Stadio della Lazio, Lotito presenta il progetto del nuovo Flaminio al Campidoglio

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La Lazio ha mosso un nuovo passo concreto verso il futuro dello stadio Flaminio. Nella mattinata del 9 febbraio, come comunicato dal Campidoglio, il club biancoceleste ha inviato una PEC al dipartimento Sport di Roma Capitale per avviare ufficialmente la procedura di trasformazione dell’impianto nel nuovo stadio della società. Lo scrive il portale Romatoday.it.

Il fascicolo inviato da Lotito è ora al vaglio degli uffici comunali, chiamati ad analizzare la documentazione e a valutare l’attivazione della successiva conferenza dei servizi, passaggio necessario per l’eventuale approvazione del progetto di riqualificazione, ammodernamento e ampliamento dello storico stadio progettato da Pierluigi Nervi.

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Il piano affonda le sue radici nel marzo 2025, quando la proprietà biancoceleste aveva già depositato un primo piano economico-finanziario. Il progetto prevedeva un ampliamento dell’impianto fino a 50.500 posti, una copertura totale dei settori e una struttura definita come uno sviluppo dell’esistente: uno stadio “sospeso”, leggero, in acciaio, costruito sopra l’opera originaria. Il costo dell’operazione, al netto dell’IVA, era stato stimato in 438,2 milioni di euro.

Nel progetto presentato lo scorso anno era incluso anche un piano mobilità, pensato per una zona già fortemente congestionata: solo il 25% dei tifosi avrebbe dovuto raggiungere lo stadio con l’auto privata, mentre la maggioranza sarebbe arrivata tramite metro e trasporto pubblico su gomma.

La vera novità rispetto al passato riguarda però la natura dell’atto oggi all’esame del Comune. Se nel 2025 si parlava di uno studio di prefattibilità, come segnalato anche dall’Anac dopo le prime dichiarazioni favorevoli del sindaco, quello ora depositato è il progetto di fattibilità atteso da tempo. Un passaggio decisivo che potrebbe avvicinare la Lazio all’obiettivo di dotarsi di uno stadio di proprietà.

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Fonte: Romatoday.it

Calciomercato Roma, il Liverpool fissa il prezzo per Chiesa: giallorossi ancora interessati

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Federico Chiesa continua a trovare poco spazio al Liverpool e il suo futuro potrebbe riportarlo in Serie A. Secondo quanto riportato dal portale inglese caughtoffside.com, il club ha già fissato una valutazione compresa tra i 25 e i 30 milioni di euro, cifra che potrebbe aprire scenari di mercato già nei prossimi mesi.

Il contratto dell’esterno offensivo è in scadenza nel 2028, ma al momento non risultano contatti avviati per un rinnovo. Una situazione che alimenta le voci su una possibile cessione, soprattutto alla luce del minutaggio ridotto accumulato finora.

Sul fronte italiano, la Juventus viene indicata come la società più avanti nei ragionamenti, ma Roma e Napoli restano alla finestra, monitorando con attenzione l’evoluzione del caso. Un dettaglio non secondario riguarda la disponibilità del giocatore, che – sempre secondo la stessa fonte – sarebbe disposto anche a ridursi l’ingaggio pur di tornare in Italia.

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Fonte: caughtoffside.com

Zaragoza, l’ex allenatore: “E’ un giocatore differente. Aspettatevi più assist che gol”

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Vicente Moreno, ex allenatore di Bryan Zaragoza ai tempi dell’Osasuna, ha rilasciato un’intervista a tuttomercatoweb.com e tra i vari temi trattati si è soffermato proprio sul nuovo acquisto della Roma e sulle sue caratteristiche. Ecco le sue dichiarazioni.

Cosa ricorda di lui?
“Ricordo la sua qualità. Il primo ricordo è fantastico, all’Osasuna, quando a causa di un infortunio è purtroppo rimasto fuori dal campo per diversi mesi. Ma è stato ugualmente un giocatore molto importante per la nostra buona stagione. Faceva la differenza, è un giocatore differente. C’erano delle partite nelle quali poteva essere un po’ più fuori dal gioco, ma quando riceveva la palla si notava sempre la possibilità che accadesse qualcosa. Non arriva da cantere dei più grandi club di Spagna, si è formato più dalla strada. Ho una immagine in particolare in mente”.

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Quale?
“Il gol che ha realizzato contro il Barcellona nel 2024 (Osasuna-Barcellona 4-2 del 28 settembre 2024, n.d.r.): quel tipo di azione descrive bene il talento che ha nel ricevere palla, puntare la porta e nel tocco di palla, riguardatelo. Ne fece altri due sempre al Barcellona, ma con il Granada (8 ottobre 2023, Granada-Barcellona 2-2), dopo aver messo sotto scacco la difesa blaugrana da solo. È uno che parte dall’esterno, che fa della velocità il suo punto di forza. Attenzione però: ha una velocità nel breve che usa con lo scopo di andare al tiro, non tanto per attaccare lo spazio sul fondo”.

Quanti gol e assist dobbiamo aspettarci da lui?
“Ha bisogno di un periodo di adattamento a un calcio differente, così come alla città, alla cultura ed ai compagni di squadra. Siamo già a febbraio e non avrà molto tempo a disposizione. Per me comunque è un giocatore più ‘passatore’ e da assist che goleador. Nei mesi al Celta ha fatto due gol e quattro assist. L’anno primo, pur con 4-5 mesi fuori per infortunio, ha fatto un gol e sei assist. Insomma, il numero di gol può variare in base anche ai compagni, ma il rendimento in termini di assist è garantito. Vediamo comunque che possibilità avrà in giallorosso. Se ne avrà, avrà successo alla Roma”.

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Fonte: Tuttomercatoweb.com

“ON AIR!” – PRUZZO: “Il VAR va abolito”, CORSI: “Arbitri messi al muro”, ROSSI: “Serve l’espulsione per i simulatori”, PETRUZZI: “Il calcio così fa schifo”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “I simulatori dovrebbero essere subito espulsi. Quelli che si buttano a terra con le mani in faccia quando sono stati toccati sulla spalla dovrebbero essere puniti con il rosso diretto e due giornate di squalifica, sempre. Perchè tu prendi per il cu*o l’arbitro e tutta la gente che ha pagato il biglietto per vedere quella partita, e allora tu mi stai truffando. Pisacane dà del furbo a Gasperini, lui, che dopo essersi buttato per terra ed essere uscito dal campo col collarino, la sera stava a cena a mangiarsi il sushi…e Gasperini sarebbe il furbo…ah Pisacane, fa il bravo…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Gasperini dice una cosa che è passata un po’ in secondo piano, e cioè che vengono messi ex arbitri in società a dire ai giocatori come devono comportarsi, e cosa devono fare per prendersi un calcio di rigore! Ma di che stiamo parlando…io sono d’accordo con De Rossi, mi fa schifo sto calcio…”

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Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Il calcio non è più uno sport credibile, e personalmente non mi appassiona. Poi si va ancora allo stadio perchè siamo tutti fregnoni, ma come fai ad approcciarti a una competizione sapendo che le regole cambiano non di giornata in giornata, ma addirittura da campo a campo. A questo punto leviamo l’arbitro, lasciamo solo il VAR, perchè l’arbitro ormai è inutile…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Se la Roma vuole continuare a vita con Svilar, allora come secondo portiere andrebbe bene anche un Toldo della situazione, un quarantenne che gli copre le spalle in caso di emergenza. Altrimenti è il caso di puntare su un giovane da far crescere alle spalle di Svilar, che possa un giorno prendere il suo posto…”

Mario Corsi (Tele Radio Sport): “Gli arbitri sono stati messi al muro col Var. Non sanno che fare: se fischiano rigore e poi non è, che gli fa il Var? Perchè se il Var dice che non è rigore poi ti sospendono, e per loro sono soldi…Qua ora c’è una categoria di arbitri che non ha palle, è una generazione nata col Var e non sanno che fare. Non c’è più coraggio e così finisci per combinare un sacco di guai…”

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Il Var non era nato per questo motivo, ora stanno perdendo il controllo. Gli arbitri contano sempre di meno, e finiranno per metterci un robot, una intelligenza artificiale che esegue. Il Var a chiamata potrebbe essere un’idea…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Zaragoza può avere caratteristiche inedite, e può dare qualcosa di imprevedibilità, è il giocatore che è mancato. Stasera anche per un discorso di poche alternative davanti potrebbe inziare dalla panchina per spaccare la partiuta nella ripresa. Sta intrigando Gasperini, la sua missione è renderlo un giocatore più continuo nel corso della partita. Ci si deve lavorare, anche per capire se varrà i 13 milioni del riscatto. La sua struttura fisica è un tema, ma mi fido di Gasp. Il Lookman pre-Atalanta era lontanissimo parente di quello visto in nerazzurro…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Gasperini ogni tanto ci dice che c’è un giocatore ha la pubalgia, prima era Hermoso, ora è Soulè…ma la pubalgia è una brutta rogna. E infatti Soulè da qualche tempo non è il miglior Soulè. L’unica cosa da fare con la pubalgia è il riposo, e se tu invece continui a giocare…Ferguson? Se ha questo problema cronico alla caviglia, penso che ci sia poco da fare. Se poi ci mette anche del suo, penso che diventi un giocatore inutilizzabile. E allora arrivederci e grazie, e uno dice grazie solo per cortesia…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Il Var va abolito, e il problema finisce. Gli allenatore dovrebbero riunirsi, fare proteste, entrare in campo con dieci minuti di ritardo…se continui a protestare a turno quando fa comodo non combini niente. Questo è diventato il campionato dei simulatori, a me questa cosa mi fa venire veramente le bolle…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Gli arbitri li insultiamo perchè non possono rispondere, non c’è contraddittorio. Ma ricordate una cosa: il modo di arbitrare è cambiato in base al protocollo, che è cambiato. Il calcio è cambiato in peggio, perchè i falli ora li guardano sulla tv e non sanno come fare. Le nuove generazioni hanno cambiato modo di arbitrare, ed è peggio. La partita di stasera? La Roma gioca col Cagliari, e se vuole approfittare del pari della Juve, deve vincere. Le assenze? Ma allora la Lazio che deve dire, ha giocato in una situazione drammatica. La Roma ha una rosa che può ovviare, e se ti mancano sette giocatori avrai delle risorse per vincerla lo stesso…”

Mario Mattioli (Rete Sport): “La Roma la può vincere la partita di stasera per il maggior valore tecnico. Le assenze? Potrebbe pesare se mancasse Svilar, ma ha una rosa talmente ampia che le altre assenze non sbilanciano il valore della squadra. Se la Roma gioca come sa giocare, può vincere…”

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Redazione Giallorossi.net

Calciomercato Roma, Massara si prepara a un dopo Svilar: occhi su Corvi del Parma

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La Roma guarda già oltre il presente e inizia a muoversi in vista della prossima stagione. Archiviato da pochi giorni il mercato invernale, a Trigoria si ragiona anche su possibili interventi estivi e tra i ruoli sotto osservazione c’è quello del portiere.

Secondo quanto riportato da calciomercato.it, il club giallorosso starebbe valutando anche l’ipotesi di una cessione di Mile Svilar nei prossimi mesi. Uno scenario che, se dovesse concretizzarsi, obbligherebbe la dirigenza a farsi trovare pronta sul mercato. Ed è in quest’ottica che il direttore sportivo Frederic Massara avrebbe iniziato a monitorare Edoardo Corvi, estremo difensore del Parma.

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Il classe 2001 si sta rendendo protagonista di una stagione molto positiva con la maglia dei crociati: 12 presenze complessive, 16 reti subite e ben 4 clean sheet, numeri che testimoniano una crescita costante e un rendimento affidabile. Prestazioni che non sono passate inosservate e che lo hanno inserito nel radar di diversi club, Roma compresa.

Al momento non si parla di una trattativa avviata, ma di un semplice monitoraggio. La Roma, infatti, sta seguendo più profili per non farsi trovare impreparata davanti a eventuali offerte monstre per Svilar. Il casting è appena iniziato, ma il nome di Corvi è uno di quelli appuntati sul taccuino di Massara.

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Fonte: calciomercato.it

Candela: “Gasp protesta per migliorare la Roma. Totti sarebbe uno stimolo per la squadra. Il secondo scudetto? Con il vero Batistuta lo avremmo vinto a mani basse”

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Vincent Candela, bandiera della Roma, ha rilasciato un’intervista al quotidiano a tinte giallorosse e tra i vari temi trattati si è soffermato anche su Gian Piero Gasperini e il possibile ritorno di Francesco Totti in società. Ecco le sue dichiarazioni.

Racconta Roma a un tuo amico…
«A parole non potrei, dovrebbe venire in giro con me. Oltre al fatto che credo sia la città più bella al mondo per tutto quello che rappresenta per la storia e per l’arte, è il calore della gente a fare la differenza; la fantasia, la genialità dei romani, la capacità di sdrammatizzare con una battuta. E poi, se parliamo di calcio, i romani ti travolgono con la loro passione per la squadra».

Il giorno del tuo addio al calcio c’erano 50 mila persone all’Olimpico.
«Credo che quella sera sia tornato indietro tutto l’amore che ho dato alla Roma, una cosa che in realtà vedo e sento ancora adesso tutti i giorni. Che ricordi: Zidane che esce da una parte e Totti da un’altra con quattro bighe, i cavalli e gli antichi romani…ho organizzato tutto io quindi sono due volte orgoglioso di quella serata davanti ai miei figli piccoli. Però nemmeno in quell’ultima partita per me così importante, Montella mi ha fatto l’assist per fare gol: gli ho passato la palla e non me l’ha ridata. Gli attaccanti forti sono così, non guardano in faccia nessuno».

Sei tra gli eroi dell’ultimo Scudetto, hai qualche rimpianto per quello che non avete vinto dopo?
«No, perché penso che abbiamo fatto il massimo. All’epoca delle sette sorelle, come si diceva allora, il campionato era molto difficile, non eravamo la squadra più forte ma ce la giocavamo con il Parma, la Juve, l’Inter, il Milan. L’anno dopo lo Scudetto, se avessimo avuto il vero Batistuta, avremmo vinto a mani basse. Senza ce la siamo giocata fino alla fine con Cassano, Montella, Delvecchio e Totti. Non ho rimpianti, anche se abbiamo pareggiato a Venezia e buttato via qualche punto in casa. Il calcio è bello anche per questo: spesso è una questione di mentalità, noi eravamo una squadra molto equilibrata, ma non la più forte».

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Senti, sei destro ma hai fatto quasi tutta la carriera a sinistra: è così difficile giocare dalla parte opposta al proprio piede naturale? Penso un po’ anche a Wesley…
«No, no, dipende un po’ dell’obiettivo e della personalità del giocatore. Wesley ha altre caratteristiche rispetto a me: diciamo che lui è molto più veloce, molto più tenace, io ero molto più tecnico. Anche a sinistra mi piace tantissimo, lo vedo rientrare, alzare la testa, buttarsi dentro. E poi viaggia sempre a mille all’ora, una dote non comune».

Mi dici una cosa in particolare che ti ha colpito di Gasperini?
«La sua esperienza e quello che ha fatto nel calcio sono cose non comuni; ora che l’ho conosciuto un po’ di più, posso dirti che quello che non mi aspettavo è che pensasse così tanto al bene del club, cosa che nel calcio non è affatto scontata. Non lo dico per piaggeria, in passato anche quando ho lavorato con i media della Roma, mi è capitato di criticare allenatori per cose che non mi convincevano, ad esempio Fonseca o Mourinho. Gasperini oltre al lavoro quotidiano sul campo e fuori e naturalmente puntare a giocatori importanti, fa crescere i calciatori che ha a disposizione aumentando anche il loro valore patrimoniale: se uno è da 5 lo fa rendere 7; se è da 7 lo porta a 9. Io di allenatori ne ho avuti tanti, ma in pochi hanno pensato veramente alla Roma. Lui è venuto qui a 67 anni con un passato importante, ma quando protesta per il mercato, per i ritardi, non lo fa per sé, ma perché il suo obiettivo è migliorare la Roma. Spesso in pubblico lo fa con il sorriso poi non so com’è con il presidente, con Ranieri e Massara, ma il suo desiderio di programmare ed essere chiari sulle prospettive del club è una cosa che aiuta la Roma ad andare avanti. Si possono cercare campioni o far crescere i giovani, l’importante è avere un filo conduttore comune».

Secondo te la Roma fa il suo se…?
«Se arrivasse quarta sarebbe un bel traguardo e permetterebbe di costruire meglio la squadra per l’anno prossimo, perché con la Champions soldi ed obiettivi sarebbero diversi. Negli ultimi dieci anni la Roma ha cambiato proprietà, dirigenti, direttori sportivi, allenatori e giocatori tante volte, centrare la Champions al primo anno con Gasperini sarebbe una cosa grande. Ma se dovesse arrivare quinta non sarebbe un fallimento, sarebbe un peccato perché siamo lì con le altre e per giocarsela alla pari con le altre grandi manca poco».

Secondo te a che punto è la conoscenza dei Friedkin del calcio italiano?
«Non posso dare un giudizio compiuto, non sono mai stato a cena con i presidenti né ho parlato con loro. Sicuro hanno investito tanto, lo stadio è un sogno che finalmente sta per realizzarsi, la strada per riportare la Roma stabilmente tra le grandi d’Europa mi sembra quella giusta. La sensazione è che stavolta davvero alle spalle di Gasperini che ha vinto l’Europa League e non è stato lontano dallo scudetto con l’Atalanta, ci sia una struttura che lavora con lui e che di calcio ne capisce. Insomma, si vedono le fondamenta».

Chi è per te Francesco Totti?
«Intanto un compagno di vita, l’ho conosciuto nel 1996 e quest’anno saranno trent’anni di battaglie, vittorie e sconfitte vissute insieme. Per me rimane sempre il capitano della Roma, lui e Zidane sono i numeri 10 che mi hanno reso la carriera più facile: quello che cercavo in Nazionale con Zizou, lo trovavo nella Roma con Francesco. E poi è un amico e lo è stato anche quando ci siamo visti poco perché io ho smesso nel 2007, lui dieci anni dopo e in mezzo ci sono state vite diverse, ognuna con i suoi alti e i suoi bassi. Oggi abbiamo la passione comune per il padel ma non ci si deve vedere ogni giorno per volersi bene: lui sa che io ci sono sempre».

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La Roma gli manca? Hai sentito Ranieri dire che i Friedkin stanno pensando a un suo ritorno?
«Beh, io penso che la Roma è gigante, ma con Totti in società sarebbero entrambi ancora più grandi e belli. L’importante sarebbe trovare un equilibrio che porti soddisfazione, gratitudine e amore tra le parti. Stiamo parlando da una parte del giocatore più importante della Roma di tutti i tempi e dall’altra di un grande club che oggi ha un vestito nuovo. Già ritrovarlo con noi quando andiamo in giro per il mondo per le partite delle leggende del club sarebbe meraviglioso».

Ma hai in mente un ruolo che potrebbe ricoprire?
«Non ne abbiamo mai parlato, tra le tante opportunità che possano esserci dentro il club Francesco non mi ha mai detto: “Vorrei fare questo”. Ripeto, non stiamo parlando di un ex calciatore, ma della leggenda della Roma di tutti i tempi. Quindi secondo me già solo se lui assistesse agli allenamenti forse la squadra ne trarrebbe un beneficio e uno stimolo. Francesco potrebbe fare tante cose anche al di là della parte sportiva legata alla prima squadra, come ho detto ci sono partite tra leggende che aiutano a far conoscere la Roma in tutto il mondo; si potrebbe coinvolgere nel creare delle accademie come le ha il Milan. Sicuro la Roma con Totti e Totti con la Roma sarebbe una cosa bellissima per tutti».

Fonte: Il Romanista

Zaragoza convince alla prima settimana, ma Pellegrini parte ancora davanti

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Bryan Zaragoza ha impiegato pochissimo per entrare nei radar di Gian Piero Gasperini. Una settimana appena di allenamenti a Trigoria è bastata allo spagnolo per lasciare il segno: intensità, strappi, uno contro uno continuo e quella sensazione di imprevedibilità che alla Roma è mancata troppe volte, soprattutto quando le partite si sono incastrate su binari scomodi.

Arrivato negli ultimi giorni del mercato di riparazione, l’ex Celta ha subito mostrato caratteristiche che intrigano il tecnico: può accendere la manovra partendo largo, ma soprattutto può spaccare le partite quando le difese iniziano a perdere lucidità. Ed è un dettaglio tutt’altro che secondario alla vigilia della sfida contro un Cagliari pronto a difendersi basso, compatto, con il classico pullman parcheggiato davanti alla propria trequarti.

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Proprio per questo Gasperini sta valutando una gestione chirurgica delle risorse. L’idea che prende quota è quella di confermare Lorenzo Pellegrini dall’inizio, affidandosi alla sua capacità di leggere i momenti della gara, per poi avere Zaragoza come arma pronta a partita in corso. Una scelta che non sarebbe una bocciatura per lo spagnolo, ma anzi un modo per sfruttarne al massimo l’impatto quando il match lo richiederà davvero.

Non a caso, quasi tutti i quotidiani indicano Pellegrini leggermente favorito per una maglia da titolare. Un equilibrio sottile, dettato più dalla strategia che dalle gerarchie. Gasperini sa che certe partite non si vincono subito, ma si piegano col tempo. E avere in panchina un giocatore capace di rompere gli schemi con una giocata, un’accelerazione o un dribbling può fare tutta la differenza del mondo.

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Fonti: Il Messaggero / Il Tempo / Il Romanista

Roma con vista Champions

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La Roma non è mai uscita davvero dalla corsa Champions, ma dopo Udine aveva perso il diritto all’errore. Il pareggio della Juventus con la Lazio riapre immediatamente il discorso e stasera i giallorossi hanno l’occasione di rimettere le cose al loro posto: vincere significherebbe tornare quarti insieme ai bianconeri e presentarsi allo scontro diretto del primo marzo senza dover inseguire nessuno.

Un traguardo pesante, non solo per la classifica ma per quello che verrà dopo. Perché il primo marzo c’è Roma-Juventus, uno scontro diretto che assumerebbe i contorni di un vero e proprio spareggio per il quarto posto. Ma prima c’è da fare il proprio dovere stasera, senza calcoli e senza alibi.

Gasperini lo sa bene. E arriva a questa partita dopo una conferenza stampa tutt’altro che banale, schierandosi apertamente con Daniele De Rossi contro l’uso del VAR e contro i giocatori simulatori, una presa di posizione netta che fa rumore e che fotografa un clima di tensione crescente attorno alle decisioni arbitrali. Ma ora conta il campo.

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L’emergenza in attacco resta un tema centrale: Dybala e Ferguson non sono a disposizione, Vaz si è aggiunto all’elenco degli indisponibili, El Shaarawy è fermo in infermeria da tempo insieme a Dovbyk, e le scelte sono di fatto obbligate. Proprio per questo, l’Olimpico è pronto a scoprire Bryan Zaragoza, all’esordio in Serie A. L’esterno spagnolo è la carta nuova su cui punta Gasp: dribbling, strappi, imprevedibilità, tutto ciò che è mancato sulla corsia sinistra offensiva nelle ultime uscite.

Accanto a lui toccherà ancora a Malen guidare l’attacco, mentre Soulé, non al meglio per una fastidiosa pubalgia, dovrebbe completare il reparto offensivo. Dietro, la Roma deve gestire anche le condizioni non ottimali di Hermoso, ancora alle prese con una contusione al piede, ma l’atteggiamento dovrà essere quello delle grandi notti: intensità, fame e zero distrazioni.

C’è poi un conto aperto da saldare. All’andata, in Sardegna, la Roma cadde di misura contro il Cagliari, in quella che resta una delle prestazioni più deludenti dell’era Gasperini. Un passo falso che pesa ancora e che rende questa sfida qualcosa di più di una semplice partita di campionato. La partita di stasera è un’occasione di quelle da sfruttare a ogni costo. Lasciare scappare la Juve adesso sarebbe un errore doppio, perché il calendario non regala sempre seconde possibilità. Per la Roma è arrivato il momento di cambiare passo.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

Serie A, la Juventus riprende la Lazio all’ultimo secondo: allo Stadium finisce 2 a 2

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La Juventus si salva all’ultimo secondo di recupero grazie a un gol di Kalulu, realizzato al 96esimo, e rimonta i due gol di svantaggio incassati dalla Lazio.

All’Allianz Stadium finisce 2 a 2: vantaggio di Pedro prima dell’intervallo, raddoppio di Isaksen a inizio ripresa, ma poi McKennie riapre i giochi a metà del secondo tempo.

Finale convulso: Noslin si divora la rete che avrebbe chiuso il match e all’ultimo minuto di recupero Boga mette un cross preciso per la testa di Kalulu, che fa 2 a 2. I bianconeri salgono a 46 punti, a +3 sulla Roma che domani sera affronterà il Cagliari con l’occasione di riagguantare il quarto posto.

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Redazione GR.net

ROMA-CAGLIARI: le ultime sulle formazioni, il probabile risultato e dove vederla in tv

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La Roma si prepara ad affrontare il Cagliari nel posticipo della 24ª giornata di Serie A, in programma lunedì 9 febbraio 2026 alle 20:45 allo Stadio Olimpico di Roma.

Dopo il ko esterno contro l’Udinese, i giallorossi cercano riscatto davanti al proprio pubblico per restare agguerriti nella lotta alle zone alte della classifica, mentre il Cagliari arriva nella Capitale galvanizzato dalle tre vittorie consecutive.

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Le ultime dai campi

QUI ROMAGasperini confermerà quasi certamente il 3-4-2-1 con Svilar in porta, Mancini, Ndicka e Ghilardi in difesa. Sulle fasce agiranno Celik e Wesley, con El Aynaoui e Cristante a centrocampo. In avanti Soulè e uno tra Zaragoza e Pellegrini agiranno dietro l’unica punta Malen. Fuori causa per infortunio Vaz, Dybala, Konè, Dovbyk ed El Shaarawy, a cui si aggiungono anche Hermoso e Ferguson. Nessun squalificato, ma occhio a Ndicka e Wesley tra i diffidati.

QUI CAGLIARI – Il Cagliari di Pisacane dovrebbe schierarsi con un 3-5-2 con Caprile in porta, linea difensiva con Zè Pedro, Rodríguez Ju. e Obert. In mediana Adopo, Gaetano e Mazzitelli, con Palestra e Idrissi sulle fasce. In attacco confermata la coppia Kilicsoy–Esposito. Assenti per infortunio Mina, Folorunsho, Borrelli e Deiola.

Dove vederla in TV

Roma-Cagliari, lunedì 9 febbraio 2026 alle 20:45, sarà trasmessa in diretta su DAZN e Sky Sport Calcio (con canali dedicati come Sky Sport 251 e Sky Sport 4K). Il match sarà inoltre disponibile in streaming tramite le app DAZN, Sky Go e NOW su smart TV, PC, smartphone e tablet.

Quote e pronostico

I bookmaker vedono chiaramente la Roma favorita, con la vittoria interna quotata intorno a 1.48–1.50; il pareggio si gioca sui 4.10–4.35, mentre il successo del Cagliari è valutato circa 7.50–8.50. Secondo le probabilità aggregate, la Roma ha tra il 60% e il 65% di chance di vincere, con il risultato più probabile stimato 1-0 o 2-0 in favore dei giallorossi. Le analisi suggeriscono una partita con pochi gol e una possibile porta inviolata per i padroni di casa, rendendo l’Under 2,5 e l’opzione “No Goal” molto plausibili.

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Probabili formazioni

ROMA (3-4-2-1) – Svilar; Mancini, N’Dicka, Ghilardi; Celik, El Aynaoui, Cristante, Wesley; Soulè, Zaragoza; Malen.

CAGLIARI (3-5-2) – Caprile; Zè Pedro, Rodríguez, Obert; Palestra, Adopo, Gaetano, Mazzitelli, Idrissi; Kilicsoy, Esposito.

Arbitro: Marcenaro
Assistenti: Dei Giudici-Moro
IV Ufficiale: Ayroldi
VAR: Ghersini
AVAR: Maresca

Giallorossi.net – T. De Cortis

ROMA-CAGLIARI, i convocati di Gasperini: out Hermoso, Dybala e Ferguson

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Gian Piero Gasperini ha diramato la lista dei convocati per Roma-Cagliari, giornata numero 24 di Serie A. Ecco i giocatori a disposizione del nostro allenatore.

Portieri: Svilar, Gollini, Zelezny.
Difensori: Rensch, Angelino, Ndicka, Tsimikas, Celik, Mancini, Ziolkowski, Wesley, Ghilardi.

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Centrocampisti: Cristante, Pellegrini, El Aynaoui, Pisilli.
Attaccanti: Malen, Soulé, Venturino, Arena, Zaragoza.

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questa domenica 8 febbraio 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 15:50 – Pisacane: “Gasp forte e furbo. Mina out”

Alla vigilia di Roma-Cagliari, Fabio Pisacane fa il punto: “La salvezza è ancora tutta da conquistare, non possiamo correre rischi”. Yerri Mina out: “Ha una sofferenza cronica, domani non ci sarà”. Sulla Roma: “Non ha bisogno di presentazioni, Gasperini è forte e furbo. Sarà una gara di duelli e seconde palle, molto simile a una battaglia”. Sugli infortunati: “Borrelli resta a casa, Deiola fa terapia, Folorunsho accelera la prossima settimana”.

Ore 12:40 – Dybala non sarà convocato per Roma-Cagliari

Paulo Dybala salterà il Cagliari. Stando a quanto riferisce Sky Sport in questi minuti, l’attaccante argentino non sarà convocato da Gasperini e tornerà a disposizione del tecnico per Napoli-Roma della prossima settimana.

Ore 11:35 – Cagliari in allerta: Mina in dubbio, out Folorunsho

A poche ore da Roma-Cagliari resta aperto il nodo Yerry Mina: il centrale colombiano, che sembrava vicino al rientro, ieri è tornato ad allenarsi a parte per un fastidio al ginocchio e la sua presenza all’Olimpico è ora fortemente in dubbio. Sicura invece l’assenza di Folorunsho, non ancora al 100% dopo l’infortunio di dicembre. Con Luperto ceduto a gennaio e Mina a rischio forfait, spazio a Juan Rodriguez, con Zappa possibile adattato al suo fianco.  (Il Romista)

Ore 10:40 – Tonetto: “Otto sconfitte sono troppe”

L’ex terzino giallorosso Max Tonetto parla del momento della Roma: «Otto sconfitte sono troppe per una squadra che punta alla Champions». Su Malen: «È più pronto di Dovbyk e Ferguson, ma da centravanti ci si aspettano gol». Capitolo Totti: «Una bandiera così deve avere un ruolo nel club, anche solo d’immagine. Sarebbe un valore aggiunto». (Il Tempo)

Ore 9:30 – Soulé a bivio: senza risposte rischia la panchina

Con Dybala ancora a rischio rientro, Soulé avrà un’altra chance da titolare. Ma è una prova che pesa: nel 2026 un solo gol e un rendimento lontano dall’inizio sprint. Con Zaragoza che gli ha chiuso la corsia sinistra e Paulo pronto a riprendersi il posto, l’argentino sa che senza segnali concreti può perdere la maglia da titolare. Domani gioca, ma è un esame. (La Repubblica)

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Ore 9:00 – Oggi il provino di Hermoso: Ghilardi pronto

Occhi puntati su Mario Hermoso: il difensore spagnolo oggi svolgerà un provino decisivo dopo il duro colpo al collo del piede sinistro rimediato a Udine. Da due giorni non si allena in gruppo e continua ad avere difficoltà nel calciare. Gasperini valuta il forfait, anche in ottica Napoli. In caso di stop, spazio ancora a Ghilardi, ormai avanti nelle gerarchie rispetto a Ziolkowski. (Il Messaggero)

Ore 8:25 – Roma, Gasp ripensa a Pellegrini in mediana

L’assenza di Koné non spaventa più la Roma. Dopo lo stop del francese, Gasperini ha trovato risposte convincenti da un reparto cresciuto nel tempo. Cristante resta un punto fermo, mentre El Aynaoui e Pisilli guadagnano spazio e fiducia. Attenzione anche all’idea estiva del tecnico: riportare Pellegrini stabilmente in mediana. Soluzioni che pochi mesi fa sembravano impensabili, oggi diventano risorse concrete. (Il Romanista)

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IN AGGIORNAMENTO… 

Roma, maglia da trasferta 2026-2027: ecco come dovrebbe essere (FOTO)

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Continuano a emergere indiscrezioni sulla maglia da trasferta della Roma per la stagione 2026/27. Secondo quanto riportato dal sito specializzato FootyHeadlines, il kit away sarà di colore bianco, con una banda orizzontale giallorossa sul petto.

All’interno della fascia troverà spazio uno stemma ispirato a quello utilizzato dal club tra il 1945 e il 1949, mentre sopra il logo comparirà il classico trifoglio Adidas. A completare il design, colletto e maniche in giallo e rosso, per un richiamo forte alla tradizione giallorossa.

Un mix tra storia e identità che, se confermato, potrebbe già far breccia tra i tifosi romanisti.

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Fonti: Rodekits/ footyheadlines.com

Gasperini: “Sto con De Rossi, questo calcio non ci piace. Totti? Se viene lo faccio giocare subito…” (VIDEO)

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Alla vigilia di Roma-Cagliari, in programma lunedì 9 febbraio alle 20:45 all’Olimpico, Gian Piero Gasperini incontrerà i giornalisti per fare il punto sulla squadra in conferenza stampa.

Tra aggiornamenti sugli infortunati, le scelte di formazione e il recupero degli attaccanti, il tecnico analizzerà le condizioni della rosa, le assenze pesanti e le nuove soluzioni offensive a disposizione. Queste le sue parole e il video della conferenza. 

Zaragoza che approccio ha avuto? Come sta e come l’ha visto? Le parole di Ranieri e di Totti, le piacerebbe?
“Io lo faccio giocare subito, ma si deve allenare, gli togliamo 15-20 anni. Su Zaragoza lo stiamo conoscendo, ha giocato con buona frequenza, ha una discreta condizione, deve inserirsi e trovare conoscenza con la squadra ma domani è disponibile, non se dall’inizio o a partita in corso”.

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Che idea si è fatto di De Rossi che parla di regolamento distorto dopo la partita di ieri…
“Tutte le squadre, non riguarda solo la Roma. Noi come allenatori abbiamo bisogno di radunarci e far sentire la nostra voce, perchè la penso esattamente come Daniele. Questo calcio non piace a noi, c’è grande confusione, ci sono cartellini strani e rigori che il pubblico non vede, con simulazioni evidenti o panchine che saltano per aria e fanno caciara sugli arbitri. Noi allenatori dobbiamo fare qualcosa di utile. Il gioco del calcio è leale, cercare di fregare un cartellino o un rigore è distante da tutti gli altri sport. Il calcio ha grandi interessi e necessità di vincere, ma ha ragione De Rossi, deve partire dagli allenatori e cambiare il sistema. Lui ha detto che non si riconosce in più in questo sport, questo sarebbe grave e non so perchè si debba ridurre tutto a cercare di rubacchiare…”

Vorrei tornare sull’aspetto della crescita del gruppo, soprattutto nella capacità di reagire e provare a rimontare le partite. Che valutazione dà di questo percorso e della forza mentale della squadra?
“Su questo non ho mai avuto dubbi. Il gruppo ha sempre risposto forte. Qualche volta, come a Udine, c’è stata anche un po’ di sfortuna. Abbiamo perso tante partite uno a zero e forse abbiamo bisogno di crescere un po’ sul gioco aereo e questo è fondamentale, perché tante partite vengono risolte, recuperate o vinte nei minuti finali proprio in questo modo. È chiaro che c’è una parte tecnica sulla quale dobbiamo sicuramente migliorare, ma sotto il profilo motivazionale questo gruppo ha sempre dimostrato una grande reazione e sarà così anche nelle prossime gare”.

La Roma ha mostrato solidità per tutta la stagione: si aspetta la stessa reazione anche ora che la squadra è uscita dalle prime quattro, con una possibile difficoltà psicologica in più?
“Ancora di più, perché quello che cerchiamo di fare va al di là dell’immediato. Cerchiamo sempre di affrontare ogni partita e risolvere quelle che sono le problematiche che ogni gara presenta. Devo dire che in questo mese di gennaio abbiamo fatto dieci partite, praticamente dal 29 dicembre con il Genoa al 2 febbraio con l’Udinese. Sono state dieci partite di grandissima difficoltà, molte anche dal punto di vista numerico, perché abbiamo perso parecchi giocatori e spesso ci siamo trovati in emergenza. Ricordo Lecce, ricordo Atene, ma anche tutte le altre, giocate in situazioni complicate. Hanno esordito ragazzi come Romano, come Arena, come Della Rocca. Ha giocato sempre Vaz quando è stato disponibile, appena arrivato, così come Venturino. Nonostante questo abbiamo affrontato un percorso difficile, con tante defezioni, ma sempre con grande spirito e grande voglia di fare. Adesso ci siamo conquistati la possibilità di giocare a marzo in Europa League, abbiamo un mese di maggiore normalità per quanto riguarda le partite. Cerchiamo di recuperare il più possibile alcuni giocatori per noi fondamentali, ma l’intenzione, al di là di una partita andata male o meno, è sempre quella di presentarci nel modo in cui ci siamo presentati fino adesso”.

I giocatori in scadenza fanno parte dello zoccolo duro. Quanto sarà importante la sua parola delle trattative con loro quattro?
“Le trattative sono dovute essenzialmente a una diversa posizione economica, quindi io non posso stare in mezzo. Ci sono esigenze della società ed esigenze dei giocatori. Non è una questione di valore dei calciatori, ma esclusivamente della parte economica. Quella sarà una difficoltà, però io conto molto sui giocatori. Non è facile arrivare a fine stagione con quattro giocatori in scadenza e con due giocatori in prestito: sei giocatori su una rosa sono veramente tanti. Credo comunque, conoscendo questi ragazzi, che riusciremo sempre ad avere motivazioni forti per poter fare il percorso che abbiamo fatto fino adesso. Sono giocatori legati alla Roma e, man mano che si va avanti nella stagione, questa è una situazione che, per certi versi, non mi fa anche piacere essermi trovato ad affrontare”.

A che punto è Ferguson, visto che sembra faticare a trovare continuità anche per i problemi alla caviglia?
“Ferguson ha un problema alla caviglia, è la quarta distorsione che subisce. L’anno scorso è stato fermo un anno per un’operazione alla caviglia, quindi le difficoltà più grandi di questo ragazzo sono di questa natura. Cerchiamo di rimetterlo in piedi, ma ogni volta che cambia direzione rischia una piccola distorsione. Ne ha una da una parte e una dall’altra, ma quella operata è quella che non ha risolto del tutto il problema. Ci si adopera tutti per cercare di recuperarlo, ma non è facile neanche per lui vivere questa situazione: passa da momenti di felicità a momenti in cui è molto scontento e depresso. Ogni volta servono settimane. L’ultima volta, se non sbaglio, si è fatto male con una stoccata per evitare un fotografo. Quando è stato disponibile è sempre stato utilizzato, ma questa è la sua problematica. Anzi, quest’anno è andata meglio rispetto all’anno scorso, quando praticamente non giocava mai”.

Sugli altri infortunati, qual è la situazione?
“Hermoso ha preso una bruttissima contusione sul collo del piede, è un ematoma. Fa fatica a mettere il piede a terra e a indossare la scarpa, ma speriamo che la prossima settimana sia disponibile, come Dybala. Dybala ha avuto una forte contusione al ginocchio, non sono interessati i legamenti e non c’è nulla di grave. Venturino ha avuto l’influenza ed è recuperato. Soulé da settimane soffre di pubalgia, ma con grande spirito riesce sempre a recuperare per giocare. È chiaro che non è al meglio, sta vivendo una fase nuova perché sta giocando tantissimo, cosa che prima non gli era mai successa. Succede spesso ai giocatori giovani quando aumentano così tanto il minutaggio. Non è una forma grave, ci convive: a volte sta meglio, a volte peggio, ma la supererà. Konè speriamo…sta lavorando bene. Vaz non penso sia un grande problema. Credo che tra martedì e mercoledì si aggregherà alla squadra”.

A proposito di Koné, a udine il centrocampo è sembrato restare un po’ più basso. sta pensando a qualcosa di diverso per domani o la coppia Cristante-El Aynoui la soddisfa? e con l’arrivo di Zaragoza si può rivedere Pellegrini anche in quel ruolo?
“In questo momento c’è anche Pisilli che sta facendo molto bene. Sono tre giocatori affidabili. Non c’è Koné, però sono tutti e tre molto affidabili: possono giocare tutti e tre, possono giocare in due e poi uno può subentrare. Da questo punto di vista mi sento abbastanza coperto. Pellegrini è duttile e in certe partite potrebbe essere impiegato anche in quel ruolo”.

Sulla lista UEFA e sul ragionamento che ha portato all’esclusione di Angelino,  ora possiamo tornare a considerarlo un giocatore a tutti gli effetti a sua disposizione?
“Angelino negli ultimi dieci giorni ha avuto un’ottima crescita. Ha recuperato oltre quattro chili di peso e anche i valori delle analisi sono molto migliorati. Siamo tutti convinti e speranzosi che lui, prima di tutto come persona, possa recuperare pienamente anche come giocatore. Non avendo certezze sui tempi è stata fatta questa scelta per la lista UEFA, perché dovevamo inserire tre giocatori nuovi. L’importante però è che lui recuperi bene e poi, se non sarà possibile utilizzarlo in Europa, potrà iniziare a giocare in campionato.
Quando valuterò che è tornato il giocatore di prima, Angelino è un ottimo giocatore e noi abbiamo perso molto senza di lui. Non vediamo l’ora che possa tornare ad essere il giocatore che conosciamo”.

Ci sono partite in cui la squadra fatica a creare occasioni. Come mai?
“Condivido che a Cagliari non sia stata una buona partita, soprattutto nel primo tempo. Poi siamo rimasti in dieci e abbiamo perso nel finale su un calcio d’angolo, anche se c’erano le condizioni per portare via almeno un pareggio. Sul fatto che ultimamente abbiamo iniziato a realizzare dei gol, a Udine venivamo comunque da una buona media nell’ultimo periodo. A Udine le situazioni pericolose ci sono state, soprattutto nel secondo tempo, anche parecchie. Non sempre queste coincidono con parate del portiere, ma siamo arrivati spesso dentro l’area di rigore senza riuscire a trovare le deviazioni giuste. Qualcosa in più abbiamo creato. Abbiamo faticato nel primo tempo per il valore dell’avversario. Abbiamo preso un brutto gol su autorete e l’Udinese è stata pericolosa quasi esclusivamente con tiri da fuori. Le partite durano 90 minuti e nei 90 minuti non credo che abbiamo fatto meno dell’Udinese. Dobbiamo accettare il risultato e migliorare. Domani torniamo a giocare contro il Cagliari, dove all’andata non è stata una buona partita, e abbiamo l’occasione di rifarci. Giochiamo in casa, abbiamo molte motivazioni. Non sarà facile perché il Cagliari attraversa un buon momento ed è una squadra difficile da superare, ma è chiaro che noi abbiamo motivazioni molto forti”.

Quando ha parlato di giocatori non certi della permanenza a fine stagione, si riferiva a rinnovi da fare prima, a cessioni non andate in porto o alla formula del prestito?
“Anche Malen è in prestito, anche Venturino è in prestito, anche Zaragoza è in prestito. Ferguson ha un prestito con un riscatto altissimo, quindi o ridiscuti o fai altre valutazioni. Sono situazioni molto diverse che voi conoscete, non è che ve le debba spiegare io.
La formula del prestito con riscatto è comunque una buona formula. Non è l’ideale trovarsi con dei giocatori che magari l’anno dopo potrebbero non far parte della squadra per esigenze contrattuali o per altri motivi. Per me è la prima volta che mi trovo in una situazione del genere, però conto molto sulla fiducia: conoscendo questi ragazzi, sono convinto che fino alla fine daranno il massimo”.

Perché, secondo lei, Cristante riesce difficilmente a uscire dal campo con tanti allenatori diversi? e su NDicka, ha notato qualche difficoltà anche fisica nelle ultime partite?
“Su Ndicka dico che secondo me ha fatto comunque delle buone partite. Non è facile rientrare dopo l’Europa e soprattutto dopo la Coppa d’Africa, che è una competizione che ti prosciuga molto, sia a livello fisico sia mentale. Lui però si è ricalato nel campionato e nella squadra. È chiaro che anche lui ha bisogno magari di recuperare le migliori energie, ma resta assolutamente un giocatore affidabile. Per quanto riguarda Cristante, credo che le sue prestazioni parlino da sole. In questo momento ti garantisce fisicità nel gioco aereo, capacità di tiro e grande intelligenza tattica. Lo stesso discorso che vale per Ndicka può valere anche per El Aynaoui, che ha fatto una Coppa d’Africa con un numero di partite notevole, chiudendo anche con un infortunio abbastanza pesante, e poi c’è Pisilli. Sono questi i giocatori”.

Palestra è uno dei giocatori più pericolosi del Cagliari e all’andata ha creato diverse difficoltà. ha pensato a qualche accorgimento per limitarlo, magari tenendo Wesley più alto?
“All’andata non c’era Wesley. In generale però i nostri esterni, Wesley e Celik, sono in grado di affrontare questo tipo di situazioni. Palestra è un giocatore che sta facendo benissimo, è sempre stato un ragazzo di grande valore, ma quest’anno è cresciuto in modo strepitoso.
Lo conosco, so anche che se riusciamo ad attaccarlo possiamo metterlo in difficoltà, come vale per tutti i giocatori. Condivido che sia un calciatore molto forte sotto tutti gli aspetti, fisici e tecnici. E’ destinato a fare un grande percorso, arrivando in club molto importanti”.

 

Redazione GR.net

 

De Rossi: “Un rigore così fa disinnamorare dal calcio. Il Var sta diventando pericoloso…”

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L’amarezza domina le parole di Daniele De Rossi al termine di Genoa-Napoli, una gara che il Grifone aveva interpretato nel modo giusto ma che si è decisa all’ultimo respiro. Il rigore concesso ai partenopei nei minuti di recupero, dopo il contatto tra Cornet e Vergara, ha lasciato il tecnico rossoblù diviso tra l’orgoglio per la prestazione e una rabbia difficile da nascondere.

“Sono contento della prestazione dei miei ragazzi, ma dare un rigore così fa disinnamorare di questo sport, ha spiegato De Rossi nel post partita. “Abbiamo fatto una grande gara contro una squadra forte e vederla decisa da episodi del genere fa male”.

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Nel mirino dell’allenatore non c’è solo la singola decisione arbitrale, ma l’impianto regolamentare che la rende possibile. “Questo regolamento è sbagliato. Il calcio a cui ero abituato funzionava in maniera diversa. Non era un chiaro errore, non capisco perché il Var sia intervenuto. Parole pesanti, accompagnate da una riflessione più ampia sul ruolo della tecnologia: “Ero il primo tifoso del Var: ai miei tempi mi avrebbe evitato qualche rapina. Ma così gli stiamo dando un potere pericoloso. Non si torna più indietro e tutti finiremo per subire rigori del genere”.

Il Genoa esce sconfitto, ma non ridimensionato nella prestazione. Resta però la sensazione, forte, di una partita sfuggita di mano non per demeriti tecnici, ma per un episodio che continua ad alimentare il dibattito su Var, interpretazioni e confini sempre più sfumati del fallo da rigore.

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Redazione GR.net