Roma, il mercato della discordia: investiti 97 milioni, ma quante delusioni

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Tutti convinti di avere ragione. Ma alla fine sarà Dan Friedkin a scegliere quale versione peserà di più. A Trigoria, come racconta la Gazzetta dello Sport, il confronto tra Gian Piero Gasperini e il tandem dirigenziale formato da Claudio Ranieri e Ricky Massara si gioca soprattutto sul terreno del mercato.

Il tecnico non ha mai nascosto le proprie perplessità: negli ultimi due anni sono arrivati circa 30 giocatori, ma oggi solo una minima parte rappresenta un punto fermo della squadra. Nella sua lettura, sarebbero serviti più profili simili a Wesley e Malen, tra i pochi davvero funzionali.

Dall’altra parte, però, la replica è netta: le scelte sarebbero sempre state condivise. Secondo la dirigenza, Gasperini avrebbe avallato gran parte delle operazioni, comprese quelle poi finite sotto accusa. Il caso emblematico resta quello di Jadon Sancho, trattativa lunga e discussa, in cui – secondo questa versione – lo stesso Friedkin avrebbe chiesto all’allenatore di assumersi la responsabilità finale, ricevendo però un passo indietro.

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Non solo. Anche su altri innesti come Neil El Aynaoui e i vari Ferguson, Bailey, Tsimikas e Zaragoza, il tecnico avrebbe dato il proprio via libera, senza che poi le prestazioni in campo rispettassero le aspettative. Discorso diverso per i giovani come Ghilardi, Ziolkowski e Vaz, operazioni riconducibili alla direzione sportiva ma, secondo questa lettura, poco valorizzate.

Il risultato è uno scontro di interpretazioni che rischia di incidere anche sulle scelte future. La programmazione estiva, infatti, si preannuncia profonda: diversi giocatori sono in uscita tra scadenze e prestiti, mentre non si escludono cessioni pesanti in caso di mancato accesso alla Champions. L’obiettivo è una nuova campagna acquisti ampia, con numerosi innesti per ridisegnare la rosa.

Tra i nomi monitorati c’è anche Julian Brandt, profilo che potrebbe rappresentare uno dei primi tasselli del restyling. Ma prima di guardare avanti, resta da risolvere il nodo principale: capire quale linea prevarrà tra quella tecnica e quella dirigenziale. Le ultime giornate di campionato diranno molto, ma non tutto. Perché, al di là dei risultati, sarà la proprietà a decidere chi avrà in mano il timone della Roma nel prossimo ciclo.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

Caos Roma, congelato il ritorno di Totti a Trigoria

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Il gelo tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini non si limita al campo e alla gestione tecnica, ma finisce per riflettersi anche sui progetti futuri del club. Tra questi, come riporta la Gazzetta dello Sport, c’è anche il possibile ritorno di Francesco Totti nei quadri dirigenziali.

Dopo la cena con Gasperini, avvenuta circa quaranta giorni fa, l’ex capitano non ha più ricevuto segnali concreti da Trigoria. Un silenzio che ha di fatto congelato una trattativa che, a metà febbraio, sembrava ormai a un passo dalla definizione. In quel periodo, infatti, si parlava di una possibile fumata bianca, favorita anche dall’apertura di Ranieri e dalle dichiarazioni dello stesso Totti.

Nel frattempo, però, lo scenario è cambiato. Le tensioni interne hanno rallentato tutto, lasciando in sospeso anche il discorso legato all’ex numero 10. Totti, che nei giorni scorsi si trovava in vacanza alle Bahamas, era in attesa di un contatto da parte della proprietà e si sarebbe detto disponibile anche ad accettare un ruolo da ambasciatore in vista del Centenario del club.

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A complicare ulteriormente il quadro, anche la cena romana con Gasperini e Vincent Candela, avvenuta senza il coinvolgimento diretto della dirigenza. Un episodio che, secondo quanto filtra, non sarebbe stato particolarmente gradito ai piani alti del club.

Al momento, dunque, tutto resta fermo. Ogni discorso è rinviato a fine stagione, quando sarà più chiaro anche l’assetto dirigenziale di una Trigoria attraversata da tensioni e incertezze. Solo allora si capirà se e come potrà riaprirsi la porta per un ritorno che, fino a poche settimane fa, sembrava ormai imminente.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo lunedì 13 aprile 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 22:40 – Ranieri, i “no” di Gasp: spuntano i nomi

Le parole di Ranieri sui giocatori bocciati da Gasperini trovano riscontri: secondo il giornalista Nicolò Schira, i riferimenti sarebbero a Hojlund, per cui c’erano contatti col Manchester United, e a Rowe, scartato perché il tecnico preferiva Sancho.

Ore 15:35 – Balerdi in uscita, la Roma resta alla finestra

Leonardo Balerdi lascerà il Marsiglia a fine stagione: decisione condivisa con il club dopo un’annata difficile, tra critiche e problemi muscolari (21 presenze in Ligue 1). Il centrale argentino è seguito da tempo dalla Roma, con una valutazione intorno ai 20 milioni che potrebbe variare dopo il Mondiale. (Footmercato)

Ore 12:20 – Voeller compie 66 anni, gli auguri della Roma – VIDEO!

Con un post sul profilo X la Roma ha celebrato il compleanno di Rudi Voeller che oggi spegne 66 candeline. L’ex attaccante giallorosso, vincitore della Coppa Italia nella stagione 1990/91, ha realizzato in giallorosso 68 reti in 198 presenze ed è parte della Hall of Fame della società.

Ore 9:30 – De Rossi, Italiano e Pioli in caso di addio di Gasp

Il futuro di Gasperini resta incerto, con un faccia a faccia decisivo atteso con Ranieri. In caso di separazione, il primo nome è De Rossi: l’ex capitano, oggi al Genoa, potrebbe tornare ma solo con garanzie chiare. Alternative sul tavolo Italiano e Pioli, più complicate le piste Valverde e Farioli. (Il Messaggero)

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Ore 8:10 – Stramaccioni: “Ranieri, uscita incomprensibile”

Dopo il successo col Pisa e la corsa Champions ancora aperta, tiene banco il caso Ranieri-Gasperini. Stramaccioni critica il senior advisor: “Non capisco le sue parole, è stato un autogol”. Sulle scelte di mercato: “In attacco non sono stati portati profili di alto livello”. E aggiunge: “Apprezzo Gasperini per aver spento le polemiche, la Roma deve restare unita”. (DAZN)

Ore 7:40 – Verso l’Atalanta, dubbi e rientri dall’infermeria

La Roma riparte da Trigoria con focus sugli infortunati: Mancini e Wesley puntano al rientro già nei prossimi giorni per l’Atalanta, mentre Koné resta in dubbio e può slittare al Bologna. Monitorati anche Dybala e Dovbyk, atteso a un controllo. Out Pellegrini per almeno un mese: in pole El Shaarawy, alternative Venturino e, più defilato, Zaragoza. (Il Tempo)

IN AGGIORNAMENTO…

ULTIME DA TRIGORIA – Out Mancini, Wesley e Konè

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Settimana delicata a Trigoria, dove la Roma ha ripreso oggi gli allenamenti in vista della sfida di sabato sera contro l’Atalanta, un appuntamento che arriva nel pieno delle tensioni interne tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini.

Sul campo, però, le notizie non sono incoraggianti. Dalla seduta odierna arrivano conferme su un quadro fisico ancora complesso: non si sono infatti allenati in gruppo né Gianluca Mancini né il terzino brasiliano Wesley, due elementi che lo staff sperava di recuperare in extremis per la sfida contro i bergamaschi.

Situazione ancora più delicata per Manu Koné, che continua a lavorare a parte e che, al momento, appare il candidato più improbabile per un recupero in vista del match di sabato. Un’assenza che pesa soprattutto in mezzo al campo, in una gara che richiederà intensità e solidità.

Nella partitella in famiglia vittoria per la squadra di Svilar e Malen, con tanto di foto finita sui canali social del club giallorosso: finalmente qualche sorriso in mezzo a tanta tensione.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

Roma, gelo totale a Trigoria: neanche un saluto tra Ranieri e Gasperini, le ultime

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Il confronto tanto atteso non c’è stato. Tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini, almeno per ora, resta il gelo.

Secondo quanto riportato da Gazzetta.it, l’arrivo quasi contemporaneo dei due a Trigoria aveva fatto pensare a un chiarimento immediato, ma così non è stato. Nessun incontro e nemmeno un saluto, segnale evidente di una frattura profonda dopo le dichiarazioni degli ultimi giorni.

Ranieri, giunto al centro sportivo intorno alle 12:30, ha pranzato con la squadra, concentrandosi sullo sprint finale in chiave Champions League. Al tavolo, però, non era presente Gasperini, che ha invece guidato regolarmente l’allenamento iniziato nel primo pomeriggio.

Il faccia a faccia è soltanto rimandato. La proprietà, con i Dan Friedkin in prima linea, ha già indicato la necessità di abbassare i toni almeno fino al termine della stagione, ma il confronto diretto tra i due resta inevitabile.

Tra i temi più caldi anche la gestione degli infortunati. In vista della sfida con l’Atalanta, Gasperini spinge per recuperare elementi importanti, mentre lo staff medico mantiene una linea più prudente, in particolare su Wesley, ritenuto non ancora pronto per il rientro. Una posizione condivisa anche dal medico della nazionale brasiliana, arrivato a Roma nei giorni scorsi.

Le distanze, dunque, restano ampie e su più fronti. In serata è prevista una call tra il tecnico e la proprietà: da capire se sarà coinvolto anche Ranieri. Un passaggio che potrebbe contribuire a chiarire – o ad accentuare – un equilibrio interno sempre più fragile.

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Fonte: Gazzetta.it

Ranieri verso la Nazionale? L’indiscrezione di Trevisani: “A me hanno detto che…”

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Il futuro di Claudio Ranieri continua a far discutere, tra scenari legati alla Roma e suggestioni che portano lontano da Trigoria. A rilanciare un’ipotesi sorprendente è stato Riccardo Trevisani, intervenuto ai microfoni di Radio Manà Manà Sport.

L’opinionista ha riportato un’indiscrezione ricevuta nelle ultime ore, legata a una possibile rivoluzione ai vertici del calcio italiano: Malagò Presidente Federale, Ranieri Direttore Tecnico e Allegri allenatore. Ve la giro esattamente come mi è arrivata, non so se sia vero o meno”. Un’ipotesi che coinvolgerebbe anche Giovanni Malagò e Massimiliano Allegri, delineando un possibile nuovo assetto per la Nazionale.

Già venerdì sera mi hanno detto che poteva essere una via d’uscita per la Nazionale ma non ci ho minimamente pensato, forse perché sono ingenuo e perché credo che il calcio italiano non possa ripartire da un uomo di 75 anni“, ha concluso il giornalista.

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Fonte: Radio Manà Sport

Calciomercato Roma: Real Madrid, Barcellona e Lipsia interessate a El Aynaoui

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Arrivato in estate come uno degli investimenti più importanti, Neil El Aynaoui non è riuscito finora a lasciare il segno in maglia giallorossa. Pagato 23,5 milioni dal Lens, il centrocampista marocchino non ha trovato continuità né nelle prestazioni né nell’impiego, senza convincere pienamente Gian Piero Gasperini.

Le presenze da titolare sono state limitate e il rendimento spesso al di sotto delle aspettative. Una situazione che, secondo quanto riportato da africafoot.com, non soddisfa neanche lo stesso giocatore, che starebbe valutando l’ipotesi di lasciare Roma per trovare maggiore spazio.

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Intorno al numero 8 giallorosso, però, non mancano gli interessi. Diversi top club europei avrebbero già acceso i riflettori su di lui, tra cui Real Madrid e Barcellona, oltre al Lipsia.

La Roma osserva con attenzione l’evolversi della situazione. Anche perché il prossimo Mondiale, dove El Aynaoui dovrebbe partire da titolare con il Marocco, potrebbe incidere ulteriormente sulla sua valutazione di mercato.

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Fonte: africafoot.com

“ON AIR!” – Ferrazza: “Ranieri ha sbagliato, non sta gestendo gli amici del calcetto”, Corsi: “Mi aspetto le sue dimissioni”, PIACENTINI: “Non escludo che i Friedkin caccino tutti”, Pes: “Punto di non ritorno”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

David Rossi (Rete Sport): “E’ successa una cosa grave. A me non dispiace né per Gasperini né per Ranieri, che sono due professionisti pagati. Quando ci sono interessi personali, non c’è Roma che tiene: prendono e passano tutti sopra. Solo qui a Roma piace illuderci che non sia così. Ma in tutto questo la Roma dov’è? Ranieri sapeva perfettamente che le sue parole avrebbero avuto una certa risonanza. Mi continua a balenare nella testa questa conclusione: della Roma non gliene frega a nessuno, di sicuro non a Gasperini, che si lamenta perchè non gli portano i giocatori e nel curriculum non potrà mettere un’altra qualificazione alla Champions, e nemmeno a Ranieri, che pensa pensa prima di tutti alla sua credibilità. E i Friedkin in tutto questo se ne restano in Tanzania… In una società seria, sabato c’era o il comunicato di allontanamento di Ranieri oppure una presa di posizione a sua difesa…”

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Dalla Roma non è arrivata nessuna dissociazione da parte della proprietà riguardo alle parole di Ranieri. Anche le dichiarazioni di Gasperini erano anomale: se lui avesse fatto quelle dichiarazioni all’Inter, Marotta non sarebbe intervenuto per mettere i puntini sulle i? Io spero che alla fine si riporti tutto dentro una normale dialettica. Se un allenatore non è più d’accordo con la linea che la società ha sbandierato fin dal primo giorno ai quattro venti e che lui stesso aveva accettato, c’è sempre lo strumento delle dimissioni. Ma io non escludo che a fine stagione Friedkin possano decidere di caccia tutti visto quello che sta succedendo…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Ranieri ha deciso di dire la sua, e questa sfuriata ci può stare. Ma io penso che da persone mature possano vedersi e decidere cosa fare. Io penso che alla fine se ne andranno a pranzo insieme e si diranno: “Le cose stanno così, ognuno ha detto la sua, ora che vogliamo fare? Invece di andartene tu o andarmene io, proviamo a fare grande sta Roma?”…”

Claudio Moroni (Rete Sport): “Io non penso che se dietro alle parole di Ranieri ci fosse stato Friedkin dietro, lo avrebbe fatto con un altro stile. E invece lui ha proprio sbroccato, i movimenti del corpo, il volto, il modo concitato in cui ha espresso i concetti sono tipici di chi gli è partito il colpo. Ci sono state delle cadute di stile…Secondo me al 55% resteranno insieme, perchè alla fine sono brave persone, equilibrate…”

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Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Se Ranieri fosse stato sicuro del supporto dei Friedkin, non avrebbe mai detto “se non mi ascoltano sono pronto ad andarmene“, sarebbe illogico. Quando Gasperini parla con la proprietà sente persone che vogliono vincere nell’immediato, quando poi però vede i fatti e parla con i dirigenti vede un’operatività diversa. Ranieri si dimette per andare in Nazionale? Ma perchè? Non farebbe una bella figura. Ranieri tra tutti rischia di uscirne peggio: ha una parte della piazza che gli si è rivoltata contro. Se resta, rischia di subire questa situazione ibrida, se va via fallisce, finirebbe male il suo rapporto con la Roma, se andasse in nazionale ancora peggio…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “Gasperini ha ragione e Ranieri no. Ma cosa ha detto Gasperini di sbagliato, chiede solo giocatori forti per fare una Roma più forte…che schifo eh? Ranieri ha sbroccato, probabilmente lo ha tradito questa tensione enorme, perchè stai in mezzo tra le pressioni di Gasp e quelle dei Friedkin, perchè Ranieri non è scemo ed è vergognoso gli insulti che gli fanno. Ranieri è il terminale della Roma, e deve mantenere la parola data. Questa società è una vergogna clamorosa. Io credo che alla fine è molto più facile che Ranieri si dimetta e lasci, specie dopo aver sentito che la sua performance non è piaciuta a tutti. Però io sono convinto che all’Olimpico saranno solidali con Ranieri…”

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Io penso che i tifosi siano i più saggi e alla fine all’Olimpico saranno applausi sia per Ranieri che per Gasperini, ci sarà supporto per tutti e due. Ranieri ha sbagliato, io penso si possa dire chiaramente. Se gestisci una società di serie A, non puoi parlare di istinto. Non puoi permetterti di dire una cosa del genere prima di una partita e di un momento così delicato. Il passaggio sugli allenatori prima di lui è stato quello più pesante, più personale, c’ha messo la sua antipatia e non va bene in quel ruolo: stai gestendo una società di Serie A, non gli amici del calcetto…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Quello che è successo venerdì è un punto di non ritorno, l’ultima goccia è stata la conferenza di venerdì dove Gasperini ha parlato del mercato in un certo modo. E Ranieri, di sua iniziativa, ha scelto di parlare con toni abbastanza velenosi. Il concetto parte da idee condivise insieme alla proprietà, ma non è assolutamente la proprietà che ha mandato Ranieri a parlare con quei toni lì. Ci sono due piani: contenuto, e modalità e toni. Modalità e toni sono sbagliati: un dirigente non può fare certe dichiarazioni soprattutto prima di una partita. I contenuti invece sono in gran parte corretti…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “A me quello interessa sapere è: ma dove sta il presidente? Perchè non sta qua in una situazione ai minimi termini come quella in cui è finita la Roma? Ma dove sono i Friedkin? Hanno speso un miliardo nella Roma, ma almeno proteggessero il loro investimento se non vogliono proteggere la Roma. Quello che avevano da dire Gasp e Ranieri lo hanno detto a chiare lettere, qua ora manca il presidente. E lui che deve risolvere questa situazione, decidere il prossimo futuro e il prima possibile. Fra tre mesi comincia la nuova stagione…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Cosa fare ora dentro la Roma? Adesso non puoi fare niente, devi sistemare un po’ le cose, penso che troveranno un compromesso e poi a fine stagione si deciderà. Il campionato è aperto, e i confronti vanno rimandati a fine stagione…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “Credo che dentro la Roma ora convenga a tutti lasciar passare l’acqua sotto al ponte senza bagnarsi esageratamente. Nei programmi non c’era vincere lo scudetto, per farlo occorre un altro tipo di società, di organizzazione…Gasperini non è arrivato ieri, non è uno sprovveduto, e credo che a fine stagione potrebbe anche dire “ok, mandatemi via“. Ma io penso che nessuno alzerà la voce in questo momento…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Nessuna delle due parti sa con chi hanno a che fare: i Friedkin hanno a che fare con un allenatore bravo ma con un carattere particolare, dall’altra parte Gasperini non si rende conto che i Friedkin sono una proprietà ricca e decisionista. Farebbero bene a mettersi seduti al tavolo e ragionare, perchè questa è una grande occasione, sia per Gasperini che i Friedkin. Se per un anno la Roma non va in Champions, può succedere, perchè ci andranno quattro squadre importanti. Però da qui bisogna ripartire. Ma se riparti con gli stracci, non hanno capito con chi hanno a che fare, da una parte e dall’altra…”

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Redazione Giallorossi.net

Gasperini in bilico, il Messaggero: “A Trigoria può tornare De Rossi”

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Tra tregua e rottura definitiva, la Roma si muove su un equilibrio sempre più fragile. Lo scenario ideale, per quanto difficile da realizzare, resta quello di una convivenza: Gian Piero Gasperini in panchina, con Claudio Ranieri e il direttore sportivo a guidare l’area tecnica. Una soluzione che garantirebbe continuità, ma che al momento appare complicata alla luce delle tensioni emerse.

Il vertice di oggi a Trigoria rappresenta uno snodo cruciale: da un lato la possibilità di una tregua, dall’altro il rischio concreto di una frattura definitiva. Sullo sfondo resta l’ipotesi di un addio di Gasperini a fine stagione, sempre più concreta con il passare dei giorni.

Secondo quanto riportato da Il Messaggero, la proprietà non si farebbe trovare impreparata davanti a un’eventuale separazione. Che sia una scelta del tecnico o una decisione del club, la Roma sarebbe pronta a voltare pagina, anche considerando il peso economico dell’operazione, legato ai due anni di contratto ancora in essere.

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A quel punto si aprirebbe un altro capitolo, forse ancora più delicato: la scelta del nuovo allenatore. Un passaggio tutt’altro che semplice, anche perché nel frattempo tra Gasperini e la piazza si è creato un legame che renderebbe complicato qualsiasi cambio di rotta. Per questo servirebbe un nome forte.

E quel nome sarebbe già in cassa: Daniele De Rossi. Una soluzione che affascina, ma che presenta anche delle incognite. L’ex giallorosso, attualmente impegnato in un altro progetto, dovrebbe essere il primo a convincersi, soprattutto alla luce di esperienze recenti che lo hanno reso più cauto rispetto a un ritorno immediato.

L’eventuale addio di Gasperini verrebbe comunque vissuto come un fallimento: prima nella valutazione iniziale, poi nella gestione di un rapporto mai davvero decollato. Un progetto nato con entusiasmo e destinato, in quel caso, a chiudersi lasciando più di un rimpianto.

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Fonte: Il Messaggero

Roma, il giorno del giudizio: faccia a faccia Ranieri-Gasperini, Friedkin decide

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È il giorno del confronto. A Trigoria va in scena il faccia a faccia tra Claudio Ranieri e Gian Piero Gasperini, un incontro che arriva dopo giorni di tensioni esplose pubblicamente e che assume i contorni di una resa dei conti.

Sul tavolo ci sono tutti i nodi emersi nelle ultime settimane. A partire dal mercato, tema centrale dello scontro: da una parte Ranieri chiederà di abbassare i toni e di evitare polemiche su acquisti e trattative sfumate, dall’altra Gasperini ribadirà le proprie perplessità sulla costruzione della rosa, ritenuta non adeguata per affrontare più competizioni, soprattutto nel reparto offensivo.

Altro punto delicato riguarda i rinnovi e le prospettive della squadra. Il tecnico spinge per la conferma di alcuni elementi, mentre la proprietà sembra orientata verso un rinnovamento più profondo. Una divergenza che riflette visioni differenti sul futuro del club.

Non meno rilevante la questione legata agli infortuni. Gasperini, in questi mesi, ha espresso dubbi sulla gestione dei recuperi, giudicati troppo lunghi. Di contro, l’area dirigenziale ritiene che in alcuni casi i rientri siano stati affrettati, contribuendo a nuovi stop. Un tema attuale anche in vista della prossima gara, con situazioni ancora da valutare per alcuni giocatori.

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Il confronto si inserisce in un contesto più ampio, fatto di differenze caratteriali e di approccio al lavoro. Ranieri privilegia equilibrio e compattezza interna, mentre Gasperini adotta uno stile più diretto e talvolta polemico, soprattutto nei confronti delle varie componenti societarie. Due visioni che, secondo quanto filtra, non sono mai riuscite a integrarsi davvero.

Possibile anche un coinvolgimento della proprietà, con Dan Friedkin pronto a collegarsi in videocall. Un’eventuale partecipazione che darebbe ulteriore peso all’incontro, trasformandolo in un passaggio chiave per definire le linee future.

La sensazione è che questo vertice possa rappresentare un punto di svolta. Con la squadra ancora in corsa per obiettivi importanti, ma con un equilibrio interno sempre più fragile, la necessità è trovare una sintesi. In caso contrario, il rischio è quello di arrivare a una rottura definitiva. Con i Friedkin che dovranno scegliere con chi schierarsi. 

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Fonti: Leggo, Gazzetta dello Sport, La Repubblica

Serie A, l’Inter rimonta il Como e vince 4-3: scudetto ipotecato. Roma a -1 dai lombardi

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Vittoria pesante, dal peso specifico altissimo. L’Inter espugna il campo del Como con un 4-3 in rimonta che avvicina in modo deciso i nerazzurri al titolo.

La partita si mette subito in salita per l’Inter, sorpresa dall’avvio aggressivo dei padroni di casa. Il Como colpisce due volte e vola sul doppio vantaggio grazie alle reti di Valle e Nico Paz, facendo sognare un risultato clamoroso.

Ma la reazione nerazzurra arriva nel momento chiave. Poco prima dell’intervallo è Marcus Thuram a riaprire i giochi, firmando il gol che cambia l’inerzia della gara. Nella ripresa, infatti, l’Inter prende definitivamente il controllo: ancora Thuram trova la rete del pareggio, poi sale in cattedra Dumfries, autore di una doppietta che completa la rimonta. Prima del recupero arriva la rete di Cunha su rigore che fissa il risultato finale sul 3 a 4.

Un successo che vale molto più dei tre punti. Alla luce anche dei risultati di Milan e Napoli, l’Inter mette una seria ipoteca sullo scudetto, consolidando la propria posizione in vetta. Discorso diverso per il Como, che dopo il ko viene superato dalla Juventus al quarto posto. In questo scenario si inserisce anche la Roma, che accorcia le distanze e si porta a un solo punto dai lombardi.

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Giallorossi.net – G. Pinoli

Calciomercato Roma, Brandt sul suo futuro: “Vi sorprenderò”

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Il nome di Julian Brandt torna a circolare in ottica mercato Roma. Il trequartista del Borussia Dortmund, destinato a lasciare il club a parametro zero al termine della stagione, ha parlato del proprio futuro dopo la sconfitta per 0-1 contro il Bayer Leverkusen, lasciando spazio a diverse interpretazioni.

Tra le squadre interessate ci sarebbe anche la Roma, ma il giocatore, intervenuto ai microfoni dell’emittente televisiva, ha preferito non sbilanciarsi troppo: “Ci sono molte idee, vi sorprenderò”, ha detto con un sorriso, senza entrare nei dettagli delle possibili destinazioni.

Brandt ha però chiarito la propria linea: nessuna fretta e massima attenzione al presente. Il centrocampista offensivo ha sottolineato come non ritenga corretto avviare trattative mentre la stagione è ancora in corso, rimandando ogni decisione al termine degli impegni con il Dortmund. “Non sarebbe giusto nei confronti del club iniziare improvvisamente a trattare con altri”, ha spiegato, ribadendo la volontà di chiudere al meglio l’annata prima di pensare al futuro.

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Fonte: Sky Sport DE

Da Vaz a Zaragoza, quanti dimenticati

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C’è una Roma (quasi) invisibile, lo dicono i numeri, leggibili dalle partite di campionato, scrive oggi Il Messaggero. Sì, di campionato, perché la Coppa che la squadra di Gasp ha vissuto fino a marzo, escludendo agli ottavi di finale con il Bologna, ha avuto un senso e un valore diversi, a detta dello stesso tecnico, che non si è mai schierato a favore della qualificazione diretta alla seconda fase ma avrebbe giocato volentieri pure il playoff.

La Roma ha fatto una scelta fin dall’inizio, e Gasp lo ha ribadito più volte: «la priorità è il campionato». E in campionato, appunto, hanno giocato i suoi, nella prima fase europea abbiamo visto qualche alternativa in più, come El Aynaoui, che ha giocato otto partite nell’undici su nove. La distinzione tra riserve e titolari è stata netta. Per Gasp non esiste turnover, la seconda scelta è stata solo, o quasi sempre, figlia dell’emergenza. Da gennaio in poi, questo è stato ancor più chiaro. […]

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Ad esempio, uno come Pisilli, che è finito anche in Nazionale, ha scoperto le sue potenzialità solo da gennaio in poi, quando è stato a un passo dal Genoa, trattenuto per le difficoltà nel poterlo rimpiazzare e per la partenza verso la Coppa d’Africa di El Aynaoui. Niccolò da escluso eccellente (solo 48 minuti nel girone di andata) a riscoperta. L’esperimento non ha funzionato con gli altri, in parte la stessa sorte l’ha vissuta Ghilardi, che Gasp ha scelto come titolare solo otto volte su trentadue partite di campionato. […] Un turnover più scientifico, forse, avrebbe fatto bene proprio ai titolari, che sarebbero andati incontro a meno rischi infortuni e/o squalifiche. […]

Sono discorsi tecnici ed è giusto che sia Gasp a metterci la faccia, la Roma i punti li ha fatti e magari ha ragione lui, ma come facciamo a sapere come sarebbero andate le cose con una gestione diversa? Il dibattito è aperto. […] Da gennaio in poi, questa situazione si è palesata in maniera più chiara: Venturino è sparito dopo la sfida con il Genoa, cioè l’unica partita da titolare in cui è stato impiegato. Vaz non è mai sceso in campo nell’undici, lui ha davanti un mostro sacro come Malen, che anche contro il Pisa, è rimasto in campo per quasi ottanta minuti e il francese utilizzato solo nel finale, dopo che qualcosa aveva fatto vedere contro il Lecce e con il Bologna nel ritorno degli ottavi di Coppa. Per non parlare poi di Zaragoza, evidente equivoco per Gasperini e per lo stesso Massara. Un abbaglio colossale, a quanto pare. […]

Venerdì Gasp gli ha preferito El Shaarawy prima e Venturino dopo. Cristante e Koné solo ora hanno una vera alternativa, ovvero Pisilli, mentreEl Aynaoui, uno degli investimenti dei Friedkin, c’è e non c’è. Poi ci sono i prestiti, che derubrichiamo come fallimenti, ovvero Tsimikas, Ferguson e fino a gennaio, Bailey, che sono solo occasioni perse. A costo zero.

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Fonte: Il Messaggero

Boniek: “Claudio, così no. Serve unirsi per il quarto posto”

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Zibì Boniek, ex calciatore della Roma, ha rilasciato un’intervista all’edizione odierna della Gazzetta dello Sport. Ecco le sue parole sul momento della squadra giallorossa e soprattutto sullo scontro tra Gasperini e Ranieri esploso prima della partita contro il Pisa.

Ma secondo lei, Boniek, da cosa origina questo botta e risposta che ha avuto una grande ribalta mediatica?
«Non ho un’idea precisa, non conosco le dinamiche interne. Forse l’intervento di Ranieri ha espresso una linea societaria: il senior advisor voleva cioè rispondere alle continue sollecitazioni e alle interviste del tecnico che, in qualche modo, potevano mettere in dubbio il lavoro dei dirigenti. Però, secondo me, Ranieri non avrebbe dovuto replicare in un modo così plateale prima di una partita così importante: ci si doveva riunire in privato, Claudio e Gasperini vogliono bene alla Roma e la cosa poteva sicuramente essere gestita in altro modo. In Italia siamo bravi a creare telenovele che poi non servono a niente… ».

Questa tensione può ripercuotersi alla fine negativamente solo su società e squadra?
«No. Non credo che queste polemiche possano intaccare il rendimento del gruppo, dico solo che sono inutili perché la Roma è una realtà troppo grande, è una potenza, ha da 3 anni il sold out all’Olimpico. I tifosi guardano oltre e non possono pensare che ci sia in corso un botta e risposta interno. Ecco perché bisogna concentrarsi solo sui risultati, mettendo da parte le chiacchiere inutili. C’è un tempo per tutto. Si punti al 4° posto, poi se non ci si arriva ci si vedrà a Trigoria e si discuterà anche a muso duro, ma dopo non prima».

Per lei è condivisibile la strategia di mercato di Gasp, secondo cui sarebbe stato necessario dare alla Roma più giocatori del livello Malen e Wesley?
«Anche in questo caso: sì, è la sua valutazione, ma a che cosa è servito esporla? Solamente a creare polemiche. Gasperini voleva prendere più big, la società avrà fatto il suo per portarglieli: tutto qui. Cosa si voleva? Cercare alibi? Non servono, bisogna puntare agli obiettivi».

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I tifosi, in ogni caso, sono anche un po’ disorientati di fronte a questi confronti “ad alta voce” …
«Non so, ripeto, quali siano le dinamiche. Mi piace Gasperini, ma sono anche innamorato per come Ranieri ha gestito la scorsa stagione. Non vorrei passare per il vecchio saggio che sa tutto: dico solo che se fossi stato Claudio non avrei risposto al mister ma avrei cercato di incontrarlo dopo la partita per il bene del club. Ecco perché li invito a prendersi un caffè insieme».

In che modo ha inciso finora Gasperini? Quali sono i suoi meriti principali?
«A me lui piace molto. La Roma con Gasperini sta giocando un calcio diverso rispetto a quello di Ranieri. Non dico migliore o peggiore, ma diverso. Mi dicono che abbia un carattere difficile, non ho elementi per dirlo. La differenza la fanno sempre i giocatori. L’allenatore non vince o perde le partite, è importante per il gioco, per dare informazioni alla squadra, per come la mette in campo. Penso che la Roma abbia pagato il contraccolpo del 3-3 con la Juve, avesse chiuso sul 3-1 avrebbe preso altri 6/7 punti. E non staremmo qui a parlare di polemiche».

Per lei è importante continuare con Gasp nel futuro?
«Per me è lui l’allenatore della Roma, non ho sentori di cambiamenti. Il club ha anche il suo staff dirigenziale che decide quello che è di sua competenza».

Come può essere migliorata la Roma per la prossima stagione?
«Non si può dire ora se servono due difensori o due centrocampisti. È una questione di responsabilità, il club e il tecnico ne riparleranno a fine stagione».

Una maggiore presenza a Roma dei Friedkin avrebbe evitato quest’ultimo scontro?
«Un presidente presente tutti i giorni di sicuro spegnerebbe certi focolai, ma i Friedkin sono così: gente perbene, ricca, che non ha mai rilasciato un’intervista.
Non riusciremo certo a “italianizzarli”. E va bene così».

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Fonte: Gazzetta dello Sport

Gasperini blinda Pellegrini: il rinnovo tra le condizioni per restare

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Il futuro della Roma passa anche da una scelta precisa: trattenere Lorenzo Pellegrini. Secondo quanto riportato da la Repubblica, Gian Piero Gasperini avrebbe inserito la permanenza del numero 7 tra le condizioni per proseguire la propria avventura in giallorosso.

Una posizione significativa, soprattutto considerando che il rapporto tra tecnico e giocatore non era partito nel migliore dei modi. Col tempo, però, l’allenatore avrebbe rivisto il proprio giudizio, arrivando a considerare Pellegrini un elemento da cui ripartire, al punto da proteggerlo anche rispetto alle ipotesi di rivoluzione interna legate alle strategie della proprietà.

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La situazione resta comunque legata a un nodo economico. Il club, infatti, avrebbe posto condizioni precise per il rinnovo: il capitano dovrebbe accettare un sostanziale ridimensionamento dell’ingaggio, passando dagli attuali 6 milioni a circa 3.

Un passaggio delicato, che intreccia valutazioni tecniche e sostenibilità finanziaria. E che, secondo quanto emerge, potrebbe incidere non solo sul futuro del giocatore, ma anche su quello dell’allenatore.

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Fonte: La Repubblica