La Roma potrebbe cambiare volto anche in dirigenza. Il futuro di Frederic Massara nel ruolo di direttore sportivo è tutt’altro che scontato, e la sua posizione resta sotto osservazione in vista della prossima stagione. A pesare, secondo quanto rivelato dal giornalista Matteo Moretto, sarebbe il rapporto non particolarmente positivo tra il ds e Gian Piero Gasperini.
Sul fronte opposto, cresce invece l’intesa tra il tecnico e Cristiano Giuntoli, ex dirigente di Juventus e Napoli, attualmente svincolato e alla ricerca di una nuova sfida. Un profilo che si starebbe consolidando come candidato concreto in casa giallorossa, anche se la parola finale spetterà alla famiglia Friedkin.
La situazione è ancora in evoluzione, ma i segnali che arrivano da Trigoria indicano una società pronta a rimettere mano anche alla struttura dirigenziale, non solo alla rosa. Le prossime settimane saranno decisive per capire se il tandem Gasperini-Giuntoli possa diventare realtà.
Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo venerdì 10 aprile 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.
Aldair celebra il traguardo delle 300 presenze in Serie A di Pellegrini: “Arrivano con lavoro, responsabilità e forza nei momenti difficili. Per quello che rappresenti e per come affronti ogni giorno, meriti questo traguardo. E meriti di continuare a toglierti soddisfazioni. Avanti così, Capitano“, scrive Pluto su Instagram.
Ore 10:55 – Frattesi apre al ritorno in giallorosso
L’Inter prepara un nuovo assalto a Manu Koné, obiettivo dichiarato per il centrocampo: la Roma dovrà difendersi, con il futuro del francese sempre più in bilico. Intanto prende quota l’idea Davide Frattesi: il nerazzurro potrebbe lasciare Milano e non direbbe no a un ritorno nella Capitale, con la Roma che valuta l’opportunità. (Tuttosport)
Ore 9:30 – Alajbegovic, duello Milan-Roma
Kerim Alajbegovic continua ad attirare l’interesse dei club italiani: Roma e Milan lo seguono da vicino, con i rossoneri pronti a un possibile blitz. Il classe 2007 tornerà al Bayer Leverkusen, che ha esercitato il riacquisto dal Salisburgo per 8 milioni, ma è destinato a partire. Ala sinistra rapida e tecnica, può giocare anche a destra o da seconda punta. (Corriere dello Sport)
Ore 8:50 – Da Koné a Wesley. Ecco i titolari dal mercato
Gasperini critica le strategie recenti della Roma: “Negli ultimi due anni sono arrivati trenta giocatori, ma solo quattro o cinque giocano”. Tra i nuovi, solo Koné, Soulé, Hermoso, Wesley e Malen sono titolari stabili. Il tecnico è chiaro: “Meglio una rosa con pochi elementi ma di qualità”. (Il Tempo)
Ore 8:15 – Roma-Pisa, le probabili formazioni dei quotidiani
La Roma cerca punti Champions contro il Pisa e punta su Ghilardi al posto dell’infortunato Mancini, con Hermoso e Ndicka davanti a Svilar. Sulle fasce Çelik è certo del posto, ballottaggio aperto tra Rensch e Tsimikas, con i quotidiani che si dividono su chi dei due giocherà. A centrocampo Pisilli-Cristante per tutti, anche se resta il dubbio El Aynaoui. Davanti Malen con Pellegrini e Soulé a supporto. (Gasport / Corsport/ Corsera / Il Messaggero / Il Tempo)
Luciano Spalletti e la Juventus continuano insieme. Il tecnico ha ufficializzato il prolungamento del proprio contratto fino al giugno 2028 attraverso un video pubblicato sui canali social del club, scegliendo di comunicare la notizia direttamente ai calciatori prima della seduta di allenamento — un gesto che dice molto sul tipo di rapporto che vuole costruire con il gruppo.
Nel suo discorso, Spalletti ha ripercorso i primi sette mesi trascorsi a Torino, spiegando la natura dell’accordo iniziale: “Mi avevano proposto questo contratto, era un modo per dirci frequentiamoci un po’, conosciamoci e a fine anno saremo liberi di decidere”. Una formula di reciproca valutazione che evidentemente ha dato esito positivo.
A convincerlo, in particolare, è stata la coesione che ha trovato nello spogliatoio: “Più difficile era trovare un gruppo bello e di ragazzi uniti come voi, quasi come se foste tutti dentro la stessa maglia. Ogni volta che vedo voi, vedo la Juve“. Parole che restituiscono l’immagine di un allenatore che si è sentito a proprio agio nell’ambiente bianconero.
A chiudere il momento, una battuta nel segno del suo stile. Rivolgendosi a fotografi e operatori video presenti, Spalletti ha congedato tutti con una frase colorita: “Ora naturalmente ci si leva dai co*****i, detto bene, e ci fate allenare. Su, dai, forza, ad allenarsi!”.
Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!
David Rossi (Rete Sport): “Ci sono tre elementi secondo me inquietanti della conferenza di ieri. Il primo, quando Gasperini non smentisce di non avere rapporti con Ranieri e Massara, ma che l’unica cosa che conta sono i risultati. Poi quando lui dice che la Champions non gliel’ha chiesta la proprietà, quello è uno schema basico abbastanza populista: è ovvio che il tifoso ti viene appresso. Non hai niente da perdere e tutto da guadagnare perchè lo ha detto lui che sei da sesto posto, quindi se arrivi quarto è un miracolo, se non lo fai, era ovvio, perchè quelli avevi. L’altra cosa inquietante è quando parla dei 30 giocatori acquistati negli ultimi due anni: anche l’Atalanta e il Milan hanno fatto lo stesso, e vedete quanti ne giocano. E’ un discorso che lascia il tempo che trova. Ma noi Gasperini lo abbiamo preso per comprare giocatori già fatti?…”
Fabio Petruzzi (Rete Sport): “L’anno scorso hai preso un allenatore per fare una crescita costante, e tu quest’anno avresti dovuto vedere qualcosa di diverso e invece stai come lo scorso anno. Lo scorso anno hai preso Konè e Soulè, quest’anno hai aggiunto Wesley e Malen, e al Roma è sesta ed eliminata dall’Europa League. La crescita dove sta? Qualcuno ha sbagliato…”
Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Il manifesto di Gasperini non mi ha convinto, le sue parole mi preoccupano molto, il suo punto di vista mi sembra non combaciare con quello che c’è dentro al club. Comprare i Wesley e i Malen vanno bene, ma bisogna capire se la società può farlo. Io sono più per la rivoluzione, e penso che anche lui lo creda, ma questo non è il momento giusto per dirlo. Non posso credere che Gasp voglia ripartire dai Celik, Cristante e Pellegrini…se invece lo pensasse davvero, sarei molto preoccupato. Gli allenatori top non sono ancorati a un solo modo di giocare: da Spalletti a Conte, lo stesso Allegri, quelli bravi si evolvono e si adattano. Troppo integralismo non va bene, altrimenti diventa un alibi…”
Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Se partiamo dal 2019, la Roma ha comprato 100 giocatori dai quali non ci fai una squadra. Se le altre squadre ti stanno davanti, è perchè hanno sbagliato meno di te. Gli acquisti fatti sono sbagliati, non tanto perchè individualmente non hanno qualità, ma perchè se io ti chiedo un giocatore e tu me ne porti un altro, allora quello finisce per non giocare. E poi in mezzo a questi ci sono pure delle pippe. Lo scorso gennaio hai preso Rensch, Gourna-Douath, Nelson e Salah-Eddine: hai dato una mano a Ranieri? No! E’ questo il problema di fondo. Le società di questi anni non hanno aiutato gli allenatori…”
Tiziano Moroni (Rete Sport): “Si può criticare il mercato fatto da questa proprietà da 4-5 anni? Nessuno di questi allenatori è riuscito a valorizzare giocatori che la Roma ha preso sul mercato, o almeno molto pochi, altrimenti non giocheresti sempre con Mancini, Cristante e Pellegrini, che erano titolari con Fonseca, con Mourinho, con De Rossi e ora con Gasp…”
Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “Gasperini ieri ha spiegato a chiare lettere la formula elementare per vincere: giocatori forti uguale vittorie. Io sono sicuro di questo: Gasperini è venuto alla Roma convinto che il club volesse costruire un progetto per vincere, visto che sono anni che non ci riesce. Però vede che non è così, perchè la maggior parte dei giocatori che gli prende sono da barzelletta. E allora lui si chiede: “Oddio, ma questi che vogliono fare?”. Ed ecco che lo dice a parole: “Non mi parlate di dirigenti. A me servono 4-5 giocatori, però forti”. Non Yamal o Musiala. Ma se prendi Alajbegovic e Rowe sulle fasce sei sistemato. Io li prenderei subito…”
Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Gasperini ha sviato alle domande, è bravo a dire quello che vuole dire e a far passare il suo messaggio. Stavolta il tecnico c’ha tenuto a mettere dei punti sulle “i” riguardo alla costruzione della squadra. Quello che ha detto è condivisibile, tutti vorrebbero giocatori alla Wesley e Malen, sul target di acquisti da 25-30 milioni. Bisogna capire quello che la Roma riuscirà a fare, anche in relazione alle cessioni: prima di dare via, bisogna anche vedere chi prendi…”
Piero Torri (Radio Manà Sport): “Più acquisti come Wesley e Malen? Se vogliamo è una banalità. Al di là dei nomi, Gasperini intende dire che servono titolari. Prendere altri 3-4 Welsey e Malen significherebbe fare la rivoluzione, perchè cambieresti il DNA della Roma. Quello che dice Gasperini sul mercato è giusto, però non devi sbagliare acquisti. E non è così semplice, soprattutto perchè non hai margini di errore. Perchè il Real Madrid può sbagliare un giocatore, perchè tanto poi ne compra altri tre. Tu no…”
Roberto Pruzzo (Radio Radio): “A me sta storia del quarto posto mi ha un po’ stufato. Se arrivi quarto per prendere soldi e investirli per niente, andare in Europa a fare queste figure, tanto vale evitare di stare a pensare a questa lotta per arrivare in Champions. La Roma dovrebbe cambiare strategia sul mercato…”
Nando Orsi (Radio Radio): “Vi chiedo una cosa: ma all’Atalanta arrivavano i campioni? O Gasperini era noto perchè faceva diventare forti i calciatori normali? A me non sembra che all’Atalanta arrivassero campioni. Giocava Toloi titolare, che alla Roma era insultato. Gli anni in cui la Roma è andata vicina alla Champions sono stati quelli di Ranieri e Mourinho, forse servono i gestori. Soldi spesi male sul mercato? Probabilmente, ma può pure essere che quelli presi non sono stati valorizzati abbastanza…”
Mario Mattioli (Radio Radio): “Negli ultimi anni saranno arrivati una quarantina di giocatori, quanti di questi ne sono rimasti e stanno contribuendo alla crescita della Roma? Il problema è tutto lì. I soldi spesi sono tanti, ma il valore non corrisponde all’impegno economico. A parte qualche eccezione gli acquisti sono da squadra da quinto, sesto o settimo posto, che spera di agganciare il quarto. La qualità è buona, ma non da ambizioni da andare oltre al quinto posto…”
Poche parole, messaggio chiarissimo. “No ai rinnovi dei mediocri!” — firmato Asr — è lo striscione apparso su un cavalcavia di via di Boccea che fotografa con brutalità lo stato d’umore di una parte della tifoseria giallorossa.
Il contenuto non lascia spazio a interpretazioni: c’è una frangia del tifo romanista che chiede un rinnovamento radicale della rosa, senza compromessi. Lo sfondo è noto: Gasperini avrebbe spinto per rinnovare diversi senatori in scadenza, tra cui Pellegrini — il cui contratto scade a giugno — e altri come Cristante e Mancini, legati al club fino al termine della prossima stagione.
Ma tra i tifosi il vento soffia in direzione opposta. La mancanza di risultati concreti e un piazzamento in Champions League ancora tutt’altro che garantito hanno alimentato un malcontento diffuso, che ora trova sfogo anche attraverso messaggi pubblici come questo.
Lo striscione non è un episodio isolato nel suo significato: rappresenta una pressione reale che arriva dalla curva e che si aggiunge alle valutazioni già in corso ai vertici della società. La richiesta è quella di voltare pagina in modo netto, senza nostalgie e senza riguardi per i nomi.
La Roma è ancora lì. Nonostante una sola vittoria nelle ultime sette partite, i giallorossi non hanno ancora abbandonato il sogno Champions League. E a crederci più di tutti è Gian Piero Gasperini, che strada facendo ha alzato l’asticella fino a fare della qualificazione europea il vero traguardo stagionale. Stasera contro il Pisa c’è l’occasione per portarsi — almeno temporaneamente — a un solo punto dal quarto posto.
Il calendario, poi, potrebbe dare una mano: il Como dovrà affrontare l’Inter capolista domenica sera, mentre la Juve farà visita all’Atalanta. Un contesto favorevole che rende la sfida di questa sera ancora più importante, quasi un obbligo morale per una squadra che ha qualcosa da farsi perdonare.
In conferenza stampa Gasperini è stato diretto e per niente banale: “Sappiamo che il Pisa è una squadra tosta, ma noi dobbiamo fare molto di più a livello di risultati, non abbiamo più molti margini di errore. Anche perché quel passo avanti lo possiamo ancora fare“. E quel passo avanti ha un nome preciso: Champions League. “A me la società non ha mai chiesto questo traguardo, sono io ad averlo fissato. Questo è un gruppo fatto di ragazzi seri, che metterà tutto fino alla fine, di questo sono certo. Al di là degli avversari che sono sicuramente di valore, noi ci siamo imposti quel traguardo lì”.
Sul fronte formazione, Gasperini si affiderà quasi certamente agli stessi uomini scesi in campo a San Siro contro l’Inter, con Soulé e Pellegrini alle spalle di Malen. L’unica variazione obbligata riguarda Mancini, che sarà sostituito da Ghilardi. Restano aperti un paio di ballottaggi — Cristante o El Aynaoui, Rensch o Tsimikas — ma l’ossatura è quella di cui il tecnico si fida maggiormente. Invariata anche la filosofia: “In quel modo abbiamo fatto delle ottime gare e vinto anche tanto. È il mio modo di interpretare il calcio e mi ha permesso di raggiungere certi traguardi”.
Guardando oltre la partita di stasera, Gasperini ha le idee chiare anche su come intervenire sul mercato: “Ho visto che negli ultimi due anni alla Roma sono arrivati circa 30 calciatori, di cui forse adesso giocano 4 o 5. Io penso che sia meglio prendere meno calciatori, ma più forti. L’ideale è il target Malen-Wesley. Poi se ne trovi dieci ne metti dieci, se ne metti due solo quelli”. Una visione precisa, che lascia intendere come la prossima sessione estiva dovrà essere costruita su criteri diversi rispetto al recente passato. Prima, però, c’è una partita da vincere e un finale di stagione da onorare fino in fondo.
Si chiude con una sconfitta casalinga l’andata dei quarti di finale di Europa League per il Bologna, battuto 1-3 dall’Aston Villa al Dall’Ara. I rossoblù, dopo aver eliminato la Roma agli ottavi, pagano a caro prezzo gli episodi dopo un buon avvio di gara.
La squadra di casa parte forte e sfiora il vantaggio in più occasioni: al 26’ viene annullata un’autorete di Konsa per un fuorigioco millimetrico di Castro, mentre pochi minuti più tardi Ferguson colpisce la traversa. A ridosso dell’intervallo, però, è proprio Konsa a sbloccare il match approfittando di un’uscita imprecisa di Ravaglia.
Nella ripresa l’Aston Villa allunga subito con Watkins, che firma il raddoppio al 51’. Il Bologna prova a reagire nel finale: Rowe serve un assist a Bernardeschi che centra il palo, poi al 90’ trova il gol che riapre la partita. Quando il risultato sembra ancora in bilico, al 94’ arriva il colpo definitivo con Watkins, autore della doppietta personale che fissa il punteggio sull’1-3.
Al termine della gara, il tecnico dei Villans Unai Emery ha parlato ai microfoni di Sky Sport, soffermandosi anche sulla cessione di Donyell Malen alla Roma durante il mercato invernale: “Era un buon accordo sia per noi sia per lui. Voleva giocare da prima punta, ma noi ci stiamo trovando bene con Watkins. Avrei voluto tenerlo, ma lui voleva più spazio e me lo ha chiesto più volte. Sono contento per lui: è un ottimo giocatore e penso possa fare un’ottima carriera a Roma”.
Emery ha poi allargato il discorso al livello del calcio italiano: “Non credo stia peggiorando. L’Inter ha fatto due finali di Champions, l’Atalanta ha vinto l’Europa League e la Roma con Mourinho ha fatto due finali consecutive. In Serie A ci sono tante squadre di livello molto alto. Ho imparato molto dalla tattica italiana e dal 3-5-2 di Gasperini”.
La Roma torna all’Olimpico per l’anticipo della 32ª giornata di Serie A. Venerdì 10 aprile 2026 alle 20:45, i giallorossi ospitano il Pisa in una sfida sulla carta sbilanciata, ma comunque delicata dopo il ko contro l’Inter.
La squadra di Gasperini deve reagire per restare agganciata alla corsa Champions, mentre i toscani, ultimi in classifica, hanno ormai pochissime speranze di salvezza. Il divario tecnico è evidente, ma proprio questo tipo di partite spesso nasconde insidie, soprattutto contro squadre che hanno poco da perdere.
Le ultime dai campi
QUI ROMA– Gasperini conferma il 3-4-2-1, ma deve fare i conti con una lunga lista di assenti. Davanti a Svilar, la difesa sarà composta da Ghilardi, N’Dicka e Hermoso, complice anche l’assenza di Mancini. Sugli esterni Celik a destra e ballottaggio serrato traRensch e Tsimikas a sinistra. In mezzo Cristante guiderà il reparto con Pisilli, leggermente favorito su El Aynaoui. Sulla trequarti Soulé va verso la seconda maglia da titolare consecutiva accanto a Pellegrini, alle spalle di Malen. Out Wesley, Konè, Dybala, Dovbyk, Ferguson e Mancini. Diffidati Mancini ed El Aynaoui.
QUI PISA – I toscani si schiereranno con il 3-4-2-1. Tra i pali resta apertissimo il ballottaggio tra Semper, Nicolas e Scuffet, praticamente alla pari. In difesa Calabresi, Caracciolo e Canestrelli, con Léris e Angori sugli esterni. In mediana agiranno Hojholt e Aebischer, mentre sulla trequarti spazio a Tramoni e Moreo alle spalle della punta, dove il ballottaggio è totale tra Meister, Durosinmi e Stojilkovic. Indisponibili Denoon, Vural e Marin.
Dove vederla in TV
Roma-Pisa sarà trasmessa in diretta su DAZN1 e Sky Sport Serie A, con possibilità di seguire la gara in streaming tramite le app DAZN e NOW su smart TV, smartphone, tablet e PC.
Quote e pronostico
I bookmaker non hanno dubbi: la Roma è nettamente favorita. La vittoria giallorossa oscilla tra 1.35 e 1.40, il pareggio si attesta intorno a 5.20, mentre il successo del Pisa sale fino a 10.00. Le probabilità indicano un dominio dei padroni di casa, con una gara che potrebbe restare a senso unico. Il risultato più probabile è una vittoria della Roma senza subire gol, con punteggi tipo 2-0 o 3-0 e opzione No Goal fortemente accreditata.
Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo giovedì 9 aprile 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.
Ore 20:00 – Roma-Pisa, info stadio e cancelli
Per Roma-Pisa di domani (ore 20:45) l’Olimpico aprirà i cancelli alle 18:45, con ancora biglietti disponibili. Il club consiglia di arrivare con largo anticipo; attivi assistenza, Contact Center e servizi per i tifosi. Confermate iniziative per inclusione, charity e accessibilità, oltre agli store aperti nel prepartita. (asroma.com)
Ore 18:45 – Mondiale 2026, c’è anche Taylor tra gli arbitri
La FIFA ha ufficializzato la squadra arbitrale per il Mondiale 2026: 52 arbitri, 88 assistenti e 30 VAR da 50 federazioni. Tra gli europei spicca Anthony Taylor, scelta che sorprende anche per le polemiche legate alle sue recenti prestazioni. Presente anche l’italiano Maurizio Mariani della sezione di Roma.
Ore 17:20 – Campo Testaccio, ok alla rinascita
Passi avanti per il recupero di Campo Testaccio: le commissioni capitoline hanno approvato la delibera di pubblico interesse, evitando la demolizione della palestra. Il Comune acquisterà la struttura con l’obiettivo di avviare i lavori entro fine 2026. “Iter fermo da anni sbloccato”, ha detto Onorato, mentre Bonessio parla di “massimo sforzo per sanare una ferita storica”. (roma.repubblica.it)
La Roma pianifica rinforzi offensivi per la prossima stagione, anche in attesa di definire il futuro di Dybala. In cima alla lista c’è Julian Brandt, in scadenza col Borussia Dortmund e possibile occasione a parametro zero. Monitorato anche Dario Osorio del Midtjylland, valutato circa 15 milioni. (Gazzetta dello Sport)
Ore 9:30 – El Aynooui può “panchinare” Cristante
Oggi pomeriggio a Trigoria ultima verifica per la formazione scelta da Gasp per affrontare il Pisa: Neil El Aynaoui la possibile novità, fuori Cristante. (Corriere della Sera)
Ore 8:20 – Difesa senza Mancio, occasione Ghilardi
La Roma ritrova fragilità difensive e contro il Pisa dovrà fare a meno di Mancini: al suo posto pronto Ghilardi, pagato 10,2 milioni al Verona ma finora altalenante. Dopo un buon avvio nel 2026, il difensore è finito ai margini complice qualche errore. Serve un rilancio immediato per blindare la retroguardia contro uno degli attacchi meno prolifici del campionato. (Il Messaggero)
Ore 7:30 – Roma, attacco chiamato alla svolta col Pisa
Contro il Pisa l’Olimpico si affida agli attaccanti: Gasperini chiede gol e pressing alto per rilanciare la corsa Champions. Malen, a secco nelle ultime due, punta la doppia cifra dopo i 7 centri da gennaio, mentre Soulé è rientrato dalla pubalgia e vuole riprendersi la scena accanto a Pellegrini, vicino alle 300 presenze e ai 50 gol in A. Giallorossi a caccia di reti dopo i soli 42 gol segnati, peggior dato tra le prime sette. (Gazzetta dello Sport)
Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati per Roma-Pisa, giornata numero 32 di Serie A. Ecco i giocatori a disposizione del tecnico per la sfida di domani sera, ore 20:45.
Alla vigilia della sfida contro il Pisa, in programma domani sera allo stadio Olimpico (calcio d’inizio alle 20:45), Gian Piero Gasperini torna a parlare in conferenza stampa. Un appuntamento delicato per fare il punto sul momento della Roma, chiamata a reagire dopo le ultime difficoltà e a dare una risposta immediata in campionato.
Tra temi di campo, gestione della rosa e prospettive a breve termine, il tecnico giallorosso presenta una gara che assume un peso specifico importante, sia per la classifica sia per il morale del gruppo. Queste le parole dell’allenatore giallorosso alla stampa.
Come stano Dybala, Wesley e Konè? Tutti questi infortuni quanto penalizzano la difesa?
Mancini ci sarà con l’Atalanta e mi auguro che ci siano anche Koné e Wesley. Dybala sta abbastanza bene, però la sua situazione è imprevedibile: penso che avrà bisogno di altre uno o due settimane. Gli infortuni ci hanno penalizzato dalla fine di dicembre in poi, soprattutto perché si sono protratti a lungo. Quelli di Wesley e Koné possono capitare — saltare due settimane rientra nella normalità del calcio. Abbiamo però dovuto fare i conti anche con infortuni lunghi, come quelli di Dovbyk, Ferguson, Bailey, Dybala, Angeliño e Soulé. Faccio fatica a ricordarli tutti: è stata un’annata davvero difficile. Non ci sono stati molti problemi muscolari; il caso di Hermoso era una situazione particolare. Mancini ha anche giocato con la mascherina, e abbiamo avuto un calo dovuto a questa continua emergenza, prima in attacco. È arrivato Malen, ma abbiamo perso Dybala, Ferguson, Dovbyk, Soulé e Baldanzi, che è andato via. Questa è una squadra che sa reagire, e lo faremo anche in queste ultime sette partite.
Come sta assorbendo la squadra questo momento? In questo momento non pensiamo al futuro. Quello che è successo nel secondo tempo a Milano non deve ripetersi: c’è stato un vero e proprio crollo di umore. Questa è una squadra che ha la coscienza a posto per come ha lavorato e interpretato le partite dall’inizio della stagione. Sono ragazzi seri e motivati. Sappiamo che domani sarà una partita difficile, nonostante il Pisa sia quasi retrocesso — hanno disputato delle ottime gare. Adesso dobbiamo fare più punti possibili, non abbiamo molti margini di errore. Le partite di Serie A sono molto complicate: sappiamo che se vinciamo domani ci avviciniamo a qualcuna delle squadre davanti a noi, ma dipende anche dagli altri risultati.
Ci sono novità sui giocatori in scadenza? Pellegrini può restare? Questa situazione esiste dall’inizio dell’anno: non è stata affrontata prima, quindi è rimasta invariata — non è una novità. Sono ragazzi seri. Adesso è impossibile dire cosa succederà: dipende dalla volontà di tutti, da chi è in scadenza, da chi è in prestito, da chi potenzialmente potrebbe essere sul mercato per ragioni di bilancio. In questo momento, però, non è una cosa che ci riguarda. Pellegrini dopo Milano ci ha messo la faccia. So che devo molto a questi ragazzi per come hanno interpretato la stagione, e non cambio opinione dopo una sconfitta. Sono riconoscente nei loro confronti e insieme a loro voglio concludere bene la stagione. Abbiamo un traguardo difficile davanti a noi — nessuno ci aveva accreditato per i primi quattro posti a inizio stagione, eppure noi vogliamo raggiungerlo. Quello che succederà tra un mese è imprevedibile. Ma anche se fossero le ultime partite che giocheremo insieme, le affronteremo al massimo. Non si potrà dire che non ci avremo provato.
Cosa è mancato a giocatori come El Aynaoui, Zaragoza e Vaz? Non lo so, me lo dica lei. Io faccio le mie scelte. Ghilardi ha giocato tanto, Vaz ha giocato più di quanto facesse al Marsiglia. Non manca nulla — hanno giocato tutti. Se vuole che giochi Vaz al posto di Malen o Ghilardi al posto di Ndicka, faccia pure. C’è una squadra che gioca con continuità, e altri che sono entrati e stanno crescendo.
Come mai questa squadra, che per tanti non è da quarto posto, per buona parte della stagione è rimasta lì in classifica? Cosa manca? Tutte le defezioni sono state pesanti, da un certo punto in poi. Questo non significa che non ci abbiamo sempre provato. Sul valore della squadra, ognuno è libero di fare le proprie valutazioni. Noi il traguardo ce lo siamo imposti da soli, al di là degli avversari — e vogliamo raggiungerlo. Lo abbiamo scelto noi, questo traguardo.
Esiste una differenza di vedute con la proprietà? So che dobbiamo giocare 7 partite con il gruppo più forte e motivato possibile, me compreso. Tutto il resto sono discorsi che verranno affrontati nelle sedi e nei tempi opportuni. Indipendentemente dai traguardi, fino all’ultima partita saremo persone serie — questo è il nostro dovere.
Alcuni chiedono: perché in certe partite Gasperini non cambia il modo di interpretare la squadra? Fino a dieci minuti dalla fine del primo tempo a Milano stavamo facendo un’ottima gara, non c’era bisogno di cambiare nulla. Poi la partita ha preso una direzione che non avevamo mai preso in questo campionato. Abbiamo sempre fatto ottime gare: ne abbiamo perse alcune di troppo a causa di episodi, ma abbiamo vinto 18 partite perché quella è la strada giusta. Sarebbe bello riuscire a pareggiare quelle che abbiamo perso, ma questa è la Roma, e questo è il mio modo di interpretare il calcio — quello che mi ha permesso di raggiungere certi obiettivi.
Le dà fastidio il modo di pensare sul suo futuro, secondo cui senza Champions potrebbe andare via? Chi la pensa così? Se lo pensa la dirigenza ha un senso; se lo pensa qualcun altro, va bene lo stesso. Sono per il libero pensiero: i tifosi sono importanti e liberi di pensare ciò che vogliono. Non tutti la pensano come lei, ma è una forma di pensiero legittima. Le posso dire che la proprietà non mi ha mai chiesto di andare in Champions: l’ho detto io.
È contento del rapporto che si è creato con la dirigenza e con Ranieri? Il mio unico obiettivo è cercare di migliorare la squadra e renderla più forte. Quando è così, funziona tutto benissimo. È l’unica cosa a cui penso.
Domani possiamo aspettarci una titolarità di El Aynaoui? Ultimamente non ha giocato, non dopo la Coppa d’Africa. Secondo me ha avuto delle difficoltà. È però un ragazzo sano: come ho detto tante volte, prima della Coppa d’Africa stava facendo molto bene e giocava con grande continuità. Nelle ultime partite, che sia partito dall’inizio o che sia entrato a gara in corso, il rendimento non è stato lo stesso di qualche tempo fa. Detto questo, è un ragazzo sano e conto che possa tornare a fare bene.
C’è qualche giocatore che reputa indispensabile, anche in ottica futura? Come ho detto prima, per migliorare una squadra non devi prima pensare a privarti di quello che hai, ma capire prima cosa metti. Questo è sempre il punto focale. Tutti vorremmo Messi, Ronaldo o chi per loro, ma bisogna sempre fare i conti con la realtà. L’obiettivo è migliorare la squadra di volta in volta. Ho guardato su Transfermarkt — una cosa semplice — e negli ultimi due anni alla Roma sono arrivati 30 giocatori, di cui forse 4 o 5 stanno giocando in questo momento, forse meno. Se chiede a me — e non voglio dare colpa a nessuno, è solo una mia idea — forse c’è bisogno di puntare su meno giocatori ma più mirati. Anche perché Roma ha visto giocatori e squadre importanti: il pubblico sa riconoscere i forti, li ha visti. Sono più propenso a quell’idea che a prendere 30 giocatori, ma è un’opinione personale, può non essere condivisibile, non è un problema.
Qual è il target di giocatori che si augura di trovare sul mercato? Su quale ruolo si aspetta di rinforzare di più la squadra? Questa è una scelta che deve fare la società, e ci sono diversi modi di procedere. Uno è andare su giocatori con contratti molto alti, come è già successo, ma forse la proprietà non ha più intenzione di farlo. Un altro è puntare su giocatori giovanissimi, ma non so se una piazza come Roma possa reggere questo approccio: mettere tanti giovani in campo significa probabilmente abbassare anche le ambizioni della squadra. L’ideale è trovare il target giusto — costi, stipendi — ma è facile? No. Possibile, forse, se quello è l’obiettivo su cui si lavora. Se ne trovi dieci, benissimo; se ne trovi due, metti due. Io la vedo così. Bisogna però prima capire la strada — questa, credo, è la cosa più importante. Detto questo, oggi ho voluto essere il più chiaro possibile, così nelle prossime sette partite mi lasciate stare su questi argomenti. Ed è giusto così, altrimenti si tirano sempre fuori le stesse cose. Fuori da queste conferenze stampa non parlo con voi — lo sapete: avete tutti il mio numero, ma non troverete un mio messaggio o una mia telefonata, forse dai primissimi giorni che sono arrivato qui. Non ho altro da dirvi: vi ho detto tutto oggi. Ci rivediamo venerdì prossimo, che c’è un’altra bella partita. Ho cercato di essere il più chiaro possibile, anche per togliere di mezzo tutte queste dicerie, e spero di esserci riuscito. Adesso per me esiste solo il Pisa domani. Se giochiamo bene e riusciamo a vincere, domani sera saremo tutti un po’ più felici.
Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!
David Rossi (Rete Sport): “Quando senti di parlare di rivoluzione, e poi l’anno prossimo ti ripresenti con Cristante, Pellegrini e Mancini, ma la rivoluzione dove sta? Chivu è stata una scelta coraggiosa, lì c’è un contesto societario che è già formato. Noi continuiamo a pensare che il problema sia il terzino destro o sinistro, ma se non hai la base, il tetto non lo metterai mai. Devi mettere le fondamenta! Devi scegliere le persone giuste che fanno le scelte giuste, e che mettono in pratica le strategie giuste. Perchè sennò sempre settimi arriviamo. Se l’allenatore mi dice che i risultati sono in base ai giocatori che devo comprare, allora te ne vai affanc*lo e prendo uno che prende un milione e gli prendo i calciatori, ma almeno risparmio sull’ingaggio. Se la strategia di Gasperini è “compratemi i giocatori”, avevo già Mourinho che in questo era il numero uno, ma allora mi tenevo lui…”
Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Vedendo le ultime prestazioni e risultati della Roma non c’è da essere molto ottimisti, ma il calendario mi fa sperare…la Roma ha solo il derby, e quella contro l’Atalanta, ma le giochi in casa. Il Como ha Inter, Genoa e Napoli dove secondo me farà fatica…”
Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Gasperini poteva anche scegliere di non parlare oggi in conferenza, e ho la sensazione che se ha scelto di parlare è perchè deve dire delle cose. Siccome c’è aria di contestazione domani all’Olimpico, magari vuole fare una chiamate alle armi, un tentativo di attenuare le cose… Calendario? Io penso che quello della Roma sia il peggiore, per me il derby alla penultima giornata è un incubo…”
Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Rivoluzione o no, la Roma probabilmente in estate tra giocatori da piazzare, compresi quelli che rientrano, farà tra le 30 e le 35 operazioni di mercato tra entrate ed uscite. E ci sarà una forbice di risparmio di costi che ti permetterà di investire una cifra importante tra cartellini e ingaggi. Il mio timore è che non essendoci di partenza una grande compatibilità tra le parti, si rischia ancora una volta di dissipare delle risorse, che poi ti rimangono sul groppone per i prossimi anni, tipo Dovbyk, Shomurodov, Kumbulla… Ecco perchè dico di programmare per tempo. Se queste decisioni le rimandi a giugno, stai perdendo tempo…”
Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “Il Corriere dello Sport dice che solo nove sono sicuri di restare: Svilar, Mancini, Wesley, Ghilardi, El Aynaoui, Pisilli, Vaz, Soulè e Malen. Con questi si va direttamente in Serie B l’anno prossimo, e senza passare dal via…Però se gli metti vicino giocatori importantissimi, allora è un’altra storia…”
Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Possibile che El Aynaoui abbia giocato solo cinque volte dell’inizio? Veramente è un fallimento, quello più importante della stagione. Se ci pensate era arrivato qui per fare il titolare, e non per fare la riserva. Rios? Ora c’è anche il Napoli su di lui, a quanto pare anche i top club si sono accorti di questo giocatore. Se lo avrà chiesto Gasperini a De Laurentiis? Oddio, a questo non ci avevo pensato…”
Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Valutando il momento e lo stato di salute delle squadre, il Como affronterà Inter e Napoli e in casa, ma poi ha avversarie abbordabili. La Roma ha ancora l’Atalanta, ha la Lazio, ha il Bologna…ha avversarie molto difficili. E poi c’è la Juve, che ha un calendario molto comodo. Ecco perchè secondo me la Roma al momento ha poche possibilità di arrivare quarta…”
Piero Torri (Radio Manà Sport): “Senza Dybala alla Roma manca talento, qualità, la giocata che ti spacca la partita. Io quello che ho visto a Torino, e parlo della coppia Dybala-Malen, non riesco a dimenticarlo. Mandare in campo Konè contro il Bologna è stato un errore: i gol che ora stai prendendo in più sono determinati anche dall’assenza di Konè. Lui è un muro davanti la difesa, è un rubapalloni. Secondo me quel gol di Calhanoglu a San Siro non lo prendi mai con lui in campo, perchè non lo avrebbe mai fatto tirare, gli si starebbe stagliato davanti come un totem nero…”
Daniele Lo Monaco (Radio Romanista): “Soulè ha ancora qualche doloretto, la pubalgia non passa così, a meno che non ti operi. E secondo me dovrebbe pendere in considerazione questa ipotesi in vista dell’estate, tanto mi pare che per lui non ci sia aria di Mondiale. L’altra possibilità è il riposo prolungato, ma quello che ha fatto evidentemente non è bastato…”
Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Che ci andrebbe a fare la Roma in Champions se poi deve affrontare squadre come il Bayern? Beh anche l’Atalanta ha preso dieci gol dal Bayern, e allora, quale sarebbe la sorpresa. Io mi preoccupo più del campionato, come fai ad andare a prendere i soldi della Champions senza avere una squadra da quarto posto? Sicuro non puoi esserlo mai, ma ti devi rendere conto che non basta più quello che hai fatto in questi anni, devi alzare il livello...”
Appena una stagione alla Roma e già i bagagli potrebbero essere pronti. Neil El Aynaoui, centrocampista marocchino acquistato la scorsa estate dal Lens per circa 23 milioni di euro, starebbe seriamente valutando di lasciare la Capitale al termine di questa annata. A riportarlo è africafoot.com, secondo cui fonti vicine al padre del calciatore avrebbero confermato il malcontento del classe 2001.
Il motivo è presto detto: troppo poco spazio. El Aynaoui ha collezionato appena otto presenze da titolare in tutta la stagione, un utilizzo che il giocatore giudica insufficiente e non all’altezza delle sue aspettative. Le sue prestazioni, d’altra parte, non hanno mai convinto del tutto, alimentando un circolo difficile da spezzare tra scarsa continuità e rendimento al di sotto delle attese.
Il paradosso è che il suo contratto con il club giallorosso è ancora lungo — scadenza fissata al 30 giugno 2030 — e la Roma aveva chiaramente scommesso su di lui come investimento prospettico. Ma dopo questa prima stagione deludente sul piano del minutaggio, la voglia di rilanciarsi altrove sembra prevalere sulla volontà di restare a costruire il proprio futuro nella Capitale.
Una situazione da monitorare con attenzione, considerando anche che la Roma dovrà fare i conti con le proprie scelte in sede di mercato estivo e valutare se cedere o trattenere un giocatore ancora giovane ma già in cerca di una nuova destinazione.
Dan Friedkin ha mandato un messaggio chiaro: nessuno può considerarsi intoccabile. Dopo un miliardo investito in cinque anni senza mai centrare la Champions League, il crollo della squadra — travolta per la prima volta da cinque reti — ha fatto scattare un campanello d’allarme che ora si è trasformato in una vera e propria resa dei conti. La cultura degli alibi, stando a quanto filtra, è stata spazzata via in una notte.
La rivoluzione è già in corso. Tra coloro che sembrano avere un piede e mezzo fuori da Trigoria ci sono Çelik ed El Shaarawy, entrambi in scadenza al 1° luglio, con prospettive di rinnovo ancora più ridotte rispetto a quelle già flebili di Pellegrini e Dybala.Ferguson e Tsimikas torneranno rispettivamente al Brighton e al Liverpool, senza che si apra alcuna trattativa.
Sembrano tramontate anche le possibilità di riscatto per Zaragoza e Venturino: i 20,5 milioni complessivi che sarebbero stati necessari per i due attaccanti diventeranno invece la base di partenza per acquistare un’ala sinistra offensiva più affidabile e concreta sotto porta.
Non se la passano meglio due calciatori che avevano iniziato la stagione con ambizioni da titolari: Angeliño, frenato da un problema fisico mai del tutto risolto, e Dovbyk, scivolato ai margini del progetto, anche se non si esclude un suo ritorno in campo a maggio.
In bilico ci sono anche alcuni elementi considerati pilastri. N’Dicka e Koné rappresentano due potenziali plusvalenze significative: 18 milioni investiti in due che potrebbero fruttarne 100. Riflessioni sono in corso pure su Cristante, il cui rinnovo fino al 2030 è stato messo in stand-by, e su Hermoso, il difensore più esperto della rosa.
Il punto fermo della ricostruzione, invece, sarà un gruppo di giocatori su cui la società conta di ripartire: Svilar, Mancini, Wesley, Pisilli, Malen — per cui sono già pronti i 25 milioni del riscatto — Soulé, e profili ancora da plasmare come Ghilardi, Vaz ed El Aynaoui. Un cantiere aperto, con le fondamenta già individuate ma molto ancora da definire.
La corsa Champions della Roma si complica sempre di più, almeno secondo le proiezioni di Opta Predictor. Il celebre sistema di analisi basato su un supercomputer ha aggiornato le proprie previsioni a sette giornate dalla fine del campionato, restituendo un quadro piuttosto netto sulle possibilità delle squadre in lotta per il quarto posto.
Attualmente sesta in classifica, la Roma deve recuperare quattro punti al Como e tre alla Juventus. Una rincorsa che, numeri alla mano, appare in salita: la probabilità di chiudere al quarto posto è infatti ferma al 9,74%.
Situazione diversa per le dirette concorrenti. La Juventus, oggi quinta e a un solo punto dal Como, ha il 29,18% di possibilità di centrare la qualificazione in Champions. Ancora più alte le percentuali del Como, attualmente quarto, che secondo il modello di Opta è la principale candidata a mantenere la posizione, con il 42,55% di probabilità.
Per quanto riguarda il piazzamento finale della Roma, le previsioni indicano come scenario più probabile la conferma dell’attuale sesto posto, stimata al 39,8%. Subito dietro c’è il settimo posto, con il 28,12%, dato sorprendentemente più alto rispetto alle possibilità di chiudere quinti (20,41%) o quarti.
Numeri che fotografano una realtà complessa: la rincorsa resta aperta sul campo, ma secondo le simulazioni il margine di errore si è ridotto sensibilmente, rendendo il traguardo Champions sempre più difficile da raggiungere.