Il Genoa si prende tre punti pesantissimi a Marassi contro il Torino, in uno scontro diretto che vale molto più della semplice classifica. Una vittoria che conferma la crescita dei rossoblù, sempre più solidi e convincenti, ma che accende anche i riflettori su una scelta tecnica ben precisa.
Al centro del dibattito c’è Tommaso Baldanzi, arrivato al Genoa nel mercato invernale dalla Roma e subito inserito nei meccanismi della squadra. Non da trequartista o da esterno offensivo, però, ma da mezzala. Una collocazione che Daniele De Rossi rivendica con convinzione.
A DAZN, l’ex tecnico giallorosso ha spiegato senza mezzi termini la sua visione: «È un grande ragazzo e un talento sottovalutato in Italia. In realtà gli ho sempre visto questo ruolo». Poi l’ammissione, onesta e diretta: «Lo avevo preso erroneamente per fare il vice-Dybala alla Roma, come alternativa a lui». E infine la chiave tattica, con uno sguardo che va oltre i confini italiani: «In Spagna sarebbe una mezzala, le squadre forti lo farebbero giocare lì. E noi dobbiamo farlo giocare lì».
Ma non è solo una questione di posizione in campo. De Rossi chiarisce anche cosa pretende dal suo Baldanzi: «Dobbiamo chiedergli sempre sacrificio, corsa, costanza, perché non esiste più la mezzala di una volta, alla Rivera, che gioca solo quando ha la palla e quando non ce l’ha corre meno».
La Roma Primavera va a un passo dalla vittoria ma si fa raggiungere all’ultimo respiro: al Tre Fontane finisce 2-2 contro il Cesena al termine di una gara intensa e ricca di colpi di scena.
La squadra di Federico Guidi parte forte e sblocca il match al 19’ con una splendida conclusione a giro di Almaviva, uno dei migliori in campo. Nella ripresa i giallorossi sembrano in controllo e trovano il raddoppio al 51’: invenzione ancora di Almaviva e tap-in vincente di Maccaroni a porta vuota.
La Roma sfiora anche il tris, ma il Cesena resta aggrappato alla partita e riapre tutto all’83’ con Galvagno. Nel recupero succede di tutto: prima un grande intervento di Zelezny, poi al 96’ l’episodio che gela i giallorossi. Su corner romagnolo il portiere esce male, Tosku ne approfitta e anticipa Terlizzi firmando il definitivo 2-2.
Un pareggio amaro per la Roma Primavera, che vede sfumare all’ultimo istante la possibilità di riprendersi il primo posto in classifica, occupato ora dalla Fiorentina.
L’ex allenatore e attuale Senior Advisor della Roma, Claudio Ranieri, ha rilasciato una lunga intervista a Il Messaggero, affrontando numerosi temi, dall’infanzia fino al rifiuto della Nazionale. Di seguito uno stralcio delle sue dichiarazioni.
Il calcio come è entrato nella sua vita?
“Il classico sogno da bambino. Non ho mai frequentato scuole calcio, allora non esistevano. Però c’erano gli oratori, io cominciai in quello di San Saba. A 16 anni non ancora compiuti feci un provino con la Roma ma non mi presero. E finii in una squadretta succursale. Fu Herrera a ripescarmi”.
Ma non fu lui a farla esordire in Serie A.
“No, in panchina c’era Scopigno. A novembre fu mandato via e gli subentrò Liedholm. Ho avuto grandi maestri, non c’è dubbio”.
Il suo destino era la panchina.
“Mi sono detto: perché non provarci. In Italia tutti capiamo di calcio, ma un conto è giocarlo e un altro è vederlo dalla tribuna. Un altro ancora è stare in panchina, avere delle idee, saper parlare alla squadra, dirigenti, giornalisti”.
Cosa ha fatto la differenza nella sua carriera?
“Credo al sintonia, il feeling con i giocatori. Cercavo di trovare la chiave per ognuno di loro. Non sempre ci sono riuscito, per l’amor di Dio. Però un allenatore ha bisogno che tutti quanti seguano un’idea, giusta o sbaglia che sia, perché diventi un’idea vincente”.
È stato difficile dire no alla Nazionale?
“Difficile nel senso che quale allenatore non vorrebbe allenare la Nazionale del proprio Paese? Ma, al tempo stesso, non è stato difficile perché sono sotto contratto con la Roma. Ci sarebbe stato un conflitto di interessi pazzesco. Un esempio: io sono il punto di riferimento dei Friedkin, c’è una partita della Nazionale e domenica dopo si gioca Roma-Napoli o Roma-Inter o Roma-Juve. E io non convoco nessun giocatore della Roma o li convoco e non li faccio giocare e mando in campo i giocatori dell’altra squadra. In Italia, cosa succederebbe? Un finimondo. Mi è sembrata la scelta più onesta”.
Ha scelto i Friedkin.
“Ho scelto la Roma e un contratto scritto. I Friedkin mi hanno detto ‘Claudio decidi, e qualunque cosa deciderai noi saremo con te’. Sono stati molto corretti. Ci sentiamo spesso? Sì, attraverso video-call e messaggi”.
È difficile gestire una squadra dagli Stati Uniti?
“Non credo. Sono stato 8 anni in Inghilterra e Bates, il presidente del Chelsea, l’ho visto soprattutto dopo che ha lasciato il club. Abramovic veniva qualche volta in trasferta e mi riportava indietro con il suo aereo personale. Al Leicester il thailandese si presentava di tanto in tanto. Il presidente è importante perché a fine mese paga, solo in Italia siamo ossessionati dalla sua presenza”.
Qual è la città da cui è stato più difficile separarsi?
“Cagliari ce l’ho dentro. Dico sempre che Roma è la mamma, Cagliari la moglie”.
Chiuderà la sua carriera a Roma, alla Roma?
“Penso che finirà così, poi mai dire mai. Avevo assicurato che non avrei più allenato dopo Cagliari e invece è uscita fuori la Roma. E alla Roma non potevo dire di no”.
Quindi potrebbe ripensarci e tornare ad allenare?
“Parlo di un ruolo dirigenziale. Con la panchina ho chiuso, troppo faticoso. Negli ultimi anni mi sono accorto che la sconfitta mi divorava. Il piacere della vittoria dura poco, cominci a pensare subito alla partita successiva”.
E sempre stato così?
“No, per questo ho smesso. Prima, quando perdevo, me ne facevo una ragione. Nel calcio hai sempre, o quasi, un’altra occasione. A un certo punto è cambiato qualcosa. Sarà l’età. Pensavo che sarei morto in campo, ma non succederà”.
Nessuna gestione, nessun pensiero rivolto alla prossima. Per Gasperini conta solo vincere stasera. La partita contro la Cremonese, in programma all’Stadio Olimpico, va affrontata senza distrazioni e senza fare conti sui diffidati o sulla supersfida della prossima settimana contro la Juventus.
Il messaggio che filtra è chiaro e trova riscontro su tutti i quotidiani: in campo scenderà la formazione migliore. In difesa, dunque, spazio ai titolari, anche se a rischio squalifica. Gianluca Mancini ed Evan Ndicka, entrambi diffidati, guideranno il reparto arretrato insieme a Mario Hermoso, chiamato a completare il terzetto difensivo.
Sulle corsie, riflettori puntati su Wesley. Il laterale brasiliano ha smaltito il colpo alla caviglia rimediato a Napoli ed è pronto a partire dal primo minuto sulla fascia sinistra. Anche lui è diffidato e quindi a rischio squalifica, ma questo non sembra influenzare le scelte: per Gasperini deve giocare chi sta meglio, senza guardare oltre i novanta minuti dell’Olimpico.
La linea è netta. Niente calcoli, niente turnover mascherato. L’obiettivo è prendersi subito i tre punti e poi, solo dopo, voltare pagina. La sfida contro la Juventus, decisiva in chiave Champions League, arriverà tra una settimana e verrà affrontata a tempo debito. Stasera, invece, c’è una sola priorità: battere la Cremonese. Tutto il resto può aspettare.
“Se non sbagliamo noi, per gli altri diventa difficile”. Una frase che oggi pesa più del solito, perché mentre la Juventus continua a inciampare e la Roma si ritrova davanti a un’occasione troppo grande per essere ignorata. Stasera, contro la Cremonese, i giallorossi possono davvero dare una spallata decisiva alla corsa Champions.
Quando Gian Piero Gasperini si è affacciato nella sala stampa di Trigoria per la consueta conferenza stampa della vigilia, la Juve doveva ancora scendere in campo contro il Como. E non poteva sapere che la classifica qualche ora dopo gli avrebbe regalato un sorriso in più: la sua Roma se dovesse battere la Cremonese andrebbe a +4 sulla Juve con lo scontro diretto in casa domenica prossima. Se non è questa un’occasione d’oro, poco ci manca.
Lo dimostra il fatto che Gasperini stia pensando di mandare in campo anche i tre diffidati: Wesley, Mancini e Ndicka, senza pensare ad eventuali squalifiche con vista Juventus. Il quarto posto è troppo importante: riporterebbe la Roma in Champions League, là dove manca dal 2017-18. Un traguardo fissato dallo stesso Gasp: il tecnico vuole la Champions a tutti i costi nonostante la società non lo abbia fissato come obiettivo del primo anno.
E allora tutti pronti per stasera, anche se i problemi non mancheranno. A iniziare dalle assenze di Dybala e Soulé in un attacco ridotto all’osso che vede Malen come unica certezza. Donyell e i suoi fratelli: Vaz, Venturino, Zaragoza. Questi sono rimasti a disposizione di Gasperini per completare il reparto offensivo. E attenzione all’ex Genoa, che potrebbe partire dall’inizio.
La Roma, nonostante l’emergenza attacco, non può e non vuole sprecare questa occasione. La Cremonese rappresenta un ostacolo da superare con determinazione, consapevoli che il margine d’errore è ridotto al minimo. Calcio d’inizio alle 20:45 all’Olimpico: è il momento di dare una spallata alla classifica.
La Roma torna all’Olimpico dopo il pareggio di Napoli con l’obiettivo di ritrovare subito i tre punti e approfittare del kappaò della Juventus. Domenica 22 febbraio 2026, alle 20:45, i giallorossi ospitano la Cremonese nella sfida valida per la 26ª giornata di Serie A.
La squadra di Gasperini, quarta con 47 punti, vuole dare continuità alla propria corsa Champions, mentre i grigiorossi di Davide Nicola, sedicesimi a quota 24, arrivano a Roma con la necessità di fare risultato in chiave salvezza.
Le ultime dai campi
QUI ROMA– Gasperini conferma il 3-4-2-1 e ritrova Konè in mediana dopo il recupero dall’infortunio. Davanti a Svilar, la linea difensiva dovrebbe essere composta da Ghilardi, Ndicka ed Hermoso. Sulle corsie Celik a destra e ballottaggio Wesley–Tsimikas a sinistra, mentre in mezzo Cristante affiancherà Konè. Sulla trequarti Pellegrini guiderà la manovra con Zaragoza, alle spalle di Malen. Restano indisponibili El Shaarawy, Soulè, Dybala, Dovbyk e Ferguson. Nessuno squalificato, ma attenzione ai diffidati Mancini, Ndicka e Wesley.
QUI CREMONESE – Nicola si affida al 3-5-2 con Audero in porta. In difesa Terracciano e Luperto sono certezze, mentre resta aperto il ballottaggio Bianchetti–Ceccherini. Sugli esterni Barbieri e Pezzella sono favoriti, con Zerbin alternativa. In mezzo Thorsby sarà il perno, affiancato da Maleh e Payero. In attacco Vardy è sicuro del posto, con Bonazzoli leggermente avanti su Djuric. Assenti Collocolo e Baschirotto, fuori rosa Floriani Mussolini e Moumbagna. Nessun squalificato; diffidati Terracciano, Bondo e Vardy.
Dove vederla in TV
Roma-Cremonese sarà trasmessa in esclusiva su DAZN, con diretta disponibile su smart TV compatibili, Sky Q tramite il canale dedicato DAZN e in streaming su smartphone, tablet e PC tramite app o sito ufficiale.
Quote e pronostico
I bookmaker indicano una gara nettamente sbilanciata a favore della Roma. Il segno 1 oscilla tra 1.38 e 1.40, il pareggio è intorno a 4.90, mentre il colpo esterno della Cremonese sale fino a 10.50. L’Under 2,5 è leggermente favorito sull’Over, così come il No Goal, segnale di una partita che potrebbe restare sotto controllo per i giallorossi. Il risultato più probabile resta una vittoria della Roma per 2-0, con gestione e solidità difensiva a fare la differenza.
Vittoria pesantissima del Como all’Allianz Stadium: la squadra di Fabregas, seppur priva di Nico Paz, il suo giocatore più forte, passa sul campo della Juventus con il punteggio di 2 a 0.
Sblocca il match Vojvoda con un sinistro dal limite sul quale Di Gregorio compie una intervento goffo, con la palla che si spegne in fondo al sacco. Timidissima la risposta dei bianconeri, che nella ripresa incassano il raddoppio dei lariani dopo un contropiede da manuale, concluso da Caqueret a porta vuota. Come se non bastasse Locatelli si prende un giallo e salterà la Roma.
Grazie a questo risultato il Como sale a quota 45 punti e si porta a meno uno dalla Juventus di Spalletti e a due lunghezze dalla Roma, che però domani affronterà la Cremonese in casa con l’occasione di mettere un piccolo solco dalle sue concorrenti alla zona Champions.
Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo sabato 21 febbraio 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.
Ore 15:20 – Nicola avvisa la Roma: “Serve battaglia vera”
Alla vigilia della sfida dell’Olimpico contro la Roma, il tecnico della Cremonese Davide Nicola ha evidenziato i segnali di crescita dei grigiorossi: “Dopo il mercato la squadra ha ritrovato fisionomia e il giusto agonismo”.Sui giallorossi:“Hanno qualità e grande capacità di interpretare la partita, contro squadre così servono intensità, tempi giusti nei duelli e grande attenzione”. Capitolo assenze e gestione del gruppo: “Out Baschirotto, Pezzella potrebbe recuperare”. E sulla lotta salvezza: “Siamo nella posizione che ci aspettavamo, ora bisogna alzare convinzione, organizzazione e aggressività”.
Ore 11:20 – Gualtieri sullo Stadio della Roma e il Flaminio
Il sindaco di Roma Roberto Gualtieri annuncia che la Giunta voterà presto la conferma dell’interesse pubblico sul progetto dello Stadio della Roma, avviando l’ultima fase autorizzativa: “I cantieri partiranno il prossimo anno. Lo stadio riqualificherà un intero quadrante della città”. Sul Flaminio presentato da Lotito: “È positivo che la Lazio voglia ristrutturarlo; la conferenza dei servizi analizzerà il progetto. Entrambi gli impianti potrebbero essere pronti entro il 2032″.
Ore 10:00 – Paulo Sérgio: “Wesley ricorda Cafu. Totti è pronto”
Paulo Sérgio promuove la Roma di Gasperini: “Non mi sorprende, ha sempre fatto bene ovunque è stato. Se il club lo lascia lavorare si possono fare grandi cose”. Capitolo singoli, con parole importanti per Wesley: “Ha giocato in un club con tanta pressione come il Flamengo, questo lo ha aiutato. Quando attacca mi ricorda Cafù, con campo davanti può fare giocate importanti”. Su Matías Soulé: “Ha tutto il tempo per esplodere ha i mezzi giusti”. Chiusura su Totti: “Credo che ora sia pronto per un ruolo in società. Prima era troppo presto, adesso può fare davvero un grande lavoro”. (Il Tempo)
A quasi dieci anni dall’impresa più incredibile della storia del calcio, Claudio Ranieri e Jamie Vardy si ritrovano per celebrare il trionfo del Leicester City nella Premier League 2015/16, storia che sarà raccontata anche in un documentario con interviste esclusive al tecnico italiano e all’attaccante, oggi alla Cremonese. Un successo nato anche dalla fiducia totale di Ranieri in Vardy, allora considerato un talento difficile da gestire e diventato invece il simbolo eterno di quella favola calcistica. (Gazzetta dello Sport)
A Trigoria, alla vigilia della sfida di Serie A contro la Cremonese, in programma domenica 22 febbraio alle 20:45 allo Stadio Olimpico, è il momento di fare il punto. In conferenza stampa parlerà Gian Piero Gasperini, affrontando i temi principali che accompagneranno il match: dalla preparazione della squadra alle condizioni fisiche dei giocatori, fino alle scelte tattiche per un incontro decisivo in chiave Champions.
L’allenatore analizzerà lo stato di forma del gruppo, con particolare attenzione ai rientri e agli indisponibili, e fornirà indicazioni sulla gestione della rosa in vista delle prossime partite. Di seguito tutte le dichiarazioni del tecnico alla stampa.
Zaragoza-Pellegrini, che margini di miglioramento hanno?
“Credo che abbiano margini. Pellegrini ha giocato tanto, con continuità, ci sta un momento in cui è meno brillante, ma sono convinto che darà un contributo determinante. A Zaragoza dobbiamo dargli tempo, ha caratteristiche molto valide che ha fatto intravedere. Sull’inserimento con la squadra è necessaria qualche partita”.
Ci sono diffidati importanti, verranno fatte scelte? Dybala?
“Domani i tre punti sono fondamentali e dobbiamo giocare al massimo. I punti valgono in tutte le partite e sono difficili da acquisire. Dybala domani non sarà della partita. Sta continuando le cure, sono davvero dispiaciuto: si sta applicando al massimo per essere presente, ma ha un fastidio che glielo impedisce. Lui è determinatissimo a recuperare”.
Tanti infortuni, come se lo spiega?
“E’ tipico del gioco del calcio. Le partite sono tante, e la stragrande maggioranza degli infortuni arriva in gara. Io ho 14-15 giocatori che non si sono mai infortunati, ma Dovbyk, Ferguson, Bailey, Dybala, ultimamente El Shaarawy hanno avuto infortuni molto lunghi. C’è gente che è stata fuori tanti mesi, e questo incide. Nell’arco di 40-50-60 partite, se Konè salta due partite rientra nella normalità. Il problema è quando ti capitano infortuni che durano mesi, questo pesa”.
Come sta Soulè? Chi è più pronto tra Vaz e Venturino?
“Soulè è stato fermo tutta la settimana e non sarà della partita. Speriamo che lo possa essere nelle prossime. Vaz e Venturino sono giovanissimi, sono stati buttati in campo subito un po’ per necessità e un po’ per capire. Sono due ragazzi diversi, Venturino è un prestito, è un ruolo in cui eravamo carenti, è un ragazzo che secondo me ci darà delle soddisfazioni nel tempo. Vaz è un investimento importantissimo da parte della società, ha fatto spezzoni con alcuni gol. Su di lui pesa il fatto di quanto è stato investito, altrimenti si guarderebbe in un’altra ottica. E’ un ragazzo che sto cercando di capire velocemente quanto sarà utile nella Roma, nel futuro lo sarà sicuramente. Evidentemente se è stato fatto un investimento così importante ci sono delle qualità. Ma non è facile ottenerle subito in un campionato difficile come quello italiano”.
Che idea si è fatto del tema simulazioni e del caso Bastoni?
“Io ho toccato solo degli argomenti, non riferiti a episodi più o meno favorevoli. Era riferito alle simulazioni, ai falli di mano e ai contatti. La discussione è solo quella, crea problemi agli arbitri, ai giocatori, agli spettatori. Questo è un non-regolamento interpretato in maniera troppo diversa, è giustificato tutto e il contrario di tutto. Il calcio è uno sport di contatto, se togli il contrasto a me il calcio piace molto meno. I falli di mano sono un problema da sempre, le simulazioni sono un problema moderno, recente, dovuto alle interpretazioni fatte col fermo immagine e il fotogramma televisivo. Ha accelerato queste forme di simulazioni. Oltre a Bastoni, ce ne sono state altre due altrettanto clamorose”.
Malen ha avuto un impatto incredibile. Scarsa sensibilità di chi lo ha gestito prima o il campionato italiano è di livello più basso? Che avete mangiato con Totti a cena?
“Su Malen, credo che il campionato italiano sia più difficile di tanti altri, soprattutto per gli attaccanti. Io sono convinto che in quel ruolo sia determinante. Gioca in nazionale olandese. Il motivo principale per cui l’ho convinto a venire è perchè gli ho detto che lui per me giocava lì (da punta centrale, ndr). E lui voleva questo. Le caratteristiche sue sono quelle, i centravanti non devono essere alti per forza 190 centimetri. Per me l’attaccante esterno ha altre caratteristiche, almeno nel mio modo di giocare. Sulla cena di Totti, quanto casino…se fossimo andati a cena non sarebbe successo niente di male. Io non ne ho mai parlato, per me Totti è una grandissima risorsa. Ma non è una storia che ho tirato fuori io, lo ha tirato fuori Ranieri. Ma io la vedo bene, è una grande opportunità”.
Qualche giorno fa a Udine ha fatto una battuta sul fatto che, se non si arriva quarti, si manda via l’allenatore. Guardando in prospettiva, vivendo Roma da mesi, vede ancora le potenzialità per raggiungere un livello alto o ha mai pensato: “Chi me l’ha fatto fare di venire qui”?
“Ci tengo a dire una cosa: la società e anche Ranieri, fin dalla presentazione e poi nei mesi successivi, hanno sempre parlato di un anno di transizione, di crescita e di costruzione. Sono io che ho parlato di Champions come obiettivo. Per me esiste solo quello. Io ho lasciato la Champions e mi manca anche molto non poterla giocare. Se qualcuno pensa di mettermi pressione dicendo “devi arrivare in Champions” si sbaglia di grosso perchè quello è il mio obiettivo. Ma sappiamo che significa dover superare squadre come Juventus, Napoli, Como, Atalanta. Io non sono venuto qui per costruire qualcosa di forte, non per dire: quest’anno vediamo, poi il prossimo anno, e così via. Sono venuto per costruire qualcosa di forte. I due mercati, quello di agosto e quello di gennaio, è rivolto a quello. Non è vero che non si possa lavorare in questa città. È difficile lavorare bene, ma non per la città: bisogna lavorare bene qui dentro. La città non c’entra niente, risponde sempre, lo stadio è pieno, ci sono 130.000 persone in due partite come Cremonese e Juventus. La differenza la fa il lavoro che si riesce a fare all’interno. Qua dentro devi fare le cose giuste…”
A che punto è oggi la squadra?
“Stiamo lavorando e continuiamo a lavorare. Io ho sempre grande soddisfazione di questi ragazzi, per me sono straordinari in tutto. Abbiamo passato e stiamo passando un periodo di grande emergenza, ma stiamo andando dritti”.
Considerando gli innesti del mercato di gennaio, cosa le sta piacendo di più nelle ultime partite della Roma e dove vede ancora ampi margini di miglioramento?
“Secondo me siamo già a un buon livello, ma chiaramente tutto è migliorabile. Il problema principale in questo momento è se perdi Dybala, Soulé, Ferguson ed El Shaarawy, cioè quattro attaccanti nello stesso reparto, diventa difficile per qualsiasi squadra. Se uno manca una settimana è un conto, ma quando le assenze diventano di un mese o addirittura di più, la situazione diventa difficile. Ci sono esempi anche di altre squadre che hanno perso giocatori importanti, però avere quattro elementi fuori nello stesso ruolo pesa. E non sappiamo ancora quando e se li recupereremo. Questo è l’unico aspetto. Stiamo cercando di tirare al massimo Venturino e Vaz, e Malen, che è appena arrivato, ci ha dato un valore. Se non fosse arrivato lui a gennaio sarebbe stato più problematico. E’ che in questo momento rischiamo di non recuperare nessuno di questi, e speriamo di non perderne altri. Tra 15 giorni torneranno el coppe e tre partite a settimana. Questo tentativo di velocizzare la maturazione di Venturino e Vaz è rivolta anche a questo. Loro sono le uniche alternative, ma dobbiamo stare attenti a non pretendere troppo”.
Konè-Pisilli può essere una coppia?
“Sono quattro giocatori che stanno facendo molto bene, in quel reparto c’è abbondanza, dobbiamo capire se possiamo impiegarli in modo più offensivo vista l’emergenza, ma le caratteristiche degli attanti sono altre. Quando torneranno le coppe sarà un bel vantaggio avere il reparto pieno e coperto”.
E’ cambiato qualcosa negli uomini in questi mesi? Che si aspetta dalla Cremonese?
“Sotto l’aspetto caratteriale ho sempre avuto un gruppo forte, sotto questo aspetto non abbiamo mai sbagliato. Poi tutto è migliorabile. Domani è una partita difficile, ora i punti cominciano a pesare di più per tutti. Le partite come sempre nel girone di ritorno diventano ancora più difficili. Detto questo, abbiamo mille motivazioni fortissime. Finisse oggi il campionato saremo premiati, da lì non vogliamo più scendere. Se non sbagliamo, per gli altri diventa difficile…”
La Roma si prepara alla partita contro la Cremonese con un obiettivo chiaro: capitalizzare il passo falso della Juventus per allungare sui bianconeri e accorciare le distanze dal Napoli. La posta in palio è già alta, ma Gasperini dovrà fare i conti con un’infermeria che non accenna a svuotarsi nel reparto offensivo.
Sia Soulé che Dybala restano infatti a casa. Il primo è fermo per una pubalgia, mentre il secondo non ha ancora smaltito il problema al ginocchio. Senza la qualità dei due mancini, il tecnico dovrà ridisegnare la trequarti affidandosi alla solidità del gruppo.
Le buone notizie arrivano dalla mediana e dalla difesa: Hermoso e Koné tornano a disposizione e si candidano prepotentemente per una maglia dal primo minuto. Recuperato anche Wesley dopo il colpo alla caviglia; il brasiliano è nella lista ma il suo impiego dall’inizio è improbabile. Su di lui pesa l’ombra della diffida: Gasperini potrebbe non rischiarlo per averlo a disposizione nel prossimo scontro diretto contro la Juventus.
Si continuano a rincorrere le voci sul futuro di Zeki Celik, terzino a scadenza di contratto che sembra essere ormai a un passo dalla Juventus. Voci che, a pochi giorni dalla delicatissima sfida contro i bianconeri, non hanno fatto piacere ai tifosi romanisti.
A gettare acqua sul fuoco c’ha pensato l’agente del calciatore turco che, come riportato da Gianluca Di Marzio, con una nota ha chiarito la situazione del suo assistito.
“Le voci secondo cui Zeki avrebbe raggiunto un accordo con un club non sono accurate. Attualmente gioca per un club importante, ed è naturale che squadre importanti in Italia e Inghilterra mostrino interesse per un giocatore che compete a questo livello e che il suo nome sia associato a tali club.
Il suo contratto con la Roma scade a fine stagione; tuttavia, nutre grande rispetto per il club. In questa fase non si concentra su questioni contrattuali o di mercato. La sua piena attenzione e il suo impegno sono rivolti a supportare la Roma nel raggiungimento dei suoi obiettivi. Riteniamo che tutte le altre questioni saranno affrontate e risolte a tempo debito, in modo professionale e rispettoso”.
La prima pagina odierna del Corriere dello Sport apre con un’indicazione chiara sul fronte mercato: “Scatto Roma: offerta per Senesi”. Un titolo che fotografa un movimento concreto del club giallorosso, deciso a non lasciarsi sfuggire un’occasione considerata particolarmente favorevole.
Secondo quanto riportato dal quotidiano, Frederic Massara ha effettuato un vero e proprio blitz per Marcos Senesi, difensore argentino in scadenza di contratto con il Bournemouth il prossimo giugno. Una situazione contrattuale che rende il profilo particolarmente appetibile e che ha spinto la Roma a muoversi con decisione.
Senesi, 28 anni, mancino, rappresenta un’opportunità che il club non intende perdere. I numeri stagionali rafforzano l’interesse: 25 presenze in Premier League e 4 assist, dati che ne certificano continuità e contributo anche in fase di impostazione. Un ulteriore elemento a favore è il passaporto italiano, che consentirebbe al giocatore di non occupare slot extracomunitari.
La Roma, però, non è sola. Anche la Juventus ha fiutato il colpo ed è segnalata in corsa, rendendo la concorrenza un fattore da tenere in considerazione. Il profilo dell’ex Feyenoord è dunque al centro di una pista definita “calda”, destinata a restare sotto osservazione nelle prossime settimane.
La mossa di Massara conferma l’attenzione su opportunità a costo zero ma di rendimento immediato, in un contesto di mercato che richiede tempismo e capacità di anticipare le dirette concorrenti. Anche in vista di eventuali offerte per Ndicka, difensore che può diventare un uomo mercato la prossima estate.
Il futuro di Zeki Çelik sembra ormai segnato. Sulla corsia opposta agirà ancora il laterale turco, ma il suo destino è lontano dalla Roma: è infatti promesso sposo della Juventus, pronta a chiudere l’operazione con un’offerta da 3,8 milioni di euro.
Una cifra che il club giallorosso non intende pareggiare. La scelta, a Trigoria, è già stata fatta: voltare pagina e puntare su un profilo diverso per il futuro delle corsie laterali. Il piano prevede il ritorno stabile di Wesley sulla corsia di competenza e l’inserimento di Niccolò Fortini, di proprietà della Fiorentina.
Il giovane terzino è in scadenza di contratto nel 2027. Dopo il mancato affondo nel mercato di gennaio, l’intenzione è quella di lavorare con anticipo e chiudere l’accordo in primavera, impostando per tempo la nuova soluzione per la corsia sinistra.
Nessun calcolo, nessuna gestione conservativa. La linea è chiara e non cambia, racconta oggi il Corriere della Sera: chi è disponibile va in campo. Anche se è a rischio squalifica. È il principio che guida Gian Piero Gasperini anche alla vigilia della sfida contro la Cremonese, in programma domani sera all’Stadio Olimpico. In piena corsa Champions, la Roma non può permettersi passi falsi, nemmeno pensando allo scontro diretto successivo contro la Juventus, sempre in casa, domenica 1 marzo.
L’obiettivo è spingere sull’acceleratore e blindare il quarto posto. Spazio dunque ai fedelissimi, anche a quei giocatori diffidati che, in caso di ammonizione, rischierebbero di saltare la sfida contro Luciano Spalletti. In difesa, i punti di riferimento restano Gianluca Mancini e Evan Ndicka. È vero che Gasperini ritrova Mario Hermoso, con la possibilità di spostare Ghilardi sul centrodestra, ma l’idea è partire con il terzetto più collaudato.
Tra i diffidati c’è anche Wesley, reduce dallo stop accusato a Napoli. La caviglia è ormai a posto e il rientro in gruppo è avvenuto, ma resta da capire se potrà partire dall’inizio: le valutazioni definitive sono attese tra oggi e domani.
Le scelte diventano più ampie dietro e in mezzo al campo, meno davanti. In attacco c’è da decidere come supportare Donyell Malen. Lorenzo Pellegrini, adattato da sottopunta a sinistra, garantisce disponibilità, mentre Zaragoza è preferito a Vaz e Venturino. Possibile anche la convocazione di Arena.
Un mese fermo ai box, dieci partite già saltate e un’undicesima destinata ad aggiungersi al conto. La stagione di Evan Ferguson si è trasformata in un percorso a ostacoli che rischia ora di prendere una piega definitiva. Come scrivono oggi Il Messaggero e la Gazzetta dello Sport, l’attaccante è fuori da settimane per un problema alla caviglia sinistra che continua a non dare segnali incoraggianti.
Nei giorni scorsi l’irlandese è volato a Brighton per un consulto con i medici del club proprietario del cartellino. La terapia conservativa seguita finora non ha prodotto i risultati sperati e, a questo punto, l’ipotesi dell’intervento chirurgico non è più da escludere. I contatti tra la Roma e il club inglese si sono intensificati nelle ultime ore: le prossime saranno decisive per arrivare a una scelta definitiva.
In caso di operazione, la stagione di Ferguson terminerebbe anzitempo. Un’eventualità che spiega perché il giocatore non abbia ancora dato il via libera: l’obiettivo personale è provare a essere disponibile per i playoff di marzo della nazionale irlandese, decisivi per inseguire uno storico pass per il Mondiale in programma in estate.
Uno scenario che avrebbe ripercussioni pesanti anche sulla Roma, che lo ha inserito nella lista UEFA e che rischierebbe di perderlo per il resto della stagione.