“ON AIR!” – ORSI: “Dybala una grande delusione”, PETRUZZI: “Il Genoa mi preoccupa”, ROSSI: “Temo Malinovskyi, da fermo è uno dei primi al mondo”, MORONI: “Con questo Pisilli, punterei sulla seconda punta”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Se contro il Genoa la Roma giocherà con il tridente, con Pellegrini, Malen e uno tra Venturino e Zaragoza, un centrocampista deve andare in panchina. Secondo me Gasperini farà rigiocare tutti e tre i centrocampisti, ma se uno dovesse restare fuori, Pisilli non può andare in panchina visto lo stato di forma, è quello che sta meglio di tutti. Se Pisilli va in panca significa che Konè e Cristante devono giocare per grazia ricevuta…”

David Rossi (Rete Sport): “Secondo me la preoccupazione maggiore della partita di domenica prossima è la presenza di Daniele De Rossi sulla panchina del Genoa, questa situazione rende più complicato questo confronto. Ho visto le ultime partite del Genoa, è una squadra che non molla mai, molto dinamica. Baldanzi out? Se potevo scegliere, avrei preferito non giocasse Malinovskyi: da fermo è uno dei primi tre giocatori più forti del mondo…”

Fabio Petruzzi (Rete Sport): “Sono preoccupato, il Genoa sta lottando per la salvezza e giocherà col coltello tra i denti. Al di là di De Rossi, che è qualcosa in più per loro, Genoa-Roma resta una partita tosta, non te la porti da casa…Il fatto che non ci sia Baldanzi vi dico la verità non mi dispiace…”

Claudio Moroni (Rete Sport): “Ma se Pisilli è questo, non sul mercato estivo non sarà il caso di puntare più sulla seconda punta da affiancare Malen, e schierare una Roma con la formula adottata l’altra sera contro la Juve? Se prendi Koopmeiners o Vlasic, qualche partita Cristante potrà pure saltarla l’anno prossimo…”

Checco Oddo Casano (Rete Sport): “Gasperini non rinuncerà mai a Pellegrini, e questo so che farà sbandare la gente in ascolto. E’ l’unico calciatore che gli può battere i piazzati in un certo modo, che gli può mettere la palla in un certo modo… Poi la sua pretesa su Pellegrini sarebbe molto più alta, perchè è un calciatore che non tira più in porta. Ma in assenza di Soulè e Dybala, Pellegrini giocherà sempre per mancanza di alternative…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “A Gasperini di Totti come bandiera non gliene frega un cavolo, a lui interessa un Totti calcistico e operativo, e per questo penso non ci sia ancora la fumata bianca. Se la campagna acquisti l’avesse fatta Gasperini, non avremmo visto Robinio Vaz, la saetta di Parigi pagata 25 bombe, e le altre pippe che c’ha portato, da Ferguson a Bailey. Se davano retta a Mourinho, a quest’ora avevamo McTominay o Anguissa. Però non capisco chi ieri ha insultato Cristante nel giorno del suo 31esimo compleanno: ma perchè dovete insultarlo? Secondo me è da maniaci…”

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Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Sul gol della Juve del 3 a 3 sbagliano in 5 o 6, quindi è una cosa collettiva e ci metto anche un po’ di confusione da parte dell’allenatore. Il fatto di non vincere mai gli scontri diretti non ti ha mai fatto fare il salto per andare in Champions, almeno un paio all’anno vanno vinti… Infermeria? Su Hermoso qualche speranza c’è, tra oggi e domani potrebbe anche tornare in gruppo. Su Soulè non ci sono novità, bisogna capire se avvertirà meno dolore. Dybala oggi tornerà e se non ci saranno sorprese me lo aspetto in campo contro il Genoa…”

Alessio Nardo (Tele Radio Stereo): “Il rammarico è che tu a Napoli eri in vantaggio e ti sei fatto riprendere nel finale, lì secondo me con dei cambi sbagliati. Poi contro la Juventus è successo qualcosa di paranormale: ma come fai a subire quel tipo di rimonta lì con due gol di vantaggio, uno stadio che canta di gioia e un avversario morto davanti. Adesso devi essere bravo a non disperdere questo vantaggio che hai, che non è enorme, ma va gestito al meglio…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Robinio Vaz? Dopo averlo visto in quegli spezzoni, penso che Gasperini abbia deciso di lavorarci in allenamento… Il destino è nelle mani della Roma, e ora vorrei sforzarmi a non vedere i risultati delle altre. Se la Roma vince le sue partite non la riprende più nessuno… Totti? Ormai è solo una questione di tempo, i contatti sono in corso e si è quasi arrivati a un accordo col consenso e col sorriso di Gasperini. Io però noto una cosa: su questa vicenda hanno parlato tutto, tranne chi deve decidere…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “La Roma deve pensare di dover fare a meno di Dybala e Soulè, ma è un problema ora che si giocano tante partite una dietro l’altra, c’è bisogno di tutti. A Marassi, ve lo dico, lo stadio sarà tutto pieno: c’è un attesa spasmodica per questa partita. La Roma deve vincere, e diventa anche quello un passaggio molto pericoloso…Io a cose normali portiere, coppia centrale, regista e punta centrale non li tolgo mai, li faccio giocare fino allo svenimento…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Se faccio la soppesata tra il dare e l’avere, secondo me Dybala ha preso troppo in relazione a quello che ha dato in questi anni. Se la Roma si accontenta della giocata, va bene…mi sembra sia rimasto uno che fa un paio di giocate a partita sperando gli riescano. Se è arrabbiato perchè non gli fanno il contratto, ma perchè, che devono fare, battergli le mani? Lui pensava di poter rimanere, ora dovrà trovare un ingaggio in Arabia perchè in Europa mi sembra molto difficile. Per me rimane una delle più grandi delusioni, è stato preso per fare il salto di qualità e invece la qualità si è abbassata clamorosamente…”

Mario Mattioli (Radio Radio): “Non sono certo che Dybala possa giocare dal primo minuto domenica, ma a partita in corso sì. Mi ricordo quando ha giocato con Malen e il rendimento dell’olandese è stato addirittura superiore a quello abituale, per questo il rientro di Dybala può essere importante…”

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Redazione Giallorossi.net

Tuttosport: “La Juve e Spalletti pazzi di Malen, assalto in estate”

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Dal suo sbarco in Serie A, nessuno ha inciso quanto lui. Donyell Malen ha impiegato pochissimo tempo per prendersi la scena: sei gol in sette presenze, numeri da attaccante totale, certificati anche nell’ultimo big match dell’Olimpico contro la Juventus, chiuso sul 3-3 grazie anche alla sua firma.

Un impatto devastante che, secondo quanto riportato da Tuttosport, starebbe già facendo riflettere — e non poco — proprio in casa bianconera. Alla Continassa, infatti, c’è chi si mangia le mani per non essere riuscito ad anticipare la Roma nella corsa all’olandese.

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Ma non finisce qui. Sempre secondo Tuttosport, Malen avrebbe conquistato anche Luciano Spalletti, che lo considera un profilo ideale per il futuro della Juventus. Un interesse concreto, destinato a concretizzarsi in estate: la Roma eserciterà il riscatto fissato intorno ai 25 milioni di euro, una cifra che, alla luce di questo rendimento, è già un affare. Ma se i giallorossi non dovessero entrare in Champions potrebbero essere costretti a cessioni eccellenti.

La Juventus, che in estate sarà chiamata a rivedere profondamente il reparto offensivo, monitora diversi profili, ma Malen è il nome che intriga di più, con i bianconeri pronti a fare carte false pur di averlo. L’altro nome in lista resta Kolo Muani, mentre Mateta e Sorloth sono sulle sfondo.

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Fonte: Tuttosport

Gasp ha le idee chiare: Svilar e Malen gli intoccabili della Roma del futuro

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C’è stato anche Francesco Totti al tavolo, ma il cuore del discorso impostato da Gian Piero Gasperini è stato tutt’altro che celebrativo. Durante la cena riservata andata in scena nel centro di Roma, il tecnico giallorosso ha sfruttato il confronto diretto con l’ex capitano per chiarire un concetto preciso: la Roma del presente e del futuro riparte da due nomi considerati intoccabili.

I profili indicati da Gasperini sono quelli di Mile Svilar e Donyell Malen, pilastri tecnici su cui l’allenatore intende costruire una squadra con ambizioni Champions. Un messaggio che Totti ha ascoltato con attenzione, perché inserito all’interno di un ragionamento più ampio sull’identità sportiva del club e sulla necessità di avere riferimenti chiari, forti e riconoscibili nello spogliatoio.

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Svilar è considerato da Gasperini una certezza assoluta. Non solo per il rendimento, ma per la personalità e la crescita mostrata nel corso della stagione. Il portiere è visto come un leader silenzioso, uno di quelli che danno stabilità alla squadra anche nei momenti di pressione. Per questo, nella visione del tecnico, non rientra in alcun tipo di valutazione di mercato: è una colonna su cui poggiare il progetto.

Discorso altrettanto netto su Malen. Gasperini ha ribadito a Totti di averlo voluto fortemente. E i risultati si sono visti sul campo, con l’olandese che sta trascinando la Roma a suon di gol. Donyell, dunque, non si tocca e da lui deve ripartire l’attacco giallorosso, che in estate sarà rivoluzionato.

Il confronto a tavola è servito anche a questo: mettere nero su bianco quali sono i cardini da cui non si prescinde. Prima viene il campo, prima vengono le certezze tecniche. E Svilar e Malen, nella testa di Gasperini, sono già il presente ma soprattutto il futuro immediato della Roma.

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Fonte: La Repubblica

Roma, Gasperini vuole Totti direttore tecnico

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Gian Piero Gian Piero Gasperini guarda avanti, ma con un’idea ben chiara in testa: Francesco Totti non come simbolo da esibire, bensì come risorsa concreta dentro la Roma. È questo il vero significato della cena andata in scena nei giorni scorsi nel centro della Capitale, un incontro tutt’altro che conviviale, nato e maturato nel segno della progettualità.

Al tavolo, oltre all’allenatore giallorosso e all’ex capitano, anche Vincent Candela, figura chiave nel riavvicinamento tra le parti. Un incontro riservato, lontano da occhi indiscreti, durato diverse ore e incentrato quasi esclusivamente sulla Roma di oggi e, soprattutto, su quella di domani.

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L’idea di Gasperini è netta: Totti può e deve avere un ruolo operativo, di primo piano. Non un semplice ambasciatore o testimonial in vista del centenario del club o del nuovo stadio di Pietralata, ma una figura tecnica capace di incidere nelle scelte strategiche. Il profilo individuato è quello del direttore tecnico, una posizione che consentirebbe all’ex numero 10 di affiancare l’allenatore anche nelle valutazioni di mercato, mettendo a disposizione esperienza, visione e quel fiuto calcistico che Gasperini stima da sempre.

Un’apertura che Totti ha accolto con entusiasmo. Dopo l’addio del 2019, segnato dalla rottura con la precedente dirigenza, l’ipotesi di un ritorno a Trigoria non è mai del tutto svanita. Inizialmente pensata dalla società come operazione più istituzionale e d’immagine, la prospettiva si sta ora spostando su un piano decisamente più tecnico, proprio grazie all’interlocuzione diretta con l’allenatore.

Gasperini, del resto, non ha mai nascosto la propria ammirazione per Totti, ribadendo anche pubblicamente di avere idee precise su come valorizzarne il contributo fuori dal campo. La cena avrebbe rappresentato un primo passo concreto in questa direzione, una presa di contatto approfondita in attesa che tutte le condizioni – sportive, societarie e personali – si incastrino.

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Le tempistiche restano aperte e legate anche ai prossimi confronti tra Totti e la proprietà. Ma il segnale è chiaro: il ritorno dell’ex capitano non è più soltanto una suggestione romantica. Gasperini lo vede come una pedina strategica per costruire la Roma del futuro, con un ruolo vero, centrale e operativo. E da qui in avanti, ogni passo potrebbe avvicinare quella che fino a poco tempo fa sembrava solo una voce.

Fonti: Leggo / Gasport

Pjanic: “Che impatto di Malen. Gran lavoro di Gasp, ma la Juve può arrivare in Champions”

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Miralem Pjanic ricorda il suo periodo alla Roma. L’ex centrocampista giallorosso, che ha deciso di appendere gli scarpini al chiodo, ha parlato della sua carriera in una intervista rilasciata ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Questo un estratto delle sue parole:

È riuscito a vedere il 3-3 tra Roma e Juventus?
«Certo. Gasperini sta facendo un gran lavoro a Roma, che impatto Malen. Ma l’altra sera la Juventus ha tirato fuori il suo Dna, lo spirito del “fino alla fine”. La corsa Champions è ancora lunga 11 gare: la Juventus si può qualificare».

A bruciapelo: i suoi allenatori migliori?
«Luis Enrique per le idee, Allegri per la gestione».

Il migliore a calciare le punizioni?
«Sono cresciuto a Lione con Juninho Pernambucano, un vero fenomeno. E ho avuto il privilegio di giocare con Totti, Ronaldo e Messi. Leo mi stupì a Barcellona: noi ci esercitavamo sulle punizioni, lui mai. Calciava solo in partita. E faceva gol. Cristiano era una macchina in tutto. Una volta Allegri ci tenne in panchina per farci rifiatare, rientrammo alle 2 di notte dalla trasferta e lui si fermò comunque alla Continassa ad allenarsi».

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A Roma chi era la vittima degli scherzi di Totti?
«Benatia. Medhi si scaldava facilmente e Checco lo accoglieva nello spogliatoio dicendogli: “Ma hai visto cosa hanno scritto i giornali di te?”…».

Fonte: Gazzetta dello Sport

Svolta Friedkin: la romanità torna un valore aggiunto

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Tutto, in casa Roma, sembra ricondurre lì. A Francesco Totti. Non come operazione nostalgia, ma come naturale punto di equilibrio di un percorso che il club ha intrapreso quasi senza accorgersene. Perché la domanda, in fondo, è semplice: com’è possibile che il simbolo assoluto della storia giallorossa non sia ancora stabilmente dentro Trigoria?

I numeri raccontano una carriera irripetibile, ma non bastano a spiegare il peso specifico di Totti. Quello è identità pura, appartenenza, riconoscibilità immediata. Ed è proprio su questo terreno che si è consumata, negli ultimi mesi, una svolta silenziosa ma profonda della proprietà americana.

I Friedkin erano partiti da un’idea chiara e lineare: un modello internazionale, manageriale, distante dai localismi. Lo dimostrano scelte forti e coerenti, da José Mourinho ai dirigenti stranieri inseriti negli anni. Poi qualcosa è cambiato. Non per abiura, ma per evoluzione. Perché accanto alle competenze, a Trigoria si è tornati a sentire il bisogno delle radici.

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Il primo segnale è stato il ritorno di Claudio Ranieri, uomo che aveva chiuso con la panchina e che solo per la Roma ha deciso di rimettersi in gioco. Una scelta identitaria, prima ancora che tecnica. In mezzo, un passaggio delicato come l’esperienza di Daniele De Rossi, interrotta tra incomprensioni e cortocircuiti gestionali, ma che ha comunque contribuito a riaprire il discorso sul senso di appartenenza.

Dentro questo percorso si inserisce oggi, con sempre maggiore forza, la figura di Totti. Non come semplice volto da esibire, ma come risorsa da utilizzare. Sarebbe un errore ripetere il passato, limitandolo a un ruolo ornamentale. Perché Totti non è solo memoria: è conoscenza del calcio, lettura dei talenti, capacità di parlare alla squadra e alla città.

Il suo peso, ancora oggi, si riflette anche sui più giovani. Niccolò Pisilli, ultimo prodotto di un vivaio curato per anni da Bruno Conti, non ha mai nascosto di essersi ispirato a lui. E chissà che un ritorno strutturato di Totti non possa incidere anche su chi oggi appare a un bivio, come Lorenzo Pellegrini, sempre più vicino alla scadenza e in cerca di nuove prospettive.

Non è romanticismo. È strategia. La Roma sta lentamente riscoprendo se stessa, cercando un equilibrio tra modernità e appartenenza. E se davvero esiste un volto capace di tenere insieme questi due mondi, quel volto è inevitabilmente quello di Francesco Totti.

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Fonte: Gazzetta dello Sport

Europa League, Bologna-Roma: divieto di trasferta per i residenti nella Provincia di Roma

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Arrivano conferme ufficiali sulle modalità di accesso allo stadio in vista della sfida di Europa League tra Bologna e Roma, in programma il 12 marzo 2026.

L’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive ha chiarito che, anche per l’impegno europeo, resta valido il divieto di trasferta per i tifosi giallorossi residenti nella Provincia di Roma, così come previsto dal Decreto del Ministro dell’Interno del 20 gennaio 2026.

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La vendita dei biglietti per il settore ospiti sarà comunque attivata, ma con forti limitazioni: potranno acquistare il tagliando solo i sostenitori della Roma aderenti al programma di fidelizzazione del club e residenti fuori dalla Provincia di Roma.

Una decisione che riduce sensibilmente la presenza giallorossa sugli spalti per una sfida europea di grande importanza.

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Redazione GR.net

FLASH GIALLOROSSO – Tutte le brevissime dal mondo Roma minuto per minuto

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Tra allenamenti, indiscrezioni, post social, curiosità e piccoli retroscena, il mondo giallorosso è un flusso continuo di notizie, voci e dettagli spesso sfuggiti ai radar. In questa rubrica troverete tutto quello che ruota attorno alla Roma: notizie brevi, note di colore, curiosità e segnalazioni in tempo reale di questo martedì 3 marzo 2026. Aggiornamenti flash, da leggere in un attimo… ma da non perdere.

Ore 19:50 – Boniek: “Totti? Accetterei qualsiasi ruolo”

Zbigniew Boniek a Radio Radio sottolinea il ruolo centrale di Francesco Totti per il centenario della Roma: Totti è il simbolo della Roma, il centenario senza di lui non esiste”. L’ex presidente della Federcalcio polacca aggiunge: “Non so cosa gli propone la società, ma se fossi stato in lui avrei accettato qualsiasi ruolo”.

Ore 16:45 – Pisilli cresce, Piccareta: “Uno dei trascinatori”

Fabrizio Piccareta, ex tecnico delle giovanili della Roma, elogia Niccolò Pisilli a Retesport: “Mi aspettavo questa crescita, è un centrocampista moderno, con corsa, sacrificio e intelligenza. In un centrocampo a tre con Cristante vertice basso sarebbe con Konè la mezzala perfetta”. Sulla gara con la Juventus: “Contro avversari così rischi di sparire, lui invece è stato uno dei trascinatori”. Meriti anche a Gasperini: “Lo sta usando nel modo migliore, è ideale per il suo gioco”. E uno sguardo all’azzurro: “Gattuso può convocarlo, porta entusiasmo e gol”.

Ore 15:10 – Stadio Roma, passo avanti a Pietralata

Prosegue l’iter per il nuovo stadio della Roma: fissata per venerdì prossimo alle 8:30 la seduta congiunta delle commissioni Urbanistica e Mobilità per l’esame del progetto di Pietralata. La convocazione, resa nota dal giornalista Alessio Di Francesco, è un passaggio tecnico propedeutico al voto finale in Assemblea Capitolina. L’appuntamento precede il voto dell’Aula, calendarizzato per il 13 marzo, che chiuderà la fase comunale prima del passaggio alla Regione Lazio per la Conferenza di Servizi decisoria.

Ore 12:45 – Giudice Sportivo: un turno a Wesley, multa alla Roma

Conclusa la ventisettesima giornata di Serie A, il Giudice Sportivo Gerardo Mastrandrea ha comunicato le decisioni disciplinari. Squalifica di un turno per Wesley dopo la quinta ammonizione stagionale rimediata contro la Juventus. Il brasiliano salterà dunque il prossimo match contro il Genoa. Infine, ammenda di 6000 euro ai tifosi della Roma per aver rivolto cori offensivi all’allenatore bianconero, Luciano Spalletti. (legaseriea.it)

Ore 10:20 – Cristante compie 31 anni

La Roma fa gli auguri su social a Cristante: oggi il centrocampista giallorosso compie 31 anni. “Buon compleanno Bryan!”, scrive il club.

Ore 9:30 – Massara, voci su un addio a giugno

Nonostante un contratto fino al 2028, la posizione di Frederic Massara come direttore sportivo della Roma non è così sicura come sembra a causa di tensioni all’interno del club giallorosso con lo stesso dirigente. Questo potrebbe addirittura portare ad una separazione anticipata al termine della stagione in corso. (calciomercato.it)

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Ore 9:15 – Sabatini: “De Rossi contro la Roma? Incestuoso…”

Walter Sabatini commenta la prossima sfida Roma-Genoa di Daniele De Rossi: «Incroci del genere sembrano sempre cose contro natura, incestuose, se vogliamo esagerare con i termini. Per Daniele sarà una sfida molto complicata da vivere, non da fare». Sulla Roma e Gasperini aggiunge: «Sta facendo benissimo. La Roma non è una squadra casuale, è molto caratterizzata, il suo lavoro si vede. Penso alla rete di Wesley alla Juve: quel gran gol c’è perché Gasperini lo fa giocare a sinistra, sul lato sbagliato, consentendogli di tirare col piede giusto, il destro. La squadra è motivata, tutti rincorrono la palla… c’è la giusta mentalità». (Il Secolo XIX)

Ore 8:50 – Pisilli, futuro della Roma e della Nazionale

Niccolò Pisilli si conferma il centrocampista simbolo della Roma “Made in Italy”: protagonista contro la Juve con 95% di precisione nei passaggi, 1 assist, 13 recuperi palla e 5 chiusure difensive. Crescita esponenziale iniziata in questa stagione, sfruttando le assenze di El Aynaoui e Koné, ora imprescindibile per Gasperini e con un futuro già ipotizzabile in Nazionale sotto il ct Rino Gattuso. (Gasport)

Ore 7:45 – Baldanzi in dubbio per Genoa-Roma

A poco meno di una settimana dalla sfida di Serie A tra Genoa e Roma, Daniele De Rossi potrebbe dover rinunciare un’altra volta a Tommaso Baldanzi. Il trequartista di proprietà giallorossa ha accusato un possibile stiramento muscolare alla coscia sinistra durante il match contro l’Inter ed ora le sue condizioni sono da valutare per domenica prossima. (gianlucadimarzio.com)

IN AGGIORNAMENTO…

ULTIME DA TRIGORIA – Dybala in permesso. Ancora out Hermoso e Soulè

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La Roma continua a lavorare in vista della trasferta di Marassi, ma il quadro dall’infermeria impone ancora prudenza. Nella seduta odierna Matías Soulé e Mario Hermoso non si sono allenati con il gruppo, limitandosi a un programma personalizzato sotto il controllo costante dello staff medico. Le loro condizioni vengono valutate giorno per giorno, senza forzature.

Assenza programmata invece per Paulo Dybala, che ha usufruito di un permesso concordato con il club per la nascita della figlia. L’attaccante argentino è atteso nuovamente a Trigoria nelle prossime ore e dovrebbe tornare regolarmente a disposizione. Restano fuori causa anche i lungodegenti Ferguson e Dovbyk, impegnati nei rispettivi percorsi di recupero.

A bordo campo si è visto anche Claudio Ranieri con l’ex tecnico giallorosso che ha seguito da vicino l’allenamento. In vista della sfida contro il Genoa, Gasperini dovrà inoltre fare a meno dello squalificato Wesley. Su quella corsia è pronto Rensch, reduce da una prestazione convincente contro la Juventus e candidato a raccoglierne l’eredità dal primo minuto.

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Giallorossi.net – Andrea Fiorini

Hermoso, Soulè e Dybala i recuperi chiave: la Champions passa dall’infermeria

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La corsa Champions è pronta a infiammarsi. Il pareggio per 3-3 tra Roma e Juventus ha lasciato tutto in bilico, ma il vero errore sarebbe limitare il discorso alle due rivali storiche. A inserirsi con forza nella lotta per il quarto posto è anche il Como di Cesc Fàbregas, oggi distante appena tre lunghezze dai giallorossi e sempre più credibile come outsider.

Uno scenario che complica ulteriormente i piani della Roma, chiamata ora a fare i conti con un calendario decisamente più impegnativo rispetto a quello bianconero. Il ritorno dell’Europa League porterà infatti una raffica di impegni ravvicinati, con partite infrasettimanali che rischiano di pesare su energie e rotazioni. In questo contesto, la gestione della rosa diventa centrale per Gian Piero Gasperini, chiamato a tenere la squadra competitiva su più fronti.

La vera chiave, però, passa dall’infermeria. In attacco la Roma aspetta segnali soprattutto da Paulo Dybala e Matías Soulé. Il rientro della Joya è previsto per la prossima sfida contro il Genoa di Daniele De Rossi: il problema al ginocchio sembra in via di risoluzione e Gasperini spera di poterlo riavere al centro del progetto offensivo. L’intesa con Malen, vista a sprazzi, ha già lasciato intravedere un potenziale salto di qualità che potrebbe rivelarsi decisivo nella volata Champions.

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Più complessa la situazione di Soulé. La pubalgia resta un’incognita difficile da gestire: il riposo è stato finora la strada più prudente, ma i tempi di recupero non sono certi e il suo rientro non può essere dato per scontato. Un’assenza pesante, considerando il suo apporto prezioso in termini di gol e assist.

Attenzione anche alla difesa, dove Gasperini spera di recuperare a breve Mario Hermoso. È vero che il reparto offre più soluzioni grazie all’esplosione di Ghilardi e alla duttilità di Celik, ma con tante partite concentrate in poche settimane avere un’alternativa in più può fare la differenza nella gestione delle rotazioni.

La Roma è ancora pienamente in corsa, ma il margine di errore si assottiglia. Tra calendario fitto e impegni insidiosi, il recupero degli uomini chiave potrebbe diventare il vero spartiacque della stagione giallorossa. La Champions passa anche, e forse soprattutto, dall’infermeria.

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Giallorossi.net – G. Pinoli

“ON AIR!” – PRUZZO: “Col Genoa devi vincere per forza, è un bel casino”, PIACENTINI: “La Juve? Quasi quasi temo più il Como”, CORSI: “Quando Gasp ha visto Vaz gli è preso un colpo…”

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Prosegue il nostro appuntamento giornaliero dedicato al variopinto mondo delle radio romane. On Air, la rubrica più copiata (e incollata) del web, è un viaggio per le frequenze più ascoltate dai tifosi giallorossi a caccia di pensieri, notizie, indiscrezioni e qualche nota di colore. Buon divertimento!

Gianluca Piacentini (Rete Sport): “Se la Roma fosse stata due punti dietro al quarto posto, c’avremmo creduto o no? Io penso di sì. E allora perchè non crederci stando a quattro punti di vantaggio? Il calendario è complicato, ma devi vincere le partite se vuoi andare in Champions e dobbiamo provarci. Certo, la vittoria domenica ci avrebbe fatto stare più sereni, ma sarebbe stato comunque un duello punto a punto. Io mi aspetto una Roma in crescendo di condizione. La Juve ha più esperienza, ma non mi sembra abbia questa squadra così forte o così piena di leader. Io quasi quasi sono più spaventato dal Como…”

David Rossi (Rete Sport): “La Roma è attesa da Genoa fuori, Bologna fuori, Como fuori, Bologna in casa e Lecce in casa. Poi pausa, e poi Inter-Roma. La classifica lì, a sette giornate dalla fine, rischia di essere quello di fine campionato. La Juve ha partite facili e potrebbe fare 10-12 punti nelle prossime quattro, alla Roma potrebbero non bastare otto punti, e anche facendo una roba epocale e le vincessi tutte, rischieresti di stare come stai adesso. La Roma da qui a fine campionato ha più partite rognose che facili: hai ancora Como, Inter, Atalanta, derby…”

Mario Corsi (Tele Radio Stereo): “Baldanzi con la Roma ha fatto due gol in due anni, e col Genoa già è stirato dopo due allenamenti…per me non è un giocatore importante. Gasperini vuole giocatori dotati di buona tecnica, ma soprattutto di sacrificio totale, altrimenti con lui non giochi. Pensiamo a Koopmeiners: nell’Atalanta correva come un dannato, come Ederson. Il problema è che se non ti alleni in quel modo, non hai quei piedi che ti fanno fare la differenza, e per me nella Juve è finito completamente. Gasp vuole conoscere prima di tutto le condizioni atletiche: velocità e forza fisica. Quando ha visto Vaz, povero figlio, credo gli sia preso un colpo. Ora lo modificherà, e vedremo come andrà a finire…”

Francesca Ferrazza (Tele Radio Stereo): “Mettere Zaragoza in quel momento della partita è stato un cambio sbagliato, poi non è stata colpa sua se abbiamo pareggiato, ma è stata una concatenazione che ha portato al disastro. Non ha tenuto quell’angolo, magari serviva uno con più fisico a difendere la palla. In certe situazioni il cambio di Zaragoza ci può stare, in quello no. Quando è entrato c’è preso un colpo…”

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Lorenzo Pes (Tele Radio Stereo): “Massara? Penso che farà lui il mercato estivo, se ci fosse stato un profondo disagio il divorzio con la Roma ci sarebbe stato in inverno. Massara mi sembra un perfetto incassatore, lui incassa e continua a fare il suo lavoro e con uno come Gasperini mi sembra l’ideale. Il mercato ha evidenziato cose positivi e degli errori, tutti i ds fanno cose buone e altre meno. L’idea di Gasperini su Totti magari è quella di fortificare la direzione sportiva. Dybala col Genoa me lo aspetto a disposizione, contro la Juve sapevamo che non era in condizione di giocare. Può essere qualcosa che ti sposta: avere un Dybala al 100% contro il Como può portarti dei vantaggi. Su Soulè purtroppo non ci sono previsioni, avere la pubalgia per uno che in campo cambia spesso direzione rende tutto più difficile…”

Piero Torri (Radio Manà Sport): “Il cammino della Roma è complicato. Con la Juve faremo i conti fino alla fine, ora bisogna essere bravi a dimenticare la batosta di domenica. Vincere quella partita voleva significare tanto, ora non puoi sbagliare nulla e domenica devi andare a Genova per vincere…”

Roberto Pruzzo (Radio Radio): “Quando la Roma stava 3 a 1 e aveva la partita in mano, pensavo che un pareggiotto a Marassi poteva anche starci. Ora invece devi per forza vincere, ed è un bel casino. De Rossi deve mettere in casa dei punti, perchè il Genoa non è sicuro. Il momento è delicato per tutti…”

Nando Orsi (Radio Radio): “Pisilli come Barella? Assolutamente no, Pisilli è più tecnico e Barella è più fisico. Pisilli è più lucido davanti alla porta, forse è più simile a Frattesi. In questo momento sta giocando bene. Poi Malen è uno che ti fa giocare bene. Io ho sentito critiche aspre a Mancini, Cristante e Pellegrini, ma sul 3 a 1 sentivo giudizi diversi, poi finisce 3 a 3 e cambia tutto. Ma non è così che funziona…”

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Redazione Giallorossi.net

Stadio della Roma, i numeri del mega progetto: al Comune le briciole

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La Roma avanza verso il suo nuovo stadio a Pietralata, un progetto da oltre 1 miliardo di euro che lega le fortune economiche del club a quelle politiche dell’amministrazione capitolina guidata dal sindaco Roberto Gualtieri, con il voto del Consiglio comunale previsto il 13 marzo per la conferma del pubblico interesse.

Secondo i documenti consegnati dalla società giallorossa, il progetto prevede un impianto da 60mila posti, 30 punti vendita, 2mila metri quadri di hospitality e 1.800 di fan store, con un investimento diretto sullo stadio di 633 milioni. A queste voci si aggiungono 120 milioni per imprevisti e accantonamenti e 80 milioni per spese tecniche di progettazione e direzione lavori.

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L’affidamento sarà regolato da una convenzione tra Roma e Comune, con un canone annuo di concessione fissato in 66mila euro, aggiornato del 2% a partire dal secondo anno, e la realizzazione di opere pubbliche a compensazione di altri oneri come il diritto di superficie (13,7 milioni) e il contributo straordinario di urbanizzazione (10 milioni). Tra gli interventi inclusi nel progetto figurano il Parco centrale, la passerella di via dei Monti di Pietralata, i collegamenti con la Stazione Tiburtina e via Livorno, oltre alla ristrutturazione della stazione metro Quintiliani.

Il Comune rimarrà proprietario dell’area per tutta la durata della concessione, che sarà di 90 anni. Alla scadenza, lo stadio tornerà nella piena disponibilità di Roma Capitale. Il canone fissato e gli oneri sono stati calcolati in base al piano economico certificato del project financing, che stabilisce l’equilibrio finanziario dell’intera operazione senza prevedere contributi diretti da parte dell’amministrazione comunale.

La settimana scorsa la giunta ha approvato la delibera per la presa d’atto della verifica tecnica ed economica del progetto, ultimo passo prima del voto consiliare. Nei prossimi giorni, le commissioni competenti – Urbanistica, Mobilità, Ambiente, Lavori pubblici, Patrimonio e Sport – esamineranno i dettagli dell’operazione, che rappresenta uno dei più importanti interventi urbanistici e sportivi della Capitale degli ultimi anni.

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Fonti: Il Messaggero / Il Fatto Quotidiano

Spazio a Rensch e Dybala di nuovo a disposizione: Gasp cerca il riscatto a Marassi

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La Roma volta pagina e inizia a guardare con attenzione alla trasferta di Marassi contro il Genoa, una partita che arriva in un momento delicato della stagione e che imporrà a Roma alcune scelte obbligate e altre tutte da valutare. Gian Piero Gasperini ripartirà dalle certezze, ma anche da assenze pesanti e recuperi da gestire con cautela.

La notizia principale riguarda Wesley: l’esterno brasiliano salterà la gara per squalifica dopo l’ammonizione rimediata contro la Juventus. Una defezione non banale, che costringe lo staff tecnico a ridisegnare la corsia destra. A Marassi toccherà con ogni probabilità a Devyne Rensch, reduce da una prestazione molto solida proprio contro i bianconeri: applicazione difensiva, personalità e continuità nella spinta. Segnali importanti che lo hanno rilanciato nelle gerarchie e che lo candidano a una maglia da titolare.

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Le scelte di Gasperini, però, non si fermano qui. Grande attenzione anche alle condizioni di Paulo Dybala, che dopo essere tornato tra i convocati contro la Juve senza però scendere in campo, avrà finalmente una settimana piena di lavoro per avvicinarsi alla miglior condizione. L’obiettivo è riaverlo a disposizione contro il Genoa, magari già con minuti nelle gambe. Un rientro che avrebbe un peso specifico enorme anche dal punto di vista mentale, in una fase in cui la Roma ha bisogno di qualità e leadership.

Restano invece da monitorare Soulé e Hermoso. Il primo convive ancora con la pubalgia e verrà valutato giorno per giorno: la sensazione è che si procederà con grande prudenza. Stesso discorso per Hermoso, fermato da un risentimento all’ileopsoas e atteso, al massimo, a un rientro graduale in gruppo. Situazione più complessa quella di Evan Ferguson: dopo i controlli effettuati in Inghilterra e l’ultimo consulto, non è stata ancora presa una decisione definitiva. L’ipotesi di un intervento alla caviglia resta sullo sfondo.

In questo contesto, Gasperini dovrà bilanciare energie e scelte, tenendo conto anche della gestione dei nuovi entrati, finiti sotto la lente d’ingrandimento dopo il finale amaro contro la Juventus. La sfida di Marassi diventa così un banco di prova importante: non solo per la classifica, ma per capire come la Roma reagirà mentalmente e tatticamente dopo l’ennesima occasione sfumata.

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Fonti: Il Tempo / Corsport / Il Messaggero

Roma, finali da incubo: Gasperini parla alla squadra

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Il pareggio nel recupero contro la Juventus ha lasciato una scia di amarezza profonda in casa Roma. Non tanto per la classifica – i giallorossi restano davanti – quanto per come sono sfumati due punti che sembravano già in tasca. A pochi secondi dal triplice fischio, con la Champions virtualmente a un passo, il gol di Gatti ha ribaltato le sensazioni e acceso un campanello d’allarme che va oltre il singolo episodio.

Il tema è chiaro: la gestione dei finali. Per mesi la Roma era stata quasi impeccabile quando in vantaggio, senza mai subire rimonte in campionato. Ma nelle ultime settimane qualcosa si è incrinato. I numeri raccontano una squadra che fatica a chiudere: dal 76’ in poi sono appena sei i gol segnati in 27 giornate, il dato più basso tra le prime della classifica, a fronte di sette reti incassate nello stesso segmento. Troppo poco per chi ambisce alla Champions.

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Gasperini, che oggi parlerà alla squadra per analizzare tutti questi aspetti, lo ha detto senza giri di parole: nei finali non è una questione di stanchezza, ma di atteggiamento e concentrazione, soprattutto sulle palle inattive. E l’esempio delle altre big è lì a dimostrarlo: molte partite si decidono proprio negli ultimi minuti, quando fisicità e lucidità fanno la differenza.

Dentro questa amarezza resta però anche una certezza: la crescita complessiva della squadra. La Roma oggi ha un’identità riconoscibile, gioca e compete anche contro le grandi, ma deve ancora fare quell’ultimo salto mentale per “azzannare” le partite fino all’ultimo secondo. La ripartenza passa da qui, con una nota positiva importante: il rientro imminente di Dybala e la conferma di un Pisilli in versione totale, protagonista contro la Juve con numeri da leader.

La strada è tracciata. La Roma c’è, ma per prendersi davvero la Champions serve imparare a chiudere. Senza paura. Fino all’ultimo minuto.

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Fonti: Il Tempo / Leggo

Totti e Gasp, la prima cena: a tavola insieme grazie a Candela

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Quella che doveva restare una battuta si è trasformata in realtà. Gian Piero Gasperini e Francesco Totti si sono incontrati davvero, lontano dai riflettori ma non dal peso simbolico che un faccia a faccia del genere porta inevitabilmente con sé. La cornice è stata Rinaldi al Quirinale, nel centro di Roma, con Vincent Candela nel ruolo di regista silenzioso di una serata che, per i colori giallorossi, non può passare inosservata.

Qualche giorno fa Totti aveva sorriso ricordando un vecchio incontro casuale con Gasperini a Bergamo. Sembrava folklore romano, invece da lì è partita un’accelerazione inattesa. Un’idea che entrambi tenevano lì, in sospeso, ha trovato improvvisamente il momento giusto per diventare concreta. Cena vera, confronto reale, parole scambiate senza microfoni né conferenze stampa.

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Tutto è stato organizzato nel massimo riserbo, anche se a Roma la discrezione è una virtù difficile da praticare. E in u questi minuti è stata anche resa pubblica una foto a conferma dell’incontro, postata sui social dallo stesso Candela. 

Il tema Totti-Roma resta delicato. Al momento, l’ipotesi sul tavolo è quella di un ruolo istituzionale, non direttamente operativo. Ma Gasperini ragiona più in grande. Lo ha lasciato intuire anche pubblicamente, parlando della possibilità di valorizzare il talento di Totti anche lontano dal campo, salvo poi evitare ulteriori dettagli. L’idea, però, sarebbe quella di coinvolgerlo anche nelle scelte sportive: osservazione dei giocatori, valutazioni tecniche, fiuto per il talento. In sostanza, dare spazio alla sua competenza calcistica, oltre che al suo peso simbolico.

Oggi nessuno può dire se e quando questa suggestione diventerà qualcosa di strutturato, né quale posizione potrebbe occupare Totti nell’organigramma della Roma. Ma una cosa è certa: da stasera non si parla più solo di nostalgia o di slogan buoni per i tifosi. L’idea di rivedere Totti dentro la Roma ha smesso di essere astratta. E quando certe porte iniziano ad aprirsi, difficilmente è solo per caso.

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Fonti: Il Romanista / Corriere dello Sport