Malen-Zaragoza, la svolta di Gasp

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L’attesa, alla fine, è stata ripagata. Il mercato invernale della Roma ha consegnato a Gasperini due attaccanti capaci di incidere subito e, potenzialmente, di cambiare il volto offensivo della squadra. Donyell Malen e Bryan Zaragoza, arrivati a distanza di settimane ma con lo stesso obiettivo, sono le nuove armi su cui il tecnico di Grugliasco ha deciso di puntare per rilanciare la corsa giallorossa.

Il primo impatto è stato incoraggiante. Malen è stato gettato subito nella mischia, segnando a Torino e dando l’impressione di poter far girare l’intero reparto anche nelle gare successive, nonostante il digiuno realizzativo. Movimenti continui, dialogo con i compagni e una pericolosità costante: caratteristiche che Gasperini conosce bene e che spiegano perché l’olandese resti il riferimento offensivo anche contro il Cagliari.

Diverso, ma altrettanto stimolante, il percorso di Zaragoza. Le prime sedute a Trigoria hanno lasciato sensazioni positive: l’esterno spagnolo, arrivato dal Bayern Monaco, ha mostrato subito dribbling, accelerazioni e capacità di creare superiorità, qualità che alla Roma mancavano da tempo sulla corsia sinistra. Il lavoro da fare è ancora tanto, ma il suo debutto dal primo minuto all’Olimpico è più di una possibilità concreta.

Il contesto rende tutto ancora più chiaro. La Roma viene da un periodo complicato in campionato: dopo il successo europeo con lo Stoccarda sono arrivati due pareggi (Milan e Panathinaikos) e il ko di Udine, risultati che hanno allontanato i giallorossi dalla zona Champions. I numeri spiegano il perché: nelle prime 23 giornate la Roma è rimasta sette volte senza segnare, oltre il 30% delle gare. Un dato che non si vedeva da decenni e che ha spinto il club a intervenire sul mercato.

Domani sera contro il Cagliari toccherà ancora a Malen guidare l’attacco. Soulé non è al massimo ma sarà della partita, mentre resta aperto il ballottaggio a sinistra tra Pellegrini e Zaragoza, con lo spagnolo che parte favorito. Dybala, invece, va verso il forfait: dopo un lavoro iniziale sul campo, l’argentino ha rallentato e il suo rientro sembra destinato a slittare alla sfida con il Napoli. Situazione simile per Ferguson, ancora condizionato dal dolore alla caviglia.

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In difesa resta in dubbio Hermoso, fermato da una contusione al piede rimediata a Udine. In caso di forfait è pronto Ghilardi. Recuperato Venturino, mentre restano ai box Vaz, El Shaarawy e Koné.

Occhio al Cagliari, che arriva all’Olimpico forte di tre vittorie consecutive, ma per la Roma il momento non ammette esitazioni. Al netto delle assenze, Gasperini ora ha nuove soluzioni davanti e da qui alla fine del mese lo attendono quattro gare decisive per capire le reali ambizioni stagionali. La ripartenza passa dai gol. E Gasp, come sempre, si affida agli attaccanti.

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Fonte: Il Tempo – Gazzetta dello Sport – Il Messaggero – La Repubblica

Serie A, il Napoli vince al 95′ su rigore: Genoa ko 3 a 2

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Il Napoli non molla niente e a Marassi porta via tre punti pesantissimi. Finisce 3-2 per i partenopei, che battono il Genoa nonostante l’inferiorità numerica e allungano in classifica, salendo a +6 sulla Roma a tre giorni dallo scontro diretto.
La partita si apre subito in salita per gli uomini di Conte: dopo pochi secondi Meret stende Vitinha e concede un rigore.

Malinovskyi va sul dischetto e non sbaglia, portando avanti il Genoa. La reazione del Napoli è immediata: al 20’ Hojlund firma l’1-1 e nemmeno il tempo di rimettere palla al centro che McTominay completa la rimonta. Lo scozzese, però, è costretto a uscire all’intervallo per un problema muscolare, con le condizioni da valutare in vista della Roma.

Nella ripresa il Genoa trova il pari al 57’: Colombo approfitta di un grave errore di Buongiorno e fa 2-2. Al 76’ cambia di nuovo tutto: Juan Jesus viene espulso e salterà la sfida contro i giallorossi. Quando il match sembra avviato verso il pari, arriva l’episodio decisivo: al 93’ Cornet pesta il piede di Vergara, il VAR richiama l’arbitro e viene assegnato il rigore. Hojlund si presenta dal dischetto, Bijlow intuisce ma non basta: è 3-2 Napoli.

Con questo successo il Napoli sale a 49 punti, a una sola lunghezza dal Milan secondo e con sei punti di vantaggio sulla Roma quinta. Per il Genoa di De Rossi è invece la seconda sconfitta consecutiva arrivata nei minuti di recupero: dopo il ko nel derby con la Lazio, i rossoblù restano 14esimi a quota 23, con sei punti di margine sulla zona retrocessione.

Redazione GR.net

ULTIME DA TRIGORIA – Ancora out Dybala, Ferguson e Hermoso. Domani parla Gasp in conferenza

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La Roma continua la preparazione verso la sfida di lunedì sera alle 20:45 all’Olimpico contro il Cagliari, e l’infermeria giallorossa resta piena.

Oggi la squadra si è allenata al mattino a Trigoria, ma a lavorare a parte sono stati Dybala e Ferguson, che non sono ancora tornati in gruppo e restano in dubbio per la partita. Out anche Dobvyk, Konè, El Shaarawy, Hermoso e Vaz: il difensore spagnolo è fermo a causa della contusione subita nei giorni scorsi, mentre Vaz continua il recupero dalla lesione al soleo.

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Gasperini continuerà a valutare le condizioni dei giocatori infortunati domani, durante l’allenamento pomeridiano. La conferenza stampa del tecnico è prevista alle 13:30, quando fornirà aggiornamenti sulle scelte di formazione e sulle possibilità di recupero degli indisponibili.

Con Dybala e Ferguson ancora a parte e Hermoso in dubbio, Gasperini potrebbe essere costretto a confermare alcune soluzioni obbligate in attacco e in difesa, puntando sui giocatori già disponibili per affrontare il Cagliari. La sessione di domani pomeriggio sarà decisiva per definire la lista dei convocati.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo sabato 7 febbraio 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 13:10 – Primavera, pari a reti bianche tra Roma e Genoa

Poche emozioni e zero gol a Tre Fontane nel match del campionato Primavera giocato oggi tra Roma e Genoa. Nonostante il pari, i giallorossi di Guidi mantengono la vetta della classifica. Questo l’undici giallorosso e i cambi: De Marzi; Mirra, Seck, Terlizzi; Nardin (64′ Carlaccini), Panico, Arduini (45′ Forte), Litti (84′ Maccaroni); Di Nunzio, Della Rocca (75′ Tumminelli); Morucci (75′ Paratici).

Ore 12:55 – Pellegrini dà priorità alla Roma nonostante l’Inter

Secondo Attilio Malena, per El Shaarawy il rinnovo è improbabile: fuori dai piani del club. Dybala potrebbe restare solo con un taglio dell’ingaggio del 45%, soluzione al momento complessa. Diversa la situazione di Pellegrini: primi approcci già avviati, l’addio non è scontato. Sul numero 7 c’è l’interesse forte dell’Inter, ma anche Juventus e Napoli sono sulle sue tracce. La priorità per il trequartista però resta la Roma.

Ore 11:40 – Roma e Cristante in campo contro il bullismo

La Roma ha aderito alla campagna #NoBulli promossa dalla Regione Lazio, organizzando una mattinata formativa per gli studenti-atleti Under 15, 16 e 17 del Liceo Sportivo di Trigoria. In aula gli specialisti di Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale e Polizia Postale, focus su social, responsabilità digitale e cyberbullismo. A sorpresa la visita del capitano Bryan Cristante, che ha invitato i ragazzi a essere d’esempio dentro e fuori dal campo.

Ore 10:30 – Euro 2032: Sessa commissario, Pietralata accelera

Per gli stadi di Euro 2032 sarà nominato un commissario straordinario: il nome è quello di Massimo Sessa, presidente del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici. In attesa del via libera della Conferenza Stato-Regioni, per Roma restano in corsa Olimpico e Pietralata. In Campidoglio l’obiettivo è votare entro fine mese la conferma del pubblico interesse sul nuovo stadio della Roma, per restare nei tempi Uefa: progetti definitivi da approvare entro luglio e cantieri avviabili entro marzo 2027. (Il Messaggero)

Ore 09:10 – Mazzitelli: “Roma da Champions, Totti va valorizzato”

Luca Mazzitelli, ex giallorosso oggi al Cagliari, ha parlato della Roma in vista della sfida di lunedì: «Bella squadra, diretta da un allenatore bravissimo. In pochi mesi Gasperini ha impresso la sua impronta: se la giocherà fino alla fine con la Juventus per un posto in Champions». Sul possibile ritorno di Totti da dirigente: «Una figura così importante dovrebbe essere valorizzata con un ruolo adeguato». E sulla sua romanità: «Tutto. Stando lontano da Roma l’ho apprezzata ancora di più: è una città complessa ma meravigliosa». (Corsport)

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Ore 08:25 – Primavera, Roma-Genoa per la vetta solitaria

La Roma Primavera cerca oggi al Tre Fontane (ore 11, diretta Sportitalia) il successo che garantirebbe il primato solitario in campionato contro il Genoa. Emergenza sulle fasce: Cama è out, Lulli e Marchetti in dubbio. Sangaré è stato ceduto all’Elche. In attacco Arena resta in bilico dopo l’allenamento con la prima squadra, pronto Morucci come centravanti. (Corsport)

IN AGGIORNAMENTO…

Per Totti pronto un ruolo da direttore tecnico

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C’è un filo giallorosso che non si è mai spezzato. Si è assottigliato, sì. Messo alla prova dal tempo, dagli addii rumorosi, dalle incomprensioni mai davvero digerite. Ma oggi quel filo sta tornando corda, solida e tesa verso un ritorno che profuma di destino: Francesco Totti è sempre più vicino alla Roma.

I Friedkin si muovono in silenzio, ma con un’idea chiara: non ripetere gli errori dell’era Pallotta. Niente ruoli indefiniti, niente operazioni di facciata, niente simboli svuotati di contenuto. Questa volta si studia, si pianifica, si costruisce. E a guidare il percorso c’è una garanzia che a Roma pesa quanto il Colosseo: Claudio Ranieri.

Il club sta lavorando su una figura precisa, centrale nel nuovo assetto: il direttore tecnico. Un ruolo di raccordo, un ponte tra campo e scrivanie, tra spogliatoio e dirigenza. Un uomo capace di dialogare con l’allenatore, con il direttore sportivo e con la proprietà. Uno che conosca Trigoria, la pressione quotidiana, il peso della maglia e l’odore dell’Olimpico quando vibra. Quel ruolo, oggi, ha un nome e un cognome: Francesco Totti.

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Il dettaglio che cambia tutto è uno solo, ma decisivo: Totti è entusiasta. I contatti con il club sono fitti, avanzati, concreti. Non è più una suggestione romantica da bar o da social: è una trattativa reale, che sta prendendo forma giorno dopo giorno. Francesco vuole tornare, e la Roma lo sta aspettando nel modo giusto.

Nel nuovo organigramma, Totti potrebbe affiancare Massara nelle strategie di mercato. Essere quella telefonata che pesa, che convince, che fa la differenza. Ma il suo impatto non si fermerebbe alle scrivanie. Lo spogliatoio, con una leggenda al suo fianco, riceverebbe una scossa continua: per chi deve crescere e per chi è chiamato a dimostrare di meritare questa maglia.

Il disegno, però, è ancora più ampio. Perché Totti non è solo calcio. È identità, brand, magnete emotivo. È un patrimonio sportivo e commerciale dal valore incalcolabile. Nell’anno del centenario, il 2027, potrebbe diventare il volto simbolo di una stagione destinata a essere storica. Sponsor, visibilità internazionale, accordi commerciali: un ritorno che vale oro.

E poi c’è Pietralata, il nuovo stadio. La prima pietra di un’epoca nuova. E la domanda, a quel punto, diventa quasi retorica: chi meglio del Capitano può rappresentare passato, presente e futuro della Roma? Il cerchio non è ancora chiuso, ma il rumore di fondo si sta abbassando. E quando di Totti si tornerà a parlare solo di Roma, calcio e futuro, allora sì: il ritorno sarà compiuto.

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Fonte: Corriere dello Sport

Zaragoza pronto all’esordio: Gasp cala subito il jolly

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L’Olimpico, lunedì sera contro il Cagliari, è pronto a scoprire Bryan Zaragoza. L’ultimo arrivato del mercato invernale giallorosso è destinato all’esordio, con concrete possibilità di partire addirittura dall’inizio. Una necessità prima ancora che una scelta, considerando l’emergenza che continua a colpire l’attacco della Roma.

Al netto di Bailey, rientrato anticipatamente all’Aston Villa, e di Dovbyk, ancora lontano dal campo dopo l’intervento chirurgico e già escluso dalla lista UEFA, Gasperini deve fare i conti con una serie di assenze pesanti. Dybala, El Shaarawy e Ferguson lavorano ancora a parte e restano in forte dubbio per lunedì. A complicare ulteriormente il quadro è arrivato lo stop di Robinio Vaz, fermato da una lesione di primo grado al soleo sinistro: per lui stop di circa due settimane e rientro rimandato a marzo, con l’obiettivo Juventus.

In questo contesto, il tecnico si ritrova a lavorare praticamente con quattro uomini offensivi: Malen, Pellegrini, Soulé e Zaragoza. Troppo poco per ruotare, abbastanza per rischiare. Ed è qui che il nuovo acquisto può diventare subito centrale.

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Gasperini ne apprezza soprattutto la capacità di saltare l’uomo, ma in questi giorni lo sta martellando sulla fase di non possesso. Zaragoza può agire su entrambe le corsie e in carriera è stato utilizzato anche a destra. Contro il Cagliari potrebbe partire alle spalle di Malen, con uno tra Pellegrini e Soulé destinato alla panchina. Secondo le ultime indicazioni, il sacrificato potrebbe essere proprio il capitano.

La mediana ormai sembra definita e sarà formata da Cristante ed El Aynaoui. Sugli esterni bassi spazio a Celik e Wesley, mentre in difesa resta un punto interrogativo legato alle condizioni di Hermoso, fermato da una dolorosa tacchettata al collo del piede sinistro. Se non dovesse farcela, è pronto Ghilardi al fianco di Ndicka e Mancini. Nemmeno Venturino si è allenato negli ultimi giorni, fermato dall’influenza, ma filtra ottimismo per un suo recupero per la panchina.

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Fonti: Il Messaggero / Corsera / La Repubblica

Falcao: “Mi dispiace che la Roma non abbia preso Yuri Alberto, è un gran giocatore”

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Paulo Roberto Falcao, ex centrocampista della Roma, ha rilasciato un‘intervista all’edizione odierna del Corriere dello Sport. Di seguito alcune delle sue dichiarazioni al quotidiano.

«Il primo a cambiare la storia della Roma? Forse un po’ sì. Di sicuro io feci di tutto per far capire a Roma e alla Roma che se fino a quel momento era stato fatto “5” si poteva fare “7”. Potevamo e dovevamo credere di più in noi stessi e questo andava fatto comprendere nello spogliatoio, ancora prima che in campo. Si poteva giocare contro la Juve a Torino o contro l’Inter ad un livello alto, senza partire sconfitti in partenza. E infatti piano piano iniziarono a rispettarci, Juve-Roma divenne un derby nazionale. Non so quanto di Paulo Falcao ci fosse in tutto questo, ma probabilmente oggi posso dire che con me si iniziò ad andare in campo a testa alta».

E ora? È ancora così?
«Sicuramente la Roma ha un allenatore con cui può, almeno, lottare per la Champions. Gasperini mi piace, penso possa fare delle belle cose. Lui è bravo, ha fatto bene all’Atalanta, per cui gli va lasciato spazio per lavorare. Roma non è Bergamo, ma ha tutte le capacità. Ripeto: gli sia dato tutto il tempo di cui ha bisogno per lavorare e far crescere la Roma».

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Si parla tanto del possibile ritorno di Totti: lei poteva rientrare nella Roma?
«Sì».

Come dirigente?
«Come allenatore. Facemmo un contratto biennale nel gennaio del 1991, stavo andando a Cortina a trovare il presidente Viola, ma lui morì in una settimana. Peccato, ero e sono un bravo tecnico, quando ero ct del Brasile negli Anni 90 chiamai Cafu e Leonardo che erano dei ragazzini e in 8 mesi impostai la squadra che avrebbe vinto il Mondiale nel 1994. Con la Roma, in ogni caso, non ebbi altre occasioni. Mai».

Che succede al nostro calcio?
«Non penso ci sia un solo problema, ce ne sono tanti, altrimenti le cose sarebbero
già state risolte. Sicuramente in passato tutti ambivano alla Serie A, adesso vengono
prima l’Inghilterra e la Spagna, è come se ci fosse meno prestigio, non credo sia solo una questione di soldi. Non ci sono grandi talenti e non ci sono grandi investimenti. A proposito…».

Prego.
«Mi dispiace che la Roma non abbia preso Yuri Alberto (attaccante 2001 del Corinthians, ndr) perché è veramente un gran bel giocatore, molto interessante. Ma ecco, in Italia in questo momento è così. E devo dire che anche in Brasile non è così semplice trovare campioni. Oppure il talento che gioca in strada e diventa un fenomeno. A 15 o 16 anni ci sono giocatori che guadagnano tanto e non lo meritano. Vi assicuro che c’è crisi anche da noi, non ci sono più Pelé e Zico».

I Friedkin però hanno speso oltre 20 milioni per Wesley.
«A Gasperini piace giocare con tre difensori e lui è uno che sulla fascia parte e arriva in fondo. In Brasile era impiegato più a destra, ora vedo che Gasp lo schiera anche a sinistra. Anarchico? Ha talento e i giocatori di quel tipo un po’ lo sono».

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Fonte: Corriere dello Sport

Dovbyk come Schick: una delusione da 41 milioni

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Quarantuno milioni e centrotredicimila euro. È questa la cifra del costo complessivo di Dovbyk, scrive l’edizione odierna de Il Tempo (F. Biafora), che lo rende, a pari merito con Schick (costato appena 10mila euro in più), il secondo acquisto più oneroso della storia della Roma alle spalle di Abraham (sfondava quota 42 milioni).

Nell’accordo con il Girona era infatti stato stabilito che i bonus e la percentuale di rivendita per gli spagnoli sarebbero stati comunque garantiti in caso di cessione: a Trigoria hanno quindi deciso di ammortizzare da subito tutto l’ammontare complessivo dell’investimento. Che comprende anche 1,6 milioni di commissione all’agente.

Dal suo arrivo Dovbyk ha siglato 20 gol in 3820 minuti tra questa e la passata stagione (17 marcature), con l’attuale annata che è stata pesantemente condizionata dall’infortunio al tendine della coscia, che l’ha anche costretto all’operazione chirurgica. Un rendimento tutt’altro che soddisfacente vista la spesa effettuata.

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Dalle pieghe del bilancio giallorosso relativo alla stagione 2024/25 emerge anche che per Hermoso, arrivato a parametro zero, è stata corrisposta una commissione da 2 milioni, stessa cifra andata all’agente di Soulé, mentre per Le Fée l’intermediazione ha avuto un costo di 750mila euro. Il centrocampista francese, ceduto subito al Sunderland, ha causato l’unica minusvalenza stagionale nei conti del club dei Friedkin: è stata pari a 1.5 milioni.

Fonte: Il Tempo

Dybala-Pellegrini, si rinnova solo con lo sconto del 50%

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Quattro rinnovi, un solo vero tema di fondo: la sostenibilità. In casa Roma il dossier contratti è destinato a diventare centrale nelle prossime settimane, perché a giugno scadranno gli accordi di Paulo Dybala, Lorenzo Pellegrini, Zeki Celik e Stephan El Shaarawy. Situazioni diverse, ma tutte legate a un principio chiaro: il nuovo corso deve rientrare dentro parametri economici più rigidi.

I casi più delicati sono inevitabilmente quelli di Dybala e Pellegrini, non solo per il peso tecnico ma soprattutto per quello a bilancio. Il capitano sfiora i 7 milioni complessivi, mentre l’argentino arriva a 8,5 milioni più bonus. Cifre che oggi la Roma non considera più sostenibili.

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Il quadro generale è ancora in evoluzione. I ricavi finali della stagione dipenderanno da più fattori: percorso in Europa League, piazzamento in campionato e ingresso o meno di un main sponsor. L’obiettivo fissato dalla proprietà è però chiaro: monte ingaggi intorno al 60% dei ricavi, un tetto che impone scelte nette.

Con Pellegrini e Dybala i contatti ci sono stati, ma senza affondi concreti. Niente numeri sul tavolo, almeno finora. La situazione potrebbe però sbloccarsi già in questo mese, con una linea guida precisa: tetto stipendi a circa 4 milioni per i top player. Tradotto: servirebbe un taglio vicino — se non superiore — al 50%.

L’idea è di offrire a Pellegrini una base da 3 milioni più bonus, mentre per Dybala si arriverebbe a 4 milioni solo attraverso incentivi variabili. Ad oggi, proprio Pellegrini è quello con più chance di restare. Per Dybala, invece, le sirene dall’Argentina — Boca Juniors in primis — continuano a farsi sentire e l’ipotesi di un addio a giugno prende sempre più corpo.

Situazione diversa ma altrettanto complessa quella di Zeki Celik. Il turco guadagna circa 2 milioni e la Roma sarebbe disposta a salire fino a 2,5, ma la richiesta del giocatore sfiora i 4 milioni, sfruttando ancora i benefici del Decreto Crescita. Una cifra considerata irricevibile, anche per evitare un effetto domino su contratti come quelli di Koné, Soulé e Wesley.

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Infine El Shaarawy, che ha già fatto sapere di essere disposto ad accettare un ridimensionamento pur di restare a Trigoria. Resta da capire di quanto e se l’incastro economico sarà ritenuto coerente con la nuova filosofia del club.

Fonte: Gazzetta dello Sport

Da Gasperini a Totti: ecco il piano Friedkin

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Guai a farsi trovare impreparati. Un anno e mezzo alla storica ricorrenza del centenario della Roma e i Friedkin, già da qualche tempo, sono al lavoro per rendere indimenticabile questa celebrazione. Tra campo e strategie, scrive oggi Il Tempo (L. Pes), il club vuole arrivare al massimo all’appuntamento con la storia e dopo il rilancio del vecchio logo e i passi avanti per lo stadio, la strada è ancora lunga e passa per le grandi scelte.

La prima è stata quella di riportare Ranieri, l’altra quella di affidare a Gasperini un progetto triennale. Gian Piero al centro. Con tutte le sue spigolosità il piemontese resta il faro dei giallorossi. Parola di Ranieri. Il senior advisor, che ha scelto il piemontese per la panchina, ha ribadito una fiducia smisurata della proprietà per l’allenatore di Grugliasco che con i suoi modi, a volte bruschi, vuole accelerare un percorso di crescita che già in questo primo anno mostra un’identità importante della squadra. Ma Gasp ha già ottenuto qualcosa in più dal mercato, pur essendo ancora lontani dalla costruzione ideale della rosa, e la sua ambizione coincide con quella della società.

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Garanzia. Basta una parola per capire l’importanza della figura di Sir Claudio all’interno della Roma. L’ormai ex allenatore in questi mesi è stato il vero e proprio equilibratore delle accese tensioni tra Gasp e Massara, intervenendo, anche pubblicamente, sempre nei toni giusti e con messaggi di unità. Per questo i Friedkin lo hanno scelto e i risultati ottenuti in termini comunicativi e strategici. L’importanza della figura di Ranieri ha permesso dopo quasi sei anni di comprendere agli americani l’importanza di figure che conoscono l’ambiente e possono essere valori aggiunti.

Non soltanto scelte di comodo da gettare in pasto ai tifosi, ma risorse che aiutano a capire meglio la strada da intraprendere. Questo vorrebbe essere anche Totti che da qualche tempo è tornato nei pensieri dei Friedkin che, dopo qualche chiacchierata, ora devono passare alle proposte vere e proprie cercando il ruolo giusto da ritagliare attorno all’ex capitano che intanto riflette.

Non solo campo, però, c’è bisogno di altro. Accanto al recupero della tradizione
del logo, come detto, procede anche il progetto per lo stadio che nell’anno del centenario dovrebbe vedere l’inizio dei lavori. Prosegue, inoltre, la ricerca di un main sponsor che possa aiutare ad aumentare i ricavi. Per questa ricorrenza, però, i Friedkin cercano un accordo importante, soprattutto a livello economico.

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Fonte: Il Tempo

Ufficiale, Devis Vasquez in prestito al Besiktas

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Nuova operazione in uscita per la Roma, che sfoltisce la rosa in queste ultime ore di mercato. Il club giallorosso ha annunciato ufficialmente la cessione di Devis Vasquez.

Il portiere colombiano, arrivato nella Capitale la scorsa estate, si trasferisce in Turchia, al Besiktas, con la formula del prestito.

Vasquez lascia Trigoria senza aver mai esordito in partite ufficiali. Con un post sui propri canali social, la Roma ha salutato il giocatore augurandogli il meglio per la sua nuova avventura: “In bocca al lupo, Devis!”.

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo venerdì 6 febbraio 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 20:10 – Trasferte vietate: ricorso Roma Club accolto dal TAR

Dopo gli scontri in autostrada tra tifosi di Roma e Fiorentina, il Viminale aveva disposto il divieto di trasferta fino a fine stagione per entrambe le tifoserie. La decisione è stata impugnata dall’Associazione Italiana Roma Club e dall’Unione Tifosi Romanisti: come comunicato dall’avvocato Lorenzo Contucci, il TAR del Lazio ha accolto il ricorso contro la chiusura dei settori ospiti. Fissata l’udienza per il 17 febbraio.

Ore 15:25 – Angelino lancia segnali social: “Fake news”

Angelino è rimasto fuori dalla lista Uefa insieme a Dovbyk. Lo spagnolo, fermo da diversi mesi, si allena in gruppo e ha collezionato due brevi spezzoni nelle ultime settimane, ma non è ancora pronto per partire dall’inizio. Intanto sui social ha postato una foto in allenamento con l’emoji della batteria carica e la canzone “Fake News”, segnale che sembra voler smentire i rumors sul suo conto.

Ore 11:20 – Vasquez vicino all’addio: possibile prestito al Besiktas

Dopo soli sei mesi alla Roma, l’avventura di Vasquez potrebbe già terminare. L’ex Empoli e Milan, terzo portiere dietro Svilar e Gollini, è vicino al Besiktas in prestito con diritto di riscatto. Arrivato in estate senza esordire, era stato escluso dalla lista Uefa e superato da Gollini nel ruolo di secondo portiere. (Tuttomercatoweb.com)

Ore 9:30 – Non solo stadio: Friedkin vuole tutto

Il “gigante addormentato” evocato da Friedkin è ormai in piedi. Dopo i primi anni di risanamento, la proprietà americana punta ora al definitivo salto di qualità. Centrale il progetto stadio di Pietralata: conferma dell’interesse pubblico attesa entro fine mese, Conferenza dei servizi in estate e prima pietra fissata per marzo 2027, senza ulteriori rinvii. A Trigoria Dan Friedkin resta silenzioso ma decisivo, affiancato dal figlio Ryan e dal fidato Ed Shipley. Con Ranieri il collante tra campo e dirigenza, mentre l’idea Totti resta sullo sfondo come possibile “regalo” simbolico. (Corsport)

Ore 8:20 – Dybala ancora out, Gasp prepara l’undici anti-Cagliari

Ripresa a Trigoria in vista del Cagliari, dopo lo stop di Udine. Ancora lavoro differenziato per Dybala, alle prese con l’infiammazione al ginocchio: il rientro in gruppo si avvicina ma lunedì non è previsto. Gasperini pensa al 3-4-2-1 con Svilar; Ghilardi, Mancini e Ndicka in difesa; Celik e Wesley sulle fasce. In mezzo ballottaggio Pisilli–El Aynaoui con Cristante. Davanti possibile esordio dal 1’ per Zaragoza, con Soulé alle spalle di Malen. (Il Romanista)

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IN AGGIORNAMENTO…

Sabatini: “Il ritorno di Totti scelta bellissima, ma deve avere un ruolo tecnico”

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Walter Sabatini, ex direttore sportivo della Roma, ha rilasciato un’intervista a tuttomercatoweb.com e tra i vari temi trattati si è soffermato sul possibile ritorno di Francesco Totti in società. Ecco le sue dichiarazioni.

Cosa ne pensa del possibile ritorno di Francesco Totti alla Roma?
“Dal mio punto di vista sarebbe una scelta bellissima ed opportuna. Perché? Per il campione che è stato e per quello che ha rappresentato. Io credo che dello spazio per lui nella Roma ci dovrà sempre essere”.

In che ruolo lo vedrebbe in giallorosso?
“L’importante è che sia un rientro con un ruolo definito, con un taglio tecnico e non di mera rappresentanza”.

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Fonte: Tuttomercatoweb.com

Nainggolan: “Serie A scarsa, potrei ancora giocarci. Se Konè vale 60 milioni, io sarei dovuto costarne 150”

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Radja Nainggolan è intervenuto questa mattina ai microfoni di Radio Manà Sport. Queste le parole dell’ex centrocampista giallorosso.

Come stai? Ancora stai giocando…
“Ho fatto alcuni gol belli, avevo smesso per qualche mese ma mi mancava lo spogliatoio. Non avevo problemi e quindi perché smettere? Solo che ora ho altri obiettivi, gioco a casa con i giovani. Questa è la mia soddisfazione“.

Calarti in questa realtà è la stessa cosa rispetto a giocare a San Siro?
“Buona domanda, non è facile rispondere. Qui devi provare a vivere in un certo modo per giocare bene, a me non è successo. Mi spingeva il pensare di essere più forte così mi mettevo in mostra con avversari forti. Credo di essere stato uno dei centrocampisti più forti ai tempi della Roma ma anche ai tempi di Cagliari. Deve piacerti il gioco, a me piace e quindi continuo. Mi diverto quando gioco con i ragazzi dell’età di mia figlia, mi piace mettermi in mostra. Quando farò fatica sarà giusto smettere, ma per ora sto bene. Secondo me sono anche da prima divisione, ma sappiamo che ora si punta molto sui giovani“.

C’è qualcosa che a conti fatti avresti evitato?
“No, neanche l’approdo alla SPAL perché volevo aiutare De Rossi che ai tempi mi diede tanto. Poi dopo una settimana è andato via e sono rimasto fregato. L’esperienza più bella fu in Indonesia, per un fatto anche di origini. Avrei rifatto tutto“.

Ma tutti i calciatori moderni hanno questi valori?
“No, io per esempio non ho mai giocato per soldi pur avendoli guadagnati. Io credo nell’amicizia nel calcio, ma molti non sentono più nessuno dopo il ritiro. Io sento molti miei ex compagni, della Roma ma anche di Piacenza e Cagliari. Per me è più importante il lato umano, perché quando ti ritiri rimane quello“.

A proposito di ex compagni, per te il ritorno di Totti è una piacionata oppure ha ha senso?
“Parlo da suo amico e da persona neutrale. So che se si parla di Roma si parla di Totti. Sono stato all’Inter e lì c’era Zanetti vicepresidente, perché Totti non lo può fare? Con Totti ricresce il brand Roma, sarebbe interessante. Poi è un uomo di calcio, attaccato a Roma, non capisco perché non dovrebbe funzionare“.

Nainggolan in questa Serie A può giocare ancora?
“Qualitativamente sì, perché il livello è basso (ride, ndr). Prendendo la Roma di oggi, quale giocatore attuale avrebbe giocato ai tempi nostri? Non per attaccare i romanisti attuali, ma il livello generale è questo. Per dire, Holm è andato alla Juve e all’epoca c’era Dani Alves. Questa è la qualità di oggi“.

Ai tempi di Spalletti come andò il cambio di ruolo?
“La squadra è importante e lavoro per rendere la squadra più forte. Spalletti vide in me i gol e gli inserimenti, e mi mise dietro all’attaccante. Non era un ruolo alla Totti, ma dovevo fare prima pressione e fare gol/assist. Dovevo solo fare quello che facevo sempre ma facendo più gol“.

Ma se Koné vale 60 milioni, quale sarebbe stato il tuo valore?
“150. Io sono andato all’Inter per 37“.

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Cosa non ha funzionato?
“A me piace il popolo vero, le persone casarecce. Andavo alle osterie, io ero così. Preferisco stare in famiglia e fare due chiacchiere con i tifosi. A Milano sei sempre in competizione e non mi sentivo a mio agio. I tifosi dell’Inter mi hanno voluto bene e io voglio bene all’Inter, ma io ero uno che viveva fuori dal campo. La prima domanda fu se fossi contento di essere arrivato all’Inter e io ero più triste di aver lasciato Roma. Sono poi andato via. Mi sentivo una persona importante e all’epoca Monchi mi chiedeva dei prossimi giocatori“.

Questa è una bella investitura?
“Mi era successo con Sabatini, pensavo che anche Monchi fosse così. Poi vado in vacanza e mi arrivano delle chiamate dalla Turchia. Scopro poi tramite il mio agente che avevano dato mandato per cedermi. Allora decisi di andare da Spalletti. Non posso salutare uno che mi chiedeva quello che pensavo e poi voleva cedermi, ha fatto lo stesso con Dzeko ma lui aveva un altro carattere. Una persona così è una persona falsa“.

C’è il rimpianto di non aver vinto nulla a Roma?
“Sì, ma va detto che anche la Coppa Italia era difficile perché gli impegni erano tanti e molti non erano abituati. Il rimpianto c’è, non ho mai vinto niente e avrei voluto vedere la folla dopo un successo. Aver giocato la Champions per me è stata comunque una soddisfazione. Sì, la Roma ha vinto la Conferece League ma è come la Nations League, se dobbiamo inventare coppe per farle vincere è solo una roba di soldi“.

Chi chiami per giocare in porta? Alisson o Svilar?
“Svilar che è belga (ride, ndr). Alisson è il più forte, è educato e si fece un anno di panchina a Roma. Dopo due mesi parlava italiano, è il più forte portiere con cui ho giocato. Con Svilar ci ho già giocato a calcetto ad Anversa e abbiamo vicini in comune”.

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Fonte: Radio Manà Sport

“ON AIR!” – PIACENTINI: “Ranieri perfetto, sta diventando il nostro dg”, PES: “Totti può diventare il suo erede”, MATTIOLI: “Francesco insuperabile nella scelta dei calciatori”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “Ranieri in pochi minuti ha toccato tutti gli argomenti sensibili ed è riuscito a chiarire tutti gli aspetti in modo abbastanza inequivocabile. E’ stato garbatamente deciso, ed è riuscito a rimettere le cose a posto senza esprimere una dialettica conflittuale. Ranieri ha detto che Gasperini è stato accontentato con Malen e Zaragoza, e ha difeso in maniera inequivocabile l’operazione Vaz. Non c’è molto da aggiungere. Spero che chi ha cercato di cavalcare lo “sto con Gasp” e “sto con Massara” come se fosse un duello rusticano, deponga le armi. Non è che ha ragione uno e torto l’altro: c’è una realtà incontrovertibile oltre la quale non si può andare. Io dentro la Roma ci sono stato e l’errore marchiano di Pallotta è stato prendere la star dei ds e fare un all in che non ha funzionato, lì è cominciata la catastrofe e la Roma è andata a carte quarantotto…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Le parole di Ranieri hanno messo una pietra sopra alle tante cose che si dicevano in questi giorni. Se un allenatore si trova più avanti del previsto non gliene si può fare una colpa…”

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “I giornali si concentrati su Totti, ma Ranieri dice tante cose interessanti. Un titolo che salta agli occhi è il fatto che a Gasperini non è stata chiesta la Champions, che da una parte può essere rassicurante per un allenatore che può lavorare più serenamente. Dall’altra c’ho visto non dico un richiamo all’ordine ma di come la società abbia fatto un mercato al di sopra delle sue aspettative, che sono stati presi due giocatori che l’allenatore ha voluto e che Massara rappresenta la società. Ranieri mi è sembrato molto centrato, forse per la prima volta da quando fa il dirigente. Sta diventando a tutti gli effetti un direttore generale…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “E’ giusto sostenere il fatto che un ex grande giocatore non sarà automaticamente anche un grande dirigente, però che Totti non lo abbia dimostrato non ci sono. Io per esempio vi posso dire due cose: lui quando era alla Roma trattava Conte, e la proprietà cercava un altro tipo di allenatore. Conte fra l’altro era stato molto vicino alla Roma, grazie anche al lavoro di Totti. E poi quando la Roma prese Pastore, Totti disse a Monchi di prendere Ziyech…Secondo me non gli hanno dato modo per dire se è bravo o no come dirigente…”

Mario Corsi (Tele Radio Sport): “Ho sentito tutta fuffa e niente di concreto. Totti è l’ultimo passo dell’intervista, sul resto non c’è nulla che ti faccia sussultare. Di Gasperini, Ranieri dice che è uno che batte i pugni, ma questo lo sapevamo già, che Massara è lento, che non viene chiesto a Gasperini la Champions ma che c’è un piano triennale al termine del quale si proverà a vincere lo scudetto… Nessuno parla più di vittorie, ma solo degli aumenti di capitale dei Friedkin. Per carità, bravo Friedkin, gli diamo dieci come tycoon e dieci come comunicazione, ma come squadra ancora non ci siamo. E mi riferisco a quello che ci aveva raccontato anni fa quando aveva parlato del gigante addormentato…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Ranieri a ottobre compirà 75 anni e non sappiamo quanta voglia vorrà star dentro le cose di Trigoria, e magari è un modo per far entrare Totti in alcune cose importanti e può essere un’idea di continuità. L’idea di Totti a Trigoria viene da lontano e mi sembra abbastanza forte. Trovo una grande onestà comunicativa da parte di Ranieri, lui non blinda nessuno, dice la cosa più giusta in questo momento: se Dybala accetta un contratto con bonus in base alle presenze, può avere un senso. Le risposte date da Ranieri le ho trovate corrette…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Totti? Arrivare qui e dire: “Qua comando io“, non sarebbe giusto e sarebbe un problema. Ora vediamo, Francesco Totti aveva mandato più di un segnale al suo ritorno alla Roma, e aveva sempre ricevuto indifferenza. Ora le due volontà invece sono abbastanza vicine. Cosa è successo? Credo che da quando Ranieri è tornato, la proprietà ha capito l’importanza della storia, della tradizione, del romanismo. Staremo a vedere, se succederà qualcosa, accadrà in tempi ragionevolmente brevi. Anche se so che Francesco Totti ieri diceva di non saperne niente di questa cosa…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Totti? Ci sono altri ex campioni che sono ingombranti. Non è più come 40 anni fa quando c’erano le bandiere. Se gli danno l’opportunità di fare quello che sa fare e avere un ruolo operativo, benissimo, altrimenti può fare anche a meno…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Io ho sempre pensato che il personaggio che ha fatto la storia del club debba avere un posto operativo, poi dopo entri e fai la tua scalata. Mi ricordo Raul al Real Madrid, Antonioni alla Fiorentina, Zanetti all’Inter, ma anche Chiellini alla Juve. Non ti inventi i mestieri, ma li impari attraverso l’esperienza. La Roma farebbe bene, l’identità e l’appartenenza è importante…”

Mario Mattioli (Rete Sport): “Totti non è fatto per avere un ruolo nella gestione amministrativa, ma lui è un uomo di campo, è uno che conosce il calcio come pochi. Ricordo una volta che guardando una partita di ragazzi di 14-15 anni, lui dopo pochi minuti aveva già fatto l’analisi dei giocatori, e non ne sbagliava una. E’ lì che lui dovrebbe essere una sorta di responsabile negli acquisti, lui deve stare lì, nella scelta dei calciatori. Lì sarebbe insuperabile…”

Redazione Giallorossi.net