Gasperini: “La proprietà comincia a muoversi, servirà chiarezza. In società c’è stata una delusione inaspettata…” – VIDEO!

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Alla vigilia di una sfida che può indirizzare la corsa europea, Gian Piero Gasperini prende la parola in conferenza stampa per presentare Roma-Fiorentina.

I giallorossi arrivano all’appuntamento con la possibilità di guadagnare terreno in classifica dopo il pareggio del Como, in un momento in cui il campo si intreccia inevitabilmente con le scelte per il futuro tra assetto dirigenziale e strategie di mercato. Queste le parole del tecnico.

Konè e Dybala come stanno come condizione? La presenza di Corbin Friedkin quanto può essere utile per lei?
“Konè è recuperato, Dybala c’era già anche la scorsa settimana e questa è andata anche meglio, sono entrambi disponibili. La presenza di Corbin è sicuramente un segnale, magari la proprietà comincia a muoversi non solo per il finale di campionato ma anche in prospettiva futura”.

C’è un mercato da fare, per lei questa è una stagione di transizione per capire Trigoria e la Roma e si comincia a imbastire il progetto o le fondamenta ci sono già?
“Ci sono due binari: c’è una partita molto importante contro la Fiorentina che ha una striscia positiva e una squadra di sicuro valore, al di là delle difficoltà. Siamo concentrati sulla gara, siamo ancora dentro, anche se dobbiamo vedere anche i risultati delle altre. Il comportamento della squadra è eccezionale, andiamo avanti in queste quattro partite, tutte belle. Giustamente si comincia a parlare del futuro, ma non è questo il momento. Dopo cercherò di essere il più chiaro possibile, anche la gente ha bisogno di capire quello che si cercherà di fare”.

Si parla di ritardo nella programmazione, è d’accordo?
“E’ chiaro che c’è stato un po’ di sviluppo in queste settimane, la società ha patito una grossa delusione che non si aspettava e ha dovuto magari prendere un’altra strada da quello che immaginava. La Roma e la proprietà dovrà avere il tempo e la chiarezza per affrontare le cose, ma ha la possibilità e la capacità di farlo nel modo migliore possibile”.

Se ci fosse la possibilità di limare il feeling tecnico con Massara, lei sarebbe disposto?
“Io penso alla Fiorentina. Ho detto che ci sono due binari, il resto se ne parlerà al momento giusto, e sarà soprattutto la società a parlarne. Un binario è scoperto, l’altro ci vuole del tempo, anche se servirà chiarezza per esporre tutto quello che si vorrà fare”.

Lo scudetto della Roma Femminile?
“Bello, fantastico. Cerchiamo di diventare competitivi come loro, anche se lo scudetto è un po’ in là…”

C’è un dialogo con la proprietà o aspetta un colloquio?
“Dovrebbe essere così. Ora continui a gettare l’attenzione sul campionato. Ora siamo vicini a parlare del futuro, ma dovrà essere il più chiaro e trasparente possibile”.

Quanto rischia di essere lontana per noi la Champions? PSG-Bayern è stata troppo allegra o si è divertito?
“A me è piaciuta un mondo. Ci sono errori, ma anche gesti tecnici meravigliosi, dipende da cosa si vuole parlare. La partita è stata molto piacevole. Sulle italiane, non viviamo un grande momento sulle coppe, ma questo deve essere un segnale per reagire e non per abbattersi. Ma se con la nazionale e con i club siamo così distanti, qualcosa si sta sbagliando. Probabilmente dobbiamo pensare di fare le cose diversamente. E una è come si costruiscono le squadre”.

I giocatori in scadenza: come stanno e quanto punta su loro?
“Abbiamo tanti giocatori in scadenza e in prestito, non era facile arrivare alla fine del campionato ancora competitivi e in gara. Era una situazione molto rischiosa, devo dare atto ai giocatori del loro attaccamento straordinario, e devo solo ringraziare questi ragazzi che hanno dimostrato di essere dalla parte della Roma, non mia. Questo è un valore, è un valore morale che è molto importante in una squadra di calcio. Questi valori sono alla base di quando costruisci una squadra. Se poi metti dentro giocatori molto forti per alzare il livello, hai fatto bingo”.

La squadra segna poco nell’ultimo quarto d’ora: manca uno alla Muriel che entra e spacca le partite nel finale?
“E’ vero, spesso nel finale non siamo riusciti a ottenere punti rispetto a quello con cui competiamo per i piazzamenti. Dobbiamo cercare di migliorare sotto questo aspetto”.

Wesley lo considera un esterno sinistro anche in vista della prossima stagione o sta pensando di riportarlo a destra?
“Ha avuto un’evoluzione importante, sa giocare sia a destra che a sinistra. Quando hai dei giocatori forti, poi la posizione la troviamo. Angelino è stata una perdita, ma lui è un giocatore di valore e questa è la cosa più importante”.

E’ soddisfatto del progresso della squadra? Chi ha più margine?
“Tutti, non solo i più giovani. In generale tutti possono acquisire sempre qualcosa, a qualunque età. Hanno giocato tutti, nessuno è stato trascurato, tutti hanno dato il proprio contributo. Il comportamento negli allenamenti e durante le partite è stato esemplare, non c’è stato un caso. Il risultato che ci giochiamo è da attribuire a questi ragazzi”.

 

Redazione Giallorossi.net

Dybala, la priorità è restare: Gasp lo vuole ancora alla Roma

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Paulo Dybala aspetta. E la risposta che continua a dare, nonostante le voci argentine che periodicamente tornano a circolare, è sempre la stessa: la Roma viene prima. Sul fronte Boca Juniors, al momento, non c’è nulla di concreto — niente trattativa, niente accelerazione, niente assalto reale. Solo suggestioni.

Il vero snodo sarà il faccia a faccia tra Gasperini e i Friedkin. Da quel confronto usciranno strategie, gerarchie e decisioni di mercato. Ma una cosa sembra già delineata: il tecnico vuole tenere la Joya. La considera una risorsa fondamentale, l’uomo capace di illuminare una squadra che dovrà reinventarsi e trovare nuova linfa in attacco.

Nel frattempo, Dybala lavora. Dopo il lungo infortunio sta ritrovando ritmo e condizione, e il rientro in campo sembra ormai imminente. Gasperini studia le mosse: lanciarlo dal primo minuto contro la Fiorentina o gestirlo come arma da giocarsi nella ripresa? Oggi prevale la seconda ipotesi — una Joya pronta a cambiare l’inerzia della partita a gara in corso, per poi riprendersi una maglia da titolare contro il Parma.

Sul futuro, però, c’è ancora nebbia. La Roma deve chiudere alcuni nodi dirigenziali — a partire dal nuovo direttore sportivo — e trasformare in fatti le indicazioni dell’allenatore. Paulo intanto aspetta, senza fretta e senza drammi, ma con una volontà precisa: restare almeno un altro anno.

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Fonte: Corriere dello Sport

Konè e Dybala per l’Europa: c’è la Fiorentina, la Roma non vuole mollare

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Ci sono partite che valgono quello che dicono e partite che valgono molto di più. Roma-Fiorentina, in programma domani sera all’Olimpico davanti a circa 60mila spettatori, appartiene alla seconda categoria. È una sfida che misura il presente — tre punti nella corsa alla Champions — ma che proietta già sul futuro, perché la posizione in classifica ha riflessi diretti sul monte plusvalenze che la Roma dovrà certificare entro il 30 giugno nel quadro del Settlement Agreement con la UEFA.

Il Como ha pareggiato, e questo ha aperto uno spiraglio: vincere domani significherebbe scavalcare la squadra di Fabregas al quinto posto, una posizione che potrebbe rivelarsi preziosa per la qualificazione all’Europa League nella prossima stagione, soprattutto se la Lazio dovesse vincere la Coppa Italia. Sullo sfondo, la Juventus è impegnata oggi contro un Verona già retrocesso: i tre punti di distacco dalla zona Champions restano, ma il calendario dirà se questa settimana sarà quella del sorpasso o del rimpianto.

Gasperini parlerà questa mattina in conferenza stampa alle 13.30, ma le scelte di massima sembrano già delineate. La notizia più attesa è il rientro di Manu Koné, fermo dal 19 marzo per l’infortunio rimediato contro il Bologna: il francese si candida per una maglia da titolare al fianco di Cristante, anche se i 90 minuti potrebbero ancora essere un rischio.

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Sulla trequarti, con El Aynaoui squalificato, Pisilli potrebbe agire in posizione più avanzata accanto a Soulé. Il reparto offensivo si affida invece a Malen, al momento il riferimento più continuo in zona gol, a caccia della dodicesima rete in campionato. Discorso a parte per Paulo Dybala: la Joya non è ancora al meglio dopo il lungo stop e il suo utilizzo dal primo minuto è incerto: se partirà titolare, giocherà al fianco di Soulè, altrimenti si accomoderà in panchina, pronto a entrare nella ripresa quando la partita potrebbe avere bisogno di un guizzo diverso.

Dall’altra parte ci sarà una Fiorentina che ha vissuto un gennaio da dimenticare e che Paolo Vanoli ha rimesso in piedi con una remontada silenziosa e concreta: arrivato il 7 novembre quando i viola erano ultimi in classifica, il tecnico li ha portati in salvo. Un risultato straordinario, che però difficilmente gli varrà la conferma. Il suo destino alla Fiorentina sembra già scritto, comunque vada questa sera.

Gasperini, al contrario, è qui per restare. E se domani all’Olimpico dovesse arrivare anche Ryan Friedkin — come sembra probabile — la partita avrà il sapore di una presentazione ufficiale: il nuovo corso giallorosso che si mostra al mondo, tre punti alla volta.

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Fonti: Il Messaggero / Gazzetta dello Sport / Il Tempo / Corsera

Friedkin-Gasp: il summit che ridisegna la Roma

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L’aereo è ripartito per Londra, ma Ryan Friedkin è ancora qui. O almeno così si suppone. Da quando il vicepresidente giallorosso è sbarcato a Ciampino venerdì sera, la sua presenza nella Capitale è rimasta avvolta in una strana nebulosità: nessuno lo ha visto a Trigoria, mentre il fratello Corbin è stato avvistato nei corridoi del centro sportivo. Apparizioni e sparizioni che non fanno che alimentare la curiosità intorno a un incontro che tutti, a partire da Gian Piero Gasperini, considerano urgente e improcrastinabile.

Perché la Roma, al di là della corsa Champions che ancora anima le ultime giornate di campionato, ha un cantiere aperto di proporzioni notevoli. E il tempo stringe. Gasperini vuole risposte. Il tecnico bergamasco ha preso la panchina giallorossa con l’autorevolezza di chi non si accontenta di gestire l’ordinaria amministrazione. In poche settimane ha già ridisegnato gli equilibri interni, ottenuto la sfiducia pubblica nei confronti del ds Massara e convinto la proprietà che la Roma del futuro debba costruirsi attorno alla sua visione. Ma una visione, per diventare progetto, ha bisogno di strutture. E Gasperini le strutture non le ha ancora.

La prima, urgentissima, è quella del direttore sportivo. Massara è in uscita — una situazione a dir poco anomala, sfiduciato ma ancora al suo posto — e il tecnico preme per accelerare la nomina del suo successore. I nomi in cima alla lista restano due: Tony D’Amico, con cui Gasperini ha lavorato all’Atalanta tra contrasti accesi e risultati straordinari, e Giovanni Manna, apprezzato per il lavoro svolto al Napoli a fianco di Antonio Conte. Profili di altissimo livello, ma entrambi blindati dai rispettivi club: D’Amico ha ancora un anno di contratto con l’Atalanta, Manna addirittura tre con il Napoli. Liberarli non sarà semplice né economico.  In calo, nel frattempo, le quotazioni di Paratici, ormai centrale nel progetto Fiorentina, e di Giuntoli, che pure — essendo senza contratto — potrebbe rappresentare una soluzione rapida e di curriculum inattaccabile, se le prime scelte dovessero restare bloccate.

Il summit tra Friedkin e Gasperini dovrà affrontare almeno cinque fronti aperti. Il primo è appunto quello del ds. Il secondo riguarda i rinnovi: dopo le fibrillazioni delle scorse settimane, Cristante e Mancini hanno già trovato l’accordo, Hermoso aspetta solo che scatti la clausola unilaterale entro il 30 giugno. Ma i casi più delicati restano Pellegrini e Dybala.

Sul capitano giallorosso, Gasperini ha da sempre espresso una preferenza netta: il numero 7 rientra nel suo progetto tattico e umano. Trovare un’intesa sembra possibile, anche se i 6 milioni attuali (bonus compresi) verranno inevitabilmente ridiscussi. Per Dybala il discorso è più articolato: l’argentino non ha alcuna voglia di lasciare Roma, e il club sta ragionando su una formula mista — base fissa intorno ai 2 milioni, poi bonus legati a presenze, gol, assist e obiettivi. Un contratto a gettone, in sostanza, che rispecchia la discontinuità fisica della Joya e che potrebbe accontentare entrambe le parti.

La terza questione è quella, spinosa, del Settlement Agreement con la UEFA: entro il 30 giugno la Roma dovrà centrare una quota di plusvalenze, inferiore agli 80 milioni ma comunque significativa. I candidati alla partenza? Koné è il principale indiziato, ma occhio anche a Soulé — che a bilancio vale ancora una quindicina di milioni e ha mercato in Premier League, con l’Aston Villa in prima fila — e ad altri profili già ampiamente ammortizzati come Pisilli, Ndicka e Svilar.

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Il quarto nodo è quello dello staff: almeno il 60% di quello attuale è composto da uomini di Ranieri. Una transizione che andrà gestita con delicatezza. Infine, il mercato: Gasperini ha già le idee chiare. Servono un terzino sinistro (Angeliño partirà), due esterni d’attacco a sinistra e uno a destra, e — se dovesse partire Koné — un centrocampista con caratteristiche diverse ma di pari rendimento.

C’è però una domanda che aleggia su tutto il resto, e che la scelta del ds contribuirà a chiarire: i Friedkin intendono inserire anche un Ceo, vacante da un anno e mezzo dopo l’addio della Souloukou? Se la risposta fosse no, la Roma sarebbe di fatto nelle mani di Gasperini. Un modello inedito per i proprietari americani, anomalo per il calcio italiano, ma tutt’altro che sconosciuto nel panorama europeo: il tecnico-manager che governa club e spogliatoio è una figura che in Premier League ha già prodotto capolavori. Per ora, però, bisogna ancora sedersi allo stesso tavolo. E che Ryan Friedkin lo faccia presto è, più che una speranza, una necessità.

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Fonti: Il Tempo / Il Messaggero/ Corriere della Sera / Gasport

Roma Femminile campione d’Italia: terzo scudetto dopo il 2 a 0 sulla Ternana

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La Roma Femminile si laurea campione d’Italia per la terza volta nella sua storia grazie al successo per 2-0 contro la Ternana.

A decidere la sfida è la doppietta di Giugliano, protagonista assoluta del match che consegna aritmeticamente il titolo alle giallorosse. Una vittoria che chiude definitivamente il discorso scudetto.

Con questi tre punti, la Roma rende inutile ogni tentativo di rimonta da parte dell’Inter Femminile, ormai matematicamente seconda e senza più possibilità di aggancio.

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Redazione Giallorossi.net

Serie A: pareggio a reti bianche tra Como e Napoli, lunedì la Roma può sorpassare i lariani

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Finisce senza reti la sfida del sabato pomeriggio tra Como e Napoli allo stadio Giuseppe Sinigaglia: 0-0 il risultato finale.

Meglio i padroni di casa nel primo tempo, con il Como più intraprendente e pericoloso rispetto agli azzurri. Nella ripresa il Napoli sfiora il vantaggio con Politano, che colpisce un palo, ma il punteggio non si sblocca.

Il pari permette al Como di salire a 62 punti, portandosi momentaneamente a +1 sulla Roma. I giallorossi, però, avranno la possibilità di effettuare il sorpasso già dopodomani, in caso di vittoria contro la Fiorentina, nella corsa al quinto posto.

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Redazione Giallorossi.net

Ryan Friedkin in arrivo a Trigoria: tra oggi e domani l’atteso faccia a faccia con Gasperini

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Il vicepresidente della Roma, Ryan Friedkin, è atteso nella Capitale in queste ore per pianificare il futuro del club. In agenda un confronto diretto con Gian Piero Gasperini al Centro Sportivo Fulvio Bernardini.

Dopo l’addio di Claudio Ranieri, la proprietà vuole fornire certezze all’allenatore in vista della prossima stagione. Sul tavolo non solo le strategie tecniche, ma anche la questione legata al nuovo direttore sportivo, con Frederic Massara ormai vicino all’uscita.

Tra oggi e domani, scrive il portale de Il Romanista, è previsto il colloquio tra Gasperini e Ryan Friedkin. Il tecnico ha chiesto alla proprietà di cominciare al più presto a programmare la prossima stagione, mercato in primis, e l’arrivo del vice presidente a Trigoria è il segnale dell’accelerata che Gasp si aspettava da giorni.

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Fonte: ilromanista.eu

Ranieri, la stoccata della figlia Claudia: “Tanta gente parla senza sapere”

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L’addio di Claudio Ranieri alla Roma ha fatto rumore. L’ex tecnico e Senior Advisor, figura storica del mondo giallorosso, ha lasciato il club dopo un breve comunicato ufficiale. Alla base della decisione ci sarebbero le tensioni, poi diventate pubbliche, con Gian Piero Gasperini, che hanno portato la società a optare per una separazione.

Dopo il messaggio social di Alessandro Roja, ex genero di Ranieri, è intervenuta anche la figlia Claudia, ex compagna dell’attore. Attraverso i social ha commentato un articolo dedicato alle ultime settimane del padre in giallorosso, lasciando una stoccata chiara: “C’è un sacco di gente che non sa, che parla e che scrive. E poi c’è chi scrive e sa anche scrivere bene. Non mettetele sullo stesso piano perché non ci possono stare”.

Una presa di posizione che si inserisce in un clima già teso, senza aggiungere ulteriori elementi ma confermando il contesto delicato e ancora da chiarire che ha accompagnato l’uscita di scena di Ranieri.

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Redazione GR.net

Calciomercato Roma, il Real valuta la cessione di Garcia: giallorossi in corsa

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Il Real Madrid ha già tracciato la linea per il futuro dell’attacco: puntare forte su Endrick e valutare la cessione di Gonzalo Garcia.

Il giovane brasiliano, dopo il prestito al Lione, è pronto a rientrare in Spagna per ritagliarsi un ruolo centrale nel nuovo progetto. Una direzione chiara, riportata da Diario AS, che comporterebbe inevitabilmente un’uscita nel reparto offensivo.

Il nome in cima alla lista dei possibili partenti è proprio Gonzalo Garcia. L’attaccante spagnolo, 21 anni, ha trovato poco spazio nel corso della stagione, pur essendosi messo in evidenza nel Mondiale per Club.

La decisione definitiva passerà anche dalla scelta del prossimo allenatore: la panchina del Real resta un nodo aperto, con José Mourinho tra i nomi accostati. Nel frattempo la situazione viene monitorata da diversi club italiani, tra cui la Roma, ma anche Juventus e Como. In caso di apertura alla cessione, per i giallorossi potrebbe aprirsi un’opportunità concreta.

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Fonte: Diario AS

Gasperini chiede Summerville ma il West Ham fa muro

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La nuova Roma prende forma attorno a Gian Piero Gasperini, pronto a guidare il prossimo ciclo con richieste precise: rosa più ampia e maggiore qualità in attacco.

Tra i profili seguiti c’è Crysencio Summerville, esterno offensivo del West Ham. Un nome già noto a Trigoria, dove in passato era stato fatto un tentativo senza arrivare alla chiusura. Ora, però, l’idea è di tornare alla carica in estate con un approccio più deciso.

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L’operazione resta complessa. Secondo quanto riportato da TeamTalk, il club inglese non intende cedere i propri giocatori chiave, compreso Summerville, ed è pronto a respingere ogni offerta.

Molto dipenderà dal finale di stagione: con la permanenza in Premier League, gli Hammers difficilmente apriranno a una cessione. In caso contrario, una retrocessione potrebbe cambiare gli equilibri e rendere più accessibile la trattativa per la Roma.

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Fonte: TeamTalk

Massara verso l’addio: imminente la separazione con la Roma

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Il futuro di Frederic Massara alla Roma appare segnato. Dopo settimane di voci, arrivano ulteriori conferme anche dalle ultime indiscrezioni di Fabrizio Romano, secondo cui la posizione del direttore sportivo è ormai sempre più in bilico.

Il club giallorosso si starebbe muovendo in anticipo per preparare un cambio imminente: senza sorprese, la separazione dovrebbe arrivare a breve. A incidere, in particolare, sarebbero stati gli ultimi mesi, caratterizzati da tensioni e da un rapporto complicato con Gian Piero Gasperini.

Parallelamente, a Trigoria sono già iniziate le valutazioni per individuare il possibile sostituto. In cima alla lista ci sarebbe Tony D’Amico dell’Atalanta, con altri nomi che restano sullo sfondo: Cristiano Giuntoli, Giovanni Manna e Sean Sogliano. Da monitorare anche la candidatura di Nani, attualmente all’Udinese.

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Redazione GR.net

Calciomercato Roma: Aké offerto ai giallorossi

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Nathan Aké entra nei radar giallorossi. Il difensore olandese classe 1995, secondo quanto riportato dalla testata inglese transferfeed.com, è stato proposto a diversi club di Serie A tramite un intermediario.

Tra le società che stanno prendendo in considerazione il suo profilo c’è anche la Roma, che in queste ore sta effettuando le proprie valutazioni sul giocatore.

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Fonte: transferfeed.com

Gasperini studia tre viola per la Roma

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Occhi puntati sul campo, ma anche sul mercato. Lunedì sera all’Olimpico, Gian Piero Gasperini seguirà con particolare attenzione tre profili della Fiorentina in vista della prossima estate: Dodò, Gudmundsson e il giovane Fortini.

Per quest’ultimo, la presenza dipenderà dal via libera medico, ma il suo nome è da tempo nei radar. Già da circa un anno, infatti, il tecnico lo considera uno dei talenti più interessanti e anche a gennaio il suo profilo è stato monitorato con attenzione. Fortini resta dunque un obiettivo concreto, sul quale Gasperini è pronto a tornare alla carica con la dirigenza.

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Discorso diverso per Dodò. L’esterno brasiliano, capace di abbinare copertura e spinta, sta vivendo una stagione complicata con la Fiorentina, ma resta un giocatore che il tecnico accoglierebbe volentieri, affidandogli la fascia destra. Il contratto in scadenza e i segnali poco incoraggianti sul rinnovo lo rendono un profilo destinato ad animare il mercato a fine stagione, con la Roma tra le possibili destinazioni.

Più complessa la situazione legata a Gudmundsson. L’islandese ha un contratto rilevante con il club viola, fattore che porterà la società a chiedere una cifra importante per il cartellino, non inferiore ai quindici milioni. Nonostante questo, l’interesse della Roma non è una novità: già la scorsa estate il suo nome era stato accostato ai giallorossi, così come accaduto per Fortini.

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Fonte: La Nazione

Roma col dilemma Svilar

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Tenere o sacrificare Mile Svilar: è questo uno dei nodi più delicati in casa Roma. Come sottolinea Il Messaggero, il portiere rappresenta oggi un caso emblematico, sospeso tra esigenze tecniche e necessità finanziarie.

Da un lato c’è il valore in campo. Svilar si è imposto come uno dei punti di riferimento della squadra, capace di incidere con continuità e, in più di un’occasione, di sopperire alle difficoltà difensive. Dall’altro lato c’è il mercato: il suo nome è tra i più “spendibili”, insieme a Koné, Matías Soulé e Evan N’Dicka. Una possibile cessione superiore ai 50 milioni permetterebbe al club di sistemare gran parte delle questioni legate al Fair Play Finanziario e alle plusvalenze da realizzare entro il 30 giugno.

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Il punto, però, è la sostituzione. Liberarsi di un portiere così, oggi, significherebbe affrontare un rischio concreto, anche alla luce delle difficoltà storiche incontrate dopo l’addio di Alisson Becker nel 2018. Trovare un profilo all’altezza, a costi sostenibili, non è affatto scontato.

I numeri rafforzano il peso specifico del portiere: negli ultimi due anni è stato, insieme a Wladimiro Falcone, l’unico a disputare 72 partite su 72 in Serie A. A questo si aggiungono dati di alto livello: percentuale di parate intorno al 77%, 15 clean sheet (secondo in campionato dietro a Maxime Butez) e un rendimento complessivo che lo colloca tra i migliori nel ruolo, vicino anche ai numeri di Mike Maignan.

In un contesto in cui la squadra concede diverse occasioni, il contributo di Svilar è stato spesso determinante. Ed è proprio questo il punto sollevato: una grande squadra può anche vincere senza un portiere fenomenale, ma in determinate condizioni diventa molto più complicato.

La Roma si trova così davanti a una scelta tutt’altro che banale: monetizzare un asset fondamentale per esigenze di bilancio o continuare a costruire partendo da una certezza. Una decisione che, inevitabilmente, segnerà una parte importante della prossima stagione.

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Fonte: Il Messaggero

Amelia: “Svilar il più forte, non va ceduto. Gasp come Capello, ti spinge ad andare forte”

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Un incrocio tra passato e identità. Marco Amelia ha condiviso con Gian Piero Gasperini una stagione al Genoa, quella della storica qualificazione in Europa League nel 2009 rimasta nella memoria dei tifosi rossoblù. Le radici, però, sono giallorosse: nove anni nel settore giovanile della Roma e la presenza nella stagione dello scudetto, vissuta da terzo portiere ma comunque da protagonista di un gruppo campione d’Italia. Un percorso che si intreccia anche con il trionfo mondiale del 2006 con l’Italia. Queste le sue parole a Il Messaggero.

Ha lavorato con Gasperini al Genoa. Era un martello con i dirigenti?
«In società non lo so perché non mi sono mai intromesso, ma posso parlare del lato umano. È uno che pretende dai suoi giocatori e li stimola ad andare forte. Ma non è una persona cattiva altrimenti non sarebbe rimasto tanto al Genoa e all’Atalanta. Non dà le carezze sulla testa, cosi come Capello».

Le è dispiaciuto l’addio di Ranieri?
«Tantissimo. Nella tifoseria si sono create delle fazioni ma nessuno si deve schierare con nessuno. Ci sono state delle visioni diverse e non c’erano le condizioni per andare avanti insieme. Quando lascia una persona che ha fatto la storia di questa squadra dispiace. Ma la decisione presa è per il bene del club, non penso che Claudio volesse il male della Roma».

Crede nella Champions?
«Le possibilità ci sono sempre perché nei finali di campionato ogni partita diventa insidiosa. La Juventus può inciampare ma la Roma deve farsi trovare pronta. I bianconeri affronteranno squadre che sono in lotta per retrocede ma questo non significa che siano partite facili. La Roma ne sa qualcosa perché ha perso due scudetti così: uno con il Lecce nel 1986 ma penso che quello del 2002 sia ancora più clamoroso perché pareggiò con Venezia, Fiorentina e Lecce. I giallorossi sono in crescita e le squadre di Gasperini nei finali di stagione ottengono sempre ottimi risultati».

La Roma deve sistemare i conti, si priverebbe di Svilar?
«Mile è il portiere più forte della Serie A e non va ceduto perché è più complicato andare a trovare un altro in quel ruolo. Poi dipende dall’offerta anche perché è l’unico ad avere un valore molto alto. Non credo che altri giocatori possano valere intorno ai 60/70 milioni. Se dovessero arrivare offerte di questo tipo la Roma può anche cederlo, per arrivare a quella cifra dovrebbe venderne 2/3 e quindi è meglio privarsi di un solo elemento per non indebolire troppo la rosa. Il sacrificio – così come per Alisson nel 2018 – verrà fatto per rispettare dei regolamenti che per me sono assurdi».

Da direttore sportivo chi prenderebbe al posto di Svilar?
«Innanzitutto, lo venderei solo a cifre alte perché per 30/40 milioni lo terrei. Andrei su un portiere di esperienza, magari Alisson nella speranza che voglia tornare ma credo che ci sia dietro la Juventus. Anche Meret può essere un’occasione low cost».

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Fonte: Il Messaggero