Como-Roma, Massa prende il voto più alto dalla CAN: “Direzione eccellente”

86

Non è solo una questione di singole partite o di episodi contestati. È il sistema di valutazione degli arbitri, nel suo complesso, ad essere finito nel mirino. E i numeri che emergono nelle ultime ore alimentano un dibattito che va ben oltre la singola decisione sul campo, scrive oggi il Corriere dello Sport.

Il meccanismo con cui vengono giudicati i direttori di gara è già nella bozza del programma della nuova PGMOL all’italiana — un nuovo tavolo tecnico è atteso dopo il Consiglio Federale del 19 marzo — ma indipendentemente dall’esito della rivoluzione voluta da Gravina, si tratta di un sistema che, secondo molti, va riformato senza attendere oltre. Il caso più recente, e più clamoroso, riguarda la valutazione assegnata a Massa, arbitro di Como-Roma.

L’Osservatore arbitrale della Commissione Arbitrale Nazionale (CAN) gli ha attribuito un 8.70, che secondo le tabelle interne equivale sostanzialmente al massimo ottenibile. La motivazione ufficiale recita: “Ha arbitrato in maniera eccellente. Prestazione di alto livello. Ha diretto bene una gara difficile per contesto e/o episodi valutati nel modo giusto e risolti brillantemente. Ha mostrato grande personalità — Conduzione tecnico disciplinare eccellente… sbavature insignificanti in una direzione di gara di qualità.”

Peccato che chiunque abbia rivisto la partita — soprattutto nella fase successiva al secondo giallo mostrato a Wesley — farebbe fatica a riconoscere quella descrizione nelle immagini.
Non è un caso isolato. Pochi giorni prima aveva fatto rumore il voto di 18.50 assegnato da Gervasoni — vice di Rocchi e responsabile VAR — all’arbitro Manganiello dopo Inter-Atalanta: in sostanza, una valutazione positiva nonostante un rigore non fischiato che, secondo molti osservatori, era tutt’altro che dubbio.

Il punto non è accanirsi su singoli episodi, ma capire come sia possibile che un sistema di controllo interno produca valutazioni così distanti dalla percezione comune — e, soprattutto, dalle immagini. Finché chi giudica gli arbitri continuerà a farlo con questi criteri, ogni riforma rischia di restare sulla carta.

LEGGI ANCHE – Capello, che attacco agli arbitri: “Sono una mafia”. Poi lo sfogo su Var e rigori

Fonte: Corriere dello Sport

Malen senza alternative: ecco come Gasp pensa di gestirlo

22

Per inseguire la Champions servirebbe moltiplicare Donyell Malen. È lui, oggi, il riferimento offensivo più incisivo della Roma, l’uomo che sta facendo la differenza sotto porta con numeri pesanti: 7 gol in 10 presenze in giallorosso.

Come evidenzia La Gazzetta dello Sport, il problema non è il rendimento, ma la gestione. Gian Piero Gasperini, da sempre abituato a valorizzare i centravanti, sa bene di non poter spremere oltre misura il suo attaccante. Da qui la necessità di dosarne minuti ed energie per evitare infortuni nel momento decisivo della stagione.

LEGGI ANCHE – Tuttosport: “La Juve e Spalletti pazzi di Malen, assalto in estate”

Un segnale chiaro si è visto anche nell’ultima gara: nonostante il risultato ancora in bilico, il tecnico ha scelto di sostituire Malen, inserendo Robinio Vaz per evitare rischi in una partita particolarmente intensa. Il punto è che le alternative sono ridotte al minimo. Il giovane Vaz rappresenta al momento l’unica opzione concreta nel ruolo, insieme al baby Antonio Arena, che però deve ancora completare il proprio percorso di crescita. Una situazione resa ancora più complicata dagli infortuni di Artem Dovbyk e Evan Ferguson, entrambi fuori dai giochi.

Senza reali alternative, la strategia appare già definita: Malen sarà il perno offensivo fino a fine stagione, con minutaggi calibrati per mantenerlo efficiente. L’idea è chiara, così come il rischio: sfruttare al massimo la sua presenza in campo, confidando che anche una porzione limitata di gara possa bastare per indirizzare il risultato.

LEGGI ANCHE – Gasp ha le idee chiare: Svilar e Malen gli intoccabili della Roma del futuro

Fonte: Gazzetta dello Sport

Da Koné a Mancini: gli highlander non rendono più

46

La coperta è corta, le rotazioni ridotte e gli infortuni continuano a incidere. Ma non è solo una questione numerica. Nella fase complicata che sta attraversando la Roma pesa anche il rendimento in calo di alcuni uomini chiave, quelli che hanno sostenuto il peso della stagione fin dall’inizio.

Tra i giocatori più utilizzati — i cosiddetti “highlanders” — si registra oggi una flessione evidente. Calciatori sempre presenti, spremuti al massimo per mesi, che ora sembrano pagare il conto in termini di brillantezza e continuità.

Il caso più emblematico è quello di Manu Koné. Dopo un avvio di stagione da protagonista, il centrocampista francese appare lontano dalla sua versione migliore. Anche nell’ultima uscita ha commesso errori insoliti, segnale di una condizione non ottimale. I numeri spiegano bene il contesto: 2.581 minuti complessivi tra campionato e coppe, un carico tra i più alti della rosa.

LEGGI ANCHE – Konè: “Voglio vincere con la Roma e fare la storia del club”

Davanti a lui, per minutaggio tra i giocatori di movimento, ci sono Gianluca Mancini (2.998), Zeki Çelik (2.880), Bryan Cristante (2.841), Evan Ndicka (2.693) e Wesley (2.629). Un gruppo ristretto, ma fortemente sollecitato, che oggi mostra segni evidenti di affaticamento.

Non è solo Koné, infatti. Anche Lorenzo Pellegrini, Mile Svilar e lo stesso Mancini stanno vivendo un momento meno brillante rispetto ai mesi precedenti. A questi si aggiungono Mario Hermoso, rientrato da poco dopo un infortunio, e Çelik, tornato recentemente su livelli meno affidabili dopo un periodo positivo.

Il difensore turco, tra l’altro, ha dovuto fare i conti anche con un affaticamento muscolare, ora apparentemente superato. Resta però la sensazione di una squadra che, nei suoi uomini più utilizzati, stia progressivamente perdendo freschezza.

Il calo degli “highlanders” non è l’unica spiegazione del momento della Roma, ma rappresenta un fattore concreto. La lunga esposizione e i tanti minuti accumulati iniziano a pesare, incidendo su prestazioni e rendimento complessivo.

LEGGI ANCHE – Celik verso la Juve a 3,8 milioni. La Roma ha scelto Fortini

Fonte: Gazzetta dello Sport

Roma, cambio ai vertici dell’area legale: Chiara Gentile sostituisce Vitali

7

Novità nella struttura dirigenziale della Roma, in particolare nell’area legale. Come riportato da Il Messaggero, il club giallorosso ha affidato il ruolo di legal & compliance director a Chiara Gentile.

La giurista arriva da Multiversity Group, dove dal 2022 ha ricoperto l’incarico di chief legal & compliance officer e head of legal del gruppo controllato da CVC Capital Partners. In questa veste si è occupata, tra le altre cose, di governance, operazioni societarie e programmi di compliance.

Il suo percorso professionale include anche una lunga esperienza di oltre dodici anni alla guida del dipartimento legale di Birra Peroni, oltre a incarichi ricoperti in Hertz Italia, Bristol Myers Squibb e SACE. Gentile prende il posto di Lorenzo Vitali, che lascia così la guida della direzione legale del club capitolino.

LEGGI ANCHE – Gasperini: “Malen resta? Chiedetelo alla società…”

Fonte: Il Messaggero

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

52

Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo lunedì 16 marzo 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 21:30 – Wesley convocato dal Brasile

Tempo di convocazioni per il Brasile di Carlo Ancelotti. Il tecnico italiano ha infatti diramato la lista dei giocatori per le amichevoli contro Croazia e Francia in preparazione al Mondiale che si terrà quest’estate. Nell’elenco figura anche il terzino della Roma Wesley e l’ex giallorosso Ibanez.

Ore 20:00 – Primavera, 1 a 1 a Firenze e vetta della classifica

La Primavera soffre per gran parte del match contro la Fiorentina, resta in 10 dal 76′ per l’espulsione di Seck ma strappa un pareggio per 1-1 grazie alla rete iniziale di Almaviva, a cui ha risposto Trapani. Un risultato che permette ai capitolini di tornare in testa da soli con un punto di vantaggio sulla coppia romagnola Parma-Cesena.

Ore 19:10 – Pellegrini nel mirino della Juventus

Il futuro di Lorenzo Pellegrini continua a essere in bilico: il centrocampista, in scadenza di contratto, sarebbe finito nel mirino della Juventus, che lo segue per rinforzare la mediana a parametro zero. Secondo La Gazzetta dello Sport, ci sarebbero già stati contatti informali tramite intermediari e a spingere per il trasferimento sarebbe anche Luciano Spalletti, che conosce bene Pellegrini.  (Gazzetta.it)

Ore 15:00 – Diao: “Noi facciamo così”

Ha fatto discutere il comportamento di Diao dopo l’ingiusta espulsione di Wesley. Il talento del Como ha rivendicato quanto accaduto pubblicando una serie di scatti tra i quali anche uno con il mancato contatto con il giallorosso aggiungendo: Noi facciamo così“. Il suo riferimento è anche alle parole di Gasperini che nel post partita aveva condannato i comportamenti dei giocatori lariani. Parole che hanno riacceso la polemica sui social.

Ore 13:20 – Dovbyk, conferme sulla stagione finita

Il ritorno in campo di Artem Dovbyk prima della fine della stagione continua a essere improbabile nonostante il post su social dell’attaccante di ieri. Le parole di Massara nel prepartita di Como-Roma lo confermano: “Dovbyk? Non c’è certezza, ma la sua presenza in campo prima della fine della stagione potrebbe essere più difficile”. (Corsport)

Ore 10:15 – Massa bestia nera dei giallorossi: la moviola

La gestione arbitrale di Davide Massa viene valutata come gravemente insufficiente dai quotidiani (media 4.6). L’episodio clou è il secondo giallo a Wesley, giudicato da molti inesistente: il brasiliano non tocca Diao, mentre più punibile sarebbe stato Rensch. Netto invece il rigore assegnato alla Roma per il fallo di Diego Carlos su El Shaarawy. I giornali sottolineano come l’espulsione abbia inciso pesantemente sul risultato e possa aver cambiato l’andamento della partita, confermando Massa come una vera “bestia nera” della squadra giallorossa.

Ore 10:00 – Como-Roma: le pagelle dei quotidiani

La Roma cade a Como e i giudizi dei quotidiani evidenziano luci e ombre. Tra i peggiori figurano Rensch (4.57), Koné (4.92) e Hermoso (4.92), mentre i migliori sono El Shaarawy (6.07) e Malen (6.00). Svilar alterna parate decisive e errori nei gol subiti (5.64). Gasperini resta insufficiente (5.07) in una squadra che appare irriconoscibile, condizionata da infortuni e scelte discutibili.

Ore 9:30 – Bologna, ansia Skorupski verso la Roma

Vittoria in trasferta per il Bologna al Mapei Stadium, ma nel finale preoccupa Skorupski, uscito malconcio per un problema ai flessori dopo un’uscita decisiva all’87’. Il portiere ha chiuso la gara stringendo i denti con la coscia fasciata, ma la sua presenza giovedì contro la Roma è ora in dubbio. Problemi anche De Silvestri e Moro. (Quotidiano Sportivo)

Ore 8:30 – Torna Ndicka, si ferma Celik

La Roma si gioca molto nei prossimi giorni: il 4° posto si complica dopo l’ultimo ko, ma giovedì all’Olimpico c’è il ritorno degli ottavi di Europa League contro il Bologna dopo l’1-1 dell’andata. Gasperini prepara la sfida con infermeria ancora piena: Soulé verso il rientro dopo la sosta, da valutare Celik per un problema al polpaccio, mentre Ndicka tornerà titolare in difesa. (Il Romanista)

LEGGI ANCHE – Celik dice no ai 2,8 milioni della Roma: Inter e Liverpool lo corteggiano

Ore 7:45 – Dieci ko in 29 giornate: record dal 2013

Con il ko di Como salgono a 10 le sconfitte della Roma di Gasperini in 29 giornate, un dato che non si registrava dalla stagione 2012-13 (anno chiuso al sesto posto). I giallorossi hanno spesso pagato i minuti finali e lo scarso rendimento sui calci piazzati, come confermato anche dal gol subito nel finale a Como. (Il Tempo)

IN AGGIORNAMENTO…

Calciomercato Roma: Juventus e Napoli su Pisilli. Rifiutata offerta di 20 milioni dal Tottenham

27

Il nome di Niccolò Pisilli inizia a circolare con sempre maggiore insistenza anche in chiave mercato. Il centrocampista classe 2004 della Roma, infatti, sarebbe finito nel mirino di diversi club di primo piano.
Secondo quanto riferito dall’esperto di mercato Ekrem Konur, sulle tracce del giovane giallorosso ci sarebbero Juventus e Napoli, che starebbero seguendo con attenzione la sua crescita e il suo rendimento.

L’interesse però non si limita alla Serie A. Anche dall’estero arrivano segnali: il Tottenham starebbe infatti valutando l’ingresso nella corsa al centrocampista. Sempre secondo le indiscrezioni, durante l’ultima sessione invernale di mercato la Roma avrebbe già respinto un’offerta di circa 20 milioni di euro per il cartellino del ventunenne.

Con l’avvicinarsi della prossima finestra estiva, dunque, la concorrenza per Pisilli potrebbe intensificarsi, con diversi club pronti a muoversi per assicurarsi uno dei giovani più interessanti del panorama giallorosso.

LEGGI ANCHE – Koopmeiners nella lista della Roma: la Juve apre e chiede 30 milioni

Redazione GR.net 

Roma, un marzo da incubo: tutti i motivi della crisi

76

La Roma di Gian Piero Gasperini sta vivendo un marzo da incubo. Dopo un buon inizio di stagione che aveva portato i giallorossi stabilmente in zona Champions, le ultime settimane hanno messo a nudo fragilità strutturali e problemi mai risolti. Due sconfitte consecutive in trasferta – Genoa e Como – hanno fatto scivolare la squadra al sesto posto con 51 punti, agganciata proprio dai lariani e minacciata dal rientro dell’Atalanta.

Il mal di trasferta che affonda la Roma

Marzo è iniziato nel peggiore dei modi: il 3 a 3 in rimonta con la Juventus è una mazzata soprattutto a livello psicologico che lascia strascichi evidenti su una squadra che stava già facendo i conti con l’emergenza e una forma fisica non ottimale. Una settimana dopo arriva la sconfitta per 2-1 contro il Genoa, e lì scatta il campanello d’allarme. Il pari di Bologna nell’andata degli ottavi di Europa League è sofferto quanto prezioso, ma la prestazione resta poco incoraggiante. Quindi arriva il 2-1 di ieri sul campo del Como, una sconfitta senza appello nell’ennesimo scontro diretto fallito.

I numeri sono impietosi: solo 2 vittorie nelle 8 partite giocate lontano dall’Olimpico del 2026 (entrambe a inizio gennaio), poi 3 pareggi e 3 ko. Il “mal di trasferta” è diventato il tallone d’Achille di questa Roma. Gasperini ha ammesso pubblicamente le difficoltà difensive contro squadre fresche, con i giallorossi che concedono troppo quando gli avversari, giocando davanti al proprio pubblico, accelerano sui duelli fisici e l’intensità.

L’infermeria piena e l’emergenza attacco

L’infermeria è piena e pesa come un macigno. Dybala è out fino ad aprile per un intervento al ginocchio, Soulé fermo per pubalgia fino a fine marzo, Dovbyk non tornerà (se tutto va bene) prima di maggio e Ferguson ha chiuso anticipatamente la stagione. L’ultimo colpo è arrivato da Zeki Celik, infortunatosi al polpaccio nel match col Como, che limita ulteriormente le rotazioni.

LEGGI ANCHE – Dovbyk, recupero a rilento: stagione finita per l’ucraino

Sei assenze pesanti che hanno ridotto all’osso le alternative di Gasperini, costretto a snaturare il proprio gioco e a inventarsi soluzioni di emergenza come Cristante trequartista o Pellegrini esterno di destra. Malen è rimasto l’unico riferimento offensivo affidabile, ma l’olandese da solo non può fare miracoli, servito poco e male da compagni non all’altezza.

Rosa incompiuta e tensioni col mercato

Gasperini ha avuto tensioni evidenti con il ds Massara per il mercato di gennaio. Gli acquisti di Zaragoza, Vaz e Venturino non sono bastati a dare i giusti ricambi chiesti dall’allenatore sulla trequarti e in attacco. Il tecnico ha sempre basato i suoi successi sull’intensità e sulla qualità del suo reparto avanzato, potendo contare su tante alternative tutte valide. La rosa offensiva della Roma invece è stata costruita male tra giocatori in scadenza, poco adatti al calcio di Gasp e facilmente soggetti agli infortuni. E ora presenta il conto nel momento più delicato della stagione.

Il calo fisiologico di marzo

C’è poi un elemento che chi conosce Gasperini sa bene: le sue squadre tendono ad avere un calo di condizione e di risultati prima della primavera, specialmente nel mese di marzo. Anche la sua Roma sta mostrando un palese calo di forma, con la squadra che fatica a tenere i ritmi quando affronta avversarie che giocano proprio sull’intensità e i duelli fisici.

Il crollo degli “Highlander” – quei giocatori che hanno retto la baracca per mesi giocando sempre – è evidente. Koné è apparso esausto contro il Genoa, Cristante ha perso brillantezza, Mancini mostra segni di stanchezza. Malen non avrà ricambi all’altezza da qui fino alla fine della stagione. Ora l’obiettivo è arrivare alla pausa di fine mese con in tasca la qualificazione ai quarti di Europa League e i tre punti col Lecce. E sperare in una primavera a tinte decisamente più giallorosse. 

LEGGI ANCHE – Roma, Massara in bilico tra scelte azzeccate e grandi lacune

Giallorossi.net – G. Pinoli

Suwarso: “Comprai il Como per farne un set televisivo. Le grandi vittorie? Le vivo con totale indifferenza”

16

Mirwan Suwarso, presidente del Como, ha rilasciato una lunga intervista al portale rivistaundici.com. Tanti i temi trattati: dall’acquisizione del club lariano fino agli obiettivi futuri. Questo uno stralcio delle sue dichiarazioni.

C’è grande entusiasmo intorno al Como: la squadra gioca bene e sta collezionando risultati pesanti in Serie A. Lei come vive le grandi vittorie?
“Con totale indifferenza. Per me, una partita vale quanto un’altra.”

La proprietà indonesiana è arrivata nel 2019, con la squadra in Serie D. Oggi è una forza del campionato. Immagino fosse questo il vostro piano fin dall’inizio…
“In realtà no. Prima del Covid avevamo comprato la società solo per usarla come un set televisivo: volevamo girare dei documentari sul calcio italiano per la nostra TV indonesiana. Nient’altro.”

E poi cos’è cambiato?
“In Serie B ci siamo resi conto che il progetto era diventato troppo grande e costoso per rimanere un semplice show televisivo. Fino a quel momento seguivo “dall’Indonesia, ma non potevamo più andare avanti così. Per questo, nel 2023, mi sono trasferito a Londra, dove abbiamo una sede, per prendere in mano il club di persona. Oggi faccio la spola tra Como e il Regno Unito per trasformare definitivamente la squadra in un business redditizio.

Di solito, nel calcio si ragiona per cicli di tre anni. Voi, invece, avete bruciato le tappe. Come ci siete riusciti?
“Sinceramente non saprei. Noi lavoriamo con un business plan quinquennale e cerchiamo semplicemente di seguirlo passo dopo passo. Como è una città piccola, dove abbiamo sviluppato tutto da zero. Paradossalmente, questo ci ha aiutati. Ma il vero punto di svolta è stato l’arrivo di Cesc: seppur a fine carriera, ci ha proiettati su un livello superiore e ha accelerato l’intero processo.”

E cosa vi ha convinto ad affidargli la panchina?
“Non lo avevamo preso con quell’idea. Anzi, è arrivato quasi per caso: io non l’ho nemmeno incontrato di persona, è bastata una semplice telefonata. Poi, però, abbiamo scoperto come ragiona. Ci parlava di come costruire la squadra e creare una struttura sportiva con un metodo rigoroso. Pensava alla squadra proprio come noi facevamo a livello aziendale: il suo approccio al campo rifletteva perfettamente il DNA societario che stavamo creando. Unire le due cose è stato naturale, e i risultati ci stanno dando ragione.”

LEGGI ANCHE – Ranieri: “Vogliamo la Champions, i Friedkin puntano a vincere lo scudetto. Malen? Ce lo teniamo stretto”

Fonte: rivistaundici.com

“ON AIR!” – FERRAZZA: “Superati anche dal Como, ci stanno prendendo in giro”, CASANO: “Se perdi giovedì la stagione è già finita”, ROSSI: “Massa ha un problema evidente con la Roma”

50

Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “Partita bruttarella. Dopo il vantaggio abbiamo avuto la sensazione che avremmo dovuto reggerlo col sangue, perchè si vedeva che il Como aveva molta più benzina e calcio della Roma, e ha giocato molto meglio. Con Massa la Roma ha perso le ultime sei partite. Ieri Massa non aspettava altro: l’unica vera critica a Gasp è non aver tolto Wesley per far entrare Rensch, io sapevo che al prossimo fallo Massa lo avrebbe espulso. Ma Massa ti supera sempre a destra, perchè siccome Wesley di falli non li stava facendo, allora se l’è inventato. Me la immagino la soddisfazione di Massa, che ha un problema evidente con la Roma: statisticamente è impossibile che una squadra che arriva tra le prime 5-6 del campionato metta di fila sei sconfitte con lo stesso arbitro… Detto questo, secondo me ieri la Roma avrebbe perso lo stesso…”

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Oggi è difficile fare un’analisi. Il rischio di voler buttare tutto a mare è grande. Hanno ragione un po’ tutti: ha ragione chi dice che la rosa è inadeguata dimostrando negli anni di valere il sesto posto, ha ragione chi dice che la società è colpevole non riuscendo ad assecondare le richieste chiare di un allenatore, ha ragione chi dice che anche l’allenatore qualche errore lo ha commesso…Io però ripartirei del buono che c’è, e cioè da Gasperini…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Tutti noi a Roma-Juve sul 3 a 1 abbiamo pensato “ce l’abbiamo fatta“. Poi quel gol di Gatti ha tolto quasi tutto ai giocatori della Roma. Ti ha tolto entusiasmo, e ti ha dato stanchezza fisica e mentale. Quel gol ti ha distrutto, ti ha massacrato, ti ha tolto certezze. Non dico che è finito tutto perchè c’è ancora l’Europa League. Ma il campionato purtroppo è difficile…Anche io riparto da Gasperini, però gli faccio un piccolo rimprovero: ha cercato di fare a Roma quello che ha fatto a Bergamo non avendo interpreti per farlo…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Siamo sospesi alla partita di giovedì prossimo contro il Bologna. Quella è la partita del redde rationem. Perchè se la Roma esce anche dall’Europa League, allora tutti al mare, perchè la stagione sarebbe praticamente finita. Ormai non sei più padrone del tuo destino, e quando la Roma deve rincorrere non arriva mai al risultato…”

Claudio Moroni (Rete Sport): “I Friedkin sapevano che chiamando Gasperini avrebbero dovuto aspettare un paio d’anni, uno sta passando e poi c’è il prossimo. Se loro gli danno i mezzi, Gasp è forte come gli altri, sennò i miracoli stanno da altre parti, Padre Pio sta a Pietralcina… I Friedkin hanno pagato e ci fanno pagare l’istinto prepotente del ricco miliardario. Bisogna avere fiducia nel progetto e dare tempo, se poi però comprano un altro Zaragoza allora no. Tu devi comprare tre giocatori veri…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “La Roma è stata penalizzata dall’arbitro, perchè l’espulsione non c’era e nessuno può dire il contrario. Però poi c’è la partita: la Roma la palla non l’ha mai vista. Diao fisicamente assomiglia a Vaz, ma tra i due c’è una bella differenza. E Jesus Rodriguez per me è meglio di Soulè…questi giocatori che ha preso il Como sono forti. La partita è stata una vergogna per la Roma, perchè per quanto siano buoni è sempre il Como. Gasperini dice che non sa che vuole fare la dirigenza con Malen. Ma come non lo sai…se dici una cosa del genere mi prende un colpo…”

LEGGI ANCHE – Gasperini: “Malen resta? Chiedetelo alla società…”

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Il Napoli ha messo la feccia superando la Roma, e quello c’è andato bene. Poi ci siamo fatti superare dall’Atalanta, poi dal Bologna, e ora accettiamo l’umiliazione di essere stati superati anche dal Como. La verità è che ci prendono in giro: Massara dice che la Roma non rinuncerà a fare mercato in linea con le ambizioni del club. Ma quali sono le ambizioni del club? Il capro espiatorio sarà Gasperini, ma lui tanto questo alibi non glielo dà, perchè se ne andrà prima lui a fine campionato…”

Paolo Cosenza (Tele Radio Stereo): “Il Como ti ha fatto una capoccia come un melone anche 11 contro 11, e questo non va bene. Non so se c’è stanchezza o deconcentrazione, ma ho visto errori preoccupanti. Il problema è che i giocatori vanno scelti con l’allenatore, e invece Gasperini non mette mezza parola perchè la società non lo interpella. La società gioca su altre strade, ha altri interessi…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “L’espulsione di Wesley indirizza la partita ed è determinante come il mani di Malinovskyi di domenica scorsa, e mi aspettavo una reazione diversa a fine partita dalla società. Detto questo, a parlare solo dell’arbitro si farebbe un torto perchè ci sono tante cose che non stanno andando bene e oggettivamente la Roma anche 11 contro 11 avrebbe perso lo stesso, perchè, è brutto dirlo, il Como ci ha preso a pallonate dal primo all’ultimo minuto. Questo è il manifesto di una grande difficoltà in cui si trova la squadra. Le assenze ci sono, ma il problema è che diversi giocatori non sono in un periodo di grande forma. Unisci tutto, e viene fuori la partita di ieri. Tra Genoa e Como la Roma fa un solo tiro in porta, sono numeri preoccupanti…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “La prestazione è stata brutta a livello assoluto, e anche 11 contro 11 avevo la sensazione che si potesse perdere. Ma se tu poi mi dai il colpo di grazia, mi ammazzi definitivamente. E questo non può passare in secondo piano: la Roma deve intervenire per dire che sei stata penalizzata due volte da due errori arbitrali evidenti. Sono cose gravi, e in un momento di grande difficoltà dove hai tante colpe, se commetti certi errori non mi concedi nemmeno la possibilità di provarci. Ma è ancora più grave che nessuno parli. La realtà comunicativa della Roma non cambia, è assente nei momenti decisivi…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Quella di ieri è la decima sconfitta stagionale: ragazzi, sono tante. Nelle ultime tre partite hai fatto solo un punto, la Roma sta pagando le assenze in attacco. La squadra sta facendo fatica, ci sono calciatori che hanno giocato troppo e cominciano a sentire stanchezza, soprattutto mentale. A questo punto il percorso più semplice è l’Europa League, perchè in campionato ora è dura…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “La domenica prima a Marassi non ti danno un rigore e va bene, la domenica dopo ti buttano fuori un giocatore che non c’era…Voi continuate a dire che la Roma è favorita dagli arbitri, e questi sono i risultati. Ma io non sono stupido, e dire che la Roma è fuori per gli arbitri è una caz*ata…C’è una cosa che non riesco a fare, e cioè essere critico con Gasperini, perchè non ha alternative, manda in campo la squadra che è la migliore possibile. Poi si volta verso la panchina e non ha alternative…Fabregas con le mosse dalla panchina ha cambiato la partita, Diao ha sconquassato la difesa della Roma, che anche 11 contro 11 avrebbe perso uguale. La squadra è in difficoltà fisica e tecnica. Konè è un buon portatore d’acqua, ma quando affronta gente che la palla non gliela fa vedere ha questo tipo di risultato…”

LEGGI ANCHE – Konè: “Voglio vincere con la Roma e fare la storia del club”

Nando Orsi (Radio Radio): “Se dobbiamo parlare dell’errore di Wesley, allora non parliamo più della partita. Se parliamo solo di quello, tutto il resto non c’è senso…Ma parliamo della partita, di Gasperini, della Roma, di come ha giocato…ogni tanto un po’ di obiettività la gradirei, e invece la Roma c’ha sempre la scusa. Al di là delle assenze puoi fare comunque una partita di intensità. La Roma si è fermata a diciassette minuti dal novantesimo della partita contro la Juve, è una cosa mentale, psicologica. La Roma ieri poteva prendere quattro gol, se finiva 4 a 1 c’era poca da dire. La squadra non reagisce, quando subisci 4-5 tiri a partita vuol dire che non c’è una buona fase difensiva. Ieri ci sono stati errori di reparto, non solo individuali. Mancano i giocatori, ok, ma manca la cattiveria…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “Il caso dell’espulsione non ha influito sull’esito della partita. Io non parlerei di stanchezza, è una menata, ma stanchezza di che…sono professionisti, si allenano ogni giorno tutto l’anno, ma dov’è il problema? Il calo della Roma è dovuto a un declino mentale più che fisico, che era da attendersi perchè il rendimento era stato superiore a quello che la squadra può esprimere…”

Redazione Giallorossi.net

Il teorema di Di Canio: “Torti contro la Roma? Malen andava espulso, è pari e patta…” – VIDEO

54

Paolo Di Canio, ex attaccante della Lazio e oggi opinionista di Sky Sport, è tornato sugli episodi arbitrali che hanno coinvolto la Roma nelle ultime settimane, esponendo un suo personale “teorema” sulle decisioni prese durante le partite dei giallorossi.

Secondo l’ex calciatore, alcuni errori arbitrali tenderebbero in qualche modo a compensarsi, come accaduto – a suo dire – nella gara di Marassi contro il Genoa. Queste le sue parole: C’era il rigore sul tiro di Koné, perché Malinovskyi ha stoppato la palla con la mano. Ma nessuno ha mai parlato dell‘espulsione che ci doveva essere su Malen, il quale fa una sforbiciata e dà un calcio in testa pericolosissimo a Ostigard.

L’attaccante è stato solo ammonito. Quindi è pari e patta. Se è pericoloso entrare sulla caviglia, è grave anche dare un calcio in piena sforbiciata in testa a uno…”.

LEGGI ANCHE – Di Canio: “Malen? Nessuno se l’è mai filato e ora fanno paragoni scomodi con Vialli…”

Redazione GR.net

Roma-Bologna, l’appello dei tifosi: “Portate una bandiera, coloriamo tutto lo stadio”

20

Lo Stadio Olimpico si prepara a vivere una serata di grande passione in vista della sfida tra Roma e Bologna del 19 marzo 2026. Per l’occasione, la tifoseria giallorossa ha diffuso un messaggio rivolto a tutti i romanisti con l’obiettivo di caricare l’ambiente e preparare una coreografia capace di coinvolgere l’intero stadio.

Nel comunicato, i tifosi sottolineano il peso della partita, considerata una tappa fondamentale della stagione. L’intento è chiaro: far sentire il fattore campo e ricordare agli avversari cosa significa giocare davanti al pubblico dell’Olimpico.

L’invito è rivolto a tutti i sostenitori presenti allo stadio – dalla Curva Nord ai Distinti Nord, passando per la Tribuna Tevere e la Monte Mario – chiamati a partecipare attivamente allo spettacolo portando con sé bandiere giallorosse. L’obiettivo è colorare l’impianto e creare un’atmosfera travolgente, capace di spingere la squadra verso la vittoria e trasformare ancora una volta l’Olimpico in una bolgia giallorossa.

Il comunicato: “Romanisti! Giovedì ci attende un’altra sfida importante: contro il Bologna ci giochiamo una parte fondamentale della stagione. È il momento di tornare a far capire agli avversari cosa significa il fattore campo e cosa vuol dire venire a giocare all’Olimpico. Realizzeremo l’ennesimo spettacolo e ogni tifoso sarà protagonista… Invitiamo quindi tutti i tifosi che assisteranno alla partita in Curva Nord, Distinti Nord, Tribuna Tevere e Monte Mario a portare la propria bandiera. Insieme alla coreografia che verrà realizzata in Curva Sud e Distinti Sud coloreremo tutto lo stadio e spingeremo la Roma verso la vittoria“.

LEGGI ANCHE – Konè: “Voglio vincere con la Roma e fare la storia del club”

Redazione GR.net

COMO UN MACIGNO

124

Un’altra sconfitta. La decima stagionale. Tante, forse troppe per ambire alla Champions. Ma questa è forse quella più pesante e dolorosa. La Roma cade 2-1 a Como nello scontro diretto per il quarto posto e vede complicarsi terribilmente il suo obiettivo. Il kappaò del Sinigaglia è l’ennesimo segnale di un momento che ormai è sotto gli occhi di tutti. La squadra di Gasperini non riesce più a vincere e la classifica, inevitabilmente, presenta il conto.

Il paradosso è che la Roma aveva iniziato la gara nel modo migliore. Rigore conquistato da El Shaarawy e trasformato da Malen, vantaggio immediato e partita apparentemente in discesa. Ma è stato un fuoco di paglia. Dopo quel gol i giallorossi si sono praticamente spenti: affanno nel gestire e soprattutto nessuna pericolosità offensiva. Di fatto, da quel momento in poi, la Roma non ha più tirato in porta.

Il Como è apparso decisamente più in forma. Più lucido, più coraggioso, più convinto. E nella ripresa ha trovato il modo di ribaltare la partita. Paradossalmente nel momento in cui la Roma sembrava aver ripreso il controllo della gara è arrivato l’episodio che ha cambiato il match: una disattenzione difensiva di Hermoso che ha spalancato la porta a Douvikas, bravo a sorprendere Svilar sul primo palo. Un gol che ha ridato fiducia ai lariani e tolto definitivamente certezze ai giallorossi.

Ma il vero momento chiave della partita è stata l’espulsione di Wesley. Una decisione palesemente sbagliata dall’arbitro Massa: il secondo giallo al brasiliano per un presunto fallo su Diao non c’era. Il VAR non interviene e la Roma resta in dieci. A quel punto, con una squadra già in evidente difficoltà, la partita si è di fatto chiusa lì.

LEGGI ANCHE – Gasperini: “L’espulsione di Wesley è un episodio pesante.  Malen resta? Chiedetelo alla società…”

Il Como ha sentito l’odore del sangue, ha alzato il ritmo e ha colpito ancora. Il 2-1 è la logica conseguenza di un’inerzia ormai tutta dalla parte dei padroni di casa. La Roma, invece, non ha avuto più la forza di reagire. I cambi di Gasperini non hanno spostato nulla e questo non sorprende più di tanto: l’emergenza offensiva è totale. Tolto Malen, la Roma oggi non ha più frecce nel proprio arco. Le contromosse del tecnico sono diventate tentativi obbligati più che soluzioni reali.

Il risultato è una classifica che ora fa male. La Roma scivola al sesto posto, a tre lunghezze dal Como e a due dalla Juventus di Spalletti. E inevitabilmente torna alla mente quella notte dell’Olimpico contro i bianconeri, il famoso 3-3 incassato nel recupero. Quel gol di Gatti, arrivato quando la partita sembrava ormai vinta, è stata una vera sliding door della stagione. Da un potenziale +7 sulla Juventus, che avrebbe rappresentato un mattone pesantissimo nella corsa al quarto posto, la Roma si ritrova oggi a inseguire.

Il campionato si è improvvisamente complicato, forse più del previsto. Non è ancora finita, ma la strada verso la Champions è diventata terribilmente in salita. Ecco perché, in questo momento, lo sguardo inevitabilmente si sposta sull’Europa. Giovedì all’Olimpico arriva il Bologna per il ritorno degli ottavi di Europa League. Una partita da dentro o fuori. E forse, alla luce di quello che sta succedendo in campionato, anche qualcosa di più: una porta da tenere spalancata.

Perché se la Roma vuole continuare a inseguire quella Champions che da anni resta una chimera, potrebbe essere proprio l’Europa la strada più concreta per provarci davvero. Adesso non c’è più tempo per rimpianti. C’è solo da raccogliere i cocci e ripartire. Subito.

LEGGI ANCHE – Como-Roma 2-1: le pagelle

Giallorossi.net – Andrea Fiorini

Gasperini: “L’espulsione di Wesley è un episodio pesante, il Como lo cerca spesso. Non stimo i comportamenti di Fabregas. Malen resta? Chiedetelo alla società…”

92

Gian Piero Gasperini interviene ai microfoni dei giornalisti per parlare di Como-Roma, gara valida per la 29ª giornata di campionato. Queste le dichiarazioni del tecnico giallorosso al termine del match.

GASPERINI A DAZN

Partita girata intorno al 60esimo, anche l’espulsione di Wesley…
“Ho già visto tutto, inutile commentare questo andamento del calcio sulle simulazioni. Questo purtroppo è un episodio pesante, come quello del pareggio, loro fanno bene questi tagli. E poi l’episodio di Malen. Non è un gran momento, noi ci mettiamo del nostro, sono episodi troppo eclatanti per passare inosservati”.

La preoccupa che tranne Malen non siete pericolosi e che non ci sono altre armi? Dipendete troppo da Malen…
“Dipendiamo anche bene, perchè fa tanti gol. Lui ha sempre queste situazioni nette ogni partite, vuol dire che la squadra lavora bene. La squadra ha fatto la sua partita, nel secondo tempo stavamo facendo meglio, poi il Como ha messo giocatori importanti. La vera difficoltà è stata l’inferiorità numerica, prima non eravamo in difficoltà”.

Ora c’è una gara da dentro o fuori…
“Questi sono ragazzi straordinari, dobbiamo stare bene e recuperare al meglio alcuni giocatori che stanno uscendo dagli acciacchi. Se riusciamo ad avere il nostro blocco, torneremo a fare risultati. Giovedì è una partita importante, non abbiamo tempo per piangerci addosso…”

Come sta Celik?
“Problema al polpaccio, speriamo sia solo un principio di cambi. Può fare più ruoli, speriamo possa recuperare”.

LEGGI ANCHE – Cassano: “Gasperini non è felice alla Roma, il suo gioco non si vede”

GASPERINI A SKY SPORT

C’è una partita fino al 59′: poi c’è una lettura difensiva sbagliata, un assist sbagliato da Malen e un secondo giallo a Wesley un po’ avventato. Ci dice la sua?
“Sono tre situazioni tutte importanti, le prime due non siamo riusciti noi. Nella prima probabilmente in difesa c’è stata un po’ di fatica, stiamo recuperando i giocatori ma hanno avuto parecchi acciacchi e quando gli avversari mette gente fresca e di valore in attacco un po’ subiamo. Una situazione in cui dovevamo fare meglio. Quella di Malen è stata un peccato, poteva riportarci in vantaggio. Su Wesley preferisco sorvolare”.

Possiamo far rivedere l’episodio di Wesley…
“Fatela rivedere… Questo non è niente. Ci sono altre immagini dove si vede che chiaramente non entra neanche, si sposta addirittura. La partita cambia, giocare in 10… Non è la prima volta che il Como ha di queste situazioni, sono situazioni anche molto cercate. Un po’ troppo. Questo è diventato il calcio, lo abbiamo detto tante volte e non è il caso di entrare nel merito da parte nostra, oggi che siamo coinvolti. Ho parlato in altri momenti, oggi non entro nel merito”.

La preparazione della gara?
“Questi ragazzi stanno dando il massimo anche in situazioni di difficoltà. El Shaarawy è stato fuori 40 giorni, Hermoso idem. Non posso rimproverare nulla. Non ci sta girando bene, a Genova c’era un rigore clamoroso per noi per poter vincere la partita. Giovedì sappiamo di avere una partita importantissima, poi il Lecce e la sosta. Speriamo di raccogliere quello che non siamo riusciti a raccogliere nelle ultime giornate”.

Il suo rammarico più grande è quello di doversi adattare?
“Stavano entrando Venturino e Vaz e avrei fatto questi cambi. A Roma ho dovuto adattarmi molto di più, non sempre ho potuto fare questo anche da altre parti. C’è stata difficoltà a reperire i giocatori ma ci siamo adattati bene nelle altre partite. Siamo ancora dentro ai nostri obiettivi, dobbiamo pensare a giovedì. Questi ragazzi sono straordinari per attaccamento. Abbiamo anche tanti giovani e in queste situazioni peccano un po’ ma adesso pensiamo a giovedì che sarà un’altra partita importante”.

GASPERINI IN CONFERENZA STAMPA

Nelle ultime giornate gli episodi stanno incidendo…
“Sono abbastanza evidenti, non sono io a dover entrare in merito ad altri discorsi. Mi dispiace perché usciamo da due partite dove il limite tra la vittoria e la sconfitta era molto sottile, però chiaramente poi il risultato finale è questo, dobbiamo guardare avanti”.

Malen resterà o tornerà all’Aston Villa?
“Non lo so, chiedetelo alla società a maggio o giugno. Deciderà la società cosa fare con Malen. La Roma ha un riscatto, quando lo eserciterà vedremo”.

Come si riparte ora?
“Questi ragazzi reagiscono sempre. Lo hanno fatto dopo Genova e dopo Bologna. In questo momento dobbiamo recuperare la condizione, El Shaarawy ed Hermoso erano fuori da tanto, poi abbiamo delle squalifiche che a turno pesano. Ma finché siamo stati in undici la partita è stata equilibrata e abbiamo avuto occasioni”.

Roma molto passiva…
“Il Como è una squadra forte. Non so cosa vi aspettavate, ma il primo gol è frutto dell’aggressività e le occasioni di Malen e Pellegrini erano clamorose. Partita non facile, il Como è indubbiamente una squadra di valore. Rispetto l’analisi ma avevamo un avversario forte di fronte. Noi avevamo tanti giocatori in difficoltà, nella ripresa sono entrati dei giocatori del Como che hanno dato una accelerata. Noi non siamo nelle migliori condizioni, dobbiamo riprenderci”.

Il Como vi ha sorpreso?
“Il Como aveva già fatto questa difesa a tre, ma ha più alternative nel modo di giocare. Ramon si inseriva per i lanci lunghi del portiere, ma siamo riusciti a gestirla bene. Non siamo stati bravi tecnicamente a creare di più, però abbiamo gestito bene il vantaggio e nel secondo tempo potevamo fare un po’ meglio. Ha cambiato tutto l’espulsione. In 10 e con giocatori così bravi e veloci è stata una sofferenza”.

GASPERINI ALL’ANSA

Gian Piero Gasperini ha risposto alle parole di Fabregas ai microfoni dell’ANSA: “Il Como è una squadra forte, ma non stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina“.

Redazione GR.net

Ghilardi: “Le cose non stanno andando bene, ma ci rialzeremo. Mi sento bene, ho aspettato il mio momento”

10

Daniele Ghilardi parla ai microfoni dei giornalisti al termine di Como-Roma. Di seguito tutte le dichiarazioni del calciatore giallorosso sulla gara di campionato appena conclusa allo stadio Sinigaglia.

Com’è il clima nello spogliatoio?
“Come ha detto il mister, le cose non ci stanno andando bene ultimamente. Noi abbiamo due obiettivi: uno è l’Europa League e l’altro è arrivare in Champions tramite il campionato. Sappiamo cosa dobbiamo fare. Resettiamo dopo questa brutta sconfitta perché era un scontro diretto, però continuiamo a dare il massimo. Resettiamo e continuiamo a lavorare”.

Avete preso gol nelle situazioni più semplici?
“Abbiamo preso gol a difesa schierata e dovevamo fare meglio, ci lavoreremo. Ce lo aspettavamo che girassero molto e cercassero di toglierci riferimenti. Ci siamo anche riusciti in parte, però non è andata come volevamo, ma ci rialzeremo”.

Come sono stati i mesi iniziali in cui sei stato molto fuori? Come stai ora?
“Mi sento bene. Arrivo in partita tranquillo e per me è importante. All’inizio non trovavo spazio ma lo sapevo quando ho firmato che non sarei partito tra i titolari. Ho aspettato il mio momento e cerco di dare sempre il massimo per ottenere il posto”.

LEGGI ANCHE – Pjanic: “A Roma troppe voci e poca tranquillità, alla Juve sapevano gestire le pressioni”

Redazione GR.net

Fabregas: “Gasperini? Si deve dare la mano a fine partita, serve rispetto…”

31

Cesc Fabregas, allenatore del Como, commenta a fine gara la prova dei suoi ragazzi nel match di campionato che si è appena giocato allo stadio Sinigaglia contro la Roma. Ecco le dichiarazioni del tecnico dei lariani ai microfoni dei giornalisti al termine della partita:

FABREGAS A SKY

Tanti temi da analizzare, colpisce quanto siate una squadra di altissimo livello anche con la rosa…
“Si, abbiamo qualità e varietà ed é importante. Ci sono tante partite all’interno di una partita. Puó cambiare in 5 minuti come oggi dopo il rigore. Contento della voglia e della prestazione della squadra. Era molto difficile oggi dopo il rigore continuare a giocare come ha fatto la squadra. Non possiamo perdere la nostra identità e dobbiamo alzare il livello”.

Tensione con la panchina della Roma?
“Non lo so, magari è una cosa abituale. Io ogni volta che perdo non sono mai non andato a dare la mano, quando si perde si va a dare la mano all’avversario anche se ti hanno massacrato o se credono che l’arbitro abbia sbagliato. È una questione di rispetto, mi sono arrabbiato ma va bene così”.

Bella partita, ormai ci siete per il quarto posto.
“Sono d’accordo che è stata una partita bella, io me la sono goduta, non solo per la vittoria. Partita molto intensa tra due squadre forti. Quando facciamo le scelte di portare alcuni giocatori con alcune caratteristiche è per questo. Quando conosci bene il giocatore sai cosa ti può portare e ti può far arrivare a risultati con personalità e coraggio. Poi bisogna anche allenarlo, alla fine diventa tutto più fluido e si giocano partite del genere in cui il piano gara cambia ogni 5 minuti e senza che io possa fare nulla perché sono fuori e ho anche l’emozione della partita. I ragazzi capiscono e gestiscono i momenti in cui cambia il piano gara. Li invito a continuare a giocare così perché siamo molto giovani ma dobbiamo mantenere umiltà anche dopo questa vittoria. Andiamo piano piano”

FABREGAS A DAZN

È stata una partita molto bella per ritmo e idee, “da Champions” è stato detto in telecronaca. È d’accordo? È riuscito a salutare Gasperini alla fine?
“Inizio dal calcio che è la cosa più importante. Da Champions assolutamente no, perché non stiamo in Champions. Il ritmo è stato alto, quando giochi contro le squadra di Gasperini sono sempre battaglie. Puoi andare 4-5 volte contro il portiere se hai un buon gioco o loro ti possono mettere in difficoltà se non sei sveglio. Sono contento della reazione della squadra perché non era facile continuare con il nostro piano dopo lo 0-1 del primo tempo. Penso che abbiamo continuato a giocare bene in un altro modo. Sul saluto a Gasperini? Sono abituato che dopo la guerra dei 90 minuti c’è il rispetto e si deve dare la mano. Anche io ho fatto cose recentemente di cui non sono orgoglioso, ma noi allenatori dobbiamo crescere su questo. Anche se non sei contento del risultato, dobbiamo migliorare, darci rispetto e la mano. Noi che siamo personaggi pubblici dobbiamo dare l’esempio”.

Oggi il centravanti era un difensore. Come l’avevi preparata?
“Non mi piace parlare di calcio italiano o di un’altra parte. Da quando sono qua ho visto tante squadre che giocano uomo contro uomo e mi ha fatto crescere tanto come allenatore. Andavo a letto negli ultimi tre anni pensando a come trovare soluzioni contro squadra che vanno contro l’uomo. Se sei una squadra che vuole giocare devi trovare soluzioni. Abbiamo trovato questa soluzione oggi ed è andata benissimo. Sapevamo che contro Ramon doveva andarci El Shaarawy. Abbiamo potuto giocare a calcio in una zona più alta del campo. Gli abbiamo dato solo un’opportunità in quel modo che ha causato il rigore quando abbiamo sbagliato. Nel secondo tempo abbiamo attaccato molto più la profondità. Oggi è andata bene, un altro giorno se non andrà bene potremo dire che l’allenatore non ha preparato un buon piano, ma i protagonisti sono i giocatori”.

Lei non piace agli allenatori più esperti della Serie A?
“Sembra di no, non lo so. Anzi non voglio dire di no perché non mi sembra rispettoso. Quando abbiamo perso contro l’Inter o la Lazio sono andato da Chivu e da Baroni anche se ero arrabbiato e ho dato la mano. Ma non voglio fare casino oggi. La cosa più importante è che il Como oggi ha vinto e spero che si parli al 99% di questo e all’1% di altro”.

LEGGI ANCHE – De Rossi racconta: “Non meritavo quell’esonero con la Roma. Avevo un progetto per lo scudetto…”

Redazione GR.net