Dybala senza pace: il ginocchio lo tormenta e Oriana spinge per l’addio

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Non c’è tregua per Paulo Dybala. Il ginocchio sinistro continua a condizionarlo e, al di là di qualsiasi via libera medico, la decisione sull’eventuale presenza domenica sera contro la Juventus spetterà solo a lui. I segnali, però, non sono incoraggianti, racconta oggi La Repubblica. 

L’argentino ha saltato sia l’allenamento sia l’amichevole di ieri contro il Montespaccato, chiusa con un 4-0 per i giallorossi. Lavoro differenziato, corsa a parte e distanza dal gruppo: un quadro che racconta prudenza e incertezza.

Intanto, dall’Argentina continuano a rimbalzare indiscrezioni su un possibile ritorno in patria. In prima fila ci sarebbe il Boca Juniors, il club legato al mito di Diego Maradona e all’amicizia con Leandro Paredes, che starebbe spingendo per riunire alla Bombonera la coppia campione del mondo. Un’ipotesi descritta come concreta.

A pesare sul futuro romano c’è anche la posizione di Oriana Sabatini. La moglie di Dybala, che in passato si era opposta a un trasferimento in Arabia Saudita, ora guarda con decisione all’Argentina. Nell’ultima intervista rilasciata a Resumido, Oriana ha spiegato le sue difficoltà legate alla maternità lontano dal proprio contesto linguistico e professionale, sottolineando come il suo pubblico non sia a Roma.

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Nella Capitale restano il contratto in essere, da 8,5 milioni di euro netti a stagione, e un apprezzamento tecnico mai messo in discussione. Il tema rinnovo, però, non è mai stato affrontato. Sul tavolo c’è l’offerta del Boca Juniors, che non andrebbe oltre i 2 milioni annui.

Il giocatore, intanto, prende tempo: a 32 anni l’Europa rappresenta ancora una tentazione, con l’idea di strappare un ultimo contratto nel calcio che conta. Molto dipenderà dagli equilibri familiari e, soprattutto, dalle condizioni fisiche.

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Fonte: La Repubblica

Capello: “Roma in grande crescita, per la Juve è una sfida decisiva”

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Tre squadre per sei posti. Dal Milan secondo all’Atalanta settima, sono tutti in cerca di un posto nella prossima Champions League. Quanti punti serviranno? Fabio Capello ne parla in un’intervista alla Gazzetta dello Sport.

Allegri, tempo fa, aveva fissato a 74 la quota minima necessaria per essere abbastanza sicuri di centrare l’obiettivo.
“Penso che alla fine ne basteranno meno. Anche perché, con tanti scontri diretti, tutte lasceranno per forza qualcosa”.

Anche le altre avranno parecchi scontri diretti: il primo arriva domenica sera, Roma-Juventus all’Olimpico.
“Sarà una partita già decisiva per la Signora, meno per i giallorossi. Sembrava che Spalletti fosse sulla giusta via, ma il secondo tempo di Istanbul contro il Galatasaray e la brutta sconfitta con il Como di settimana scorsa hanno fatto ripiombare i bianconeri nelle difficoltà. Perdere a Roma vorrebbe dire scivolare probabilmente a – 7 dalla zona Champions, se il Napoli vincesse a Verona. La situazione si farebbe molto complicata”.

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Se Juve e Atalanta non rimonteranno nel ritorno di stasera del playoff in Champions, la Roma sarà l’unica del lotto ancora in ballo in Europa.
“Da una parte è una nota di merito e un’opportunità, perché Gasperini può lottare sul serio per vincere il trofeo. Impresa che ha già fatto con l’Atalanta. Dall’altra, essere l’unica con il doppio impegno settimanale può essere un piccolo fardello nella corsa al quarto posto, è innegabile. Dovrà essere bravo il Gasp a dosare uomini ed energie, anche se la sua Roma mi pare in grande crescita”.

Intanto i giallorossi hanno agganciato il Napoli…
“Conte continua a pagare i troppi infortuni. Nelle ultime partite, per esempio, l’assenza di McTominay si è sentita tutta, soprattutto in area avversaria: lo scozzese non è solo uno che segna, ma la sua presenza è fondamentale per liberare i compagni. Sa, è diverso se su di un cross ho da marcare McTominay o se posso concentrarmi solamente su Hojlund…».

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Fonte: Gazzetta dello Sport

Gasp prepara il piano anti-Juve

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Tutti all’attacco, senza calcoli. Gian Piero Gasperini è pronto a spingere la Roma a cento all’ora anche contro la Juventus, inseguendo fino in fondo l’obiettivo Champions, pure a costo di esporsi al contropiede. All’Olimpico, il piano è chiaro: pressione alta, ritmo e corsie laterali aperte.

Le ali saranno Wesley e Zeki Çelik. Proprio il brasiliano è diventato il vero valore aggiunto della Roma di Gasperini: corsa, intensità e capacità di interpretare alla perfezione i dettami del tecnico. Non a caso il brasiliano è in ballottaggio con Vanderson per una maglia da titolare con il Brasile in ottica Mondiale e ha attirato l’attenzione delle big europee, Manchester City in testa, pronto a spingersi fino a 50 milioni.

Spinta continua anche sull’altro corridoio, dove Gasperini si aspetta sovrapposizioni e presenza offensiva da Çelik, con Venturino pronto a subentrare nella ripresa per aumentare ritmo e imprevedibilità. L’Olimpico, del resto, si presta a una Roma camaleontica: il 3-4-2-1 di partenza potrà trasformarsi in corsa in un 4-2-3-1, con gli esterni che partono da lontano e dialogano con i trequartisti Bryan Cristante, Niccolò Pisilli e lo stesso Venturino.

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L’assenza quasi certa di Paulo Dybala, da valutare giorno per giorno, rende il cambio di assetto una soluzione concreta per alzare qualità offensiva senza perdere equilibrio. La speranza è che Matías Soulé, rientrante ma condizionato dalla pubalgia, possa reggere il peso della gara il più a lungo possibile.

Per mettere alle corde la Juventus, però, Gasperini prepara anche altri antidoti: le incursioni dei difensori Gianluca Mancini e Evan Ndicka, gli inserimenti senza palla di Pisilli e, soprattutto, lo sfruttamento delle palle inattive. Perché se la Roma vuole il colpo grosso, dovrà colpire in ogni modo possibile.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

Champions League, Inter eliminata dal Bodo: i norvegesi vincono anche a San Siro

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L’Inter saluta la Champions League ai playoff. A San Siro arriva una nuova sconfitta contro il Bodø/Glimt, che si impone 2-1 e completa l’eliminazione dopo il 3-1 dell’andata in Norvegia.

I nerazzurri partono forte e giocano un primo tempo all’arrembaggio, ma senza trovare il guizzo giusto. Nella ripresa, invece, il calo fisico è evidente e il Bodø/Glimt prende campo, mostrando brillantezza e cinismo.

Il vantaggio arriva con Hauge, abile ad approfittare di un grave errore di Akanji. Poco dopo è Evjen a firmare il raddoppio al termine di un’azione di grande qualità. Il gol di Alessandro Bastoni prova a riaprire la gara, ma è solo un’illusione. I norvegesi controllano il finale senza affanni e gestiscono il vantaggio fino al triplice fischio, centrando una qualificazione storica ed eliminando l’Inter dalla competizione.

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Redazione GR.net

ULTIME DA TRIGORIA – Vittoria per 4 a 0 col Montespaccato. Migliora El Shaarawy, ancora out Dybala e Soulè – VIDEO!

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Dopo la giornata di riposo concessa da Gian Piero Gasperini in seguito al successo contro la Cremonese, la Roma è tornata oggi ad allenarsi a Trigoria, chiudendo la seduta con un test amichevole.

Dopo l’Atletico Lodigiani della scorsa settimana, i giallorossi hanno affrontato il Montespaccato, formazione di Serie D, imponendosi ancora una volta per 4-0. A segno Lorenzo Venturino, Kostas Tsimikas, Arduini (nipote di Giancarlo De Sisti) ed Neil El Aynaoui, già in gol anche nel precedente test.

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La partitella è servita allo staff tecnico per valutare la condizione di diversi elementi della rosa. Allenamento differenziato invece per i giocatori non impiegati nel test: Evan Ndicka, Wesley, Zeki Celik, Gianluca Mancini, Bryan Cristante, Lorenzo Pellegrini, Manu Koné e Bryan Zaragoza.

Buone notizie parziali arrivano da Stephan El Shaarawy, tornato ad allenarsi in parte con il gruppo dopo aver aumentato i carichi di lavoro negli ultimi giorni. L’esterno sta recuperando dall’infiammazione al tendine, seguita anche con sedute specifiche insieme a un medico personale.

Ancora lavoro a parte, invece, per Paulo Dybala, alle prese con un’infiammazione al ginocchio, e Matías Soulé, fermato dalla pubalgia. Tra i due, il recupero più probabile in vista della sfida contro la Juventus sembra essere quello del secondo.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo martedì 24 febbraio 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 17:10 – Giudice Sportivo: El Aynaoui entra in diffida

Il Giudice Sportivo ha reso note le decisioni dopo la 26ª giornata di Serie A: nessun provvedimento per la Roma, né squalifiche né sanzioni alla società. L’unica nota riguarda Neil El Aynaoui, ammonito e ora diffidato (quarto giallo stagionale). Sale così a quattro la lista dei giallorossi a rischio squalifica: Gianluca Mancini, Evan N’Dicka, Wesley ed El Aynaoui. Una giornata di squalifica a Manuel Locatelli della Juventus, che salterà la sfida contro la Roma del 1° marzo. (legaseriea.it)

Ore 15:55 – Buffon: “Roma subito da Champions, non credevo”

Gianluigi Buffon, oggi capo delegazione della Nazionale, ha elogiato Gasperini sottolineandone le qualità umane e la capacità di creare squadre solide e unite: “Mi sarebbe piaciuto far parte delle sue squadre”. L’ex portiere ha definito “strano” il mancato approdo di Gasperini sulla panchina della Juventus e ha ammesso di non aspettarsi un impatto così immediato alla Roma: Pensavo servisse più tempo, invece la cura Gasp ha attecchito subito”. (La Gazzetta dello Sport)

Ore 12:30 – La Roma si prepara al dopo Svilar: c’è anche Vicario

Stagione super per Mile Svilar, con la Roma miglior difesa dei top 5 campionati europei (16 gol subiti in 26 gare, media 0,61): prestazioni che hanno acceso l’interesse di diversi club di Premier League. Come riferito da Matteo De Santis, la Roma monitora il mercato dei portieri in vista di una possibile offerta da 60-65 milioni e segue Konstantinos Tzolakis dell’Olympiacos, oltre ad aver chiesto informazioni per Guglielmo Vicario del Tottenham, che però è vicino all’Inter per 20-25 milioni. (Radio Manà Manà Sport)

Ore 11:50 – Roma, oggi test contro il Montespaccato

Dopo il giorno di riposo concesso da Gian Piero Gasperini dopo il 3-0 alla Cremonese, la Roma riprende oggi gli allenamenti al Fulvio Bernardini di Trigoria in vista della sfida con la Juventus, in programma il 1° marzo alle 20:45 all’Olimpico. Come già avvenuto il 18 febbraio contro l’Atletico Lodigiani, i giallorossi disputeranno anche oggi un’amichevole a Trigoria: l’avversario sarà il Montespaccato Calcio. (Radio Manà Manà Sport)

Ore 10:45 – Juventus: Bremer e Yildiz a rischio

In casa Juventus continuano i problemi. Domani sera all’Allianz Stadium si giocherà il ritorno dei playoff di Champions contro il Galatasaray: serve un’impresa dopo il 5-2 subito in Turchia. Dubbi di formazione per Spalletti: Bremer (affaticamento muscolare) e Yildiz (contusione caviglia/polpaccio) sono in forte dubbio sia per la Champions sia per la sfida di domenica all’Olimpico contro la Roma. Lo staff medico proverà a recuperarli, ma serve cautela. (Il Romanista)

Ore 9:30 – Sospiro di sollievo per Hermoso: niente lesione

Nessuna lesione per Mario Hermoso, come confermato dall’ecografia svolta ieri dopo il fastidio all’ileopsoas avvertito nel riscaldamento contro la Cremonese. La Roma riprende oggi gli allenamenti a Trigoria in vista della sfida con la Juventus: da valutare i recuperi di Matías Soulé (pubalgia), Paulo Dybala (ginocchio) ed El Shaarawy (tendine d’Achille). Evan Ferguson resta in Inghilterra per accertamenti alla caviglia, con il Brighton & Hove Albion che valuta il da farsi. (Il Tempo)

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Ore 8:00 – Difesa Roma al top d’Europa

La Roma costruisce la sua rincorsa in classifica partendo dalla retroguardia: con Gasperini i giallorossi vantano la miglior difesa dei top 5 campionati europei, appena 16 gol subiti in 26 partite (media 0,61). Contro la Cremonese è arrivato il secondo clean sheet casalingo consecutivo, con Evan Ndicka a segno per il 2-0 e vicino alla doppietta, mentre Gianluca Mancini ha sfiorato il gol colpendo una traversa. Una linea difensiva che non solo protegge Mile Svilar, ma partecipa attivamente alla manovra offensiva, rendendo la Roma più solida e completa che mai. (Gazzetta dello Sport)

Ore 07:10 – Roma mai così in alto dai tempi di Totti

Una Roma così in alto non si vedeva dalla stagione 2016-17, l’ultima di Francesco Totti in campo. Con il terzo posto e 50 punti dopo 26 giornate, i giallorossi tornano a sognare la Champions League, che manca da sette anni. Merito del fattore Gasperini, che ha ribaltato la squadra nonostante le tante assenze, conquistando prima lo spogliatoio e poi l’Olimpico. Nelle ultime stagioni, a questo punto del campionato, la Roma era quarta nel 2020-21, settima due anni fa e addirittura nona lo scorso anno. Oggi è tornata dove non stava da una vita. (Leggo)

IN AGGIORNAMENTO…

Calciomercato Roma, dalla Germania: spunta Kabak a parametro zero

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Il mercato estivo della Roma inizia a prendere forma e Frederic Massara è già operativo sul fronte difensivo. Tra le ipotesi al vaglio del direttore sportivo c’è l’innesto di un nuovo centrale e nelle ultime ore è emerso un nome preciso: Ozan Kabak.

Secondo quanto riportato dal portale tedesco fussballdaten.de, il club giallorosso segue con attenzione il difensore classe 2000 attualmente in forza all’Hoffenheim. Kabak è in scadenza di contratto il prossimo 30 giugno e non avrebbe intenzione di rinnovare, condizione che lo renderebbe un’occasione a parametro zero particolarmente appetibile.

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In stagione il centrale turco ha trovato anche un contributo offensivo non trascurabile, mettendo a segno 4 reti, confermando una buona propensione sulle palle inattive. Un profilo che risponde ai criteri di esperienza internazionale, età contenuta e sostenibilità economica, linea guida del mercato romanista.

La concorrenza, però, non manca. Sul giocatore si sono già mossi anche Milan, Everton e West Ham, pronti a inserirsi nella corsa al difensore.

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Fonte: fussballdaten.de

Obiettivo Friedkin: scudetto Roma in tre anni

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La Roma dei Friedkin è un progetto di grande ambizione, costruito con investimenti senza precedenti e una visione di lungo periodo, racconta oggi il Corriere dello Sport. Dal 2020 Dan Friedkin ha immesso oltre 1,1 miliardi di euro nel club (escluso il mercato), coprendo perdite, favorendo il delisting e ponendo le basi di un modello sostenibile, più incisivo persino di quello adottato da Exor alla Juventus nello stesso periodo.

L’obiettivo dichiarato non è solo la Champions, ma lo scudetto. Le parole di Ranieri (“i Friedkin vogliono vincere il campionato”) e quelle di Gasperini, concentrate sul presente e sul ritorno in Champions, raccontano sfumature diverse ma una stessa direzione: alzare l’asticella. Il tecnico non si nasconde e fotografa una Roma ormai competitiva con Juve e Napoli, e vicina al Milan.

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Il percorso passa da un piano triennale (2025-28): squadra giovane, costi sotto controllo, stadio di proprietà, plusvalenze e reinvestimenti. I 200 milioni spesi su calciatori under 24 nell’ultimo anno e mezzo vanno letti in questa chiave. Il 2027, anno del centenario, è lo spartiacque: prima il consolidamento in Champions, poi l’assalto al titolo.

La Conference vinta nel 2022 e la finale di Europa League del 2023 hanno cambiato la percezione del possibile. Con Gasperini in panchina, Ranieri come garante, una presidenza forte e l’idea (non casuale) di Totti dirigente, la Roma punta a trasformare l’ambizione in realtà. Non subito, ma con metodo. E con il portafoglio.

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Fonte: Corriere dello Sport

Fonseca: “Una vergogna il premio Fifa per la pace a Trump”

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Paulo Fonseca, ex allenatore della Roma e ora alla guida del Lione, ha rilasciato un’intervista al quotidiano francese L’Equipe e tra i vari temi trattati ha ricordato la sua esperienza in Ucraina durante gli attacchi della Russia e si scagliato anche contro il presidente della FIFA Gianni Infantino e Donald Trump.

Ecco le sue parole: «Giocheremo contro la Russia a Mosca mentre gli ucraini non possono giocare sul proprio territorio? Il Paese invaso non può disputare le competizioni europee in casa propria e la Russia sì? Per me è inaccettabile. Il calcio non può risolvere tutti i problemi, ma può contribuire a portare più giustizia nel mondo. Eppure il presidente Infantino fa la stessa cosa del presidente Trump. Guarda agli interessi economici e dimentica le persone».

Il premio FIFA per la pace assegnato a Trump?
«Sapete cosa ho provato quando l’ho visto? Vergogna. È così triste, il calcio non merita questo. È una vergogna. La verità è che noi, che amiamo il calcio, preferiremmo che la Coppa del Mondo si tenesse altrove e non negli Stati Uniti. Non in questo momento. Gli attacchi contro l’Ucraina stanno diventando sempre più estesi e mortali. Speravo che, col tempo, le cose sarebbero cambiate, ma da quando Trump è tornato al potere e ha promesso una pace rapida, la situazione è peggiorata drasticamente. È terribile, molto difficile da accettare. Pochi giorni dopo aver portato i nonni di mia moglie in Portogallo, la loro casa è stata completamente distrutta. Non rimane nulla della loro città, vicino a Donetsk. Avremmo bisogno di più leader come Macron, l’unico che non ha avuto mai timore di affrontare la Russia».

Il legame con l’Ucraina?
«Amo Kiev, amo l’Ucraina. Vorrei tornare lì per lavorare, per aiutare questo Paese, per sviluppare il calcio, che ha un potenziale immenso. Mi piacerebbe molto tornare ad allenare la nazionale o tornare allo Shakhtar. Sento che, in un certo senso, devo ripagare tutto quello che mi hanno dato».

Il suo ricordo degli attacchi russi?
«Il nostro appartamento è all’ultimo piano. Alle 5 di mattina sento il rumore delle bombe sulla città, un rumore che non dimenticherò mai. Il traffico era bloccato perché tutti cercavano di fuggire. Mi chiamò un amico dello Shakhtar invitandomi a raggiungerli in un hotel del proprietario del club che ha un bunker. Lì abbiamo trascorso una notte, con De Zerbi che all’epoca allenava la squadra. C’era tutto il club, una sessantina di persone. Eravamo terrorizzati. Il giorno dopo l’ambasciata del Portogallo ci mise a disposizione un minibus e siamo partiti senza neppure le valige, con altre persone. Fu un viaggio di trenta ore verso la Moldavia, tra le sirene antiaeree e le scorciatoie per evitare le truppe russe, senza cibo e con poca benzina. Solo passata la frontiera ci sentimmo al sicuro».

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Fonte: L’Equipe

“ON AIR!” – CORSI: “Gasp ha svelato la verità sulla Roma, i tifosi dovrebbero baciarselo”, ROSSI: “Senza Champions non si comprano giocatori forti”, TORRI: “La Juve? Spero passi il turno col Galatasaray…”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Se la gente preferisce puntare sull’Europa League e arrivare a giocarsi la finale a Istanbul, non si capisce ancora una volta l’importanza di partecipare l’anno prossimo alla Champions League. Arrivare tra le prime quattro è fondamentale per avere quelle risorse economiche necessarie per costruire una Roma sulla scia di quello che ti chiede Gasperini. Se noi non capiamo che la costruzione di una squadra passa inevitabilmente dai 70 milioni della Champions, siamo fuori strada. Poi è molto facile dire “andiamo a Istanbul a vincere”, e grazie…Se poi però non vinci l’Europa League, quegli stessi tifosi ti direbbero: “Mo dobbiamo vendere Konè e Svilar, american straccions…“…”

David Rossi (Rete Sport): “Questi tifosi duri e puri che pensano che il secondo posto sia il primo posto dei perdenti, cosa caz*o se la guardano a fare Roma-Juventus domenica sera?  Per carità, è una posizione legittima, ma calcolando che la Roma in 100 anni ha lottato forse 10 volte per il titolo, ma che guardano a fare le partite? Dovrebbero fare contestazione perenne, perchè questa sarebbe un’annata fallimentare pure se vincessi 3 a 0 contro la Juve…Purtroppo nel calcio di oggi ti devi mettere in testa che con i soldi del secondo o terzo posto ci prendi i giocatori forti. Perfino Allegri, che ha vinto 5 scudetti e 2 Champions, ha detto che per il Milan arrivare tra le prime quattro è vitale…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “A me piacerebbe dare la mano a Gasperini, non tanto per il grande campionato che sta facendo fino a ora, ma per quello che ha detto: il problema di Roma non è l’ambiente, i tifosi o le radio. Finalmente questo grande allenatore ha svelato la verità, e tutti i tifosi, anche quelli che lo odiano, dovrebbero baciarlo ogni volta che lo vedono: il problema è quello che c’è dentro Trigoria, è l’ambiente di lavoro. Solo per questo sarebbe da abbracciare…”

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Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Siamo al terzo ciclo aperto dai Friedkin, non è una proprietà appena arrivata. Secondo me a volte sui giornali negli elogi e nei racconti si va oltre le intenzioni della proprietà, e si racconta come se non li conoscessimo, in realtà stanno qua da sei anni. Sembrano le ennesime giustificazioni per prendere tempo. Perché non si può vincere lo scudetto già quest’anno? Loro stanno qui dal 2020, perchè dobbiamo aspettare altri tre anni?  Non è che si inizia oggi, abbiamo iniziato da un po’…”

Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Per Hermoso nessuna lesione ma solo un affaticamento, ma penso sia difficile vederlo in campo con la Juve. Soulè ci proverà, il riposo potrebbe averlo aiutato e ci sono buone possibilità di vederlo in campo domenica. Ma se ci fosse ancora un’emergenza in attacco, non escluderei di rivedere Cristante sulla trequarti. Anche perchè Zaragoza non mi sembra un giocatore titolare, ma da partita in corso. A destra non ha convinto Gasp, lo vuole vedere a sinistra. E poi non lo convince nella partecipazione alla partita, si accende a intermittenza, e tu devi fare più della giocata singola, devi riempirla la partita. Lo spagnolo va invece ancora a sprazzi, e forse può aiutarti più nell’ultima mezzora in questo momento…”

Valentina Catoni (Tele Radio Stereo): “A me Malen mi fa impazzire, lo amo…non ha il ciuffo, non arriva tutto bello preciso e laccato, anche perchè non c’ha i capelli…lui arriva che potrebbe essere il dirigente delle poste o il benzinaio. Sta lì, senza collo, ingrugnito e fa il suo. Io lo adoro…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “La precedente Roma americana aveva fatto fare uno step al club da un punto di vista aziendale, ma il fatto di non aver vinto li condanna. E forse sono stati ingenui nella vicenda stadio, e avrebbero potuto trascinare il Comune in tribunale. A me Pallotta non stava antipatico, il Pallotta che si buttava nella fontana mi piace… La Juventus? Io spero che lo passi il turno contro il Galatasaray, arriverebbero qua belli grassi, e mi piace. Se andassero avanti in Champions avrebbero altri impegni, e sarebbero più i vantaggi della loro qualificazione rispetto all’eliminazione…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Malen ha avuto un impatto molto positivo, quasi impensabile per certi versi. Chiaro che se ci fosse anche un’opzione in più davanti, un Lookman ad esempio, sarebbe utile. Quando vedo attaccanti che giocano a piede invertito, mi vengono le bolle. Ogni volta penso: “Ma quando crossano?”… Contro la Juventus hai l’occasione di sfatare il tabù degli scontri diretti, ci sono tutte le condizioni per riuscirci anche se in attacco non hai molte alternative…”

Nando Orsi (Radio Radio): “La solidità difensiva della Roma? Va bene il rendimento dei difensori, ma il merito è anche di Svilar. Quando gli vedo fare due parate fondamentali per il risultato, è una bella cosa. E’ vero che la difesa è buona, ma qualche volta si addormenta. I rischi sono alti: la Roma dà sempre la possibilità agli avversari di rimettere in piedi la partita, e il portiere nasconde questi problemi. La sfida contro la Juve? Non c’è momento migliore per affrontare i bianconeri, ci sono dei vantaggi, ma la Roma deve rimanere concentrata e vogliosa…”

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Redazione Giallorossi.net

Calciomercato Roma: Gasp vuole Bernasconi, nuovo assalto in estate

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La Roma non ha mai smesso di pensarci. Ed è pronta a tornare alla carica. Lorenzo Bernasconi è un nome che Gian Piero Gasperini ha cerchiato in rosso da tempo, al punto da spingere il club giallorosso a muoversi con decisione già nel mercato di gennaio.

Secondo quanto riportato dall’edizione odierna de Il Giornale, la Roma era arrivata a mettere sul tavolo un’offerta da 15 milioni di euro, giudicata però insufficiente. Un tentativo respinto, ma non un addio a questa pista. Tutt’altro.

In vista dell’estate, la dirigenza è pronta a tornare alla carica: Gasperini spinge forte e Bernasconi resta un profilo considerato ideale per il progetto tecnico. La partita, insomma, è solo rimandata.

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Fonte: Il Giornale

Progetto Gasp: la nuova Roma nasce dai giovani

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La Roma non è mai stata pensata come un instant team da scudetto. Era chiaro già dall’estate e lo è ancora oggi: per competere subito con le grandi potenze europee servirebbe ben altro. Gian Piero Gasperini lo sa bene e ha scelto una strada diversa, fatta di tempo, lavoro e crescita progressiva.

Con il passare dei mesi, il gruppo dei fedelissimi si è allargato. Una squadra guidata da leader consolidati, ma capace di accelerare grazie all’inserimento di nuovi elementi. L’ultima rivelazione è Lorenzo Venturino. Arrivato come oggetto misterioso, il classe 2006 ha capito subito di essere entrato in un’altra dimensione quando, appena sbarcato a Fiumicino, si è trovato davanti i giornalisti. Poco dopo, senza neanche il tempo di ambientarsi, è stato gettato nella mischia contro il Milan. Un po’ per necessità, un po’ perché le qualità non mancano.

Contro la Cremonese ha inciso davvero: una rete solo sfiorata, tre passaggi chiave e il 100% di duelli vinti. Il diritto di riscatto fissato a 8 milioni racconta di una scommessa che può trasformarsi in investimento, anche in relazione al futuro di Tommaso Baldanzi. Ora serve continuità, e Gasperini è pronto a concedergliela.

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La Roma, del resto, non ha paura dei giovani. Tra le prime quattro della Serie A è la squadra con l’età media più bassa nell’undici iniziale. A gennaio è arrivato anche Vaz, operazione da 22 milioni che inevitabilmente crea aspettative su un classe 2007. Finora si è visto poco, ma a Trigoria sono convinti che il suo momento arriverà.

Il primo a imporsi, però, è stato Wesley. Il fatto che sia titolare nella Roma e nella nazionale brasiliana può trarre in inganno, ma la carta d’identità parla chiaro: classe 2003, giovane ma già affidabile. Nella stessa annata rientra anche Matías Soulé, mentre tra i 2003 merita una menzione speciale Ghilardi.

Il suo avvio è stato complicato: zero presenze da titolare nelle prime diciotto giornate. Poi la svolta il 6 gennaio a Lecce. Da lì, praticamente non è più uscito dal campo: sette presenze dal primo minuto nelle ultime otto, senza timori anche contro Milan e Napoli, ora atteso dal test con la Juventus. C’è anche un retroscena: il suo agente aveva programmato un incontro con Ricky Massara per valutare un prestito, con il Torino interessato. Le prestazioni hanno cambiato tutto.

Una sliding doors simile a quella di Niccolò Pisilli. Anche lui vicino all’addio, con Daniele De Rossi pronto a portarlo a Genova. Per un ragazzo cresciuto a Casal Palocco, però, era troppo presto. In un mese è diventato il centrocampista con più gol della squadra (3), strappando applausi anche entrando per soli 18 minuti.

Nel corso della stagione c’è stato spazio (e gloria) anche per Arena (classe 2009) e Ziolkowski (2005). Segnali chiari: il futuro è già in campo. E la garanzia resta l’allenatore, che ha ormai conquistato la fiducia dell’ambiente.

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Fonte: Il Messaggero

Mistero Ferguson: è ancora in Inghilterra, rientro sconosciuto

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La situazione di Evan Ferguson resta in fase di stallo. E avvolta da una fitta nube di mistero. L’attaccante è ancora in Inghilterra, dove nei giorni scorsi ha fatto ritorno al Brighton, club proprietario del cartellino, per fare il punto sul problema alla caviglia che continua a condizionarne il rientro.

Come riporta Il Tempo, la società inglese ha chiesto al giocatore di sottoporsi a una serie di consulti per valutare con attenzione una situazione diventata delicata dopo i ripetuti stop. Al momento, però, non è stata presa alcuna decisione definitiva sul percorso da seguire.

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Ferguson non è ancora rientrato a Roma e dal Brighton non sono arrivate comunicazioni ufficiali su come verrà gestita la fase successiva. La Roma resta quindi in attesa, con il futuro immediato dell’attaccante che continua a essere avvolto dall’incertezza.

Intanto Gasp, a pochi giorni dalla super sfida Champions contro la Juventus, deve fare i conti con un attacco ancora in emergenza.

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Fonte: Il Tempo

Venturino avanza: conquista Gasp e si candida per la Juve

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La crescita di Lorenzo Venturino è sotto gli occhi di tutti. Arrivato nel mercato di gennaio, il giovane esterno offensivo sta bruciando le tappe e, passo dopo passo, si sta ritagliando uno spazio sempre più concreto nella Roma. Fin qui Gian Piero Gasperini lo ha utilizzato esclusivamente a gara in corso, ricevendo però segnali incoraggianti sul piano dell’impatto e dell’atteggiamento.

Le assenze prolungate di Paulo Dybala e Matías Soulé hanno inevitabilmente rimescolato le gerarchie offensive, e Venturino ne ha approfittato, scalando posizioni nelle valutazioni dello staff tecnico. Il classe 2006 ha mostrato personalità, intraprendenza e una certa capacità di incidere anche in contesti non semplici.

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In vista della sfida contro la Juventus, l’ipotesi di un suo impiego dal primo minuto non è più soltanto suggestione. Gasperini sta valutando seriamente questa soluzione, con Venturino che insidia Bryan Zaragoza per una maglia da titolare. Il confronto resta aperto, ma il giovane ex Genoa – arrivato in prestito con diritto di riscatto – ha già dimostrato di poter rappresentare una risorsa credibile.

In una fase decisiva della stagione, in cui la Roma cerca ritmo, imprevedibilità e freschezza per sostenere il peso della corsa Champions, Venturino può diventare una carta inattesa. E il big match di domenica potrebbe essere il palcoscenico giusto per confermarlo.

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Fonti: Gazzetta dello Sport / Leggo / La Repubblica

Pietralata, il Comune risponde ai comitati no Stadio: “Il nuovo impianto porterà più verde”

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Il Comune di Roma risponde ufficialmente ai Comitati No Stadio sul progetto dello Stadio di Pietralata, chiarendo la situazione riguardo alle aree verdi interessate dall’intervento. Secondo una nota congiunta degli Assessorati all’Urbanistica e all’Ambiente, non esisterebbe un vincolo assoluto sul bosco della zona, e il nuovo impianto comporterà un incremento complessivo del verde pubblico.

“Non c’è nessuna novità riguardo al bosco di Pietralata”, si legge nel comunicato. “Non esiste infatti una tutela tout-court della zona boschiva, per altro certificata come ‘area ambientale degradata’, con essenze di scarso valore”. Il Campidoglio sottolinea come la normativa nazionale permetta la trasformazione di queste aree, purché venga prevista una compensazione adeguata.

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A supporto di questa scelta, il Comune annuncia un progetto che interesserà circa 6 ettari all’interno del Parco centrale dello Stadio, garantendo un incremento sia quantitativo sia qualitativo del verde disponibile. L’intervento, secondo la nota, avrà ricadute positive sull’ecologia locale, sulla sicurezza e sulla fruibilità di un’area attualmente incolta e soggetta a abbandono incontrollato di rifiuti.

Con questo chiarimento, Roma Capitale intende rassicurare l’opinione pubblica sull’impatto ambientale del nuovo impianto sportivo, sottolineando come il progetto possa trasformare una zona degradata in uno spazio verde più sicuro e accessibile.

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Redazione GR.net