Napoli e Roma, bivio Champions nella notte degli assenti

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Alla resa dei conti. Napoli-Roma è diventata una sfida di nervi, assenze e adattamenti. Al Maradona (fischio d’inizio alle 20.45, diretta DAZN) le due squadre si giocano una fetta enorme della corsa Champions, ma lo fanno senza alcuni dei loro uomini simbolo.

Il colpo più pesante è l’assenza di Paulo Dybala, costretto a fermarsi per il riacutizzarsi del problema al ginocchio nonostante una settimana intera di allenamenti. Dall’altra parte Scott McTominay non ha recuperato dall’infiammazione al tendine del gluteo: forfait che pesa tantissimo per l’equilibrio e la verticalità del Napoli. Due assenze che si aggiungono a una lunga lista: Conte deve già fare a meno, tra gli altri, di Anguissa, Juan Jesus, Neres e Di Lorenzo; Gasperini è senza Koné, Hermoso, Ferguson, Dovbyk ed El Shaarawy.

In questo scenario, la Roma arriva con qualche certezza in più rispetto ai dubbi offensivi. L’unico intoccabile è Donyell Malen, già diventato il riferimento dell’attacco giallorosso. Alle sue spalle il grande punto interrogativo riguarda Matías Soulé: la pubalgia lo tormenta da settimane, ma ha stretto i denti ed è partito con la squadra. Deciderà tutto il test pre-gara: se darà garanzie, completerà il tridente con Lorenzo Pellegrini; in caso contrario è pronto Bryan Zaragoza, con Venturino alternativa più defilata. Gasperini, almeno per ora, non vuole snaturare il suo assetto inserendo un centrocampista in più.

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Il resto della formazione giallorossa è sostanzialmente definito: davanti a Svilar confermato il terzetto difensivo con Mancini, Ndicka e Ghilardi al posto di Hermoso; in mezzo fiducia alla coppia Pisilli-Cristante, simbolo di una Roma più fisica e intensa; sulle fasce spazio a Celik e Wesley. Una squadra che, come ha sottolineato lo stesso Gian Piero Gasperini, è cresciuta rispetto all’andata e ora vuole misurarsi davvero contro una diretta concorrente.

Anche il Napoli, pur rimaneggiato, resta un avversario temibile. Conte ridisegna il centrocampo e si affida al peso offensivo di Hojlund, in un duello a distanza con Malen che racconta bene il senso della partita: due squadre dai numeri simili, dal rendimento altalenante, separate da pochi punti e accomunate dall’obbligo di non perdere terreno.

La Roma non vince al Maradona dal 2018, ma stavolta il contesto è diverso. Senza Dybala, con Soulé in bilico e con Malen chiamato a fare ancora la differenza, la notte di Napoli diventa un esame di maturità. Non decisivo, come ripete Gasperini, ma dal peso specifico enorme. Perché vincere significherebbe rimescolare davvero le carte della Champions; perdere, restare nel mucchio. E in questa stagione, il margine d’errore è ormai ridotto al minimo.

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Fonti: Il Tempo / Il Messaggero / Gasport / Corsera / La Repubblica / Corsport

Napoli-Roma: le ultime sulle formazioni, il probabile risultato e dove vederla in TV

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Domenica 15 febbraio 2026 alle 20:45, Napoli e Roma si sfidano per la 25ª giornata di Serie A in una partita che vale tantissimo. Gli azzurri di Conte, terzi a quota 49, sembrano aver detto addio al sogno scudetto ma devono guardarsi alle spalle. I giallorossi di Gasperini, quinti con 46 punti, puntano all’aggancio in una corsa Champions apertissima. Clima da notte europea, margini d’errore ridotti al minimo.

Le ultime dai campi

QUI NAPOLI – Conte va avanti con il 3-4-2-1, ma deve fare i conti con assenze pesanti. In difesa è squalificato Juan Jesus, mentre restano ai box Di Lorenzo, Zambo Anguissa, De Bruyne e Neres. Davanti a Meret, il terzetto dovrebbe essere composto da Beukema, Rrahmani e Buongiorno. Sulle corsie Gutierrez e Spinazzola, con Lobotka ed Elmas in mezzo. Alle spalle di Hojlund dovrebbero agire Vergara e Politano. McTominay è in forte dubbio.

QUI ROMA – Gasperini conferma l’impianto tattico ma con qualche scelta forzata. Svilar è intoccabile in porta, davanti a lui Mancini e Ndicka sono certezze, con Ghilardi favorito per completare la linea a tre. Sugli esterni Celik e Wesley, mentre in mezzo Cristante è sicuro del posto e Pisilli insidia El Aynaoui. Sulla trequarti Pellegrini guiderà la manovra con Soulè pronto a stringere i denti alle spalle di Malen. Ancora fuori Konè, El Shaarawy, Dovbyk, Ferguson, Hermoso e Dybala. Diffidati N’Dicka e Wesley.

Dove vederla in TV

Napoli-Roma sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, con visione disponibile tramite app su smart TV compatibili, Sky Q attraverso il canale “DAZN Zone” e in streaming su smartphone, tablet e PC.

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Quote e pronostico

I bookmaker vedono il Napoli leggermente favorito per il fattore campo. La vittoria azzurra oscilla tra 2.30 e 2.48, il pareggio è intorno a 3.00, mentre il successo della Roma è quotato tra 3.40 e 3.60. I modelli previsionali indicano una gara equilibrata ma con il Napoli avanti di qualche punto percentuale. Ci si attende una partita intensa, con entrambe a segno: il risultato più probabile resta una vittoria del Napoli per 2-1.

Probabili formazioni

NAPOLI (3-4-2-1) – Meret; Beukema, Rrahmani, Buongiorno; Gutierrez, Lobotka, Elmas, Spinazzola; Vergara, Politano; Hojlund. All.: Conte

ROMA (3-4-2-1) – Svilar; Mancini, Ndicka, Ghilardi; Celik, Cristante, Pisilli, Wesley; Soulè, Pellegrini; Malen. All.: Gasperini

Arbitro: G. Colombo
Assistenti: Zingarelli – Bercigli
IV uomo: Marcenaro
VAR: Abisso
AVAR: Aureliano.

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Giallorossi.net – T. De Cortis

Serie A, vittoria dell’Inter al 90′ grazie a Zielinski: Juventus in dieci battuta 3 a 2

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Partita pazza e vittoria all’ultimo minuto dell’Inter nel derby d’Italia giocato questa sera a San Siro contro la Juventus.

Partita che si sblocca al 17′ grazie a una papera di Di Gregorio e all’autogol di Cambiaso. Dieci minuti dopo però lo stesso esterno bianconero realizza la rete del pari. Prima dell’intervallo la Juve resta in dieci per il doppio giallo a Kalulu. 

Nella ripresa l’Inter spinge e trova il gol del vantaggio con Esposito, ma i bianconeri hanno la forza di riagguantare il pari con Locatelli. Nel finale però arriva il sinistro di Zielinski a rimettere davanti i nerazzurri per il 3 a 2 finale. 

Il risultato fa piacere alla Roma: la Juventus resta inchiodata a quota 46 punti, mentre l’Inter vola a 61 mettendo una prima ipoteca sulla vittoria del titolo.

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Redazione GR.net

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo sabato 14 febbraio 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 19:55 – Serie A: l’Atalanta batte la Lazio, super-gol di Zalewski

Nel match delle 18 vittoria dell’Atalanta per 2 a 0 sul campo della Lazio in un Olimpico semi-deserto: decidono le reti di Ederson su rigore e un gran destro a giro di Zalewski. Bergamaschi che salgono a 42 punti, scavalcando il Como. La squadra di Sarri resta ferma a 33.

Ore 17:50 – Bove torna in campo in Preston-Watford

Edoardo Bove è tornato in campo dopo il lungo stop dovuto al problema caridaco: il centrocampista ex Roma è subentrato negli ultimi minuti di Preston-Watford, gara di Championship inglese terminata col punteggio di 2 a 2.

Ore 16:55 – Serie A: vittoria pesante della Fiorentina a Como

Vittoria pesante della Fiorentina sul campo del Como per 2 a 1: decidono i gol di Fagioli e Kean, mentre per i padroni di casa inutile l’autorete di Parisi. Con questo risultato i lombardi restano fermi a quota 41 punti, a meno cinque dalla Roma. I viola invece salgono a 21 e agguantano momentaneamente il Lecce.

Ore 10:00 – Soulé, il regalo al padre: incontro con Batistuta 

Giornata speciale a Trigoria durante la visita di Gabriel Omar Batistuta. Tra i momenti più toccanti, il gesto di Matías Soulé, che ha fatto entrare al centro sportivo il padre per permettergli di conoscere dal vivo il suo idolo di sempre. Un sogno realizzato grazie al figlio, nel giorno del ritorno del “Re Leone” in casa giallorossa, davanti anche agli occhi emozionati di Paulo Dybala. Un dettaglio che racconta meglio di mille parole cosa rappresenti Batistuta per intere generazioni di argentini. (Il Messaggero).

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Ore 8:45 – Napoli, McTominay verso il sì: cresce l’ottimismo

Sensazioni positive in casa Napoli per Scott McTominay. Lo scozzese, fermo per un’infiammazione al tendine del gluteo accusata contro il Genoa, è stato gestito tutta la settimana e ora punta a stringere i denti per esserci contro la Roma. Antonio Conte lo ha tenuto fuori in Coppa Italia, ma l’ottimismo cresce anche per una possibile maglia da titolare, con Eljif Elmas pronto a tornare nel ruolo di trequartista. In gruppo è rientrato anche Billy Gilmour, fuori da novembre per pubalgia e di nuovo a disposizione. (La Gazzetta dello Sport)

IN AGGIORNAMENTO…

Dybala out per Napoli-Roma, Soulè ok in extremis. Il club: “Non diffonderemo i convocati”

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ULTIMO AGGIORNAMENTO – La Roma fa sapere che per questa partita il club non diffonderà l’elenco dei convocati: resta dunque avvolta dal mistero la presenza di Paulo Dybala e Mati Soulè.

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AGGIORNAMENTO – Paulo Dybala non sarà convocato per Napoli-Roma: l’indiscrezione di Sky Sport è confermata in questi minuti da Filippo Biafora de Il Tempo. Dovrebbe farcela invece Matias Soulè, che è recuperato in extremis anche se non al meglio.

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La Roma potrebbe presentarsi nuovamente in piena emergenza in attacco al big match contro il Napoli in programma domani allo stadio Maradona. Come riportato da Sky Sport Italia, Paulo Dybala non sarà convocato a causa dei problemi al ginocchio che lo hanno costretto a lavorare a parte negli ultimi giorni.

Non solo Dybala: anche Matias Soulé è in dubbio. L’argentino continua a convivere con la pubalgia e la rifinitura odierna sarà decisiva per valutare le sue reali condizioni.

Se non dovesse farcela, Gasperini dovrà ridisegnare il tridente d’attacco, con possibili soluzioni alternative come Lorenzo Pellegrini e Bryan Zaragoza per completare il reparto offensivo.

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Fonte: Sky Sport

Sky Sport: “McTominay non recupera, salterà la Roma”. Conte costretto a cambiare

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Si avvicina il fischio d’inizio del big match tra Napoli e Roma, in programma domani allo stadio Maradona, ma le notizie non sono positive per gli azzurri.

Secondo Sky Sport, Scott McTominay non ha recuperato dal problema fisico che lo sta tenendo ai box, costringendo il tecnico Antonio Conte a rivedere l’assetto tattico.

Il probabile nuovo schema vede Eljif Elmas arretrato in mediana al fianco di Stanislav Lobotka, mentre sulla trequarti avanzano Matteo Politano e il giovane Vergara a supporto di Hojlund.

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Fonte: Sky Sport

Conferenza Gasperini: “Serve un salto tecnico negli scontri diretti. L’emergenza ci sta rallentando, con tutti a disposizione saremmo competitivi” (VIDEO)

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Vigilia di Napoli-Roma e fari puntati su Gian Piero Gasperini. Al Maradona c’è in palio molto più di tre punti: classifica, ambizioni Champions e la misura reale della crescita giallorossa.

Tra scelte di formazione ancora da sciogliere, condizioni fisiche da valutare fino all’ultimo e una sfida a specchio con il Napoli di Conte, il tecnico della Roma prende la parola in conferenza stampa. Queste le sue dichiarazioni e il video dell’evento.

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Come stanno Dybala e Soulè? Ha prenotato il tavolo con Massara per stasera?
“Se viene in hotel dove siamo, può darsi. Per Soulè è stata una settimana più difficile delle altre, lo stesso vale per Dybala che si è allenato di più ma non è al 100%”.

Su Pisilli c’è stato un punto di svolta?
“I giocatori giovani hanno dei percorsi di crescita. Spero che abbia altri momenti di svolta, mi associo ai complimenti, io sono il primo a essere felice delle sue prestazioni”.

Scontri diretti ostici, vi siete chiesti come mai? E’ solo sfortuna o è uno step di mentalità?
“Più che di mentalità, serve un salto tecnico. C’è probabilmente una differenza, che si è assottigliata, che è dettata dalla prestazioni fatte un po’ con tutte le squadre vicine o davanti a noi. Col Milan abbiamo fatto un’ottima prestazione e non abbiamo perso. Siamo indubbiamente cresciuti, purtroppo viviamo questa emergenza ma riguarda anche altre squadre. Ci dà fastidio, perchè siamo convinti di essere competitivi quando siamo tutti, e questo ci sta un po’ rallentando. Ma abbiamo entusiasmo e domani abbiamo un’altra possibilità e un’altra risposta a questi quesiti”.

È giusto dire che buona parte delle speranze di qualificazione Champions passino dalla partita di domani e quella fra due settimane con la Juventus, oppure è una forzatura?
“Indubbiamente sono due partite importanti, chiaro, perché sono scontri, sono scontri diretti, quindi hanno un valore più alto delle altre gare, ma poi alla fine valgono sempre tre punti. Io credo che poi la quota di Champions non varia mai molto tra una stagione e l’altra. E quindi non sono partite decisive, importanti sì, ma non decisive. Paradossalmente, se perdi quelle due e vinci tutte le altre, non cambia niente. Però sono due partite importanti, soprattutto in riferimento a quello che si diceva prima, alla capacità anche di superare certe squadre e quindi di sentirti anche sopra certe squadre”.

Ha avuto modo di leggere i complimenti che le ha rivolto il Presidente della Repubblica Mattarella, che a Cortina, parlando con Sofia Goggia, ha detto “Gasperini è molto bravo perché è stato al Palermo”. Le piacerebbe confrontarsi anche direttamente, visto che ora siete tutti e due a Roma?
“Lui è sempre stato appassionato di calcio, quindi quando io giocavo sono passati un po’ di anni, e quindi quando io giocavo lui veniva, sicuramente seguiva il Palermo e comunque condivido questa sua analisi (ride ndr)”.

Quanto è più pronta la Roma rispetto alla gara di andata col Napoli? Si aspettava di lottare col Napoli campione d’Italia?
“Noi abbiamo sempre pensato al nostro percorso. Poi questo è un campionato dove ci sono stati periodi diversi, dove sono state coinvolte tante squadre. L’Inter sicuramente è cresciuta tantissimo, altre squadre sono cresciute come la Juventus, il Milan, il Napoli ha avuto dei momenti molto buoni, qualche difficoltà anche loro dovuta magari a delle defezioni. Resta il fatto che dopo 24 giornate siamo lì. Essere lì insieme alla Juventus, insieme al Napoli, comunque ancora con le altre, ancora al Milan, soprattutto ancora visibile. Poi è chiaro, c’è Como, c’è Atalanta che stanno risalendo forte, però questo è il campionato. Io credo che, da che mi ricordo io almeno, per quanto mi riguarda, i risultati li hai tenuti sempre l’ultima domenica, forse qualche volta la penultima, ma più delle volte l’ultima, l’ultima domenica punto a punto. Non si sono mai raggiunti gli obiettivi e i risultati con giornate d’anticipo. E quindi noi dobbiamo essere pronti a stare dentro fino alla fine, a battagliare fino alla fine”.

Si è ricreduto sul fatto che non giocare due partite in più a marzo, che sarebbero state quelle dei play-off di Europa League per la Roma, non è stato male, ma forse un bene, visto anche che poi arriverà fino alla partita contro il Genoa dell’8 marzo facendo una partita a settimana…
“Ma non è collegato a questo, perché noi abbiamo avuto un periodo ottobre-novembre, anche fino a metà dicembre, dove giocavamo tantissimo e la rosa stava benissimo. Avevamo pochissime defezioni, abbiamo avuto tante settimane con l’infermeria vuota. Quando è successo qualche volta, magari tutte nel reparto di difesa, adesso tutte nel reparto di attacco, questo è quello che dà un po’ più fastidio. Però nell’arco della stagione è così, non è solo per noi evidentemente. Come ho detto prima, ci sono stati periodi dove giocavamo ogni tre giorni e stavamo benissimo tutti, cioè difficile dare una risposta su sul perché in certi momenti si verificano 3-4 infortuni nostri al reparto. Tutti strani perché, Dybala il ginocchio, Ferguson alla caviglia, El Shaarawy col tendine.. L’unico un po’ stirato è Koné, Hermoso ha preso una contusione sul collo del piede clamorosa e dovrebbe rientrare la prossima settimana, quello che lascia un po’ così è che ci sono queste partite importanti, pensi di recuperare tre quattro giocatori, invece magari ci vuole una settimana o due in più. Però, ormai siamo arrivati a sabato”.

Visto che sia Soulé che Dybala non sono al 100%, le volevo chiedere come sta Zaragoza, se ha visto dei progressi questa settimana, se si è integrato meglio, se a questo punto può partire anche dal primo minuto.
“Certamente, man mano che passa il tempo, lui sembra essere cresciuto. Sono passati 15 giorni da quando è arrivato, e man mano che passa il tempo migliora, sia a livello di condizione che di inserimento, anche nel modo in cui gioca la squadra. Lui sicuramente gioca in modo diverso. Avrà bisogno, secondo me, di ancora un po’ di rodaggio, però lo fa giocando, lo fa allenandosi”.

Si dice che nel calcio moderno sono fondamentali anche le azioni da fermo, però la Roma ha battuto 122 calci d’angolo e ha segnato solo due volte, e non ha ancora gol su punizione diretta. È soltanto sfortuna, ci state lavorando o qual è la motivazione che segnate così poco da questo punto di vista?
“E’ un limite. Indubbiamente è un limite nostro, perché siamo tra gli ultimi, penso, in questa casistica. E invece quei gol lì valgono come gli altri. Dobbiamo fare sicuramente meglio”.

La Roma si trova a pochi punti di distanza dal Napoli in questo momento. C’è qualcosa che secondo lei la squadra di Conte ha in più rispetto alla sua?
“Non so. La squadra di Conte mi sembra una grande squadra. Sul piano degli infortuni non è stata una stagione fortunata, perché ha perso veramente giocatori forti e importanti. Però il Napoli ha vinto due scudetti negli ultimi tre anni, poi dopo ognuno giustamente fa le sue valutazioni”.

Il tema del calendario fitto di partite: il suo avversario di domani, Conte, sotto questo punto di vista è forse uno dei massimi esponenti di questa denuncia costante. Lei, in generale come si posiziona? Cosa ne pensa di questo problema dei calendari e se effettivamente può essere un vantaggio?
“Io non faccio polemica, io rispetto le indicazioni di tutti e rispetto le opinioni di ognuno. Se chiedete a me, per quella che è stata la mia esperienza, giocare in Coppa mi ha aiutato. Poi, dopo, c’è il rischio degli infortuni, perché, come si è detto tante volte, la stragrande maggioranza degli infortuni avviene in partita e quasi mai in allenamento. E quindi questo è un rischio. Per tanti altri aspetti, a me ha sempre aiutato giocare le partite, sia in Italia che anche tante in Europa. È stato qualcosa che ha aiutato le mie squadre a crescere e ai giocatori individualmente a confrontarsi con altre realtà, con altri modi di giocare. Quindi io preferirei sempre fare le Coppe, la Champions soprattutto (ride ndr)“.

All’andata il Napoli sembrava avere più qualità a centrocampo: domani può essere una soluzione schierare Pellegrini, un centrocampista in più, piuttosto che Zaragoza?
“Guardi, in questo momento non so neanche i giocatori a disposizione, quindi prima devo verificare quello. Poi dopo vediamo quello che sarà la scelta. Però Pellegrini ha giocato tanto, no? Quindi i giocatori sono quelli, vediamo. Prima dobbiamo capire come stiamo e facciamo un allenamento oggi e poi domani decidiamo. Ma anche un giorno è diventato importante”.

Con Zaragoza e Malen si è alzato il livello tecnico?
” Malen ha avuto un impatto molto, molto forte sia nella squadra che anche nei risultati, nelle prestazioni. Devo dire che, a parte il gol di Torino, i due gol col Cagliari, col Milan ha avuto diverse opportunità poteva sicuramente segnare anche lì, ma al di là di questo è un giocatore che noi sicuramente dà molto e che dovremmo cercare di sostenere nel migliore dei modi. Per quello è importante avere anche gli altri giocatori in buone condizioni. Zaragoza ha caratteristiche particolari. In questo momento è un giocatore più da inserimento, più giocatore da secondo tempo, però io sono convinto che può diventare anche nelle rotazioni sicuramente un giocatore che ci manca nel reparto d’attacco come caratteristiche e per questo motivo può diventare molto utile”.

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Redazione GR.net

 

Calciomercato Roma: sarà addio tra Frattesi e l’Inter, Massara prepara l’assalto

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Il futuro di Davide Frattesi sembra ormai lontano da Milano. La separazione a fine stagione è praticamente scritta. Il centrocampista ex Sassuolo era stato a un passo dal Nottingham Forest, ma il mancato arrivo di Curtis Jones ha fatto saltare l’incastro, congelando l’operazione e lasciando Frattesi all’Inter.

La sensazione, però, è che si tratti solo di un rinvio. Frattesi cerca un progetto tecnico che lo metta davvero al centro, una prospettiva complicata in nerazzurro. Qui entra in scena la Roma: i giallorossi avevano già provato l’assalto nel gennaio 2025 senza riuscire a chiudere, ma il nome è rimasto sul taccuino della dirigenza. In vista dell’estate, a Trigoria si studia un nuovo affondo.

Sul tavolo potrebbe finire anche Manu Koné, profilo che piace all’Inter. Ruoli diversi, ma dinamiche che potrebbero intrecciarsi in una trattativa più ampia oppure restare su binari separati, con l’obiettivo comune di ridisegnare i rispettivi centrocampi. La posizione dell’Inter è chiara: valutazione da circa 35 milioni di euro, senza grandi margini di sconto.

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Fonte: Tuttomercatoweb.com / linterista.it

Giannini: “Non so cosa sia successo a Pellegrini. Pisilli mi ricorda Cappioli. Tornare alla Roma? Non ci spero più”

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«Orgoglio e responsabilità». Due parole con cui Giuseppe Giannini ha spiegato il significato di indossare la maglia della Roma. Tra un tuffo nel passato e uno sguardo al presente, il «Principe» si è raccontato sulle colonne de Il Tempo.

La Roma può vincere a Napoli?
«Il Napoli è leggermente in difficoltà. Mi piace il modo in cui la Roma aggredisce le par-tite. Gli scontri diretti non sono stati favorevoli perché quando giochi a tutto campo contro grandi squadre, aumenta il rischio di prendere gol. Ma anche per la legge dei grandi numeri, la Roma può vincere a Napoli».

Che ne pensa del ritorno di Totti?
«È una scelta giusta e importante. Ha fatto tanto nella Roma e conosce bene la piazza e Trigoria. Non c’è nessuno meglio di Totti. C’è grande rispetto tra di noi. Quando lui ha mosso i primi passi nella Roma, io sono stato un suo punto riferimento. Gli ho dato dei piccoli consigli perché era giovane e stava entrando in un gruppo di professionisti».

Gasperini ha cambiato la gerarchia del capitano.
«Devono essere d’accordo i giocatori. Chi ha più presenze ha il diritto di portare la fascia. Anche prima era così. Poi, io sono stato fortunato che Nela e Conti accettarono la decisione di farmi capitano».

Cosa è successo a Pellegrini?
«Non riesco a trovare una spiegazione, ma in carriera è normale avere alti e bassi. Pellegrini, comunque, mi sembra un ragazzo che non crea problemi e che si è sempre impegnato».

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Pisilli avrebbe meritato più spazio?
«È stato bravo a crearselo. E un ragazzo serio con delle qualità importanti e sembra un giocatore navigato nonostante l’età. Mi ricorda un po’ Cappioli perché è uno che si sacrifica per la squadra, ma ha anche capacità di inserimento e finalizzazione».

Qual è stata la figura più importante per lei?
«Mio padre. Non mi dava mai grandissima soddisfazione, ma in questo modo mi ha aiutato. Avere un papà che minimizza tutto quello che è positivo ed evidenzia la parte negativa è importante per non farti esaltare».

Che rapporto aveva con la tifoseria?
«Ho sempre rispettato sia i tifosi che mi applaudivano sia quelli che mi criticavano. Anche oggi c’è un grande rapporto di stima e affetto. Ho sempre accettato tutto, perché il calcio è così».

Quale partita vorrebbe rigiocare?
«Roma-Lecce o Italia-Argentina, forse più la prima. Perdere l’occasione di vincere un campionato è stato bruciante. Ancora oggi è dura da digerire».

Perché ha rifutato la Juventus?
«Perché mi propose un anno di contratto, ma per un giocatore come me, anche quasi a fine carriera, era impensabile. Quando fui richiesto da Boniperti subito dopo i Mondiali, invece, ci fu il mio rifiuto e, soprattutto, quello di Dino Viola».

C’è stato un momento in cui credeva di tornare alla Roma?
«Forse c’è stata una possibilità quando mi hanno dato l’opportunità di fare le Academy in America, ma è sfumata. È trascorso tanto tanto tempo e oggi non ci spero più».

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Fonte: Il Tempo

Carnevale: “Ferguson all’Udinese sarebbe esploso. Zaragoza? Piccolo ma forzuto…”

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Quattro anni a Napoli e tre a Roma. Tanti trofei in azzurro, tra cui i due scudetti e la Coppa Uefa e “solo” una Coppa Italia in giallorosso (peraltro vinta anche a Napoli). Il tutto seminando gol con entrambi le maglie. Insomma, se c’è uno che si intende nella lettura di Napoli-Roma quello è proprio Andrea Carnevale, da anni responsabile scouting dell’Udinese. Queste le sue parole alla Gazzetta dello Sport. 

Carnevale, che partita si aspetta all’Olimpico?
«Sicuramente bella: il Napoli in questi anni ci ha fatto vedere grandi cose, è una squadra diventata di un’altra categoria tra scudetti e Champions. La Roma invece sta per nascere, ma punta a guardare in alto, anche grazie a un allenatore davvero bravo come Gasperini che le ha dato qualcosa in più. Nonostante le tante assenze il Napoli sta ancora lassù e non è poco, avendo i giocatori contati. La Roma invece mi sembra più in salute. E poi mi piace molto: ti pressa, non ti lascia respirare, è armoniosa nello sviluppo del gioco. Sarà una gara dove potranno vincere entrambi le squadre. Alla fine penso che possa contare molto la fisicità, dove la Roma però in questo momento è avvantaggiata. Ma il Napoli è maestro nel saper palleggiare».

Davanti la sfida sarà tra due attaccanti top come Malen e Hojlund…
«Malen è bravo: fa giocare la squadra, sa fare la sponda e attacca la profondità. A me piace anche Ferguson e faccio una battuta: fosse stato all’Udinese probabilmente sarebbe esploso… Ma con Malen mi sembra che Gasperini abbia risolto il problema del gol. Molto bene anche Hojlund, che sta tenendo in piedi la squadra, è il terminale che serve a Conte. Con le assenze dei vari Anguissa, Neres, McTominay, Lukaku e Di Lorenzo, è toccato a lui tenere a galla gli azzurri. Se poi domani giocherà McTominay, allora sarà tutto diverso. Lui, di fatto, è un attaccante aggiunto. Giocatore forte, che sa far gol di testa, da fuori. E determinante».

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Nella Roma è arrivato un calciatore tascabile come Zaragoza. Questo vuol dire che nel calcio c’è ancora spazio anche per i piccoletti?
«Ma lui è piccolo, ma forzuto e scattante. Giocatore imprevedibile, che ha velocità e anche dei bei colpi e che sa giocare sia tra le linee, sia esterno. Con lui la Roma ha aggiunto qualcosa in attacco, dove ha già giocatori molto forti come Dybala e Soulé».

Sorpreso invece del momento attuale di Vergara e Pisilli?
«Di Vergara sì, era quasi uno sconosciuto in Serie A e sembrava rimasto solo per fare numero. Fa parte di quelli che io chiamo *i ritardatari”: non so dove abbia trovato la forza per mettersi così in vedere. Pisilli invece sembra già un ometto, si vedeva che poteva arrivare al calcio che conta. Sta crescendo bene anche lui e oggi è anche un giocatore di personalità».

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Fonte: Gazzetta dello Sport

Gasp nasconde la Roma

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Gian Piero Gasperini gioca a carte coperte. E non è solo pretattica: alla vigilia del big match del Maradona contro il Napoli, il tecnico giallorosso sta davvero aspettando le ultime risposte dal campo prima di scoprire le sue mosse. La Roma è davanti allo specchio e l’immagine riflessa è quella di Antonio Conte: stesso sistema di gioco, stessi principi, una partita che si giocherà sui duelli più che sugli spartiti tattici.

La strategia, di fatto, è già scritta. Gli interpreti no. Ed è qui che Gasperini sta “nascondendo” la Roma, rimandando ogni decisione all’allenamento decisivo. Le assenze pesano, da una parte e dall’altra, e il tema principale di queste ore non è come giocare, ma con chi farlo.

In attacco l’unica certezza risponde al nome di Donyell Malen. L’olandese è intoccabile, punto fermo di un reparto che invece vive di dubbi e incastri. Alle sue spalle, a sinistra, Lorenzo Pellegrini resta favorito per partire dall’inizio, ma non è una scelta blindata. Il vero nodo è sulla destra, dove Gasperini aspetta segnali chiari da Paulo Dybala e Matías Soulé.

Nessuno dei due è al cento per cento: la Joya convive ancora con un fastidio al ginocchio, Soulé con una pubalgia che negli ultimi giorni si è fatta sentire. Entrambi hanno lavorato in palestra insieme al gruppo, ultima “novità” introdotta da Gasperini, ma la rifinitura sarà decisiva. La linea del tecnico è chiara, quasi brutale: chi sta meglio gioca. Se uno dei due non darà garanzie, o addirittura entrambi, la soluzione è già pronta. Bryan Zaragoza è l’esterno di scorta, pronto anche dal primo minuto.

Il paradosso è che proprio Dybala e Malen vengono considerati dallo staff come i veri antidoti al Napoli. Quando stanno bene, sono di un livello superiore. Dybala, soprattutto, resta il valore aggiunto: da destra, accentrandosi alle spalle del centravanti, può diventare devastante, soprattutto se supportato dalle sovrapposizioni di Celik. Non è più il giocatore da campo aperto di qualche anno fa, ma se trova spazio e tempo può ancora decidere le partite, anche con una giocata o un tiro da fuori.

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A complicare il quadro ci sono le altre assenze. Mario Hermoso è ancora fermo per una contrattura al polpaccio, conseguenza della contusione al collo del piede, mentre Manu Koné è guarito ma non verrà rischiato: il rientro non va forzato. Anche qui, prudenza totale.

Il risultato è una Roma volutamente coperta, difficile da leggere anche per il Napoli. Gasperini aspetta, osserva, prende tempo. Sa che la partita del Maradona si giocherà sui dettagli e sulle condizioni fisiche più che sugli schemi. E fino all’ultimo, la formazione resterà un segreto. Un modo per proteggere i suoi, ma anche per togliere riferimenti a Conte. A Napoli, più che mai, la Roma si presenterà mascherata.

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Fonti: Corriere della Sera / Gasport / Il Tempo / Corsport

Pellegrini: “Di Gasp posso dire solo cose belle. Obiettivo Champions? Ci mette pressione, ma manchiamo da troppo” (VIDEO)

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A pochi giorni dalla sfida cruciale contro il Napoli, il centrocampista della Roma Lorenzo Pellegrini è intervenuto come ospite nel programma “Morning Footy”, in onda sull’emittente statunitense CBS Sports (Paramount+). Il numero 7 giallorosso ha toccato vari temi, dal suo rapporto con la maglia e la città, agli obiettivi stagionali legati al ritorno in Champions League, fino al lavoro con l’allenatore. Di seguito l’intervista completa.

Oggi è il “Footy Kit Friday”, dove mostriamo le nostre maglie preferite. Qual è la maglia preferita che hai scambiato con un altro giocatore?
“Ok, ma io sono un ragazzo fortunato, perché indosso già la mia maglia preferita, sai? Quindi di solito non scambio la maglia ogni volta con gli altri giocatori, ma sicuramente una delle maglie che custodisco con più cura è quella di Messi. L’ho presa quando abbiamo giocato contro l’Argentina con la Nazionale, perché mi piace davvero molto”.

Sull’impatto del nuovo allenatore e il lavoro svolto…
“Ci sono molte cose. Perché sai, quando cambi l’allenatore, è importante per me farlo all’inizio della stagione. Perché almeno hai il pre-campionato per capire cosa ti chiede. Ma sono molto felice di essere allenato da lui. Penso che sia un allenatore che ti migliora molto, anche tecnicamente. Per quello che chiede in campo, la posizione del corpo, il cercare di andare sempre in verticale, provando sempre ad essere molto offensivi. Mi piacciono molto queste cose. Quindi alla fine migliori anche fisicamente, ma penso che lui sia molto, molto bravo anche tecnicamente. Posso dire solo cose positive su di lui”.

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Guardando alla vostra stagione, è una stagione molto buona finora, ma la Roma non è in Champions League dal 2018. Quant’è la motivazione a tornarci? Sappiamo che tu come tifoso della Roma lo vuoi, ma quanta pressione in più comporta?
“Sì, ci mette un po’ più di pressione addosso ma alla fine è quello che vogliamo, quello per cui lavoriamo. Per quanto mi riguarda, penso che siano molti anni che non giochiamo la Champions League e questo non va bene per un club come la Roma, secondo me. Questo è quello che penso, ma sapete che amo la Roma. Non posso dire nulla di diverso ora. Ma penso che siamo sulla buona strada perché all’inizio della stagione abbiamo iniziato un nuovo progetto. E sapete, è sempre difficile perché quando arrivi vicino alla fine, anche un punto fa la differenza. E lo abbiamo visto l’anno scorso. L’anno scorso abbiamo mancato la Champions League per un punto. Siamo arrivati quinti a un punto dalla Juventus. Quindi stiamo cercando di guardare ogni dettaglio, ogni cosa che abbiamo per fare del nostro meglio per vincere la partita”.

Sei in una situazione unica: nato in città, ami il club, ci giochi e ne sei il capitano. Parliamo di te come tifoso della Roma.
“È una sensazione incredibile perché quando sei un bambino, un bambino normale, non te lo aspetti. Quindi nasci qui, vivi qui e sai, sogni di essere un calciatore. Ma se parli con ogni bambino qui a Roma, ti diranno: ‘Voglio essere un giocatore della Roma’. Al 100%. Perché abbiamo questa tradizione qui, abbiamo sempre avuto qualche capitano romano, giocatori romani. E penso che questo sia bellissimo perché alla fine il calcio è passione, è amore, è tutte queste cose. Sono un ragazzo molto fortunato perché ho quello che volevo davvero. Ho potuto vincere con questa maglia e questo era il mio vero grande sogno quando ero bambino. La sensazione è incredibile ogni giorno, anche adesso che sono qui. Ho iniziato a giocare nella Roma quando venivo qui a Trigoria a 9 anni e ho fatto la mia prima partita quando avevo 18 anni. Ma proprio ora, anche stamattina, quando indosso la maglia, ho quella sensazione di dire: ‘Ok, sei un ragazzo molto fortunato’. Hai una buona responsabilità da prenderti”.

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Volevo chiederti del tuo percorso, hai avuto delle difficoltà. Hai lasciato la Roma presto nella tua carriera per andare al Sassuolo e sei tornato. Cosa ti ha fatto superare quelle cose, il percorso?
“Sì, ma penso che questo sia importante anche per te. Quando ho deciso di andare al Sassuolo, quando avevo 19 anni, ho deciso così perché volevo migliorare e pensavo: ‘Ok, probabilmente proprio ora a 18 anni non sono pronto per realizzare il mio sogno’. Così ho deciso di andare lì. Sono stati due anni molto speciali perché a Sassuolo puoi vivere molto bene. Puoi giocare. Non hai la pressione che hai qui, specialmente se sei nato qui. E dopo conoscete la storia, no? La sensazione è incredibile perché, ovviamente, come hai detto tu, tutti cercano di capire… Probabilmente non sanno cosa hai fatto prima. Ma ogni anno, ogni passo è importante per essere quello che siamo. Quindi penso di essere molto orgoglioso ed è un vero onore per me avere la possibilità di indossare questa maglia ogni giorno”.

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Fonte: 247sports.com

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo venerdì 13 febbraio 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 17:30 – De Rossi svela l’aneddoto su Losi

Daniele De Rossi, attuale tecnico del Genoa, ha richiamato l’importanza di trasmettere la storia ai giovani calciatori. Prendendo spunto dalla visita di Branco e Bortolazzi, ha ricordato un episodio emblematico: “Una volta a Roma, nello spogliatoio, da giocatore ho sentito un nostro ragazzo giovane che diceva ad un signore di allontanarsi”, ha riferito il tecnico. “Ho messo fuori il muso ed era Giacomo Losi. Quel ragazzo non poteva sapere chi era. Forse era la società che doveva spiegarglielo e portare dentro Trigoria uno come Giacomo Losi tutti i giorni. 

Ore 14:20 – Domani Gasperini in conferenza

Domani, sabato 14 febbraio, alle ore 13:30, mister Gasperini parlerà in conferenza stampa alla vigilia di Napoli-Roma.

Ore 13:30 – Balbo e Soulé, cuore argentino e anima Roma

Nel podcast ufficiale giallorosso si raccontano Abel Balbo e Matías Soulé, tra radici, sacrifici e romanità. Balbo sul legame con l’Argentina: “Giocare per la Nazionale è un onore unico, non c’è niente di simile”, e sulla Roma: “Questa città è sempre stata casa mia”. Soulé non ha dubbi: “Roma è molto simile all’Argentina, credo sia una delle città migliori del mondo”, mentre su Dybala aggiunge: “In campo sappiamo cosa può fare, ma fuori è una persona straordinaria”. Balbo elogia il giovane: “A 21 anni chiedere sempre la palla all’Olimpico dice tutto: ha personalità”.

Ore 10:45 – McTominay in bilico per Napoli-Roma

Scott McTominay resta una corsa contro il tempo per essere a disposizione di Antonio Conte nella sfida chiave contro la Roma. Ieri non si è allenato con il gruppo né ha giocato l’amichevole contro l’Ischia, limitandosi a lavoro individuale in palestra. La società punta a un rientro al 100%, ma la sua presenza domenica è incerta. (Il Mattino)

Ore 10:35 – Strootman compie 36 anni

Strootman oggi compie 36 anni! 131 presenze e 13 gol in giallorosso. Buon compleanno, Kevin. Così la Roma festeggia sui social la ricorrenza dell’ex centrocampista olandese.

Ore 9:30 – Malen ha il veleno che vuole Gasp

A Birmingham discutono, a Roma se lo godono: Donyell Malen è diventato il riferimento offensivo della squadra di Gasperini. L’olandese ha dato finalmente un’anima all’attacco giallorosso e anche al Maradona la Roma si affiderà a lui per tentare il colpaccio e agganciare il Napoli al terzo posto. Veloce, letale negli spazi stretti e intelligente nei movimenti, Malen ha già dimostrato di saper mettere in difficoltà anche difensori più strutturati: domenica il duello con Rrahmani sarà uno dei temi chiave della sfida. (Gazzetta dello Sport)

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Ore 8:35 – Napoli-Roma, aperto il settore ospiti

È partita la vendita dei biglietti per il settore ospiti del Maradona in vista di Napoli-Roma. I tagliandi sono acquistabili esclusivamente dai tifosi giallorossi non residenti nel Lazio, come stabilito dal provvedimento del Viminale dopo gli scontri del 18 gennaio sull’A1. Nessuna chiusura del settore ospiti, a differenza di Udine: a Napoli la scelta è concentrare i romanisti in un unico settore per ragioni di ordine pubblico. Chi aggirerà il divieto rischia il Daspo. (Corriere dello Sport)

IN AGGIORNAMENTO…

Batistuta torna a Trigoria: “Qui mi sono divertito tanto, eravamo un gruppo fortissimo”

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Gabriel Omar Batistuta è tornato a Trigoria. Dopo oltre vent’anni, il Re Leone ha rimesso piede al Fulvio Bernardini, accolto dall’abbraccio della sua Roma e dai ricordi di una stagione entrata nella storia. Un ritorno carico di emozione per uno dei simboli del terzo scudetto giallorosso, protagonista tra il 2000 e il 2003 con 87 presenze e 33 gol.

L’ex bomber argentino ha salutato dirigenti, staff e giocatori del presente, ritrovando volti amici e respirando di nuovo l’aria di quel centro sportivo che oggi appare profondamente cambiato, ma che continua a custodire la memoria di un’epoca irripetibile.

Da quanto non tornavi?
“A Trigoria non venivo da quando andai via nel gennaio 2003, passando all’Inter. Sono 23 anni. Tanto tempo. Ma fa sempre piacere tornare dove si è stato bene. E sono contento di rivedere vecchi amici”.

Tra questi c’è anche mister Ranieri, con cui hai vinto la Supercoppa Italiana del 1996.
“Milan-Fiorentina a San Siro, feci doppietta e alzammo il trofeo. Era la partita in cui dissi alla telecamera: “Irina, te amo””.

E poi la Supercoppa Italiana l’hai vinta anche con la Roma, nel 2001.
“Proprio contro la Fiorentina in finale, ma eravamo più forti. Vincemmo 3-0 e il primo gol lo segnò Vincent con un gran tiro da fuori area”.

Roma, la Roma, cosa sono state per te?
“Qui mi sono divertito tanto e ho raccolto i frutti di una carriera lunga, riuscendo a vincere uno scudetto storico per me e per la Roma. Facemmo 75 punti e io segnai 20 gol. La città esplose di gioia, una soddisfazione enorme”.

Che ricordi hai di quella squadra e dei tuoi compagni?
“Eravamo un gruppo fortissimo. Io, Totti, Cafu, Samuel, Emerson, Montella, questo signore qui vicino a me (Candela, ndr), Delvecchio. Fummo in testa praticamente per tutto il campionato e vincemmo in casa, davanti ai nostri tifosi, in una giornata indimenticabile”.

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Un momento di quel campionato?
“Ce ne sono tanti, ma sicuramente la doppietta segnata al Parma nell’ultima partita del girone di andata. Vincemmo in rimonta una partita dominata, ma sfortunata negli episodi. Lì capimmo che potevamo farcela”.

Portavi il numero 18, allora. Come la maglia che hai ricevuto oggi dal Club.
“Beh, è stata quella del mio primo anno qui a Roma, ma soprattutto quella che per me, per noi, ha significato scudetto”.

La Roma di oggi?
“Gioca bene, Gasperini ha dato un’impronta alla squadra e anche una mentalità offensiva. Verrò a vedere una partita all’Olimpico, appena possibile”.

Quindi ci rivediamo?
“Dovrei tornare a Roma a maggio, magari in tempo per il derby di ritorno. Vediamo. Intanto, mi fa piacere essere qui oggi. Mando un saluto a tutti i tifosi romanisti, che sono sempre stati affettuosi con me”.

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Fonte: asroma.com

ULTIME DA TRIGORIA – Ok Soulè e Dybala. Out Konè, Hermoso e Ferguson

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A due giorni da Napoli-Roma cominciano a delinearsi sempre più il quadro dei disponibili per la trasferta del Maradona, in programma domenica sera alle ore 20:45. 

Recuperati Dybala e Soulè: i due argentini si sono allenati con il resto del gruppo anche oggi e dunque sono abili e arruolati per la partita contro gli azzurri di Antonio Conte: certa la presenza di Paulo dal 1′, meno quella di Mati, insidiato da Pellegrini e Zaragoza. 

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Proseguono lavoro personalizzato invece per Konè, Hermoso e Ferguson: a poco più di 48 ore dalla partita di domenica è difficile ipotizzare una loro presenza tra i convocati, ma la rifinitura di domani scioglierà i residui dubbi. Non recupera nemmeno El Shaarawy, fermo ormai da parecchio tempo per una infiammazione al tendine d’Achille che non sembra dargli tregua.

Redazione GR.net