio tutt’altro che secondario. <strong>Malen non solo non fa rimpiangere nessuno</strong>, ma alza il livello dell’intero reparto.</p>
<p>Nel finale c’è spazio anche per il futuro: <strong>Zaragoza debutta tra gli applausi dell’Olimpico</strong>, mentre Arena e Venturino assaggiano il campo. Scelte che raccontano molto di <strong>Gasperini</strong>, tecnico che <strong>non ha paura di affidarsi ai giovani</strong> nemmeno nei momenti delicati, quando i punti pesano.</p>
<p>Con questo successo <strong>la Roma torna quarta e aggancia la Juventus</strong> a quota 46. La corsa Champions resta apertissima. <strong>Il duello con i bianconeri si annuncia serrato</strong>, colpo su colpo, e lo scontro diretto del 1° marzo già aleggia come una tappa chiave da segnare in rosso sul calendario. Prima, però, c’è il Napoli al Maradona, domenica prossima. Un altro esame vero. La Roma ci arriva con qualche certezza in più, e con un Malen formato gigante.</p>
<h3><span style="color: #800000;"><a style="color: #800000;" href="https://www.giallorossi.net/malen-emozione-incredibile-segnare-con-un-pallonetto-davanti-a-totti-e-stato-bello/"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Malen: “Emozione incredibile. Segnare con un pallonetto davanti a Totti è stato bello”</strong></a></span></h3>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>COSÌ NON È DA CHAMPIONS</title>
		<link>https://www.giallorossi.net/cosi-non-e-da-champions/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Giallorossi.net]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 03 Feb 2026 06:49:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[I nostri articoli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un kappaò sfortunato, brutto e doloroso. La Roma esce dal Bluenergy Stadium con una sconfitta per 1-0 che pesa doppio: per il risultato in sé e per le conseguenze in classifica. Il quarto posto sfuma, la Juventus scappa a +2 e ora i giallorossi sono chiamati a inseguire. Non è una caduta fragorosa, ma è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un kappaò sfortunato, brutto e doloroso</strong>. La <strong>Roma</strong> esce dal Bluenergy Stadium con una sconfitta per 1-0 che pesa doppio: per il risultato in sé e per le conseguenze in classifica. Il quarto posto sfuma, la Juventus scappa a +2 e ora i giallorossi sono chiamati a inseguire. <strong>Non è una caduta fragorosa, ma è di quelle che lasciano il segno,</strong> perché <strong>mette a nudo limiti strutturali</strong> che, da qui in avanti, rischiano di accompagnare la stagione.</p>
<p>La partita è esattamente quella che si temeva alla vigilia. <strong>L’Udinese gioca su intensità, fisicità e duelli</strong>, portando il match dove voleva. La Roma, invece, parte male, subisce il ritmo e rischia grosso già nei primi minuti, salvata da uno Svilar decisivo sul destro potente di Atta. Col passare del tempo i giallorossi provano a risalire, ma la crescita resta timida: possesso più ordinato, zero incisività. <strong>Dalle parti di Okoye, nel primo tempo, non arriva nulla di davvero pericoloso.</strong></p>
<p><strong>Davanti, le assenze pesano come macigni.</strong> Fuori Dybala, El Shaarawy, Ferguson e Dovbyk, l’attacco è ridotto all’osso.<strong> Malen delude, è vero, ma viene anche servito poco e male</strong>, spesso isolato e costretto a inventarsi qualcosa da solo contro una difesa fisica e ben organizzata. <strong>In mezzo al campo manca terribilmente Manu Koné</strong>: senza di lui la Roma perde gamba, recuperi e capacità di reggere l’urto.</p>
<p>La ripresa si apre con un <strong>episodio che decide la gara e che sa di beffa</strong>. Punizione di Ekkelenkamp, deviazione decisiva di Malen in barriera e traiettoria che inganna Svilar. È il classico gol che cambia tutto di una partita che vive sugli episodi. <strong>La Roma prova a reagire, ma lo fa in modo confuso e sterile</strong>. Un classico di quando va sotto nel punteggio. L&#8217;Udinese invece ci va a nozze: si chiude a riccio e riparte. Gasperini pesca dalla panchina, ma le scelte sono obbligate: dentro i giovanissimi Venturino e Vaz, poi Pisilli e Tsimikas. Energia, sì. Qualità e peso offensivo, no. La squadra non riesce mai a dare la sensazione di poter ribaltare il risultato.</p>
<p>Le <strong>uniche vere occasioni arrivano nel finale, quasi per inerzia</strong>: il gol di Cristante annullato per fuorigioco e il miracolo di Okoye su Mancini nel recupero. Troppo poco, troppo tardi. Perché la verità è che, al netto della sfortuna,<strong> la Roma gioca una partita dimenticabile, senza idee né continuità</strong>.</p>
<p>La sconfitta fa male proprio per questo. Non tanto per il singolo episodio, quanto perché racconta di una squadra che, con organico ridotto e assenze pesanti,<strong> fatica tremendamente a produrre gioco e occasioni.</strong> La corsa alla Champions si complica e sarà una rincorsa vera, contro una concorrenza che non aspetta.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/live-gasperini-serata-sfortunata-e-mancata-qualita-negli-ultimi-metri/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasp furioso: &#8220;Roma U23 o da Champions? Dovete decidervi&#8230;&#8221;</strong></span></a></h3>
<p>Ora testa al Cagliari, tra una settimana all’Olimpico. Gasperini potrà contare su Bryan Zaragoza, promosso dal tecnico nelle parole del post partita, e soprattutto<strong> sulla reazione emotiva di un gruppo</strong> che fin qui ha sempre saputo rialzarsi dopo i passi falsi. Servirà farlo ancora, in fretta. Perché <strong>il margine d’errore, da qui in avanti, comincia davvero ad assottigliarsi.</strong></p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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		<title>BELLA ZIO</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2026 08:38:32 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>E alla fine, conti alla mano, è un pareggio che pesa come una qualificazione. L’1-1 di Atene è il secondo segno X stagionale della Roma, ma vale oro: ottavo posto finale nella fase campionato di Europa League, ultimo gradino utile per evitare il playoff di febbraio e rimandare l’Europa a metà marzo. Tradotto: meno partite, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>E alla fine, conti alla mano, è un pareggio che pesa come una qualificazione. L’<strong>1-1 di Atene è il secondo segno X stagionale della Roma, ma vale oro</strong>: ottavo posto finale nella fase campionato di Europa League, ultimo gradino utile per evitare il playoff di febbraio e rimandare l’Europa a metà marzo. Tradotto:<strong> meno partite, meno rischi, più tempo.</strong> In una stagione già piena di cerotti, non è un dettaglio.</p>
<p>E pensare che la serata era partita con tutt’altro copione. La Roma, pur falcidiata dalle assenze e con una formazione sperimentale senza punte di ruolo, aveva preso in mano la partita con personalità.<strong> Avvio autoritario, ritmo, dominio territoriale.</strong> Persino troppo facile, tanto da scivolare nel peccato originale:<strong> leziosità, sufficienza, poca cattiveria</strong>. Due occasioni enormi sprecate malamente e la sensazione fastidiosa di una squadra che gioca con il fuoco pensando che tanto non bruci.</p>
<p>Il calcio, però, è un pessimo amico quando lo prendi sottogamba. E infatti dopo un quarto d’ora arriva l’episodio che ribalta tutto:<strong> Mancini, in campo aperto, trattiene in modo frettoloso Pantović.</strong> Rosso inevitabile dopo revisione del VAR. Da lì in poi, la “passeggiata” si trasforma in una salita ripida, in trasferta, in inferiorità numerica, per oltre settanta minuti.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/panathinaikos-roma-1-1-le-pagelle-europa-league-29-gennaio-2026/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Panathinaikos-Roma 1-1, le pagelle</strong></span></a></h3>
<p>Il <strong>Panathinaikos, va detto, non è un gigante.</strong> Ma la Roma comincia a soffrire, perde campo e certezze. I greci costruiscono poco, è vero, ma vanno a un passo dal vantaggio con la <strong>traversa di Katris</strong>, con Gollini – all’esordio assoluto in giallorosso – che ringrazia il legno.</p>
<p>Nella ripresa, però, arriva <strong>l’ennesimo regalo della serata</strong> offerto gentilmente dalla Roma. <strong>Ghilardi</strong>, fino a quel momento tra i migliori, <strong>sbaglia un retropassaggio di testa suicida.</strong> Taborda ringrazia, dribbla e segna. Uno a zero. Partita che sembra scivolare via, classifica che improvvisamente diventa un pensiero scomodo.</p>
<p><strong>Gasperini</strong> è costretto a inventare. <strong>Senza centravanti, lancia Della Rocca</strong>, che punta non è, e riempie il campo di esterni. Una Roma strana, sbilenca, ma finalmente più concreta. E soprattutto consapevole che il pareggio non è un dettaglio, è un obiettivo.</p>
<h3><a href="https://www.giallorossi.net/gasperini-bravissimo-ziolkowski-gran-gol-il-playoff-evitato-per-me-non-sarebbe-stato-un-problema/"><span style="color: #800000;"><strong>LEGGI ANCHE &#8211; Gasperini: &#8220;Bravissimo Ziolkowski. Il playoff? Per me non sarebbe stato un problema&#8230;&#8221;</strong></span></a></h3>
<p>Il premio arriva a dieci minuti dalla fine. Pisilli crossa, la difesa greca pasticcia e la palla diventa un invito per <strong>Ziolkowski che si tuffa e colpisce di testa come un centravanti vero</strong>, di quelli che vivono per quell’istante. Gol pesantissimo. Gol da ottavi di finale.</p>
<p><strong>Non è stata una grande Roma</strong>, e sarebbe inutile raccontarla così. È stata una Roma sconnessa, a tratti superficiale, capace di complicarsi la vita da sola. Ma è stata anche una squadra che, con tutte le sue magagne, non ha mollato, <strong>ha resistito e ha portato a casa ciò che serviva.</strong></p>
<p>Alla fine resta questo: obiettivo centrato, playoff evitato, Europa rimandata a marzo. Non un trionfo, ma un passaggio chiave. Ora servirà crescere, perché <strong>certi regali l’Europa che conta non li perdona</strong>. Ma intanto la Roma è ancora lì. E, viste le premesse della serata, non era affatto scontato.</p>
<p><span style="color: #800000;"><em><strong>Giallorossi.net &#8211; Andrea Fiorini</strong></em></span></p>
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