Gasp può sorridere: Soulé è tornato e adesso punta l’Inter

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La notizia che Gasperini aspettava da oltre un mese. Matias Soulé è tornato ad allenarsi con il gruppo a Trigoria, e l’obiettivo è averlo a disposizione per il big match di Pasqua in casa dell’Inter. Non è ancora una certezza, ma è già una speranza concreta.

L’argentino si era fermato il 15 febbraio, nel secondo tempo di Napoli-Roma: troppo dolore alla zona pubica, prestazioni in calo, la decisione condivisa con lo staff medico di fermarsi e lavorare in modo specifico. L’ultimo gol risaliva al 10 gennaio contro il Sassuolo, poi il buio. Ieri, alla ripresa degli allenamenti post-Lecce, il classe 2003 ha svolto quasi per intero la seduta a buon ritmo. Un segnale incoraggiante, ma i giorni della verità arriveranno la prossima settimana, quando i nazionali rientreranno a Trigoria e si inizierà a preparare sul serio la trasferta di San Siro.

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Il rientro di Soulé sarebbe prezioso quanto mai. Fino all’arrivo di Malen era stato il giocatore più prolifico della Roma, trascinatore continuo dell’attacco giallorosso per tutto il 2025. Con Gasperini aveva trovato una collocazione più centrale, più dentro al gioco offensivo, prima che la pubalgia lo bloccasse sul più bello. Nel frattempo, alla sua assenza si erano sommati i problemi di Dybala — operato al menisco il 6 marzo — e quelli di Ferguson e Dovbyk, per i quali la stagione è di fatto già chiusa.

Qualche spiraglio era arrivato dal rientro di El Shaarawy, fermo per oltre un mese per un’infiammazione al tendine d’Achille. Ma il ritorno di Soulé è un’altra cosa. La brillantezza non potrà essere immediata, è ovvio, ma la sua qualità può cambiare le sorti di una Roma che in zona gol ha sofferto enormemente nelle ultime settimane. E in un finale di stagione in cui ogni punto vale doppio, ritrovarlo sarebbe come aggiungere un’arma in più in un arsenale rimasto troppo a lungo quasi vuoto.

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Fonte: Il Tempo

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo martedì 24 marzo 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 15:00 – Koeman esalta Malen: “Roma scelta felice”

Dal ritiro dell’Olanda arrivano elogi per Donyell Malen: il CT Ronald Koeman sottolinea i benefici del passaggio in Serie A alla Roma. “La cosa più importante è che abbia ritmo: ora gioca con continuità e partite intere, scelta felice”. Sulla posizione: “Può fare la punta grazie alla velocità e al fiuto del gol, ma anche partire da destra con libertà”.

Ore 15:40 – Dovbyk fa visita al Girona

Ritorno al passato per Artem Dovbyk, ancora ai box dopo l’intervento subito lo scorso gennaio a seguito di una lesione miotendinia della coscia sinistra. In attesa del rientro, il centravanti ucraino è volato in Spagna per far visita al centro sportivo del Girona, suo ex club. A renderlo noto lo stesso club iberico, che ha postato una foto di Dovbyk con scritto: “Una visita davvero speciale”.

Ore 13:20 – Sabatini: “Roma di giovani, da ds ne sarei orgoglioso”

Walter Sabatini esalta il finale della Roma contro il Lecce: “Hanno chiuso la partita con ragazzi di 17, 18 e 19 anni, è una bella notizia. Ne sarei orgoglioso da direttore sportivo”. Poi l’elogio a Robinio Vaz: “Un 2007 che ha fatto un gol difficilissimo e ha deciso la partita”. (Sky Sport)

Ore 12:35 – Roma-Pisa, via alla vendita libera dei biglietti

La sfida tra Roma e Pisa è stata fissata per venerdì 10 aprile alle 20:45 all’Olimpico: da oggi alle 16:00 scatta la vendita libera dei tagliandi, con possibilità di acquistarne fino a 4 a transazione. Previsti sconti per Under 16 e Over 65. Biglietti solo digitali su wallet o app “Il Mio Posto”. Gli abbonati Plus 2025/26 avranno prezzi dedicati per extra (max 2), mentre la rivendita scatterà dal 31 marzo. (asroma.com)

Ore 10:20 – Napoli e Roma su Alajbegovic, il nuovo Yildiz

Kerim Alajbegovic, esterno offensivo bosniaco classe 2007, attira l’interesse di Napoli e Roma. Il Leverkusen eserciterà l’opzione di recompra da 8 milioni sul Salisburgo. L’agente sarà Ramadani. Il ds azzurro Manna lo segue da tempo, mentre i giallorossi hanno recentemente intensificato i contatti. (Il Giornale / Nicolò Schira)

Ore 9:30 – Giannini: “Champions difficile, manca maturità”

Giuseppe Giannini analizza il momento della Roma: “Arrivare in Champions sarà molto complicato, il calendario è duro e la squadra non ha sempre sfruttato le occasioni. Il ko con la Juventus pesa e dimostra che manca ancora maturità”. Su Malen: “Ha dato qualità e cambiato equilibri, ma non so se basterà per entrare tra le prime quattro: la concorrenza è forte e il margine d’errore è minimo”. (TMW)

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Ore 8:00 – Oggi c’è la ripresa: con 12 Nazionali Trigoria è deserta

Oggi la ripresa degli allenamenti a Trigoria, anche se Gasp potrà contare su mezza rosa. Sono 12 i giocatori in giro con le nazionali. Oltre ai tre azzurri (Cristante, Mancini e Pisilli) anche Tsimikas (Grecia), Malen (Olanda), Ziolkowski (Polonia), El Aynaoui (Marocco), Wesley (Brasile), Ndicka (Costa d’Avorio), Celik (Turchia), Venturino (Italia U21) e De Marzi (Usa U19). (Gazzetta dello Sport)

IN AGGIORNAMENTO…

Dybala, l’agente è a Roma: offerta da 6 milioni dalla Turchia

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Il presente è fatto di riabilitazione, il futuro invece resta tutto da scrivere. Mentre Paulo Dybala prosegue il recupero dopo l’operazione al menisco, iniziano a emergere nuovi sviluppi sul suo destino in giallorosso.

Secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, il suo procuratore Jorge Antun è attualmente a Roma. Una visita ufficialmente legata a motivi personali — conoscere la piccola Gia, nata lo scorso 2 marzo — ma che inevitabilmente si intreccia con le valutazioni sulle offerte arrivate negli ultimi tempi.

Al momento, però, non sono previsti incontri con la dirigenza della Roma. Un dettaglio che pesa, perché conferma una situazione di stallo sul fronte rinnovo: il club non ha avviato contatti per discutere un eventuale prolungamento, lasciando così aperti tutti gli scenari.

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E gli scenari, infatti, non mancano. Da una parte c’è la suggestione Boca Juniors, con l’ipotesi di un ritorno in patria che intriga anche per la presenza dell’amico Leandro Paredes. Dall’altra si registra il forte interesse di un club di Istanbul, pronto a offrire un contratto triennale da circa 6 milioni di euro più bonus, cifre molto vicine a quelle attualmente percepite a Roma.

La sensazione è che la decisione verrà presa nelle prossime settimane. Dybala si sente ancora competitivo ad alti livelli e vorrebbe continuare a misurarsi nel calcio europeo. Ma senza un segnale concreto da parte della Roma, le alternative iniziano a prendere sempre più forma.

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Fonte: Gazzetta.it

Pisilli: “Più avanti o più dietro, per me non cambia. Roma in Champions e Italia ai Mondiali? Firmo subito…”

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Dal ritiro della Nazionale italiana, Niccolò Pisilli ha parlato ai microfoni di Rai Sport, soffermandosi sul momento personale, sulla Roma e la corsa Champions e sull’esperienza in azzurro: “Mi ricordo i Mondiali che ho visto, che sono quelli del 2010 e del 2014. È una grande emozione e un motivo di orgoglio per me tornare in Nazionale”.

Quanto vale la squadra in questo momento?
“Siamo un gruppo molto forte, nel mio ruolo tutti quelli che ci sono, sono veramente forti sennò non sarebbero qui”.

Quali sono i giocatori che guardava prima di giocare con la Nazionale che adesso sono qui?
“Penso a Barella, Tonali quando è esploso con il Milan, li ho sempre visti in tv, per me ora è una grande occasione poter imparare da loro”.

E non italiani?
“È difficile fare un nome specifico ora, mi sono sempre piaciuti tanto i giocatori che toccavano tanto la palla”.

Che cosa è cambiato rispetto all’inizio dell’anno quando giocava poco con la Roma?
“Niente, penso che quando si cambia un allenatore ci sta che ci si metta un po’ di più a recepire le idee che porta il nuovo allenatore. Nel corso della stagione è importante farsi trovare pronto quando vieni chiamato in causa, sono contento di avere più minuti e mi auguro di continuare così”.

Giocare più avanti o più indietro per Gasperini cambia poco. E per lei?
“Cambia ancora meno, ogni volta che scendo in campo cerco di dare il massimo ed eseguire le richieste del mister. Non fa differenza stare più avanti o più dietro”.

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Chi si è allenato con Gasperini dice che non ha mai faticato così tanto.
“Si corre parecchio, ma sono tutte cose che ti ritrovi in campo. Lì per lì fatichi, ma lo fai per te stesso e per performare meglio in campo”.

Può riportare l’approccio che ha con la Roma anche in Nazionale?
“Sicuramente migliori tanti aspetti come l’aggressività, il duello. Ogni mister ha le sue idee, cercherò di recepire al meglio quelle di Gattuso”.

Gestisce la Nazionale con incoscienza o maggiore dedizione?
“Deve esserci un equilibrio. Dobbiamo avere la serenità di chi sa che con il 100% dell’impegno può raggiungere l’obiettivo, ma anche con la consapevolezza di chi sa che si sta giocando qualcosa di importante”.

Andare al Mondiale e Roma in Champions, firmerebbe?
“Sì, firmerei”.

Dopo ha intenzione di fare il giornalista?
“Non lo so, potrebbe essere. Ho ancora tanti anni per capire cosa vorrò fare dopo”.

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Fonte: Rai Sport

ULTIME DA TRIGORIA – Soulé vede la luce: ritorno in gruppo, obiettivo Inter

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Buone notizie da Trigoria per Matías Soulé. L’esterno argentino, fermo dal 15 febbraio per problemi legati alla pubalgia, è tornato oggi ad allenarsi insieme ai compagni, segnando un passo importante nel suo percorso di recupero. A riferirlo è il giornalista Filippo Biafora de Il Tempo. 

Nelle scorse settimane non erano mancati i dubbi sulle sue condizioni, con alcune voci che parlavano di una situazione ancora non risolta. Il rientro in gruppo, però, racconta uno scenario diverso e riaccende un pizzico di ottimismo in casa giallorossa.

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Per Gian Piero Gasperini si tratta di un segnale fondamentale, soprattutto alla luce delle tante assenze nel reparto offensivo. Il ritorno di Soulé potrebbe infatti restituire alternative preziose a una squadra che nelle ultime settimane ha dovuto fare i conti con rotazioni ridotte e soluzioni spesso adattate.

L’obiettivo, adesso, è chiaro: averlo a disposizione per la sfida contro l’Inter del 5 aprile. I prossimi giorni saranno decisivi per capire se il recupero potrà completarsi senza intoppi, ma intanto la Roma ritrova almeno una speranza in più per il finale di stagione.

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Redazione GR.net

“ON AIR!” – Orsi: “Gasperini deve darsi una calmata”, Rossi: “Ranieri profondamente deluso dai suoi comportamenti”, Ferrazza: “Fa comodo nascondersi dietro a queste tensioni”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “Questa pausa di campionato si annuncia piena di veleni. Il silenzio di Gasp ha innescato una serie di meccanismi. Ormai siamo in grado di dire che a Trigoria non c’è una bella aria e che la triade che avevamo salutato come quella che poteva risolverci i problemi comincia a perdere pezzi. Interpellati personalmente, sia il tecnico che Ranieri non fanno mistero della propria posizione antitetica, di contrasto, e che non corre buon sangue tra i due. C’è una profonda delusione di Ranieri sui comportamenti di Gasp, che è venuto meno all’accordo inziale sul fatto che il primo anno era di costruzione. Sono bastate due moine di Gasperini da Grugliasco, che fino a poco fa ci trattava come una pezza da piedi, per diventare il testaccino della prima ora…questo banduerolismo della tifoseria non lo sopporto…”

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “L’unico modo di ricomporre la frattura è cercare di ottenere i risultati sul campo, penso che quello sarà dirimente alla fine della stagione. Credo che la volontà di Gasperini di restare è legata a una prospettiva che oggi può essere data solo dalla qualificazione in Champions, perché se la Roma non dovesse arrivare quarta e dovesse avere altre sessioni di mercato con queste difficoltà, o se addirittura si prolungasse di un altro anno l’accordo con la Uefa per il FPF, io credo che Gasperini potrebbe far saltare l’accordo con molta facilità. Perchè gli avevano assicurato che le sessioni di mercato con sofferenza erano queste due, se ora gli dicessero che serve un altro anno non la prenderebbe molto bene…”

Tiziano Moroni (Rete Sport): “Vendere El Aynaoui sarebbe un errore, ora lo svenderesti. A me sembra che si sia un po’ spento dopo la Coppa d’Africa, succede spesso, certi calciatori pagano tantissimo quell’impegno. Cederlo subito sarebbe un investimento fallito. Secondo me si intravede qualcosa in lui. Le Fee non era fisicamente utile alla Roma, El Aynaoui invece ha un gran motore, come diceva lo stesso Gasp. Poi certo, in questo momento sembra più pronto Pisilli di El Aynaoui…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “Si sta preparando l’addio al povero Gasp, che spero non si faccia fregare…Io crederei tutti i giorni un’intervista a Friedkin, e ogni giorno scriverei che non vuole parlare. Poi mi chiederei come mai da quando ci sono loro se la sono passata tutti bene, meno che l’allenatore. Ci sarà un motivo.. E invece ci tocca leggere che Vaz è come Yamal… Vaz è un ragazzo promettente, grezzo, sicuramente si farà, ma paragonarlo a Yamal è una presa in giro. Perchè al prossimo stop sbagliato ci verrà in mente Yamal, e così non gli si fa del bene… Il problema è solo del presidente della Roma: se non mette soldi e manager all’altezza, la squadra non arriverà mai agli obiettivi…”

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Mentre Gasperini continua a chiedere un incontro per pianificare il futuro, loro gli rispondono di aspettare, di vedere come finisce la stagione, di abbassare i toni…ma che sono i ragazzini a scuola? Io direi: “Litigate, ma cominciamo a costruire la Roma dell’anno prossimo per vincere lo scudetto”. E invece no. Perchè fa comodo nascondersi dietro le antipatie che ci sono inevitabilmente in un posto di lavoro: dividi et impera non l’ho inventato io o i Friedkin. Ci si nasconde dietro queste tensioni, si riprende tempo, e si rivà avanti navigando a vista. Si fa un passo avanti e trecento indietro…”

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Piero Torri (Radio Manà Sport): “E’ un dato di fatto che ci siano frizioni tra le parti, non solo tra Gasperini e Massara, e nessuno lo smentisce. Ci sarebbe bisogno di fare chiarezza, in un senso o nell’altro. L’importante è che tutti pensino prima alla Roma, e non sempre questo succede. Io non penso che un direttore generale risolverebbe i problemi: c’è una frattura piuttosto ampia, e vi dico, soprattutto tra Ranieri e Gasperini. Siamo ad aprile e c’è un bel nuvolone sopra il futuro della Roma: Gasperini sarà l’allenatore della Roma la prossima stagione?…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Se uno guarda il trascorso di Gasperini, si vede bene il suo percorso, a cominciare da Genova dove aveva uno scontro con Preziosi che durava tutto l’anno. Poi c’è stata la rottura definitiva e lui è andato a Bergamo. Alla fine lì ha fatto quello che nessuno poteva ipotizzare: è rimasto lì 10 anni, facendo un lavoro eccezionale e non escludo che possa succedere anche a Roma. Lì però avevano presidenti che erano in loco, e conoscevano molto bene la materia…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Io penso che Gasperini debba darsi una calmata. Gli hanno dato la possibilità di allenare una squadra importante, e un mercato che in parte è andato incontro alle sue richieste, e poi a inizio anno mi sembra che Ranieri aveva detto che il mercato sarebbe stato complicato. Gasp non può sempre lamentarsi: attenzione, perchè i Friedkin mandano via gli allenatori quando meno se lo aspettano… Gasp sta facendo bene in un ambiente non facile, ma deve avere un po’ di adattamento. Devono andare l’uno incontro all’altro: gli è stato preso un attaccante che soddisfaceva le sue esigenze, e se gli è stato detto che piano piano nei prossimi anni il mercato sarà sempre meglio, deve avere pazienza…”

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Redazione Giallorossi.net

Gasperini-Roma, è crisi vera: il tecnico pensa all’addio, tensioni con Massara e Ranieri

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Certi silenzi fanno rumore più di mille parole. E quello di Gian Piero Gasperini dopo la vittoria contro il Lecce ha squarciato un velo che a Trigoria, in realtà, stava diventando sempre più sottile. La tensione tra l’allenatore e la dirigenza esiste, è concreta, e rischia di condizionare non solo il finale di stagione ma anche il futuro del progetto tecnico giallorosso.

A far esplodere la situazione, scrive oggi Leggo, sono stati i confronti accesi della scorsa settimana e, soprattutto, le dichiarazioni di Frederic Massara nel pre-partita di domenica. Il direttore sportivo, interpellato sugli infortuni, aveva sottolineato che nonostante le assenze il tecnico disponeva comunque di alternative per far bene. Un messaggio che, tradotto, puntava il dito sull’operato dell’allenatore. Parole che avrebbero mandato su tutte le furie Gasperini, al punto che a fine partita sarebbe stato proprio lui a invitare Massara a presentarsi davanti ai microfoni al suo posto.

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Il rapporto tra i due è da tempo in bilico. Le divergenze sul mercato sono note e documentate, ma non si fermano lì. Sul tavolo dei dissapori sono emerse anche le questioni legate al recupero degli infortunati, ai rinnovi ancora in bilico e ai rapporti con una parte dello spogliatoio. Un quadro complessivo che ha spinto Gasperini ad aspettarsi maggiore copertura da parte di Claudio Ranieri — l’uomo che lo aveva scelto in estate per rilanciare un progetto che, a maggio, rischia di naufragare prima ancora di aver trovato la sua forma definitiva.

Ed è proprio in questo contesto che emerge la notizia più pesante: Gasperini starebbe maturando concretamente l’idea di lasciare la Roma al termine della stagione. Una situazione bollente, in parte raffreddata dalla sosta e dal gol di Vaz domenica — il diciottenne che ha guidato un attacco baby mai visto prima, in quello che in molti hanno letto come l’ennesimo segnale dell’allenatore alla dirigenza: arrangiatevi, questi sono quelli che ho.

Sullo sfondo, come sempre, c’è la piazza. Spaccata, come è naturale che sia in momenti simili, ma con un punto di convergenza che accomuna quasi tutti: dopo Mourinho e De Rossi, ora Gasperini. Una sequenza che impone una riflessione che va ben oltre l’allenatore di turno. Non può essere sempre colpa di chi siede in panchina. E su questo, obiettivamente, è difficile dargli torto.

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Fonte: Leggo

Robinio Vaz, il futuro è adesso: lotta, segna e rilancia la Roma

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Il talento è un bagliore improvviso, istintivo. E Robinio Vaz, a 19 anni appena, sta dimostrando di saper tenere quella luce accesa nel momento più delicato della stagione giallorossa.

Il gol contro il Lecce — il primo in Serie A, quello che ha rotto un mese di digiuno e riacceso le speranze Champions — non è arrivato per caso. Come racconta la Gazzetta dello Sport, il giovane attaccante francese aveva già mostrato il suo valore al Marsiglia: in soli 373 minuti in Ligue 1 aveva collezionato 4 gol e 2 assist, con medie ogni 90 minuti di assoluto rispetto. Numeri che avevano convinto il direttore sportivo Frederic Massara a investire 20 milioni per strapparlo alla concorrenza agguerrita del Bayer Leverkusen e di mezza Premier League.

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Un acquisto che, con il senno di poi, appare sempre più azzeccato. In 240 minuti con la maglia giallorossa, Vaz ha già lasciato il segno in due occasioni chiave: prima rimettendo in piedi la gara di ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna, poi decidendo la partita contro il Lecce con il colpo di testa che ha ridato ossigeno alla Roma in classifica. Due interventi da subentrante, con la sfrontatezza di chi non sente il peso della situazione e sa impattare le partite senza bisogno di riscaldamento.

Fisicamente, impressiona. Lo hanno capito anche difensori di livello come Lucumi e Tiago Gabriel, costretti a fare i conti con l’energia e la forza di un ragazzo che a 19 anni non ha paura di nessuno. In molti già lo paragonano, per caratteristiche e fiuto del gol, a Victor Osimhen — anche se lui, da buon francese, ha un idolo diverso: Zinedine Zidane.

In un mercato internazionale in cui i prezzi dei giovani talenti lievitano a velocità vertiginosa, Massara ha visto lungo. La Roma si è assicurata un classe 2007 di talento vero, un centravanti del futuro che però vuole già contare nel presente. Laddove Dovbyk e Ferguson hanno faticato, prima Malen e ora Vaz stanno tenendo viva la rincorsa verso la Champions. Il treno non aspetta nessuno. E lui, ultimo arrivato ma con le idee chiarissime sottoporta, non ha nessuna intenzione di perderlo.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

El Aynaoui, il tempo stringe: rendimento in calo e futuro in bilico

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Il rendimento di Neil El Aynaoui continua a far discutere. Il suo arrivo in estate non aveva entusiasmato. Lo scetticismo era diffuso, alimentato anche dal confronto con altri profili seguiti dalla Roma prima di virare su di lui — su tutti il colombiano Rios, poi finito al Benfica. Le reazioni sui social erano state eccessive, come spesso accade, ma il dibattito aveva una sua ragion d’essere. Oggi, però, la questione non è più una questione di pregiudizi iniziali: è ciò che si è visto in campo a imporre una riflessione.

Il problema è che El Aynaoui, tra i giovani della rosa, è l’unico a non aver mostrato una crescita evidente nel corso della stagione. Un dato che pesa doppio se confrontato con l’evoluzione di Pisilli, che ha saputo approfittare delle sue difficoltà per scalare posizioni nelle gerarchie di Gasperini. Nelle ultime settimane mancano incisività, personalità e continuità: qualità fondamentali per il ruolo che ricopre.

Eppure la stagione del marocchino non era iniziata male. Nella prima fase aveva trovato spazio con continuità, disputando 12 delle prime 14 gare disponibili e raccogliendo un assist. In Europa League Gasperini lo aveva schierato titolare nelle prime sei partite, e contro il Midtjylland era anche andato a segno. Con il Marocco, in Coppa d’Africa, era stato impiegato da playmaker con continuità, senza mai essere sostituito nemmeno nelle partite decisive.

Il ritorno a Roma ha cambiato tutto. Da quel momento il giocatore sembra irriconoscibile, incapace di ritrovare il livello espresso nei mesi precedenti. Gasperini ha continuato a dargli fiducia, inserendolo in diverse occasioni tra campionato ed Europa, ma i segnali di ripresa non sono arrivati. La stagione appare nettamente divisa in due: prima e dopo la Coppa d’Africa.

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Sul piano umano, nulla da eccepire. El Aynaoui si è sempre comportato in maniera impeccabile, presentandosi regolarmente agli allenamenti anche nei giorni successivi alla violenta rapina subita nella sua abitazione all’Infernetto, insieme ai familiari. Un atteggiamento che gli viene riconosciuto da tutti a Trigoria.

Ma il calcio, alla fine, parla attraverso i numeri e le prestazioni. Pagato 23 milioni di euro, El Aynaoui potrebbe finire sul mercato a fine stagione: l’interesse dall’estero non manca, e la Roma potrebbe seriamente valutare le offerte. Il finale di campionato sarà il suo ultimo banco di prova per ribaltare un giudizio che, al momento, pende dalla parte sbagliata.

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Fonte: Corriere della Sera

Gasp contro la società: i nodi da sciogliere. Il diktat dei Friedkin: “Abbassare i toni”

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I Friedkin hanno parlato chiaro: abbassare i toni, compattarsi e pensare solo al campo. L’ordine arrivato dall’alto è inequivocabile, e quando la Roma tornerà ad allenarsi Gian Piero Gasperini si troverà a dover ricucire — almeno formalmente — il rapporto con Claudio Ranieri e Frederic Massara. Ma, scrive oggi La Gazzetta dello Sport, al di là della tregua imposta dalla proprietà, i nervi restano tesi e le ragioni di ciascuno rimangono sul tavolo, tutte quante.

Da un lato c’è Gasperini, convinto di aver fatto un buon lavoro in una situazione oggettivamente complicata. Una rosa ridotta ai minimi termini, giocatori non sempre funzionali alla sua idea di calcio, una gestione degli infortuni — da Dybala a Dovbyk, da Ferguson a Soulé, fino alla tegola Koné — che non lo ha affatto convinto, eufemismo. E poi le scelte di mercato, sia estive che invernali, che non lo hanno reso felice. Un elenco di malumori che si è accumulato nel tempo e che la crisi di marzo ha portato definitivamente in superficie.

Dall’altro lato c’è una società che si ritiene convinta di aver fatto tutto il possibile per mettere il tecnico nelle migliori condizioni di lavoro, compatibilmente con una situazione finanziaria che impone dei limiti. La rosa, nell’ottica della dirigenza, è considerata valida e all’altezza per competere fino in fondo con Como e Juventus nella corsa alla Champions.

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E come prova di ciò, la società cita i casi di Ghilardi, Pisilli e Vaz: giocatori rimasti a lungo ai margini, su cui lo stesso Gasperini nutriva inizialmente qualche dubbio, e che si sono invece rivelati risorse preziose. L’ultimo esempio in ordine di tempo è proprio Vaz, il cui acquisto da 20 milioni — considerato da molti eccessivo all’epoca — viene oggi rivendicato con convinzione: la Roma è persuasa di aver speso bene quei soldi e che tra due o tre anni il ragazzo possa valere il doppio, se non di più.

Il punto è che Gasperini, probabilmente, sperava in qualcosa di più immediato. Un attaccante pronto, non un talento da far crescere. E a fine stagione, con ogni probabilità, lo farà notare ancora una volta. Sarà quel momento a definire tutto. Perché una volta chiuso il campionato, con la qualificazione Champions conquistata o sfumata, ognuno farà le proprie valutazioni — forse definitive. E si deciderà se questo progetto, nato con tante aspettative la scorsa estate, avrà ancora un senso andare avanti insieme. O se, invece, sarà arrivato il momento di prendere strade diverse.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo lunedì 23 marzo 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 21:10 – Sancho lascerà l’Aston Villa e lo United

Jadon Sancho chiuderà la sua esperienza in prestito all’Aston Villa il 30 giugno, dopo una stagione deludente con appena un gol e tre assist in 31 presenze. L’attaccante inglese, che in estate era stato vicino alla Roma, sarà anche libero dal Manchester United. Il Borussia Dortmund, suo ex club, è in pole per il ritorno in Germania, ma il classe 2000 valuta anche altre offerte.

Ore 17:25 – Giovanili Roma, vittorie per l’U18 e l’U16

Weekend ricco per il vivaio giallorosso: l’Under 16 vince il derby con la Lazio (0-1, gol Basile) e resta in vetta, mentre l’Under 18 supera 4-2 il Genoa trascinata dalla doppietta di Falcetta, e dalle reti di Paratici e Guaglianone. Pari invece per l’Under 15 nel derby (1-1), che mantiene comunque il +7 sulla Lazio, mentre l’Under 14 batte 4-1 il Benevento in amichevole e prepara i tornei internazionali. Stop per l’Under 17, che tornerà in campo dopo la sosta.

Ore 14:40 – Dall’Inghilterra: anche la Roma su Romero

Sembra ai titoli di coda l’avventura di Cristian Romero al Tottenham. Come scrivono dall’Inghilterra, sul difensore argentino, 27 anni, si sarebbero già mossi diversi club, tra cui la Roma, che avrebbe già chiesto informazioni. Sulle tracce del centrale ci sono anche Atletico Madrid e Real Madrid, oltre ad alcuni club turchi e dell’Arabia Saudita. La valutazione fissata dal Tottenham si aggira intorno ai 60 milioni di euro. (givemesport.com)

Ore 13:15 – Mercato Roma, Massara insiste per Nijstad

La Roma resta forte su Ruud Nijstad, difensore centrale classe 2008 del Twente, tra i profili più seguiti in Europa. Frederic Massara monitora da vicino il talento olandese, autore di 15 presenze stagionali con un assist. La concorrenza è alta (Bayern, Barcellona, Dortmund e Inter), mentre il valore è già schizzato fino a circa 8 milioni: in Olanda assicurano che continua a crescere partita dopo partita. (RTV Oost)

Ore 12:30 – Samuel compie gli anni, gli auguri della Roma

Giornata speciale per Walter Samuel, che compie oggi 48 anni. E la Roma, sui social, ha voluto fare gli auguri a The Wall. “Buon compleanno a Walter Samuel, che oggi compie 48 anni! Campione d’Italia 2000-01 Supercoppa italiana 2001 173 presenze e 11 gol”.

Ore 9:30 – Capello: “La Roma paga le assenze di Soulè e Dybala”

Fabio Capello analizza la corsa Europa: “Il Como è nel pieno dell’entusiasmo, Fabregas bravo ma a volte cervellotico. Il +3 sulla Juve è praticamente +4 per gli scontri diretti, non sarà facile riprenderlo”. Sulla Roma: “Non è brillante, si vedevano le scorie dell’Europa League. Paga le assenze di Soulé e Dybala, ma ha portato a casa tre punti fondamentali restando agganciata al treno Champions“. Anche l’Atalanta insegue: “Mancano tante partite, tutte hanno il dovere di crederci”. (Gazzetta dello Sport)

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Ore 8:15 – Roma-Lecce 1-0: i voti dei quotidiani

La Roma piega il Lecce 1-0 e resta agganciata alla Juve a 54 punti (-3 dal Como quarto). Brilla Hermoso (7,08): assist per Vaz e salvataggio sulla linea su Pierotti, MVP Robinio Vaz (7,17) che segna il suo primo gol in Serie A e decide la partita da subentrato. Bene N’Dicka (6,42) e Pellegrini (6,25). Male El Aynaoui (5,33), peggiore, e Tsimikas (5,50). Gasperini promosso: 6,58 di media.

IN AGGIORNAMENTO…

Calciomercato Roma: Celik, rinnovo ancora fermo. Gasp spinge per la permanenza, ma Massara…

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Il futuro di Zeki Celik a Roma è tutt’altro che definito. Il terzino turco è uno dei giocatori con il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno e, secondo quanto rivelato da Tuttomercatoweb.com, la trattativa per il rinnovo si trova in un momento di stallo che potrebbe avere conseguenze importanti.

Il classe ’97 avrebbe chiesto 4 milioni di euro a stagione per prolungare il proprio legame con il club giallorosso. Una cifra che la Roma non è disposta a raggiungere: l’ultima offerta sul tavolo, rifiutata dal giocatore e dal suo entourage, si è fermata a 2,4 milioni. Una distanza significativa, che al momento non accenna a ridursi.

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A complicare il quadro c’è la posizione di Gasperini, che vorrebbe trattenere Celik e starebbe facendo pressioni sul club affinché compia uno sforzo per avvicinarsi alle richieste del ventinovenne. Il direttore sportivo Frederic Massara, tuttavia, non si è ancora mosso dall’ultima proposta presentata.

Sullo sfondo, con pazienza e attenzione, si muove la Juventus. I bianconeri seguono la situazione da tempo e, in caso di mancato accordo tra il turco e la Roma, sarebbero pronti a fare sul serio. In caso di mancato accordo con la Roma, i bianconeri potrebbero affondare il colpo per assicurarselo a parametro zero.

Il tempo stringe e la distanza tra le parti resta ampia. Nelle prossime settimane si capirà se c’è ancora margine per trovare un’intesa, oppure se la storia di Celik con la Roma è destinata a chiudersi in estate.

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Fonte: Tuttomercatoweb.com

“ON AIR!” – CORSI: “Gasp senza voce? Le sue urla nello spogliatoio dicono altro”, ROSSI: “Roma società acefala, serve un Marotta”, PRUZZO: “Con El Aynaoui in campo si è giocato in dieci…”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “La Roma è una società acefala, manca un facente funzione. Francamente mi pare evidente che se l’esperimento era dare peso a Ranieri è abbastanza fallito. La Roma ha bisogno di un Marotta, di uno che quando qualcuno alza la testa, interviene. Da che mondo è mondo, è così. O sei Sensi, o De Laurentiis, o te ne occupi te in prima persona, e allora un conto. Il silenzio di Gasperini? A metà stagione, anche legittimamente,  ha capito che era possibile arrivare in Champions fin da questa prima stagione e ha chiesto un certo tipo di rinforzi, ma la risposta della società è stata Vaz. Dopo le esperienze di Lukaku, Mourinho e Dybala, ora si vuole fare una cosa diversa. Visto che in settimana c’è stato un confronto, e Gasperini sceglie di non parlare, allora significa che non è soddisfatto. Se devo scegliere uno tra Ranieri, Gasperini e Massara, io l’anno prossimo scelgo Gasperini: un altro ds o un altro manager lo trovi, uno come Gasp è difficile trovarlo. Ma devi assecondarlo, e anche gestirlo. Ti manca il Percassi…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Avevo timore di questa partita, ripartire dopo Roma-Bologna non era facile, avevo paura del contraccolpo fisico e mentale. E invece non ho visto una Roma stanca, fisicamente stava bene, ho visto una squadra determinata. Vaz è molto bravo a trovare la posizione, a mettersi davanti al difensore avversario, è entrato benissimo in campo. E aver visto tutti questi ragazzi mi ha fatto pensare che c’è futuro. L’emozione di aver rivisto Angelino in campo è andata oltre, penso che il ragazzo abbia vissuto mesi non facili. Ma la nota più positiva è Hermoso, è un trascinatore, in campo è avvelenato…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Mi auguro che ci sia qualcuno dentro la Roma che possa creare una sintesi. Giustificare i risultati di quest’anno vuol dire essere mediocri: la Roma è uscita in coppa Italia contro il Torino che stava per retrocedere e dall’Europa League contro il Bologna ottavo in classifica. E’ giustificabile? Anche l’allenatore ha le sue responsabilità. Però si era parlato di anno zero, e allora facciamo che il prossimo sia l’anno uno, con il ds che cerca di commettere meno errori, con l’allenatore che faccia scelte più illuminate, con uno staff medico diverso…e proviamo a costruire una squadra più competitiva. E invece mi sembra che si intervenga sempre quando ormai c’è un livello di non sopportazione altissimo. E allora poi come li rimetti seduti a fine stagione?…”

Tiziano Moroni (Rete Sport): “Chi è polemico è ancora una volta l’allenatore. Se devo individuare qualcuno che sta sollevando delle voci è Gasperini con il suo silenzio. A me questo andazzo dà fastidio: chiudetevi in una stanza, fate a botte, e poi cercate di vincere le prossime sette partite. Questo momento in cui si riparla di frizioni interne, è alimentato dai protagonisti con Gasperini che non va a parlare…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “La spaccatura è enorme. Gasperini non parla, ma i muri dello spogliatoio raccontano altro, che la voce c’era e bella grossa. Lui era assolutamente avvelenato, e lo ha detto a tutti. Ha cominciato a urlare. L’antefatto sono le parole di Massara quando ha parlato di rosa lunga che può sopperire alle assenze. Gasp ha sbroccato e ha fatto giocare tutti, ha rimesso perfino Angelino… La squadra ce l’ha messa tutta anche ieri come col Bologna, il problema è che sono scarsi… Ieri vedendo la partita ho pensato: strappate la fascia di capitano a Cristante, e ridategliela a Pellegrini. Questa è la Roma di Pellegrini, fa partitelle dignitose contro queste squadre, aridategli la fascia immediatamente. E’ il degno capitano. E nessuno parla di Friedkin: lui è colpevole numero uno. Ma nessuno lo scrive…Vaz? Bravo ad andarci, ma ringrazio Falcone, romanista vero, a fare quella cosa…”

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Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Ci sono punti di vista molto differenti, che non si sono risolti nell’incontro con proprietà e dirigenza. In questo momento nessuno sta allontanando nessuno, ma Gasperini fa capire che si aspettava una pianificazione differente e soprattutto delle delucidazioni sul futuro. Evidentemente questa rosa non soddisfa il tecnico, e vuole capire cosa vorrà fare la Roma. Questa sosta deve essere risolutiva per chiarire e delineare i piani futuri, perchè quello che è successo ieri è seccante da dover commentare. Non è casuale che Gasp abbia taciuto, io credo che lui sia indispettito e che le parole di Massara non gli siano piaciute…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “Il silenzio di Gasperini è molto rumoroso. Io mi pongo il quesito, e mi metto nei panni della società, ma anche di Ranieri, che è sempre stato molto realista: la delusione di Gasperini da cosa può derivare? Cosa gli è stato promesso e poi non mantenuto? L’auspicio è che la società faccia di tutto, al netto dei dissapori, per ricucire questo strappo e mantenerlo sulla panchina. Il suo addio sarebbe un danno di immagine enorme, sconfessare un progetto tecnico dopo un anno sarebbe una figuraccia imbarazzante…”

Piero Torri (Tele Radio Stereo): “Il silenzio di Gasperini? E’ inevitabile pensare che ci sia stato qualcosa, l’allenatore non è sereno, non è tranquillo, non è d’accordo e quindi ha preferito stare zitto. Io credo che Gasperini abbia chiesto altri Malen, e non gli sia stato risposto nulla. Io la vedo così. E allora preferisce non dire nulla. Io penso che il prossimo mercato sarà piuttosto scoppiettante, con tante operazioni sia in uscita che in entrata…Vaz? Mi piace molto il modo in cui è entrato nella Roma, vi invito a guardare la sua esultanza dopo il gol del 3 a 3 di Pellegrini contro il Bologna…”

Ubaldo Righetti (Radio Romanista): “Siamo condizionati dall’aria che si respira, dai pensieri negativi. Respiro grande pessimismo. Ma io non la penso così, mi impegno per trovare sempre una soluzione e qualcosa di positivo che mi faccia pensare che le cose si possono indirizzare in maniera diversa. Quelli di ieri sono tre punti importanti in classifica, che fanno passare la sosta in maniera diversa. Anche se non tranquilla…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “E’ evidente che c’è un disagio che va tenuto sotto traccia. La possibilità di arrivare quarti c’è ancora. Primo tempo da fischi, secondo da applausi per l’incoscienza di questi giovani che hanno cambiato la partita. Il Lecce però davanti ha poco e niente, e questo lo condiziona nella lotta salvezza… El Aynaoui? Gasperini gli ha dato fiducia e si è affidato a lui, ma ieri hai giocato in dieci…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Questo è un momento di carestia, di punti e di gioco. L’1 a 0 è oro colato. Non c’entra giocare bene, l’importante ora è vincere. C’è la fatica, c’è il nervosismo, ci sono gli infortuni…A me sembra che Gasperini si sia lamentato tutto l’anno, non ricordo periodi in cui è stato felice. E’ uno di quegli allenatori lamentosi a cui non va bene mai niente, se avesse avuto mille giocatori ne avrebbe voluti mille e cinque…ma fa parte del personaggio. Ora vediamo tra Inter e Roma chi sta meno peggio, sono entrambe squadre malaticce…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “Gasperini per una parte di campionato non si era lamentato, anzi, si presentava in conferenza stampa sminuendo certe sconfitte. Non era mai stato così negativo. Probabilmente si fidava delle promesse avute in quel pomeriggio con i Friedkin, evidentemente aveva avuto delle assicurazioni. E non tutte si sono verificate. Massara poi con quelle dichiarazioni ha gettato benzina sul fuoco, e lì si spiegano i tre under messi dentro da Gasperini, che quando c’è da rispondere in modo brutalmente ironico non si tira mai indietro. La Roma non è la favorita nella corsa a tre per la Champions, ma probabilmente non lo sarebbe nemmeno con tutti a disposizione. Ma la storia di Dybala è di una gravità inaudita, come si fa a non accorgersi di un menisco rotto…”

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Redazione Giallorossi.net

Gasp-Roma, nuove tensioni: il tecnico non parla, ma che urla negli spogliatoi

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La voce ufficiale parla di abbassamento di voce, di un’indisposizione che ha impedito a Gian Piero Gasperini di presentarsi davanti ai microfoni dopo l’1-0 sul Lecce. Ma quello che raccontano i corridoi dell’Olimpico è qualcosa di diverso. Nello spogliatoio, riferisce la Gazzetta dello Sport, i decibel si sarebbero invece alzati eccome. Un silenzio assordante fuori, rumore dentro: la fotografia di un momento di tensione che va oltre il risultato di una singola partita.

Gasperini ha lasciato l’Olimpico quasi subito, nervoso, senza fermarsi. Una scelta che, alla luce di quanto scrive Il Messaggero, trova una spiegazione più articolata di un semplice abbassamento di voce. Già venerdì, a Trigoria, si era tenuta una riunione in cui la proprietà avrebbe richiamato il tecnico a comportamenti più sobri sul piano della comunicazione. Un invito esplicito a tenere un profilo più basso, soprattutto nei momenti di difficoltà. E ieri, forse, Gasperini ha scelto di prendere alla lettera quella richiesta — a modo suo.

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A complicare ulteriormente il quadro, le parole pronunciate da Massara nel pre-partita a Dazn. Il direttore sportivo, interpellato sulle numerose assenze, aveva risposto con pragmatismo: gli infortuni capitano a tutti in questa fase della stagione, la Roma ha le risorse per uscirne. Un messaggio che, tradotto, suonava come un invito a non cercare alibi. Messaggio che, secondo quanto filtra, non sarebbe stato gradito dall’allenatore.

Non è la prima volta che emergono frizioni sul mercato. La storia di questa prima stagione di Gasperini alla Roma è costellata di sfoghi legati alle campagne acquisti: dai casi emblematici di Sancho e Fabio Silva a quelli più recenti di Raspadori e Zirkzee, il tecnico ha più volte manifestato insofferenza per i mancati colpi che riteneva fondamentali. L’arrivo di Malen aveva temporaneamente riportato il sereno, coincidendo con un periodo positivo della squadra e con lo slancio verso la Champions. Ma il mese di marzo — con la frenata in campionato e l’eliminazione agli ottavi di Europa League — ha fatto risalire la temperatura a Trigoria.

Adesso la situazione va risolta. Perché arrivare in fondo a questa stagione è ancora possibile, e la qualificazione Champions resta un obiettivo concreto dopo i tre punti conquistati contro il Lecce e l’aggancio alla Juventus al quinto posto — con il Como a soli tre punti. Ma immaginare di replicare questo clima anche nella prossima stagione, come scrive il Messaggero, è un’altra storia. Le frizioni tra Gasperini e il tandem Ranieri-Massara esistono, sono state messe temporaneamente da parte nella riunione di venerdì, ma non sono state risolte. Il rettilineo finale dirà molto sul futuro di questo progetto. Sul campo e fuori.

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Fonti: Gazzetta dello Sport / Il Messaggero

BENVENUTA PRIMAVERA

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C’è un momento, nel calcio, in cui i conti tornano. In cui la fatica accumulata, le delusioni incassate e la pressione di un ambiente in ebollizione cedono il passo a qualcosa di più leggero, di più vivo. Ieri sera all’Olimpico quel momento è arrivato, e lo ha portato la primavera. In tutti i sensi.

Marzo era stato un mese maledetto. Un calvario senza apparente fine che aveva trascinato la Roma dall’entusiasmo alla crisi nel giro di poche settimane. Il pareggio con la Juventus aveva aperto una crepa, poi erano arrivate le sconfitte con il Genoa e con il Como a scavarla più a fondo. E nel mezzo, la ferita più bruciante: l’eliminazione dall’Europa League, consumata tra i pareggi di Bologna e la sconfitta casalinga contro gli emiliani, che aveva chiuso definitivamente una porta importante, quella che Gasperini considerava fondamentale anche in chiave Champions League. Un mese stregato, in cui sembrava che qualsiasi cosa la Roma toccasse si trasformasse in delusione.

Poi è arrivato il Lecce di Di Francesco, e con lui il primo sorriso vero da settimane.
Una vittoria sofferta, è giusto dirlo. Sarebbe stato ingenuo aspettarsi altro, considerando il peso specifico di un momento così complicato — mentalmente e fisicamente — aggravato dai 120 minuti giocati soltanto giovedì scorso contro il Bologna nella gara di ritorno di Europa League. La squadra si trascinava con le gambe pesanti e la testa ancora piena di scorie. Eppure ha tenuto, ha lottato, e nella ripresa ha trovato la via del gol. E soprattutto ha ritrovato quella solidità difensiva che l’aveva contraddistinta prima della crisi di marzo.

A firmare il colpo decisivo è stato Robinio Vaz, giovane attaccante francese di 19 anni, con un colpo di testa su cross di Hermoso che ha regalato i tre punti ai giallorossi. Un gol che vale doppio per chi lo ha segnato: arrivato a Roma tra più di qualche perplessità — 25 milioni versati al Marsiglia per un ragazzo che nelle prime apparizioni non aveva convinto — Vaz aveva già mostrato segnali incoraggianti nella gara di ritorno di Europa League contro il Bologna, nonostante la sconfitta. Ieri ha confermato tutto, con la personalità di chi non si spaventa e la qualità di chi sta finalmente trovando la propria dimensione.

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Ma il vero protagonista della serata non è stato solo lui. Gasperini, nel finale, ha avuto il coraggio — o forse la necessità, ma poco importa — di affidarsi ai suoi ragazzi. In campo insieme a Vaz sono entrati Arena, 17 anni appena, e Venturino, 19. E poi c’è Pisilli, che non è una sorpresa ma una certezza sempre più solida: con forza e brillantezza si sta prendendo una maglia da titolare che nessuno potrà togliergli tanto facilmente. È una primavera giallorossa in senso pieno: i giovani che danno linfa, gambe ed energia a una squadra che ne aveva un disperato bisogno.

Non è un caso, del resto, che le squadre di Gasperini siano storicamente abituate a volare nella parte finale della stagione. La primavera, per il suo calcio, è il momento in cui tutto si incastra meglio, in cui le idee diventano automatismi e i meccanismi girano a pieno regime.

La sosta arriva nel momento giusto: la Roma la affronterà con otto partite davanti, senza più il doppio impegno infrasettimanale delle coppe, e con la classifica che torna a dare speranze. Il successo sul Lecce vale l’aggancio alla Juventus al quinto posto e tiene il Como — ora grande favorito nella corsa Champions — a soli tre punti. Matias Soulé e gli altri assenti ricaricheranno le batterie. Il rush finale si avvicina. E quella Champions, che sembrava essersi allontanata nei giorni peggiori di marzo, è ancora lì. Benvenuta primavera. Era ora.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini