Mancini: “Pellegrini e Cristante i vicini ideali. Amo girare per Roma, in ogni angolo si respira storia”

16

Leader in campo e figura ormai profondamente integrata nel tessuto della città e dello spogliatoio giallorosso, Gianluca Mancini si è raccontato nel quarto episodio di una serie di interviste realizzate in collaborazione con idealista.it. Un’occasione per andare oltre il campo e scoprire il suo rapporto con Roma e con la quotidianità fuori dal calcio.

In ogni casa c’è un angolo speciale, qual è il tuo? Preferisci uno spazio all’aperto o magari una sala cinema o dedicata ai videogiochi?
“A me piace ogni stanza della mia casa, anche la cucina… Dipende dai momenti della giornata. Ma sicuramente un angolo dedicato alla Roma e ai miei successi da calciatore non manca”.

Vivi la Capitale ormai da diversi anni. C’è un quartiere o una zona di Roma che ti ha colpito particolarmente, dove ti senti davvero “a casa”?
“Mi piace girare molto per il centro e scoprire ogni volta qualcosa di diverso. In ogni via di Roma si respira la storia”.

Sei uno dei capitani della squadra. Chi è il “vicino di casa” ideale tra i tuoi compagni? E chi, invece, farebbe troppo chiasso?
“Penso che Bryan e Lorenzo possano essere i vicini ideali per qualsiasi persona. Sono persone perbene, oltre che legatissimi alla Roma. Il compagno che farebbe troppo chiasso da vicino? Ci sono già io, basto e avanzo (ride, ndr)“.

LEGGI ANCHE – Calciomercato, Inter su Mancini: rinnovo con la Roma in stand-by

Fonte: idealista.it

Calciomercato Roma, rifiutati 20 milioni per Ziolkowski ma il polacco resta in uscita

68

La Roma torna a muoversi sul mercato internazionale e riaccende i contatti con diversi club di Premier League interessati a Jan Ziolkowski. Il difensore classe 2005, arrivato la scorsa estate dal Legia Varsavia, è finito nel mirino di diverse società estere dopo una prima stagione in Serie A fatta di alti e bassi, ma anche di segnali incoraggianti sul piano del potenziale.

Secondo quanto riportato dalla giornalista Eleonora Trotta su X, i giallorossi nei mesi scorsi avrebbero già respinto un’offerta da circa 20 milioni di euro, convinti che il valore del giocatore possa crescere ulteriormente. Non è escluso, però, che nelle prossime settimane possano arrivare nuovi rilanci dall’Inghilterra, dove il profilo del centrale è seguito con attenzione da diversi club.

Il polacco, che ha trovato spazio soprattutto a fasi alterne in questa stagione, resta considerato internamente un investimento di prospettiva. Arrivato a Roma per circa 6 milioni di euro nell’estate 2025, ha già mostrato qualità interessanti sia in impostazione che in fase difensiva, pur soffrendo la concorrenza in un reparto ricco di alternative.

LEGGI ANCHE – Ziolkowski, parla l’ex allenatore: “La prima volta che l’ho visto ho pensato ‘wow’…”

Il suo desiderio, però, è chiaro: giocare con continuità. Non a caso anche dalla Germania continuano ad arrivare segnali di apprezzamento, mentre in Premier il suo nome resta tra quelli monitorati per il futuro.

In casa Roma la posizione è prudente: nessuna apertura ufficiale alla cessione, ma disponibilità ad ascoltare offerte importanti. Molto dipenderà anche dalle scelte tecniche del nuovo corso e dalle eventuali esigenze di bilancio legate al Fair Play Finanziario.

LEGGI ANCHE – Vaz e Ziolkowski fanno arrabbiare lo staff di Gasp: il retroscena

Redazione GR.net

La Roma rifà l’attacco per Malen: Nusa torna nel mirino

51

La corsa all’Europa resta apertissima, ma a Trigoria lo sguardo è già proiettato oltre. Dopo l’addio di Claudio Ranieri e la fiducia totale accordata a Gian Piero Gasperini, manca solo l’ultimo tassello dirigenziale — il nuovo direttore sportivo — per dare il via alla pianificazione concreta del mercato estivo.

Le indicazioni del tecnico sono nette: l’attacco va rifondato. Pochi intoccabili, tra cui Donyell Malen e Matías Soulé, mentre tutto il resto è in discussione. Il quadro si complica ulteriormente considerando le uscite già previste — Zaragoza, Venturino, Stephan El Shaarawy e Ferguson — e l’incertezza legata al rinnovo di Paulo Dybala.

LEGGI ANCHE – Massara isolato: lavora alle plusvalenze, ma la Roma cerca un nuovo ds

Tra le priorità c’è la fascia sinistra, dove il primo nome sulla lista è Antonio Nusa del Lipsia. A gennaio la richiesta era elevata, ma in estate il prezzo potrebbe diventare più accessibile. L’esterno norvegese è uno che ha corsa, dribbling, sprint ed iniziativa, tutte qualità che Gasperini cerca nel suo sottopunta. Costa tanto, tra i 35 ed i 40 milioni, e strapparlo ai tedeschi non sarà certo facile. Ma a Gasp piacerebbe allenarlo.

Restano vive anche le alternative: Mathys Tel del Tottenham — pista legata anche alla situazione degli Spurs — e Mika Godts dell’Ajax. Sullo sfondo c’è anche Julian Brandt, che potrebbe liberarsi a parametro zero e che ha già condiviso il campo con Malen ai tempi del Borussia Dortmund.

Prima, però, servirà fare cassa. Il nome più caldo in uscita è quello di Evan Ndicka, pronto a valutare offerte dalla Premier League dopo il cambio di agente. In caso di cessione, la Roma segue Jhon Lucumí come possibile sostituto. In bilico anche Manu Koné, da tempo nel mirino dell’Inter.

Tutte operazioni che richiederanno una regia chiara, motivo per cui la scelta del nuovo ds diventa cruciale. Frederic Massara è sempre più vicino all’addio, mentre tra i candidati avanzano Tony D’Amico — favorito anche per il rapporto con Gasperini — insieme a Cristiano Giuntoli e Fabio Paratici.

LEGGI ANCHE – Roma, gli “indesiderati” rinviano l’addio

Fonti: Gazzetta dello Sport – Leggo

Ndicka in vetrina: spunta la clausola del 20% a favore del giocatore

12

Nella lista dei possibili sacrificabili per rispettare i paletti del Fair Play Finanziario entro il 30 giugno, il nome di Evan N’Dicka è tra i più caldi. Una candidatura forte soprattutto per come si presenta oggi il suo valore a bilancio.

Il difensore è arrivato a parametro zero nell’era Pinto, con la sola spesa legata alla commissione di circa 4 milioni versata al suo entourage. Dopo tre stagioni in giallorosso, l’ammortamento residuo è minimo: una sua cessione garantirebbe quindi una plusvalenza importante, fondamentale per rientrare nei vincoli del settlement agreement.

LEGGI ANCHE – Calciomercato Roma: Ndicka nel mirino dei top club, Massara parte da 40 milioni

Ma il punto decisivo è un altro: nell’accordo firmato nel giugno 2023 è inserita una clausola che cambia gli equilibri della trattativa. In caso di vendita, fa sapere l’edizione odierna de Il Tempo, il giocatore ha diritto al 20% della cifra incassata dalla Roma.

Un dettaglio tutt’altro che secondario, che succede di frequente con le operazioni condotte con i parametri zero ma che inevitabilmente ridurrà l’effettivo guadagno netto del club.

LEGGI ANCHE – Gasperini: “Ho delle idee su come alzare il livello della Roma. Proprietà potente, può fare grandi cose”

Fonte: Il Tempo

Roma, ds cercasi: i Friedkin bocciano Giuntoli

21

Fuori dal campo si gioca una partita ancora più delicata. Dopo l’esautorazione pubblica di Frederic Massara da parte di Gian Piero Gasperini, e in attesa della decisione definitiva dei Friedkin, la Roma accelera sul dossier direttore sportivo. Perché il messaggio del tecnico è stato chiarissimo: allenatore e ds devono essere “complementari”, una coppia vera, non una convivenza forzata.

Da qui nasce il casting. E qualche porta che si chiude. Nelle ultime ore, scrive l’edizione odierna de La Repubblica, sono scese drasticamente le quotazioni di Cristiano Giuntoli, valutato ma poi accantonato dalla proprietà, nonostante il curriculum pesante (lo scudetto del Napoli con Luciano Spalletti). Fuori dai giochi anche Fabio Paratici, già blindato dalla Fiorentina con un contratto lungo.

LEGGI ANCHE – Massara isolato: lavora alle plusvalenze, ma la Roma cerca un nuovo ds

Restano invece sul tavolo altri profili. Giovanni Manna piace molto, ma il Napoli lo considera centrale nel progetto e il contratto fino al 2029 è un muro difficile da scavalcare. Più percorribile, almeno sulla carta, la pista che porta a Tony D’Amico, nome che Gasperini conosce bene dai tempi dell’Atalanta: un rapporto già rodato, anche se non sempre idilliaco. Sullo sfondo Sean Sogliano, oggi più defilato e vicino alla Lazio di Lotito.

Il punto, però, resta uno: la Roma ha scelto Gasperini e ora deve andare fino in fondo. Tradotto: il prossimo direttore sportivo dovrà essere funzionale alle idee dell’allenatore, non il contrario. A Houston continuano a ribadire che la decisione sarà della proprietà, ma è difficile immaginare una scelta che non tenga conto delle indicazioni di chi, oggi, ha in mano le chiavi tecniche del progetto.

LEGGI ANCHE – Gasperini e la bocciatura di Vaz: “Dovrebbe fare due anni in B”

Fonte: La Repubblica

Celik saluta, la Roma è già sul mercato: caccia al terzino destro

29

La Roma scopre di avere un’arma in più, e non è una sorpresa per chi lo conosceva già: Gian Piero Gasperini aveva insistito per lui e il motivo è sotto gli occhi di tutti. Wesley a Bologna ha ribadito un concetto semplice: con lui in campo la squadra cambia faccia. Velocità, profondità, strappi continui: sulla sinistra è stato un fattore costante, mandando in tilt la corsia avversaria e confermandosi uno dei giocatori più incisivi della stagione.

Non a caso Gasperini se lo coccola, mentre intorno iniziano a muoversi anche altri grandi club. E il ct Carlo Ancelotti lo tiene già in grande considerazione in chiave Mondiale. A 22 anni, non male come traiettoria.

Intanto, sul fronte opposto, arrivano indicazioni chiare sul futuro delle corsie esterne. Zeki Celik ha evitato il peggio: gli esami dopo il problema al flessore accusato a Bologna hanno escluso lesioni e il turco tornerà presto in gruppo, con buone possibilità di esserci contro la Fiorentina. Ma il suo destino sembra segnato: contratto in scadenza e addio già scritto, con Juventus e Inter alla finestra.

Il primo obiettivo è Dodô che potrebbe lasciare la Fiorentina in estate: i dialoghi per il rinnovo sono fermi e ad un anno dalla scadenza del contratto è un’occasione per diversi club. L’alternativa è Belghali del Verona che può giocare sia a destra che a sinistra. Per il secondo i contatti erano stati già avviati a gennaio ma il giocatore era impegnato in Coppa d’Africa e le parti si erano lasciate con la promessa di risentirsi in estate. Su di lui ci sono anche l’Inter e la Juventus. Per la fascia sinistra invece i fari sono puntati su Fortini e Carlos Augusto.

LEGGI ANCHE – Saud trascina il Lens: due assist nella vittoria sul Tolosa. La Roma riflette sul controriscatto – VIDEO!

Fonti: Il Messaggero / La Repubblica

Dybala: “Il mio obiettivo è il mondiale, prima devo dimostrare di essere in forma col mio club”

15

Il ritorno in campo contro il Bologna è stato solo il primo passo. Dopo settimane difficili, Paulo Dybala è tornato a respirare l’aria della partita e ora guarda avanti, con un obiettivo chiaro in testa: riconquistare la Nazionale.

Intervistato dal giornalista argentino Pollo Alvarez, l’attaccante giallorosso ha parlato senza giri di parole del sogno di tornare a vestire la maglia dell’Argentina: “Tutti vorremmo giocare con la nazionale, ma non sarà facile. Devo ritrovare il ritmo e soprattutto continuità nel mio club”.

Il punto, per Dybala, è proprio questo. Non basta il talento, non bastano le qualità tecniche: serve presenza, condizione, affidabilità. Anche perché il livello della Selección è altissimo. “Non sono stato convocato anche per via degli infortuni. In una nazionale forte come l’Argentina non puoi permettertelo”, ha ammesso con lucidità.

Nessuna polemica, nessuna chiamata diretta al ct Lionel Scaloni. Solo una linea chiara: dimostrare sul campo di meritare una nuova occasione. “Non ho mai pensato di chiamarlo per chiedere spiegazioni. Devo fargli vedere che sto bene, che sono all’altezza. Poi decide lui”.

Nel mirino c’è il prossimo Mondiale, ma senza scorciatoie. Prima la Roma, prima il campo, prima la continuità. Solo così la porta dell’Argentina può riaprirsi davvero.

LEGGI ANCHE – Al via i colloqui per il rinnovo di Pellegrini. E anche Dybala vuole restare

Redazione GR.net

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

30

Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo lunedì 27 aprile 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 19:45 – Ndicka nel mirino dell’Inter

Evan Ndicka potrebbe essere uno dei sacrificati della Roma per sistemare il bilancio e ora sul difensore c’è l’Inter. Al momento non risultano trattative, ma i nerazzurri osservano la situazione. Molto dipenderà dalle scelte della Roma e dalle tempistiche delle cessioni. (linterista.it)

Ore 17:40 – Celik, escluse lesioni

Buone notizie per Gian Piero Gasperini in vista dei prossimi impegni della Roma. Gli esami strumentali a cui si è sottoposto Zeki Çelik hanno escluso lesioni muscolari al flessore della coscia destra, come riferito da Filippo Biafora de Il Tempo. Le condizioni del terzino saranno dunque valutate gradualmente nei prossimi giorni.

Ore 17:00 – Calciomercato, stabilite le date estive e invernali

Il consiglio federale della Figc ha ufficializzato le date delle prossime sessioni di calciomercato. Per la Serie A, la finestra estiva aprirà il 29 giugno e si concluderà l’1 settembre 2026 alle ore 20:00. Per quanto riguarda la sessione invernale, il periodo stabilito va dal 2 gennaio 2027 all’1 febbraio 2027, sempre con chiusura fissata alle ore 20:00.

Ore 15:20 – Lazio, Zaccagni in dubbio per il derby

Assenze pesanti per la Lazio contro l’Udinese: fuori dai convocati Cataldi per sindrome influenzale e Zaccagni per un trauma contusivo al quadricipite destro, come da comunicato ufficiale. L’esterno biancoceleste è in dubbio anche per il finale di stagione e per il derby contro la Roma. (sslazio.it)

Ore 13:40 – Derby: al via la seconda fase per gli abbonati plus

A poche settimane dal derby contro la Lazio, è iniziata la seconda fase per i biglietti dedicata agli abbonati Plus, Classic Extra e per i titolari di AS Roma Card. Data e orario sono ancora da confermare, ma, il match è previsto per il weekend del 17 maggio. La seconda fase terminerà domani alle 12:59.

Ore 10:55 – Settore giovanile, tutto in stand-by

Situazione ancora in evoluzione nel settore giovanile giallorosso: Bruno Conti non ha ancora sciolto le riserve sul futuro, mentre la firma di Massimo Tarantino era ormai attesa ma non è ancora arrivata. La Roma avrebbe preso tempo e valuterebbe anche un contatto con Sbravati, inizialmente vicino all’Inter. Decisioni attese a breve per sbloccare l’organigramma. (Il Tempo)

Ore 10:00 – Roma, niente riscatto per Zaragoza

La Roma non attiverà la clausola per il riscatto di Bryan Zaragoza: l’attaccante spagnolo tornerà al Bayern Monaco a fine stagione. Lo conferma Fabrizio Romano su X in questi minuti.

Ore 9:30 – Gasperini punta Dodò per la destra

Un’idea di mercato, un desiderio di Gasperini per alzare il livello qualitativo e la propulsione sulle fasce laterali: il tecnico vorrebbe avere Dodò, terzino brasiliano di 27 anni della Fiorentina. La Roma, con l’addio di Celik, è alla ricerca di un rinforzo sulla corsia destra. (Il Messaggero)

Ore 7:45 – Celik, oggi gli esami al flessore

Zeki Celik si sottoporrà oggi agli esami per valutare l’infortunio al flessore della gamba destra. In vista della sfida con la Fiorentina, Gasperini ha concesso due giorni di riposo e conta di ritrovare Koné, mentre sarà assente El Aynaoui per squalifica. Tentano il recupero anche Dovbyk, fermo da gennaio, e Pellegrini, che punta al rientro contro il Parma. (Il Tempo)

LEGGI ANCHE – Roma a Gasperini: chi parte e chi resta

IN AGGIORNAMENTO…

Roma, il settore giovanile riparte da Tarantino: firmerà un quinquennale

5

La Roma sistema un altro tassello nella riorganizzazione interna e guarda al futuro partendo dal settore giovanile. Salvo sorprese, sarà Massimo Tarantino il nuovo responsabile del vivaio giallorosso.

Nonostante le voci circolate nelle ultime ore su un possibile passo indietro legato all’addio di Claudio Ranieri, la scelta del club non è mai stata realmente in discussione. Secondo quanto riferito da Gazzetta Regionale, l’ex dirigente dell’Inter è pronto a firmare un contratto quinquennale, con l’intesa che dovrebbe essere formalizzata nei primi giorni di maggio.

Un’operazione nata nelle scorse settimane, inizialmente sostenuta da Gianmarco Migliorati e Roberto Vichi proprio con l’appoggio di Ranieri, e poi portata avanti negli ultimi passaggi da Jason Morrow, incaricato di definire i dettagli finali. La decisione, presa già a metà marzo, ha resistito anche ai recenti scossoni societari.

Le indiscrezioni su un possibile cambio di rotta erano legate al nome di Michele Sbravati, profilo indicato da Gian Piero Gasperini. Tuttavia, la proprietà non ha mai avviato contatti concreti, scegliendo di proseguire senza deviazioni sul percorso già tracciato.

LEGGI ANCHE – Massara isolato: lavora alle plusvalenze, ma la Roma cerca un nuovo ds

Fonte: Gazzetta Regionale

Il codice Rocchi, l’ex arbitro De Meo: “Sasso, carta, forbice: così si influenzava la sala Var”

54

Non più episodi isolati, ma un sistema strutturato fatto di segnali, gesti e indicazioni concordate. Nel pieno della tempesta che sta travolgendo il mondo arbitrale, emergono nuove pesanti accuse legate alla gestione della sala Var di Lissone e a presunti “codici” utilizzati per influenzare le decisioni.

A parlare è l’ex arbitro Pasquale De Meo, che all’AGI descrive una prassi che, a suo dire, sarebbe stata tutt’altro che occasionale: una comunicazione gestuale tra i vertici arbitrali e gli addetti al Var, stabilita nei raduni settimanali. Nel mirino finiscono in particolare Gianluca Rocchi e Andrea Gervasoni, accusati di aver utilizzato segnali convenzionali per indirizzare le decisioni.

“Erano gesti decisi nei raduni riservati degli arbitri”, spiega De Meo. “Per esempio, uno era quello del ‘sasso-carta-forbice’. Quella di fare segnali dalle vetrate era una consuetudine. Tutti sapevano e vivevano con malumore”.

Se confermato, si tratterebbe di una violazione diretta del protocollo Var, che prevede autonomia totale per Var e Avar, senza interferenze esterne. Ed è proprio questo il nodo centrale: non solo l’eventuale esistenza del sistema, ma la sua applicazione selettiva. “Perché in alcune partite scattava quel segnale e in altre no? Così si rischia di falsare il campionato”, si chiede l’ex arbitro.

LEGGI ANCHE – Capello, che attacco agli arbitri: “Sono una mafia”. Poi lo sfogo su Var e rigori

Sulle motivazioni, però, lo stesso De Meo invita alla cautela. Non necessariamente un meccanismo costruito per favorire una squadra, quanto piuttosto — nella sua lettura — un modo per “proteggere” le carriere arbitrali. Un errore non corretto, infatti, può pesare sulle valutazioni e quindi sulle future designazioni.

Il quadro si intreccia con precedenti già emersi. Nel 2023, l’ex arbitro Domenico Rocca aveva presentato un esposto poi archiviato dalla Procura federale guidata da Giuseppe Chinè, chiamando in causa, tra gli altri, lo stesso Rocchi, insieme a Daniele Orsato e Paolo Valeri. Oggi, però, lo scenario è cambiato: “Sono contento che sia intervenuta una Procura ordinaria”, sottolinea De Meo. “Ci sarà un giudizio imparziale, davvero super partes”.

Un passaggio tutt’altro che banale. Perché ora il caso esce dai confini della giustizia sportiva e si sposta su un piano molto più delicato. E le risposte, questa volta, potrebbero avere un peso decisamente diverso.

LEGGI ANCHE – Roma, gli “indesiderati” rinviano l’addio

Fonte: Gazzetta.it

Nuovo ds Roma: D’Amico e Giuntoli in pole

41

Con Gian Piero Gasperini ormai al centro del progetto tecnico, la Roma si trova ora davanti alla prima vera urgenza operativa: la scelta del nuovo direttore sportivo. Un passaggio tutt’altro che secondario, soprattutto dopo le parole del tecnico che hanno di fatto sancito la distanza con l’attuale gestione e messo in discussione il futuro di Frederic Massara.

La linea è quella di accelerare. A Trigoria l’idea è chiara: serve una guida sportiva nuova, pienamente allineata all’allenatore, per non rischiare di arrivare impreparati alla fase più delicata dell’estate. Sul tavolo ci sono infatti diversi dossier aperti, a partire dai vincoli legati al Fair Play Finanziario in vista del 30 giugno, che impongono scelte rapide tra cessioni e plusvalenze.

La sensazione è che il passaggio di consegne possa avvenire in tempi brevi, proprio per evitare un vuoto decisionale in una fase cruciale della programmazione. Sul fronte dei candidati, i nomi più caldi restano quelli di Tony D’Amico e Cristiano Giuntoli, entrambi profili considerati compatibili con la nuova impostazione tecnica e con l’idea di costruzione della rosa richiesta da Gasperini.

LEGGI ANCHE – Totti verso il ritorno, Giuntoli o Manna come nuovo ds: la Roma cambia tutto

Più complicate, invece, le piste che portano a Giovanni Manna e Fabio Paratici, frenate da dinamiche di contesto e dai rapporti con realtà già consolidate come Napoli e Fiorentina.

La direzione, però, è tracciata: dopo aver scelto l’allenatore come perno assoluto del progetto, la Roma vuole ora completare il quadro tecnico. E il nuovo direttore sportivo sarà il primo vero banco di prova della rivoluzione firmata Gasperini.

LEGGI ANCHE – Gasperini: “Ho delle idee su come alzare il livello della Roma. Proprietà potente, può fare grandi cose”

Fonte: Il Tempo

“ON AIR!” – Ferrazza: “Tanta gente dentro Trigoria sperava in una figuraccia a Bologna”, Corsi: “Pieni poteri a Gasp? Non mi fido dei Friedkin”, Lo Monaco: “Il destino di Massara è segnato”, Pruzzo: “Servono 3-4 titolari”

29

Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “Faccio fatica a commentare la partita di sabato, il Bologna dell’altro giorno stava con le ciabatte. Il gol del 2 a 0 è stato imbarazzante, El Aynaoui in mezzo a cinque difensori ha segnato dentro l’area piccola con tutti i giocatori del Bologna che si guardavano… Malen? Se quello che faceva la riserva in Premier League viene qua ed è dominante ti fa capire come stiamo messi qui… Scandalo arbitri? Se ci commissariano, l’Italia rischia seriamente la squalifica da tutte le competizioni europee…”

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Non so se la Roma potrà costruire una squadra da scudetto intorno a Malen, ma da lui devi ripartire per forza. Il Bologna era una squadra in vacanza, ma Malen mi ha ricordato il miglior Retegui dell’anno scorso. Lo scandalo arbitri? Noi tifosi siamo l’ultima ruota del carro, queste storie le subiamo e basta: quando c’è dentro uno in una sala a vetri uno che decide l’esito di una partita, è di una scorrettezza….”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Se Malen ci fosse stato dall’inizio dell’anno, sono abbastanza convinto che avrebbe fatto 20 gol e la Roma avrebbe avuto quei punti in più che ti avrebbero permesso di arrivare in Champions…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “La Roma deve vincere tutte le partite, sei a tre punti che poi sono quattro, ma non si sa mai…non è facilissimo ma nemmeno impossibile. La Roma, almeno per ora, è stata consegnata nelle mani di Gasp. Ranieri non può essere insultato come ho letto e sentito da tanta gente. Per me Ranieri ha fatto un errore, sia lui che Gasperini sono due allenatori e hanno due gestioni completamente diverse, è stato uno scontro tra due differenti visioni calcistiche. E secondo me Ranieri ha detto delle cose che non doveva dire, è esploso. Gasp ora sembra avere pieni poteri, ma diffido di Friedkin che gli dà pieni poteri. Ora ogni partita per Gasp sarà una sentenza, useranno Ranieri per dire “lo vedi”, ed è un tranello enorme per lui. Speriamo che Friedkin lo sostenga davvero…”

LEGGI ANCHE – Gasperini: “Ho delle idee su come alzare il livello della Roma. Proprietà potente, può fare grandi cose”

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Questo Bologna-Roma era la prima partita del nuovo corso dopo la cacciata di Ranieri, e c’era tanta attenzione. C’era gente, anche dentro Trigoria, che sperava che Gasp facesse una figuraccia. E’ stata una partita dai ritmi compassati, ma la squadra ha risposto e Gasp a fine partita fa dichiarazioni da allenatore dell’anno prossimo. Lui vuole occuparsi solo dei giocatori, che però devono essere i suoi. Gasp prima dell’allontanamento era molto deciso di andare via alla Roma, poi quel comunicato con il su o nome gli ha fatto capire che puntano su di lui, però è vigile, ha capito che con lui fano mole chiacchiere e promesse. Se non si realizzeranno, andrà via in estate. Se invece si realizzeranno, potremmo vedere qualcosa di importante nella Roma già dall’anno prossimo…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Sono molto scettico sulla corsa Champions, la Juve dovrebbe sbagliare due partite su quattro e la Roma fare filotto. Il pari di ieri sera tra Milan e Juve mi è sembrato quello di due squadre che si vogliono conservare il posto Champions. I tre punti presi a Bergamo immeritatamente hanno dato alla Juve la spinta decisiva per il quarto posto, ora non ha altre partite dove vedo possa perdere punti: tolto il Lecce, affronta solo squadre che non hanno più niente da chiedere al campionato. La Roma? Con Wesley in campo è tutta un’altra cosa, ti crea superiorità, ti dà una marcia in più. Massara? La Roma è alla ricerca di un ds: i nomi sul tavolo sono di Giuntoli, Manna, Sogliano e anche Paratici…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “Bologna-Roma? Devo essere onesto: se Italiano avesse giocato con quella formazione e in quel modo contro la Juventus io mi sarei arrabbiato…Paratici come nuovo ds della Roma? Ma come, è appena andato alla Fiorentina. Possibile che dopo sei mesi possa già lasciare i viola?…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Champions? Ci andranno le prime quattro che ci sono ora, mettetevelo in testa. Io penso al quinto posto e all’Europa League, perchè il Como ha un calendario molto facile. La Roma ha il derby e anche la Fiorentina, che è una partita più complicata di quello che si può pensare: i viola hanno giocatori che possono farti male e hanno lasciato da parte il magone di prima…”

Daniele Lo Monaco (Radio Romanista): “I Friedkin hanno sempre mandato via a coppie, ora invece stanno costruendo affidando il progetto a Gasperini, questo è certo. Poi vediamo che succederà, ma in questo momento Gasperini mi sembra molto solido. Purtroppo credo che il destino di Massara sia segnato, e faccio anche una specifica: per me Ranieri ha sbagliato nello svolgimento delle sue funzioni, nella gestione di Gasperini c’è qualcosa che non ha funzionato. Ma noi abbiamo grande riconoscenza per Ranieri, e quando parliamo di Roma liberata intendiamo liberata dalle polemiche e non da Ranieri. Io ho visto una squadra molto più libera mentalmente l’altro pomeriggio…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “A me queste vicende non mi interessano, l’importante è che riescano a fare una squadra più forte. La società ha fatto delle scelte. A me dei senatori non mi importa niente, se l’allenatore ritiene che sono fondamentali vanno bene, io non ho da rimarcare niente, solo l’idea che la squadra va rinforzata con 3-4 titolari. La partita di Bologna? Ma per favore, di che dobbiamo parlare, per me 30 partite bastano e avanzano per capire chi è più forte. La Juve è padrona del suo destino, il pario di ieri era annunciato. Ora l’importante è evitare la Conference…”

Nando Orsi (Radio Radio): “La Roma e il Como possono ancora raggiungere la Juve, tutto può accadere, ma mi sembra difficile che la Juve vista ultimamente possa pareggiare due partite su quattro. Bologna-Roma? Bella partita, è vero che il Bologna è in caduta libera, ma la Roma è stata bella concentrata, per me ha fatto una bella partita…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “La Roma è passata da 5 a 3 punti, numericamente qualcosa si è riaperto. Il secondo gol della Roma a Bologna con El Aynaoui solo davanti alla porta con 5 difensori che non sono intervenuti ti fa capire che differenza c’è tra squadre che nonn hanno più obiettivi e quelle che ne hanno. Il pari tra Milan e Juve era scontato, non hanno voluto farsi male, ma hanno perso punti. La Roma deve comunque vincerle tutte, e non è così scontato, così come non lo è per la Juventus….”

LEGGI ANCHE – Massara isolato: lavora alle plusvalenze, ma la Roma cerca un nuovo ds

Redazione Giallorossi.net

Roma, gli “indesiderati” rinviano l’addio

69

E ora provate a dargli torto. «Se ho delle responsabilità tecniche allora è giusto avere credibilità e che io venga accontentato». Il concetto espresso da Gian Piero Gasperini dopo Bologna-Roma è semplice, quasi brutale nella sua chiarezza: se scegli un allenatore, lo segui fino in fondo. Altrimenti è solo una mezza misura, e nel calcio le mezze misure portano raramente lontano.

Il tema non è solo il mercato, ma il controllo del progetto. E qui Gasperini è stato coerente sin dall’inizio, anche quando il vento tirava contro. Quando si parlava di rivoluzione, di smantellare il gruppo storico, lui andava in direzione opposta: difendere una base che considera solida. Non per nostalgia, ma per pragmatismo. «Senza questi puoi anche diventare dodicesimo o tredicesimo», aveva avvertito. Non proprio una frase da slogan, ma tremendamente concreta.

LEGGI ANCHE – Gasperini: “Ho delle idee su come alzare il livello della Roma. Proprietà potente, può fare grandi cose”

Dentro questo ragionamento rientrano nomi chiari: Bryan Cristante, Gianluca Mancini, Lorenzo Pellegrini. E anche Paulo Dybala, per cui però il discorso si sposta inevitabilmente sul piano economico. Perché le idee devono fare i conti con i numeri: se le richieste restano fuori parametro, si saluta. Se rientrano, si costruisce.

La visione di Gasperini è chiara anche su un altro punto: i titolari di oggi devono diventare le alternative di lusso di domani. Un cambio di prospettiva che punta ad alzare il livello complessivo della rosa, evitando di spremere sempre gli stessi fino al logoramento. È un equilibrio sottile, perché l’anagrafe non perdona, ma è anche l’unico modo per crescere davvero.

A questo punto entra in scena la società. Perché scegliere Gasperini significa accettarne anche l’evoluzione. Non è più il tecnico che valorizza soltanto giovani e scommesse, quello degli inizi a Bergamo. Oggi è un allenatore che chiede certezze, giocatori pronti, risposte immediate. Se serve, alza la voce. E pretende di essere ascoltato.

Il caso emblematico è quello degli investimenti: se davanti a un’operazione futuribile da 20 milioni lui preferisce un profilo pronto, la richiesta va presa sul serio. Non per principio, ma per coerenza. Perché se gli dai le chiavi, non puoi poi discutere ogni porta che decide di aprire.

A Bologna ha ribadito tutto questo senza giri di parole. Non è solo una richiesta, è una condizione. Gasperini sa perfettamente di essere diventato il centro del progetto — anche se evita etichette come “plenipotenziario”. Ma la sostanza non cambia: oggi la Roma è nelle sue mani. E in fondo il messaggio è uno solo: o Gasp fino in fondo, o tanto vale non iniziare nemmeno.

LEGGI ANCHE – Mercato Roma, senza Champions serve un piano B: ecco il tesoretto dai prestiti

Fonte: Il Messaggero

Ostiamare in Serie C: festa De Rossi, il sogno è realizzato

17

L’Ostiamare vola tra i professionisti. Il club di proprietà di Daniele De Rossi conquista la promozione aritmetica in Serie C con una giornata d’anticipo, grazie alla vittoria per 1-0 contro il Termoli e al contemporaneo pareggio dell’Ancona sul campo de L’Aquila.

Un traguardo storico, che riporta Ostia nel calcio che conta a distanza di 35 anni. L’ultima esperienza tra i professionisti risaliva infatti al biennio 1989-91, quando la squadra militava nell’allora Serie C2. Stavolta, però, il percorso ha avuto il sapore della costruzione e della continuità: 79 punti conquistati, con 24 vittorie, 7 pareggi e appena 2 sconfitte.

Singolare anche il modo in cui De Rossi ha appreso la notizia. Impegnato in panchina a Marassi con il Genoa contro il Como, l’ex capitano giallorosso aveva chiesto di non sapere il risultato. “Poi dalla tribuna mia moglie me lo ha detto, ma sbagliato, e quindi secondo lei non avevamo vinto il campionato. Quando però sono tornato negli spogliatoi ho invece appreso la notizia. È bello, è bello per Ostia che lo merita. Non vedo l’ora di tornare dagli altri miei ragazzi”, ha raccontato ai microfoni di Dazn.

LEGGI ANCHE – Ranieri, il ritorno di De Rossi e il veto dei Friedkin: il retroscena

Un successo costruito su basi solide. De Rossi, che ha rilevato il club a gennaio 2025, è riuscito a dare forma a un progetto che unisce ambizione sportiva e identità territoriale, riportando la squadra al centro del quartiere. Fondamentale anche il contributo del tecnico D’Antoni, alla terza promozione in carriera dopo le esperienze con Monterosi.

Ostia, per De Rossi, è sempre stata più di un semplice luogo. Un punto di riferimento, una casa a cui tornare nei momenti difficili. Dopo l’esonero dalla Roma nel settembre 2024, è stato proprio da lì che è ripartito, seguendo anche i consigli del padre Alberto e scegliendo di investire nel club del suo territorio.

Una scelta che oggi trova la sua consacrazione. Ora vado ad abbracciare l’altra mia famiglia che sta giù a Ostia perché è il sogno della mia famiglia portarla in alto e farla brillare ogni tanto. Gioia per Ostiamare, una gioia umana, non solo calcistica, ha aggiunto De Rossi.

LEGGI ANCHE – Gasperini e la bocciatura di Vaz: “Dovrebbe fare due anni in B”

Fonte: Il Messaggero

Massara isolato: lavora alle plusvalenze, ma la Roma cerca un nuovo ds

68

La Roma cambia assetto, ma Frederic Massara continua a lavorare. Rinnovi, cessioni, operazioni da chiudere entro il 30 giugno per rispettare il settlement agreement: tutto procede, almeno formalmente. Perché nella sostanza il direttore sportivo si trova sempre più isolato.

Dopo l’uscita di scena di Claudio Ranieri, infatti, Massara non ha ricevuto comunicazioni dalla proprietà. È ancora al suo posto, ma il baricentro del club si è spostato altrove. Il comunicato dei Friedkin ha di fatto consegnato la guida tecnica e progettuale a Gian Piero Gasperini, chiudendo una prima partita interna e aprendo scenari nuovi.

A rendere ancora più evidente la distanza è stato lo stesso allenatore, che pubblicamente ha parlato di un “feeling mai scattato” con il ds. Parole pesanti, che hanno certificato una frattura ormai conclamata. Nonostante questo, Massara non ha intenzione di farsi da parte.

LEGGI ANCHE – Ranieri, il ritorno di De Rossi e il veto dei Friedkin: il retroscena

Anche perché la fase è troppo delicata per permettere vuoti. Da qui a fine giugno la Roma deve gestire passaggi cruciali: impostare le uscite, mantenere l’equilibrio dei conti e rispettare i paletti del piano concordato con la UEFA. Un lavoro che il dirigente sta portando avanti, pur in un contesto sempre più incerto.

Nel frattempo, però, la società si muove. È già partito il casting per un nuovo direttore sportivo, più in linea con le idee dell’allenatore. Il nome più caldo è quello di Cristiano Giuntoli, attualmente libero e molto apprezzato da Gasperini. Sullo sfondo restano anche Toni D’Amico, Giovanni Manna e Sean Sogliano.

La sensazione è che la decisione sia già indirizzata. Massara resiste, lavora e non si dimette, ma il suo futuro appare segnato. E la nuova Roma, quella che sta nascendo, sembra destinata a parlare sempre più la lingua di Gasperini.

LEGGI ANCHE – Massara in silenzio, Friedkin si muove per Manna

Fonte: La Repubblica